Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1855 del 22 marzo 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1855/XII - Situazione di crisi della Tecnomec e metodologia dei relativi provvedimenti. (Approvazione di risoluzione e reiezione di altra risoluzione)

Risoluzione

Il Consiglio regionale

Premesso che:

- la Giunta regionale con deliberazione n. 701 del 10 marzo 2006 ha incaricato FINAOSTA S.P.A. di valutare il Piano di Tecnomec s.r.l. ai fini della situazione - economico finanziaria dell'azienda e delle sue prospettive future, oltre che della congruità del prezzo richiesto per gli immobili offerti in vendita;

- la deliberazione citata è finalizzata all'acquisizione da parte regionale dei cespiti dismessi da Tecnomec s.r.l. in quanto non essenziali per l'attività imprenditoriale oltre che all'acquisto dell'immobile industriale di Arnad che verrebbe successivamente ripreso in locazione dalla stessa Tecnomec s.r.l. per la continuazione dell'attività aziendale;

Ritenuto che

- la situazione della Tecnomec rientri in un contesto più generale di grave crisi dell'industria valdostana;

- occorrono provvedimenti di carattere generale rientranti in un piano di politica industriale di carattere regionale;

Invita

La Giunta regionale a revocare la deliberazione n. 701 del 10 marzo u.s. e a portare alla discussione dell'aula un piano di intervento mirato ad individuare strumenti utili a superare il momento di grave crisi dell'industria in Valle d'Aosta.

F.to: Frassy - Lattanzi - Tibaldi

Risoluzione

Il Consiglio regionale

Prende atto che la Giunta regionale con deliberazione n. 701 del 10 marzo 2006 ha incaricato la Finaosta spa di valutare il Piano di Tecnomec srl predisposto al fine di poter accedere all'articolo 182 bis della legge fallimentare ed al conseguente accordo stragiudiziale con il ceto creditorio;

Tenuto conto delle comunicazioni espresse in data odierna dalle rappresentanze sindacali che hanno dato un giudizio positivo sul piano aziendale presentato nel mese di ottobre u.s. finalizzato anche all'ottenimento della Cassa Integrazione straordinaria;

Prende atto altresì che le organizzazioni sindacali hanno rilevato che l'azienda ha ottenuto negli ultimi mesi un notevole miglioramento qualitativo della produzione e contestualmente ha ricevuto importanti nuovi ordini da parte di clientela primaria del settore;

Rileva che occorre adottare tempestivamente delle decisioni in merito alle proposte aziendali finalizzate alla salvaguardia di una occupazione durevole;

tutto ciò premesso

Esprime

condivisione sui metodi e contenuti della delibera n. 701 del 10 marzo 2006 con cui il governo ha incaricato Finaosta spa di valutare la proposta della Tecnomec srl;

Impegna

la Giunta regionale, prima di adottare ulteriori provvedimenti relativi al Piano proposto, di relazionare alla commissione consigliare competente in materia le risultanze dello studio di Finaosta spa.

F.to: Cesal - Salzone - Lanièce

Presidente - Si procede ora alla discussione delle 2 risoluzioni congiunte. Possono intervenire i proponenti, ovviamente la Giunta regionale, nonché un consigliere per ogni gruppo consiliare.

La parola al Consigliere Frassy, in qualità di proponente della risoluzione del gruppo "La Casa delle Libertà".

Frassy (CdL) - Vorrei solo chiarire se in base all'interpretazione del Regolamento, c'è la possibilità per il proponente di chiudere la discussione generale; solo per capire come impostare il ragionamento.

Presidente - Lei ha diritto di intervenire come proponente e poi il suo gruppo può intervenire un'altra volta, se lei o un altro non so...

Frassy (CdL) - ... nel senso che non c'è una replica del proponente; prendiamo atto. Prendiamo atto comunque che quella che era una deroga al Regolamento, la maggioranza ha ritenuto per valutazioni politiche di non attuarla, perché la deroga al Regolamento sui tempi della discussione è una deroga sempre possibile, per Regolamento stesso! Non perderò altro tempo sulla questione formale, perché penso che ci siano degli aspetti di carattere sostanziale che debbano essere assolutamente oggetto di approfondimento.

Vedete, siamo consapevoli del momento di grave crisi che vive il comparto industriale in questa regione e ne siamo consapevoli non tanto come Consiglieri regionali, ma semplicemente come cittadini che leggono i giornali, che ascoltano i notiziari radiotelevisivi. L'elenco delle aziende che hanno una situazione di crisi o che, a seguito di una situazione di crisi, hanno chiuso i battenti, è un elenco infinito. Mi limito solo a ricordare quelle che più recentemente hanno dovuto sospendere la produzione a seguito delle congiunture avverse del mercato o a seguito di situazioni di "management" probabilmente non azzeccate: ricordo la "Balzano" di Verrès, 40 dipendenti, fallita per la 3a volta; ricordo la chiusura di un'azienda storica di questa regione, chiusura senza procedure fallimentari, una chiusura dolorosa anche dal punto di vista occupazionale, sempre nella bassa Valle, la "Fey Autotrasporti"; ricordo la chiusura di un'altra azienda della bassa Valle, 80 dipendenti alla fine, ma erano molti di più all'inizio, la "Zincocelere"; ricordo la situazione di crisi della "Tecdis", 300 dipendenti.

