Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1796 del 22 febbraio 2006 - Resoconto

OBJET N° 1796/XII - Débat sur le programme présenté par le Président de la Région.

Président - Je rappelle que ce matin le Président de la Région a présenté le programme concernant la nouvelle action du Gouvernement régional. Je déclare ouverte la discussion générale.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Credo non sia facile per nessuno oggi intervenire, abbiamo avuto poco tempo per esaminare il documento, poco tempo per fare dei confronti e per studiare quanto ci è stato trasmesso stamani. Proverò a fare una serie di osservazioni, che non prendono in esame tutto il documento - sarebbe impossibile! -, ma si soffermano su alcuni aspetti. Vorrei partire dall'"attacco" del programma: "un nuovo progetto politico". Si annuncia, quindi, la nascita di un nuovo progetto politico, che aspira ad avere un grande respiro, un progetto che si allarga anche alle elezioni politiche del 9 aprile. È un progetto politico che vuole completare tutta la legislatura fino al 2008, ma che intende anche andare oltre il 2008. È come se fosse una nuova svolta di 180° che l'"Union" sta facendo in questo momento, che il Presidente Caveri annuncia. Siamo ancora sempre colpiti dalla connotazione di novità e di rinnovamento che questo concetto vuole esprimere. Si dice infatti a pagina 2: "il progetto... si fonda sulle linee programmatiche qui riassunte, nella rapida determinazione di una stagione di rinnovamento". Ora, ho i miei dubbi che possa venire un serio rinnovamento deciso dopo una rapida determinazione, anzi sembrava addirittura stamani che il Presidente dicesse - con orgoglio quasi - che la crisi era durata pochi giorni, quindi si può parlare di rapida determinazione... ma che tale rapida determinazione inizi una stagione di rinnovamento... lo dubito, soprattutto perché non vedo come e dove si sono create le condizioni per un rinnovamento. Quali sono le differenze fra prima e ora? Forse la condizione di rinnovamento risiede nella rinnovata unità nell'"Union Valdôtaine"? Non credo, perché stamani già sia alcune votazioni, sia alcune voci critiche hanno fatto emergere che questa unità all'interno del movimento non è stata ritrovata appieno. Che la condizione di rinnovamento sia nella sostituzione dei "DS" con "Stella Alpina" e "Fédération"? Che questa sia sintomo di rinnovamento? Come se i "DS" fossero o fossero stati un ostacolo al rinnovamento, quasi una zavorra che non consentisse all'"Union Valdôtaine" di prendere il volo verso lidi più consoni al suo spirito e ai suoi valori. Ripeto: ho difficoltà a vedere in cosa consista questa novità del progetto politico.

Possiamo dire senz'altro che c'è una novità nell'impostazione grafica e nell'accorpamento dei contenuti. I contenuti si sono accorpati attorno ad alcuni principi ispiratori, alcune parole quasi magiche riassunte in un grafico e mi sembra in questo di vedere un po' il nostro "PREFIN", che aveva i suoi grafici, alcune parole magiche, all'interno del quale tutto rientrava e tutto veniva valorizzato, giustificato e prendeva apparente consistenza. È un'impostazione del programma che "rimescola le carte", che rende difficile fare un confronto puntuale con gli altri programmi, non chiarisce chi fa cosa, quali Assessorati fanno cosa; viene demandato al Presidente della Regione un'azione forte di coordinamento, di collegialità dell'azione di governo, il compito di coordinare i "dossier" più articolati, il compito di fare da collante all'integrazione fra i vari programmi settoriali. Credo che questo sia un compito che da quando è nata tale legislatura è sempre stato demandato al Presidente della Regione, come se questi riuscisse da solo a creare una qualità di lavoro che non dipende solo da lui, lo abbiamo visto con il Presidente Perrin e con il precedente "Governo Caveri", e temiamo che anche il prossimo "Governo Caveri" non vedrà la nascita di un nuovo modo collegiale, perché non è così automatico! Anche perché questo nuovo modo di lavorare dovrebbe essere impostato praticamente dalle stesse persone che c'erano prima, quindi non credo che all'improvviso le persone che sedevano in Giunta cambieranno mentalità solo perché cambia il "cappello" del Presidente della Regione, "Caveri bis" e non più "Caveri".

Dicevo, è un programma che enuncia molti temi, autorizzando i titoli che paiono quelli di moltissimi "dossier", ma senza dare indicazioni precise di come si vogliono risolvere i problemi. Un programma dovrebbe dire chi fa cosa e in che direzione, non solo annunciare che si vuole intervenire su una serie di temi, faccio degli esempi. A pagina 11 si dice che si porrà l'interesse delle comunità locali al centro dell'azione regionale, cosa vuol dire? Vuol dire di tutto, di più. Vuol dire che l'azione regionale prende come centro l'interesse delle piccole comunità locali? Vuol dire che ogni singola comunità locale diventa lei da sola perno e centro di interesse dell'azione di governo? A pagina 16 si parla del Casinò e proprio su tale tema, che interessa così tanto i Consiglieri in quest'aula, vediamo che è annunciato un programma di governo chiarissimo, in cui si sa cosa si andrà a fare: "il ruolo del Casinò de la Vallée resta decisivo...", ma penso che non vi fosse bisogno di un programma per scriverlo. Ancora: "... sarà necessario fissare le linee di sviluppo per un piano di rilancio dell'azienda...". Pensavo che un programma di governo fosse un programma in cui fossero indicate le linee di sviluppo, che dovranno essere seguite nel momento in cui si affronta la "questione Casinò". Non solo, visto che qui non si dice nulla, si dà uno strumento per intervenire: la famosa "task force" a pagina 17, una "task force" coordinata dal Presidente della Regione con il coinvolgimento del Casinò, del Comune di Saint-Vincent, del Consiglio regionale, delle necessarie competenze e professionalità, che farà qualcosa, ma cosa? Non credo occorra scrivere un programma per dire che il Casinò è un problema, che bisogna definire un piano di sviluppo e che occorre che a questo piano di sviluppo concorrano tutti i soggetti interessati allo sviluppo del Casinò! A pagina 21 si dice che c'è il fenomeno migratorio, sì, esiste, ma cosa vuol dire tutto questo? È talmente schematico quello che viene detto, che addirittura nella sua presentazione il Presidente ha sentito la necessità di indicare vagamente alcune prospettive di integrazione, di collaborazione, di rispetto delle persone, cosa che neanche così vagamente è scritta all'interno del programma. A pagina 19 si dice che il problema della casa è importante, a pagina 21 si dice che occorre un piano speciale, ma parlare del piano senza definire le finalità di questo piano speciale credo sia poco; le confesso, collega Salzone, che io, sapendola così interessato a tale problema, avrei sperato di trovare alcune indicazioni più puntuali, delle linee di direzione e di azione e non solo l'affermazione che bisogna intervenire. Se prendiamo a pagina 18 il problema importantissimo dei disabili troviamo menzionati il lavoro e la scuola, però quale strumento, quali interventi si vogliono fare? Alcuni degli interventi più importanti nella scuola, che sono la presenza di assistenti educatori o i docenti di sostegno, questi interventi concreti non vengono neanche nominati. Non solo, abbiamo visto finora un'insensibilità rispetto a queste cose, quindi avremmo voluto come novità registrare una nuova sensibilità rispetto a tali temi. Potrei fare moltissimi altri esempi, ma paradossalmente la novità sta nel fatto che il programma non dice ciò che vuole fare; riprende temi da altri programmi, come se fossero delle novità; ad esempio, tutta la riforma della pubblica amministrazione è dal 2003 che è in programma, ogni volta se ne parla, ma i passi in quella direzione non ci sono stati. Ancora: "sistema di gestione e di controllo", le "procedure più snelle", "mobilità interna", "riforma della legge n. 45", sono parole che continuano ad essere ripetute in quest'aula, ma la novità avrebbe dovuto essere su questi temi dicendo cosa si andava a fare e con quali interventi; allora sì, diventava nuovo il programma! Rivedere lo Statuto: qui c'è la novità di una Commissione speciale, auguri al Presidente di questa Commissione speciale. Abbiamo già visto al lavoro questa Commissione speciale, abbiamo visto come si sono svolti gli incontri, le diatribe, le osservazioni, gli approfondimenti su tale tema così importante, per poi non "aboutir" a nulla. Vedo il collega Comé sorridere, non so se è lui che aspira a diventare il Presidente di questa Commissione speciale... Si parla di un nuovo Patto per lo sviluppo, una nuova concertazione; anche qui ripeto nel programma c'era già, è dal 2003 che queste cose devono essere fatte, è dal 2003 che tali cose vengono ribadite, riproposte, ma cosa fa sì che rispetto al 2003 sia cambiato... quali strumenti nuovi devono essere messi in questo iter... Ancora: il ruolo dell'Università, questo era un punto forte, ripreso nei programmi precedenti; qui le uniche cose nuove sono un dislocamento delle sedi, cioè qui si dà per scontata una decisione che in questo Consiglio non è mai avvenuta, perché, quando il Consiglio ha deciso di trasformare l'"ex Brambilla" in un polo scolastico, doveva essere la sede della scuola superiore della bassa Valle, di tutte le scuole superiori della bassa Valle e non sede di un polo universitario, perché di nuovo qui stravolgiamo le finalità di progetti finalizzati a dare adeguati strumenti alle scuole superiori. Non solo, ma sono decisioni che, come ripeto, non sono passate per il Consiglio. Sui rifiuti non c'è nessuna novità. Per l'industria si parla di migliore attrattività, si dice che bisogna migliorare gli incentivi, ma queste sono cose finora fatte. Alcune novità ci sono, Presidente, le abbiamo viste e sono novità che purtroppo ci preoccupano. L'Ospedale: nel "programma Perrin" c'era un'attenzione prima di realizzare una nuova infrastruttura, si parlava di completare la terza fase, ma non si diceva chiaramente "no" al nuovo Ospedale e "sì" all'ampliamento ad est, come invece sembra voler fare il suo programma. Nella scuola l'altra novità grande sono i ruoli regionali, questa è una novità enorme, perché stravolge tutta un'impostazione scolastica e tutta un'organizzazione ed è una novità che sicuramente troverà i sindacati pronti ad intervenire. L'altra novità riguarda il Consiglio. Mi stupisco che il Presidente della Regione si preoccupi che venga definito un nuovo Regolamento del Consiglio. Ce n'è stato uno pochi mesi fa, si è concluso faticosamente un lungo lavoro di limatura, di ammodernamento, di risistemazione di regole per il Consiglio; esse non sono sufficienti, ma perché? Qui è drammatica la motivazione che viene fornita, leggo a pagina 9: "definizione di un nuovo Regolamento del Consiglio, volto ad assicurare la stabilità dell'Esecutivo nel pieno rispetto delle regole democratiche", come se la stabilità dell'Esecutivo dipendesse dal Consiglio! Finora mi sembra che la storia di questa legislatura abbia dimostrato che la non stabilità dell'Esecutivo è dipesa piuttosto da atteggiamenti della propria maggioranza, da franchi tiratori, da problemi interni alla maggioranza, non dal Consiglio! Anche qui si confondono i livelli e i ruoli istituzionali del Consiglio, con l'apporto dei Consiglieri del proprio movimento politico. Sui trasporti poi... qui c'è un grosso passo indietro, non si dice nulla sul contenimento del passaggio dei TIR, nulla sul contenimento del traffico nel tunnel del Bianco, eppure rispetto a questo c'è una chiara presa di posizione del Consiglio! Ci sono parole vaghe generiche per quanto riguarda la modernizzazione della ferrovia.

