Oggetto del Consiglio n. 2013 del 21 giugno 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 2013/XII - Incentivi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane. (Interpellanza)
Interpellanza
Vista la delibera della Giunta regionale n° 1618/2006 recante l'approvazione delle disposizioni applicative della legge regionale n° 6/2003 "Incentivi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane";
Viste le dichiarazioni rilasciate a diversi organi di stampa dall'Assessore alle Attività produttive e politiche del lavoro in merito all'erogazione dei contributi in conto capitale per l'industria e l'artigianato;
Visto il comunicato stampa della Presidenza della Giunta regionale dell'8/06/2006 sugli interventi a sostegno del settore produttivo;
Tenuto conto che il doveroso aggiornamento delle politiche rivolte ai settori produttivi non può prescindere da una azione di concertazione con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, come previsto dal Patto per lo Sviluppo;
Valutato il forte impatto sulle imprese artigiane e industriali derivante dai draconiani tagli dei contributi in conto capitale per gli investimenti e l'internazionalizzazione delle imprese, operato in un momento delicato dell'economia regionale;
Tenuto conto delle preoccupazioni espresse dalle organizzazioni imprenditoriali, in particolare, dell'artigianato;
Considerato che le imprese artigianali e industriali fruiscono in assoluto di minori risorse finanziarie del bilancio regionale rispetto ad altri settori economici;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione e l'Assessore alle Attività produttive per sapere:
1) se la Giunta regionale abbia attivato procedure di consultazione e concertazione con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali prima dell'approvazione della DGR n. 1618/2006 e con quali esiti;
2) con quali tempi e modalità la Giunta regionale intende operare l'omogeneizzazione nell'erogazione dei contributi a tutti i settori che attualmente godono delle agevolazioni in conto capitale, evitando disparità di trattamento tra imprese operanti in Valle d'Aosta;
3) come il forzoso ricorso a mutui a tasso agevolato e contributi in conto interessi sarà accompagnato da interventi per favorire l'accesso al credito e l'acquisizione di garanzie fidejussorie per i finanziamenti da parte delle imprese, anche in previsione dei nuovi adempimenti in campo creditizio determinati dagli "Accordi di Basilea 2";
4) quali siano le motivazioni di politica industriale che hanno comportato la riduzione del 30% dei contributi in conto capitale per gli interventi a sostegno della internazionalizzazione del sistema produttivo regionale.
F.to: Sandri - Ferraris - Fiou - Fontana Carmela
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Il problema è abbastanza semplice, l'Assessore lo ha già accennato nella risposta all'interpellanza precedente: c'è una situazione che si era andata deteriorando negli ultimi anni, ma che reggeva, per cui la normativa della legge n. 6 veniva ripartita per la maggior parte in contributi in conto capitale e, dall'altra parte, in contributi minori per quanto riguarda in conto interessi; quindi ogni anno si assisteva ad una sproporzione e alla necessità di intervenire con i fondi recuperati negli assestamenti di bilancio per dare una risposta a queste richieste di contributi in conto capitale.
Quello che non abbiamo molto capito sono le procedure con cui si è arrivati a questa decisione. In parte, già prima l'Assessore ha spiegato che ormai siamo passati al decisionismo - il cosiddetto "sistema Westminster" -, ne prendiamo atto; peccato che qui siamo ancora in un mondo abituato alla concertazione, per cui ci sarebbe piaciuto capire quali procedure fossero state messe in piedi per coinvolgere in questa decisione i vari operatori sociali, gli industriali, gli artigiani, i piccoli imprenditori, ma anche le organizzazioni sindacali, e soprattutto delle procedure che consentissero questa presa di coscienza e trovare delle soluzioni senza utilizzare questo metodo traumatico di dire: chi c'è, c'è... chi è fuori, è fuori...
