Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2085 del 26 luglio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 2085/XII - Carenza di personale nel Distretto sanitario n. 1. (Interrogazione)

Interrogazione

Preso atto che nel Piano regionale per la Salute e il Benessere sociale 2006-2008 viene data grande importanza al territorio come luogo privilegiato per la prevenzione e la tutela della salute;

Ritenuto che proprio per realizzare tale finalità, ai Distretti vadano date le risorse necessarie per rispondere alle esigenze degli utenti;

Appreso che nel Distretto n.1 si registrerebbe una carenza di personale, sia a livello infermieristico che nel servizio di Psicologia;

Preoccupata che tale carenza di personale si trasformi in una insufficiente risposta alle richieste del territorio e incida indirettamente sui livelli di qualità che la sanità in Valle si prefigge di raggiungere;

La sottoscritta Consigliera regionale

Interroga

l'Assessore competente per sapere:

1) se è vero che nel Distretto n. 1 esiste una carenza di personale, sia a livello infermieristico che nel servizio di Psicologia;

2) quali provvedimenti sono stati presi, o si prenderanno, per dare al Distretto n. 1 le risorse di cui ha bisogno.

F.to: Squarzino Secondina

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Intanto una premessa su questa interrogazione, che vuole rispondere alla provocazione con cui la collega Squarzino inizia, una provocazione un po' generica perché usa molti condizionali, ma sempre provocazione è! Dice: "nel piano regionale per la salute e il benessere sociale 2006-2008 viene data grande importanza al territorio...", ma aggiunge poi che non tutte le professionalità sono rappresentate. Non credo che possa essere messa in dubbio la nostra attenzione e importanza al territorio e che questa, come indicatore, non debba essere verificata solo sul numero degli operatori che possono cambiare. Per attestare questa attenzione al territorio dico che l'approvazione del piano sanitario era passata da soli 15 giorni che abbiamo già avuto un importante incontro con tutti i rappresentanti degli enti locali, proprio per far partire i piani di zona.

Per quanto riguarda le risorse presenti nel "Distretto 1", direi che c'è un alternarsi del personale, in particolare c'è stata un'infermiera che ha cambiato zona e un'altra che è in gravidanza, per cui le infermiere erano 25 alla fine del 2005, in questo momento abbiamo 23 infermieri, però c'è un procedimento di mobilità interregionale dalla Liguria alla Valle d'Aosta per cui ne sta arrivando un'altra e un'altra sta firmando l'accordo, quindi una diminuzione solo provvisoria. Anche i distretti come l'ospedale e anche il centro hanno sofferto poi di questa riduzione di finanziamenti a cui tutta la sanità è soggetta.

Per quanto riguarda gli psicologi, erano 3 alla fine del 2005 e sono 3 ancora adesso, però se si vuole stare vicini alla gente e analizzare il problema non in superficialità, bisogna vedere che nel "Distretto 1" gli utenti per quel che riguarda l'età evolutiva, il numero di utenti che fanno riferimento alle psicologhe sono 147 nel "Distretto 1" contro i 97 del "Distretto 3" e 132 nel "Distretto 4". La stessa cosa avviene anche per quanto riguarda gli adulti, in quanto nel "Distretto 1" ci sono 105 utenti in carico a fronte dei 33 del "Distretto 3" e dei 128 del "Distretto 4"; quindi oltre ad avere lo stesso personale impegnato, c'è un importante aumento di richiesta di utenza psicologica di supporto psicologico nel "Distretto 1" e questo vuol dire tante cose ed è su questo che stiamo ragionando. Soprattutto il "Distretto 1" è il distretto più giovane, quindi come mai c'è un maggior accesso e richiesta di psicologi in questo distretto? Carenze, debolezze della struttura familiare o una maggior richiesta da parte degli operatori scolastici?

Prima di aumentare questi operatori, bisogna analizzare le cause di questa utenza che è maggiore che negli altri distretti.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Non volevo essere provocatoria, era solo l'affermazione di un principio che condividiamo, principio che era anche presente nel precedente piano sociosanitario, un principio di base. Sono anni che si lavora per far sì che la sanità non solo valdostana si occupi anche del territorio e non sia ospedalocentrica, in questo senso era un richiamo ai motivi per cui si dà importanza al territorio.

È chiaro anche che non è sufficiente pensare che la carenza di una figura sul territorio vanifichi tutto l'altro lavoro, però ci sono state recentemente una serie di indicazioni, segnalazioni fatte dagli stessi operatori del territorio, segnalazioni abbastanza preoccupanti. Sicuramente lei sa che, a livello di psicologi, ultimamente non è tanto la questione solo del numero di persone, ma del numero di ore. Se c'è una psicologa che aveva fino al 2005 un contratto libero professionale di 15 ore, con il 1° gennaio 2006 si trova ad avere 7 ore settimanali pur dovendo svolgere lo stesso tipo di lavoro e quindi dovendo occuparsi delle situazioni di disagio che provengono dalla scuola, delle situazioni con mandato del Tribunale per cui addirittura la psicologa non riesce a prendersi in carico queste persone segnalate perché non ha le ore per poterlo fare, oltre al fatto che ci sono addirittura liste di attesa - più di 15 situazioni segnalate dall'assistente sociale, dall'assistente sanitario, logopedista, e quindi non inventate così - che segnalano una serie di disagi e il servizio psicologico non può dare una risposta a tutti questi bisogni con 7 ore.

È vero che c'è questo problema di riduzione dei finanziamenti, ma come si diceva altre volte, non possiamo far pagare ai più deboli la riduzione di finanziamenti, perché è questo il problema, perché chi... non ha un'assistenza? Quelli che stanno bene se la cavano, chi ha bisogno di interventi particolari si trova lo psicologo a pagamento e se la cava, ma... le persone che sono nel disagio, le persone segnalate dagli assistenti sociali... da chi vanno? Le persone che il Tribunale indica da chi vanno? E la stessa cosa capita per il servizio infermieristico. Adesso i dati lei ce li ha forniti; vediamo che rispetto ai dati si riesce, adesso, a completare questo servizio, ma lei deve tener conto di una cosa: che quello che può sembrare adesso una risposta subito da parte dell'ASL o dell'Assessorato, per l'utente è fonte di enorme disagio.

Lei dice che per le infermiere adesso c'è una risposta; sono passati 6 mesi dall'inizio dell'anno e, lei sa bene, questo è un momento in cui sono incrementate le dimissioni ospedaliere di utenti che necessitano di prestazioni infermieristiche a domicilio, che sono giornaliere, ad ore prestabilite. Adesso c'è anche la presenza di turisti, c'è bisogno di una maggior presenza, ma penso soprattutto al fatto che non ci sono le ore sufficienti per fare la valutazione degli utenti che richiedono l'inserimento in strutture, cioè persone più deboli, quelle che aspettano l'inserimento in strutture, o le persone dimesse dall'ospedale, perché si promette loro un'assistenza domiciliare... poi, di fatto, l'assistenza infermieristica non c'è o è carente! È vero che da luglio in avanti ci sarà, ma... in tutti questi mesi? In questo senso volevamo attirare l'attenzione e dire che nel momento in cui si tagliano le ore al personale, bisogna pensare agli utenti che sono privi di un servizio fondamentale!