Noi non vediamo nessuna novità positiva in questo programma, non solo, abbiamo diverse preoccupazioni: per esempio, quella che da una parte c'è la volontà di controllare sempre più i servizi pubblici e il loro personale. Si vuole regionalizzare la scuola, il personale sanitario, come se mettendo un timbro politico sul personale di questi servizi si migliorassero. La cosa è molto grave, perché abbiamo visto cosa ha voluto dire già adesso la gestione della sanità, pur non avendo un personale sanitario regionale; più volte abbiamo denunciato in quest'aula come la logica politica sia una logica che il più delle volte mal si sposa con la professionalità di chi deve andare ad operare in tali servizi pubblici. Dall'altra parte vediamo purtroppo che c'è un incentivo quasi al privato, qui e là diffuso, al privato locale, al privato nei settori dei servizi, al privato laddove ci sono delle prospettive di guadagno o degli interessi da gestire. Concludendo, quando si presenta una nuova maggioranza e un nuovo programma di governo, credo non sia sufficiente indicare un titolo nuovo: non si parla più di programma, ma si parla di nuova azione del Governo regionale, come se fosse sufficiente usare la parola "nuova" per dare consistenza di novità alle proposte programmatiche! Quando si usa la parola "nuovo", piuttosto bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di dire qual è il vecchio che si abbandona, perché si abbandona una prassi vecchia, un programma vecchio, perché si mette da parte qualcosa che si considera superato. Bisognerebbe dire con chiarezza cosa del vecchio ha portato alla necessità di costruire del nuovo, quali sono i motivi politici di questa crisi. Bisognerebbe dire con chiarezza quali sono i problemi a livello amministrativo, che vanno affrontati... ci doveva essere almeno un minimo di lettura della situazione, un elenco delle criticità che si vogliono superare, i punti nodali da risolvere. Non c'è nulla di tutto questo, perché - lo sappiamo - la crisi e la necessità di un cambiamento non sono nate dalla difficoltà di governare con alcuni alleati o dalla difficoltà di perseguire obiettivi di programmi condivisi, ma piuttosto dalla difficoltà di tenere uniti e coesi alcuni "pezzi" del movimento dell'"Union Valdôtaine". Questo programma, proprio perché non nasce da un progetto politico che dice chiaramente cosa non andava e qual è la meta da perseguire, non può che essere l'elenco disordinato di punti, di interventi, di buone intenzioni che dovranno fare i conti con il bilancio, dovranno fare i conti con il nuovo quadro politico che si è formato. Credo sarà molto difficile alla fine del mandato poter dire con esattezza quali priorità sono state perseguite, perché, quando si parla di priorità, bisognerebbe avere il coraggio di dire cosa viene prima e quale è condizione per l'altra; qui invece siamo di fronte ad un elenco disordinato di punti da perseguire. Sappiamo la grande capacità di coordinamento del Presidente della Regione, sarà lui a comporre l'unità. Glielo auguriamo. Buon lavoro, Signor Presidente.

Depuis 16 heures 10 c'est le Vice-président Lanièce qui remplit les fonctions de Président de la séance.

Presidente - La parola al Consigliere Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Cercherò con questo breve intervento di dare qualche risposta alle sollecitazioni della collega Squarzino sui contenuti di tale progetto, almeno per quanto attiene la posizione della "Fédération Autonomiste" e le motivazioni direi storiche che hanno fatto intraprendere questo percorso e questo progetto assieme all'"Union Valdôtaine" e a "Stella Alpina". Già nel lontano 1994 la "Fédération Autonomiste" auspicava un governo delle forze autonomiste, ma su questo punto ritornerò dopo. Il nostro movimento ha sempre auspicato un forte polo autonomista nella nostra Regione, non chiuso su sé stesso, ma aperto all'esterno. Gli amici dei "DS" non possono certo dire di essere stati esclusi da noi e il Capogruppo Sandri questo lo sa benissimo. Ognuno comunque è libero di fare la propria scelta, ma anche di assumersi le proprie responsabilità fino in fondo senza scaricarle sugli altri. Detto questo, crediamo fortemente alla possibilità che la Valle d'Aosta abbia di uscire da un momento economico molto difficile, partendo da una forte collaborazione delle forze autonomiste: "Fédération", "Stella Alpina", "Union Valdôtaine", per un progetto e un programma di lungo respiro, un progetto che porti al rilancio dell'autonomia e alla crescita della Comunità valdostana. La "Federazione Autonomista" ritiene che il rilancio dell'autonomia parta dalla valorizzazione delle radici culturali e debba arrivare attraverso l'integrazione di tutte le sue componenti autonomiste; questi indirizzi si concretizzano sul piano politico in una rivalutazione dell'Amministrazione regionale, che deve essere sempre più ente di programmazione e sempre meno agente direttamente coinvolto nella gestione economica. Crediamo in un maggior decentramento di competenze e di risorse economiche verso le comunità locali per renderle capaci di gestire l'amministrazione sul loro territorio; crediamo nella valorizzazione dell'autonomia come occasione di crescita economico-sociale e come possibilità di sperimentare nuovi modelli sia in campo economico e produttivo, sia in quello culturale e sociale; crediamo nell'affermazione dell'idea federalista nei rapporti con lo Stato, intesa come la libertà di ogni comunità di decidere il proprio avvenire nel rispetto delle altre comunità, rispetto che viene e dovrebbe essere garantito da uno Stato sempre più federalista. Inoltre sul piano generale, politico e culturale la "Fédération Autonomiste" si impegna nella promozione di una nuova legge per l'elezione del Consiglio regionale, nell'azione di proposta e di stimolo per realizzare una legislazione regionale che valorizzi la persona umana, la famiglia, l'associazione e le comunità locali. Chi adesso banalizza quanto sta accadendo, cercando di portare più lo scontro sulle persone che sui progetti sarà smentito dai fatti. Lentamente, faticosamente, qui nessuno ha la "bacchetta magica", tenteremo insieme di ridare una rotta di navigazione seria a questo Consiglio.

Quello che vogliamo evitare e quello che vogliamo fare. Vogliamo senz'altro evitare facili trionfalismi, tutt'altro! Il momento è non solo difficile, ma difficilissimo. Siamo consci e consapevoli di questo stato di cose, non vogliamo però aderire al progetto di coloro che hanno come unico obiettivo finale la distruzione e basta, a noi non interessa costruire dei mucchi di macerie: ecco perché vediamo debole il famoso progetto alternativo che sta nascendo - parlo delle politiche -, un progetto non coeso, basato più sul nemico, basato su toni esacerbati. Non ci interessa la politica personalizzata, in mancanza di idee creiamo i "mostri" come elemento unificante di una coalizione. Cosa può unire attualmente il Consigliere Perrin, l'ex Presidente della Regione Louvin con "Rifondazione Comunista", con i "No-global", con chi vuole la liberalizzazione della droga? Vi è un solo elemento unificante: un nemico comune da abbattere, poi vedremo cosa succederà. Cosa invece vogliamo fare come "Fédération Autonomiste" insieme agli alleati "Union Valdôtaine" e "Stella Alpina"? Contribuire a rasserenare il clima, lo scontro frontale animato da posizioni personali che porta alla distruzione e alla decadenza di un sistema e a nessun progetto costruttivo. Vi è bisogno di moderazione, vorremmo evitare la situazione disastrosa che sta caratterizzando la campagna elettorale a livello nazionale, dove nessuno parla di programmi, ma solo di scontri personali. Vogliamo contribuire alla soluzione dei numerosi problemi con grande senso di responsabilità. Pensiamo che il rilancio economico della nostra Valle non possa passare attraverso odi personali, distruzione ed esplosione dei movimenti politici. Pensiamo sia folle in questo momento andare ad elezioni anticipate. Vogliamo invece fare delle riforme istituzionali, quali eventualmente una nuova legge elettorale per il Consiglio Valle che dia stabilità al sistema; una nuova legge elettorale per i piccoli Comuni; una modifica dello Statuto che va modernizzato, consentire l'attuale meccanismo che prevede il commissariamento prima di eventuali elezioni anticipate che venga modificato, il problema delle elezioni anticipate in questo momento - come ha detto bene il Presidente Caveri - metterebbe il Consiglio regionale in mano ad un commissario.

Caro collega Nicco, adesso vi è un sacco di elogi all'ex Presidente Perrin, ma dove eravate voi quando l'ex Presidente Perrin è stato costretto alle dimissioni? Non abbiamo sentito neanche un sospiro di quelli flebili alzarsi in difesa dell'uomo Perrin, allineati e coperti... non abbiamo sentito voci forti e coraggiose che denunciavano sistemi che ora fanno da collante per la vostra campagna elettorale delle politiche! Solo il collega Borre per la verità dissentì nella maggioranza. Non ci convincono tutte queste "folgorazioni sulla via di Damasco", tardive e sospette, piene di contraddizioni. A proposito di contraddizioni, cosa dichiarava Rean, il vostro Segretario politico sui giornali? "Peste e corna" contro questo sistema retto e incentrato sull'"Union Valdôtaine", però difesa strenua, incomprensibile, contraddittoria dell'operato dell'"Union Valdôtaine" in quanto alleato dei "DS" nella maggioranza regionale che non doveva essere assolutamente modificata. Come si può essere credibili? La verità è che le contraddizioni non erano nell'"Union Valdôtaine", ma nei "DS"! Erano nella volontà di partecipare ad un progetto fotocopia di quello nazionale. Le primarie, che per voi sono state un momento esaltante, sono state anche un percorso che vi ha costretto ad una scelta obbligata, non sapevate come uscirne. Anche in questo caso, anziché assumervi la propria responsabilità, fate la parte delle vittime che sono state cacciate dalla maggioranza. Nessuno vi ha cacciati. Vi siete messi fuori voi e noi della "Fédération Autonomiste" in particolare abbiamo cercato sempre di evitare tale passaggio. In questo caso è giusto dire che "chi è causa del suo male pianga sé stesso". A noi, caro collega Nicco, il suo intervento stamani è sembrato più un inizio di campagna elettorale per le politiche che un intervento centrato sui problemi del Consiglio regionale e dell'Amministrazione regionale.

Una cosa la condivido e sono gli elogi all'ex Assessore Ferraris per le modalità con cui ha portato avanti il suo dicastero. Non condivido invece l'esaltazione dei 14 anni di collaborazione. Bisogna ricordarsi che anche la "Fédération Autonomiste" fino al 2002 ha collaborato con i "DS" e con l'"Union Valdôtaine" per raggiungere i successi elencati. Non è un patrimonio solo dei "DS". Non è pensabile che, nel momento in cui i "DS" non fanno più parte di tale maggioranza, questa diventi improvvisamente una maggioranza senza progettualità, ma già nel 2002 nessuno si ribellò al sistema, ci si pulì subito la coscienza individuando alcuni personaggi da punire e da colpire. Non ci fu nessuna analisi seria allora. Dov'è la credibilità odierna? Dove siete stati fino all'altro giorno? Parlo non solo dei "DS", parlo anche di Louvin, del collega Perrin la cui critica è troppo tardiva e interessata.