Mi sembra che sia stato un provvedimento particolarmente fuori tempo, perché era ormai consuetudine che molta gente acquisisse una serie di attrezzature, sapendo del contributo in conto capitale, e che poi venivano portate al contributo regionale nelle settimane successive; così esistono, oggi, in Valle, parecchie imprese che hanno comprato delle attrezzature pensando di utilizzare questa legge e che adesso si trovano in estrema difficoltà. Da questo punto di vista bisogna pensare a 2 tipi di soluzione: da una parte, capire se c'è una possibilità per intervenire sulle garanzie fideiussorie; dall'altra parte, capire se è possibile mantenere comunque il contributo in conto capitale, magari riducendone l'importo, perché comunque risulta, essendo priva di garanzie fideiussorie, la procedura più gradita e più efficace per l'aiuto alla piccola impresa.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Il tono pacato della sua esposizione mi aiuta e mi facilita il percorso.
Dicevo prima che non mi sento in imbarazzo nell'affrontare questo argomento, perché mi permette di spiegare meglio la linea di pensiero, ma anche l'impostazione politica-amministrativa che si sta dando la Giunta in merito a tutta una serie di impegni e di impostazioni che si vogliono dare nella gestione del bilancio regionale.
Bisogna dire anzitutto che gestire i soldi della collettività deve tornare ad essere, oggi più che mai, una grande responsabilità, perché purtroppo i soldi della collettività non sono una fonte che si riproduce, ma drammaticamente le finanze, ogni giorno, per una serie di attacchi esterni ed interni, perdono capacità di attuazione degli obiettivi che si deve dare un ente pubblico. Ecco che allora diventa sempre più importante analizzare fino in fondo come questi soldi vengono spesi, cercare di migliorare le politiche amministrative nell'interesse generale dei cittadini e assumersi quindi delle responsabilità. Credo che oggi questo sia il filo logico su cui mi sto muovendo e lo sto facendo anche con non molta facilità, perché mi rendo conto che introdurre concetti di novità proprio sull'assunzione della responsabilità in questo Paese e in questo momento, è un fatto che può essere letto con sospetto, ma credo che sia l'unica strada vera che abbiamo per riscattarci da una situazione economica difficile. Credo, d'altronde, che siano gli stessi principi su cui si vuole muovere il "Governo Prodi": un certo rigore - a me sembra di aver letto questo sui giornali -, quindi almeno su questo dovremmo essere d'accordo.
Tornando alla Valle d'Aosta, entriamo nella motivazione della vostra interpellanza. Come ho detto prima, questa non è una scelta che insegue il consenso, anzi per qualche verso si espone a delle contestazioni, ma - ripeto - bisogna avere il coraggio non tanto di essere, qui, a gratificare o a punire, ma di fare delle scelte di governo coerenti con i programmi che si vogliono portare avanti. Ebbene, credo anzitutto che una politica di intervento sia sull'artigianato o sull'industria e comunque nel settore delle attività produttive si deve andare a realizzare in un periodo minimo di 3 anni, è evidente che non si può pensare che ogni singolo intervento che si va a fare su una politica dia dei risultati immediati! Allora credo che, partendo dal presupposto del costo del beneficio che sono forse uno degli elementi più semplici su cui si possa valutare, non possiamo non tener conto delle cose che sappiamo - o, meglio, che sapevamo -, perché su questo voglio subito fare un'osservazione.
I dati su cui io ho lavorato per arrivare a queste prese di posizione condivise sono dei dati già noti nel 2005, che sono stati confermati da ulteriori indagini e studi dei primi del 2006, ulteriormente confermati, per altri versi, dalla relazione della "Banca d'Italia" di pochi giorni fa. Lei mi potrebbe chiedere a cosa mi riferisco (so che lei è sospettoso); mi riferisco al gruppo di lavoro del regime di aiuto al sistema produttivo che ha consegnato il suo lavoro nel novembre 2005, il quale rientra proprio all'interno di quel percorso di concertazione che, oltre ad avere degli incarichi... Bisognerebbe poi che gli incarichi che lui svolge, il percorso di concertazione, vengano letti e recepiti, perché credo che andare ad istituire dei percorsi di concertazione, dove le cose che vengono date in pasto alla concertazione non vengono recepite dall'organo politico e dagli organi amministrativi nella loro azione, credo sia una presa in giro anche alla concertazione. Tant'è vero che non ho trovato il "Patto per lo sviluppo" così effervescente e funzionante nel momento in cui l'ho ereditato, ma ho trovato una situazione di concertazione un po' ripiegata su sé stessa, dove tutti i soggetti attori erano o sono ancora piuttosto scontenti.
