Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1826 del 8 marzo 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1826/XII - Consulta regionale per la condizione femminile - Approvazione del programma di attività per l'anno 2006.

Il Consiglio

Premesso che la Consulta regionale per la condizione femminile ha presentato il programma di attività per l'anno 2006, corredato della previsione della spesa, chiedendone l'approvazione da parte del Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale 23 giugno 1983, n. 65;

Visto il bilancio di previsione del Consiglio regionale per l'anno 2006;

Viste le deliberazioni dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio n. 185/03 del 25 luglio 2003, concernente la nuova struttura organizzativa del Consiglio regionale e le relative funzioni e n. 235/05 del 23 dicembre 2005, concernente l'attribuzione, per l'anno 2006, alle strutture dirigenziali di quote di bilancio per il perseguimento dei correlati obiettivi gestionali;

Richiamata la legge regionale 23 giugno 1983, n. 65 e successive modificazioni;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Direttore della Direzione Affari generali della Presidenza del Consiglio, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;

Visto il parere della I Commissione consiliare permanente.

Delibera

1) di approvare l'allegato programma di attività predisposto dalla Consulta regionale per la condizione femminile per l'anno 2006, con la previsione della spesa di € 77.468,00 (settantasettemilaquattrocentosessantotto/00), che fa parte integrante della presente deliberazione;

2) di stabilire che all'impegno della spesa fino all'ammontare di € 77.468,00 (settantasettemilaquattrocentosessantotto/00), il cui stanziamento è previsto sul capitolo 185 "Finanziamento del programma annuale di attività della Consulta regionale per la condizione femminile" del bilancio di previsione del Consiglio regionale per l'anno 2006 che presenta la necessaria disponibilità, si provveda con successivi provvedimenti dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio o del dirigente, secondo le rispettive competenze, ai sensi della deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio n. 235/2005 in data 23 dicembre 2005, recante "Approvazione del bilancio di gestione per l'anno 2006 con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio per il perseguimento dei correlati obiettivi gestionali".

Allegato

(omissis)

Presidente - Colleghi, la Consulta femminile ha presentato il programma di attività per l'anno 2006. Come avete potuto notare dal documento che vi è sottoposto all'approvazione, nell'anno in corso la Consulta intende procedere ad analizzare dei dati relativi alla popolazione femminile valdostana nel contesto familiare, con particolare riguardo ai diversi modelli di famiglia e ai rapporti con i figli, in modo particolare alle problematiche interculturali. Le attività saranno coordinate dall'esecutivo con l'intervento delle coordinatrici delle diverse commissioni, questo con l'obiettivo di delineare una strategia complessiva di approccio al tema in relazione alla funzione di indirizzo che la Consulta assume nel panorama istituzionale.

Il programma che vi è sottoposto prevede di proseguire le collaborazioni con vari soggetti operanti nel mondo del lavoro, dell'imprenditoria, delle istituzioni con delle prospettive di contatto, in particolare con i comitati di pari opportunità che sono presenti sul territorio, le USL, le Poste italiane, la Regione. Per quello che riguarda l'informazione nel corso del 2006 la Consulta intende continuare la pubblicazione dei periodici "Informadonna", "Informadonna News", "Europa Donna", "Donna Eletta", che sono stati rinnovati nel 2005. Tra le iniziative a carattere culturale si evidenziano le proposte riguardanti il tema "Pechino + 10 in Valle d'Aosta", la seconda fase del progetto "Donne in opera", che nel 2006 sarà dedicato all'arte teatrale musicale e il "Progetto Intercultura" in collaborazione con l'Università della Valle d'Aosta. Proseguiranno poi le attività della "Consulta delle elette" nell'ambito delle iniziative di formazione-informazione, destinate ad amministratici ed amministratori del "Centro donna contro la violenza" per l'accoglienza telefonica, la consulenza legale gratuita, le donne in difficoltà e del "Centrodonne insieme" per quanto riguarda il coinvolgimento delle donne straniere presenti nel nostro territorio. La previsione di spesa, secondo quanto previsto dalla legge, per la realizzazione del programma ammonta a € 77.468,00.

Dichiaro aperta la discussione generale. La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Qualche parola la diciamo sul programma di attività per il 2006, la diciamo in aula ribadendo il voto contrario che è stato già espresso in Commissione dal nostro gruppo, ed è un voto contrario che non è una novità, perché neppure questo tipo di attività è una novità. Sembra un gioco di parole, ma è un insieme di valutazioni che nel tempo abbiamo più volte cercato di sottolineare e di ribadire rispetto a quello che alla fine è il risultato che la Consulta produce e a quelle che sono le risorse che vengono impegnate e le aspettative, dall'altra, che vengono a crearsi. Questa mattina i lavori del Consiglio sono iniziati con un gesto simbolico da parte del Presidente del Consiglio, che nel ricordare la ricorrenza dell'8 marzo, ha voluto con un gesto di galanteria e di cavalleria omaggiare dal punto di vista floreale le presenze femminili dell'aula. Penso che una riflessione debba essere fatta e noi la facciamo in serenità, anche se è una riflessione che potrà urtare alcune sensibilità.