"Signaux de renouveau" diceva oggi qualcuno leggendo, perché adesso tutti sono strenui difensori dell'ex Presidente Perrin, la stessa Dina Squarzino, ma su questo tornerò dopo, "signaux de renouveau" cosa significa? Perché non provare a lavorare dal di dentro su questo nuovo progetto, che - caro collega Perrin, mi dispiace che tu non sia presente - in tempi non sospetti hai condiviso. Sono andato a cercarmi un documento, Protocollo di intesa per la costituzione di un polo autonomista valdostano:

"A conclusione della verifica condotta dalle forze politiche costituenti, la maggioranza del Consiglio regionale, preso atto delle dichiarazioni fatte dal Segretario e dalle risultanze delle riunioni degli organi direttivi dell'"Union Valdôtaine", le sottoscritte forze politiche ritengono di inaugurare una nuova fase che porti a compimento il processo della creazione di un forte polo autonomista e federalista, per difendere e consolidare i risultati sinora conseguiti nei rapporti fra Stato e Regione sia sotto l'aspetto dell'ordinamento che delle risorse finanziarie per far fronte alle competenze sinora acquisite. Il polo federalista svolgerà un'azione vigorosa di proposta, di confronto e di dialogo fra le sue componenti per sancire un programma comune avente come obiettivo la trasformazione dello Stato in senso federale in un'Europa attenta alle autonomie locali. Tutto ciò premesso, fra i sottoscritti rappresentanti dell'"Union Valdôtaine" e della "Fédération Autonomiste" si conviene nelle seguenti fasi operative del progetto: approvazione di un documento politico programmatico sottoscritto dalle forze autonomiste valdostane, liste comuni per le elezioni europee del 1994, partecipazione organica della "Fédération Autonomiste" all'interno dell'Esecutivo regionale entro il luglio 1994, creazione di commissioni miste per affrontare i seguenti problemi: legge elettorale per l'elezione del Consiglio regionale che salvaguardi un'equilibrata rappresentanza di ciascuna componente, legge elettorale per le elezioni comunali, riforma dello Statuto, forma dello Stato in senso federale e riforma delle istituzioni. Aosta, lì 19 aprile 1994, firmato per l'"UV" da Carlo Perrin e per la "FA" dal sottoscritto".

Ebbene, Carlo Perrin, oggi c'era la possibilità di dare concretezza a quello che allora era un auspicio, a quello che allora poteva anche essere un documento lungimirante. Stimo allora personalmente il collega Perrin, ma oggi non lo capisco.

Cara collega Squarzino, voi prendete l'elettorato per una "manica di boccaloni". Cara Dina, il tuo intervento lo potrei intitolare "l'elogio a Carlo Perrin", io però cambierei il titolo in: "come si può usare meglio Carlo Perrin"; infatti, Carlo Perrin è la stessa persona che, quando faceva il Presidente della Regione, tu e il tuo gruppo avete sempre attaccato frontalmente in modo preconcetto, allora cerchiamo di essere seri, cosa è cambiato in questi giorni? Quando parliamo poi di lottizzazione di posti di sottogoverno, io ho avuto la possibilità di fare l'Assessore con un tuo ex collega di Consiglio, Elio Riccarand, che peraltro stimo tantissimo, ma non si può dire che mai si sia sottratto ai doveri di difendere e di lottare per i suoi rappresentanti nel sottogoverno. Tutto si può dire, fuorché questo. Lasciamo perdere allora quella politica incentrata su "slogan" e frasi poetiche, siamo seri insomma! A te, che ormai hai 3 legislature sulle "spalle", chiediamo di essere almeno sincera con te stessa e di evitare alcune contraddizioni. Quando sostieni che l'elettorato ha dato questo Governo, ma l'elettorato ha dato il Governo "Union Valdôtaine" e "DS" o soltanto ha indicato i "DS" come forza di governo? Ha indicato anche l'"Union Valdôtaine" e mi sembra che tu voglia far tutto, meno che un Governo con l'"Union Valdôtaine"! Cerchiamo allora di essere più chiari, altrimenti non si capisce qual è l'obiettivo vero di questa tua posizione.

Voglio quindi, per concludere e tornare ai programmi e alle cose da fare, sottolineare come quanto "Fédération Autonomiste" ritiene importante il capitolo delle riforme, con particolare riferimento al lavoro che doveva svolgere la Commissione speciale. Vedi, anche qui, cara collega Squarzino, ti debbo smentire, perché qualche spunto programmatico ce lo abbiamo nel programma, ma ti diamo anche qualche spunto come "Fédération Autonomiste".

Per quanto riguarda la Valle d'Aosta, essa non deve svendere la propria autonomia; la valorizzazione moderna dello Statuto rientra e dovrà rientrare nella richiesta che sale dall'intero Paese di rafforzare il ruolo dell'amministrazione locale, vedi la riforma federalista dello Stato, spostando il potere decisionale dal centro alle periferie e mettendo le Regioni in condizioni di svolgere una reale autonomia finanziaria ed impositiva. La nuova sfida per la Valle d'Aosta nel terzo millennio sta nel riempire di nuovo senso il principio dell'autonomia speciale con un duplice obiettivo. È necessario fare della specialità della Valle d'Aosta una condizione utile anche a far crescere l'ordinarietà, mettendo a disposizione di tutti, Europa, Stato, Regioni, le nostre esperienze accumulate, nobilitare il rapporto Stato-Regione, spostando l'attenzione dal perenne contenzioso sulle risorse, attuato finora forse in modo troppo difensivo dalla Regione, ad un atteggiamento propositivo di definizione degli ambiti di sperimentazione già attuati e da attuare con i principi di utilità per tutti. In questa dimensione la riforma dello Stato in senso federale, una vera riforma, non quella oggi in discussione, e rispettosa della specificità delle Regioni a statuto speciale, soprattutto in Valle d'Aosta ha ragioni antiche. Qui troviamo un terreno fertile, basato sulla tradizione del pensiero di Emilio Chanoux, oltre che a quello della cultura cattolica e laica, che da sempre ha attuato un principio di sussidiarietà, insito nella nostra Costituzione, che suggerisce di non fare a livello superiore ciò che si può fare a livello inferiore. L'autonomia della Valle d'Aosta pertanto va considerata una risorsa che appartiene alla memoria di tutta la nostra Comunità, una risorsa che però necessita oggi di una rilettura in chiave moderna, una risorsa che non può prescindere dal contesto economico e politico dell'Europa; una risorsa che non separa, ma distingue, non si chiude, ma si apre al confronto; una risorsa che deve essere ripensata con lo spirito che autonomisti si può nascere, ma soprattutto si può anche diventare. In questo contesto il compito che attende la Comunità valdostana è arduo, perché i cambiamenti di costume ed economici sono molto lenti rispetto a quanto avviene celermente intorno a noi. L'interpretazione delle nostre vecchie consuetudini rispetto alle nuove aspettative è molto difficile da distinguere ed interpretare, in modo molto meno evidente che in passato, ma più subdolo le nostre conquiste di anni di autonomia speciale sono spesso messe in discussione e non sempre si capisce che il pericolo viene dall'esterno e perciò viene sottovalutato rispetto a piccole "beghe" interne. In questo senso "Fédération Autonomiste" vuole riprendere il cammino interrotto nel dicembre 2002 per dare il suo contributo vero di rilancio all'autonomia, al federalismo e al regionalismo, con un grande progetto condiviso con altre forze autonomiste: la "Stella Alpina" e l'"Union Valdôtaine" appunto.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Vorrei fare alcune considerazioni sul programma e sull'intervento del Presidente Caveri. Innanzitutto sul programma: 24 pagine ben confezionate grazie all'ausilio della tecnologia, 24 pagine che riprendono pedissequamente i contenuti che abbiamo già visto e nel 2003 e nel 2005, ovvero nell'edizione del "Governo Perrin" e nella prima edizione del "Governo Caveri". Sul programma non ho molte cose da dire, qual è la novità che lei ha apportato a questo programma? I capitoli. Lei ha suddiviso il programma in capitoli. Ha creato 6 o 7 "slogan", quelli che lei detesta, quelli che lei ha deprecato come un vizio della politica nazionale, li ha messi in cima ad alcune pagine secondo un ordine più o meno logico e ha inventato i capitoli nel programma. Questa è la novità che ci pare di ravvisare in tale "nouvelle édition" del "Caveri bis". Per il resto, se uno si legge i contenuti che sono compresi in queste 24 pagine, ritrova tutte le intenzioni, alcune delle quali buone e condivisibili, che ci erano già state proposte dall'allora Presidente Perrin, all'indomani del voto del giugno 2003 e poi da lei quando è succeduto lo scorso anno. Per esempio, la modifica della legge n. 45/1995, la legge sul comparto pubblico regionale, comparto unico, i dipendenti, i dirigenti; se ne parla dal 2002 da quando scoppiò il famoso "scandalo Lavoyer Maccari" e poi in 4 anni non se n'è più fatto cenno. Si è fatto solo qualche piccolo intervento di "maquillage" nell'ambito delle cosiddette "leggi omnibus", poi ricompare regolarmente come un fiume carsico quando si tratta di affrontare le nuove tesi programmatiche che si vogliono portare a conoscenza dell'aula.

La parte più interessante è stata forse il suo intervento, che però era scevro di contenuti politici, perché lei in fondo non poteva comunicare dei contenuti politici in questa seduta. Lei qui ha dovuto fare il difensore d'ufficio del suo partito nella speranza che tale progetto, che vede una riedizione del suo Governo, guardi fino al 2008 e vada addirittura oltre nella prossima legislatura. Per carità, l'ottimismo è il "sapore" della vita, ma lei mi sembra eccessivamente ottimista! Forse ha perso il senso della ragione, perché nell'ambito di qualche mese... il suo insediamento l'anno scorso, visto che lei era nato il 4 luglio come "Governo Caveri", doveva essere di lunga durata, di ampio respiro, in realtà dopo 8 mesi si è consumata anche questa sua prima esperienza. Mi piacerebbe allora capire come oggi il "Caveri bis" riesce a pensare a lunga distanza, andiamo fino al 2008, addirittura fino alla prossima legislatura. Per carità, forse lei ha qualche segreto che sarà in grado di farci capire a breve, visto che il quadro politico regionale ha subito qualche modesta variazione; vedremo gli alleati quali contributi saranno in grado di dare in senso innovativo e soprattutto di cementazione di queste coalizioni che, in realtà, hanno dimostrato tutta la loro debolezza.