Siamo tutti consapevoli che il comparto industriale in questa regione è in crisi. Non vogliamo negare una situazione di crisi, ma vogliamo affrontarla in maniera seria, e siamo rimasti perplessi nel leggere la deliberazione che la Giunta, il 10 marzo, ha adottato; una deliberazione che non affronta il problema della crisi industriale, ma una deliberazione che affronta il problema di un'azienda, la "Tecnomec". È questa un'azienda con un centinaio di dipendenti e sicuramente quei 100 dipendenti riteniamo che abbiano la stessa dignità dal punto di vista del diritto al lavoro e del diritto a una vita decorosa con mezzi di sussistenza adeguati, come i dipendenti delle aziende che abbiamo citato.

Ancora una volta, Assessore La Torre, la devo citare e mi dispiace di doverla citare in continuazione, ma vorrei che questa volta la mia citazione trovasse una rispondenza coerente!È stato detto, quando questa Giunta si è insediata: "meno Regione, più impresa" e noi scopriamo che voi impegnate 50mila euro di denari pubblici per conferire un incarico a una controllata della Regione, "Finaosta", affinché valuti la situazione economico-finanziaria di "Tecnomec", la fattibilità della soluzione che "Tecnomec" indica e la congruità del prezzo. Già, la congruità del prezzo, perché noi, a seguito di questa deliberazione, apprendiamo che la Giunta da ottobre ad oggi ha concordato con i sindacati e con la proprietà dell'azienda di acquistare tutti i beni non strategici alla produzione aziendale, ma di inserire nei beni non strategici anche il bene stesso, che dà significato alla nozione di imprenditore, ovvero l'azienda come edificio, come stabilimento; perciò l'Amministrazione regionale - o "Finaosta" - andrebbe a comprare questo immobile per affittarlo a chi continuerà a produrre.

Io dico: questa può essere forse una soluzione fantasiosa e forse può essere anche una soluzione utile, alla fine; quello che riteniamo inammissibile è che la Giunta abbia commesso 2 passi che per noi non sono tollerabili. E mi dispiace che non ci sia l'alfiere della centralità, a parole, di questo Consiglio, il Presidente Perron, perché la Giunta non ha competenza, Presidente Caveri, in materia di acquisizione di beni immobili - ed è il primo rilievo -, in quanto l'articolo 1 della legge n. 66/1979 dà al Consiglio regionale la competenza in materia di acquisto di beni immobili. Vorremmo capire come è possibile che il Consiglio regionale venga scavalcato dalla Giunta su una materia che è di competenza del Consiglio, perché se il Consiglio decidesse di non comprare quegli immobili, la stima, le valutazioni e le risorse impegnate sarebbero state impropriamente, illegittimamente, arbitrariamente impegnate dalla Giunta! Perciò questa deliberazione è, sotto il profilo della legittimità, viziata, perché affronta una materia qual è l'acquisto di beni immobili, che non compete alla Giunta, soprattutto se questi beni immobili non sono inseriti in un piano di acquisto.

La cosa più grave è che apprendiamo questo pomeriggio, alle ore 15,00, che da ottobre la Giunta conosce un piano industriale che è stato predisposto dall'azienda, che è stato illustrato ai sindacati - questo lo dice la risoluzione della maggioranza - e non è stato consegnato ai Consiglieri regionali sul presupposto che questi non hanno titolo, così ci dice la Giunta e l'Ufficio legale deve fare valutazioni se abbia titolo o meno il Consiglio regionale a conoscere il piano industriale! E non parlo di piano finanziario, che è ancora un'altra cosa. Il piano industriale è quello posto a base dell'impegno politico espresso al di fuori del Consiglio e prima della deliberazione del 10 marzo, a ottobre scorso; è l'impegno dell'Amministrazione regionale ad acquistare beni immobili per una stima già ipotizzata di oltre 5 milioni di euro per chiudere la situazione di crisi di liquidità di quell'azienda.

Allora, Presidente Caveri, è mai possibile che in questa regione ci siano sempre " i figli di nessuno" e "i figli privilegiati" che, in virtù dei collegamenti politici, hanno diritto a strade particolarmente agevolate? Ma è possibile che non interessasse a nessuno il destino di "Balzano" o di "Tecdis"... abbandonata, sì, perché l'unica risposta in tempi celeri l'ha data il nostro Governo...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... vada a vedere i tempi delle procedure! Avete erogato 8 milioni a "Tecdis" senza controllare come impegnava quei soldi, soldi che sono stati utilizzati per costituire fondi neri! E voi, oggi, portate in Giunta un piano di salvataggio di un'azienda infischiandovi delle problematiche della crisi dell'industria in Valle, solo perché è un'azienda che ha dei padri nobili? Ma io mi vergognerei! Fossi al posto dell'Assessore Charles, mi sarei dimessa dalla Giunta! Ma immaginatevi se a livello di Governo nazionale, il Presidente Berlusconi, che viene spesso accusato di conflitto di interessi, avesse messo in atto un salvataggio del genere nei confronti di imprese del suo gruppo! Allora siamo indignati per il conflitto di interessi che state coltivando, Assessore Marguerettaz! Non consegnate i documenti che spettano al diritto ispettivo dei Consiglieri, qual è il piano industriale, che è nella disponibilità del sindacato dal mese di ottobre, è a conoscenza della Giunta dal mese di ottobre, mentre a noi ad oggi non ci è stato consegnato, nonostante una richiesta nostra datata 15 marzo, e avete detto che l'Ufficio legale valuterà l'opportunità. E io vi dico: perché l'Ufficio legale non valuta la fattibilità della soluzione giuridica ai sensi del concordato con adesione? Perché l'Ufficio patrimoniale non valuta la congruità del prezzo? Perché per fare queste cose date un incarico a "Finaosta" e impegnate 50mila euro di denari pubblici? Come mai gli uffici legali per queste cose non funzionano mai?

