Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1838 del 22 marzo 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1838/XII - Disposizioni per l'erogazione di provvidenze per l'assistenza domiciliare privata. (Interrogazione)

Interrogazione

Vista la DG n. 4131 del 2 dicembre 2005, con la quale vengono fissati i criteri e i parametri per il calcolo dei contributi dati per l'assistenza domiciliare privata in alternativa all'istituzionalizzazione, e viene introdotto il calcolo di tali contributi sulla base dell'ISEE/IRSEE;

Vista la DG n. 457 del 17 febbraio 2006 con la quale si attiva un gruppo per valutare gli esiti della sperimentazione dell'uso dell'IRSEE, come base per definire l'entità dei contributi richiesti all'utente e/o ai familiari e l'entità dei contributi regionali;

Vista la DG n. 566 del 24 febbraio 2006 che porta da 6.000 a 10.000 euro la franchigia riconosciuta al nucleo dell'utente;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore alla sanità per sapere:

1) se la decisione di introdurre l'IRSEE in via sperimentale era stata preceduta da un'analisi comparata dei diversi casi e quali erano state le motivazioni per cui si era scelto di fissare in 6.000 euro la quota della franchigia;

2) come mai dopo poco più di un mese si è deciso di cambiare l'entità della franchigia, prima che fosse attivato un gruppo apposito di studi per valutare l'impatto dell'IRSEE;

3) se si è calcolato il costo che questi nuovi parametri comportano per l'amministrazione regionale;

4) quali sono gli obiettivi che si propone di raggiungere il gruppo di cui alla DG n. 457 e quando ci saranno i primi risultati.

F.to: Squarzino Secondina - Venturella - Bortot

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Sarebbe più giusto chiamarla, per la legge n. 22, legge alternativa all'istituzionalizzazione, cioè la legge che prevede la badante e l'assistenza a domicilio. Prima di addentrarsi nello specifico, bisogna forse dire cosa sono l'"ISEE" e l'"IRSEE", altrimenti si discute in astratto. L'"ISEE" è un indicatore della situazione economica che è stato introdotto dopo diversi studi, nella nostra Regione e siamo una delle poche Regioni che applica l'"IRSEE" sulla maggior parte dei provvedimenti di sostegno. Un grande passo avanti. La motivazione di base perché l'"ISEE" e perché l'"IRSEE"... è perché il nostro sostegno ai casi difficili, al sostegno del reddito, sia più equo, allora tutti quei provvedimenti che prima venivano concessi solo in base al reddito del singolo, adesso vengono concessi in seguito alla presentazione dell'"IRSEE", che comprende l'"ISEE", sistema nazionale.

È un sistema che prevede tre grossi punti di riferimento: "il reddito del singolo", "la situazione familiare", che prima non veniva tenuta assolutamente in considerazione, è prevista una scala di equivalenza che varia a seconda della composizione e del numero dei componenti del nucleo famigliare, della presenza di disabili, che per la prima volta valuta, nell'erogazione degli aiuti, la situazione di una famiglia avvantaggiando le famiglie numerose; "il patrimonio", e questo è un fattore nuovo che prima non veniva considerato e che, non si sa quanto possa incidere in tale indicatore. Il patrimonio viene considerato al 20%, questo è un elemento difficilmente valutabile non essendoci, come vi dicevo una grande letteratura al riguardo, in quanto l'"IRSEE" è applicato in due sole Regioni italiane.

