Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1974 del 7 giugno 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1974/XII - Applicazione delle procedure previste dall'Indicatore regionale della situazione economica equivalente (IRSEE). (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso:

· che, dal 1° agosto 2004, la Regione ha introdotto l'IRSEE (indicatore regionale della situazione economica equivalente) per l'accesso alle provvidenze nell'ambito dei servizi sociali e socio-educativi;

· che coloro che richiedono determinati servizi e/o benefici pubblici devono presentare agli uffici competenti una mole di dati e di documenti attestanti la propria situazione reddituale e patrimoniale;

· che tale procedura comporta talvolta l'insorgenza di difficoltà applicative e obbliga i richiedenti a ripresentare o a integrare la già copiosa documentazione inoltrata;

ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

il Presidente della Regione e/o l'Assessore delegato per sapere:

1) se le problematiche applicative emerse sono state oggetto di attenzione da parte degli uffici competenti;

2) se e quali soluzioni sono state individuate;

3) come vengono trattati i dati e i documenti sopra citati, in relazione alla loro riservatezza e alla loro successiva archiviazione o distruzione;

4) se il meccanismo dell'IRSEE, al di là di una condivisa maggiore equità sociale nell'accesso alle provvidenze pubbliche, risponde altresì - così come concepito - alle esigenze di funzionalità ed efficienza della Pubblica Amministrazione nei confronti dei cittadini.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Intanto penso sia giusto fare una premessa richiamando l'ultima domanda dell'interrogazione in cui si dice che si condivide la maggiore equità del sistema. Se mi permettete, partirei proprio da lì, perché è quello che ci ha fatto intraprendere questa nuova forma di erogazione dei contributi in seguito alla presentazione di un indicatore. Eravamo certi che portasse ad una maggiore equità per il principio che dicevamo prima, perché chi può debba contribuire, chi invece non può possa avere di più. Questo ha richiesto uno sforzo, non è stato facile, perché in questi anni - si sta lavorando ancora su questo - vi è stata una difficoltà nell'applicazione, però ora si sta andando verso un sistema che distribuisce questi contributi con una maggiore equità. Questo sistema, non è stato introdotto, come si dice qui, dal 1° agosto 2004 per tutti i settori, ma si è cominciato ad applicare l'indicatore (indicato anche da una legge dello Stato) gradualmente prima per i nefropatici, poi per i soggiorni marini, e poi infine lo sforzo più grande è stato quello di introdurre questo indicatore sia per la "22" che per la "93", cioè le leggi che prevedono gli accessi alle microcomunità e alle badanti. Si è introdotto gradualmente, e adesso stiamo osservando come si estenda anche a tutti gli altri settori, quindi ringrazio i miei colleghi che lo hanno voluto applicare, anche per quanto riguarda le provvigioni a favore degli studenti e dei trasporti...

Per quanto riguarda la prima domanda: su questo abbiamo lavorato e stiamo lavorando, l'IRSEE è approvato in via provvisoria fino al 30 luglio 2006 e c'è un gruppo di lavoro abbastanza folto con degli esperti, con i sindacati, con chi si occupa di questi settori soprattutto del CELVA, quindi un'applicazione provvisoria che su queste difficoltà deve ancora mettere dei punti, deve migliorare.

Nell'interpellanza si parla di una mole di dati che bisogna fornire; bisogna riconoscere che già prima, quando si volevano ottenere dei contributi, bisognava portare la situazione reddituale sia del parente, sia di chi ne era beneficiario, quindi una documentazione già doveva essere portata prima. A questo, per il meccanismo dell'IRSEE, bisogna aggiungere la situazione di famiglia, ma questa è una delle maggiori fonti di equità, cioè la situazione di famiglia a cui gli uffici applicano una scala di equivalenza, perché il reddito familiare non è lo stesso del reddito singolo e nella scala di equivalenza si tiene conto anche degli anziani presenti nella famiglia, dei disabili, del numero dei figli, e poi la situazione patrimoniale... questo è completamente nuovo, sono d'accordo. D'altronde il patrimonio che incide solo per il 20% nel calcolo dell'IRSEE è la grande novità. Quando siamo partiti per applicare l'indicatore, mossi proprio dall'affermazione che lei sottolinea, di condividere l'idea di distribuire con una maggiore equità, pensavamo che il meccanismo fosse più difficile da attivare; invece dobbiamo dire che sia perché gli uffici ci hanno creduto, per i CAAF, per tutti coloro che sono andati sul territorio ad aiutare a compilare queste prime dichiarazioni sostitutive, l'impatto è stato meno difficile. Bisogna ammettere che in questa applicazione mancavano dei dati. Il grande problema, anche a livello nazionale, è che manca una banca dati, potevamo fare dei sondaggi, ma era difficile conoscere per ognuno degli utenti, a priori, la situazione patrimoniale, per cui ci siamo trovati "in itinere" per voler attuare una gradualità del sistema, addirittura a qualche verifica, perché chi non pagava niente di colpo si è trovato a dover pagare: questo forse all'inizio dell'avviamento del sistema ha provocato qualche problema.