Siamo allibiti da questa gestione spregiudicata dei denari pubblici, siamo allibiti che si proponga al Consiglio regionale di condividere i metodi contenuti nella deliberazione n. 701, siamo allibiti dal fatto che il Consiglio regionale, in base a questa relazione di maggioranza, impegni la Giunta a relazionare alla commissione, quando la competenza è del Consiglio! La competenza in materia di quella risultanza di "Finaosta" si chiama "acquisizione di patrimonio immobiliare", non c'è da relazionare, c'è la competenza del Consiglio! Io auspico che i colleghi di maggioranza abbiano uno scatto di dignità e di orgoglio politico e amministrativo! Non è ammissibile che ci siano Assessori che nominano i figli in "Finaosta" e che finanziano con "Finaosta" e con decisioni politiche prese in Giunta piani di salvataggio delle aziende di famiglia pagati con i soldi dei cittadini!

I 120 dipendenti della "Tecnomec" hanno tutta la nostra solidarietà, ma possono avere gli stessi strumenti e ammortizzatori sociali che hanno i 300 della "Tecdis", i 40 della "Balzano", gli 80 della "Zincocelere", e quant'altro! Qui non si tratta di salvare 120 posti, qui si tratta probabilmente di salvare una politica industriale che, un anno fa, a caratteri cubitali veniva salutata come: "Finalmente l'azienda ritorna in mano alla proprietà"... un anno dopo la gestione della proprietà si è rivelata fallimentare! Stiamo facendo l'ennesimo regalo, meno di un anno fa lo stesso gruppo ha beneficiato di 500mila euro di sconto di debiti che erano stati contratti da "Artech" con "Aosta Factor". "Aosta Factor" è partecipata al 75% da "Finaosta", "Finaosta" è partecipata al 75% dal capitale regionale, dunque di quei 525 milioni di debiti cancellati con un tratto di penna da "Aosta Factor" ancora una volta è la comunità valdostana a pagare! Quante altre aziende hanno avuto questo trattamento? Quanti sono gli imprenditori che sono falliti perché non hanno restituito i mutui a "Finaosta" perché non hanno pagato i debiti con "Aosta Factor"? Questo è inaccettabile!

Colleghi di maggioranza, su questa vergogna chiediamo le dimissioni dell'Assessore Charles e se questa deliberazione non verrà ritirata - e non prendetelo come un ricatto politico perché le regole vanno rispettate da tutti! - noi solleveremo anche su altri tavoli la maniera vergognosa e clientelare con cui gestite i soldi della comunità valdostana!

Presidente - La parola al Consigliere Cesal, in qualità di proponente dell'altra risoluzione.

Cesal (UV) - Limiterò le mie considerazioni al fatto specifico, al problema relativo alla "Tecnomec" e soprattutto quanto riguarda i 130 dipendenti che sono coinvolti in questa vicenda, drammatica per molte famiglie della bassa Valle. Oggi pomeriggio ho avuto una prima presa di contatto con questa realtà, era un problema di cui avevo letto sui giornali, avevo preso visione della deliberazione della Giunta, la cosa mi lasciava piuttosto perplesso, ma devo dire che, ritengo si tratti di un problema delicato, complesso, con dei risvolti che vanno al di là della semplice valutazione della situazione economico finanziaria della "Tecnomec".

La "Tecnomec" ha vissuto in questi ultimi periodi una fase piuttosto travagliata della sua vita sociale, con l'assenza di "management", l'abbandono di una figura apicale pare che abbia provocato dei danni importanti alla gestione di questa attività. Solo un anno fa si trovava in una situazione di produzione qualitativa molto, molto scarsa, si parla di un 40-60% di scarti nella produzione, questo solo a giugno dello scorso anno. I debiti al 31 dicembre 2005 ammontano a 5 milioni di euro... da un punto di vista finanziaria si tratta di una situazione - a detta dei sindacati - esplosiva. Negli ultimi mesi c'è stato un cambio di situazione aziendale importante, che fa ben sperare per il futuro di questa azienda, ma soprattutto per il futuro dei 130 lavoratori coinvolti. Il piano industriale prodotto per ottenere la cassa integrazione straordinaria ha dato i suoi frutti, c'è stata una ripresa degli ordini - si parla di circa 2,5 milioni, ordini per 2,5 milioni di euro, circa 5 miliardi delle vecchie lire -, la qualità è decisamente aumentata, siamo a dei livelli fisiologici intorno al 4%. Questo significa che c'è stato un piano di innovazione e di sostituzione dei macchinari obsoleti, si cerca quindi di andare nella giusta direzione. Questo piano industriale deve essere, per il prosieguo dell'attività dell'azienda, sostenuto anche da un piano finanziario parallelo e il piano finanziario tende a reperire delle risorse finanziarie. L'unica soluzione possibile è quella di cedere i capannoni e alcune proprietà della famiglia Vuillermoz, famiglia proprietaria del gruppo.

Va ricordato che l'azienda è in una fase di procedura fallimentare, non siamo in una gestione ordinaria; ai creditori è stato presentato un piano di rientro a cui ad oggi ha aderito l'87% dei creditori, quindi l'87% dei creditori dei 5 miliardi di euro di debito al 31 dicembre 2005 ha dato la loro adesione a questo piano, siamo in una fase di concordato con adesione.

