Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1961 del 7 giugno 2006 - Resoconto

OBJET N° 1961/XII - Communications du Président du Conseil régional.

Président - J'informe le Conseil de l'activité de la Présidence et des organes du Conseil depuis la dernière réunion de l'Assemblée:

Projet de loi n° 114, présenté par le Gouvernement régional le 26 mai 2006: "Disposizioni in materia di parchi faunistici";

Proposition de loi n° 115, présentée par les Conseillers régionaux Ferraris, Fiou, Fontana Carmela et Sandri le 6 juin 2006: "Disposizioni in materia di forma di governo";

Proposition de règlement n° 5, présentée par le Gouvernement régional le 24 mai 2006: "Trattamento dei dati sensibili e giudiziari di competenza dell'Amministrazione regionale, dell'Azienda regionale sanitaria USL della Valle d'Aosta e degli enti dipendenti dalla Regione".

Réunions:

Bureau de la Présidence: 1

Ie Commission: 1

IIe Commission: 1

IIIe Commission: 1

IVe Commission: 2

Ve Commission: 1

IVe Commission + Chefs de groupe: 1

Sono state depositate presso il Consiglio regionale, ai sensi degli articoli 5 e 12 della legge regionale 25 giugno 2003, n. 19, 5 proposte di legge di iniziativa popolare da sottoporre a referendum propositivo e precisamente:

1) "Disposizioni per favorire l'equilibrio della rappresentanza tra i generi nelle elezioni del Consiglio regionale della Valle d'Aosta", depositata in data 29 maggio 2006;

2) "Disposizioni in materia di preferenza unica nelle elezioni del Consiglio regionale della Valle d'Aosta", depositata in data 29 maggio 2006;

3) "Disposizioni per l'elezione diretta della Giunta regionale della Valle d'Aosta", depositata in data 29 maggio 2006;

4) "Dichiarazione preventiva delle alleanze politiche. Ulteriori modificazioni alla legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta)", depositata in data 29 maggio 2006;

5) "Disposizioni per la realizzazione di un unico e nuovo presidio ospedaliero regionale", depositata in data 1° giugno 2006.

Le 5 proposte di legge, sottoscritte da più di 200 elettori dei Comuni della Regione, sono attualmente oggetto di verifica da parte dei competenti uffici, ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale n. 19/2003.

Le 31 mai dernier une délégation du Conseil régional a rencontré le Président de l'Assemblée nationale du Gabon et premier Vice-président du Bureau de l'Assemblée parlementaire de la francophonie-APF, accompagné par Monsieur Félix Onkéya, membre de l'Assemblée nationale. La délégation valdotaine était composée par les Vice-présidents André Lanièce et Giulio Fiou, ainsi que par le Secrétaire du Conseil Laurent Viérin, les Conseillers régionaux Marco Fey, Roberto Vicquéry, Guido Cesal, Francesco Salzone, Dario Comé et la Conseillère Dina Squarzino. Au cours de l'entrevue nous avons tenu à rappeler la tradition francophone de notre Région et les accords de coopération qui nous unissent à d'autres réalités comme le Parlement de la Communauté française de Belgique et la République et Canton du Jura. De son côté le Président Guy Nzouba-Ndama a souhaité qu'une relation permanente s'instaure entre l'Assemblée nationale du Gabon et le Parlement de la Vallée d'Aoste. Cette visite officielle s'inscrivait dans le cadre des rapports internationaux que le Conseil de la Vallée a établi par le biais de l'Assemblée parlementaire de la francophonie.

