Oggetto del Consiglio n. 2091 del 26 luglio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 2091/XII - Riqualificazione dello stabilimento termale di Saint-Vincent. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso che:
· la Legge regionale 38/1998, successivamente modificata, prevede interventi finanziari a favore del settore termale;
· da anni è attesa la riqualificazione dello stabilimento termale di Saint-Vincent;
· il Comune di Saint-Vincent ha approvato nel 2003 il progetto di massima di riqualificazione delle strutture termali, presentato da ATA Hôtel;
tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
il Presidente della Regione o l'Assessore regionale delegato per conoscere:
1) per quali motivi la progettazione definitiva ed esecutiva non è ancora stata presentata;
2) se corrisponde al vero la notizia che ATA Hôtel non sarebbe più interessato alla riqualificazione dello stabilimento termale: in caso affermativo, quali sarebbero le ragioni;
3) se la Regione intende adoperarsi, al di là dello strumento legislativo di cui in Premessa, per un concreto rilancio dell'offerta termale di Saint-Vincent.
F.to: Tibaldi
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - L'interpellanza trae spunto da una notizia che circola insistentemente a Saint-Vincent e che genera non poche preoccupazioni in seno alla comunità e agli operatori economici della zona. Mi riferisco, in particolare - visto che se ne parla nella premessa dell'interpellanza -, alla probabilità che il patron di "ATA Hôtel" non sarebbe più interessato al rilancio del settore termale o, meglio, dello stabilimento termale che sovrasta la cittadina. La notizia desta preoccupazione, anche perché il contatto fra il Comune di Saint-Vincent e "ATA Hôtel" è datato, risale al 1998, quando il Consiglio comunale di Saint-Vincent deliberò di volersi avvalere dei benefici previsti da una legge speciale varata dal Consiglio regionale, la n. 38/1998, relativamente a interventi finanziari proprio in questo settore.
Come ben saprà l'Assessore Pastoret, lo stabilimento termale di Saint-Vincent ha una gestione "sofferente" non solo da un punto di vista finanziario, perché ogni anno costa al Comune una quantità di denaro di tutto rispetto (7-800 mila euro), ma anche da un punto di vista di clientela, di capacità di penetrare in questo mercato che è in un periodo di forte espansione e naturalmente "soffre" di questa incapacità di proiettarsi in questo mercato e di presentarsi con un'offerta sanitaria e turistica che sia all'altezza di quello che era un tempo.
Paradossalmente la legge del 1998, che era stata creata principalmente per Saint-Vincent, che sembrava essere in dirittura di arrivo, ha visto compiersi prima lo stabilimento termale di Pré-Saint-Didier... ben venga, lì, un privato è riuscito ad insediarsi, a fare una proposta - diremmo soddisfacente - che sta avendo dei risultati. Saint-Vincent invece è in una situazione opposta e l'interpellanza prende spunto da questa notizia che, se confermata, è alquanto grave. Dal 1998 ad oggi sono trascorsi 6 anni, durante i quali con lentezza procedurale si è addivenuti ad individuare il concessionario, "ATA Hôtel", nel marzo 2000, ad approvare nel novembre 2003 un progetto di massima di riqualificazione della struttura termale; dopodiché a questo iter avrebbe dovuto seguire la presentazione da parte di "ATA Hôtel" di un progetto definitivo ed esecutivo - nel frattempo ricordo che "ATA Hôtel" ha anche acquistato l'"Hôtel Miramonti" in quel di Saint-Vincent - e, accanto al progetto esecutivo, ci dovrebbe essere la definizione, attraverso una convenzione, dei rapporti fra concessionario e Comune.
Ci risulta che più volte il Comune abbia sollecitato il privato a presentare il progetto esecutivo, però di fatto ciò non è avvenuto. Abbiamo letto sui giornali nello scorso inverno che c'è stato un "raffreddamento" dei rapporti fra le parti, fra il privato e l'ente pubblico, raffreddamento che sembrava essere stato superato in seguito ad un incontro al quale partecipò anche il Presidente Caveri, il quale ci diede ragguagli qualche mese fa sulla situazione. Sembrava che il periodo oscuro di questa "pastoia burocratica" nella quale si erano invischiati i rapporti fra le parti fosse ormai alle spalle, ma le informazioni che ci giungono sono ancora più allarmanti.
