Oggetto del Consiglio n. 88 del 15 febbraio 1978 - Verbale
OGGETTO N. 88/78 - PROBLEMI DELLA VIABILITÀ NELLA ZONA DI AOSTA. (Interrogazione con risposta scritta del Consigliere Pollicini)
Il Presidente DOLCHI annuncia che è iscritta all'ordine del giorno la seguente interrogazione con risposta scritta, presentata dal Consigliere Pollicini, concernente l'oggetto: "Problemi della viabilità nella zona di Aosta", interrogazione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza in corso:
---
Ill.mo Signor PRESIDENTE
del Consiglio regionale
SEDE
Il sottoscritto Angelo Pollicini, Consigliere regionale del Gruppo D.P., prega cortesemente la S. V. di voler inserire all'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale la seguente
INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA
Il 14 giugno 1974, dopo ampio dibattito, preceduto da lunghe ed esaurienti consultazioni con tutti gli Enti ed Organismi interessati, il Consiglio regionale con delibera n. 155 aveva espresso all'unanimità assenso alla costruzione e al tracciato della tangenziale sud di Aosta previsto dal disegno 406/18.124 bis datato 3 giugno 1974 e con esso aveva ribadito la necessità e l'urgenza dell'opera stradale.
Quel giorno si era concluso in aula consiliare un confronto costruttivo per dare inizio alla prima importante fase di soluzione dei problemi di viabilità, rappresentato dalla tangenziale sud, che deviando il traffico pesante ed inserendolo direttamente sulla S.S. 26 in Comune di Sarre risolveva, in modo definitivo, il problema fino oltre la città di Aosta e poneva le basi per una ulteriore soluzione della viabilità fino al traforo del Monte Bianco.
Dopo un breve periodo di stasi, gli eventi politici nazionali hanno riportato in discussione la necessità di migliorare le vie di grande comunicazione, specie internazionali, e di dare la precedenza alle opere di più alto rendimento.
Ciononostante l'Amministrazione regionale ha insabbiato il problema: non se ne è più parlato e nel frattempo il traffico ha continuato ad aumentare.
La circonvallazione nord, ormai strada interna della città di Aosta, con i nomi di via Roma e via Parigi (piena di traffico pedonale, interrotta da più semafori, fronteggiata da due complessi scolastici importanti), ha assunto le caratteristiche di viabilità ad alta tensione in un contesto non convenientemente isolato (sono note a tutti le numerose disgrazie).
L'introduzione del nuovo limite di velocità nei centri abitati, 50 km. orari, rende intransitabile ed ancor più pericolosa la circonvallazione nord.
Lo Stato sta tutt'oggi finanziando diversi lavori di completamento di autostrade (Roma-L'Aquila) ed anche nuovi tracciati (Genova-Alessandria-Casale, ecc.), oltre al traforo del Freyus che comporterà un'autostrada di accesso da Torino che non è ancora iniziata, non per motivi economici, ma solo per le note divergenze fra gli Enti locali interessati.
L'Amministrazione regionale deve preoccuparsi anche per i negativi riflessi economici che, stante la precaria situazione viaria attuale, potrebbe avere sulla nostra Regione l'imminente apertura del traforo del Freyus prevista per l'ottobre del 1978. In relazione a questo evento dobbiamo tenere nella giusta considerazione i proventi fiscali (i cui 9 decimi entrano nelle casse regionali) derivati dalle operazioni doganali che vengono eseguite presso l'Autoporto di Aosta e che nel solo 1976 sono ammontati a circa 5 miliardi e mezzo.
Più importante del problema economico è quello della sicurezza: basti pensare che nel corso del 1977 sono transitati sotto il traforo del Monte Bianco circa 400.000 TIR con punte di 2.000 al giorno a cui vanno aggiunte oltre 800.000 vetture all'anno.
E' noto che i TIR raggiungono anche i 100 km. orari con una pericolosità che si manifesta nell'altissimo numero di incidenti. Le statistiche dicono che dall'apertura del traforo vi è stato, nel 45 km. che lo separano da Aosta, un morto ogni 100 metri e un ferito ogni metro (cfr. La Gazzetta del Popolo del 12 ottobre 1977).
Dobbiamo considerare che la S.S. 26, superata Aosta, si porta sino al traforo del Monte Bianco attraversando importanti centri abitati (Saint-Pierre, Avise, Arvier, La Salle, Morgex, Pré-Saint-Didier, Courmayeur, ecc.).
Non va neppure sottaciuto che nella stagione invernale la situazione da critica può diventare drammatica. Tant'è che non si è nuovi a blocchi stradali che hanno isolato l'intera Alta Valle per giornate intere, mentre da Aosta non si riusciva a raggiungere il casello autostradale.