Diciamo che sto continuando la stessa politica di prima, quindi se la concertazione che c'era prima andava bene, probabilmente continua ad andare bene, perché non ho cambiato ancora niente, a meno che non andasse bene quella di prima... allora non va bene neanche la mia... Conto di modificare qualcosa anche lì, così magari potrà farmi un'interpellanza per attaccarmi anche su quello!
Ciò detto, nel programma di aiuti al sistema produttivo che mi sono trovato nel cassetto c'erano scritte delle cose; io non sono un amante della lettura, perché ci vedo poco, però mi sono animato di buona volontà e ho letto. Nel capitolo "Finanziamento degli investimenti" si dice: "Nel caso di risorse finanziarie scarse si potrebbe prevedere l'adozione di apposite graduatorie, peraltro i fondi reperiti attraverso una riduzione delle percentuali di aiuto previste attualmente a favore delle imprese industriali ed artigiane, soprattutto nel caso di istanze in istruttoria automatica"... novembre 2005. Si dicono poi anche molte altre cose, non l'ho scritto io, non ho la presunzione... dopodiché possiamo andare allo studio, sempre affidato prima di me, concernente gli aiuti alle imprese in Valle d'Aosta, caratteristiche e tendenze nel quinquennio 2000-2004, perché come ho detto prima ed è corretto, non si può andare a valutare un intervento sulla base del breve periodo, ma è onesto e corretto valutarlo almeno sulla base del triennio; in questo caso viene fatto sul quadriennio. Andando all'interno di questo studio e andando alla sintesi di questo studio - di cui se vuole le faccio avere una copia - si dicono cose molto interessanti. Potremmo parlarne per un'oretta se vuole, poi magari se dice che non lo cito, mi dice che non lo conosco, però se ha pazienza... di quanto tempo dispongo? Tredici minuti? Allora non ce la faccio a leggerglielo tutto, posso solo andare a fare alcune osservazioni.
La prima osservazione è sugli aiuti che comunque vengono dati e che fanno riferimento, in un quadro europeo, agli aiuti di Stato e in ogni caso, in previsione dei passaggi ad imbuto che ci sono verso il 2010 per l'uniformità europea, tutti gli aiuti devono essere all'interno di una precisa griglia ed individuazione e notificazione alla UE; dopodiché, saltando tutto quello che c'è da saltare per semplificare la questione, l'analisi... cosa dice? Dice anzitutto che il ricorso agli aiuti è raddoppiato nel corso dell'ultimo quinquennio, e fin qui uno potrebbe dire "ben venga" se le domande sono passate da 800 a 1.600; però quello che purtroppo lascia perplessi è che non solo le domande sono raddoppiate e gli aiuti lo stesso, ma che l'effetto di questi aiuti ha fatto diminuire il PIL! Cosa è successo? Una cosa incredibile, in controtendenza: più aiuti abbiamo dato, più il PIL è sceso!
