Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2334 del 20 dicembre 2006 - Resoconto

OBJET N° 2334/XII - Communications du Président de la Région.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Saranno, quelle di oggi, 2 comunicazioni non ordinarie, ma piuttosto significative: una riguarda la questione dei buoni benzina - molto attesa -; l'altra riguarderà alcune valutazioni sulla legge finanziaria, sulla base anche degli impegni che erano stati espressi da questo Consiglio anche nei confronti del Presidente della Regione.

Per quanto riguarda la questione dei buoni benzina, parto dal fatto che questa mattina il Governo regionale ha approvato la deliberazione di Giunta di modalità e di criteri di ripartizione, distribuzione e assegnazione di quote dei contingenti di carburanti in esenzione fiscale per il 2007. Naturalmente il mio intervento mirerà a dire come questa scelta politica, che abbiamo assunto questa mattina, è del tutto in linea con una serie di approfondimenti giuridici che abbiamo fatto, che nulla tolgono alla preoccupazione che manifestiamo nei confronti di possibili atteggiamenti invasivi dell'UE nei confronti della nostra Regione su una materia delicatissima quale è quella dei buoni benzina, che assumono, nell'immaginario di tutti i Valdostani, un significato in parte risarcitorio rispetto alla mancata applicazione di quella norma dello Statuto di autonomia che prevedeva "ab origine" la zona franca. Il tema è molto giuridico, quindi anche a quello mi riferirò, ma volevo ricordare quanto questa vicenda abbia una valenza politica. Peraltro avevamo già detto che esistevano una serie di difficoltà ed eravamo caduti anche vittima, in particolare il sottoscritto e l'Assessore Marguerettaz, di chi aveva detto che facevamo "procurato allarme", una specie di incendio per far vedere come eravamo bravi a spegnerlo... invece ho l'impressione che chi aveva detto che noi eravamo degli incendiari, non si rendeva conto della delicatezza della questione!

Vorrei ancora ricordare che questa non è la prima deroga che la Valle d'Aosta ottiene ai sensi della normativa comunitaria; forse un elemento di debolezza per noi deriva da una direttiva, la n. 12/1992, quando le autorità comunitarie descrissero quelle zone di tutti i Paesi europei dove esistevano delle misure di sconti di carburanti o di altri prodotti che risultavano essere precedenti al trattato di Roma. Purtroppo nella direttiva n. 12/1992, probabilmente all'epoca l'attività internazionale della Regione era meno attiva, la Valle d'Aosta non risulta, per cui da allora in diverse occasioni la Valle d'Aosta, ai sensi delle normative comunitarie, ha ottenuto delle deroghe che derivavano soprattutto da un atteggiamento antipatizzante della Commissione europea nei confronti di queste misure di sconto assai diffuse in diversi Paesi europei e che la Commissione ripetutamente aveva chiesto al Consiglio di abolire, sulla base però di meccanismi giuridici diversi da quelli successivi alla direttiva del 2003 attualmente in vigore, cioè precedentemente la bocciatura di queste deroghe sulle accise dei carburanti veniva presentata in blocco al Consiglio e generalmente, all'epoca, il Consiglio respingeva "in toto" tali questioni.

Oggi, invece, ci troviamo di fronte a una situazione nuova e diversa: l'applicazione di una direttiva specifica risalente al 2003. Vorrei ripercorrere brevemente tali questioni. Il sistema che consente ai cittadini valdostani di beneficiare dell'esenzione fiscale su determinati contingenti di carburanti (benzina e gasolio) per autotrazione - credo, a memoria, che l'ultima modifica del contingente risalga al 1986 - trova la sua ragion d'essere in una misura compensativa per la mancata attuazione della zona franca in Valle d'Aosta. Il fondamento risiede in una norma molto datata, legge 3 agosto 1949, n. 623 - più volte modificata con la rideterminazione dei contingenti -, che riguarda la concessione alla Valle d'Aosta dell'esenzione fiscale per determinate merci e contingenti, che prevede un elenco di merci per l'immissione in consumo in Valle.

Il 27 ottobre 2003 è stata approvata la direttiva 2003/96 del Consiglio dell'Unione europea, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità e che si sovrappone alla legislazione nazionale come quadro di riferimento giuridico del settore; ci riferiamo - ripeto - ai problemi di tassazione. L'articolo 18 della direttiva autorizza la Regione Valle d'Aosta ad applicare le esenzioni dalle accise sugli oli minerali sino al 31 dicembre 2006, e l'articolo 19 prevede la possibilità che uno Stato possa richiedere un'esenzione o una riduzione delle accise per considerazioni specifiche. Sulla base di questa possibilità, il Governo italiano - su nostra richiesta - ha richiesto una proroga della deroga valdostana, è ovvio che questo deve passare attraverso una richiesta dello Stato, perché i contingenti di carburante si attuano sulla base di una legge nazionale; quindi non c'è un rapporto, pur mediato dallo Stato, che inerisca una legislazione regionale, ma siamo di fronte ad una legislazione dello Stato. Questa nostra misura, risalente al 1949, rappresentava un beneficio netto per i cittadini valdostani, anche se sappiamo perfettamente che i meccanismi di fiscalità attualmente in vigore sul nostro territorio hanno cambiato la situazione, perché i 9/10 delle imposte percepite sulla base della legge n. 690/1981 sono imposte il cui mancato introito pesa sulle casse regionali, quindi diciamo che questa misura, sempre meno nel tempo, era una specie di risarcimento di derivazione statale, alla fine con il mancato introito dei 9/10 ha finito per essere un introito positivo per i cittadini valdostani, ma derivante da una privazione di fondi che invece sarebbero a valere sulla Regione stessa: questo è da ricordare a chi insiste nella famosa vulgata di una sorta di "regalia" nei confronti dei Valdostani.

Nella scorsa primavera, la Commissione europea ha segnalato agli Stati membri la necessità di attivare la procedura di cui all'articolo 19 della citata direttiva per le deroghe in scadenza; in conseguenza di ciò, il Dipartimento per le politiche fiscali del Ministero dell'economia e delle finanze ha contattato l'Amministrazione regionale al fine di preparare il dossier a supporto della richiesta di rinnovo della deroga. Nel successivo mese di luglio una delegazione regionale, guidata dall'Assessore Marguerettaz e assistita da dirigenti del "DPF" e della rappresentanza permanente d'Italia a Bruxelles, ha incontrato il Direttore per la fiscalità indiretta della Direzione generale fiscalità della Commissione europea. In quell'occasione, dopo l'illustrazione delle motivazioni che stanno alla base della deroga valdostana, la delegazione della Commissione ha segnalato che sarebbero state necessarie evidenze quantitative a sostegno delle argomentazioni, tuttavia assicurando la propria disponibilità a concedere, in ogni caso, un periodo di "phasing out" - come si dice nel burocratese europeo, cioè un periodo di assestamento di un'eventuale cessazione della deroga - idoneo all'eventuale passaggio ad un sistema diverso, qualora il sistema finora vigente non dovesse più essere ritenuto coerente rispetto al dettato della direttiva.

Gli uffici regionali, in collaborazione fra di loro e con il Ministero dell'economia e con la rappresentanza italiana a Bruxelles, hanno predisposto un dossier articolato, quindi va detto che il dossier articolato e completo è stato presentato ufficialmente dallo Stato italiano, come deve avvenire, e devo dire che si tratta di una relazione molto articolata, per nulla superficiale, che tiene conto dell'insieme delle nostre ragioni: questo, naturalmente, a sostegno della richiesta di proroga della deroga. Il 13 ottobre il Governo italiano ha trasmesso alla Commissione europea svariate richieste di deroghe, tra cui quella relativa alla Valle d'Aosta e quella relativa al Friuli Venezia Giulia, che ha una situazione simile per certi versi. Nel frattempo, questa Presidenza ha condotto numerosi interventi presso la Commissione europea, in realtà c'era anche la speranza che alcuni interventi li facessero i Ministri e i Sottosegretari del "Governo Prodi" competenti per materia, ma non ci risulta essere stata fatta alcuna azione diretta, mentre personalmente ho incontrato i Commissari Barrot e Frattini, quest'ultimo non più tardi di qualche settimana fa, ed è stata un'attività che è andata intensificandosi nel corso del mese di novembre con contatti - sempre in accordo con la rappresentanza italiana a Bruxelles - con i Gabinetti dei Commissari Barrot, Frattini, Dimas, Kroes e Hübner e del Presidente Barroso.

