Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2097 del 27 luglio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 2097/XII - Modalità di controllo della qualità dell'acqua della Dora Baltea. (Interpellanza)

Interpellanza

Rilevato che i programmi di monitoraggio e controllo degli indici di qualità delle acque superficiali della nostra Regione vengono effettuati in 38 stazioni di campionamento di cui 11 sull'asta principale della Dora Baltea e 27 sui principali affluenti;

Constatato che lungo il tratto di fiume che costeggia il Capoluogo di Regione, sono solo due le stazioni di monitoraggio: la prima, a monte, all'angolo Sud-Est del cimitero di Aosta e la seconda, a valle, al Ponte Nuovo di Saint-Marcel;

Rilevata quindi la "non copertura" di un tratto di corso d'acqua che, per la presenza del più grande impianto industriale in Valle d'Aosta, dovrebbe essere oggetto di miglior e più accurata attenzione;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

1) i motivi che hanno indotto ARPA e Amministrazione regionale a non prevedere nessuna stazione di campionamento a valle dell'impianto industriale di cui alle premesse;

2) se si intende correggere questa anomala e particolare situazione prevedendo di traslare una delle due stazioni di monitoraggio in corrispondenza, ad esempio, del Quartiere Dora.

F.to: Venturella - Squarzino Secondina

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Presidente, do per letta l'interpellanza perché è molto semplice, quindi aspetto la risposta dell'Assessore.

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Pour répondre à la question des Conseillers Venturella et Squarzino, je rappelle que depuis 1983 un système de suivi physico-chimique des principaux cours d'eau de la Région est en place. Son objectif premier était alors de contrôler les eaux des égouts, puis dans un deuxième temps, ce système a été mis à jour pour rendre possible le contrôle de la qualité environnementale conformément aux indications de l'arrêt législatif n° 152/1999 en matière de pollution des eaux, qui est maintenant remplacé par le nouveau texte unique sur l'environnement. Les modalités de contrôle de la qualité des eaux sont fixées par le texte réglementaire national afin que les résultats desdits contrôles soient homogènes et comparables, entre eux, à l'échelon national. Pour ce qui est des modalités susmentionnées, la Région a créé de nombreux points de prélèvement supplémentaires: 2 étaient indispensables, mais il en existe désormais 38 au total, grâce auxquels nous disposons justement d'un cadre complet et précis de la qualité des eaux.

Dans une optique de contrôle de cette qualité, le nombre élevé des points de suivi est certainement à même de mettre en évidence les modifications permanentes et substantielles des caractéristiques des eaux superficielles; ce qui permet, dans un deuxième temps, de procéder à une campagne de mesures et de contrôles plus précis afin de définir les éventuelles sources de pollution, mais tout cela n'a rien à voir avec le contrôle des eaux usées et du respect des limites fixées par la loi, auquel il est procédé tant par autocontrôle que par voie d'inspection. Dans cette optique, la situation géographique de la station à Saint-Marcel permet de contrôler non seulement les rejets émanant de la "Cogne Acciai speciali", mais également ceux de toutes les activités artisanales situées en aval de celle-ci, ainsi que les transformations qualitatives des eaux pendant leur passage à travers le centre habité d'Aoste. Les contrôles de la présence de micropolluants et de substances dangereuses, visés à la directive CEE n° 76/464 et au décret législatif n° 152, n'ont jamais révélé de dépassement des limites imposées: ils ont,au contraire, toujours mis en évidence des concentrations très inférieures aux seuils fixés par la loi.

Je veux donc vous rassurer que l'implantation géographique des stations de mesure permet de contrôler la qualité des eaux et est parfaitement adaptée aux impératifs législatifs. Il n'y a donc rien d'anormal ni de particulier qui doive être corrigé. Je vous informe également que, dans le cadre des études de la nappe d'Aoste, il est prévu d'effectuer des prélèvements spécifiques sur la section de la Doire Baltée qui traverse la ville, pour vérifier les corrélations entre les eaux superficielles et les eaux souterraines. Les résultats de ces contrôles, insérés dans la maquette de la nappe phréatique, permettront de comprendre, s'il est nécessaire, de créer un nouveau point de prélèvement et, le cas échéant, la position éventuelle de ce dernier.

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - No, Assessore, non va proprio... non ci siamo proprio neanche dal punto di vista dell'orografia e della topografia!

Sappiamo che lei considera la Dora Baltea, i fiumi, i corsi d'acqua e i torrenti, lo abbiamo apprezzato nel suo intervento del Consiglio regionale del 12 luglio, una sorta di grande tubo di cemento impermeabile; per cui, anche se si toglie l'acqua in un tratto, poi arriva all'ultima parte finale e va tutto bene, perché è un lungo tubo di cemento, senza alcun rapporto e senza alcuna funzione di interscambio con l'ambiente, ma questa è una concezione di tipo ingegneristico, che "fa a pugni" con il fatto che lei sia anche Assessore all'ambiente... comunque lasciamo perdere questo fatto.