Secondo il nostro punto... il percorso dell'"IRSEE" in Valle d'Aosta, cioè l'"ISEE" a cui abbiamo aggiunto una "erre" - il fattore regionale - è stato un percorso estremamente condiviso, ne abbiamo cominciato a discutere nel 2003; nel 2004, in seguito all'accordo con tutti i sindacati di introdurlo in via provvisoria, è partita questa sperimentazione prima con i malati nefropatici, poi con i soggiorni marini, eccetera. È stato condiviso a tal punto che nel 2005 in un primo momento di condivisione dei risultati è stato di nuovo approvato in via sperimentale per un anno, cioè il giudizio di tutti è stato positivo, tanto che, siccome la scadenza della sperimentazione è al 1 luglio 2006, con quella deliberazione del 17 febbraio - che però è stata confusa - istituiamo un gruppo di lavoro per verificare al 1 luglio non solo la decisione positiva dell'indicatore, ma gli eventuali correttivi e gli eventuali giudizi e modifiche da apportare. Nello specifico, la legge n. 22 è stata tarata sul parametro di questo nuovo indicatore dal 1° gennaio 2006, da quando cioè viene erogata in seguito alla presentazione di tale strumento di valutazione. Dico che negli ultimi 6 mesi del 2005 la spesa per la legge n. 22 è gravitata solo nel Comune di Aosta di 400mila euro.

I primi dati nei primi mesi del 2006 dell'indicatore applicato sulla legge n. 22 hanno reso evidenti dei casi di impropria attribuzione di sussidi, cioè abbiamo dei casi che percepivano un sostegno mensile a fronte di un "IRSEE" molto elevato. Quando è entrato il patrimonio - e lì abbiamo dei patrimoni di miliardi che prima non venivano considerati e situazioni familiari che non venivano considerate - c'è stato tutto un cambiamento e una ridistribuzione di queste convenzioni e casi eclatanti che prendevano un contributo si trovano con questa nuova applicazione dell'indicatore a non percepire più nulla. È chiaro che l'"IRSEE" soffre di un difetto, ecco perché tante Regioni non lo hanno ancora applicato: qual è l'incidenza di questi nuovi indicatori del patrimonio e della situazione familiare sulla provvigione che diamo? Come possiamo senza dati verificare quanto incidono su quello che uno prende dei fattori che prima non venivano applicati e che non conoscevamo? Perché noi non conoscevamo fino al momento della presentazione dell'"IRSEE" il patrimonio del soggetto e il suo nucleo familiare. È qui la confusione, perché si è messo in relazione il gruppo del 17 febbraio con la deliberazione del 26 febbraio, che modificava alcuni parametri della legge n. 22. Il gruppo di studio che ha studiato la legge n. 22 - questo è sfuggito, le deliberazioni bisogna leggerle tutte, non bisogna leggere solo il titolo, è una deliberazione che ha il numero 2433 in data 29 luglio 2005 - veniva istituito nel luglio 2005 e prevedeva un dirigente del Servizio famiglie e politiche giovanili, Dirigente del servizio disabili, rappresentante del CPEL, rappresentante del Comune di Aosta... questo gruppo ha lavorato nell'autunno del 2005 fino a giungere alla determinazione di quella deliberazione, che poi è passata nel dicembre 2005.

Dai primi mesi di erogazione - e quindi non c'entra con la deliberazione del 17 febbraio, che invece istituisce sì un gruppo di lavoro, ma per arrivare al 31 luglio 2006 con delle nuove determinazioni in base ai dati che finalmente abbiamo - di questi contributi in seguito alla presentazione dell'indicatore sono venuti fuori quei dati che non potevamo avere prima, che nessuna proiezione poteva conoscere, perché sono dati che erano in possesso dell'utente. Nella presentazione di questi dati, come dicevo, sono emersi dei casi eclatanti di utenti che avevano dei grossi patrimoni e che utilizzavano delle sovvenzioni. Dall'altra parte è venuta fuori una carenza di gradualità, si passava per una franchigia come era previsto di 6.000 euro... da dei contributi che venivano erogati prima in modo importante a contributi nulli o addirittura molto bassi. È questo che ha fatto sì che questo gruppo di lavoro, che era stato istituito nel luglio 2005, di fronte a dei dati - e, come dicevo, la cultura del dato nell'ambito dell'"IRSEE" è determinante - ha verificato giustamente di spostare la franchigia da 6.000 a 10.000. Questo ha dato la possibilità di passare a una gradualità e a un'equità maggiore che è quello che vogliamo raggiungere. Si risparmierà? Certo, probabilmente si risparmierà, perché si toglieranno quei casi che impropriamente percepivano dei contributi e si potrà dare di più invece a chi ne ha più bisogno.