Ho scritto, e risultano agli atti, numerose lettere in cui chiedevo nel corso dell'intera vicenda di avere delle informazioni in proposito, l'ultima di poche settimane fa, direttamente indirizzata al Presidente Prodi. Vi è stato inoltre un ulteriore incontro con il Commissario Frattini e con il Gabinetto del Commissario Kovács, responsabile del dossier. Tutti i Gabinetti interessati, con l'eccezione del Gabinetto Kovács, si sono detti favorevoli alla riproposizione della deroga, ma la natura stessa della procedura attivata - procedura scritta, senza coinvolgimento del Collegio dei Commissari -, ne ha limitato di fatto l'intervento. Il Gabinetto Kovács - che si occupa della fiscalità - pare non ritenere, pur apprezzando le argomentazioni valdostane, di contraddire le valutazioni effettuate dalla Direzione generale fiscalità, che pare dell'opinione di respingere la richiesta italiana. Uso il condizionale, perché è del tutto evidente che queste procedure hanno degli aspetti formali, che diventano anche nella concretezza degli aspetti sostanziali, cioè non è indifferente il fatto che al momento neppure la rappresentanza italiana a Bruxelles ha ricevuto il documento della commissione ed è probabile che questo stesso documento possa giungere, come ci è ricostruito in maniera molto opportuna dal nostro consulente sulle questioni europee, prof. Carlo Baldi dell'Università di Bologna, è ovvio che questa determinazione della Commissione deve comunque passare attraverso un Consiglio europeo, perché così prevede il meccanismo di cui all'articolo 19 della direttiva del 2003, quindi, prima che questa trasmissione avvenga, è evidente che il Consiglio europeo - quindi i Ministri dell'economia - ne dovrà prendere atto. Fra l'altro, dal punto di vista ipotetico e teorico, il Consiglio potrebbe decidere di rivedere la proposta della Commissione, quindi possiamo dire che teoricamente, anche nel caso di un diniego della Commissione, assai probabile, ci troviamo di fronte a qualche eventuale possibilità istituzionale per altra istituzione comunitaria, cioè per il Consiglio, di poter eventualmente intervenire.

Nel caso in cui la richiesta di proroga della deroga fiscale valdostana non dovesse essere in sostanza accolta, il venir meno dell'autorizzazione produrrebbe l'effetto dell'inapplicabilità della legge del 1949, che dovrebbe essere assunta dal Governo con un proprio provvedimento legislativo, supponiamo un decreto legge o l'inserimento in un disegno di legge "in itinere", e l'automatico trasferimento del prelievo delle accise dalle casse statali a quelle regionali, in virtù del riparto fiscale del 1981, quindi la Regione disporrebbe di un ammontare pari ai 9/10 delle accise precedentemente esentate e questo apre una discussione eventuale su quali misure sostitutive dei buoni benzina intravedere per il futuro, ma questo è un dibattito politico che deve vedere coinvolte nella scelta tutte le forze politiche. Dal momento che la procedura è tuttora in corso e non è stata data comunicazione ufficiale al Governo italiano della posizione della Commissione in merito, ed esistono oggi diverse strade alternative... quando mi riferivo alla Corte europea di giustizia, lo dico all'attivo, collega Frassy, la mia ignoranza del diritto comunitario non è così profonda da non sapere che le Regioni non possono far ricorso diretto alla Corte di giustizia! È un fatto così preclaro che il Comitato delle Regioni protesta periodicamente chiedendo che questo possa avvenire, tanto che - come vedrà nel Trattato costituzionale non ancora in vigore - oggi, pur non esistendo ancora un meccanismo diretto di possibilità di ricorso alla Corte di giustizia, il Trattato... un meccanismo in cui... - una volta accolto nel novero delle norme comunitarie - il Comitato delle Regioni e non solo gli Stati possono decidere un ricorso alla Corte di giustizia. Non è quella dell'"AIA", lo preciso, perché la stampa ha scritto "AIA"; è vero che togliere i buoni benzina ai Valdostani può essere un crimine contro l'umanità, ma non mi spingerei verso degli orizzonti così ampi!

Ci troviamo di fronte ad una situazione complessa, riteniamo che la legge n. 623/1949, fino ad altro ordine, resta vigente ed esplica tutti i suoi effetti, incontrerò i Parlamentari valdostani venerdì per riferire l'andamento di questa vicenda e per capire assieme quali azioni svolgere nei confronti del Governo italiano per avere delle certezze, perché, è vero, che oggi, l'unica indeterminatezza, non viene dalle istituzioni comunitarie, che sembrano di aver colto la necessità di un periodo intermedio che ci consenta di cambiare le modalità di intervento su questo tipo di esenzione, ma viene dall'atteggiamento del Governo italiano in attesa di ricevere questa comunicazione che presumibilmente non arriverà prima della primavera avanzata. Ci auguriamo che non ci siano eccessi di zelo da parte dello Stato in questo momento! Ripeto: seguiamo il dossier con tutta l'attenzione necessaria e guardando al contesto giuridico di riferimento.

Brevissimamente sulla questione della legge finanziaria, visto che lo stesso Presidente della Regione era stato impegnato nel seguire le vicende che porteranno fra poche ore alla seconda lettura della Camera, dopo l'approvazione il 15 dicembre del Senato, di un supermaxiemendamento di 1.364 commi. Ho avuto modo di dire che sarà molto difficile per il Presidente della Regione continuare nel rito un po' passato della partecipazione al Consiglio dei Ministri per esprimere un parere sulla finanziaria, quando la finanziaria che viene sottoposta al parere della Regione sul limitare dell'autunno è poi profondamente diversa dalla finanziaria che viene approvata nel cuore dell'inverno, perché rischia di essere un esercizio di stile privo di qualunque contenuto.

Io, quest'anno, al Consiglio dei Ministri avevo esplicitamente chiesto che i Presidenti delle Regioni a Statuto speciale potessero partecipare al Consiglio dei Ministri nella fase in cui il Governo approva, perché così avviene, formalmente il maxiemendamento, prima dell'espressione della fiducia nell'ultimo ramo del Parlamento buono e che non modifica più la legge di finanza. Peraltro devo dire che il nostro amico, prof. Onida, ha plasticamente definito questa finanziaria "la fiera dell'abulimia legislativa". Esponenti di spicco, anche della maggioranza attuale di Governo, come lo stimato Ministro Chiti, che oggi cura i rapporti con il Parlamento, hanno detto che bisogna cambiar strada e noi siamo perfettamente d'accordo.

Devo dire che ci sono tutta una serie di aspetti della finanziaria che non ci vedono soddisfatti; devo dire, in particolare, la preoccupazione più grande per noi, oggi, riguarda il mancato accoglimento di un emendamento Perrin al Senato concernente le Università non statali della Valle d'Aosta e di Bolzano, in quanto il Consiglio dell'Università della Valle d'Aosta si riunirà straordinariamente il 28 dicembre perché l'eventuale applicazione delle norme della "legge Bersani", ma anche della legge finanziaria alla nostra Università, avrebbe un pericolosissimo effetto paralizzante per il nostro ateneo. Naturalmente sono a disposizione della commissione competente - se lo riterrà - per dare degli elementi; certo è che nell'approvazione del bilancio preventivo per il 2007 era stato scritto: "disposizioni normative di questo tipo applicate a un ateneo di recente istituzione", il quale, negli anni 2003-2004-2005 si trovava ancora nella fase costitutiva degli organi accademici previsti a regime e, nell'anno 2006 nella fase consolidativa dell'offerta didattica e del relativo reclutamento di personale, si tradurrebbe in una contrazione e regresso di attività, che rivestono un'importanza particolare per il perseguimento delle finalità istituzionali.