Direi che il suo intervento ancora una volta si è contraddistinto per alcune citazioni letterarie -evidentemente ama una certa "letteratura" -, l'enunciazione di qualche parente - i parenti vengono sempre tenuti in buona considerazione -, il condannare e lo stigmatizzare il populismo e la demagogia che avviene oltre gli angusti confini regionali; poi però si ricorre volentieri a questi "ingredienti" anche quando si deve compilare il programma sottoposto alla nostra attenzione ma, di fatto, lei ha dovuto fare una difesa d'ufficio anche piuttosto energica del suo partito. In questa difesa d'ufficio però sono emerse ancora una volta arroganze e prepotenze da parte sua. Mi sono segnato due passaggi significativi: il primo passaggio è che non abbiamo diritto di processare l'"Union Valdôtaine" e questo è vero, "i panni sporchi si lavano in casa" fino al punto in cui questo "lavaggio" non va ad inficiare con lo svolgimento delle funzioni istituzionali. Il suo partito, Presidente, non è un partito insignificante, è il partito di maggioranza assoluta sulla base del risultato del 2003, è il partito che determina, sulla base della volontà espressa dagli elettori, l'Esecutivo regionale e quindi quelle che dovrebbero essere le scelte strategiche che dovrebbero andare a vantaggio della Comunità valdostana. Non può venire in quest'aula a dirci: "non processate l'"Union" perché è cosa nostra", non va bene, perché le gestioni della "cosa vostra" inevitabilmente si riflettono sul bene o sul male della cosa pubblica, della Comunità valdostana. Dovete sganciarvi allora dal concetto del "cosa nostra", è "cosa" di tutti i Valdostani! E ci siamo anche noi che non abbiamo votato "Union Valdôtaine", ci siamo anche noi che non condividiamo determinati principi, vi è anche una larga parte di popolazione che attende delle risposte da un Governo che ha litigato senza dare risposta alcuna alle emergenze della collettività valdostana. Presidente, un po' meno di prepotenza, di supponenza da parte sua, perché le questioni inerenti il vostro partito hanno interferito pesantemente e gravemente sull'andamento della pubblica amministrazione valdostana, tanto che se siamo "ingessati", invischiati, impantanati in questo sistema che è entrato in crisi, e tutti quanti annunciano un rilancio, evidentemente c'è chi ha dei livelli di responsabilità che sono di gran lunga superiori. Lei, naturalmente, è il primo in questa lista.

La seconda frase che mi ha colpito del suo intervento è questa: "non pensate di governare la Valle d'Aosta senza l'"Union Valdôtaine"". Anche questa è una frase che fa riflettere, è una frase che racchiude in sé il "germe" del regime: "senza di noi non si governa, o noi, o nessuno!". Presidente, ma chi credete di essere? Si è reso conto, Presidente, della gravità di questa affermazione? La stessa "DC" che per 50 anni ha dato libertà e democrazia e garanzia di diritti al nostro Paese si è dissolta in poco meno di un anno. Penso non vi sia nulla - la storia ce lo insegna - di eterno, tutto è effimero su questo pianeta, c'è solo chi sta sopra di noi che è eterno. Dal suo punto di vista, penso debbano essere riassunti i principi che si sono dimenticati: si può governare senza l'"Union Valdôtaine"? Oggi no, ma niente impedisce che un domani ciò possa avvenire. Anche qui allora caliamo di presunzione, perché, se volete governare, credo che un minimo di umiltà anche nell'approccio nei confronti della Comunità, delle altre componenti politiche presenti in quest'aula, dei problemi che attanagliano la Comunità valdostana... debba essere decisamente a livelli più umani e non così sovrumani. D'altronde una certa prepotenza e arroganza è emersa anche stamani dal Capogruppo dell'"Union", che forse non si rende conto che è il primo... dal momento in cui l'"Union" è al potere, da più di 20 anni a questa parte, sta perdendo Consiglieri formalmente, ma anche sostanzialmente, perché oggi è stato fortemente contestato nelle sue enunciazioni... un Capogruppo che ignora i principi costituzionali e purtroppo riveste anche la carica di Presidente della Commissione autonomia, un Capogruppo che tende a creare crisi di coscienze in altri suoi colleghi, mentre in realtà la crisi è la sua e quella del suo gruppo. Penso che chi rappresenta l'"Union" in quest'aula debba tornare a dimensioni di normalità, forse l'eccesso di potere ha "invaghito" qualche cervello ed è opportuno che per il bene della collettività qualcuno di voi riacquisti le dimensioni della normalità.

Non so quanto la variazione minimale della squadra di governo possa costituire una risposta efficace ai problemi valdostani. Si annuncia che all'Assessore Ferraris succederà La Torre, da un certo punto di vista prima un sindacalista, ora un imprenditore, vedremo come sarà in grado di dare quelle risposte che attende il comparto imprenditoriale e produttivo valdostano. Sappiamo che la nostra Regione è in emergenza, a una grande ricchezza finanziaria corrispondono delle situazioni di disagio che sono sempre più diffuse ed acute. Il lavoro, l'occupazione e lo sviluppo rimangono la grande risposta che manca per la Valle d'Aosta. Si può citare qualche esempio: il "Grand Hôtel Billia" è stato lasciato nel 2003 con l'intenzione di dargli una soluzione definitiva all'insediamento della nuova Giunta, così diceva perlomeno Louvin che nei 6 mesi del suo mandato ha cercato, modificando un disciplinare, di alleviare forse le illusioni che poi si sono rivelate delusioni di tutte le persone che lavoravano e tuttora lavorano, ma in numero minore presso questo grande albergo. È arrivato poi Perrin, anche lì 2 anni sono trascorsi senza alcuna risposta, nonostante che questi programmi e questa carta "cantasse" in un senso diverso; le note qui erano piacevoli sia nel leggerle che nel sentirle da parte di chi le proponeva ma, in realtà, i fatti andavano in direzione opposta. Lo stesso è valso per Caveri che dal 2004 si è assunto le responsabilità massime del Governo regionale. Non sappiamo se i nuovi alleati saranno in grado di contribuire fattivamente alla soluzione di tali problemi, crediamo solo che ancora una volta sia stata sottolineata da parte dell'"Union" e da chi la rappresenta in quest'aula una nota di prepotenza, che emana da quel "virus" che lei, Presidente, giustamente ha citato, un "virus" che ormai vede "appetiti" insaziabili di potere da una parte ed esigenze pubbliche e diffuse che attendono delle soluzioni. Gli "appetiti" insaziabili di potere ormai non collimano più con le esigenze della Comunità valdostana, perché si cambiano i suonatori, ma la musica rimane quella di questo "virus" che continua purtroppo ad alimentarsi con ricatti, con scherzetti, con "sgambetti" fra persone che dovrebbero essere alleate o colleghe di uno stesso movimento. Persone che vanno avanti con metodologie che non sono assolutamente proprie della nostra Comunità, ma che purtroppo risiedono in quest'aula e impediscono un rilancio e una crescita non solo della Comunità, ma anche dell'istituzione regionale che oggi non può vantare una dignità e una capacità forse come anche auspicava Chanoux, che viene spesso citato dallo stesso Presidente Caveri e probabilmente non viene sempre citato secondo i pensieri di colui che viene ritenuto il padre dell'autonomia valdostana.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Il collega Lavoyer mi ha "tirato un po' per i capelli", io sono un terribile No-global che la settimana scorsa era a Bruxelles contro la "Bolkestein". Il Consiglio conosce la "Bolkestein" per averla respinta, perché, se fosse passata, avrebbe visto nella nostra Regione, essendo una Regione ricca finanziariamente, un sacco di aziende polacche, rumene, eccetera, concorrere ai nostri appalti con le condizioni di paga e di lavoro dei Paesi di origine. Questi sono i No-global, Lavoyer! Sono andato persino a Portalegre per evitare deforestazioni, per evitare la privatizzazione delle acque; pensate se fosse possibile privatizzare le nostre acque nella nostra regione... metà del programma presentato dal Presidente Caveri potremmo stracciarlo e dargli fuoco. Bisognerebbe stare attenti allora, è vero, c'è anche qualche No-global che esagera, sono stato anch'io giovane e ho esagerato anch'io. Qualche condanna me la sono presa, non per un certo tipo di reati, ma per altri: ho fischiato Moro in piazza Chanoux nel 1969, ero ingenuo, sono finito vicino a due poliziotti in borghese e mi hanno preso subito! Adesso magari con un po' più di "naso", ci potrei girare al largo.

"Tirato per i capelli" quindi vorrei approfittarne per intervenire su due argomenti riguardo alla relazione del Presidente Caveri, ma prima una premessa. Presidente, sono aumentate le risorse finanziarie della nostra Regione in questi giorni? No.

Caveri - (fuori microfono)... non so dove vuoi arrivare...

Bortot (Arc-VA) - ... no, è importante e glielo spiego subito, perché per 14 anni...

Caveri - (fuori microfono)... i bilanci approvati a fine anno sono validi per tutto l'anno...

Bortot (Arc-VA) - ... "okay", allora non ci sono aumenti di entrate. Perché per 14 anni c'è stato un Governo con i "DS"; i "DS" hanno sempre avuto un Assessore e si sono sempre accontentati di molto poco dal punto di vista di altre situazioni, di spartizioni, eccetera, perché interessano di più i programmi e la politica. Qui adesso c'è stato un cambiamento, ma gli organismi politici che vi siete portati in casa in questi giorni hanno una forte tradizione "culinaria", è da qualche anno che sono a digiuno, allora non vorrei che le risorse finanziarie non fossero sufficienti per accontentare tutti! A parte le battute, siccome ne ho ricevute di tutti i colori in questi giorni e stamattina sono stato perfino accusato di aver fatto fallire un rapporto sentimentale di un Consigliere con un'altra persona che conosco, perfino di questo mi hanno accusato! Le battute allora ben vengano, insomma...

Entro nel merito di due punti, uno è a pagina 12: "applicazione del Piano di tutela delle acque, con l'avvio delle azioni per risolvere le criticità e per la definizione del programma generale di interventi". Benissimo, mi occupo di acque a livello dilettantesco e sono felice di vedere scritta questa cosa, ma poi andiamo a pagina 18 dove vediamo: "rafforzamento della politica regionale in materia di energie alternative..." - sono d'accordissimo - "... e di produzione energetica idroelettrica". Qui sull'uso plurimo delle acque dovremmo starci un po' attenti, mi sembra di aver visto nei giorni scorsi una bella polemica all'interno del Consiglio comunale di Champorcher relativa a concessioni che vengono date a "go-go", nel senso che sì esiste un piano acque, però poi l'autonomia dei Comuni è di fare "joint venture" con chi credono opportuno e fare centraline dove in linea di massima meglio credono. Il Piano di tutela delle acque e l'uso plurimo allora va abbastanza a "farsi friggere".

L'altro punto che vorrei affrontare per essere propositivi, perché è stato detto di essere propositivi, riguarda le fonti energetiche alternative, per le quali esiste un'azienda a Padova che produce pannelli fotovoltaici e che ha commesse per 2 anni solo con la Germania. La produzione di pannelli fotovoltaici presuppone un consumo di energia, noi l'energia ce l'abbiamo, potremmo verificare con il nuovo Assessore - in questo senso voglio essere propositivo - se vi fosse la possibilità di discutere di eventuali insediamenti industriali nella nostra Regione per questo tipo di produzione che ha un mercato immenso, con eventualmente anche annessi laboratori di ricerca, dato che il silicio, necessario per i pannelli fotovoltaici, scarseggia perché assorbito dal settore informatico e con nuove tecnologie. Prima proposta.