Credo che la deliberazione della Giunta, contrariamente a quanto affermato dal collega Frassy e depurata da quegli elementi che possono rendere più soggettiva la valutazione, tenendo conto che la vicenda ha dei risvolti anche personali che fanno riflettere, vada nella giusta direzione, in quanto tende a dare una valutazione tecnica oggettiva il più possibile per quanto riguarda l'acquisizione dei beni, aree e capannoni, nonché altri beni di proprietà della famiglia per dare la possibilità all'azienda di andare avanti.

Le prospettive sono positive, abbiamo avuto oggi assicurazione che si tratta di prospettive positive; sappiamo però che i tempi stringono, quindi è giusto andare avanti, ma dobbiamo avere tutti gli elementi di valutazione prima di decidere, perché in questo momento non assumiamo ancora delle decisioni, ma verifichiamo se ci sono le condizioni per poter procedere in una determinata direzione. Le decisioni verranno prese in un secondo tempo da parte di questo Consiglio e degli organismi che fanno capo a questo Consiglio, le Commissioni consiliari competenti. Le decisioni vanno prese in piena conoscenza di causa, quindi noi valutiamo positivo che ci sia da parte del Governo regionale la volontà di approfondire il problema per dare ai Consiglieri tutti gli elementi per una valutazione il più possibile obiettiva, che deve andare nella direzione del mantenimento dei 130 posti di lavoro.

I tempi in questa vicenda non sono indifferenti, bisogna fare presto, perché parliamo di qualche settimana, per cui credo che su questo argomento torneremo a parlare in questo Consiglio, ma ritengo che la strada intrapresa possa darci tutti gli elementi di valutazione, lasciando poi ad un secondo tempo le polemiche, eventualmente le valutazioni di carattere generale e la valutazione del sistema di crisi del settore industriale della nostra regione.

Presidente - Chi chiede di intervenire?

La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Credo che quando ci si trova di fronte a problemi di crisi industriale, tutti dobbiamo capire la gravità della situazione. Lo scorso anno a gennaio abbiamo fatto un Consiglio straordinario su questo argomento e tutti abbiamo detto cosa andava fatto. Il nostro gruppo aveva proposto delle piccole cose, poche, ma chiare e mirate; la maggioranza ha presentato un documento in cui c'erano una ventina di impegni e più, c'era tutto il possibile. Ma, mi chiedo, a cosa è servita quella risoluzione e quella serie di impegni, se non ha cambiato di una virgola la situazione della crisi industriale, soprattutto in bassa Valle? Si parlava di redigere una proposta di nuovo orientamento degli enti strumentali, di individuare forme di sostegno alle aziende che presentano un programma di risanamento economico e finanziario, finalizzato al superamento di situazioni di crisi aventi natura congiunturale; sembrava che ci fosse la volontà da parte della maggioranza di individuare delle piste chiare, per invertire la crisi industriale in bassa Valle. Questo non è avvenuto, non abbiamo visto alcun frutto di queste affermazioni generiche e neanche nessuna scelta chiara e precisa che andasse nell'ottica di favorire l'imprenditorialità, gli insediamenti e il sostegno alle imprese. Sempre nell'ambito di un discorso generale, voglio ricordare che, sì, c'è stata la legge che abbiamo tutti votato sull'anticipo della cassa integrazione, ma... cos'altro è stato fatto? Allora, c'è una parte generale in cui si affrontano a parole i grandi problemi e poi si aspetta che le singole imprese, una ad una, entrino in crisi per poter intervenire con fatti concreti questo è molto grave!

La cosa grave è che non si capisce bene quali sono i criteri per cui la "Finaosta" o la Regione, a fronte di alcune aziende, attiva tutti gli strumenti possibili e impensabili, mentre a fronte di altre dice che non c'è liquidità: sono queste piccole aziende che non hanno alcun padrino o madrina in questo Consiglio, che non contano politicamente, per cui queste piccole aziende vengono lasciate alla loro sorte e se va bene, va bene... se va male, pazienza c'è la cassa integrazione! Qui è avvenuta una cosa gravissima a mio avviso: qui si è lavorato come Governo per portare il Consiglio di fronte al fatto compiuto, giocando sul fatto che ci sono 130 operai in difficoltà... come si fa a dire "no" agli operai in difficoltà e alle loro famiglie? Da giugno dell'anno scorso c'erano gravi difficoltà; dall'ottobre dello scorso anno la Giunta aveva chiara l'indicazione di crisi e chiara anche la soluzione proposta, perché era stato presentato un piano industriale per poter accedere alla cassa integrazione speciale; fra l'altro, piano industriale che noi non abbiamo potuto vedere, piano industriale che i sindacati hanno visto e commentato, dicendo di aver partecipato anch'essi a trovare una soluzione al piano industriale, ma di questo documento che tutti hanno visto, i Consiglieri non possono averne contezza!

Ripeto, la decisione di risolvere la crisi dell'industria "Tecnomec" con l'acquisto dell'immobile industriale, è stata presa nell'ottobre dello scorso anno, perché questa è una condizione "sine qua non" per dare l'avvio al piano industriale. Il piano industriale è stato costruito sulla base di questo presupposto, quindi ad ottobre dello scorso anno già si sapevano queste cose e solo adesso arriva da parte della Giunta l'indicazione di voler valutare questo piano...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... non pensavo che si usassero questi metodi, invece di rispondere con argomenti ad argomenti.

