Oggetto del Consiglio n. 2454 del 7 febbraio 2007 - Resoconto
OBJET N° 2454/XII - Communications du Président du Conseil régional.
Président - J'informe le Conseil de l'activité de la Présidence et des organes du Conseil depuis la dernière réunion de l'Assemblée:
Proposition de loi n° 153, présentée par les Conseillers Sandri, Fontana Carmela, Ferraris et Fiou le 2 février 2007: "Modificazione alla legge regionale 19 agosto 1998, n. 47 (Salvaguardia delle caratteristiche e tradizioni linguistiche e culturali delle popolazioni Walser della Valle del Lys)";
Proposition de loi n° 154, présentée par les Conseillers Sandri, Fontana Carmela, Ferraris et Fiou le 2 février 2007: "Disposizioni urgenti per il rinnovo dei Consigli comunali di Arnad, Issime e Valsavarenche";
Proposition de loi n° 155, présentée par les Conseillers Lattanzi, Frassy et Tibaldi le 6 février 2007: "Modificazioni della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta). Turno unico proporzionale con premio di maggioranza ed elezione diretta del Presidente della Regione";
Proposition de règlement n° 8, présentée par les Conseillers Sandri, Fontana Carmela et Ferraris le 24 janvier 2007: "Modificazioni al regolamento regionale 27 maggio 2002, n. 1 (Norme per la concessione di mutui ad interesse agevolato a favore di persone fisiche nel settore dell'edilizia residenziale. Abrogazione del regolamento regionale 25 agosto 1997, n. 3)".
Réunions:
Bureau de Présidence: 1
Ie Commission: 3
IIe Commission: 1
IIIe Commission: 1
IVe Commission: 1
IIIe et Ve Commission: 1
La dott.ssa Mariagrazia Vacchina ha presentato, in data 2 febbraio 2007, un ricorso al TAR per l'annullamento della deliberazione del Consiglio regionale n. 2354, adottata nella seduta del 20 dicembre 2006, con cui il Dott. Flavio Curto veniva eletto Difensore civico presso il Consiglio regionale per vizio di legittimità. La ricorrente ha chiesto inoltre la sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato.
La Consigliera Secondina Squarzino ha partecipato a Nairobi, in Kenya, in rappresentanza del Consiglio regionale, al "Social Forum", all'interno della delegazione italiana del Coordinamento enti locali per la pace e i diritti umani e del Tavolo della pace. Nel corso dell'incontro, al quale hanno preso parte circa 70.000 rappresentanti dei vari enti e associazioni mondiali, sono state affrontate diverse tematiche tra le quali: la cooperazione decentrata, la questione dell'acqua, la democrazia partecipativa nell'azione delle autorità locali, il debito dei Paesi poveri, i progetti di intervento nel settore sanitario e gli obiettivi del "Millenium" indicati dall'ONU.
Chers collègues, avec l'approbation, mercredi 31 janvier dernier, par la Chambre des Députés du projet de loi n° 2081 l'Etat italien a décidé la ratification de la Convention sur la protection et la promotion de la diversité des expressions culturelles de l'UNESCO. Une mobilisation sans précédents a conduit à un rythme inédit de ratification de ce texte juridique de portée historique qui consacre le rôle de la culture comme acteur du développement, mobilise la société civile pour la réalisation de ses objectifs et place la solidarité internationale au cœur de son dispositif. Je me réjouis de cette décision et j'affirme que cette ratification de la part de l'Etat italien est d'autant plus significative car elle est aussi le fruit d'une œuvre de sensibilisation menée par le Conseil régional qui à plusieurs reprises a sollicité l'adhésion à cet instrument juridique de droit supranational, mais elle est avant tout une victoire de la francophonie et de l'Assemblée parlementaire de la francophonie qui, notamment par le biais de sa Commission (la nôtre), a joué un rôle de précurseur dans ce dossier et a fait de la diversité culturelle une priorité stratégique de son action. Désormais les Etats se voient reconnu pleinement le droit souverain d'élaborer des politiques culturelles avec le double effet, d'une part, de pouvoir mieux protéger et promouvoir la diversité des expressions culturelles et, de l'autre, de créer les conditions permettant aux cultures de s'épanouir et interagir librement de manière à s'enrichir mutuellement.