Altra proposta. Ero in panchina e ho sentito l'ennesimo finanziamento alla società di gestione del fondo "Fopadiva", fondi pensione, fondi integrativi; io sono contrario, ma niente di grave. A questo punto però esistono dei progetti di legge alternativi o integrativi di un modo di andare ad integrare le pensioni, dato che vogliamo liquidare l'INPS - una delle poche buone fatte... ma lasciamo stare... -, anche qui il nostro gruppo è a disposizione per porre all'attenzione dell'Assessore competente questi progetti di legge, onde evitare che tutti gli anni si debba integrare il mantenimento di una società che non riesce a stare sul mercato e il fatto che parli io di mercato mi sembra un controsenso. Evidentemente c'è un problema di eticità di questi fondi, perché i fondi devono rendere e, se non si sta attenti dove vengono investiti i fondi, l'integrazione che fanno le persone che lavorano e consegnano il loro denaro a questi fondi... questi fondi rischiano - perché devono rendere molto per integrare di molto la pensione - di venire impiegati in settori come la deforestazione, industrie chimiche, industrie di armi, lavoro minorile e potrei andare avanti. Per essere propositivi ripeto che da parte dei sottoscritti vi sono delle possibilità di fare eventualmente delle proposte.

Presidente - La parola al Consigliere Fiou.

Fiou (GV-DS-PSE) - Credo che questa fase politica non passerà alla storia per la qualità politica di noi classe dirigente. La nostra attenzione dovrebbe essere tutta volta a creare risposte alle preoccupazioni che una serie di segnali negativi nel tessuto sociale e nell'economia fanno emergere riguardo al nostro futuro, ma mi pare che queste questioni emergano poco nell'attuale dibattito politico. Viviamo in una Regione che, grazie alla conquista dell'autonomia, alla capacità di autogoverno, ai valori consolidati nel periodo delle lotte per lo Statuto speciale - che non a caso sono coincise con quelle della Resistenza, quindi per la democrazia e per il riscatto della dignità delle persone -, ha visto crescere e stabilizzarsi livelli di qualità della vita dignitosi, direi anche riconosciuti sia all'interno che da chi ci guarda da fuori. Questi livelli di qualità della vita non sono casuali, ma frutto di una situazione istituzionale e delle capacità di governo di una classe politica che nel passato ha saputo esprimere, pur nelle contraddizioni che hanno interessato anche il passato, guardando più in là del momento contingente. Questa eredità positiva, che ancora viviamo, pur con i sintomi di precarietà a cui ho accennato, rischia di essere messa in discussione certamente da fattori esterni - vedi grandi mutamenti internazionali e nazionali -, ma anche dall'inadeguatezza di una classe politica che, anziché progettare il futuro, si spende soprattutto nella guerriglia di potere. Certo, non è semplice mettere da parte le proprie collocazioni consolidate negli schieramenti, anche quelli interni ai partiti, per tentare di leggere le cause più profonde della crisi della politica valdostana, magari cercarle fra i legami con la trasformazione delle motivazioni di militanza dei singoli, oppure nelle logiche della gestione dei partiti. La scelta della politica come professione, ad esempio, e la gestione sempre più aziendalistica dei partiti stanno forse snaturando la politica: è un problema che ci dobbiamo porre. Il cercare di far prevalere le proprie idee nel confronto politico rischia di essere sostituito dal far prevalere le proprie convenienze. Se fosse così, pensate solo quali strumenti micidiali il mercato metterebbe a servizio della politica, dagli scambi impropri ai mercanteggiamenti sostitutivi delle mediazioni politiche, alle cordate, alle clientele e via dicendo. Nelle convulse trattative di queste settimane vedo emergere molte preoccupazioni relative alle singole convenienze delle forze politiche, quando non dei singoli, meno per quanto riguarda il futuro della nostra Comunità. Vi sono poi stati passaggi che ho difficoltà in qualche modo a catalogare, se non a capire. Vi sono prese di posizione che fanno pensare a volontà di ricercare la rottura, ma per motivi non esplicitati. Al di là degli sbocchi del confronto, che, se motivati, sono sempre legittimi in politica, cosa ha creato il clima di incomunicabilità fra "Union Valdôtaine" e "DS"? Cosa ha motivato l'esibizione di "muscoli" dall'una e dall'altra parte? Caro Consigliere Cesal, è vero, questo anche a parer mio... che i "DS" ad un certo punto si sono defilati senza portare a fondo un chiarimento, ma è anche vero che tale atteggiamento è stato provocato da un altrettanto atteggiamento perlomeno arrogante da parte dell'"UV" nei confronti di un alleato direi per anni corretto. Quale motivo poteva rendere impraticabile una soluzione, se riguardava i "DS", mentre la stessa soluzione è andata bene rapportata a "Stella Alpina" e "Fédération"? È una domanda che continuo a pormi. I "DS" chiedevano quanto è stato concesso ai nuovi alleati e credo che questa soluzione, rapportata ai "DS", avrebbe anche creato meno problemi interni all'"UV"; i risultati di un'incomprensibile incapacità di trattare per politici, tra l'altro "navigati", come quelli seduti al tavolo del confronto continuo a dire che mi fa pensare ad altre motivazioni, che nessuno ha chiarito (da ambo le parti, devo dire). La posta in gioco - come detto da altri - era un'alleanza consolidata da anni di collaborazione, collaudata da passaggi anche difficili, impegnativi, per di più nata da un'esperienza che pare dimenticata da tutti, noi compresi. Richiamo l'esperienza del cosiddetto "ribaltone" due, il secondo ribaltone; la nostra alleanza è nata da quella vicenda, quando abbiamo rimesso insieme i "cocci" di un'avventura non positiva per entrambe le forze. Credo anche altri qui dentro possono avere in memoria questo, perché sono stati attori anche di quegli avvenimenti. Si dimentica facilmente quanta fatica è costato ricostruire rapporti che non fossero puro tornaconto momentaneo, ma alleanze consolidate su progetti, su valori comuni. Questo mi fa anche ricordare che vi sono punti di contatto fra le vicende di allora e quelle di oggi, ovviamente nessuna omogeneità, le condizioni erano totalmente diverse, ma due punti di contatto sì. Allora, se ricordate, l'invadenza di un certo personaggio politico aveva indotto le forze politiche alleate in contraddizione con l'"UV" ad allearsi e a realizzare il primo ribaltone. Oggi parrebbe che ancora l'invadenza dello stesso personaggio politico abbia scatenato lo scontro interno all'"UV", che si è riverberato sul quadro politico valdostano. Il secondo punto di contatto è la debolezza delle alternative frutto del cambiamento. Allora l'alleanza alternativa all'"UV" si dissolse anche con un certo disonore; anche oggi non vedo alternative con prospettive solide, che abbiano un significato di progetto politico che vada oltre un'alleanza elettorale e questo credo per entrambi gli schieramenti che si sono formati in queste vicende. Mi chiedo: ne valeva la pena?

Da una parte auguro lunga vita e proficuo lavoro al nuovo Governo, e questo per il bene della Valle d'Aosta, perché le incertezze sicuramente non hanno ricadute positive sulla Comunità, ma, da quanto è emerso oggi, la coesione mi pare che anche in quell'ambito sia un po' da trovare. Non solo, il tanto proclamato appuntamento storico con un Governo di sole forze regionaliste mi sembra un po' millantato. Vedo non lontano da me forze candidate a questo Governo, una di esse che è qui perché da destra si è improvvisamente dichiarata di sinistra, è passata da questa parte, tanto da espropriarmi anche dal mio "cantuccio"... ora questa forza si rifà il "trucco" da autonomista e io spero, ma credo che questo avverrà, si sposterà di nuovo da un'altra parte, facendomi ritrovare il mio posto. Queste manovre allora potevano avere un significato perché l'avvicinamento da questa parte gli poteva permettere qualche scalata, almeno questo alimentava delle speranze; tale scalata non più possibile da qui, li fa di nuovo trasmigrare da un'altra parte dove questa ritorna possibile; questo in tema di coerenza politica. Dall'altra parte cosa ci hanno guadagnato i "DS", mostrando i "muscoli" e - metto fra virgolette la frase perché ripetuta nei giorni passati - tenendo la "schiena dritta"? Il primo risultato è nell'aver contribuito a consegnare questa Regione in mano ad un Governo spostato a Destra - bel risultato di un'operazione politica! - e forse, io aggiungo, il percorso per contribuire al cambiamento del Governo nazionale - a cui, secondo me, dobbiamo partecipare con grande impegno, si è fatto più in salita. Il punto più problematico però è l'aver reso più difficile l'ipotesi di un vero progetto autonomista progressista, sicuramente questo "strappo" renderà tutto più difficile, non impossibile, ma più difficile. Nei giorni scorsi qualcuno ha detto che è stata finalmente superata l'anomalia valdostana dell'alleanza "DS-UV"; queste cose mi preoccupano, vedo ancora nell'alleanza della maggiore forza regionalista, nata dalla Resistenza, e la Sinistra l'alleanza naturale per la Valle d'Aosta, perché, pur nelle differenze, è portatrice di valori e volontà progettuali che, secondo me, almeno per la loro collocazione, da altri non possono essere riprodotti.

Condivido le critiche, che hanno contribuito a questa situazione, di una deriva clientelare, di occupazione del potere, che caratterizza molte iniziative dell'"UV". Mi chiedo però se solo dell'"UV", perché mi pare vi siano logiche simili di gestione delle varie forze politiche e le contraddizioni interne a loro nascono anche per questo... qualche volta vogliono magari solo sostituirsi a tali logiche che sta portando avanti l'"UV".

Accanto alle critiche occorre pensare alle soluzioni politiche di quadro di governo, non mi accontento della soddisfazione delle critiche che si possono fare ad altri, delegando nel contempo a loro di governare i processi, pur non sottovalutando ancora una volta il ruolo della denuncia corretta. A me questa cosa, facendo politica, non mi soddisfa, lo faccio solo se costretto; preferisco essere nel Governo e costruire anche se a fatica. Ripeto, la denuncia non è sempre distruttiva ma non si può rinunciare ad una delle prerogative fondamentali di una forza politica che è l'impegno di governo. Accanto a questo non credo neppure più credibile il disegno "ni Droite, ni Gauche" che sta dietro la scelta del nuovo Governo regionale, la vedo tanto come una scelta di "rattoppo". Ho già detto prima che non mi sembra una scelta di prospettiva ed è difficile da giustificare politicamente. Ho seguito un po' le vicende del programma, ci sono alcuni punti che sono stati modificati e qualcuno che mi preoccupa anche: ad esempio, la distribuzione a pioggia dei proventi della "CVA", perché sicuramente questa non va nella direzione di investire le risorse per un nuovo sviluppo, ma piuttosto continuare con la distribuzione di risorse "a pioggia" e perciò con un meccanismo di sviluppo che mi pare dobbiamo considerare a fine corsa.