Collègues, je voudrais terminer mes communications avec une petite communication douloureuse. Avant-hier soir un jeune soldat italien a trouvé la mort et quatre autres ont été blessés près de Nassiriya dans un attentat qui a frappé une patrouille italienne qui escortait un convoi britannique. Je tiens, au nom du Conseil régional de la Vallée d'Aoste, à présenter nos plus sincères condoléances à la famille des victimes, ainsi qu'à l'Armée italienne et au 152e Régiment d'infanterie de Sassari particulièrement touché par cet attentat.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Solo un breve cenno al fatto che sono state depositate una serie di proposte di legge di iniziativa popolare da sottoporre a referendum propositivo. Rispetto a questo fatto prendiamo atto con grande dispiacere e con sorpresa di un comunicato che la I Commissione ha fatto relativamente a tali iniziative. Ricordiamo semplicemente che questi cittadini - complessivamente sono oltre un migliaio, perché sono più di 200 per ogni proposta - hanno esercitato un diritto e una possibilità che questo Consiglio con una legge regionale ha determinato e stabilito. Siamo sorpresi ed esterrefatti che un organo istituzionale di questo Consiglio come una Commissione consiliare, per di più la I Commissione, Commissione per gli affari istituzionali, non si sia ricordata che proprio la Commissione che ha esaminato quel disegno di legge è la Commissione che ha lavorato e perfezionato una proposta che consente di rendere attuale, effettivo quello che è un diritto riconosciuto dal nostro Statuto. Sono effettivamente sorpresa di questo fatto e rivendico qui il diritto dei cittadini di esercitare le facoltà che questo Consiglio, lo Statuto, la legge regionale dà loro!

Président - La parole au Conseiller Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Sono abbastanza esterrefatto di questo tentativo di mischiare i diritti dei cittadini con la responsabilità dei partiti politici. La I Commissione ha espresso un giudizio non sui cittadini, che hanno esercitato un loro diritto e che noi stimiamo e rispettiamo, ma su qualcuno, una forza politica in particolare - qui abbiamo sentito l'ammissione di persona - che non si sa bene se "gioca" in Consiglio regionale o se "gioca" fuori. Credo che per rispetto al Consiglio regionale una forza politica presente in Consiglio regionale, se deve appoggiare iniziative di questo genere, le presenta per quanto riguarda la questione referendaria con i cittadini, ma le presenta anche in questa istituzione. È una questione di rispetto, di sapere se tali partiti sanno di essere in un Consiglio Valle, che è quello che istituzionalmente per Statuto, per autonomia, per la libertà che abbiamo costituito nel 1945 è il punto centrale della nostra democrazia. Se questo è capito da queste forze politiche, non abbiamo nessun motivo per non pensare che si possa in questo Consesso giungere a delle soluzioni positive su tutti i problemi istituzionali esistenti; se non si capisce questo, si è politicamente fuori da tale Consesso.

Président - La parole au Conseiller Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Il collega Sandri, nella foga di giustificare questo comunicato stampa, che ha molto d'impattante, ma poco d'effettivamente corretto anche dal punto di vista della conoscenza della legge regionale, esprime con stupore che alcuni cittadini hanno depositato delle firme, ignorando ben inteso che sarà proprio la I Commissione che dovrà, una volta espresso il giudizio di ammissibilità da parte della Commissione dei 3 saggi, lavorare su questa proposta di legge. È incredibile che anche il nostro Presidente della I Commissione, collega Cesal, sia caduto nella trappola, perché è proprio il meccanismo della proposta di referendum propositivo che investe la I Commissione consiliare di una funzione che prima non aveva! Allora, amico Sandri - che stimo personalmente, anche perché ci conosciamo da anni - eviti di utilizzare come un maglio una proposta di legge, una Commissione consiliare, un dibattito che andrà nelle aule per forse apparire... non sappiamo... ma credo che la linearità dei comportamenti, la trasparenza sia alla base. Se è passata una proposta di legge che è diventata legge regionale sul referendum propositivo, perché negarla l'anno dopo? Perché negarne i contenuti e la grande forza di democrazia e di partecipazione attiva? È stupefacente che ancora qualcuno in questo Consesso ci si permetta di dare giudizi così "tranchant" sull'iniziativa di alcuni cittadini!

