Oggetto del Consiglio n. 2011 del 21 giugno 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 2011/XII - Criteri di assegnazione dei carburanti in esenzione fiscale. (Interpellanza)
Interpellanza
Viste le dichiarazioni rilasciate dall'Assessore delle attività produttive e politiche del lavoro Leonardo La Torre e riportate dall'ANSA in data 26.05.2006;
Ricordata la necessità di mantenere un equilibrio tra le esigenze della tutela ambientale e la protezione sociale dei soggetti più deboli;
Ribadito il principio politico di non retroattività, che in questo caso comporta che nuove scelte nei criteri di attribuzione dei buoni benzina debbano essere stabiliti per le future immatricolazione e non per l'attuale parco circolante;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
1) se è davvero intenzione dell'esecutivo regionale porre in atto un provvedimento per ridurre o annullare il quantitativo di benzina in esenzione per i proprietari di auto non catalizzate;
2) se non ritengano più opportuno, ai fini di un aumento di una tutela dell'ambiente e della coscienza ecologica prevedere una riduzione o annullamento dei quantitativi contingentati di benzina per le autovetture che immettono nell'ambiente più di duecento mg di CO2 per km;
3) se non ritenga comunque l'esecutivo prevedere forme di incentivo alla rottamazione per l'ammodernamento del parco macchine valdostano.
F.to: Ferraris - Fiou - Fontana Carmela - Sandri
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Avevamo avuto notizia da organi di stampa, in particolare un'intervista all'ANSA, che da parte dell'Assessore La Torre c'era l'intenzione di andare a modificare i criteri per l'assegnazione dei buoni benzina. Abbiamo avuto conferma che questa intenzione è stata attuata, abbiamo una deliberazione, la n. 1753 del 15 giugno scorso, in cui a partire dal 1° luglio 2006 sono esclusi dall'assegnazione di ulteriori quote di benzina i cosiddetti "Euro pre-uno" o "ante uno ", cioè inferiore alla caratteristica definita "Euro 1 ". Questa è una scelta che ci trova particolarmente preoccupati, perché in un momento in cui la benzina ha un prezzo particolarmente impegnativo per le tasche di tanti cittadini - quando supera le 2.600 lire/litro - e naturalmente a causa del sistema ferroviario dei trasporti pubblici che non è particolarmente possibile allargare sul territorio regionale, è chiaro che per la mobilità, che è un diritto dei cittadini, essa rischia di essere molto pesante. In particolare questo provvedimento ci preoccupa perché va a fare un attacco molto pesante alle auto vecchie, "Euro 0", che spesso sono delle autovetture di proprietà di persone che non si possono permettere di cambiarle - penso ai pensionati -, un attacco che colpisce prevalentemente delle aree sociali piuttosto povere. A questo si aggiunge il fatto - come ci sembra di capire dalla deliberazione - che questo colpirà i motocicli, tipo le API, che vengono utilizzati nei trasporti in campagna, nei lavori agricoli, per cui si va ulteriormente a colpire una fascia debole della nostra popolazione.
A noi sembra che, se si deve prendere in mano questo tipo di discorso, si debba partire dalle normative europee. La normativa europea, la n. 1753/2000, e precedentemente la direttiva n. 94/1999 danno degli obiettivi precisi di attuazione del Protocollo di Kyoto e questo significa fare in modo che chi compra autovetture nuove tendenzialmente compri autovetture che consentono un'immissione in atmosfera solo di 120 grammi per chilometro di "CO2". Sappiamo che questo è un limite abbastanza alto, ma sarebbe interessante cominciare a sensibilizzare la popolazione su tali temi, andando a colpire quelli che utilizzano autovetture con un forte consumo ambientale: penso a tutte quelle che immettono in atmosfera oltre 200 mg di anidride carbonica. Perché questo? Perché questo ha un impatto educativo forte rispetto al futuro e consente di sollecitare una riflessione della popolazione sull'acquisto di macchine meno inquinanti e impattanti sull'ambiente e più rispettose dello stesso. Se poi si vuole andare a rinnovare un parco macchine che è particolarmente vetusto, bisogna andare a capire chi è il proprietario di queste macchine ed eventualmente intervenire dando la possibilità a tali persone di aggiornarsi, sempre nell'ottica di ridurre al massimo l'impatto sul territorio. Per quanto riguarda alcune preoccupazioni che ci è sembrato di capire rispetto alla normativa europea, credo si debba subito togliere qualunque tipo di preoccupazione, perché fino ad oggi nella storia di questi anni mai a livello di Comunità europea sono sorte iniziative per togliere alla Valle d'Aosta, così come ad alcune altre aree - Livigno, eccetera -, la possibilità di distribuzione di carburanti in esenzione fiscale.
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, La Torre.