Siamo vivamente preoccupati delle conseguenze e ci auguriamo che il Governo, come abbiamo ripetutamente chiesto, risponda a una lettera che ho scritto sia al Ministro Mussi che al Ministro Padoa-Schioppa e venga inserita in uno dei decreti legge che vengono preventivati per il miglioramento dei contenuti della finanziaria, una norma che inserisca l'Università della Valle d'Aosta nel "Patto di stabilità", altrimenti rischiano di essere nei guai e rischiamo di riscrivere fra poche ore il bilancio preventivo dell'università. Sempre sul "Patto di stabilità" avremmo sperato qualche passo in avanti sulla norma di attuazione concernente le questioni dell'ordinamento finanziario; c'è una norma che per adesso rinvia "sine die", cioè dopo la sperimentazione, questa norma di attuazione. Sulla "Testafochi" non c'è stata la modifica che noi auspicavamo del comma 262, che è peggiorativo dei rapporti sulla Caserma "Testafochi", ma non mi fermo sul punto perché avremo poi un'interrogazione. Non c'è traccia della richiesta che avevamo fatto dei 25 milioni di euro per il post-alluvione, il Senato ha ampliato la platea dei beneficiari del comma 1.014, Veneto, Umbria e la Provincia di Vibo Valentia.

Ci fa molto piacere, invece, e plaudiamo all'iniziativa, che è frutto di una collaborazione con la Regione perché abbiamo fornito ai Parlamentari l'intera documentazione già all'attenzione del Consiglio, riguardante il futuro della nostra ferrovia, l'inserimento di 20 milioni di euro rispettivamente per il 2007 e il 2008 per l'Aosta/Chivasso. Ci fa piacere che il Senato abbia confermato la norma sulla priorità nel piano decennale ANAS dei tunnel monotubo che sono sulla rete transeuropea dei trasporti che è il famoso tunnel di sicurezza del Gran San Bernardo. È una norma che ho scritto di mio pugno quindi la conosco bene, ed è una norma che dovrebbe evitare finalmente i ritardi accumulatisi nel tempo per grave responsabilità dell'ANAS, che per una manciata di centinaia di migliaia di euro rischia di bloccare la costruzione del tunnel di sicurezza.

Pare rassicurante - e di questo ringraziamo i Parlamentari - il comma 653, che dovrebbe poter consentire la prosecuzione dell'attività del Politecnico di Torino in Valle d'Aosta, questo beneficio dell'operazione nota come "ex Brambilla". Devo dire, senza rinfocolare antiche polemiche, ricordando anche alcune spigolature che sono presenti nella finanziaria, tipo il comma 1.279 che fa sparire l'istituto per la montagna e fa nascere l'Ente italiano montagna, senza alcuna consultazione con le Regioni... vengono prorogate le convenzioni che riguardano le trasmissioni "RAI" sul francese, senza alcun cenno all'eventuale coinvolgimento delle Regioni interessate, comma 1.248; abbiamo visto con piacere che al comma 946 aumenta il riparto fiscale del Friuli Venezia Giulia, così come era già aumentato alla Camera il riparto fiscale della Sardegna. Insomma, vediamo che ci sono una serie di norme interessanti, vediamo anche alcune norme che ci preoccupano. Il comma 730 riprende la disposizione che prevede l'adeguamento da parte delle Regioni alla restrizione sul numero dei Consiglieri di amministrazione alle partecipate, cioè dovremo rivedere il numero dei rappresentanti delle partecipate su decisione di una legge dello Stato. Il comma 594 vieta di istituire sedi di rappresentanza all'estero, salvo che Bruxelles, quindi dovremo riflettere sull'ufficio di Parigi, che attualmente è in capo a "Finaosta", ma bisognerà vedere se sarà possibile mantenerlo aperto.

Ci sono una serie di questioni che volevo sottoporre al Consiglio, naturalmente ognuno di noi avrà la possibilità di giudicare la finanziaria.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Comincio a parlare, ho visto che per il Presidente - giustamente, data l'importanza delle comunicazioni - non è scattato il tempo, penso che anche per noi sia possibile eventualmente sforare i 10 minuti regolamentari... grazie, signor Presidente.

Vorrei soffermarmi sulla questione dei buoni benzina. Intanto ringrazio il Presidente per tutta la serie di notizie che ci ha fornito, però a me sembra incredibile che una questione così importante sia stata portata alla conoscenza dei Consiglieri attraverso gli organismi di stampa: siamo stati informati di queste problematiche attraverso notizie della stampa e mi stupisce che anche la IV Commissione non si sia attivata in questo senso! Abbiamo fatto formale richiesta di una convocazione della IV Commissione o della II Commissione, se anche questa è competente, rispetto a detto problema perché credo che le commissioni debbano essere messe in grado di poter approfondire tale questione. Credo che un dibattito soltanto sulle comunicazioni del Presidente non sia un vero dibattito... come penso tutti possono capire!

Seconda cosa: anche dai dati forniti dal Presidente si sapeva da molto tempo, fin dal 2001, che la deroga era il 2006; il sistema precedente era di una deroga che quasi in modo automatico avveniva, di 2 anni in 2 anni, quasi automaticamente. Nel 2001 si comincia a dire "non più in modo automatico", non solo, nel 2003 con molta precisione si ricorda che la data di scadenza di questa esenzione è il 2006. Sappiamo che sicuramente in Regione si è posto questo problema, se andiamo a vedere anche le deliberazioni con cui sono state via via individuate le modalità di ripartizione, distribuzione e assegnazione delle quote di contingenti di carburante, si fa riferimento a questa direttiva europea, sia questa del 30 dicembre 2005, ma anche le precedenti. Si sa con sicurezza che c'è questa nuova direttiva che cambia totalmente la filosofia dell'esenzione delle accise sulla benzina... cosa è stato fatto in tutto questo tempo? Il Presidente parla della primavera 2006... sarebbe interessante sapere se il Governo si è mosso...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... appunto, su tutti i giornali... sarebbe interessante capire come mai in tutti questi anni (2003-2004-2005-2006) non si è fatto nulla e... quando si è partiti... quando il problema è stato posto dallo Stato? A primavera 2006... a maggio-giugno 2006? ... Dopo le elezioni? Credo che occorra chiarire anche questo modo di procedere e chiarire a chi competeva in modo particolare intervenire e chi doveva cominciare a prepararsi a un cambiamento che si ipotizzava! Prendo atto che c'è questo momento transitorio di proroga di un regime che è un momento di passaggio, ho preso atto anche di alcune affermazioni del Presidente, in cui dice testualmente: "bisognerà pensare eventualmente a una misura sostitutiva dei buoni benzina per tutta una serie di motivi e sarà questa un'occasione politica importante".

Credo - al di là del fare adesso la storia di quello che è successo, che può essere utile per capire meglio i problemi - che sia importante proiettarsi nel futuro e rendersi conto se questo elemento, che in questo momento diventa un elemento di disagio da parte della popolazione, non possa invece diventare un'opportunità per ripensare in modo nuovo l'intera questione. Forse sarà la volta buona che si riuscirà a fare quello che molti di noi già pensavano, cioè trasformare i buoni benzina per una parte soltanto della popolazione, a una norma, a un beneficio che riguarda tutti: ad esempio sull'energia, sul riscaldamento. Credo che nessuno di noi abbia in questo momento la soluzione, ma mi sembra interessante sottolineare questa apertura che il Presidente Caveri ha individuato, e credo che anche su questo sarà importante nelle sedi competenti cominciare a discutere, perché nel momento in cui sono i Valdostani che pagano la benzina a prezzo intero, poi i 9/10 di questa accisa rientra alla Regione e c'è un capitale che si può aggirare sui 50 milioni di euro circa... 35 milioni di euro - mi dice il Presidente - ma è comunque un capitale sul quale si può lavorare e pensare che queste risorse sono risorse destinate in particolare a dare ai Valdostani, tutti, una possibilità di minor costo per quanto riguarda l'energia, il riscaldamento...

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Penso che stamani abbiamo assistito a un discorso importante e dispiace che il tempo sia così limitato per poterlo commentare, sia per la parte buoni benzina, perché qui il Presidente si è preso tutta la responsabilità della gestione di un dossier che in quest'aula, lui, con l'Assessore La Torre, aveva preso impegno di condividere con tutto il Consiglio. "Entro il 15 dicembre..." - aveva detto - "presenteremo il tutto in modo che sia condiviso dal Consiglio"; non abbiamo visto niente! Bene, vi siete presi la responsabilità di un dossier, ve ne assumerete anche la responsabilità politica, perché questo non è il modo di comportarsi! Di fronte al Consiglio regionale, in momento di difficoltà, si accetta di condividere mozioni che poi diventano "carta straccia"! Questo è ancora più grave, perché è la testimonianza di un atteggiamento sbagliato che si è portato avanti dal 1992 ad oggi su questo punto, ma sempre in una logica in cui la contrapposizione rispetto alla situazione statale, alla questione europea era sempre gestita in modo di non fare squadra. Lo abbiamo anche dimostrato in questa fase... tutto questo andare a Bruxelles, senza rendersi conto che il problema non è Bruxelles, ma è Roma, e lì è uno dei punti caldi - questo si ricollega anche con la seconda parte di questo intervento sul problema della finanziaria -, perché dobbiamo smetterla di andare a Roma in situazioni differenziate: bisogna "fare squadra" a Roma, per fare in modo che la Regione, a Roma, abbia una voce sola e rendersi conto che è là che bisogna lavorare! E non è un caso che la rappresentanza a Roma sia di molto minor peso rispetto a quella di Bruxelles... e questo è un altro errore su cui già siamo intervenuti in questo Consiglio, sarà bene tornarci sopra.