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Non vorrei essere confuso con il difensore del Consigliere Sandri, ma intervengo come Consigliere della I Commissione che ha condiviso il comunicato della stessa. Colleghi "Verdi"... colleghi del gruppo "Arcobaleno", ponete delle questioni: "perché negare un referendum ai cittadini?". Se vogliamo parlare di correttezza politica e istituzionale, se vogliamo parlare di trasparenza, se vogliamo parlare di rispetto della volontà dei cittadini, non potete fare tale demagogia! Non potete venire in questa aula, che rappresenta ancora la maggioranza dei cittadini valdostani, a fare "il gioco delle tre carte", perché se c'è qualcuno che ha tradito lo spirito del referendum, questi siete proprio voi! Se c'è qualcuno che ha tradito l'istituzione del referendum e l'istituzione Consiglio, siete voi che giocate in maniera scorretta dal punto di vista istituzionale, perché fin quando ci sono dei cittadini che non si sentono rappresentati nelle volontà e nella legislatura da questo Consiglio hanno il diritto di raccogliere delle firme e di esprimere la loro volontà democratica, ma quando questo viene "cavalcato" da un partito rappresentato in quest'aula... siete voi che usate il maglio per "scassare" le istituzioni! Siete voi che "sconquassate" gli equilibri delle istituzioni, perché siete voi che vi siete messi alla testa di un referendum per raccogliere in maniera populistica del consenso elettorale! Non venite qui quindi a farci lezioni di etica e di moralità politica, rimanete sulla vostra demagogia, consapevoli che utilizzando il referendum in questa maniera, così come noi avevamo paventato quando si discusse dell'approvazione del referendum abrogativo, consultivo, propositivo dicendo: "attenzione, perché il referendum è un sacrosanto diritto dei cittadini che qui non si sentono rappresentati"... e quando a "cavalcare" i referendum populistici sono partiti qui rappresentati, consentitemi, anche se lo fate in buona fede, siete scorretti. Perché, se avete qualcosa da proporre a questa Assemblea, venite qui, lo proponete; se vi viene bocciato dall'Assemblea, avete tutto il diritto di rivolgervi al popolo, a chiedere il consenso per un'iniziativa legislativa, ma non avete il diritto di "scassare" le istituzioni, usando voi il referendum come maglio contro le istituzioni!

Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.

Ottoz (UV) - Mi sembra che la discussione vada fuori dai limiti corretti, nel senso che dobbiamo dapprima stabilire: la democrazia dove comincia? Comincia dai cittadini o comincia dalle assemblee e dagli eletti? Ritengo che il fondamento della democrazia risieda nei cittadini e credo soprattutto che nessun cittadino eletto in un'assemblea, di qualunque genere sia, debba abdicare ai suoi diritti di cittadino ordinario e che quindi abbia il diritto di fare politica dentro e fuori di questo Consiglio a prescindere dai contenuti. Non entro infatti nel merito del contenuto di questa proposta, già solo definirla in un modo o nell'altro - populistico o virtuoso - è esprimere un giudizio politico. Penso che, se è vero che questo Consiglio ha attribuito per legge, nelle forme e nei limiti dovuti, il diritto di iniziativa di legislazione popolare, di referendum, non possiamo essere noi qui dentro ad esprimere dei giudizi su chi, stando fuori, o stando dentro, continua la sua vita civile nel momento in cui fa anche una vita più legata direttamente e operativamente alla politica e chiedergli di rinunciare a questi diritti. Ritengo quindi che la questione sarà riportata, quando queste proposte verranno eventualmente discusse nelle Commissioni, entro ambiti normali e non esprimo un giudizio sulle posizioni assunte dalla I Commissione, che forse nell'entusiasmo della difesa delle prerogative dell'Assemblea è andata oltre quello che sarebbe stato non dico giusto, perché non voglio esprimere giudizi nel merito, ma di buon gusto. Non trovo assolutamente che chiunque qui dentro e anche fuori esprime un parere "cavalchi" nessun tipo di situazione ambigua, tanto più che in questo caso potremmo abolire i referendum, perché sono sempre stati presentati in questo Paese come il modo di portare avanti un discorso politico, che all'interno delle assemblee parlamentari per vari motivi non era possibile ipotizzare di portare avanti con successo. Alla fine quindi il collega Sandri ci dica se ritiene che la democrazia parta dal cittadino, o dalle assemblee e ci dica se è a favore o contro il principio giuridico-istituzionale, riconosciuto dalla Costituzione, del referendum.

Président - La parole au Conseiller Viérin Laurent.