Il raccordo tra il casello autostradale e la circonvallazione nord di Aosta è oggetto in questo periodo di lavori di ampliamento inspiegabilmente limitati però soltanto allo svincolo dell'Eglise (Quart) e al cavalcavia ferroviario all'ingresso di Aosta. Al completamento di tali opere, previsto fra due anni, il vantaggio sarà modesto.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale interroga il Signor Presidente della. Giunta regionale per conoscere:
1) i motivi per cui la Giunta non ha esercitato pressioni sufficienti perché l'ANAS raddoppiasse almeno l'intero tratto della S.S. 26 compreso fra lo svincolo autostradale dell'Eglise e il cavalcavia;
2) Se risponde a verità che l'ANAS non ha potuto appaltare i lotti della S.S. 26 di cui al punto precedente per la mancata disponibilità dei terreni;
3) Se è vero che l'Amministrazione regionale ha lasciato cadere ogni trattativa con la S.A.V. per l'utilizzazione della somma residua sulla concessione dei lavori dell'autostrada Quincinetto-Aosta;
4) I motivi per i quali, nonostante i crescenti gravi inconvenienti, non si è più neppure sfiorato l'argomento della viabilità per quanto concerne la tangenziale sud, lo svincolo per la S.S. 27 (Gran San Bernardo), e il tratto da Aosta al traforo del Monte Bianco;
5) Se è vero che la Presidenza della. Giunta ha acconsentito di edificare in alcuni Comuni proprio sui terreni già impegnati per il progetto della tangenziale sud e i motivi per cui la costruenda piscina coperta di Aosta sarà ubicata anch'essa sui terreni ove è previsto il passaggio della tangenziale sud;
6) Come intende procedere, nel caso si desse attuazione al progetto della circonvallazione sud, già approvato dal Consiglio regionale all'unanimità il 14 giugno 1974, visti gli impedimenti citati al punto precedente;
7) Cosa intende fare la Giunta regionale per risolvere la viabilità e, in caso positivo, con quali iniziative e programmi.
Distinti saluti.
Aosta, 11 gennaio 1978
F.to: A. Pollicini
---
Il Presidente DOLCHI comunica che all'interrogazione è già stata fornita risposta scritta, da parte del Presidente della Giunta, con la seguente lettera prot. n. 421/Gab. del 3.2.1978:
In merito all'interrogazione trasmessa con nota prot. n. 72 del giorno 12 gennaio u.s. mi pregio rispondere quanto segue:
la Giunta regionale concorda appieno sulla importanza ed urgenza del problema illustrato ed ha avviato diverse iniziative tendenti a risolverlo.
Entrando nei dettagli si ricorda che questa Giunta ha approvato i progetti ed ottenuto il finanziamento e l'inizio dei lavori per i due svincoli a sedi sfalsate di Quart, l'Eglise e dell'ingresso in Aosta; la strada di raccordo tra gli stessi ne diviene la naturale conseguenza ed un suo primo tratto verrà realizzato con alcune modifiche migliorative allo svincolo di Quart.
Va da sé che la questione relativa alle disponibilità dei terreni non ha avuto, non ha, né avrà alcuna influenza sullo sviluppo dei lavori.
I fondi residui S.A.V. hanno dovuto essere mandati in economia diversi anni fa per l'opposizione, all'epoca, di alcuni comuni interessati al prolungamento dell'Autostrada e non avrebbe quindi molto senso riaprire una questione purtroppo ormai definita da tempo a livello amministrativo e contabile.
Per la viabilità in generale i problemi sono stati affrontati incontrando due ordini di difficoltà.
Il primo, che si ricollega alla grave situazione economia nazionale ed alla conseguente mancanza di fondi per investimenti in conto capitale, fa sì che l'ANAS tenda ad interporre i massimi rallentamenti burocratici a quanto di sua competenza.
E' difatti giacente da alcuni mesi presso l'ANAS un progetto di massima per l'allargamento a quattro corsie della SS. 26 di Sarre al traforo del Monte Bianco.
E' intendimento, quando l'ANAS abbia dato il suo assenso, anche con modificazioni, a tale progetto di massima, passare alla redazione del progetto esecutivo d'intesa con i comuni e le comunità montane interessate e sollecitare i conseguenti finanziamenti.
Per la tangenziale sud di Aosta è nota la disastrosa situazione finanziaria delle Società autostradali che obbliga a rinviare ogni decisione.
Lo svincolo per la SS. 27 è forse tra la meno urgente delle operazioni necessarie venendo a diminuire molto il traffico in caso di realizzazione della tangenziale sud.
La seconda difficoltà è legata: all'autonomia comunale giustamente estesa in base ai principi di decentramento amministrativo sostenuti anche dal gruppo politico di cui fa parte il Consigliere interrogante.
Tale autonomia si è sviluppata per alcuni comuni nel proporre tracciati diversi da quello approvato dal Consiglio regionale, e democrazia vuole che questo argomento venga ridiscusso in Consiglio all'atto dell'approvazione finale degli strumenti urbanistici adottati dai comuni.
Per inciso l'ubicazione della costruenda piscina di Aosta non è sul tracciato della tangenziale e non ne impedisce la realizzazione, più semplicemente la futura tangenziale passerà a distanza inferiore a 25 metri dalla nuova piscina di Aosta, cosa compatibile anche in base alle norme vigenti, essendo probabile che la piscina sia realizzata prima della strada.
Da quanto esposto discendono implicitamente le linee direttrici dell'attività della Giunta per risolvere tale complesso problema.
Distinti saluti.
IL PRESIDENTE F.to: Mario Andrione
Il Consiglio prende atto.
______
