Oggetto del Consiglio n. 1972 del 7 giugno 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1972/XII - Crisi strutturale del comparto industriale della Regione. (Interrogazione)
Interrogazione
Accertato con dirigenti sindacali e da organi di stampa locali della grave situazione in cui versano ancora i dipendenti della Balzano Industrie;
Constatato che nella nostra Regione si corre il rischio che lavoratori di alcune aziende attirino più l'attenzione di altre;
Verificato che continua a persistere una sottovalutazione della crisi strutturale che investe il comparto industriale regionale con gravi conseguenze occupazionali e sulle condizioni di vita di molti lavoratori;
Visti gli impegni programmatici enunciati nel documento: "La nuova azione del Governo regionale 2006/2008", pagina 16, nel quale si parla di una strategia per attirare gli investimenti, pagina 17, della definizione di un "Piano straordinario del lavoro per la Valle Aosta" e, pagina 18, di "Progettazione e realizzazione di interventi volti ad aumentare l'attività industriale del territorio";
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Presidente della Regione e l'Assessore regionale alle Attività Produttive per sapere:
1) qual è la reale situazione, allo stato attuale, e le cause del mancato accordo tra il Curatore Fallimentare e l'azienda interessata all'acquisto;
2) se esistono altre aziende o imprenditori interessati all'acquisto;
3) quali sono le iniziative assunte autonomamente dall'Amministrazione regionale in riferimento al documento programmatico sopraccitato e nello specifico al capitolo: "Una Regione moderna, innovativa e attenta alle politiche del lavoro e dello sviluppo".
F.to: Bortot - Squarzino Secondina
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Ho l'opportunità anche di dire qualche parola sul suo intervento precedente, nel senso che questo è il senso dell'impegno che ci siamo presi, cioè quello di fare in modo che aziende che arrivino in Valle d'Aosta sulla base anche delle esperienze che abbiamo, diano dei presupposti di certezza e di continuità operativa, per cui è evidente che il ragionamento tiene conto di quanto da lei detto; in questo caso la situazione è una situazione parallela a quella della "Tecdis", nel senso che, anche qui, esiste un curatore che segue questa azienda.
I problemi, che lei giustamente sottolinea nella sua interrogazione, fanno riferimento al "come mai non è avvenuta l'acquisizione da parte del precedente offerente": non è avvenuta perché, purtroppo, pur avendo creato i presupposti affinché questa acquisizione si realizzasse, per una serie di motivi - credo di prevalenza finanziaria - non è stato possibile trovare l'accordo con il curatore, nel senso che pur nell'ambito della mediazione che il curatore riteneva opportuno fare, c'erano delle richieste finanziarie evidentemente minime, sotto le quali non si poteva scendere, e credo che... non sia riuscito a garantire questa offerta di base: ecco perché quella situazione si è spenta.
Devo dire che noi ci eravamo spesi nel senso migliore del termine per cercare di rendere possibile questo accordo, sempre nell'interesse di garantire una continuità operativa per le persone che vi sono impiegate. Adesso il curatore, parallelamente al dott. Cassinelli, sta procedendo per poter gestire con un bando anche questa situazione. Mi ha confermato - perché gli ho telefonato per confermare anche in base alla sua interrogazione - che anche questo bando potrà aver luogo nel mese di giugno come esordio. È chiaro che anche lì richiederà 2 o 3 mesi per il suo completo svolgimento.
"Se esistono altre aziende o imprenditori interessati"... per quel che mi risulta sì, perché personalmente, in Assessorato, siamo stati contattati dall'originario imprenditore che diede vita allo stabilimento. Non entro in nessuna valutazione, rispondo solo alla domanda che mi è stata fatta, altri imprenditori si sono presentati, in particolare il sig. Balzano che era l'originario imprenditore dell'epoca.