Sempre saltando tutto quello che si deve saltare, succede che scopriamo che le agevolazioni date, per il 78% sono al di sotto dei 10mila euro, e qui scatta la prima domanda: se le agevolazioni sono al di sotto di 10mila euro, queste agevolazioni fanno "sistema"? Queste agevolazioni garantiranno quella famosa occupazione che tanta ansia dà ai nostri figli? Queste agevolazioni ci permetteranno di uscire dal percorso economico difficile che affronta l'Europa, l'Italia e la Valle d'Aosta o... dobbiamo immaginare dei percorsi diversi e cominciare a costruirci con le nostre mani? Perché abbiamo una fortuna in Valle d'Aosta: che siamo autonomi e Regione a Statuto speciale e possiamo farlo con le nostre mani, assumendoci le nostre responsabilità senza gridare "al lupo, al lupo!", con un po' di ottimismo, cominciando a costruire giorno per giorno con delle scelte mirate, utilizzando queste risorse non riproducibili della nostra collettività - perché i soldi sono di tutti -, per costruire un percorso che sia leggibile dai nostri cittadini in quello che è un beneficio intero sulla collettività e quindi sull'occupazione, sull'economia, sul commercio e sulle cose. Ho detto che il 78% di questi aiuti se n'è andato in aiuti al di sotto di 10mila euro e diventa difficile pensare che un intervento al di sotto dei 10mila euro faccia "sistema", senza entrare poi nel merito della degenerazione umana. Noi sappiamo che l'uomo è buono e cattivo e poi c'è tanta gente che utilizza le opportunità che ha in modo onesto e poi, magari, succede di tutto, ma... lasciamo stare questo, partiamo dal presupposto che tutto si svolga nel modo migliore.
Dopodiché andiamo a vedere quel discorso che introduceva lei, del conto capitale e del conto interessi, e anche qui scopriamo una cosa incredibile, perché se le 2 cose fossero cresciute nella stessa direzione, pur non producendo un risultato, uno potrebbe dire che la percezione da parte dell'esterno è stata la stessa... invece no! Mentre i contributi a fondo perso hanno continuato a moltiplicarsi, quindi a scappare di mano, i mutui non solo non si sono moltiplicati, ma non si sono neanche stabilizzati; si sono ridotti del 60-70%, con un crollo verticale degli investimenti nel tempo. Sappiamo che ogni azienda che investe realmente, fa degli investimenti al di sopra dei 50mila euro, perché sotto i 50mila euro non so in cosa investiamo, forse nei "SUV" che diceva lei...
(interruzione del Consigliere Sandri, fuori microfono)
... però il Presidente non è un artigiano, non credo che abbia preso il 30%, quindi nei "SUV" del Presidente non credo...
Sappiamo che ogni impresa che investe, investe anche su un periodo che deve essere almeno un quinquennio, corrispondente normalmente agli ammortamenti di un qualsiasi bene; invece andiamo a vedere che nel lungo periodo i mutui non ci sono, ma... attenzione! Stiamo parlando di mutui che non solo confermiamo, ma incitiamo la gente a fare quel tipo di scelta, perché in Valle d'Aosta abbiamo un'opportunità che non ha alcuna Regione: quella di dare i mutui all'1%! Il Consigliere Lattanzi, che è responsabile di una grande banca, ci guarda e dice magari che questa è concorrenza sleale e decide di far ricorso alla CE! Ma questa è un'opportunità unica, quella di dare i mutui all'1%, e dobbiamo spiegare ai nostri operatori e ai nostri imprenditori che questa è un'opportunità da cogliere, che i soldi non devono essere regalati, ma devono essere - con intelligenza e capacità - investiti sulle proprie energie, sulla propria capacità lavorativa! E questo fatto impegna seriamente le persone, con un sostegno reale da parte della Regione che si traduce in un abbattimento dei tassi di interesse all'1%, permette di costruire un percorso che dia dei posti di lavoro!
Certo, può venire fuori il problema che lei intelligentemente sottolineava: quello delle fideiussioni e delle garanzie; su questo sto lavorando e posso anche dire, perché ho avuto le prime disponibilità, che per quanto riguarda le procedure di tipo automatico - i contributi fino a 50mila euro - di aver già risolto il problema, manca solo l'ufficializzazione da parte di "Finaosta" . Potremo finalmente dare questi contributi fino a 50mila euro senza le garanzie, certo, tranne che nei casi in cui il soggetto è noto per essere una persona che non corrisponde a dei requisiti di serietà; quindi questo sarà un altro elemento che andrà ad agevolare il percorso.