Ultima considerazione e chiudo. Questa questione di giustificare una posizione "ni Droite, ni Gauche" mi sembra anche non legata alla natura dell'"UV" stessa, che è nata dalla Resistenza, che ha scelto l'Antifascismo in quel contesto, non si è resa neutra e oggi non può essere indifferente a quanto avviene in campo nazionale e internazionale, dove vengono richieste scelte di campo anche impegnative.

Chiudo riprendendo la considerazione iniziale. Tutti questi miei ragionamenti, messi lì un po' alla rinfusa, mi fanno veramente pensare che noi come classe politica non abbiamo saputo dare risposte adeguate a quanto ci chiedeva la situazione, anzi credo che i passi fatti complichino soltanto la ricerca di vere soluzioni.

Presidente - La parola al Consigliere Viérin Marco.

Viérin M. (SA) - Devo dire che il collega Fiou ha avuto come sempre un atteggiamento costruttivo, come il gruppo "Stella Alpina" ha sempre cercato di avere in questi anni in Consiglio. Dobbiamo però anche ricordarci che siamo di fronte a un vero progetto politico, come diceva la collega Squarzino. È la prima volta dal dopoguerra che in questo Consiglio nasce una maggioranza di sole forze autonomiste; era ed è un obiettivo costante del nostro movimento. La "Stella Alpina" ha perseguito da oltre 8 anni non solo con gli attuali dirigenti del movimento e del gruppo consiliare, ma anche con altri Consiglieri che sono passati su questi banchi, ricordo Massimo Lévêque, Adolfo Dujany, Martin, Piccolo, Rudi Marguerettaz, eccetera, tanti Consiglieri che hanno sempre sostenuto dalla nascita di "Stella Alpina" di perseguire questa idea.

Si accusa oggi l'"Union Valdôtaine" - e non devo essere io a difenderla - di un tradimento verso l'elettorato. Già il collega Comé ha detto bene stamani, se uno vede i risultati delle elezioni degli enti locali, sono lì a dimostrarlo ma, se uno vuole vedere non solo i dati delle elezioni regionali del 2003, ma anche di quelle del 1998, i dati sono lì a dimostrare che oltre il 65% dei voti espressamente conteggiati validi è andato alle forze autonomiste. Probabilmente si doveva fare tale scelta prima, non lo so, ci sono stati impedimenti; il collega Lavoyer oggi ha fatto alcuni passaggi anche in merito a questo su idee che erano già nate nel 1994 e che dovevano essere portate avanti, ma che si sono "incagliate" per cosa non possiamo saperlo.

Oggi è un altro giorno e per "Stella Alpina" è un giorno molto importante e un giorno importante deve essere coronato anche di obiettivi che un movimento si era fissato, anche programmatici, perché di "slogan" non si può vivere, la nostra Comunità ha bisogno di vivere sulla concretezza del giorno dopo giorno, ma anche di scelte soprattutto a medio e a lungo termine. Il gruppo "Stella Alpina" ha dato il suo contributo anche nel programma; non mi soffermo su tutto il programma che è molto lungo, lo ha in parte affrontato anche il Presidente della Regione, ma voglio soffermarmi su alcune cose che "Stella Alpina" ha voluto con forza e ringrazio le forze di maggioranza di averle anche molto condivise, quindi inserite nel programma di tutti... cose che "Stella Alpina" chiede da parecchio tempo. Ad esempio, il discorso di prestare particolare attenzione alle famiglie, che devono diventare il soggetto principale nelle politiche governative, non si può pensare che la famiglia - chiedo scusa al collega Fosson - sia solo seguita da uno specifico Assessorato. Il problema della famiglia è sempre più importante, tutti gli Assessorati dovrebbero seguire in merito alle scelte che faranno con attenzione se queste scelte vanno ad incidere pesantemente sulla crescita e la permanenza del nucleo familiare. Oggi anche in Valle d'Aosta il discorso familiare sta regredendo e il discorso familiare è stato alla base della nostra tradizione e della nostra storia.

Altra cosa: avviare nuove iniziative fuori delle politiche giovanili, in modo da coinvolgere i giovani nelle diverse azioni e scelte che li riguardano, evitando che siano semplici fruitori passivi. Troppo spesso abbiamo formato i giovani e poi con quella formazione si sono trovati disoccupati. È vero che questo fatto non può essere cambiato da oggi a domani, ma bisogna pur partire, anche sull'Università dovremo fare dei ragionamenti, perché non possiamo continuamente "sfornare" persone che si laureano in certi ambiti per i quali qui non troveranno lavoro, altrimenti faremmo un danno come era emerso nella storia della Valle d'Aosta quando si parlava degli spazzacamini. In Valle d'Aosta non c'era lavoro, quindi si doveva emigrare. È giusto allora dare la cultura, ma è giusto anche fare molta attenzione di non avere persone che si sono specializzate solo in un certo campo, altrimenti creiamo delle persone che devono emigrare.

"Prevedere opportune risorse da utilizzare per il rilancio dell'industria, dell'attività e dell'economia valdostana". Questo Consiglio oltre un anno fa ha approvato anche con il nostro voto un documento in tale campo; quel documento ha previsto alcune scelte anche reali, però ad oggi quelle indicazioni non hanno avuto seguito. È importante che si riparta da quel documento che è stato approvato non dalla passata maggioranza, ma è stato approvato in modo trasversale. Se su un documento approvato in maniera trasversale in quest'aula non abbiamo la capacità di dare compimento almeno in parte a quanto ivi scritto, vuol dire che la riflessione deve essere molto più attenta e qui condivido quanto diceva il Consigliere Fiou che non tutto quello che si dice si può fare, ma almeno il 50% dovrebbe essere fatto.

Passo poi a due cose che tutti quanti capiamo, un argomento che abbiamo discusso con il Consigliere Borre concernente le agevolazioni tariffarie autostradali. Qualche passo su tale campo era già stato fatto, è stato nominato un gruppo di lavoro che doveva dare dei risultati, però deve essere un impegno di questa nuova maggioranza di dare una risposta che sia di un certo tipo o di un altro tipo. I cittadini devono sapere cosa intendiamo fare su questo fatto. Altra cosa sul discorso delle tariffe agevolate relativamente all'energia elettrica a favore delle famiglie e delle imprese. Qui non concordo con il collega Fiou, perché da troppi anni abbiamo dato tanti soldi a imprese che sono venute in Valle e se ne sono andate senza neanche ringraziare i Valdostani. Ai Valdostani è rimasta la disoccupazione, vediamo dei casi in bassa Valle che sono ancora lì, famiglie che stanno vivendo quel dramma; allora io dico che, se le imprese devono venire da fuori Valle, che vengano sapendo cosa trovano e, se diamo la possibilità di avere un minore costo dal punto di vista energetico, è chiaro che le imprese sono tentate a venire in Valle, ma non sono tentate perché fanno già un conteggio matematico o economico di rimanervi 2 o 3 anni e quando è loro conveniente di andarsene... perché a quel punto daremo un "quantum" di aiuto finché rimangono in Valle, perlomeno non ci avranno portato via niente. Come dice lei, collega Fiou, incassiamo e poi distribuiamo. Qui ci lamentiamo sempre della burocrazia europea, del problema di poter intervenire a favore delle imprese... qui supereremmo l'ostacolo, daremmo un po' a tutti in senso uguale, perché bisogna anche ricordarsi un'altra cosa: è bene far venire nuove imprese in Valle, ma è indispensabile che quelle che ci sono non falliscano, altrimenti, se a quelle che ci sono chiediamo di rimanere competitive anche se sono distanti dal mercato, mentre a quelle che vengono diamo dei contributi, facciamo una sperequazione. Vogliamo iniziare non a premiare, ma ad agevolare la permanenza in Valle di chi già produce lavoro da decenni, dagli artigiani agli agricoltori, dagli albergatori ai ristoratori, a tutto il mondo delle partite IVA?

Altro discorso è il principio della sussidiarietà, sul quale non sto a dilungarmi. È un principio che sta a cuore a tutto il Consiglio, però è bene precisarlo. Assunzione di responsabilità quindi. Sta a noi non tradire un progetto nuovo con enormi aspettative dei Valdostani e noi la nostra parte di responsabilità l'abbiamo messa fin dall'inizio nella stesura anche del programma, che condividiamo in pieno e che ci impegniamo a portare a compimento. Questa nuova maggioranza ci darà più forza per mantenere la nostra identità da poter esprimere sia in campo nazionale che europeo e qui dobbiamo ricordarci che l'Europa è sempre più distante dalla gente. Sempre più sentiamo dire che questa Europa è distante, è ingombrante, crea più problemi di quelli che risolve. Questa identità allora dobbiamo ritrovarla e sotto tale aspetto direi che il futuro della Valle d'Aosta si gioca sulla nostra capacità di salvaguardare e valorizzare le nostre idee, le nostre risorse e quindi le nostre tradizioni e il nostro diritto di decidere noi stessi per il nostro futuro con senso di responsabilità.

Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana.

Viérin A. (UV) - D'abord je tiens à rassurer tout le monde, je ne parlerai pas du mouvement de l'"Union Valdôtaine" et de tous les problèmes qu'il rencontre. Trop d'intervenants l'ont déjà fait tout au long de cette journée, moi j'essaie de le faire avec difficulté, je vous l'avoue, mais dans les lieux députés. Ce ne sera pas ici aujourd'hui. Je ne vous parlerai pas non plus d'élections politiques, j'ai grand peur qu'on en parlera de trop dans les semaines à venir et je ne vous parlerai pas non plus du programme de législature. Je commence simplement en disant que je voterai ce Gouvernement, comme j'ai voté le Président ce matin et tous les Gouvernements précédents. J'aimerais par contre vous entretenir sur quelques considérations. Hier soir j'ai eu l'occasion de voir le journal télévisé de "RAI 3", il débutait avec les nouvelles politiques, une vraie nouveauté car lors des 2 derniers jours un "black-out" complet sur la politique s'était instauré, on ne comprenait pas, et il débutait avec un titre frappant: "Demain journée historique pour la Vallée d'Aoste". J'ai du mal, je vous l'avoue, beaucoup de mal à partager ce point de vue. A mon avis les journées sont historiques quand il se produit un événement extraordinaire, quand une guerre s'achève, quand on libère une population d'une dictature, quand on invente quelque chose d'extraordinaire pour améliorer la vie de l'humanité, ou bien encore quand on trouve une idée planétaire, des accords partagés pour évoluer positivement vers un monde de paix et de solidarité, ou bien - et c'est le volet contraire - toujours à mon avis, les journées sont historiques quand elles correspondent à des événements néfastes à cause d'un grave désastre, d'un cataclysme, d'un déclenchement d'une guerre, d'un acte de violence et de haine qui ébranle nos esprits. Bon, "ébranle nos esprits" c'est peut-être trop fort, parce qu'il faut bien le dire on est de plus en plus désabusés, les nouvelles, même les plus terribles, nous passent souvent au-dessus de la tête, peut-être parce que nous ne voulons pas être concernés par les mauvaises choses qui se passent ailleurs, en oubliant souvent que tout ce qui se produit sur la planète finit toujours, tôt ou tard, de près ou de loin, par nous concerner directement.