All'età di 88 anni si è spento in Provincia di Pisa Monsignor Ovidio Lari, Vescovo di Aosta dal 1968 al 1994. Ha guidato la Chiesa valdostana per 26 anni, uno dei periodi più lunghi della storia della diocesi regionale ed è proprio durante il suo episcopato che nel 1986 la Valle d'Aosta ha accolto per la prima volta Papa Giovanni Paolo II. Dottore in teologia all'"Angelicum" di Roma, fu professore di filosofia e di teologia in seminario a Volterra e professore di lettere a Siena. Durante il suo episcopato ha visitato più volte tutte le parrocchie della diocesi e ha celebrato un importante sinodo diocesano nel quale venne rivisitata l'intera vita e attività pastorale della diocesi. Si è dimesso nel 1994 per raggiunti limiti di età, lasciando la diocesi nel febbraio del 1995 al suo successore: Mons. Giuseppe Anfossi. Nel suo paese natale ha proseguito ad insegnare teologia e ha mantenuto sempre un legame con la Valle d'Aosta e soprattutto con i Valdostani, che gli hanno sempre voluto manifestare con forza la loro gratitudine. È stato un uomo di grande cultura e un importante teologo, oltre che persona di grande umanità e sensibilità e negli ultimi anni sono stati molti i Valdostani che hanno beneficiato della sua generosità e ospitalità. Il suo desiderio di essere sepolto in Valle d'Aosta dimostra il suo profondo attaccamento alla nostra terra. Il Consiglio regionale è riconoscente per la sua opera di pastore della nostra Comunità e rinnova ai familiari i sentimenti di cordoglio e partecipazione.
Colleghi, i recenti gravi fatti accaduti a Catania, che hanno provocato la morte dell'Ispettore di polizia Filippo Raciti, hanno minato profondamente le coscienze e la passione per lo sport del calcio. Credo di interpretare il sentimento del Parlamento regionale nell'esprimere i sentimenti alla famiglia e nel respingere con forza ogni atto delinquenziale, a maggior ragione quando questo è legato ad un evento sportivo. I valori dello sport devono essere anche quelli di una società che sembra aver dimenticato la tolleranza e la convivenza civile. Il fatto che tra i numerosi arrestati vi siano dei minorenni deve convincere tutti che siamo di fronte a un fenomeno serio, pericolosamente radicato nella Comunità e che come tale deve essere affrontato con forza e determinazione ad ogni livello. Il Consiglio regionale, nell'esprimere il proprio sdegno nei confronti delle azioni teppistiche, indirizza un forte sentimento di cordoglio ai familiari dell'ispettore ucciso ed esprime la solidarietà alle forze dell'ordine che ogni giorno sono chiamate a difendere la tranquillità, la serenità e la sicurezza dei cittadini.
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Innanzitutto mi permetta, Signor Presidente, anche come Consigliera del gruppo "Arcobaleno", di unirci alle parole da lei pronunciate per esprimere il cordoglio del Consiglio e dell'intera Comunità per la morte del Vescovo emerito Mons. Ovidio Lari. Chi di noi si sente parte della Comunità ecclesiale che è in Valle d'Aosta vuole ringraziare Mons. Lari per il rispetto, la discrezione con cui ha esercitato il suo ruolo di pastore e per il coraggio, come ha ricordato il Presidente, che ha dimostrato indicendo il sinodo e chiamando tutti i credenti ad interrogarsi sulla fede e su come viverla oggi nella nostra Valle. Noi tutti, come esponenti politici del gruppo "Arcobaleno", credenti e non credenti, vogliamo ringraziare Mons. Ovidio Lari per aver rispettato sempre l'autonomia della sfera politica e per aver creduto nell'azione dei laici impegnati in politica, laici cui è demandata la responsabilità delle scelte che quotidianamente operano con tutti gli uomini e le donne di buona volontà per quello che ritengono essere il bene comune; atteggiamento rispettoso e fiducioso nelle persone, di cui lo ringraziamo e di cui oggi sentiamo ancora di più nostalgia.