Le soluzioni: intanto il meccanismo sta andando avanti, comincia ad essere accettato, la gente ha capito che è una tutela soprattutto di chi non ha a favore di chi ha un po' di più. La grande soluzione è l'informatizzazione di questi dati al termine del periodo di provvisorietà, ma già adesso l'importanza di una banca dati informatizzata su cui avere un programma e su cui inserire tutto questo, e con il DSI... su questo stiamo già lavorando.

Sulla terza domanda: tutti i dati presentati dall'utente sono dati personali, quindi trattati secondo il decreto legislativo n. 196/2003.

Per finire, lei mi chiede per le amministrazioni cosa ha voluto dire. È un sistema più efficiente e direi di sottolineare quanto ho detto prima, è sicuramente un sistema più equo, abbiamo scoperto che venivano erogati dei contributi a chi aveva dei patrimoni immobiliari significativi e questo non è giusto. Sull'efficienza: è un meccanismo che deve migliorare con gli accordi con i CAAF, con il DSI e anche con dei consulenti che abbiamo previsto, perché le persone coinvolte sono soprattutto persone anziane, quindi bisogna aiutare questo sistema, abbiamo attivato dei sistemi per intervenire nelle microcomunità.

In conclusione, direi che ogni nuovo sistema ha un periodo di gestione. Il presupposto che ho già ripreso diverse volte è ampiamente verificato: all'inizio ho raccolto molta difficoltà, d'altronde noi siamo quelli che tagliano delle prestazioni che prima forse venivano date in modo più semplice, quindi questo sistema può migliorare e a questo stiamo lavorando. Entro il 30 luglio usciranno dal tavolo di lavoro che abbiamo voluto istituzionalizzare anche delle nuove proposte soprattutto per quel che riguarda l'incidenza del patrimonio sull'indicatore, che forse da noi va tarato in modo diverso, ma non voglio anticipare le conclusioni del gruppo di lavoro.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Assessore, sinceramente non ho capito l'esordio della sua risposta, voleva puntualizzare un qualcosa sulla nostra condivisione nella maggiore equità sociale attraverso l'utilizzo del meccanismo dell'IRSEE...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... sì, al di là di una condivisa maggiore equità sociale, cioè noi proponiamo un insieme di quesiti con questa interrogazione ai quali lei ha risposto, al di là di un sistema, quello dell'IRSEE, che condividiamo per quanto riguarda l'introduzione di una maggiore equità sociale per l'accesso ai benefici pubblici, in particolare a provvidenze nel settore sociale ed educativo. Non era una frase provocatoria, era positiva, era una sensibilità comune, quindi il sistema non lo mettiamo in discussione.

Abbiamo evidenziato alcune criticità di questo sistema, che abbiamo scritto sia in premessa all'interrogazione, sia nei quesiti posti alla sua attenzione. Un sistema che ha evidenziato delle problematiche riconosciute dalla stessa Giunta, perché nella deliberazione che introduce sperimentalmente l'IRSEE in Valle, dite che sono emerse alcune problematiche applicative che rendono necessario modificare l'impianto generale dell'indicatore regionale della situazione economica equivalente, limitando l'integrazione dell'indicatore della situazione equivalente economica di cui ai 2 decreti legislativi esclusivamente alle rendite INAIL e alle pensioni assistenziali in riferimento alla legge n. 11/1999; quindi problematiche ce ne sono, ma oltre a quelle che voi avete rilevato, ce ne sono anche altre.

Lei dice che è un meccanismo che abbiamo introdotto da poco, naturalmente non si può pretendere che dall'oggi al domani tutto funzioni e noi siamo consapevoli di questo, però l'iniziativa non nasce per una vocazione di strumentalizzare un qualcosa, ma nasce perché il nostro gruppo è venuto a conoscenza di persone che, per accedere a determinati benefici, hanno dovuto tribolare per produrre a certi uffici documenti, reiterare questa produzione nel tempo, quando non sarebbe una cattiva idea istituire una banca dati, a maggior ragione quando l'Assessore Marguerettaz dispone di fondi di tutto rispetto per informatizzare tutta la pubblica amministrazione regionale!

Allora chiediamo che si faccia uno sforzo in questa direzione, apprezzando la sua volontà e il suo impegno per quello che è stato già fatto, ma evitando agli utenti di ripresentare ogni volta documenti che sono già consegnati nelle mani dei titolari di questi uffici. Perché ripresentare ogni volta i documenti anche se i dati non cambiano nel corso degli anni? Potrebbe essere sufficiente fare delle autocertificazioni sotto propria responsabilità, naturalmente facendo salve le possibilità di verifica della pubblica amministrazione sulla veridicità di certi dati che vengono dichiarati!

Noi, visto che sappiamo che c'è questo gruppo di lavoro e lei ci ha comunicato che entro il 30 luglio comunicherà le risultanze del lavoro svolto, le chiediamo se può farsi parte attiva di questa nostra sollecitazione, di poter indicare qualche miglioria in un meccanismo che è quanto mai condiviso, ma può essere perfezionato. Sulla riservatezza dei dati, lei dice che viene applicato il decreto legislativo n. 196 e di questo ne prendiamo atto.

Confidiamo nelle buone intenzioni manifestate da parte sua, affinché le problematiche segnalate possano, nel corso di un tempo breve, trovare una concreta soluzione.