Dicevo, solo adesso a marzo 2006, a fronte di una richiesta di "Tecnomec", viene ufficializzata questa richiesta e viene demandato a "Finaosta" l'incarico di studiare questa proposta, di valutarne la congruità dal punto di vista economico-finanziario e anche valutare la fattibilità della soluzione giuridica, oltre che l'eventuale prezzo richiesto per gli immobili offerti in vendita. La cosa che mi ha stupito è che pochi giorni dopo la presentazione di questa delibera c'è da parte di alcuni sindacati la richiesta di venire a incontrare il Consiglio, per difendere questa deliberazione. È una delibera che affronta una situazione difficile e l'affronta con una soluzione che gli stessi rappresentanti dei sindacati e anche rappresentanti dell'ex maggioranza hanno indicato come "irrituale" e "anacronistica" in quanto è una soluzione che non è coerente con le scelte di politica economica di questa Regione.

Quello che non è chiaro è perché solo oggi si giunge ad ufficializzare queste condizioni irrituali e anacronistiche, perché per questa azienda si giunge a queste soluzioni e perché questa soluzione viene presa - e qui purtroppo dobbiamo prendere atto di un dato di fatto - nei confronti di un'impresa che ha addentellati chiari e precisi con la maggioranza, con la Giunta e con il Governo tutto quanto! Quindi siamo posti di fronte, come Consiglio, al fatto compiuto. Ci chiedete: "voi Consiglieri dovete dire adesso cosa bisogna fare per salvare questi 120 operai"... ma come? Siamo stati coinvolti come Consiglieri finora nell'analisi di queste problematiche? No! Allora mi rifiuto di essere coinvolta all'ultimo momento, senza avere avuto prima tutti gli elementi, nell'approvare un metodo irrituale e anacronistico, anche se capisco che la situazione degli operai è veramente grave e occorre in tutti i modi provvedere, perché questa impresa possa svolgere in modo continuativo e produttivo il proprio lavoro.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Mi aspettavo che anche gli altri gruppi di maggioranza intervenissero su questo dibattito, visto che si vuole calcare la mano su una crisi che è sentita, evidentemente basta che parli il Consigliere Cesal per tutti, ne prendiamo atto, o forse non si è ancora del tutto in maggioranza, si aspettano le elezioni politiche per capire se si è proprio dentro o se si è fuori! Il neo-Assessore all'industria ha tutta la mia solidarietà, perché ha esordito dicendo che bisogna privatizzare in questa Regione, il primo atto vero è quello di pubblicizzare anche un'azienda privata... posso immaginare il suo travaglio! Ti sono vicino, Leonardo!

Intanto vorrei darvi con più serenità il significato e il sentimento dell'intervento del collega Frassy, il quale ha espresso una certa indignazione che faccio fatica a trattenere, ma siccome lo ha già fatto lui, l'intervento dell'indignato, volevo solo spiegargli che questa indignazione è frutto di una non abitudine che ancora non riusciamo ad avere, nonostante i 10 anni che siamo in politica, e lui anche di più, di fronte a certi atti che, se sotto l'aspetto tecnico-procedurale possono apparire legittimi, sono sotto l'aspetto politico ancora difficili per noi da digerire, non riusciamo a farcene una ragione!

Intanto un chiarimento nella replica di chi dovrà intervenire della Giunta su questo argomento, una replica sul fatto che si debbano dare 50mila euro a "Finaosta" per fare un lavoro che dovrebbe essere di sua competenza! Se "Finaosta" è il braccio operativo finanziario della Regione e se nel suo "DNA" costitutivo c'è il compito di fare analisi per sviluppare l'economia della Regione, mi chiedo perché dobbiamo dare 50mila euro a "Finaosta" per fare il suo lavoro! "Finaosta" mi risulta essere l'"Assessorato" più ricco della Regione perché nessun Assessore ha un patrimonio accumulato come è quello di "Finaosta", come abbiamo potuto apprezzare dai bilanci che abbiamo esaminato qualche settimana fa, perché dobbiamo dare 50mila euro a "Finaosta" per farci un atto di consulenza che dovrebbe essere un suo proprio compito? Chiedo, per cortesia, una risposta su questo aspetto.

Nel merito della questione, il disagio non è riferito al singolo fatto, che prende - come diceva il Consigliere Cesal - una piega penosa, perché va ad intervenire su un fatto di tipo personale. Infatti il Consigliere Cesal diceva: "questa cosa ha un significato che fa riflettere perché ha intrinseco un aspetto personale"; sarei curioso di capire qual è la riflessione, perché che faccia riflettere siamo tutti d'accordo, siamo tutti qua, la testa nelle mani, a tentare di capire se è giusto che l'Amministrazione regionale compri l'azienda di un Assessore regionale che ha suo figlio in "CdA Finaosta"! Ci dicono che abbia dato le dimissioni, ma poiché questa è una notizia che i "media" non hanno comunicato, a noi non risulta essere vero che si sia dimesso, quindi se è giusto eticamente, politicamente, moralmente che un'operazione di questo tipo venga fatta, al di là del contenuto, cioè di andare a verificare il salvataggio da parte della Regione di un'azienda industriale. È chiaro che ha un riflesso di tipo personale ed è chiaro che è quello che ci fa riflettere!