Pensiamo che il ruolo della donna nel 3° millennio debba essere un ruolo da giocare a tutto campo e fuori da quella che è "la riserva indiana", perché ogni volta che si creano delle "riserve indiane" si sottolineano delle situazioni di inferiorità, delle situazioni che sono bisognose di protezione. Se questo ragionamento, Presidente Perron, fosse vero, mi vergognerei come Consigliere regionale, ma penso che dovrebbe vergognarsi "in primis" lei, come Presidente del Consiglio, da cui dipende la costituzione della Consulta, per le risorse che destiniamo a questa Consulta. Perché destinare a questa Consulta, collega Squarzino, 77mila euro, delle due l'una: o vogliamo far qualcosa di serio, e allora lo stanziamento possiamo definirlo "risibile", poco serio, non rispettoso di certi problemi e di certi progetti, oppure vogliamo - usando un'espressione efficace, anche se un po' forte - "lavarci la coscienza"; di conseguenza facciamo uno stanziamento che ci consente di dire che noi, il problema, politicamente lo abbiamo affrontato e poi ci disinteressiamo dell'effettiva risultanza di questo organismo. Penso che pur nella differenza delle posizioni che si potranno articolare sul prosieguo del mio ragionamento, sfido chiunque a contestare questa impostazione iniziale.

Se la condizione femminile in Valle d'Aosta è portatrice di problematiche di un certo tipo, sociali, economiche, di tutela di tutta una serie di diritti in quanto elemento debole della società valdostana, 77mila euro in 12 mesi sono sicuramente il nulla! Allora noi proseguiamo in questo ragionamento e andiamo a vedere la sintesi di pagina 8, che poi è una sintesi che potrebbe essere anche soddisfacente, ma che la dice lunga su "cosa fa" o - meglio - su "cosa non fa" la Consulta femminile, perché quando su un bilancio di 77mila euro vediamo che il capitolo attività sociali è finanziato per 6mila euro, colleghi e colleghe, spiegatemi voi con 500 euro al mese - perché questa è la ripartizione nel corso dell'anno - che tipo di attività sociale, seria, credibile si può pensare di fare... dei 77mila euro, 30mila euro sono spesi in carta, giornali e giornali!

Se vogliamo promuovere il ruolo della donna, che stenta a sfondare nella politica in generale, nella politica nazionale c'è stato un ampio dibattito sulle "quote rosa" e sui modi per tutelare o meno le donne, e qui apro una parentesi: normalmente si tutelano le minoranze, è curioso che il concetto delle "quote rosa" voglia creare un meccanismo di tutela di quella che vogliamo definire "categoria"? Definiamola "categoria", non è minoranza, perché dal punto di vista statistico è noto che le donne rispetto agli uomini sono maggioranza!

Chiudo la parentesi per riprendere il filo di questo ragionamento. Abbiamo la convinzione che con la Consulta qualcuno, utilizzando - lo dico nel termine forse deteriore del concetto che il verbo utilizzare può esprimere - il concetto della tutela femminile, va a relegare in una "riserva indiana politica" le donne che sulla politica, mi riferisco alla politica regionale, non riescono ad affacciarsi, né a sfondare; di conseguenza con la Consulta regionale abbiamo creato un mini-Consiglio regionale di serie "B", che è delegato alle donne valdostane. Questo è il senso di un'impostazione così come viene sviluppata nel programma di attività vincolato ai fondi che vengono qui assegnati. Riteniamo che se ci sono delle problematiche serie che investono le donne, così come investono i giovani e gli anziani, devono essere problematiche di cui si fa carico il Consiglio nella sua interezza, perché non ha senso andare ad ipotizzare che i problemi delle donne possano e debbano essere affrontati in un limite di spesa di 77mila euro... ma stiamo scherzando?

Paradossalmente il problema degli anziani - qui ne è buon testimone l'Assessore Fosson - sono gestiti con risorse enormemente superiori ai 77mila euro che mettiamo a disposizione per la condizione femminile. Allora se ci sono delle politiche di attenzione, le politiche di attenzione non vanno gestite attraverso la ghettizzazione di situazioni che vengono messe in quello che ho definito il concetto della "riserva indiana". La riserva indiana è la Consulta femminile, i fondi della riserva indiana sono il bilancio della Consulta femminile.