"Quali sono le iniziative assunte autonomamente dall'Amministrazione regionale in riferimento al documento programmatico sopraccitato e nello specifico al capitolo: "Una Regione moderna, innovativa e attenta alle politiche del lavoro e dello sviluppo""... questa è una domanda che attiene meno al problema specifico della "Balzano", ma più in generale al discorso che lei faceva. Credo che si stia già cominciando a capire che c'è intenzione di agire complessivamente sul comparto; si ritiene, sulla base di quanto si è detto, che dobbiamo garantire un sistema, cioè aziende che producano "sistema", che diano "spin-off" alla nostra Regione e che portino quindi un contributo durevole nel tempo, che dia opportunità alle nostre aziende di interagire e di far crescere un tessuto. In questo abbiamo già iniziato a muoverci, quindi anche con una serie di iniziative che credo per qualche verso siano anche facilmente comprensibili, le quali possono essere connesse al quadro generale, quindi anche le valutazioni in merito ai contributi, e si sta andando in questa direzione: quella di investire con determinazione nei settori innovativi, nei settori che possano garantire possibile sviluppo nella nostra Regione, tranquillizzando tutte le aziende che operano nella nostra Regione, nel senso che la Regione non viene meno ai suoi impegni, ma continua ad operare vicino a queste aziende. Credo che "politiche del lavoro" e "politiche dello sviluppo" vadano a braccetto, ma richiedono anche dei programmi e dei progetti che ottengono il loro risultato nell'arco quanto meno di un biennio.
Le posso garantire - ma sull'argomento certamente torneremo - che potrà vedere, nel corso d'opera, che attraverso atti ed azioni le cose che le ho velocemente enunciato diventano di mano in mano dei fatti concreti, su cui poi ci confronteremo anche da posizioni diverse, ma avremo modo di farlo, perché i fatti li porterò alla sua attenzione e all'attenzione del Consiglio.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - L'interrogazione sulla "Balzano" era per cercare di evitare che si creassero trattamenti diversi a seconda delle aziende che sono in crisi nella nostra Regione. Faccio un esempio: abbiamo problemi al "Casinò", al "Billia", alla "Tecdis", alla "Tecnomec"... abbiamo problemi su altre aziende, avremo problemi su altre ancora. Allora penso che vogliamo darci una nuova strategia, non so quale sarà lo strumento... in parte il Consiglio è già intervenuto con l'anticipazione dei soldi della cassa integrazione per i dipendenti che sono in cassa; ci sono però quelli che non sono in cassa integrazione e sono senza reddito, sono anche a casa a far niente.
Allora dal punto di vista strategico forse occorrerebbe che questo Consiglio, il Governo regionale provasse a impegnarsi, a capire, a cercare di individuare un nuovo strumento legislativo che copra nelle fasi di transizione il reddito a questi lavoratori, anche con questioni innovative: per esempio mettendo in piedi dei corsi di formazione professionale anche con la frequenza obbligatoria. "Corsi professionali" non vuol dire sempre legati a una singola azienda, ci si può anche professionalizzare su tematiche più generali e il bagaglio culturale acquisito si porta poi nell'azienda che verrà ad insediarsi.
Si può anche pensare a cose innovative, non è detto che se non ci sono in Regione o se non li troviamo all'esterno, dobbiamo ad ogni costo aver bisogno di imprenditori; si può pensare a nuove forme di organizzazione dei lavoratori per gestire servizi e produzioni. Ci sono le cooperative sociali che gestiscono dei servizi alle persone, possono esserci strutture societarie cooperative che producono beni e in questo senso, allora, ridefinire un disegno complessivo vuol dire anche evitare di dover agire sulle singole situazioni contingenti sempre con il fiato corto, perché da una parte c'è il problema di tutelare i livelli occupazionali e, di conseguenza, presi da questa emergenza, le trattative, le discussioni, le ricerche di nuovi imprenditori per quanto riguarda il lavoro nella nostra Regione avvengono sempre dal punto di vista contingente, per cui ogni singola azienda e imprenditore vengono presi a sé stante con provvedimenti scollegati gli uni dagli altri, senza un disegno strategico. Su questa cosa, se il Governo è d'accordo, anche noi siamo d'accordo, c'è tutta la nostra collaborazione per tornarci sopra.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre, per una puntualizzazione.
La Torre (FA) - Sto lavorando su una legge che in questo momento ho definito "legge a tutela della dignità del lavoro" e che dovrebbe prevedere le cose che lei ha sottolineato. All'interno di questa legge andremo a individuare la tutela della dignità del lavoro e anche quella che può essere una prassi che deve essere seguita nei casi delle aziende in crisi, proprio a tutela della dignità del lavoro. Su questa bozza che spero di far avere alla Commissione al più presto, sarò ben felice di confrontarmi.