Credo che questa riflessione vada fatta, la riflessione che il Consigliere Cesal indicava che fa riflettere, allora facciamo la riflessione e noi è quello che vogliamo fare, fare una riflessione, ma lo vogliamo fare qui, nella sede opportuna! La riflessione è questa: quello che preoccupa, oltre al fatto intrinseco, personale e politico, che ci fa dire che altre aziende di colore politico diverso sono state lasciate morire e che altre aziende in questa Regione e in questi giorni, in difficoltà con le rate di "Finaosta", sono lasciate morire con gli interessi di mora e viene portata via la casa all'imprenditore, l'immobile industriale, artigianale o commerciale senza alcuna preoccupazione, che siano 130, che siano 20 o che siano 250 i dipendenti, allora è chiaro che è un "modus operandi" che fa riflettere! Ma quello che fa ulteriormente riflettere è se questa cosa - qui la domanda sorge spontanea - è l'inizio o il proseguimento di una procedura che significa che ogni volta che ci sarà un'azienda in crisi, la Regione andrà a comprare gli immobili di quelle aziende... andremo a salvare tutte quelle in crisi?

La domanda che pongo è la seguente: è questo l'inizio di una nuova procedura per cui la Regione si sente investita della salvaguardia dell'economia regionale e ritiene cosa buona e giusta andare ad intervenire là in tutte quelle aziende, dove l'imprenditore da solo non ci riesce, con capitale pubblico? Spero che ci sia una risposta, perché se così fosse vorrebbe dire - non una grande novità - continuare in un processo di scelta culturale e politica che purtroppo è stato penalizzante in questa Regione! Ma la comunità valdostana ha già finanziato imprese industriali, che sono comunque miseramente fallite, perché le aziende i cui nomi il collega Frassy ha fatto sono state - pur con forme molto diverse - aiutate, ma alla fine l'aiuto era sempre giustificato, come oggi, dall'esistenza di un piano industriale e di una crisi di liquidità, si diceva: "il piano industriale sembra positivo, aiutiamo l'impresa perché così ci salva i posti di lavoro e risolviamo il problema". Vi ricordo che non abbiamo salvato un solo milione di euro di tutti gli investimenti che la Giunta ha fatto in nome della comunità valdostana in questi ultimi anni! Non è stato sufficiente aiutare queste imprese, perché se c'è un piano industriale, come è stato sostenuto, il Consigliere Cesal ha detto: "l'azienda è in crisi, come tante altre, l'imprenditore è in una crisi di liquidità, però le prospettive per il gruppo sono positive, c'è un piano industriale che è positivo"!

Ma scusate, se ci sono prospettive positive, troverà un acquirente, ci sono le banche pronte a finanziare. "FIAT", 2 anni fa, ha chiesto allo Stato italiano di intervenire in tempo reale su una crisi dell'auto drammatica non per la "FIAT", ma per il Paese, questo Governo ha detto che era finito il tempo di fare l'imprenditore con i soldi di tutti e bisognava fare l'imprenditore con i soldi della propria famiglia; la famiglia e gli azionisti "FIAT" sono andati con i progetti industriali presso le banche e le banche che erano esposte con quell'azienda, hanno investito in quel progetto, non lo Stato né la Regione Piemonte! Non mi risulta che la Regione Piemonte abbia finanziato "FIAT", perché c'era la crisi industriale, e sono state chiuse centinaia di imprese del comparto terziario della "FIAT" in Piemonte, ma la Regione Piemonte non si è mica immaginata di andare a comprare tutti gli stabilimenti e le attività industriali di tutto il settore manifatturiero del terziario che stava dietro al comparto "FIAT" in crisi! E questo perché è una politica che fallisce, non è sufficiente!

Ve lo diciamo senza essere "Cassandre", ma credo che l'Assessore La Torre queste cose le capisca: se oggi compriamo gli immobili per 5 milioni di euro e con questo l'azienda può evitare il fallimento e poi con un affitto alla Regione continuare la sua attività in un processo, non è detto che si salvi, perché le cause sono nel "management"! Ci sono aziende identiche a quella, che in questi anni hanno diversificato le produzioni, hanno cambiato settori, hanno aggiunto settori diversi da quello esclusivamente automobilistico e si sono messe in condizioni con la strategia della diversificazione manageriale di non essere succubi di un solo settore, peraltro in crisi, sperando che Montezemolo la salvasse!

Credo che sia sbagliato culturalmente, lo abbiamo già dimostrato, lo avete dimostrato con il casinò: quando 2 anni fa ci avete raccontato che i grandi "managers" ci avrebbero risolto i problemi, vi abbiamo detto che non era la soluzione, perché non erano in discussione le qualità professionali dei singoli, ma le ingerenze dell'azionista politico e non ci sarà casinò che può stare in piedi in Valle d'Aosta finché ci sarà l'azionista politico, e oggi siamo qui ad ufficializzare un nuovo "CdA" con delle nuove professionalità che sono indiscutibili e, se vogliamo, anche meglio di quelle di prima, anche ce le avevate decantate, ricordo le parole su Puddu e su tutti gli altri... quanto erano bravi... e poi sono spariti! Non è l'Amministrazione regionale che può salvare l'economia di questa Regione. Chi lo può fare? Lo possono fare gli imprenditori, se sostenuti negli investimenti, se hanno un rapporto con l'amministrazione pubblica meno burocratica, se non pagano il 50% di tasse, se non devono pagare delle "ICI" spaventose ai Comuni, se possono entrare nell'area "Cogne" che abbiamo ristrutturato con 200 miliardi e che sono ancora capannoni vuoti!

È sbagliata la vostra linea politica, oltre naturalmente a portare avanti la riflessione che il Consigliere Frassy ha fatto, cioè se è giusto e corretto che un Assessore rimanga in carica, nel momento in cui salva un'azienda... visto che già le salvano un'azienda, dovrebbe essere almeno contenta e andare a casa, andare magari a lavorare e ad occuparsi della sua azienda, visto che tanto fallirà comunque!