Pour "revenir à nos moutons", comme diraient les français, et donc à la journée d'aujourd'hui, je me permets de refuser de l'appeler historique, il s'agit simplement d'un moment de cette deuxième législature; législature née sûrement sous des mauvais auspices si nous la regardons objectivement. On vient de franchir le cap de la moitié de la législature et nous votons le troisième Gouvernement. Nous vivons un moment de grande difficulté et de grande confusion, un moment où l'agressivité, les rancunes, les coups bas, le mépris sont encore malheureusement à la une. Le dialogue, vrai, franc, loyal, seul vrai espoir pour trouver une réelle entente et un vrai partage n'est pas encore très diffusé. De plus les Valdôtains ont bien du mal à comprendre ce qui se passe dans les Palais de la politique, ont bien du mal à comprendre qui fait quoi et le fossé qui nous sépare de la société civile ne fait que s'agrandir. Néanmoins on est là et c'est sûr nous avons la responsabilité d'assurer un Gouvernement à cette Région, nous avons le devoir de répondre aux instances et aux problèmes de cette Communauté, mais nous avons également le devoir de faire en sorte d'être compris. De ce point de vue, quelles qu'elles soient nos positions respectives de chacun d'entre nous, je vous assure qu'un grand boulot nous attend et on a surtout, avant tout, le devoir, l'obligation, la nécessité urgente de retrouver une valeur, base essentielle pour éviter toutes dérives, voire de nouvelles fautes de parcours: le respect. Le respect non seulement des institutions, des rôles, je veux vous parler du respect de la personne, de l'être humain. Je me dois donc, M. le Président Caveri, de vous demander, comme par ailleurs je l'ai fait en occasion des entretiens privés que nous avons eus ces derniers jours, de vous porter garant de l'application au quotidien de cette valeur: le respect. Je suis sûre que vous ferez tout le possible et je vous en remercie d'avance. Bien sûr quelqu'un pourra même dire que mes requêtes sont peu de choses, ce sont des requêtes au rabais, ici tout le monde parle de grands arguments politiques. Je ne crois pas, sans les valeurs de base on ne peut rien construire. Ici j'ai l'impression que tout le monde ait un petit peu tendance à l'oublier. Un grand travail nous attend et, permettez-moi, de quelque part il faut bien commencer. Je suis naïve, idéaliste, farouchement optimiste, tant pis, je suis ainsi. Mais je tiens à vous solliciter: commençons par les "fondations". Bon travail, M. le Président, et bon courage. Merci à tous.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Presidente Caveri, lei 7 mesi fa esordì in quest'aula partendo dai numeri, evidentemente lei dà una certa importanza alla cabala, la scienza che studia i numeri. Aveva esordito dicendo allora che, essendo il 4 luglio, era una data importante per gli Stati Uniti e che, di conseguenza, poteva essere di buon auspicio. Devo dire che forse quei numeri iniziano a tornare in maniera prepotente nella sua vicenda politica regionale: era il 4 luglio, ma era il settimo mese dell'anno il mese di luglio, 7 mesi sono stati quelli che hanno caratterizzato la sua prima e breve avventura politica di maggioranza, il 17 e di nuovo il 7 torna nel giorno in cui avete ufficializzato la crisi e 7 sono i punti che lei porta come priorità di quella che lei definisce la nuova azione del Governo regionale. Presidente, non sono un esperto di cabale, di conseguenza non so cosa voglia dire il 7 ma, fossi al suo posto e considerando che lei si preoccupa di dare rilievo anche ai numeri, le direi di approfondire il significato del numero 7 nella cabala, perché al suo Governo ritengo non abbia portato granché bene.

Archiviata questa parentesi da cabala, penso vadano fatte le riflessioni di tipo politico e le riflessioni di tipo politico lei non le ha volute fare o forse non le ha potute fare. Non le ha fatte sicuramente nella lettera, con la quale ha dedicato due terzi del suo scritto in ringraziamenti a coloro che le hanno consentito di fare il Presidente per 7 mesi; non le ha affrontate in quella che ho definito nell'intervento precedente una lezione di ballo, ossia quella del passo indietro per andare avanti, e non le definisce neppure nella nuova azione di governo che ha sottoscritto e fatto distribuire al termine del suo intervento, e non ha sicuramente dato argomenti politici a questo nuovo progetto. Penso che però qualche riflessione debba essere fatta comunque, perché riteniamo che molte volte le parole siano importanti, ma le parole sono importanti quando vengono messe a confronto con i fatti. Lei nella sua prima pagina di tale nuova azione di governo - fra l'altro, il concetto è stato ripreso dagli organi di stampa - dice che questa appare come "l'unica risposta seria contro i rischi del populismo e della demagogia in un periodo in cui alla politica vengono chiesti impegno e serietà" e che il nuovo progetto politico nasce nell'area autonomista e regionalista dall'accordo fra "UV", "Stella Alpina" e "Fédération Autonomiste". Penso che questa affermazione vada verificata, non voglio mettere in discussione il ruolo autonomista e regionalista dell'"Union", perché penso sia scritto nella storia di tale partito, ho qualche dubbio sui suoi nuovi "compagni di viaggio". Voglio allora ricordarle quello che veniva dichiarato in quest'aula solo il 20 aprile 2005, il collega Salzone diceva che "concretizzavano con lo spostamento di posto all'interno di quest'aula un processo politico unitario per costruire un forte omogeneo soggetto riformista di Centro Sinistra...", aggiungeva poi: "... non siamo interessati a questioni di maggioranza, perché riteniamo che altri prima debbano risolvere i problemi interni". Penso che stamani "gli altri" - mi sembrava evidente che il riferimento fosse al suo partito, Presidente - i problemi interni non li abbiano ancora risolti; abbiamo visto che il collega Perrin ha preso delle decisioni significative rispetto al suo gruppo di appartenenza, abbiamo sentito l'effetto dell'intervento del Capogruppo dell'"UV" Cesal, che ha suscitato una serie di reazioni di sconcerto e di disappunto nel gruppo dell'"Union". Il collega Salzone proseguiva dicendo che il loro ruolo sarebbe stato nella chiarezza... avrebbero dovuto portare avanti fino alla fine della legislatura questa nuova posizione del Centro Sinistra unitario; in realtà, questa loro posizione è durata molto meno di un anno. Rafforzava questa posizione La Torre, candidato a sostituire i "DS" in maggioranza: "il problema è politico, non si può essere conservatori, progressisti o riformisti, noi non possiamo essere tutte e due le cose, il nostro è un processo di avvicinamento al Centro Sinistra; lo abbiamo iniziato al momento in cui ci siamo separati con "Stella Alpina", l'area autonomista è già sufficientemente affollata..." - non ci sembra che ultimamente, a parte la defezione di questa mattina del collega Perrin, vi sia stato uno sfollamento dell'area autonomista - "... dobbiamo avere la capacità di uscire dall'area autonomista pura, che è occupata dall'"Union", per schierarci da una parte o dall'altra". Perché ho voluto ripercorrere queste dichiarazioni? Non certo per celebrare l'ingresso in maggioranza di "Fédération", ma perché il nuovo progetto politico - dice il Presidente Caveri - "nasce in un periodo in cui alla politica vengono chiesti impegno e serietà". Presidente Caveri e colleghi dell'"Union", se questa è la serietà sulla quale questo nuovo progetto politico fa fondamento... penso che si commenti da sola, nel senso che è la serietà di chi passerà alla storia di questo Consiglio per aver fatto il "gioco dei quattro cantoni", per aver sperimentato tutte le posizioni politiche utili a conseguire un ingresso in maggioranza, che non abbiamo capito su cosa si fondi.

Qui cerco di entrare nella "situazione" del programma, perché, quando lei titola "una nuova azione del Governo regionale", noi sfogliamo il programma e immaginiamo di trovarci del nuovo, ossia di trovare quei fatti significativi che avrebbero potuto e dovuto connotare un Governo che si sgancia dalla Sinistra e che acquisisce una fisionomia più autonomista e più regionalista. Dov'è allora che siamo andati a cercare questi concetti? Siamo andati a cercarli in quei concetti che dovrebbero essere cari soprattutto a chi coltiva certe sensibilità. Il collega Viérin nel suo intervento ha enfatizzato il concetto di famiglia, ha detto che come gruppo hanno portato un contributo importante al programma, in cui è contenuta ad esempio la famiglia. Noi siamo andati a vedere cosa accade alla famiglia, in effetti a pagina 5 c'è un titolone dove si parla di famiglia, poi seguono 3 pagine dove la famiglia scompare. Mi dispiace, caro Viérin, vi siete fermati ai titoli, nel senso che non avete letto i contenuti che qualcuno ha dato a quei titoli, perché una Regione a servizio del cittadino, della famiglia e della comunità nelle 3 pagine dedicate alla famiglia... di famiglia non si parla una sola volta, salvo dire che bisogna dare dei servizi da assicurare ai cittadini valdostani e alle loro famiglie, ma non c'è una sola parola in questo capoverso relativa alla famiglia. Siamo andati a vedere come pensate di gestire lo sviluppo e fra pagina 11 e pagina 16 si parla di sviluppo, ma nel parlare di sviluppo, al di là di affermazioni generali, non abbiamo trovato delle suggestioni, non abbiamo trovato delle idee innovative rispetto ai problemi dello sviluppo. Dite che il settore turistico dovrà essere stimolato con la nascita di forme di sviluppo equilibrato e innovativo, e allora quali sono? Non lo dite. A pagina 16 dite che bisogna reindustrializzare le aree strategiche, immaginando soluzioni e strumenti innovativi, quali sono? Non lo dite. Affermate che ci va una "partnership" pubblico-privato attraverso il finanziamento della ricerca e dell'innovazione per giungere alla realizzazione di una rinnovata politica industriale valdostana. Una bella affermazione che ci piacerebbe capire poi attraverso quali scelte strategiche possa passare.