In aggiunta lei dice: "il fiume Dora Baltea è abbastanza controllato perché il decreto legislativo n. 152/1999 definisce un numero minimo di stazioni di campionamento, che dovrebbero essere 2...noi... ma noi ne facciamo 38! Non 2, ma 36 in più, una cosa incredibile! Sì, però di queste 36 in più manca proprio il pezzo più importante, è come se la Dora finisse al lato sud-est del Cimitero, poi ci fosse il "deserto dei Tartari" e poi ricominciasse al ponte di Saint-Marcel... questo è inaccettabile, non solo dal punto di vista scientifico, ma della logica!

Esiste un grande impianto siderurgico in corrispondenza del quartiere Dora, si passa oltre di 10 km., sappiamo bene cosa vuol dire avere una stazione di campionamento poco a monte e un'altra 10 km. più a valle. Il tratto più sensibile del corso d'acqua non viene minimamente considerato, ma allora uno studente di scienze ambientali, ad esempio, se dovesse in un'esercitazione di idrobiologia all'Università di Grugliasco, sede della facoltà di scienze forestali e ambientali, omettere il punto poco a valle della società siderurgica "CAS", verrebbe non bocciato, ma gli strapperebbero il libretto! Ma a valle di una società come la "CAS" non metti una stazione di monitoraggio, un punto di controllo! È come se questo tratto non ci fosse, c'è un punto a monte, Cimitero, lato sud-est, e poi quello più a valle salta completamente... ma allora quale principio sta alla base: un principio di carattere scientifico? Un principio di comodità? Per cui gli operatori trovano difficoltoso scendere lungo l'alveo del fiume perché le arginature che avete fatto sono troppo alte, per cui dovrebbero calarsi in corda doppia? È incredibile!

Credo che questa situazione sia, dal punto di vista scientifico, insostenibile, quindi la nostra interpellanza era un invito a correggere, perché è una situazione anomala, anche perché la informo, Assessore, che dalla terza relazione sullo stato dell'ambiente dell'"ARPA" si evince una tendenza né al peggioramento né al miglioramento, nonostante tutti i proclami di lavori, di studi, di progettazioni che state mettendo in atto, ma nella relazione dell'"ARPA" si dice che dal 2002 al 2004, nonostante che il giudizio complessivo risulti invariato, l'andamento delle condizioni ambientali risulta in peggioramento, se si prendono in considerazione i valori relativi alle singole stazioni, si passa infatti da 4 a 11 stazioni con livello di stato sufficiente, contro un numero costante di stazioni con giudizio alto. Questa è una situazione della quale lei credo non possa andare fiero! Attenzione, manca forse una delle stazioni più importanti, quella che dovrebbe essere posizionata a valle del più grande stabilimento industriale della Valle d'Aosta.

Credo che su questo problema ci sia incoscienza, forse i tecnici sono stati fulminati sulla "Via di Damasco" da una nuova teoria scientifica, quella dei controlli a scacchiera, oppure dei controlli come ogni tanto si estraggono i concorrenti per le gare di "belote", estrazione a baraonda, cioè si fanno estrazioni di campionamento con un'estrazione a baraonda. Su questi studi sulla falda freatica, mi ricordo che ero in Consiglio comunale, in quella sede facemmo delle iniziative sul fatto che, in definitiva, alcuni pozzi dell'acquedotto erano contaminati; non ci sono storie, non ci possono venire a raccontare che, sì, erano contaminati però l'acqua dai rubinetti usciva buona perché la mischiavamo con l'acqua dell'acquedotto del Grand Combin... comunque i pozzi erano contaminati.

Mi domando e non vorrei che si ripetesse la stessa cosa in questo Consiglio: ma se era tutto a posto nella piana di Aosta, come mai ci sono 8 specialisti in idrogeologia che vi stanno lavorando? Adesso ci sono 4 specialisti in idrogeologia dell'Università di Torino, mi pare 2 dell'"ARPA", uno della Regione... cioè quasi quasi tutto il Dipartimento di idrogeologia dell'Università di Torino si è spostato sulla piana di Aosta per lo studio della contaminazione della falda sotto la "Plaine"! Sono già molte sedute di Consiglio regionale che portiamo all'attenzione del Consiglio alcune problematiche legate al controllo della qualità dell'aria e della qualità dell'acqua... non vorrei che fra un anno qualcuno si svegliasse, una mattina, e si accorgesse che non è vero che "va tutto bene, madama la marchesa"!