È poi la finanziaria che dimostra quanto questo andare sparpagliati di fronte alla situazione politica non renda sufficientemente... Mi ricordo l'intervento del Presidente Caveri su questa finanziaria: "fuoco e fiamme" contro il Deputato e il Senatore, dicendo che era tutto saltato per aria. Oggi si è dovuto rimangiare pari pari tutte le parole sulla ferrovia, sul Gran San Bernardo, perché era ovvio che era un attacco strumentale che non aveva alcun senso di essere, se non quello di mettere in difficoltà l'immagine della Regione a Roma! Mi auguro che d'ora in poi ci si renda conto che, se vogliamo ottenere qualcosa, la prima cosa da fare è collaborare con i Parlamentari; purtroppo il Parlamentare europeo non lo abbiamo -e ad altri la valutazione sul perché... -, ma almeno con quelli di Roma dobbiamo andare molto più coordinati! Fra l'altro credo che questa volta, malgrado lo scarso coordinamento e il fatto che la Regione remasse contro almeno nelle dichiarazioni in Consiglio e sulla stampa, i nostri Parlamentari hanno fatto un ottimo lavoro! Non è un caso che anche "a denti stretti" il Presidente ha dovuto ammettere che sulla ferrovia, sul Gran San Bernardo, sull'ANAS e sulla questione del riparto fiscale abbiamo ottenuto tutto e di più di quanto non chiedessimo! Certo, avremmo potuto ottenere di più, ma non nelle condizioni in cui eravamo!

La seconda cosa, per alcuni di questi aspetti che ha affrontato: Università, "Testafochi"... ci sono degli impegni del Governo che vedremo nei prossimi mesi, su cui sarà più la nostra rappresentanza parlamentare che non il nostro Governo regionale che si potrà vantare di aver portato a casa i risultati! Credo che si debba cambiare metodo, e il metodo è di tornare a lavorare insieme, in modo molto corretto, perché non vorrei che il Presidente Caveri si dimenticasse di quello che aveva detto lo scorso anno sulla finanziaria di Berlusconi... L'anno scorso si era lamentato perché aveva avuto la finanziaria mezz'ora prima di entrare in Consiglio dei Ministri, un pacco grosso così, da leggersi...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... da leggerselo lì! Il problema è che queste figure non servono, perché non è il Presidente della Regione che tratta queste cose da solo, le tratta con i Parlamentari! Credo che questo intestardirsi sul fatto di essere "di tutto e di più" non possa portargli giovamento neppure a livello personale!

Vogliamo collaborare? Bisogna che sui buoni benzina si riparta dal Consiglio regionale e dagli impegni che vi siete presi con il Consiglio con tutte le forze politiche, perché lei, stamani, ha ripetuto: "ah, con tutte le forze politiche..."; bel modo di fare, non ne abbiamo saputo niente e ancora in questo momento non abbiamo la deliberazione che avete preso stamani! Dall'altra parte, con i Parlamentari, credo che sia il modo corretto quello che si trovino forme di coordinamento nella sede romana, nella sede aostana, in modo che la Valle d'Aosta, da questo punto di vista, a Bruxelles e a Roma siano unite; poi, se qualcuno ritiene opportuno per propria pubblicità personale prendersi la responsabilità di prendere in mano i dossiers... auguri!

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Alcune considerazioni sulla vicenda che più sta preoccupando la comunità valdostana: la vicenda dei buoni benzina, ma anche alcune considerazioni di tipo politico, nel senso che la politica in Valle d'Aosta ultimamente sta cambiando velocemente.

Ricordo l'aprile 2006 quando era una corsa a chi era più amico di Prodi e del Centro-Sinistra, e mi ricordo anche il Senatore uscente che correva per dimostrare di essere più amico di chi poi è stato eletto, e lo stesso Presidente Caveri aveva avuto più volte modo di esprimere grande sintonia con Prodi. Purtroppo le vicende politiche di questi tempi hanno fatto giustizia di chi si sta occupando della Valle d'Aosta e di chi se ne sta disoccupando!

Per quanto riguarda la vicenda dei carburanti, sicuramente c'è stata una difficoltà di percepire da Aosta quanto stava accadendo a Bruxelles o a Roma, tanto che, come parte politica, abbiamo deciso di andare a verificare direttamente sulla piazza di Bruxelles cosa stava accadendo, e dobbiamo dire che la questione ha 2 aspetti: un aspetto politico e uno tecnico legislativo. Sull'aspetto politico, colleghi della maggioranza e colleghi che si riconoscono nella maggioranza del Governo nazionale, penso sia evidente come l'attuale Governo abbia sottovalutato il ruolo che doveva giocare in questa vicenda, perché la Commissione europea nel giugno 2006 aveva mandato una comunicazione di preavviso agli Stati membri, dove evidenziava come il regime che era stato prorogato dal 2003, non avrebbe potuto essere riproposto in proroga alla scadenza del 2006, e faceva un passaggio importante quando affermava che eventuali proroghe dovevano essere motivate da ragioni politiche precise. Questo vuol dire che il Governo italiano avrebbe dovuto attivare una trattativa politica più che tecnica, per far sì che determinate situazioni particolari - quella valdostana sicuramente - potessero rientrare in quel meccanismo di proroga, anche perché la direttiva n. 12/1992 citata dal Presidente Caveri, è quella direttiva che dimentica la Valle d'Aosta già al tempo in cui in Italia governava l'attuale Ministro degli interni, allora Presidente del Consiglio, Amato, perciò queste dimenticanze che il Centro-Sinistra a più riprese ha fatto per la Valle d'Aosta penso vadano evidenziate.

Sono andato direttamente a Bruxelles a parlare con il Vicepresidente del Parlamento europeo, Onorevole Mario Mauro, a parlare con la rappresentanza italiana a Bruxelles e ne avrei fatto volentieri a meno, soprattutto quando penso non tanto all'ufficio di Bruxelles - che in questa vicenda ha forse un ruolo marginale, perché è una vicenda politica che andava gestita in maniera diversa -, ma quando penso che l'Amministrazione regionale ha a bilancio una cifra che sfiora i 900mila euro e ha qualcosa come oltre 25 Consiglieri consulenti che si occupano delle specificità europee. Evidentemente la situazione ci è sfuggita di mano, forse il Governo italiano ce l'ha buttata addosso all'ultimo minuto, tanto che la formalizzazione di quella richiesta di deroga è stata effettuata solo nella seconda metà di ottobre.

Esprimiamo alcune preoccupazioni sul futuro di questa vicenda, perché intanto rispetto alla visione che ha il Presidente Caveri abbiamo dei dubbi sulla possibilità di un recupero in sede di Consiglio europeo, perché in base alle procedure che si sono determinate non è più possibile recuperare questa vicenda al Consiglio, che ha già ricevuto la comunicazione della commissione; di conseguenza, non essendo una proposta che la commissione presenta al Consiglio, il Consiglio europeo non ha potestà per poter intervenire in materia. E questo perché si tratta semplicemente una comunicazione dove la commissione esprime un parere negativo, mentre diverso sarebbe se il parere fosse positivo... allora sì, a quel punto, il Consiglio avrebbe modo di potersi esprimere ed eventualmente modificare le conclusioni.