Mi permetta ancora, Presidente, visto che lei ha ricordato la missione a Nairobi, di soffermarmi sull'esperienza fatta... ho rappresentato il Consiglio regionale della Valle d'Aosta all'interno della delegazione italiana del Coordinamento enti locali per la pace e i diritti umani insieme a Presidenti di Consigli regionali e provinciali, a Sindaci Assessori di grandi e piccole città al "World Social Forum" che si è tenuto a Nairobi dal 20 al 25 gennaio. È stata un'occasione per ascoltare l'Africa attraverso gli oltre 1.000 eventi e le centinaia di "stand" illustrativi, soprattutto nel contatto diretto con gli abitanti degli "slums", che rappresentavano i milioni di Africani esclusi da ogni processo democratico, dal riconoscimento effettivo dei diritti insiti in ogni persona e che ci hanno consentito di vedere nel concreto cosa significa la miseria, l'assenza di diritti umani e di democrazia. Abbiamo ascoltato i rappresentanti della società civile africana (organizzata in associazioni le più diverse: cattoliche, sportive, contadini, donne, tante donne che lottano contro l'Aids, contro l'ignoranza, l'infibulazione, contro la discriminazione la desertificazione). Ci hanno detto... al di là delle immagini negative dell'Africa e degli stereotipi con cui è descritta l'Africa nei "media" occidentali, che c'è una vitalità, una dignità, una voglia di lavorare per riscattarsi dalla miseria, dall'assenza di lavoro, dallo sfruttamento che viene dal basso, in collaborazione con le autorità locali, quando ciò è possibile oppure, nonostante questo e in genere con aiuti di ONG occidentali che fanno leva su ONG locali, su progetti pensati e portati avanti dagli stessi Africani. Ci hanno detto che in tale ottica va ripensata la cooperazione decentrata: noi possiamo essere utili all'Africa solo se ci mettiamo al servizio dei loro processi di democratizzazione e di sviluppo. Abbiamo ascoltato i rappresentanti degli enti locali africani, ci hanno detto che le nostre buone intenzioni senza azioni non servono a niente e che le azioni vanno fatte innanzi tutto nei nostri Paesi occidentali. Dobbiamo innanzi tutto operare affinché siano raggiunti gli obiettivi del "Millennium" indicati dall'ONU e, in particolare, lo sradicamento della povertà entro il 2015 e da più parti in modo un po' provocatorio ci ricordavano che per raggiungere questo obiettivo basterebbe che l'occidente destinasse a questo scopo soldi che nell'occidente si spendono in un anno per la cura degli animali domestici.
In secondo luogo affrontare e risolvere a livello mondiale la questione della proprietà dell'acqua. L'acqua va dichiarata un bene universale e l'accesso all'acqua un diritto umano, essa sta diventando preziosa, più dello stesso petrolio e per il suo possesso si rischieranno le guerre future. Già adesso responsabili locali sono disposti a morire pur di non lasciar privatizzare i corsi d'acqua da cui dipende la vita dell'intera Comunità, abbiamo sentito la testimonianza di un "maire" della Martinica che ha detto che solo quando si è con il proprio corpo steso davanti alle ruspe è riuscito a convincere il Governo locale a non continuare nella privatizzazione della "rivière" che era l'unica fonte di acqua e di vita per la sua Comunità.