Cos'è che le volevo dire? Come le dicevo prima, e senza citare la "Banca d'Italia", che anch'essa dice la stessa cosa - quindi sarebbe una ripetizione e il tempo stringe -, dico che non sono imbarazzato a discutere di questo; d'altronde credo che l'osservazione che fate voi non sia suffragata anche dai vostri stessi comportamenti. Voglio addirittura difendere il mio predecessore, il quale, secondo me, già lavorava in questa ottica, perché le cose sono 2: o lui lavorava in questa ottica, altrimenti quando sono arrivato lì, ho trovato un assessorato che potrebbe far riferimento ad una canzone di Lucio Battisti che dice che... ai primi del mese i soldi sono già finiti! Quindi o lui lavorava in questa ottica e aveva già preventivato di ridurre questo tipo di interventi, oppure non aveva programmato bene, perché al 30 marzo i soldi del 2006 erano già finiti, come dice la canzone di Lucio Battisti! Di conseguenza, con onestà intellettuale, bisognava avere anche il coraggio di dire, a quelle persone che venivano lì, che i soldi non c'erano! È una questione di correttezza, non sono abituato... e spero di non abituarmi "mai" a dire troppe bugie; le piccole bugie le diciamo tutti, ma le grandi bugie non si possono dire, specialmente alle persone che con quei soldi fanno degli investimenti!
Qual è la vera osservazione che recepisco di più e di cui faccio tesoro? Che nel momento stesso in cui tu cambi un meccanismo, forse questo deve avere la possibilità, oltre che di essere concordato - e le garantisco che di riunioni ne abbiamo fatte tante! -, sono tutte verbalizzate le riunioni con l'associazione industriali, con gli artigiani, ma il dramma è che loro, talmente abituati a questo sistema, che fino adesso ha funzionato - e quindi io non critico -, ma che oggi non è più applicabile - e su questo, voi, in campagna elettorale, ci avete attaccati senza pietà di aver buttato i soldi, dicendo che dispersi a pioggia non fanno volano, non funzionano, il che potrebbe essere in parte vero attualizzandolo ai nostri tempi, perché riconosco che le risorse sono poche -... dicevo, loro non ci credevano quando spiegavo che lo volevo fare. Dicevano: "no, non è così, poi io telefono al segretario del partito, telefono al mio amico"... non ci credeva nessuno! Così come le accise, cioè i famosi benefici che hanno i cittadini valdostani sullo zucchero, sull'alcol e sulle altre cose, fatte salve alcune osservazioni corrette che stanno venendo dalle categorie, anche lì non ci credevano!
Vedrà che discussioni faremo sulle accise, perché togliamo i bollini che sono ormai una "finzione generale" che i Comuni non sanno più dove mettere, andiamo a ristabilire il concetto concreto dell'accise dove il cittadino vede quanto è il suo risparmio e quello che gli spetta. Con questo stesso metodo, anche in questo caso ho agito di concerto con la Giunta, perché quello che stiamo portando avanti - forse sono anche l'apripista - corrisponde ad una linea di comportamento. Lo abbiamo detto in un comunicato stampa, lo stiamo portando avanti all'interno di più settori e credo che questo verrà apprezzato anche dai cittadini, perché per poter dare delle cose attualizzate e concrete nei momenti economici che affrontiamo, alcuni meccanismi non sono più validi! Bisogna avere il coraggio di dire che questo meccanismo non funziona più, che questo meccanismo non toglie, ma va a dare al settore dello sviluppo, va a dare a chi investe creando dei posti di lavoro; ma lo faremo ancora meglio, perché sono allo studio delle leggi successive a questa che vanno a recuperare risorse; lei sa che una legge deve avere anche una copertura finanziaria. Stiamo pensando a una legge che dia dei contributi a fondo perso, questa è un'idea mia alla quale sto lavorando, a chi dimostra che assume delle persone, non a chi cambia un macchinario, ma a chi ha un progetto e assume delle persone, perché la collettività chiede questo!