Viérin L. (UV) - Simplement pour reporter la discussion dans le sillon, c'est-à-dire que j'interviens comme membre de la Ie Commission avant tout pour un peu désamorcer les tons de polémique et peut-être un peu aussi les tons de démagogie. Je pense qu'on a posé une réflexion qui est venue de M. Sandri en Ie Commission, mais qui a été partagée par tous les membres de la Commission. Je veux rappeler que la Ie Commission est une Commission où toutes les forces politiques sont présentes, c'est vrai malheureusement le collègue Bortot n'était pas là, mais la réflexion a surgi vu que le thème était et est de brûlante actualité. Comme membres de la Ie Commission nous avons simplement voulu nous pencher sur ce sujet et avec un peu d'étonnement nous avons voulu constater que malheureusement on aurait pu discuter de ce sujet aussi en Ie Commission. Cela ne signifie pas enlever des droits aux citoyens, ne signifie pas contester une loi que l'on a approuvée une année avant: cela signifie seulement que dans un bon climat on aurait pu discuter de tout cela, donc une invitation à la stimulation et un peu d'étonnement pour quelque chose qui s'est passé, mais une discussion qu'on souhaitait contextuelle, mais qui ne va pas enlever de l'espace à aucun.

Président - La parole au Conseiller Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Devo dire che sono assolutamente d'accordo con quanto ha detto il collega Ottoz, sono anche tirato in causa indirettamente perché faccio parte della I Commissione. Devo precisare ai colleghi Lattanzi e Sandri che non sono del movimento "Verde", che la "coalizione Arcobaleno" in questo Consiglio è una coalizione e non un partito e che esiste un Comitato promotore che ha proposto tale referendum in base a una legge approvata da questo Consiglio e non sono dei partiti, o non è un partito. Che poi al Consigliere Sandri dia fastidio che il suo partito e persone del suo partito siano presenti in questo Comitato promotore per tali modifiche sulle leggi elettorali è un problema suo e se lo deve vedere all'interno del suo partito! Che il collega Lattanzi invece sia abituato a decisionismi e che le istituzioni diano fastidio al vostro partito, come pure i Consigli, le istituzioni, le assemblee e i referendum...

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

... siete piuttosto decisionisti, lo abbiamo visto nella passata legislatura a livello nazionale, evidentemente è perdere tempo chiamare la popolazione e i cittadini a pronunciarsi.

Nel merito del lavoro della I Commissione formalmente niente da eccepire sul fatto che sia stato messo all'ordine del giorno nella seduta stante questo argomento, guarda caso però mancava l'unico che su tale modifica di legge era in grado di dire la sua e di contrapporsi, o di dire che la pensava diversamente da tutti i membri della I Commissione. Consigliere Cesal, non ho capito la celerità! Che necessità c'era di inserire all'ordine del giorno della Commissione anche questo argomento, sapendo bene che tale argomento nella I Commissione sarebbe arrivato. Se giochiamo alla demagogia, qui si sta dando importanza a un problema che non capisco se è di contenuto o se dà fastidio, perché non si capisce il motivo dell'urgenza per cui bisognava inserire all'ordine del giorno dei lavori della I Commissione tale argomento. Qualcuno me la spieghi tutta questa fretta, qualcuno mi spieghi questa fretta di fare un comunicato, che è scorretto dal punto di vista formale e dal punto di vista sostanziale! Non faccio nessuna demagogia, ho anche delle cose da discutere per quanto riguarda le proposte di quelle leggi che abbiamo proposto prima alla Commissione e al Consiglio e successivamente alla votazione dei cittadini, però non capisco questa veemenza! Ci si vuole "smarcare" dalle proprie organizzazioni politiche per non so bene quali strategie, quali iniziative e quali possibilità esistenti in questo interno? Non lo so, comunque la posta in gioco, dato che c'è tutta una procedura da osservare, non capisco perché è stata messa sul tavolo con questa veemenza e con questa fretta; fra l'altro, il sottoscritto non era presente nella I Commissione non perché era a spasso, ma perché era a Barcellona a discutere di fondi strutturali dell'Unione europea dal 2007 al 2013 e tramite gli uffici avevo avvisato il Presidente Cesal del motivo per il quale non ero presente. Anche un po' di delicatezza, dire: "questa cosa interessa il Consigliere Bortot... perché fa parte di quel comunicato... sarebbe opportuno che fosse presente anche lui, sentire la sua" e non affrettare la decisione della Commissione. In sostanza, sul piano formale la decisione non fa una grinza, sul piano dei rapporti e della delicatezza mi è sembrata molto inopportuna.