Abbiamo incontrato i poveri, i 2,5 milioni di abitanti delle 200 "bidonvilles" di Nairobi, ci hanno parlato attraverso le testimonianze e gli incontri avuti a Korogocho, dove 100mila persone, tanti quanti gli abitanti della Valle, vivono in meno di 2 Km. quadrati. Un'accoglienza festosa alla loro celebrazione domenicale, dove per 3 ore hanno cantato, danzato, scambiato doni e segni di pace e di riconciliazione e hanno manifestato la gioia di essere una comunità di uomini e donne liberati dalla paura, dalla supina accettazione di una vita miserabile, una comunità che si prende cura dei ragazzi di strada, delle bambine violentate, dei bimbi che non possono andare a scuola e che restituisce dignità a chi è considerato ai margini della società, come chi vive cercando rifiuti nell'adiacente discarica. Con loro protagonisti abbiamo aperto e concluso il "Forum" con una marcia, attraversando baraccopoli maleodoranti, in mezzo alla polvere, all'aria inquinata che ti brucia in gola, costeggiando discariche a cielo aperto e i 14 Km. l'ultimo giorno in segno di condivisione di un'esperienza che essi sono obbligati a fare tutti i giorni per andare in città a cercare lavoro... Come enti locali per la pace abbiamo preso l'impegno - e oggi sono qui per verificare e condividere con tutto il Consiglio tale impegno - di lavorare, ciascuno nel proprio ambito istituzionale affinché: sia considerato prioritario, nell'agenda politica, l'obiettivo di sradicare la povertà, da raggiungere entro il 2015, come indicato dall'ONU fra gli obiettivi del "Millenium"; si affronti il tema dell'acqua, della sua proprietà: l'acqua è un bene comune, appartiene alle comunità locali che hanno diritto ad usarla; ci si impegni a dedicare parte delle risorse alla cooperazione (l'Italia deve raggiungere lo 0,7% su cui si era impegnata; anche noi in Valle potremmo rivedere l'attuale percentuale dello 0,02%). La Valle d'Aosta fa già molto per l'Africa, ma quando si è lì si capisce che le esigenze sono ancora più grandi. Come avete visto, vi sono organizzazioni istituzionali come l'"AMECE" (Assemblée mondiale des élus et des citoyens pour l'eau), il "RED FAL" (Foro des Autoridades locales por la inclusion social), il cui "leader" carismatico è il Sindaco di Bondy, Seine-Saint-Denis, e se riusciamo, al di là di quello che singole persone fanno, ma come istituzione a far rete con tutte le altre istituzioni e anche con i nostri amici "Parlementaires de langue francophone", se mettiamo in rete tutte le azioni, possiamo rendere ancora più efficaci i nostri interventi. Ho lasciato un "dossier" al Presidente del Consiglio, c'è un sito: www.nairobi2007.it per chi vuole saperne di più.
Presidente - La parola al Vicepresidente Lanièce.
Lanièce (SA) - Prendo anch'io la parola per esprimere, a nome mio personale e del gruppo consiliare della "Stella Alpina", il nostro più vivo cordoglio per l'improvvisa scomparsa di Mons. Ovidio Lari. Come ha già giustamente sottolineato il Presidente del Consiglio, Mons. Ovidio Lari è stato un grande teologo e un grande Pastore, che ha sapientemente guidato la nostra Diocesi per più di 25 anni, dimostrando la sua grande umanità e sensibilità e l'attaccamento verso la Comunità valdostana, come testimonia il fatto che abbia scelto Aosta quale luogo ove riposare, al termine della sua esistenza terrena. Questa scelta ci onora e ci riempie di riconoscenza e di orgoglio. Uomo di grande cultura e di grande profondità spirituale, dai modi garbati e gentili, ha sempre prestato particolare attenzione ai problemi della Comunità valdostana, diffondendo sempre un forte e profondo messaggio di fede. Siamo certi che la Diocesi e l'intero popolo valdostano saprà ricordarlo con affetto, devozione e riconoscenza.
Presidente - La parola al Consigliere Lavoyer.
Lavoyer (FA) - Solo per unirci come gruppo "Fédération Autonomiste" alle parole di cordoglio del Presidente del Consiglio per la scomparsa di Mons. Ovidio Lari.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Naturalmente anche noi ci uniamo alle parole che ha detto, ma volevamo in particolare evidenziare il dramma che è successo a Catania, in cui forse anche delle disattenzioni nel far rispettare le leggi dello Stato hanno messo a repentaglio la vita di un esponente delle forze di pubblica sicurezza... e credo che questo sia un insegnamento oltre le cose che ha già ricordato lei rispetto alle questioni generali ai minorenni... anche una profonda attenzione, perché il far rispettare le leggi significa anche difendere i nostri agenti di polizia, per cui credo che a loro debba andare tutta la nostra solidarietà.
