Oggetto del Consiglio n. 2274 del 9 novembre 2006 - Verbale
OGGETTO N. 2274/XII - APPROVAZIONE DELLA MOZIONE: "COINVOLGIMENTO DELLE REGIONI NELLE PROCEDURE DI FORMAZIONE DEGLI ATTI NORMATIVI EUROPEI".
Il Presidente PERRON dichiara aperta la discussione sulla mozione indicata in oggetto, presentata dai Consiglieri SANDRI, Carmela FONTANA e FIOU e iscritta al punto 38 dell'ordine del giorno dell'adunanza.
Illustra il Consigliere SANDRI, che presenta un nuovo testo della mozione con il Presidente della Regione CAVERI.
Intervengono il Presidente della Regione CAVERI ed il Consigliere BORTOT.
Prende la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere SANDRI.
IL CONSIGLIO
- nel nuovo testo presentato dal Consigliere SANDRI e dal Presidente della Regione CAVERI;
- ad unanimità di voti favorevoli (presenti e votanti: trenta);
APPROVA
la sottoriportata
MOZIONE
RICORDATO il quinto comma dell'articolo 117 della nostra Costituzione repubblicana sulla partecipazione delle Regioni alle decisioni in materia comunitaria, nonché le modifiche, approvate nel Trattato di Amsterdam, all'articolo 203 del Trattato di Maastricht, in cui si prevede la partecipazione anche di ministri regionali alle riunioni del Consiglio dei Ministri, in rappresentanza legale dello Stato membro d'appartenenza;
RICHIAMATO quanto disposto dalla legge 4 febbraio 2005, n. 11, secondo cui, nelle materie di competenza delle Regioni e delle Province autonome, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai fini della successiva definizione della posizione italiana nell'ambito della formazione di atti normativi comunitari, convoca ai singoli tavoli di coordinamento nazionali i rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome, assicurando un'informazione tempestiva ed efficace;
RICONOSCIUTO che solo in tale sede le Regioni saranno effettivamente in grado di partecipare attivamente al processo di definizione della posizione che sarà successivamente sostenuta in sede comunitaria;
RILEVATO peraltro che la facoltà, riconosciuta alle Regioni dalla medesima legge 4 febbraio 2005, n. 11, di trasmettere al governo, per il tramite della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e di quella dei Presidenti dei Consigli, semplici osservazioni, limita considerevolmente la partecipazione delle Regioni alla fase ascendente della formazione del diritto comunitario anche perché, pur consentendo alle stesse di richiedere la convocazione della Conferenza Stato Regioni al fine di raggiungere un'intesa ex articolo 3 del D.L. 28/8/1997, n. 281, non vi sono garanzie di risultato, in quanto il governo si riserva di poter procedere anche in mancanza dell'intesa;
CONSTATATO che numerosi stati membri hanno recepito la volontà espressa dall'Unione Europea di un forte coinvolgimento delle realtà regionali nelle procedure di costruzione degli atti europei e, specificamente, Belgio, Austria, Germania, Spagna, Gran Bretagna e Portogallo hanno già messo a punto appositi organi per la formazione della posizione negoziale a parità di diritti e doveri tra lo Stato e le Regioni;
CONSIDERATO che i tavoli "nazionali" di coordinamento non sono ancora stati istituiti, benché la Conferenza delle Regioni e Province autonome abbia provveduto all'individuazione dei propri referenti;
VERIFICATO che, da circa un mese, giungono alla I Commissione permanente del Consiglio "Istituzioni ed autonomia" migliaia di progetti di atti normativi europei, trasmessi dal governo in maniera disorganica e confusa, su cui il Consiglio regionale si dovrebbe esprimere nei 20 giorni successivi al ricevimento e che non vi è, allo stato attuale, alcuna possibilità degli uffici della Presidenza del Consiglio, di farne una opportuna istruzione per consentire al Consiglio Valle di poter inviare al Governo nazionale delle osservazioni, in base alla sopra citata legge n. 11 del 2005;
CONSIDERATA la necessità di rispondere all'esigenza di massima coerenza tra le modalità di partecipazione della Regione alla definizione della posizione italiana nella formazione degli atti comunitari e il costituendo sistema interregionale, che dovrà trovare espressione presso i singoli tavoli di coordinamento "nazionali";
PRESO ATTO delle attività svolte dagli Uffici della Giunta regionale al fine di definire un quadro unitario di riferimento per le Regioni e le Province autonome, attivandosi in particolare, sin dalla fase di formazione delle leggi 131/03 e 11/05, per valorizzarne la posizione ed assicurando, peraltro, la positiva conclusione dell'accordo attuativo dell'articolo 5 della legge 131/03 c.d. "La Loggia" in merito alla partecipazione dei rappresentanti delle autonomie differenziate alle delegazioni italiane in sede UE;
PRESO ATTO che, da ultimo, con nota del 12 luglio 2006, inviata al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nonché alla Regione Piemonte, Coordinatrice della materia, la Regione rappresentava un'organica ipotesi attuativa della legislazione statale elaborata, su iniziativa della Valle d'Aosta stessa, di concerto con le altre autonomie differenziate e sollecitava la richiesta di un tempestivo confronto con il Governo in merito;
RICHIAMATA la legge regionale 16 marzo 2006, n. 8, la quale disciplina - per prima in Italia - la partecipazione della Regione ai processi normativi dell'Unione europea;
SEGNALATA la necessità di attuare con urgenza quanto previsto dall'accordo concluso in Conferenza Stato-Regioni il 16 marzo scorso che prevede la partecipazione delle Regioni alle delegazioni del Consiglio dei Ministri dell'Unione europea, sia a livello politico, sia a livello tecnico;
PRESO ATTO dell'inerzia del Governo in merito all'attuazione delle disposizioni presenti nell'ordinamento italiano a livello costituzionale dal 2001 ed a livello di legislazione ordinaria rispettivamente sin dal 2003 e dal 2005 nonché degli impegni assunti con l'accordo concluso il 16 marzo 2006;
IL CONSIGLIO REGIONALE
IMPEGNA
la Giunta regionale:
1) a richiamare il governo al dovere di attuare celermente quanto disposto dalle leggi 131/03 c.d. "La Loggia" e 11/05 c.d. "Buttiglione", convocando quanto prima i tavoli "nazionali" di coordinamento di cui alla legge 11/05 c.d. "Buttiglione" e provvedendo ad integrare le delegazioni italiane che partecipano ai Consigli dei Ministri dell'Unione europea con componenti di parte regionale ai sensi dell'accordo concluso in sede di Conferenza Stato-Regioni lo scorso 16 marzo;
2) di dare incarico ai propri uffici competenti in materia, una volta attivati i tavoli di coordinamento e rese efficienti le modalità di trasmissione delle informazioni concernenti gli atti normativi comunitari, di coordinarsi con le competenti strutture del Consiglio Valle in modo da poter rappresentare a livello centrale una posizione unitaria e condivisa nell'interesse della Regione.
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