Devo anche dire che, andando a leggere la conclusione della Commissione europea che è stata già comunicata al Parlamento europeo, ma non ancora notificata allo Stato italiano, risulta evidente che le argomentazioni che lo Stato italiano, nell'interesse della Valle d'Aosta, ha prodotto a Bruxelles, hanno ottenuto l'effetto che hanno ottenuto perché sono state ritenute controproducenti. Tre, in sostanza, le motivazioni: la motivazione delle situazioni socio-economiche della Valle d'Aosta, alle quali la commissione dice che ci sono altri strumenti per poter intervenire sulle situazioni socio-economiche, che ci sono altre politiche europee e non la leva fiscale che è stata utilizzata in questa vicenda; dice, fra l'altro, che se il problema è socio-economico, bisogna considerare le politiche degli aiuti di Stato. L'altro argomento forte che abbiamo evidenziato in Europa è quello della frontiera, sostenendo che si poteva creare una fuga negli Stati esteri vicini, dove le politiche fiscali erano più vantaggiose. Non ci interessa - è la risposta dell'Europa -, in quanto ci sono dei livelli di tassazione minima, se il Governo italiano ritiene di applicare una tassazione maggiore è un problema del Governo italiano. E poi la terza motivazione che doveva essere forse la più forte, è stata la più debole, ossia sostenere che in Valle d'Aosta c'è una difficoltà infrastrutturale che ci porta ad utilizzare in maniera preminente il trasporto stradale. No, dice la commissione, perché così facendo andate a contrasto delle politiche europee di incentivare il trasporto pubblico, in quanto voi, con questo tipo di misura, andate a incentivare il trasporto privato, quindi le motivazioni che il Governo italiano ha voluto presentare a Bruxelles, hanno avuto l'effetto opposto rispetto a quello che ci eravamo prefissati. Pensiamo che qualcosa si debba inventare, abbiamo maturato il convincimento che quel sistema è un sistema che dovremo mettere in archivio almeno dal punto di vista tecnico, perché la leva fiscale non potrà più essere gestita. Riteniamo però che per la comunità valdostana questo poco importa, mentre quello che ci interessa è mantenere il sistema di agevolazione tariffaria, pertanto si tratterà di trovare delle soluzioni che, a prescindere dai meccanismi fiscali, consentano di mantenere una riduzione sul prezzo.

Abbiamo scoperto che Province non molto lontane da questa Regione e affatto speciali - come la Provincia di Verbania - godono di regimi fiscali agevolati che vanno al di fuori delle imposte che devono essere percepite a livello di imprese, penso al "bonus fiscale" che è riconosciuto dalla Provincia di Verbania sulla tassa di circolazione, che ha in quella Provincia dei costi risibili perché c'è un meccanismo di "bonus fiscale" per le popolazioni che lì risiedono. Quello che è importante, Presidente Caveri, è che venga attivato un coordinamento fra Roma, la nostra Regione e il Friuli Venezia Giulia, perché è impensabile che la nostra Regione possa giocarsi da sola la partita a Bruxelles, anche perché non avrebbe non solo gli strumenti, ma l'autorevolezza istituzionale per poter diventare un interlocutore a sé stante.

Chiudo, senza voler andare oltre i tempi che mi sono stati dati al di là del Regolamento, dicendo solo che la deliberazione che la Giunta stamani ha adottato è una deliberazione che dà l'avvio a un procedimento amministrativo, il che significa che dal 1° gennaio non cambierà nulla per la comunità valdostana, ma è evidente che l'Amministrazione italiana e regionale devono avviare un ragionamento con Bruxelles, perché c'è il rischio di doversi trovare in situazioni che possono essere non solo quelle dell'infrazione, ma anche quelle di trovarsi a restituire le agevolazioni e in questo caso il gioco sarebbe facilissimo, perché le agevolazioni sono nominative, di conseguenza questa è un'altra preoccupazione sulla quale qualche risposta dovrà essere data.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Solo per qualche precisazione, perché ho sentito delle affermazioni che meriterebbero di essere un po' verificate.

La collega Squarzino esordisce dicendo che di tale questione ne abbiamo letto sui giornali; forse era disattenta l'8 novembre, è vero che nel mese di agosto, nel mese di sospensione può anche non leggere i giornali, ma oltre a questo abbiamo discusso nella seduta antimeridiana dell'8 novembre un'interrogazione proposta dalla "CdL", in cui abbiamo parlato della questione dei buoni. Nel momento in cui il Presidente ha risposto e il collega Tibaldi ha interloquito, sono stato chiamato in causa, sono intervenuto e testualmente ho detto: "sono disponibile a intervenire in commissione", quindi il Governo ha avuto ufficialmente a verbale una dichiarazione in cui, se la collega Squarzino era attenta, ha potuto riscontrare la disponibilità ad intervenire. Così come nella replica al mio intervento, il collega Frassy dice: sicuramente ne parleremo in commissione...

(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)

... sto parlando della disponibilità e delle attività che sono state fatte in aula.

Entro nella questione perché il collega Tibaldi, da un lato, apprezza il lavoro fatto dal Governo, quindi dice: "siamo fiduciosi nel lavoro che sta facendo questa Giunta per cercare di ottenere...", dall'altro dice: "abbiamo degli Assessori che fanno dei procurati allarmi" e legge i giornali che titolano "Buoni benzina sotto l'esame dell'UE", che era solo un modo per dare trasparenza all'attività fatta. Ci siamo quindi attivati e abbiamo cercato di fare tutto il possibile. Ricordo anche che è stato proprio grazie all'attività dei nostri funzionari a Bruxelles che abbiamo potuto parlare direttamente con la commissione, perché come sapete chi interloquisce con la commissione è lo Stato membro, non ha la Regione diritto di intervenire, perché il provvedimento è dello Stato membro.

Consigliere Sandri, si documenti! Chi interviene all'interno di questa procedura è lo Stato membro, tanto che la comunicazione era stata gestita dal Ministero dell'economia e delle finanze, e chi formula la richiesta di proroga è lo Stato membro. Non solo, caro Sandri, lo dico io, ma lo diceva il funzionario del Parlamento europeo, che ci ha detto: "vi ascoltiamo, è una procedura un po' anomala, perché chi interloquisce è lo Stato membro"; quindi abbiamo fatto tutto il possibile e rispetto a questo discorso noi ci assumiamo delle responsabilità, "difendiamo con i denti" il diritto dei Valdostani ad avere quello che già statutariamente era previsto e con la legge del 1949 anticipato, ma rimandiamo al mittente qualsiasi tipo di inerzia, perché qui, se c'è qualcuno che sta facendo un'attività forte è il Governo regionale e spero che il Consiglio regionale aggreghi le sue energie per sostenere queste attività!

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Mi sia permessa una battuta: recentemente, nonostante la stampa valdostana abbia commentato la nostra conferenza sull'autonomia come una cena di Natale... anzi, anticipo al collega Camera che noi mangeremo anche oggi a pranzo, quindi se vuole fare un articolo sul pranzo di oggi, potrà dare ampio risalto ai nostri incontri culinari, come del resto tutti i giorni, quindi potrebbe fare un articolo tutti i giorni sui pranzi e le cene che facciamo..., noi invece abbiamo fatto una conferenza sull'autonomia e il mio collega Tibaldi ha avuto l'acutezza di fare una riflessione: se dovessimo chiedere ai Valdostani su cosa si fonda la nostra autonomia e qual è il vantaggio concreto che i Valdostani hanno dall'autonomia indicherebbero una sola cosa: i buoni benzina! Era una battuta, purtroppo ha molto credito presso la popolazione, perché quando si chiede alla popolazione cosa ci distingue da quelli che abitano a Carema, risponde: i buoni benzina. Così come tutti gli Italiani ci dicono che siamo favoriti perché abbiamo la benzina gratis... addirittura dicono che non la paghiamo! È evidente che è un tema importante.