Presidente - La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (FA) - Sarò brevissimo, giusto per sottolineare che, nel caso specifico, il dibattito sta assumendo dei toni che non condivido, di una sorta di "cannibalismo politico" che tende a distruggere tutto e tutti, perché credo che in questo caso la cosa più importante sia tenere conto anche del travaglio, delle difficoltà che alcuni imprenditori, come nel caso specifico un imprenditore che ha rischiato con i propri capitali in un settore che era in crisi, oggi travolto dal settore stesso, naviga in acque tempestose.

Peggio ancora è che, a fronte di questo dibattito, ci sono 130 famiglie che rischiano di rimanere prigioniere di questo dibattito che rischia di diventare fuorviante e strumentale: questo è il fatto specifico! Ecco perché, oggi, a me interessano due cose. La prima è che si dia l'opportunità ad un'impresa valdostana - non un'impresa che è venuta da fuori e che ha usufruito di capitali nostri e poi se n'è andata o cerca di andarsene - di rilanciare un prodotto, che pare sul mercato abbia delle grandi opportunità - perlomeno mi pare di aver sentito una cosa del genere in questi giorni - e che 130 famiglie possano vivere nella speranza di avere un futuro lavorativo. Il secondo aspetto è invece che questo intervento non sia l'ultimo, ma che si mantenga questo criterio anche per altre imprese in crisi: questo è fondamentale. Se questo è il criterio, credo che bisogna proseguire su questa strada fino a quando avremo le possibilità, perché coinvolgere tutto sempre solo per distruggere credo che non ci porti da alcuna parte!

Diamoci solo delle regole: se le regole verranno rispettate, credo che potremo di volta in volta risolvere molti problemi.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - La debolezza del sistema industriale valdostano esiste, la conosciamo, è stata dibattuta in questo Consiglio e certo la grave crisi economica italiana, che lambisce anche la Valle d'Aosta e che cerchiamo di contrastare sul nostro territorio, ha ben altre paternità, Consigliere Lattanzi! Voi, 5 anni fa, avevate promesso la ripartenza, gli altri Paesi europei sono ripartiti, l'Italia non è ripartita!

È triste, probabilmente non vediamo lo stesso film, collega Lattanzi, probabilmente ci sediamo a fianco a guardare la stessa pellicola: lei vede una pellicola dei films "Luce", noi vediamo una pellicola realistica e se non ci fosse stata la clack assieme a Berlusconi in occasione dell'incontro in Veneto, forse le cose sarebbero emerse con molta nettezza...

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

... Ogni passaggio amministrativo sarà preciso e coerente senza sbavature, avendo consapevolezza che questa non è la prima e non sarà neppure l'ultima volta che ci troveremo non di fronte a problemi legati ai massimi sistemi, ma ad una situazione specifica! E vorrei sapere quando mai non siamo intervenuti, in questi anni, a fronte di situazioni di crisi! Vorrei andare a rivederle le "Cassandre" che spiegavano che era un grave errore quello di acquistare l'area "Cogne" e di affittarla a degli industriali siderurgici privati. Oggi abbiamo uno stabilimento che ha 1.000 dipendenti più 300 dipendenti dell'indotto. Allora, in quel caso, comprare lo stabilimento era giusto o era sbagliato? Si è dimostrato giusto e devo dire che sono molti i gruppi industriali che sono in Valle d'Aosta in situazioni di affitto, situazioni che fra l'altro sono state in questo periodo pienamente regolarizzate, abbiamo molte aziende che vanno bene: la "GPS Standard", la "Thermoplay", che chiedono di acquistare gli stabilimenti di proprietà dell'Amministrazione regionale...

(nuova interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

... Questa è demagogia. Devo dire che per mia fortuna, seguendo personalmente le questioni, è chiaro che vogliamo vendere ad un prezzo rispettabile ed equo, e "l'expertise" che abbiamo fatto porterà sicuramente a questo.

Il Consigliere Lattanzi dice: "vi impegnate in procedure e cose di questo genere", ma sulla "vicenda Tecdis", che lei cita come esemplare, il Ministro Scajola è tenuto ad intervenire, perché gli si sono posti, con procedure di amministrazione controllata, dei quesiti a cui lei deve rispondere ufficialmente! Il ministero delle attività produttive, che in questo momento fra 1.000 ritardi si sta occupando della "vicenda Tecdis", lo sta facendo rispondendo a delle richieste che sono state avanzate nel termine della legislazione, come noi adesso stiamo rispondendo a chi, come il gruppo...

(nuova interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

... ma cosa c'entra il commissario? Per sfortuna c'è un commissario, dovendo tornare indietro, perché certo che il commissario è un'ottima persona, poi il ministero non risponde, per cui la perdita di mesi e mesi è tutta vostra, non è certo in capo alla Regione Valle d'Aosta, che in questo caso ha ricevuto...

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

... voi avete governato per 5 anni e vi apprestate a tornare a casa, che è un discorso completamente diverso, avete governato alcuni anni e siete già tornati a casa e vi apprestate a tornare a casa....

(nuova interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

... devo dire che per quel che mi riguarda, almeno sarò ricordato! Forse il gruppo "Mediolanum" ti ricorderà... c'entra, c'entra, partito-azienda...