La Torre (FA) - Apprezzo l'interpellanza perché permette di affrontare l'argomento in questione, presentando le mie posizioni. Non partirò sicuramente da una posizione populista, altrimenti non avrei preso quella deliberazione, ma le risponderò invece facendo un'affermazione che forse riprende il suo discorso. Lei ha parlato di tasche, allora in sintesi le dirò: "o le tasche, o la salute e da qualche parte bisogna pur cominciare". Lei vuole cominciare dalle tasche, io voglio cominciare dalla salute. Sono due modi diversi di affrontare un problema, me ne rendo conto, io rispetto il suo. Le dico allora... e questo mi dà modo di rispondere alle osservazioni che aveva fatto prima il collega Venturella, quando leggeva le mie interpretazioni in merito al palliativo delle targhe alterne: "le targhe alterne sono un palliativo perché non risolvono il problema"... la mia osservazione - e qui rientra anche il discorso delle vetture "Euro 0" - è che i problemi vanno risolti, non serve prendere delle decisioni palliative o temporanee o pressappochiste. Bisogna avere il coraggio, anche non facendo del populismo, ma facendo l'interesse dei cittadini che amministriamo, quindi non inseguendo il facile consenso, di prendere delle decisioni che vanno in alcune direzioni e le direzioni non me le invento io, perché non sono così presuntuoso: le direzioni sono quelle del Protocollo di Kyoto, e basta leggerlo; le direzioni sono quelle in merito al Piano regionale per il risanamento, il miglioramento e il mantenimento della qualità dell'aria. Le soluzioni sono quelle che emergono dal piano regionale che viene presentato dappertutto da parte dell'Assessorato dell'ambiente assumendosi le sue responsabilità, un piano che dice delle cose che possono piacere, delle cose che possono piacere di meno, che impegnano, che obbligano a svolgere un percorso di tutela ambientale che da qualche parte deve iniziare. Deve iniziare non solo attraverso giustamente una riduzione della circolazione, perché la decisione n. 1753 che lei ha citato dà inizio ad un percorso, quindi ha introdotto una fase di riduzione del 20% delle erogazioni dei buoni benzina, dando la possibilità a tutti di cogliere tale segnale per andare nella direzione che sto dicendo, ma questo è un tassello di un piano più ampio, dove tanti soggetti devono intervenire facendo la loro parte: i Comuni devono fare la loro parte, perché non è sufficiente andare ad introdurre le targhe alterne, per avere una riduzione dei superamenti, bisogna fare in modo che i "mobility manager" facciano il loro lavoro, fare in modo che vi siano dei servizi pubblici adeguati.
Ho anche detto che bisognerebbe avere il coraggio come enti pubblici di andare a dire ai fornitori del trasporto pubblico che, se entro un paio di anni non si mettono in regola, trasformando i loro mezzi a metano, noi non assegneremo più l'appalto a chi non è metanizzato! Questo vuol dire decidere e il nuovo Assessore decide, prendendo anche forse delle posizioni discutibili. Mi dispiace che ciò possa dare fastidio o possa sembrare innovativo, forse un po' innovativo lo potrebbe essere rispetto a come ci eravamo abituati negli ultimi tempi, però c'è una volontà di decidere, di assumersi delle responsabilità, una volontà di governare che viene confrontata all'interno di una Giunta che si assume le sue responsabilità e che mano a mano distende un percorso e lo fa con azioni concrete che sono valutabili da tutti e su cui ci si può confrontare. E ben vengano le interpellanze come questa, perché permettono di portare il dibattito dove serve: sulla salute dei cittadini, non sulle tasche, perché è ora di dirlo!
D'altronde devo dire, siccome sono un ascoltatore attento, che molto ho sentito dire da voi durante le ultime campagne elettorali; allora, recependo anche quello che viene dall'esterno, bisogna che quello che viene dall'esterno venga applicato, occorre parlare di ambiente e di energie alternative, bisogna investire soldi in tali energie, ne parleremo anche dopo perché abbiamo altre interpellanze, vi ringrazio in anticipo per le altre interpellanze che avete fatto.
Con conseguente coraggio ed esponendomi al dibattito, che sono pronto a sostenere dovunque, anzi più diamo eco di stampa a queste cose e io più sono contento, perché sono ancora più disponibile ad andare a fondo di tali percorsi... dico basta agli "Euro 0" con estremo coraggio all'interno di un progetto - e non di un fatto episodico - mirato e coordinato che va nella direzione del Protocollo di Kyoto, nella direzione della difesa della salute dei nostri cittadini... dobbiamo cominciare ad attuare alcune azioni, piccole, abbiamo iniziato a ridurre di un 20%, faremo dei passi successivi, ma diamo dei segnali concreti di una volontà di governare nell'interesse e nella salute dei cittadini.
Per quanto riguarda il discorso che lei faceva... e su cui mi preoccupo di tenere conto... che è anche quello del "CO2", sono andato a cercarmi le specifiche sul "CO2" e le altre cose; purtroppo questo non è un valore assoluto che viene preso in considerazione e rispetto ai valori di emissione delle auto, e di tutte queste polveri leggere esistenti. Il "CO2" è qualcosa che viene emesso ogni volta che c'è una fase di scoppio, o quando si accende un fuoco, ed è qualcosa che deve essere contenuto. Ben venga quindi la sua osservazione in merito al fatto che bisogna agire per il contenimento del "CO2", però noi abbiamo un dovere, ancor prima di andare ad affrontare il contenimento del "CO2" - che è una cosa che deve essere tenuta da conto - di affrontare i parametri riconosciuti dal Protocollo di Kyoto e dagli enti preposti: ARPA, USL su quelli che sono i veri elementi inquinanti. Dobbiamo andare ad agire non solo sul "CO2", ma anche sulle auto "diesel" e su tutte le questioni particolari legate a questo tipo di inquinanti.