La collettività chiede che si formi un'economia che produca dei posti di lavoro, non dove ci siano dei venditori esterni che arrivano dal Piemonte e dalla Lombardia e che ti vendono insieme al tornio 15 giorni di vacanza per la famiglia! Questi venditori è meglio che se ne tornino in Piemonte o in Lombardia... i nostri artigiani non hanno bisogno di persone che vanno ad indurli in direzioni sbagliate! Noi abbiamo bisogno di serietà, abbiamo bisogno di riportare con coerenza e con la nostra faccia all'interno dei nostri sistemi una linearità di comportamenti e di equità, che non vuol dire né premiare, né bocciare, che non vuol dire inseguire il consenso, che non vuol dire cercare i voti, perché se cercassi voti, non porterei queste leggi! Non cerco i voti: cerco il consenso delle persone corrette che sanno riconoscere un lavoro onesto, modesto, ma serio... tutto lì!
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Siamo abbastanza basiti dallo schiaffo che l'Assessore ha dato agli artigiani della Valle d'Aosta... non producono risultato, sono soldi sprecati: questo è un insulto a una delle principali fonti di sviluppo della nostra regione, una categoria che produce e che dà impiego e lavoro in tutti i Comuni della nostra regione...
(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)
... non si può "fare di tutta un'erba un fascio", non metto in dubbio che qualche caso ci possa essere stato, di non utilizzo fruttivo di questi contributi... ma ho la convinzione che il 99,99% di tutte queste categorie hanno dato un grande impulso alla nostra regione; per cui, dire che non producono risultato, lo trovo molto grave...
La Torre (FA) - (fuori microfono) ... ho letto la ricerca che ha dato il suo Assessore... io non c'ero neanche!
Sandri (GV-DS-PSE) - ... soprattutto contro i piccoli: questo fastidio dei piccoli, cioè fino a 10mila euro, come se i buoni e i cattivi si definissero ai 10mila euro! Credo che in Valle d'Aosta - una regione piccola che si trova a doversi confrontare con realtà molto più grandi - difendere i piccoli non sia fuori luogo, ma sia un'attenzione che abbiamo sempre avuto e che dovremo continuare a mantenere. Ed è certo che, ascoltando tutta la ricostruzione fatta dall'Assessore, si possa capire che tutta la nuova politica viene impostata.
Dispiace che si sia detto che oggi c'è finalmente senso di responsabilità, come se tutto il governo precedente, in particolare chi ha gestito il suo Assessorato prima di lei, fossero degli irresponsabili! Non vedo questi grandi cambiamenti... vedo però un tentativo di accreditarsi, da parte sua, anche citando fuori luogo l'attuale Presidente del Consiglio, come l'"apripista" di una innovazione! Cerchiamo di capire questa innovazione qual è! Ma è chiarissimo da quello che è stato detto prima: chi se ne frega degli artigiani, dei piccoli imprenditori... a noi interessano i grandi industriali, la "Confindustria", i grossi proprietari, quelli che contano! Questo sì che è un cambiamento di politica! Apprezziamo molto che lo abbia esplicitato! Non è un caso che mi sia tornato in mente, di fronte alle sue parole, che lei abbia fondato in Valle d'Aosta i circoli di "Forza Italia", perché lei non è simile a Prodi, ma è simile a Berlusconi! Vogliamo fare pulizia di tutta questa roba qui, la concertazione, per andare a fare direttamente gli accordi con i grossi poteri e, del resto, ma che ci importa! Imparino, ci portino qui i mutui a dimostrare che loro fanno assunzioni, hanno progetti e innovazione!
Io voglio capire: l'artigiano che si batte tutti i giorni contro la burocrazia per fare il suo lavoro da idraulico, è chiaro che non avrà grandissime capacità innovative, ma è fondamentale allo sviluppo della Valle d'Aosta; allora a lui neghiamo i contributi a fondo perduto? Bel lavoro! E nessuno ha detto e sicuramente non lo ha detto l'Assessore Ferraris, né lo abbiamo detto noi, che i contributi in conto capitale sono in contraddizione con quelli in conto interessi, sono 2 procedure diverse; ma se, da un lato, una ha avuto sviluppo e l'altra no, si va ad intervenire sulle motivazioni per cercare di capirle e per stimolarle in modo diverso, non con l'accetta, tanto per finire sui giornali come quello che apre la pista, perché questa è l'unica volontà!