La vicenda del comportamento politico e amministrativo che il collega Frassy ha rappresentato, colga nel segno di questo momento; lo voglio immediatamente ricondurre invece al commento sulla finanziaria, su quello che è stato definito da parte del Consigliere Sandri il comportamento dei nostri Parlamentari che, a suo dire, stanno riscattando la loro immagine alla luce delle critiche ricevute in questo Consiglio. Vorrei esordire dicendo: mai voto al Senato in una finanziaria fu così pesante, mai è contato così poco! Ricordo che qualche Consiglio fa il Presidente Caveri, su nostra sollecitazione, individuava una quarantina di punti importanti per la Valle d'Aosta in questa finanziaria, oggi ha dovuto fare uno scarno elenco di cose conquistate, peraltro le questioni del Gran San Bernardo e della ferrovia erano neanche considerati come "minimum", ma proprio come certezze, perché se neanche quelle fossero venute a casa, oggi forse ci dovremo chiedere cosa ci mandiamo i Parlamentari a fare, a parte pagare il biglietto aereo! Sulla questione del politecnico vorrei fare un'osservazione al Presidente, perché l'ha portata come una notizia positiva: credo che lo sarà ancor di più quando questo Consiglio conoscerà meglio - al di là del fatto che abbiamo una bellissima struttura a Verrès e concordo, e che sarebbe bello avere in quella struttura una facoltà del Politecnico di Torino - qual è la prospettiva di quella facoltà...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... i soldi li abbiamo, la struttura anche, ma... per farci cosa? Cosa immaginiamo: 500 ingegneri valdostani che si laureano tutti gli anni in quella facoltà? Siamo molto interessati a capire le risorse e le strutture a cosa saranno finalizzate, perché abbiamo alcune riflessioni su cui andremo a discutere quando sarà il momento di parlare in maniera specifica del futuro Politecnico di Torino di Verrès.

Per quanto riguarda la nomina dei Consiglieri nelle partecipate, dico che lo Stato, purtroppo, è arrivato prima di quanto non sia arrivata la Regione, avremmo auspicato che fosse la finanziaria regionale a definire una riduzione dei Consiglieri nelle partecipate. Per quanto riguarda le sedi all'estero, la nostra domanda sorge spontanea: quella di Bruxelles ci è chiaro a cosa serve... quella di Parigi? A parte organizzare la festa degli Unionisti a Parigi a Natale, a cosa serve, qual è il vantaggio politico-amministrativo che abbiamo portato a casa? Quello culturale, se lo riportiamo ai costi, non ha ritorno, ma quello politico-amministrativo... Parigi a cosa serve?

Per quanto riguarda il ruolo giocato dai 2 Parlamentari, ricordo al collega Sandri che i 2 Parlamentari hanno votato una finanziaria che in questi ultimi mesi è stata definita in tanti modi, voglio solo ricordare i 3 numeri sacri di questa finanziaria. Il primo è che bastavano 20 miliardi di euro per metterci a posto i conti, come dice Padoa-Schioppa, con l'Europa, mentre stiamo commentando una finanziaria a 37 miliardi di euro, per cui sono 17 miliardi di euro in più che Padoa-Schioppa e Prodi hanno continuare a ribadire essere soldi importanti, "drenati" dalle tasche dei cittadini, ma per lo sviluppo. Voglio solo far notare che in queste ore la "Confindustri" ha dichiarato che lo studio sulla finanziaria porta a dire che non ci sarà un solo mezzo decimale di punto in più nello sviluppo, perché non è una finanziaria da sviluppo, ma è una finanziaria da tasse, nonostante il cuneo e il fumo che è stato fatto sulla finanziaria.

Per quanto riguarda altri aspetti salienti per le tasche dei cittadini, anche valdostani, sono il lungo elenco di tasse che i cittadini si troveranno a pagare dal 1° gennaio. È banale ricordare che aumenterà praticamente tutto, dal bollo auto al bollo delle televisioni, ai bolli sugli atti pubblici, alle registrazioni a tutto quello che è la vita quotidiana dei cittadini in cambio di presunti aumenti di 10-15 euro sul reddito lavoro dipendente e nulla per quanto riguarda gli abbattimenti del lavoro autonomo. Questo prova che questa è una finanziaria progressista nel nome, ma conservatrice di privilegi e di tassazioni per quanto riguarda la cultura di chi, oggi, è al Governo di questo Paese! Vediamo le difficoltà politiche: è scandaloso che una finanziaria nazionale passi con i voti dei Senatori a vita, è uno scandalo democratico su cui non si farà mai abbastanza rumore e denuncia politica; fossi Prodi mi dimetterei per coerenza, perché non è possibile far passare una finanziaria con i voti di chi, in Parlamento, non è stato eletto! È una vergogna tutta italiana! Poi si parlava delle anomalie di Berlusconi, delle televisioni... di questo scandalo democratico nessuno parla, se non con qualche battuta i protagonisti della politica nazionale!

Ricordo che il Senatore Perrin, pur avendo mascherato gli impegni di Governo - riprendendo una battuta del Presidente Caveri, un impegno di Governo non si nega a nessuno -, in realtà ha votato tutti gli aumenti di tassazione, comprese le tasse di successione che i cittadini valdostani vedranno ripristinate dal 1° gennaio 2007. È una vergogna che il vostro Senatore abbia dato il voto favorevole a questa finanziaria che è una vergogna per le tasche dei cittadini valdostani! Termino dicendo, visto che il collega Sandri ha definito un ottimo lavoro quello dei Parlamentari, che questo "ottimo" lavoro per voi, "purtroppo" per il Paese, ma "per fortuna" per noi, continui almeno fino al 2008!

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Brevemente, per replicare anche alle dichiarazioni dell'Assessore Marguerettaz. Dall'Assessore Marguerettaz sappiamo, cari colleghi di "Forza Italia", che dobbiamo inserire 2 novità, ed inserirle "sic et simpliciter" secondo le dichiarazioni, nel Regolamento del Consiglio regionale: la prima, che le interrogazioni hanno la stessa forza di un disegno di legge, e che la Presidenza delle commissioni consiliari è attribuita di fatto alle minoranze. Vedremo di trovare il modo di inserire queste 2 affermazioni dell'Assessore alle finanze in una prossima riunione della Commissione Regolamento.

Lasciando stare quello che viene detto in questo Consiglio, anche per nascondere un po' di responsabilità, di sottostime anche sulla situazione e sui ritardi, vorrei solo ricordare 2 date che sono importanti: la prima, maggio 2004; la seconda, dicembre 2005. Mi sto domandando chi governava l'Italia nel maggio 2004 e nel dicembre 2005, non sicuramente il "Governo Prodi", perché le affermazioni che vengono fatte in questa sede finisce sempre che anche la guerra del 1915-1918 è sempre responsabilità del "Governo Prodi"! Si scoprirà anche che la guerra anglo-boera sarà sempre responsabilità del "Governo Prodi", però, secondo me, anche un insulto alla documentazione storica, perché nel maggio 2004 e nel dicembre 2005 non vi era ancora il "Governo Prodi".

Sulle responsabilità del Governo regionale credo valga la pena citare una deliberazione del 30 dicembre 2005, Presidente Onorevole Caveri, che dice, in un capoverso: "Considerato che nel corso del 2004 la struttura competente in materia di generi contingentati ha nuovamente richiesto un parere in materia di aiuti di Stato, nel quale il precisato consulente della Regione in materia di normativa comunitaria, prof. Baldi, conferma come il quadro normativo sia sostanzialmente immutato rispetto alla decisione 2001/224/CE..." - la direttiva del 2001 - ora sostituita dalla richiamata direttiva n. 96/2003. In definitiva, si sono dormiti sonni pesanti tutti in fase "REM", senza risveglio, perché il prof. Baldi diceva che non vi era alcun problema. Ecco, il modo di gestire è stato questo: si è dato troppo credito "in primis" a queste strutture che sinceramente hanno dormicchiato, non sonni profondi come il Governo regionale, e si è dato troppo credito al Governo centrale.

Mi domando, e qui termino, anche perché secondo me la discussione si è protratta per tanto tempo, giustamente, perché abbiamo bisogno di confrontarci... ma se ciò che è stato scritto in questa deliberazione, dicembre 2005, fosse stato analizzato! Ma non vi era tutto il tempo dal dicembre 2005 per lavorare sulla scadenza di questa direttiva, la "96/2003"? C'era tutto il tempo, solo che si è sottovalutata la questione dal 2004 - e questo bisogna dirlo con forza -, non sicuramente come l'Assessore Marguerettaz ha poc'anzi proferito, dalla primavera del 2006. Primavera del 2006? A circa 9 mesi dalla scadenza naturale della possibilità di deroga? A 9 mesi dal 2006 con le elezioni del 9 e 10 aprile, andiamo a discutere di queste cose? C'era tutto il tempo da maggio 2004 per lavorare e per lavorare in Consiglio, perché questa è la sede!

Presidente - La parola al Consigliere Viérin Marco.