Ecco perché noi voteremo conto a questo documento: perché riteniamo che questa logica sia offensiva della condizione femminile, sia una logica che non tiene a sufficiente considerazione le vere problematiche che esistono anche nel mondo femminile, perché non ci sono solo le problematiche del mondo femminile, ma ci sono tutte le problematiche del mondo giovanile, dalle tossicodipendenze all'abbandono scolastico, a tutti quei problemi che noi conosciamo e sui quali, in alcuni casi, riusciamo a mettere in piedi dei progetti e in molti casi, invece, ci sfuggono di mano. Lo stesso discorso vale per gli anziani. Allora ribadisco il voto contrario, che già avevamo espresso in Commissione.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Non pensavo di intervenire perché davo per scontato che fra l'altro oggi, 8 marzo, mi sembrava che approvare il programma della Consulta regionale per la condizione femminile fosse in linea con la concomitanza con la Festa della Donna, quindi fosse "tout court" approvato senza troppe osservazioni. Non mi sottraggo alle riflessioni che ha fatto il collega Frassy, fra l'altro già altre volte c'è stato questo scambio di impressioni diverse, ed è anche giusto che sia così. Credo di non dover difendere niente. La Consulta è stata istituita con una legge regionale, non con una legge di Dina Squarzino o delle donne, quindi è il Consiglio che ha fatto questa scelta e questa scelta va portata avanti.

Le risorse sono poche: credo che il genio femminile serva anche a questo, e spiego questa affermazione. Le attività sociali, per cui ci sono pochissime risorse, sono in realtà portate avanti dal lavoro gratuito delle donne, che mettono a disposizione il loro tempo, la loro competenza; competenza che poi si fanno attraverso le attività culturali e di formazione. Il "Centro donne contro la violenza" è una delle tante risposte che sul territorio vengono date alle donne che sono in difficoltà, e questo centro è gestito da donne, che gratuitamente partecipano a corsi di formazione proprio per imparare a gestire queste problematiche. Fra l'altro, quando dico "il genio femminile" è perché quando emerge un problema, non è che con l'ottica della "riserva indiana" dicono: "questo problema è nostro, ce lo gestiamo noi"; quando è emerso attraverso il "Centro donne contro la violenza", il problema delle donne che buttate fuori di casa con un bambino non sapevano dove andare, questo problema è stato posto all'Assessorato alla sanità che, di fatto, ha cercato di rispondere con un progetto. Quello che era un bisogno importante è stato quindi gestito dalle istituzioni; la Consulta ha fatto da catalizzatore di esigenze e, una volta verificate, le ha sottoposte alle istituzioni che hanno portato avanti giustamente queste attività per rispondere alle esigenze emerse.

Prendiamo il lavoro: anche lì, le donne hanno pagato sulla propria pelle la difficoltà di essere imprenditrici, la difficoltà di trovare lavoro per alcune fasce disagiate. Non hanno detto: "adesso facciamo noi chissà cosa", non hanno gestito con l'ottica della "riserva indiana" questi problemi, ma li hanno portati all'Agenzia del lavoro o all'Assessorato alle attività produttive, là dove si progettano corsi di formazione e di sostegno alle fasce in difficoltà o ai disoccupati o là dove si individuano attività di riqualificazione delle persone che cercano di accedere al mondo del lavoro. Allora non rientrano più nel budget della Consulta i corsi per donne in difficoltà o la gestione di una casa per donne maltrattate che si trovano per strada.

Faccio un altro esempio, l'ultimo, richiamato stamani dal Presidente Caveri: nel momento in cui c'è l'esigenza della "Consulta delle elette", cioè delle donne che sono in politica, nelle amministrazioni comunali, che dovendo far fronte a una serie di problemi di cui hanno difficoltà ad impadronirsi, segnalano la loro esigenza di formazione, le donne - lo ripeto - non fanno la "riserva indiana", non dicono: "noi, come "Consulta delle elette", organizziamo il corso per conto nostro"! Anche qui, hanno cercato alleanze con tutti gli altri amministratori, con il "CELVA", hanno cercato dalla parte istituzionale, la Presidenza del Consiglio e la Presidenza della Regione, le risorse attraverso i fondi europei per la formazione, e non solo per la riserva indiana delle donne, ma per uomini e donne insieme! Questa è l'ottica con cui le donne che sono nella "Consulta delle elette" stanno cercando di lavorare; può non piacere questo modo, si troveranno altri modi migliori, ma questo è il modo con cui si sta andando avanti oggi.

Non affrontiamo in questa sede il discorso delle "quote rosa", che è un discorso di tipo diverso. Qui per le "quote rosa" sposo in pieno le posizioni della Ministra Prestigiacomo di "Forza Italia", mi stupisce che il collega Frassy non si riconosca in queste posizioni, ma è sempre possibile anche per lui cambiare idea.

Président - S'il n'y a pas d'autres collègues qui veulent intervenir, je soumets au vote l'acte:

Conseillers présents et votants: 29

Pour: 27

Contre: 2

Le Conseil approuve.