Oggetto del Consiglio n. 2425 del 24 gennaio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2425/XII - Collocazione definitiva della sede dell'Institut agricole régional. (Interrogazione)
Interrogazione
Preso atto della delibera di Giunta regionale n. 3150 del 2006, con cui si revoca l'appalto integrato e l'aggiudicazione provvisoria relativa ai lavori di ampliamento e ristrutturazione dello stabile sede dell'Institut Agricole Régional, (IAR) nella Città di Aosta, per cui era previsto un importo complessivo di spesa di 26.762.337,47 euro;
Ricordato che era stata aperta una trattativa con l'ordine religioso dei Canonici del Gran San Bernardo, proprietari della "Fèrme" e dei terreni agricoli in Loc. Mont Fleury, nella Città di Aosta, al fine della loro acquisizione da parte dell'Amministrazione regionale, a titolo oneroso e con mantenimento del vincolo agricolo di destinazione d'uso;
Evidenziata la necessità di prevedere con chiarezza la collocazione definitiva della sede dell'Institut Agricole, sia per ciò che concerne gli edifici prettamente scolastici, sia per quanto riguarda i laboratori e tutti gli altri locali strumentali necessari alle attività pratiche dell'Institut, nonché per ciò che riguarda la parte collegiale e di ospitalità per gli studenti fuori sede;
Considerato inoltre che questo blocco dell'ampliamento dell'IAR potrebbe comportare già dal prossimo anno scolastico una riduzione dei posti disponibili per gli studenti;
i sottoscritti Cnsiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per conoscere:
1) a che punto siano le trattative per l'acquisizione dei terreni e degli stabili in Reg. Mont Fleury dall'attuale proprietà;
2) quali siano i siti, nella Città di Aosta, eventualmente presi in considerazione per la futura sede dello IAR e quale sia la loro attuale destinazione nel Piano Regolatore Generale della Città di Aosta;
3) quali siano i provvedimenti messi in atto dall'Amministrazione regionale o dal Consiglio di amministrazione dello IAR al fine di garantire, in questa fase transitoria, almeno i livelli attuali dell'offerta formativa.
F.to: Sandri - Fontana Carmela - Ferraris
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Rispondo punto per punto e per la semplice ragione che, trattandosi di argomenti inter-assessorili, per evitare che diversi Assessori rispondessero sul punto, rispondo io da solo per l'insieme dei colleghi.
Punto primo: "a che punto siano le trattative per l'acquisizione dei terreni e degli stabili...", a suo tempo avevamo incontrato i canonici del Gran San Bernardo per verificare l'eventuale disponibilità loro alla cessione di tutti i beni dell'Ordine che si trovano nella città di Aosta. In realtà, all'epoca, questa acquisizione, che sarebbe potuta avvenire attraverso dei fondi a disposizione dell'"Institut agricole", non si è realizzata per una scelta di non vendere da parte dei canonici. Sappiamo che oggi i canonici sono di nuovo in una fase di riflessione sulla possibilità di vendere, ma il capitolo si riunirà nel mese di aprile e solo dopo aprile sapremo se esista o meno la volontà di una vendita. Attualmente non abbiamo nessun tipo di trattativa, se non dei vaghi "pourparlers" che erano stati bruscamente interrotti dal diniego a proseguire la trattativa.
Il punto n. 2 riguarda quali siano i siti presi in considerazione per l'"Institut agricole"; l'unico luogo che si presterebbe, anche sotto il profilo del piano regolatore, anche per i vantaggi di cubatura derivanti dalla particolarità del sito, è l'ex Centrale del latte, ma attualmente siamo in una fase preliminare, verificheremo. Come il Consigliere Sandri sa bene, lì avremmo dovuto "ab origine" realizzare una parte dell'Università e con l'ultima finanziaria abbiamo preso atto della rinuncia che è avvenuta, quindi avremo occasione di discuterne. Questa decisione dovrà essere assunta in questa specie di commissione tecnica che vede protagonisti gli Assessori Viérin e Cerise, che devono occuparsi dei problemi strutturali di tutte le scuole della città di Aosta.