Presidente - La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (FA) - Non volevo intervenire, anche perché rischio di dire cose che sono state già dette, ma dopo l'intervento del Consigliere Bortot devo fare un chiarimento. Mi pare lampante che il Consigliere Bortot ha dato un'interpretazione di ciò che abbiamo detto in Commissione che non risponde alla realtà, è stato un dibattito sereno; fra l'altro, io sono stato anche membro del Comitato promotore per quanto riguarda il referendum propositivo insieme ad altri firmatari del vostro movimento. Dico questo perché... anche come membro della I Commissione... abbiamo cercato di dare una risposta serena a questo tema; mi pare che si stia "alzando un polverone" che non esiste! L'intervento dello stesso Consigliere Ottoz mi ha sorpreso, perché qui nessuno vuole attaccare il referendum propositivo, anzi, e proprio per questo dico che sono stato uno dei promotori. Certo è che nella I Commissione, che è la Commissione istituzionale che fa le leggi, avevamo già parlato di tali problemi, quindi era da lì che volevamo far sviluppare questo tipo di argomentazione.

Ripeto: non c'è nessun attacco al referendum propositivo, ma mi viene il dubbio che le cose vengano strumentalizzate, perché, collega Squarzino, quando parlai con il Consigliere Riccarand di questo argomento mi pareva che venisse fuori il fatto preminente che era quello di dire che quando i cittadini non si sentono soddisfatti dai Consiglieri regionali che svolgono il loro ruolo in questa Assise perché è qui che fanno le leggi... allora raccolgono le firme e presentano delle proposte legislative. Qui mi pare che le cose vengano ribaltate e allora, se così è, mi sento strumentalizzato, perché dico che prima di tutto noi abbiamo il dovere di proporre le leggi, qualora i cittadini non fossero soddisfatti, hanno tutto il diritto di raccogliere le firme per delle proposte di legge nuove.

Termino dicendo che il nostro è stato un dibattito sereno che non voleva attaccare nessuno, ma una serie di interrogativi si sono posti e certamente faranno riflettere.

Presidente - La parola al Consigliere Viérin Marco.

Viérin M. (SA) - Innanzitutto vogliamo ribadire che l'istituto del referendum è uno strumento democratico e da mantenere, magari da rivedere in certe parti. Oggi questo lo possiamo dire in maniera molto tranquilla dopo tali avvenimenti, collega Squarzino; basti pensare che fra le prime 5 proposte 4 sono sull'argomento di legge elettorale, quando, se usciamo dalla porta, credo che i cittadini vogliono parlare più di altro, perché qualcos'altro "tocca la loro pelle", mentre questo la "tocca" meno. Se partiamo con un ragionamento di utilizzare il referendum come vetrina, credo che partiamo con il passo sbagliato. Il rischio qui è forte ed è già successo in tante altre realtà anche a noi vicine che la gente si stufi di andare a votare ogni mese per dei referendum, che alla fine, se non sono veramente sentiti e partecipati, rischiano di portare tutti i referendum che verranno allo stesso livello.