Di qui poniamo 3 semplici quesiti. Sappiamo che l'ente pubblico interessato, "in primis" il Comune di Saint-Vincent, non la Regione, come è accaduto per le terme di Pré-Saint-Didier, ma sappiamo che la Regione, oltre ad aver varato quella legge che permette di attingere a finanziamenti - fra l'altro ci sono 7,2 milioni di euro pronti per essere utilizzati non appena c'è il via al progetto - ha una voce in capitolo come spesso accade in rapporti che sono circoscritti almeno formalmente alla parte comunale e all'imprenditore di "ATA Hôtel". Fra l'altro, cittadino illustre di Saint-Vincent è il Presidente della Regione, di conseguenza c'è un Assessore all'agricoltura che è l'Assessore Isabellon, c'è il sottoscritto che, essendo dirimpettaio, insieme al gruppo della Casa delle Libertà ha più volte proposto interpellanze per sollecitare la questione... diciamo che l'interesse politico non manca; ma oltre a questo ci vuole anche una volontà politica più definita anche dalla Regione, in particolare nei rapporti fra Regione e Comune per verificare se questa volontà si concretizza in fatti o se rimaniamo sempre in questo stato di potenziale esecuzione e realizzazione di uno stabilimento, ma al di là di tante ipotesi addirittura sembra che non solo rimaniamo fermi, ma facciamo un passo indietro.
Tre le domande: per quali motivi la progettazione definitiva ed esecutiva non è ancora stata presentata; se corrisponde al vero la notizia che "ATA Hôtel" non sarebbe più interessato alla riqualificazione dello stabilimento termale: in caso affermativo, quali sarebbero le ragioni; se la Regione intende adoperarsi, al di là dello strumento legislativo che ha messo a disposizione fin dal 1998, per un concreto rilancio dell'offerta termale di Saint-Vincent.
Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Pastoret.
Pastoret (UV) - Il collega Tibaldi ha già ricordato come tutto l'iter concernente le terme di Saint-Vincent sia seguito direttamente dal Comune e non sia a carico dell'Amministrazione regionale.
Per dare seguito alle domande che sono state poste, ho quindi chiesto al Comune di Saint-Vincent di riepilogare, di fornire le informazioni a tal uopo necessarie. Mi ha trasmesso una comunicazione il Sindaco, che io cito: "Ritengo di dover fare la cronistoria della questione per dare l'esatta contezza del tempo trascorso e di come è stato impiegato". Se il collega Tibaldi è d'accordo, eviterei tutta una prima parte che ricalca quanto già il Presidente Caveri gli aveva detto nel marzo di quest'anno, rispondendo ad un'analoga iniziativa e a quanto lui ha succintamente ricordato prima. Partirei quindi dal periodo dicembre 2004; cito sempre quanto dice il Sindaco: "Il Consiglio comunale ha approvato il progetto preliminare di sistemazione del complesso termale e ha adottato il piano urbanistico di dettaglio". Ricorda il Sindaco che nel 2004 l'Amministrazione regionale aveva trasferito all'Amministrazione comunale l'"Hôtel Source", cosa che è nota, e che nel febbraio 2005 ha approvato definitivamente il PUD. Ricorda il Sindaco che a tale iter avrebbe dovuto seguire da parte di "ATA Hôtel" la presentazione della progettazione esecutiva e definitiva, che avrebbe dovuto poi essere approvata dalla Giunta comunale e, in seguito, sulla scorta di tale progettazione, avrebbe dovuto essere redatta in via definitiva la convenzione che la Giunta comunale aveva già approvato nel 2002, con infine sottoscrizione fra le parti. Scrive il Sindaco che tale progettazione, allo stato, non è ancora stata depositata da parte di "ATA Hôtel", seppure essa sia stata sollecitata dall'Amministrazione comunale.