Viérin M. (SA) - Credo che i 2 argomenti che discutiamo stamani siano 2 argomenti importanti, che toccano tutti i Valdostani. La finanziaria l'abbiamo già affrontata nelle passate sedute di questo Consiglio; oggi, dopo il maxiemendamento al Senato, poco si potrà fare, se non con qualche decreto, quindi c'è chiarezza su quello che sarà il 2007 per gli Italiani e i Valdostani. Crediamo che questa finanziaria non sia il meglio per gli Italiani e i Valdostani, perché si è solo tassato con nuove imposizioni oppure aumentato gli importi della tassazione, oppure ancora previsto che gli enti locali dovranno aumentare le proprie tassazioni verso i cittadini anche valdostani... basti pensare al discorso della revisione degli estimi catastali che hanno una ricaduta sull'ICI, e così via.

Oggi cosa possiamo dire, più di ieri, su questa finanziaria? Quello che ha detto in parte il Presidente Caveri, collega Sandri! Non possiamo nasconderci dietro discorsi preparati o enunciazioni che poi non sono sostenibili nei fatti. Vorrei ricordare al collega Sandri, per evitare che si parli in maniera scorretta all'esterno, perché alcune cose sono state precisate, ma non tutte, perché ce ne sarebbero una carrellata, ma le cose di questa finanziaria che non vanno per i Valdostani - se dovessimo parlare delle cose che non vanno per tutti gli Italiani staremmo qui fino a domani! -, che il Presidente ha accennato e che condividiamo pienamente riguardano le incognite sulla nostra Università, sul "Patto di stabilità" che era stato chiesto in una certa maniera da parte delle Regioni a Statuto speciale e purtroppo oggi non è così; riguardano la Caserma "Testafochi", dove è peggiorata la nostra posizione di contrattazione con lo Stato. Ancora non c'è traccia dei 25 milioni di euro richiesti per l'alluvione del 2000 come sono stati dati invece al Veneto, Umbria, addirittura alla Provincia di Vibo Valentia. Non c'è stato il coinvolgimento delle Regioni su tutte le scelte fatte per la montagna, sono state modificate le normative e le Regioni non sono state sentite. C'è stato un aumento del riparto fiscale al Friuli e alla Sardegna, per la Valle d'Aosta ed altre Regioni non si è parlato. Tanto per dire l'ultima, qui si è fatto un gran parlare della tassazione anche in Valle d'Aosta tramite meccanismi da concordare, o meglio, da togliere i buoni benzina - così mi raccordo all'aspetto che riguarda i "SUV" e le macchine di alta potenza - e a livello nazionale si stanno tassando le auto vecchie della povera gente e si sono esentate le auto di grande cilindrata.

Mi sembra che ci siano state delle azioni completamente inverse rispetto a quello che a volte la Sinistra dichiara nelle piazze. È vero, c'è il discorso del monotubo al Gran San Bernardo, ma è una cosa che interessa soprattutto lo Stato, altrimenti avrebbe delle grosse problematiche verso gli altri Stati perché è un collegamento internazionale. Quello che si è verificato è stato il parziale finanziamento dell'Aosta/Chivasso, parziale perché sono stati previsti 20 milioni di euro per il 2007-2008, ma sappiamo tutti che con quei soldi faremo dei piccoli interventi senza riuscire ad avere un progetto globale, come invece quest'aula ha chiesto da più tempo sia dai banchi della Sinistra, sia dai banchi degli Autonomisti, sia dai banchi del Centro-Destra, quindi è un po' prendere in giro perché non abbiamo certezze che si possa fare un progetto globale sulla tratta ferroviaria fino a Chivasso.

Nel momento in cui il collega Frassy dice: "avete sempre dichiarato una vicinanza al "Governo Prodi"", credo che leggendo gli atti si capisca perfettamente che abbiamo sempre sostenuto e oggi questo fatto è sempre più evidente per i Valdostani, di non essere legati agli estremismi e di non andare a firmare accordi in bianco sugli interessi della Valle d'Aosta. Non lo abbiamo detto il giorno dopo il voto, lo abbiamo detto in campagna elettorale ed è per quello che avevamo fatto una coalizione di forze autonomiste, perché la nostra Regione in questo difficile momento doveva tenersi le mani libere.

Per quanto riguarda i buoni carburante, anzitutto c'è la nostra piena condivisione sulle scelte della Giunta, e questo va detto in maniera chiara, quindi è giusto l'atteggiamento di prevedere un eventuale ricorso alla Corte di giustizia, è giusto pretendere che il Governo nazionale si esprima in modo chiaro. Credo che dai Parlamentari ad altre forze politiche, questo problema lo abbiamo dibattuto in aula, giustamente il Consigliere Sandri diceva su una risoluzione presentata a questo Consiglio, quella risoluzione è stata presentata da "Stella Alpina" e poi condivisa da altre forze politiche, e si è presentata una risoluzione alternativa quasi unitaria, quindi non è vero che non si sapeva del problema! Qui si contesta che si doveva venire in aula a discutere di questo tema, poi ci si dimentica che su quel tema ci si è confrontati alcuni mesi fa... adesso qualcuno dice: "io non lo sapevo", magari dai Parlamentari ad alcune forze politiche, c'è quasi l'accusa che il Governo regionale non ha avuto la capacità di confronto con chi oggi ci rappresenta a Roma.

Cara collega Squarzino, voglio dirlo in maniera chiara... quando si dichiara che si è lavorato troppo tardi e bisognava fare questo e quell'altro, mi sembra... come i miei amici quando alle volte si gioca la schedina e si dice: "ah, avrei fatto 13". Sì, però se l'avessi compilata oggi che era lunedì; ma così fanno tutti 13 se compilano la schedina il lunedì! Bisogna compilarla prima di sabato! È evidente a tutti che la nostra Regione è sempre più "imbavagliata" dalla politica nazionale ed europea, questo sui buoni benzina è l'ennesimo esempio! Per il futuro le forze politiche devono, oltre ad analizzare la situazione attuale, dire cosa pensano per il futuro.

Come "Stella Alpina" il futuro lo vediamo in questa maniera: certo, bisogna mantenere i rapporti con Bruxelles e Roma, ma il futuro dobbiamo avere la capacità di gestircelo da soli e nel caso dei buoni benzina lo si potrà fare come Regione Valle d'Aosta; l'unica alternativa, se necessario, la troveremo nella nostra piena autonomia, come ha detto il Presidente Caveri.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Il Consigliere Viérin ha finito con il parlare di piena autonomia, 2 volte noi abbiamo sollevato quest'anno il problema dell'autonomia delle minoranze, 2 volte abbiamo sollevato il problema che riusciamo ad avere più competenze dal Governo regionale e quindi Roma non mette alcun bavaglio che non ci siamo prima messi da soli, collega Viérin Marco, riusciamo ad avere più competenze dallo Stato nazionale e poi ci vengono tolte dall'UE... con quale motivazione? Il mercato e la concorrenza vengono prima delle prerogative dateci dallo Statuto speciale e il Governo non ne fa menzione? Le leggi del mercato e della concorrenza - quindi del profitto - vengono prima della Costituzione e dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, che è legge costituzionale, e in mancanza di applicazione della zona franca ci hanno dato i buoni benzina.

Ma ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo? In realtà, invece di dibattere "Roma ha fatto", o "Roma non ha fatto", ci rendiamo conto di che tipo di sollevazione dovremmo fare per difendere assieme alle altre Regioni le autonomie locali? Certo, sono con la collega, tutti noi siamo d'accordo per rimettere in discussione questo meccanismo dei buoni benzina che è iniquo; porca miseria, il Governo ha giocato 10 mesi sul togliere i buoni benzina perché questo andava nella direzione di Kyoto, in realtà poi chi adopera gli "Euro 0" per andare al lavoro, ci va ugualmente senza i buoni benzina, abbiamo solo penalizzato una categoria e ne riparleremo sicuramente domani. Il grave è che noi, senza sollevare un minimo di obiezione, permettiamo che il mercato e la concorrenza intervengano nel sopprimerci competenze dateci da una legge costituzionale e nessuno solleva il problema da parte del Governo.