Per quanto riguarda il punto n. 3, il blocco dell'ampliamento dello stabile attualmente utilizzato dall'"Institut agricole", nonché la decisione di collocare in un'altra sede l'Istituto stesso, come aveva sempre chiesto la fondazione, non comporteranno nei prossimi anni una riduzione del numero di posti disponibili per gli studenti. La scuola e il collegio rimarranno, fino al trasferimento in nuova sede, nello stabile attuale. Tale sistemazione, seppur non più rispondente alle nuove esigenze della scuola, il corso di studi è passato da 3 a 5 anni con conseguente notevole aumento del numero degli alunni, consente tuttavia e in una fase transitoria di garantire i livelli attuali dell'offerta formativa. Dal prossimo anno inoltre l'"Institut" potrà utilizzare anche i locali dell'edificio in passato occupato dall'ex cantina di vinificazione. Tale edificio, che secondo il piano di ristrutturazione dello stabile sede dell'"Institut", sarebbe stato demolito, verrà invece adeguato e messo in parte a disposizione della scuola e del collegio, che potranno fruire di spazi aggiuntivi fermo restando gli attuali 90 posti disponibili per il pernottamento degli alunni convittori.
Si dà atto che dalle ore 9,38 presiede il Vicepresidente Lanièce.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Ringrazio il presidente Caveri per le informazioni che ci ha voluto dare e che ci sono utili per proseguire nell'analisi e nella valutazione di questo delicato problema.
Tre piccole considerazioni a commento di quanto è stato detto. Intanto una piccola considerazione un po' di delusione sulla gestione delle trattative. La gestione delle trattative viene sempre fatta da 2 soggetti, naturalmente scaricare tutta la non volontà sull'altro soggetto credo non sia una buona posizione psicologica da tenere. Ritengo che si debba andare a vedere se non vi siano state delle rigidità, dei modi comportamentali non sufficientemente attenti anche da parte nostra, per cui invito il Presidente, dopo le decisioni che il capitolo dei canonici assumerà nel mese di aprile, a rivedere la strategia con cui approcciare i canonici, perché ho l'impressione che forse ci voglia una strategia più raffinata di quanto non sia stata portata avanti finora. Sono delle valutazioni che lascio alla sua attenzione.
Sulla questione della Centrale del latte qui vi è una delusione più forte perché mi dispiace che si semplifichi questa questione dicendo che alle scuole della città di Aosta ci pensano gli Assessori Cerise e Pastoret, credo che qui vi siano almeno altri 2 soggetti che sarebbero interessati alla questione: uno è la città di Aosta, che non sarebbe male che si trattasse un po' meglio; l'altro è il Consiglio regionale, che meriterebbe di essere coinvolto in quanto siamo di fronte a una scelta strategica molto importante. Negli ultimi anni l'"Institut agricole" ha cambiato profondamente il suo ruolo, non è più una scuola professionale di 3 anni che aiuta ad acquisire una serie di professionalità, che poi vengono spese in agricoltura; credo che solo l'1-il 2% degli studenti che usciranno nei prossimi anni, alla fine del quinquennio, andrà a svolgere quel tipo di professionalità per cui è stato formato, la stragrande maggioranza farà il diplomato come tutti gli altri diplomati. L'"Institut agricole" allora deve a questo punto rientrare nei ragionamenti sul polo delle scuole superiori a pieno titolo, come tutte le altre scuole medie superiori della Valle d'Aosta e anche dal punto di vista strutturale deve essere inserito in quel polo e deve essere collegato alle scelte che si faranno in quel polo.
Un altro discorso è il problema dei convittori, ma a questo punto non si possono fare differenze fra i convittori dell'"Institut agricole", piuttosto che i convittori del Convitto "Federico Chabod" o di altre strutture che offrono questo tipo di servizio. All'interno del polo bisognerà prevedere uno spazio convittori che serva a tutti.
Mi auguro, come ottimisticamente il Presidente ha detto, che vi sia spazio per garantire l'offerta formativa anche utilizzando le cantine dismesse - questa è una notizia nuova, mi sembra positiva -, vigileremo a che non si vada a ridurre l'offerta formativa, perché questo sarebbe grave in quanto l'offerta formativa in Valle d'Aosta a livello delle scuole medie superiori è al limite della sufficienza, in termini anche quantitativi, e credo che ulteriormente scendere sotto questi livelli sarebbe un danno per tutta la nostra Comunità.