Dopo l'approvazione del PUD è avvenuto questo: sempre il Sindaco dice che "nel giugno 2005 la nuova Giunta comunale, insediatasi dopo le elezioni di quella primavera, si è incontrata con i responsabili di ATA Hôtel, nelle persone del geom. Talarico e dell'ing. Giombini e collaboratori al fine di fare il punto della situazione. Riferivano costoro informalmente che la progettazione sarebbe stata completata entro il mese di settembre, proponevano nuove tempistiche di intervento su tutte e 3 le strutture piuttosto che per fasi, accennando alla possibilità di trasferire presso il Miramonti le cure idroponiche inalatorie delle terme, per il periodo necessario al completamento dell'intervento. Infine, riferivano non essere più interessati al finanziamento dell'Amministrazione regionale, in quanto il costo del denaro era, allo stato, basso, al punto da consentire loro finanziamenti alternativi. Sempre nel giugno 2005 l'Amministrazione comunale veniva coinvolta dall'Amministrazione regionale nella commissione per lo studio dell'utilizzo del complesso termale per la riabilitazione cardiovascolare". Ricordo che questo era stato fatto nell'ottica di poter rendere più attraente e performante la struttura termale nel suo insieme, sulla base di questi aspetti innovativi legati ad aspetti sanitari.
Riprendo quanto ancora è stato comunicato: "Nel mese di luglio il Sindaco e diversi Assessori facevano un sopralluogo presso l'Hôtel Miramonti per valutare come ATA Hôtel pensasse di organizzare le cure idroponiche e inalatorie presso la sua struttura. Nel periodo luglio-agosto in realtà gli incontri con referenti di ATA Hôtel erano diversi, in quanto la commissione predetta si riuniva diverse volte e concludeva il proprio lavoro nel dicembre 2005, lavoro che è a disposizione e nelle mani dell'Amministrazione regionale. Nel febbraio 2006 ATA Hôtel confermava per iscritto il suo interesse alla realizzazione dell'intervento e giustificava lo slittamento dei tempi della progettazione definitiva con la necessità di un approfondimento circa la valorizzazione del complesso termale di Saint-Vincent, anche con la realizzazione di una struttura sanitaria come richiesto dall'Amministrazione regionale". Tutto quanto letto finora credo fosse già a conoscenza del collega Tibaldi ed è però la risposta alle ragioni per le quali la progettazione definitiva ed esecutiva non è ancora stata presentata: questo è quanto ci dice il Comune.
Alla seconda domanda rispondo citando testualmente quanto il Sindaco mi ha comunicato: "Allo stato l'Amministrazione comunale non è stata destinataria di alcuna comunicazione di disinteresse da parte di ATA Hôtel relativa all'operazione". Queste sono le 2 risposte ai punti 1 e 2 dell'interpellanza del collega Tibaldi.
Chiede poi il collega se la Regione intende adoperarsi, al di là dello strumento legislativo noto, la legge regionale n. 38, per un concreto rilancio dell'offerta termale di Saint-Vincent. Come Regione siamo spettatori attenti e anche collaborativi, ma ciò senza interferire in una procedura a carattere pubblico in capo esclusivamente al Comune di Saint-Vincent, come ho detto in premessa, come era stato detto dal Presidente Caveri quando rispose nel mese di marzo ad un'analoga iniziativa.
Cosa possiamo assicurare? Che non mancheremo di rilevare al Comune la necessità di tener conto del tempo trascorso e delle attese maturate. Io però aggiungo che personalmente ritengo sia giunto il tempo di porre un termine temporale a questa questione: o c'è un percorso che continua oppure sarà il caso di immaginare altre strade, questa è una valutazione che fa capo a me, che è condivisa dal Presidente e dai miei colleghi, ma, come ho già ricordato, le decisioni fanno capo al Comune di Saint-Vincent; quindi io esprimo un'opinione mia che è peraltro condivisa dalla Giunta, ma questo non significa che noi si interferisca o si intervenga a modificare decisioni che spettano all'Amministrazione comunale.