Ripetiamo 2 volte, abbiamo sottolineato qui, l'altro mese è stata approvata la direttiva Bolkenstein da parte dell'UE, la ricaduta sulle Regioni e sulle autonomie locali di questa direttiva sarà grave perché saranno soppresse competenze primarie alle autonomie locali, ai Comuni e alle Regioni soprattutto quelle a Statuto speciale... non si venga a dire, poi, la responsabilità è di Roma o di Bruxelles! Occorre mettere in piedi un movimento di protesta che permetta di far sì che le direttive dell'UE incidano solo in maniera concordataria su queste politiche, altrimenti continuiamo ad andare nella direzione che il mercato e la concorrenza decidono cosa dobbiamo fare a casa nostra e poi ci lamentiamo che i Francesi e gli Olandesi hanno bocciato il dettato costituzionale europeo: meno male! Invece però di partire da quello per ridiscutere gli equilibri fra Europa, Stati nazionali e Regioni a Statuto speciale e ordinario, abbiamo fatto finta che nulla sia successo, stiamo aspettando il momento favorevole per ripresentare quel tipo di dettato.

Volevo sottolineare che per ben 2 volte, al Governo e al Consiglio, abbiamo posto il problema delle competenze che l'UE sopprime alle Regioni, lo ribadiamo, e non ci si venga a dire che non abbiamo sollevato il problema!

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Volevo fare un appunto all'"homo tecnologicus" del Consiglio che però è assente, alias Aurelio Marguerettaz. Forse l'Assessore Marguerettaz non si è accorto che il registratore non coglie le emozioni e le espressioni e naturalmente certe dichiarazioni che rilegge dagli atti dei verbali non sono "condite" con le manifestazioni fisiche di chi parla. A parte il fatto che quello che ha letto è stato estrapolato per il suo utilizzo del momento, in ogni caso volevamo consigliare all'Assessore di avvalersi del sistema di videoregistrazione, che gli permette di avere un'immagine complessiva di quello che è stato detto. Visto che investe non poco denaro in questa tecnologia avanzata, gli consigliamo di farvi ricorso anche quando si tratta di ascoltare gli atti del Consiglio. Mi spiace che adesso non ci sia... faremo riferimento al Presidente Caveri, "in primis".

La questione dei buoni benzina, sollevata dal Capogruppo Frassy, è stata un po' come la corrente alternata, con l'Assessore che si prodigava in procurare allarmi - e glielo abbiamo detto - fin dalla scorsa estate, piuttosto che agire sui tavoli tecnici e politici ove avrebbe dovuto essere presente lui procurava allarmi, e d'altro canto questa "schizofrenia" che abbiamo ravvisato nel Governo regionale vede contrapporsi la sua visione pessimistica con quella più ottimistica del Presidente Caveri, dove buoni benzina a rischio per Marguerettaz o "L'Europa: stop ai buoni benzina", che abbiamo letto a inizio settimana sulla stampa, mentre il Presidente Caveri ha detto "nessuno stop" qualche giorno fa e adesso dice: "c'è tempo fino ad aprile". Delle due, l'una: mettetevi d'accordo, o la situazione è a rischio, oppure riproduce un canovaccio che abbiamo già vissuto negli anni scorsi.

Vorremmo riportarvi nella normalità del comportamento delle procedure, come ha fatto rilevare il collega Frassy; quindi, se da un lato vi abbiamo tacciato di "procurato allarme" la volta scorsa, questa volta dovremmo sottolineare che possiamo addebitarvi anche il "millantato credito", perché avete speso delle credenziali nei confronti dell'Europa, in particolare del "Governo Prodi" che poi si sono rivelate fasulle, perché tutte queste "amicizie" coltivate in particolare da lei, Presidente, negli ambienti Parlamentari e europarlamentari non ci sembra che abbiamo dato i risultati attesi! Peraltro sono quelle amicizie che vi avevano distinto in campagna elettorale, dove c'era una gara fra la vostra coalizione - che comprendeva oltre all'"UV" anche "Stella Alpina" e "Fédération" - e quella di Nicco e Perrin, per dimostrare chi stava più a Sinistra, chi era in migliori rapporti con il candidato Prodi, con l'alternativa al vituperato "Governo Berlusconi".

Secondo noi, alla fine, questa corsa sinistra ha prodotto i risultati infausti che oggi tutti quanti avete sottolineato, non solo per quanto riguarda la finanziaria, ma anche per quanto riguarda la trattazione dell'esenzione fiscale su alcuni contingenti. Vorrei rimarcare al collega Viérin che anche lui che era candidato alle politiche, era collocato in questo schema sinistro che ripudiava da un lato "ni Droite, ni Gauche",; dall'altro, invece, cercava di accasarsi con il futuro Presidente del Consiglio. Abbiamo constatato che la mancanza totale di rapporti, l'isolamento che sta vivendo la Valle d'Aosta, proprio perché rifiuta degli schemi precostituiti, ma che sono naturali ormai per l'ordinamento italiano, sta portando la Valle a una pericolosa deriva!

Invitiamo quindi il Presidente e chi ha la responsabilità di Governo, oggi, a prendere in considerazione la necessità che anche in Valle d'Aosta si deve attuare il bipolarismo e che schierarsi o da una parte o dall'altra sarà la soluzione naturale per chiunque voglia accingersi a prendere le redini e le responsabilità della nostra comunità.

Presidente - La parola al Consigliere Rini.

Rini (FA) - Stiamo vivendo un momento fra i più difficili dal 1945 ad oggi, con una finanziaria che, come è stato ricordato, non dà l'impressione di portarci verso un miglioramento economico e con una politica sempre più attenta agli equilibri di potere, piuttosto che ai vari e veri problemi dei cittadini e, come non bastasse, ci si mette anche la Comunità europea con la quale dobbiamo rapportarci e che sembra non essere troppo sensibile ai problemi delle piccole realtà di montagna come la nostra.

Già in un recente passato l'UE ci ha messo in difficoltà su altri temi, come ad esempio su quello agricolo e per quanto riguarda le imprese; queste difficoltà toccavano allora solo alcune fasce per cui non hanno fatto troppo clamore, ma con i carburanti siamo un po' più tutti sensibili perché veniamo un po' tutti toccati, quindi il problema sembra più evidente, ma credo che ci saranno in futuro ancora altri problemi e altri settori ai quali l'UE metterà problemi per quanto ci riguarda. Non sarà e non è sufficiente lamentarsi, ma dobbiamo cercare di prevenire e trovare delle soluzioni prima che le situazioni precipitino, anche in questo caso come per altre problematiche troveremo delle soluzioni.

Per il problema dei carburanti, qualcuno - e fra questi l'Assessore La Torre -, già in tempi non sospetti aveva cercato di affrontare il problema, evidenziando la possibilità di istituire i buoni energia; ora mi pare che molti di noi comincino a pensare che possa essere una soluzione sulla quale lavorare, ma su questo penso che lavoreremo e lavoreremo in quest'aula. Abbiamo, forse in modo particolare in questi ultimi mesi, perso tempo, forse anche per colpa di una situazione di stallo a seguito di una verifica interminabile e oserei dire irresponsabile; ora devo rimarcare che soprattutto per la volontà dell'"Union Valdôtaine" e di "Fédération Autonomiste" con anche il contributo di "Stella Alpina" siamo riusciti ad avere uno sbocco dallo stallo e possiamo lavorare con più serenità, anche nelle commissioni consiliari permanenti e in quest'aula, dove potremo affrontare le varie problematiche e recuperare il tempo perduto. Da subito quindi, se non vi saranno altre vie per recuperare i buoni carburanti - e ne dubito fortemente -, dovremo lavorare per aiuti alternativi. Non dimentichiamoci che abbiamo un'enorme produzione di corrente elettrica, che potrà in parte essere distribuita ai legittimi proprietari, cioè a tutti i cittadini della Valle d'Aosta. Per questo dovremo farci sentire anche a Roma e anche tramite i nostri Parlamentari e dovremo avere la forza di intraprendere, se necessario, delle forti azioni con la consapevolezza di avere l'appoggio di tutta la popolazione, che sarà sicuramente pronta a qualsiasi azione, come anche a scendere in piazza o ad andare a Roma insieme a noi, tutti, per reclamare e fare in modo che la nostra specialità non venga calpestata.

Noi di "Fédération" siamo consapevoli che si è aperta una seconda fase dell'autonomia speciale, in quanto i capisaldi soprattutto quelli economici alla base dello Statuto speciale del 1945 vanno attualizzati, tenendo conto della situazione europea: questa è la grande sfida del futuro e delle forze autonomiste e di tutta la popolazione della Valle d'Aosta. I nostri padri hanno combattuto per la nostra specialità e noi dobbiamo, tutti insieme, combattere per difenderla.