Sul fatto dell'"IRSEE"... qui penso che anche l'opposizione possa avere un ruolo positivo, l'ho detto al gruppo che è stato istituito il 17 febbraio 2006, nel senso che chi ha delle soluzioni le metta; chi ha da proporre quanto il patrimonio influisca, chi ha soluzioni le presenti, metta il suo lavoro e, se questo sarà di utilizzo per una provvigione più equa, verrà sicuramente accettato.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Grazie all'Assessore per le informazioni. Credo sia importante che su questo tema riflettiamo e ci torniamo ancora. Lei sa benissimo, Assessore, che sia in Consiglio, sia in Commissione più volte chiesi agli uffici, prima di introdurre l'"IRSEE", di fare delle tabelle comparative. È vero cioè che gli uffici non avevano alcuni dati; ma questi dati, come quelli relativi al patrimonio e alla composizione della famiglia, potevano essere richiesti facilmente; potevano essere richiesti anche semplicemente a campione per fare delle comparazioni. Qui quello che abbiamo sottolineato sempre è che siamo partiti con una fase sperimentale, senza sapere esattamente quali difficoltà avrebbero incontrato le famiglie. Innanzitutto c'è da dire che a livello nazionale è stato introdotto l'"ISEE", a livello regionale l'"IRSEE", in cui è stato introdotto un elemento nuovo che non c'è a livello nazionale, nel senso che solo in Valle d'Aosta si calcolano nel reddito anche le rendite "INAIL", le pensioni sociali, cosa che a livello nazionale non viene fatta. Sarebbe interessante capire perché agli utenti valdostani vengono calcolate come reddito delle entrate che a livello nazionale non vengono considerate come reddito. È chiaro che questo incide nelle fasce più povere della popolazione: quelli che hanno le rendite "INAIL", quelli che hanno le pensioni sociali, non hanno i grossi patrimoni. In secondo luogo siamo consapevoli anche noi del fatto che introdurre dei cambiamenti è sempre creare delle difficoltà, perché il problema è complesso, ma qui si è proceduto con grossa approssimazione, perché in base a quale criterio è stata definita la soglia di franchigia di 6.000 euro, quale valutazione è stata fatta per definire questa soglia se nel giro di poco tempo la si raddoppia quasi, passando a 10.000 euro? Questo vuol dire che c'erano delle grosse difficoltà da parte degli utenti ad essere sottoposti a tale griglia; ciò significa che, nel momento in cui si definisce una franchigia o si definiscono i criteri, questi criteri vanno verificati preventivamente con una serie di analisi dei casi...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... i dati si chiedono quando sono necessari. C'è un elemento che credo vada tenuto presente e su cui penso vi sia l'accordo di tutti, cioè bisogna cercare di facilitare al massimo il mantenimento della persona anziana, della persona non autosufficiente in casa: questo è l'obiettivo prioritario! Ora questo obiettivo prioritario va perseguito offrendo alla famiglia le condizioni per poterlo fare. Lei dice che è questo... questo che teoricamente viene perseguito con un insieme di iniziative...

(nuova interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... allora, gliele faccio subito le proposte, poi per fare le proposte anch'io dovrei avere tutta questa serie di dati, perché non posso fare le proposte così se non ho i dati sottomano e non solo alcuni... ma tanti dati, non uno o due soltanto!

Vi sono alcune cose che possono essere fatte subito: primo, togliere dal calcolo del reddito dell'utente le pensioni "INAIL" e le pensioni sociali; secondo, applicare quello che il decreto legislativo n. 130/2000 già indica, cioè che al fine di favorire la permanenza dell'assistito presso il nucleo familiare di appartenenza va evidenziata la situazione economica del solo assistito se si tratta di soggetti ultrasessantacinquenni... quindi il ricorso della famiglia non sarebbe più richiesto in base a tale decreto legislativo. Queste sono le prime due proposte che le facciamo, Assessore.