Certo è che, relativamente a quanto ha chiesto il collega Tibaldi, concordiamo sul fatto che si tratti di mettere in atto tutte le sinergie possibili per poter giungere ad una soddisfacente conclusione di questo iter, per ragioni che il collega Tibaldi ha ricordato prima nell'ambito dell'offerta turistica complessiva, nell'ambito delle offerte legate al benessere e alla cura del corpo, ad un interesse nuovo rispetto a una serie di "atout" e di offerte che la nostra regione può fornire, ma tutto questo senza invadere le competenze del Comune di Saint-Vincent e senza far assumere alla Regione oneri e competenze che non ci appartengono. Dico questo, perché quando il collega Tibaldi dice che "la Regione ha voce in capitolo", non è vero. Non abbiamo voce in capitolo, né formalmente, né sostanzialmente, a meno che non interveniamo con altri provvedimenti di legge per fare altre scelte contestualmente e apriamo delle trattative con il Comune di Saint-Vincent che comunque non potrebbero travalicare le sue prerogative.
Credo che la strada per giungere a quanto auspicato dal collega Tibaldi possa essere seguita, ma nel quadro di un dialogo aperto, cercando di mettere a disposizione le nostre capacità operative e nel rispetto del ruolo di ognuno.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Assessore, chiederei anzitutto se è possibile avere una copia di quella lettera di cui ha dato parziale lettura, per metterla agli atti, e la ringrazio per il completamento di informazioni, alcune delle quali erano di nostra conoscenza, altre invece si sono aggiunte.
Alcune considerazioni. Lei ci dice, citando un passaggio di quella missiva, che il Comune non è stato destinatario di alcuna comunicazione in merito al disimpegno di "ATA Hôtel". Non so come interpretare questa affermazione: se è un "no" che non è stato ancora comunicato oppure il "no" non esiste, quindi la situazione non è cambiata rispetto al passato. Per quanto riguarda questa risposta prendo atto, essa può apparire anche sibillina sotto certi punti di vista: un Comune interessato allo sviluppo di uno stabilimento termale all'interno del proprio comprensorio avrebbe approfondito tempestivamente qual è lo stato dell'arte, avrebbe chiesto all'interlocutore: "ti interessa... non ti interessa... è vero quello che si sta dicendo?"... le voci che ho sentito io, immagino siano giunte anche alle orecchie degli amministratori comunali, di conseguenza le preoccupazioni che sono state manifestate al sottoscritto sono giunte anche alle orecchie del Sindaco e degli Assessori comunali; quindi la sua risposta mi lascia perplesso.
Vorrei aggiungere qualche commento anche sul ruolo della Regione, una Regione che si premura di non travalicare le proprie competenze e di non andare ad invadere le competenze comunali; una prudenza che non è sempre avvenuta ed è una prudenza un po' sospetta. Il livello regionale e il livello comunale sono rappresentati da uomini che hanno appartenenze politiche; da diversi anni a questa parte sia la Regione sia il Comune di Saint-Vincent sono governati da coalizioni dove l'"UV" ha una parte preponderante, ne è testimone anche l'attuale Assessore Isabellon. Non riesco a capacitarmi di questa difficoltà di dialogo fra Regione e Comune, non so se è di convenienza per evitare di mettere le mani in una situazione delicata e traballante, oppure se è di dissenso per quanto riguarda le prospettive di sviluppo di questo stabilimento. Resta il fatto che agli occhi di tutti la situazione appare "ingessata" con amministratori comunali, ma anche regionali, che sono incapaci di divincolarsi da questo ingarbuglio nel quale sono finiti per le terme di Saint-Vincent; di conseguenza non ne esce un'immagine qualificante per i pubblici amministratori, siano essi comunali che regionali, perché la gente non fa queste distinzioni cosi sopraffine.
A distanza di 8 anni siamo a un punto non solo di partenza, ma si sta tornando indietro; allora penso che fare i meri spettatori sia una soluzione pilatesca. La Regione deve avere il coraggio di dire cosa vuole fare di queste terme, che hanno anche un'implicazione di carattere sanitario, perché nella risposta che lei ha citato del marzo 2006 il Presidente Caveri diceva che, all'opportunità allo stabilimento termale in senso stretto, si aggiungeva anche un'opportunità di carattere estetico-medicale, dove si sarebbe aggiunto nell'ex tiro a volo - anche lì c'è una storia particolarmente fantasiosa! - il Centro cardiovascolare. Non so se questa ipotesi sussista ancora...