Voglio essere chiaro qui anche su un altro argomento, ad esempio, un'altra proposta di referendum, che è quello sul discorso dell'iniziativa popolare sul ragionamento delle tariffe elettriche... sappiamo tutti che la "Stella Alpina" ha presentato una legge oltre un anno fa, sappiamo tutti che in questo programma di maggioranza c'è quell'aspetto, sappiamo tutti quindi che qualcuno vuole strumentalizzare e fare un pezzo di vetrina a casa sua per pubblicizzare delle cose per le quali si sta già lavorando e si sono presi degli impegni. Se utilizziamo l'istituto referendario in questa maniera con la gente, credo che il futuro del referendum propositivo sia un futuro buio, perché la gente pian piano si disaffezionerà da questo istituto e non andrà neanche più ad esprimersi. Allora cosa abbiamo creato? Abbiamo creato un istituto interessante e importante che contribuiamo da subito a far fallire. Se la "Stella Alpina", o l'"Union Valdôtaine", o i "DS", o la "Casa delle libertà" si mettessero a proporre 5 o 6 referendum su cose populistiche il prossimo mese, avremmo una cinquantina di referendum; pensate che la gente andrebbe a votare tutti i mesi 5 o 6 referendum? Ma ci manda "a scopare le foglie"! Ci dice: "siete pagati per lavorare!". Mi va bene che vi siano alcuni referendum chiari su certe tematiche, ma presentare 4 referendum su una legge elettorale, se non è demagogia... vorrei sapere dalla gente cosa ne pensa.

Presidente - Collega Venturella, ho difficoltà a darle la parola per secondo intervento perché non è consentito, a meno che non si tratti di fatto personale.

La parola al Consigliere Cesal.

Cesal (UV) - Devo dire che sono rimasto piuttosto sconcertato dai toni che sta assumendo il dibattito in ordine a questa materia. Una materia molto importante che riguarda un istituto importantissimo per la democrazia sostanziale, come si definisce... come va di moda adesso nella nostra Regione: l'istituto del referendum, a cui ho partecipato credo attivamente per la sua definizione sia nelle fasi preparatorie per arrivare alla discussione in aula e sia per arrivare ad un testo che fosse concordato, pur sottolineando - e i miei interventi sono lì a testimoniare quanto sto dicendo - sempre il rischio che fosse stato utilizzato per iniziative aventi scopi propagandistici, demagogici. Devo dire che i miei timori di allora si stanno verificando. Ricordava il collega Viérin che in tema elettorale vi sono 4 iniziative di legge di iniziativa popolare che stanno andando avanti, la cosa mi stupisce. Ho avuto un incontro con questo Comitato in qualità di Capogruppo dell'"UV" e a chi mi ha richiesto l'incontro ho espresso il nostro punto di vista, che era un punto di vista di apertura in ordine alla revisione della legge elettorale. Ho ribadito però che eravamo contrari a tutta una serie di istituti che venivano proposti. Ritengo che la legge elettorale debba essere rivisitata, non è più in linea con i tempi, reputo però - l'ho detto pubblicamente - che la materia non sia una materia da "bruciare" sul tavolo delle piazze, ma sia una materia da discutere in seno alle forze politiche, in questa sala, per arrivare a definire un quadro che permetta a tutti di esprimere il proprio punto di vista. Occorre arrivare all'approvazione di una legge che tenga conto di tutte quelle esigenze che competono alla nostra società ed al nostro ruolo di consiglieri.

Per quel che mi riguarda, ritengo strumentale la posizione del gruppo "Arcobaleno" in ordine a questo problema, reputo che la polemica fatta qui sia fuori luogo. In I Commissione non abbiamo aggiunto nessun punto all'ordine del giorno, se il collega Bortot era assente mi dispiace, ho saputo della sua assenza quando sono entrato in Commissione, quando mi è stato comunicato dai funzionari regionali, purtroppo devo dire che l'attività dell'Amministrazione regionale va avanti anche in assenza del collega Bortot. Mi dispiace che se la sia presa sul piano personale, perché non ho nulla di personale con lui, anzi; abbiamo voluto chiarire il punto di vista della I Commissione. Siamo disponibili - qui prendo l'impegno anche a nome del mio gruppo - a discutere; poi le posizioni sono variegate, lo abbiamo visto stamani, mi riferisco alla dichiarazione del collega Ottoz e alla dichiarazione del collega Viérin che sono contrastanti. Evidentemente in democrazia bisognerà avere il coraggio di fare una sintesi.