Terza domanda: "se non ritenga comunque l'esecutivo di prevedere forme di incentivo alla rottamazione per l'ammodernamento del parco macchine valdostano"; a questa domanda non ho una risposta, perché non mi ero posto la questione essendo che non dispongo in proprio dell'economia della Regione e della collettività. È un argomento che lei pone alla nostra attenzione, mi farò cura di valutare se si può procedere in questo senso e lo porterò al confronto. Se tutto il Consiglio sarà d'accordo, se la Giunta sarà d'accordo, se ci saranno risorse, perché no? Diventa difficile però di mia iniziativa decidere in questa direzione: magari voglio favorire la rottamazione delle auto per incrementare la vendita delle auto? No, lungi da me! Mi dispiace, in questa fase ho agito solo con l'attenzione alla salute dei nostri cittadini, con un gesto forse poco popolare, ma che è un primo tassello che si inquadra in un percorso molto chiaro, che è descritto nel Piano regionale per il risanamento, il miglioramento e il mantenimento della qualità dell'aria.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - L'impressione è che abbiamo un Assessore che non sa neanche dove sia e soprattutto che non legga i giornali, perché qualunque giornale lei avesse davanti nella pubblicità delle auto prevede come dato fondamentale, oltre quello del consumo medio, previsto come etichetta proprio la produzione di "CO2". Il tasso di produzione di "CO2" non è solo il dato principale del Protocollo di Kyoto, perché l'immissione di "CO2" in atmosfera è il primo gas responsabile dell'effetto serra e se lei non si informa su queste cose... sarebbe bene che si informasse d'ora in avanti...
(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)
... il dato principale del Protocollo di Kyoto è gas "CO2", che è quello responsabile dell'effetto serra ed è anche il prodotto dell'effetto serra. Questo non è solo nel Protocollo di Kyoto, ma anche nel Protocollo di New York del 1992; è il grosso dato su cui la Comunità internazionale sta lavorando per migliorare la salute dei cittadini e per migliorare anche i fattori climatici. Vogliamo risolvere i problemi dell'innevamento artificiale, dei cambiamenti climatici? Questo è cogliere l'importanza della questione, quindi il "CO2" non è uno degli argomenti, ma è l'argomento principe, è il dato su cui la Comunità europea ha messo dei punti fermi, tant'è vero che ha obbligato tutti i produttori di autovetture nella pubblicità a scriverlo. Viene scritto in piccolo, ma c'è dappertutto, perché è l'elemento fondamentale in quanto in rapporto a questo poi vi sono tutti gli altri. Se un motore molto potente immette in atmosfera molta anidride carbonica, evidentemente immetterà insieme molte altre cose.
Da tale punto di vista, il suo Governo non è che brilli per grandi visioni, perché a livello di Amministrazione regionale abbiamo fatto delle scelte in cui questa parte non c'entra minimamente, cioè al posto di andare a toccare le macchine che immettono in atmosfera più anidride carbonica si vanno a toccare gli "Euro 0" e qui dipende: se sono "Euro 0" di grossa cilindrata sì, se sono "Euro 0" di bassa cilindrata no. Faccio degli esempi, cito delle macchine a caso: delle "BMW" serie "X", sono tutte "Euro 4" o "Euro 3", però immettono in atmosfera un grande numero di grammi di "CO2". Ce ne sono di altro genere: l'"Audi turbodiesel" nel modello 4, vi sono le "Jaguar", vi sono tante auto che vanno in questa direzione. È chiaro che chi ha la possibilità di comprarsi la macchina anche in questi enormi "SUV" che girano per la città di Aosta - "Volvo", eccetera - continuerà ad avere i buoni benzina, invece il montanaro che si fa il suo impegno in campagna con l'APE non avrà più i buoni benzina e il pensionato di Aosta che ha una vecchia "Opel" di 10-15 anni fa non avrà la possibilità di avere i buoni benzina.Vi è quindi una scelta, capisco che lei responsabilizzi tutto il Governo regionale, abbiamo capito che tipo di scelte fate: un tipo di scelte in cui non frega niente della salute ma, pur di far vedere che si è decisionisti, si prendono delle decisioni che favoriscono i ricchi e vanno a detrimento delle fasce sociali più deboli; fra l'altro, con delle contraddizioni non da ridere, perché siamo gli stessi che poi obblighiamo questa gente al bollino blu: allora ti chiediamo il bollino blu per essere nella norma, ma dopo non ti diamo il buono benzina. Credo che questo sia un atteggiamento sconsiderato, penso che lei abbia tutta l'autorità e la responsabilità di reclamare la possibilità di decidere in questa materia, noi credo che abbiamo tutta la necessità e il diritto di chiedere agli elettori di decidere di mandarla a casa.