(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)
... non ho neanche fatto la domanda, quindi non voglio insistere su questo filone, ma non so se queste ipotesi siano ancora sussistenti o si siano perse per strada. Sta di fatto che è inammissibile vedere una Regione inerte di fronte a questa situazione, ed è inammissibile anche perché quando il Consiglio regionale ha dovuto varare una legge speciale di finanziamento per riassestare lo scorso anno le finanze del Comune di Saint-Vincent, lo ha fatto in quattro e quattr'otto con un paio di incontri nella commissione competente, tra i quali il Sindaco di Saint-Vincent e, nel giro di un mese, si è arrivati a promulgare una legge per riassestare le finanze dell'ente locale. Mi chiedo come mai un analogo ragionamento, senza invadere le competenze, non si possa fare anche per quanto riguarda le terme!
Non so a quante riunioni voi abbiate partecipato in virtù di amministratori regionali con chi rappresenta il gruppo "Ligresti" insieme al Comune di Saint-Vincent, mi pare di capire che ci sia un distacco sospetto rispetto a una situazione che è diventata forse ingestibile; forse c'è qualche altra ragione, che non ci viene resa nota in questo momento, di carattere diverso rispetto ai rapporti. Sta di fatto che abbiamo un investitore privato disponibile a mettere sul tavolo denaro proprio per concorrere alla gestione di uno stabilimento che non può più essere supportato per costi e per incapacità di risposta all'utenza dal Comune di Saint-Vincent, e noi lo affrontiamo con una freddezza tale che certamente non può scaldare lo spirito dello stesso interlocutore privato! Non vorremmo che ATA Hôtel fuggisse per disperazione, stremato da un dialogo impossibile con l'istituzione pubblica, che si è rivelato alquanto dannoso per la riqualificazione di tutto il complesso! Un privato è fuggito recentemente anche da Issogne, alle "Industrie Plastiche", ne abbiamo parlato, ma è un caso completamente diverso; quando invece se ne va Ligresti da un paese come Saint-Vincent, che ha sempre fatto del termalismo il suo "fiore all'occhiello", che di fatto si è sostituito negli anni con il turismo ludico della casa da gioco, crediamo che ci siano gravi mancanze da parte della Regione e del Comune.
Assessore, la invitiamo ad utilizzare il buon senso, non la potenza dell'Ente regionale sovraordinato gerarchicamente all'Ente comunale; abbiamo la legge che stanzia dei soldi, abbiamo un soggetto che si è candidato a rilanciare le terme... cerchiamo di capire dove sta il problema, ma mettiamoci la volontà per capirlo, perché non so se lei recentemente ha avuto occasione di passare a Saint-Vincent... c'è una delusione molto estesa, perché le terme, così, non possono andare avanti! Non so fino a quando il Comune sarà in grado di sostenere questo onere, non so quanto giovi alla comunità e all'insieme delle attività economiche avere le terme in quelle condizioni; andavano bene 40 anni fa; forse, adesso c'è un processo di obsolescenza e di calo di immagine di tutto il complesso, che non fa onore a Saint-Vincent, né alla Valle d'Aosta! Se il Comune non è in grado di farlo, la Regione può aiutarlo, deve aiutarlo. Non credo che un sindaco di Saint-Vincent "di colore politico rosso-nero" non abbia interloquito in questi mesi con voi, che siete una Giunta pressoché "monocolore rosso-nera"! Non credo che non abbiate affrontato nelle sedi opportune questo problema; non credo che non abbiate la conoscenza precisa delle ragioni che impediscono alle terme di Saint-Vincent di essere rilanciate a distanza di 8 anni!
Assessore, la invitiamo a chinarsi sull'argomento: è un argomento che non può essere abbandonato a sé stesso; ci torneremo, ma ci torneremo perché ci crediamo, come ci tiene e ci crede tutta la comunità. Il vantaggio non è solo per la comunità locale, ma anche per tutta la Valle d'Aosta.