Per quel che ci riguarda, ci siamo espressi con la deliberazione di Giunta presentata dai colleghi La Torre e Marguerettaz. Questa deliberazione reagisce a una situazione precisa, che è una situazione di crisi di un'industria che ha posto a noi, nell'ambito di una lunga questione che è stata seguita anche dagli Assessori precedenti... che deriva da cosa? Deriva da una crisi economica di un'azienda che non è stata causata da colpe o responsabilità ascrivibili all'Amministrazione regionale, ma essendoci, qui, un sistema di democrazia di prossimità, forse diversamente da altre Regioni, qui giustamente quando un'azienda è in crisi, ci si rivolge - come è lecito che sia in un sistema democratico come è il nostro - all'Amministrazione regionale chiedendo di ottenere delle risposte.

Pertanto questa "ipotesi di salvataggio", specie a fronte di problemi di liquidità, dovrebbe consentire di uscire da una crisi industriale, ma noi fin da oggi diciamo che quella crisi deve essere sanabile, cioè non ci dobbiamo trovare di fronte a una situazione irreversibile. È per questo che abbiamo chiesto a "Finaosta" di valutare il piano industriale, perché sia chiaro che la gestione dell'azienda non diventerà una gestione pubblica dell'Amministrazione regionale, che invia un commissario straordinario a gestirla, ma tutto resterà in capo agli azionisti e noi non potremo surrogare i compiti che oggi sono del "management". Allora è per questo che noi, prima di trovare una qualunque formula di finanziamento rispetto alla situazione attuale, dobbiamo valutare il piano industriale attraverso "Finaosta" e dobbiamo anche capire se l'accordo stragiudiziale applicativo dell'articolo 182 bis del nuovo concordato fallimentare possa essere efficace: ciò consentirà di avere sicurezza nelle nostre decisioni e certezze anche per chi dovrà apporre il visto di legittimità sulle decisioni prossime che dovremo assumere, che noi, al momento, non abbiamo assunto. Allora sarò un ingenuo, non verrò ricordato dalla storia, per mia sfortuna, ma mi illudevo del fatto che, a fronte di un fatto oggettivo: 130 persone con relative famiglie, ci fosse un atteggiamento sereno! Invece con stupore abbiamo sentito un intervento o degli interventi che grondano di demagogia, altro che solidarietà nei confronti dei lavoratori!

Mi scusi, collega Squarzino, ma se i sindacati sono anti-governativi tutto va bene, se i sindacati dicono che l'operato della Giunta è stato giusto, è un disastro! Mi domando qual è il tipo di oggettività ci possa essere di fronte ad atteggiamenti di questo genere. Non è che i sindacalisti erano dei "flippers" in cui abbiamo infilato delle monetine per far...

(interruzione del Consigliere Bortot, fuori microfono)

... quasi? Il Consigliere Bortot dubita che i sindacalisti della "CGIL" e del "SAVT" siano come delle "slot machines"! Va bene, gli manderemo un telegramma dicendo che sono come delle "slot machines", quindi sindacato collaborazionista...

(nuova interruzione del Consigliere Bortot, fuori microfono)

... bene, bene, peccato che non può intervenire! Il fatto che la collega Charles abbia una piccolissima partecipazione...

Frassy (fuori microfono) - ... ma si vergogni!

Caveri (UV) - ... siete veramente 2 avvoltoi degli agnelli, tanto per restare in ambiente montano, e nessuna carica sociale la obbliga a non partecipare alle discussioni in Giunta e non partecipa neanche oggi, alla discussione, in quest'aula, ma non c'è stato e non ci sarà alcun favoritismo! Vorrei che mi si dicesse qual è il "padrinaggio" che abbiamo dimostrato nei suoi confronti! Siamo qui a dimostrare equità nei confronti dei lavoratori, perché non ci può essere alcuna situazione...

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

... io intanto chiedo che il tempo perduto mi sia fatto recuperare: lei è un demagogo e... sa perché lei è un demagogo? Lei è un demagogo, perché se noi accettassimo la sua risoluzione e accettassimo di ritirare la deliberazione, la "Tecnomec" andrebbe in fallimento...

Frassy (fuori microfono) - ... ed è colpa nostra?

Lattanzi (fuori microfono) - ... è colpa tua!

Caveri (UV) - ... ma certo che è colpa sua, in questo momento! Perché in questo momento siamo tenuti...

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

... lei resta veramente uno "squadrista", anche con le parole, non c'è niente da fare!

Vorrei concludere dicendo che riteniamo che la deliberazione che abbiamo presentato e la risoluzione che la maggioranza ha qui presentato, riassume in maniera chiara tutta la vicenda. Non esistono favoritismi, esiste la necessità di reagire ad una crisi industriale; non abbiamo assunto alcuna decisione definitiva che non sia determinata e chiara nell'ambito delle procedure che deriveranno dalla valutazione di "Finaosta". Il resto è demagogia ed è un tentativo... a fronte di una situazione di difficoltà della bassa Valle e di persone e di lavoratori e di famiglie... è un modo veramente ignobile di interpretare la politica!

Lattanzi (fuori microfono) - ... e tutti gli altri che sono difficoltà?

Caveri (UV) - Ma la smetta!

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione presentata dal gruppo "La Casa delle Libertà":

Consiglieri presenti: 28

Votanti: 25

Favorevoli: 3

Contrari: 22

Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione presentata dalla maggioranza a firma dei Consiglieri Cesal, Salzone e Lanièce:

Consiglieri presenti: 28

Votanti: 25

Favorevoli: 22

Contrari: 3

Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Con questo atto dichiaro conclusi i lavori della seduta odierna del Consiglio regionale.

La seduta è tolta.

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L'adunanza termina alle ore 19,05.