Per tornare all'istituto del referendum, mi fa dire che tutte le rassicurazioni che erano venute da parte di una terza forza politica al momento in cui ne stavamo discutendo stanno venendo meno, per cui effettivamente credo che a questo punto tale procedura debba essere riconsiderata in quest'aula, perché non è possibile portare sulle piazze la definizione delle regole essenziali per il funzionamento della democrazia! La legge elettorale è una regola essenziale, non può essere "bruciata" sulle piazze, ma va discussa qui con intelligenza e con forza di volontà, tenendo conto di tutte le esigenze. Poi, ha ragione anche il collega Marco Viérin, credo che la gente qui fuori si aspetti qualcos'altro da noi!

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Non appaia eccentrico un intervento del Governo regionale in questa materia, perché è evidente che la scelta di modificare gli statuti di autonomia prevedendo nuove forme di democrazia diretta è una scelta a cui ho partecipato, visto che la riforma di questa parte dello Statuto è stata fatta nel momento in cui ero membro della I Commissione "Affari costituzionali" della Camera.

È molto interessante in prospettiva non tanto il comunicato della I Commissione, che legittimamente è stato assunto dai membri presenti, quanto il fatto di come questo nuovo strumento impatterà sulla democrazia valdostana. Credo che questo sia il tema di fronte al quale ci troveremo nei prossimi anni. Non è un caso, colleghi del gruppo "Arcobaleno", se i Costituenti avevano limitato al massimo gli strumenti di democrazia diretta nella Costituzione vigente. I Costituenti erano reduci da 20 anni di dittatura fascista, in cui la logica di ricorso al popolo era tinta di forti "coloriture" populistiche e naturalmente non solo demagogiche, ma anche dittatoriali...

(interruzione del Consigliere Venturella, fuori microfono)

... se lei va a leggere gli atti della Costituente, vedrà che non è un caso se il referendum esistente nella Costituzione italiana è esclusivamente abrogativo e non propositivo, perché i Costituenti, e in particolare le forze di Sinistra, a cui credo lei si rifaccia, erano preoccupati dal "penchant" populistico che può tingere i referendum propositivi. Devo dire che non è un caso che il numero delle firme rese necessarie anche in Valle d'Aosta sia piuttosto elevato, perché...

(nuova interruzione del Consigliere Venturella, fuori microfono)

... se mi interrompi... io sono a favore del referendum propositivo, l'ho votato in quest'aula, ritengo di essere un federalista e guardo con vivissima ammirazione al sistema svizzero, dove una serie di grandi decisioni vengono assunte anche a maggioranze risicate o con scarsa partecipazione al voto da parte dei cittadini, ma quello è un sistema federalista, cosa completamente diversa! La cosa che mi interessa oggi è capire come il sistema della democrazia diretta inerisca alla cosa che mi sta a cuore, la democrazia rappresentativa, cioè il ruolo che viene svolto da parte del Consiglio regionale, perché di due l'una: o si ritiene che lo strumento di democrazia diretta sia una specie di piede di porco che serve a scardinare un sistema politico, ma lo dico con la piena legittimità perché nel momento in cui abbiamo creato questo referendum abbiamo immaginato che se ne facesse un uso buono. Ovviamente dello stesso strumento di democrazia diretta può esserci un uso cattivo e non mi riferisco alle vostre iniziative, mi riferisco in astratto: un coltello può servire per tagliare una carota oppure può servire per "tagliarsi un dito". È del tutto evidente che il vero rischio - e questa è una discussione politica interessante. Noi in questa Assemblea scarsamente parliamo di problemi istituzionali, sarà divertente e molto interessante dal punto di vista del diritto costituzionale capire quale sarà l'evoluzione nei prossimi anni, perché se la logica dei referendum sarà quella di dire: "volete le autostrade gratuite?" - ricordo già il vivissimo successo che ebbe il Consigliere Gremmo quando raccolse in contemporanea le firme per la presentazione delle liste e le firme per la gratuità delle autostrade. Vi sarebbero poi anche esempi più "pecorecci" sul versante maschile: "siamo tutti per la...", il referendum è presto fatto, ma quello che voglio dire è che il problema politico posto è che quello della democrazia diretta è uno strumento molto delicato e mi sembra che il rischio e la preoccupazione che emergono nell'interpretazione che ciascuno di noi dà del referendum - e io personalmente gli do la mia interpretazione - è che quest'ultimo non diventi uno strumento per delegittimare le assemblee elettive.