Per fare delle scelte giuste occorre meditare e capire le cose come vanno; in particolare, questa grande novità di attaccare il problema della fideiussione - che mi sembra lei abbia capito che è il concetto fondamentale per quanto riguarda i mutui -, se lei passa da "Finaosta" siamo capo a prima, perché "Finaosta" è inefficiente da questo punto di vista! Presenteremo un'interpellanza sul fatto che oggi la deducibilità dei mutui della prima casa è possibile se il mutuo viene stipulato entro 12 mesi... "Finaosta" non ci riesce praticamente mai! Penso che con gli affidamenti, per quanto riguarda gli artigiani... chiederanno tante cose che si farà prima ad andare a chiedere la fideiussione in banca! Bisogna stare attenti allora quando si fanno le proposte, non sapendo di cosa si sta parlando... qui si sta parlando di una cosa molto importante, che è il conto interessi; cerchiamo il modo di dare delle fideiussioni, benissimo, che siano non burocratiche, ma dall'altra non possiamo abbandonare il territorio dei contributi in conto capitale, perché questo è un elemento essenziale in 74 Comuni su 74 della nostra regione e soprattutto per tutti quelli operatori che, con il loro piccolo, fanno grande la nostra regione!
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre, per fatto personale.
La Torre (FA) - Innanzitutto per fatto personale, mi scuso anche con il Consigliere Sandri, però anche lui usa un linguaggio un po' "populista" e io a volte non ho la pazienza di ascoltarlo... chiedo scusa. Fatto personale, perché anzitutto le cose che ho detto sono vere, non ho detto bugie: io l'ho trovato nel cassetto, adesso glielo do, questo è l'estratto e l'ho trovato nel cassetto dell'Assessorato! Allora o non esiste, e lo buttiamo via... se invece esiste, lo abbiamo pagato con i soldi pubblici, dobbiamo leggerlo e valutarlo... io ho dato questa valutazione... glielo lascio, non voglio fare polemica.
In merito ad altre osservazioni di tipo politico da lei esternate, anche lei ha fatto parte di tanti movimenti, forse sarebbe opportuno che sia io che lei ce ne andassimo a casa, nel senso che potremmo rientrare ancora nella "Prima Repubblica"... quello voleva dire? Non ho capito l'osservazione, forse voleva dire che sia io che lei, che abbiamo un percorso politico variegato... cosa voleva dirmi ricordando che ho fondato "Forza Italia"?
In merito alle industrie, sono lì solo da 3 mesi, ha ragione; so solo che si stanno chiudendo tutto, e allora questa politica industriale che avete seguito con questa attenzione negli ultimi 10 anni a me sembra che, leggendo il documento che le lascio qui, ha prodotto una piccola riduzione del PIL e gli artigiani non sono contenti; leggendo invece i giornali, ma incontrandomi con "Rossignol" e con tutti gli altri, non avete fatto la politica dei piccoli artigiani, non avete fatto la politica dei grandi industriali! Non lo so! Mi vuole dare il tempo di provare a fare anch'io quello che avete fatto voi? Solo con più fortuna, se a me andrà meglio sarà solo fortuna!
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Per mozione d'ordine. Non ho trovato nulla di personale nelle dichiarazioni dell'Assessore, a cui non risponderò ovviamente! Chiamo il Presidente però a far rispettare i lavori del Consiglio, per cui o c'è un fatto personale rispetto alle proprie dichiarazioni oppure non credo che la Giunta debba avere più spazio di quanto abbiano i Consiglieri!
Presidente - L'art. 57 del Regolamento interno del Consiglio, al 1° comma, recita: "Il fatto personale è l'essere intaccato nella propria condotta o il sentirsi attribuire opinioni contrarie a quelle espresse". L'intervento dell'Assessore La Torre rientra in questo secondo caso.