Abbiamo la sensazione, Presidente, che, pur essendo ormai a metà legislatura, a qualcuno sia sfuggito il calendario politico, perciò avete fatto un'elencazione dei problemi, e sono sempre tanti, a dimostrazione che questa nuova azione del Governo regionale è più "pesante" da un punto di vista delle enunciazioni di quanto non lo fosse il programma di legislatura del luglio 2003 e di quanto non lo fosse l'integrazione del programma di legislatura del 4 luglio 2005. Questo vuol dire due cose: in primo luogo che l'"Union" fino ad oggi ha ignorato di risolvere i problemi della Valle d'Aosta, perché a quasi 3 anni dall'inizio legislatura l'elenco dei problemi non solo è uguale a quello di inizio legislatura, ma è addirittura aumentato, perciò sicuramente vi è il fallimento di un certa azione di governo e il fallimento soprattutto di chi quella azione di governo l'aveva "sulle spalle", in quanto ne aveva la responsabilità e competenze di governo, perciò questo è il riconoscimento di tale fallimento. Vi è poi l'inconsapevolezza del trascorrere del tempo e del tempo che rimane. Qui non vengono individuate delle priorità e non si dice nulla di tutto quello che si potrà fare nei 2 anni e mezzo che residuano. È un programma che riteniamo debole ed è un programma che ignora la realtà delle cose. Mi vorrei soffermare a pagina 4, dove in maniera schematica voi riassumete i 7 punti con una serie di "slogan": "la nuova azione del Governo regionale mira a una concertazione", io le domando, Presidente Caveri, dov'è stato lei nei 7 mesi scorsi? Le dico solo che abbiamo appreso non più tardi di ieri - non per i "si dice", ma per bocca di un autorevole esponente sindacale, il Segretario del SAVT - che l'USL sta adottando dei sistemi di reclutamento nel comparto amministrativo con un uso improprio degli strumenti innovativi della legislazione nazionale, ossia la "riforma Biagi", che, come ben si sa, all'articolo 1, comma 1, sancisce la sua inapplicabilità alla pubblica amministrazione e, di conseguenza, anche all'USL, e addirittura assume con contratti a tempo determinato e con applicazione del contratto metalmeccanico profili amministrativi. Non solo, è stata annunciata una denuncia in sede di magistratura del lavoro per comportamento antisindacale. Mi chiedo allora se ha senso parlare di concertazione quando nei mesi recenti, quando lei aveva responsabilità di governo, la concertazione sicuramente l'avete bypassata. Mi domando anche quale sia il concetto del benessere dei cittadini che esprimete, quando nel benessere dei cittadini ci dovrebbe essere la certezza del lavoro. Anche su questo penso che qualche parola andrebbe spesa, ma nel programma non ce n'è traccia. Il problema del precariato in questa Regione a diverse latitudini è un problema che forse non ha precedenti neppure ad altre latitudini; abbiamo una scuola che è per il 30% sostenuta da insegnanti che vi operano a titolo precario per il noto problema dei bandi e delle immissioni in ruolo, abbiamo tutta la gestione di una parte della cultura in riferimento ai siti museali che vive sul precariato, abbiamo tutto il settore della forestazione che vive di precariato. Penso che, nel momento in cui si parla di benessere dei cittadini, bisognerebbe che qualcuno mettesse al primo posto il diritto ad un lavoro certo, perché, se il precariato è una condizione del mondo del lavoro, riteniamo che una pubblica amministrazione non possa continuare a gestire settori vitali rispetto alle vostre scelte politiche con lo strumento del precariato: o fate la scelta della messa in ruolo in questi settori, o fate la scelta dell'esternalizzazione di tali settori e li rimettete sul libero mercato.

Rimanendo a questo programma, riteniamo sia un programma con degli "slogan" forti, con l'elenco dei problemi, un programma dove non si individuano le soluzioni e soprattutto dove manca quel "DNA" della svolta. Non si capisce bene quale sia stato l'apporto delle nuove formazioni che sono entrate a sostenere l'azione di governo del gruppo "UV" e siamo quanto mai preoccupati per il ruolo che gioca non tanto e non solo "Fédération" - che continua a giocare il suo ruolo e lo gioca bene dal suo punto di vista, perché ha conseguito la possibilità di inserirsi in maggioranza e di entrare in Giunta -, quanto piuttosto "Stella Alpina", perché non esiste in nessuna democrazia parlamentare un gruppo di maggioranza che partecipi alla costituzione della maggioranza, che sottoscriva il programma di maggioranza e che non si assuma responsabilità di governo. Fra l'altro, non è un gruppo piccolo, ma è un gruppo che, rispetto ai gruppi che formano questa maggioranza, è il secondo gruppo. Abbiamo allora il sospetto, Presidente, che dietro l'angolo delle elezioni politiche vi sia un allargamento di Giunta, nel senso di un aumento di Assessorati. Vorremmo che lei spendesse qualche parola su questo, perché, se tale ennesima crisi dovesse passare attraverso ulteriori assestamenti, quell'impegno e quella serietà che lei mette a premessa di tale nuova azione di governo verrebbe nuovamente smentita da questi fatti. Devo dire che gli amici di "Stella Alpina" sono maestri in questo campo e lo hanno dimostrato al Comune di Aosta, dove l'indomani delle elezioni comunali hanno operato fino ad ottenere l'allargamento della Giunta per far spazio a un loro rappresentante in seno all'Esecutivo.

Vorremmo capire quali sono i presupposti politici, Presidente, sui quali lei ritiene di essere buono per tutte le "stagioni". Le riconosciamo delle capacità a livello umano, personale, intellettuale, ma non crediamo si possa far politica in maniera staccata dalla passionalità di una politica sana. Stentiamo ad immaginare un Presidente Caveri, come ha ricordato lui stesso stamani, amico e frequentatore di personaggi storici della Sinistra, quali Pecchioli, Jotti, e personaggi tuttora nelle prime file della politica prodiana di Sinistra, come Fassino e lo stesso Prodi, che di colpo diventi il Presidente buono per una coalizione dove la Sinistra apparentemente scompare. Vorremmo sapere qual è l'etica, il ragionamento politico, i motivi programmatici che la portano ad essere il Presidente buono per tutte le maggioranze; così facendo, forse possiamo auspicare un giorno di governare assieme, Presidente. Vediamo che la cravatta ha delle sfumature azzurre, questo può essere di buon auspicio in una prospettiva dove l'azzurro diventerà più intenso. Crediamo però che la politica non sia come la gestione di una società, dove l'importante è fare utili, anche perché la politica va fatta con la partecipazione di quello spirito nobile dell'animo che ci porta a fare delle scelte e sappiamo che, al di là degli schieramenti, del bipolarismo, la politica della casa, del lavoro, la politica fiscale della Sinistra non è la politica fiscale della Destra; ci domandiamo come lei possa essere credibile in questa nuova stagione che lei si appresta oggi ad inaugurare. Penso che lei dovrà rispondere a tutti questi dubbi, ma non tanto nel suo intervento di replica, dove sicuramente ci potrà dare qualche risposta, quanto con dei fatti coerenti. Abbiamo la sensazione che oggi non sia cambiato nulla, salvo che siamo stati spettatori dell'ennesimo sussulto di questo "gigante" ormai in stato terminale che è l'"Union Valdôtaine" e, se qui qualcosa di storico c'è, forse è la miopia di chi non ha capito che non è necessario a volte mantenere in rianimazione artificiale, con maggioranze che nascono su presupposti che non è dato capire, una forza politica che forse ha finito il suo ciclo propulsivo. Al gruppo "Union Valdôtaine" abbiamo sempre riconosciuto un ruolo importante in questa Regione, il ruolo di aver difeso l'autonomia quando questa era in pericolo; oggi l'autonomia non è più in pericolo, oggi l'autonomia è un modello, mi sembra che il Presidente Casini lo abbia detto in maniera chiara in quest'aula non più tardi di qualche mese fa, lo Stato italiano sta improntando la sua "architettura" istituzionale sul modello federale che recepisce e raccoglie i principi dell'autonomia e oggi, paradossalmente, assistiamo a un attore che sta dilapidando il "patrimonio di famiglia". Quando lei dice che è necessario fare una riforma dello Statuto e scrive che per fare questa riforma bisogna costituire una Commissione speciale, Presidente, rimango incredulo, perché lei, che è stato un attento frequentatore della politica nazionale e della politica regionale, sa che le riforme difficilmente si fanno nelle Commissioni speciali, la Bicamerale a livello nazionale ce lo ha insegnato. Abbiamo avuto la duplice esperienza deludente di due Commissioni speciali, presieduta la prima da Louvin e la seconda da Nicco, che sono approdate al niente; siamo a metà legislatura e voi avevate il dovere politico come forza autonomista, in un momento in cui lo Stato italiano stava rivedendo la sua "architettura" istituzionale, di fare una proposta di modifica statutaria, anche perché avete la Presidenza della I Commissione affari istituzionali, presieduta dal Capogruppo del gruppo "Union" Cesal, ma in 2 anni e mezzo non avete fatto nulla. Non avete fatto nulla in 2 anni e mezzo, non avete fatto nulla con le due Commissioni precedenti, che sono 2 legislature, 10 anni, dunque sono 12 anni e mezzo, e volete farci credere oggi che nei 2 anni e qualche mese che ci separano dalla fine legislatura avrete la forza in questa situazione di proporre una modifica dello Statuto? Siamo perplessi, ma diciamo di più: l'unica "ratio" di questa ipotesi è quella di aver ridimensionato - non voglio dire sfiduciato - il Presidente Cesal, perché, a fronte di due fallimenti di due Commissioni speciali, fossi io Presidente della I Commissione, nel momento in cui questo Consiglio istituisce per la terza volta una Commissione speciale, sottraendo di conseguenza la competenza principale della tua Commissione, io mi dimetterei da quell'incarico, o comunque non accetterei di essere rinnovato negli incarichi di Commissione che verranno da qui a poco, perché, oggi come oggi, non è serio ipotizzare un meccanismo di riforma statutario attraverso una Commissione speciale. Salvo che - e forse, purtroppo, questa è la realtà - serva una commissione in più per quadrare ciò che ancora non è stato ufficializzato negli assestamenti interni alla maggioranza forse o molto più probabilmente interni al gruppo "UV". Sappiamo che una Presidenza vuol dire tante cose, di conseguenza può darsi che la "ratio" meno nobile, ma più concreta sia quella di perfezionare il meccanismo di lottizzazione.

Noi abbiamo espresso un voto negativo alla sua elezione a Presidente della Regione per i motivi che ho cercato di riassumere e che anche i miei colleghi hanno sintetizzato, ossia per un progetto di governo che non passa attraverso il nuovo, un progetto di governo che non riteniamo porti quelle novità e quelle risposte di cui la Valle d'Aosta ha bisogno. Ribadiamo il convincimento che all'indomani delle elezioni politiche in Valle d'Aosta si tornerà a parlare di crisi.

Depuis 18 heures 19 c'est le Président Perron qui remplit les fonctions de Président de la séance.

Président - La parole au Conseiller Cesal.

Cesal (UV) - Evidemment aujourd'hui, pour ce qui me concerne, c'est une journée importante, c'est presque toute la journée qu'on demande mes démissions pour une question ou pour l'autre. Je suis même heureux d'être si important et d'être devenu la cible d'une bonne partie de cette Assemblée. Je n'ai jamais eu la sensation d'être si important et aujourd'hui je prends acte de ce phénomène qui me rend heureux. Je dois reconnaître à M. Fiou une honnêteté intellectuelle que d'ailleurs je lui reconnais depuis longtemps, qui va au-delà de mon estime personnelle, qui n'a pas changé au changement de majorité évidemment. Je dirais même que je partage son analyse pour 80%, évidemment il est parti d'une perspective différente par rapport à la mienne. Je partage bon nombre de ses considérations, d'ailleurs j'ai vécu les incompréhensions - mais même le collègue Fiou les a vécues - de ces derniers mois, quand dans les rencontres officielles entre partenaires on trouvait les solutions et le jour après dans l'action institutionnelle on se trouvait à faire face à des comportements exactement contraires. C'était une situation préliminaire à ce qu'après s'est vérifié, c'est-à-dire il fallait essayer de casser à tout prix et il a fallu en prendre acte. Je partage aussi quand il parle d'une classe politique qui peut-être n'est pas conforme aux attentes de notre population, n'est pas à l'hauteur du défi, là je retiens qu'une bonne partie de solutions à ce problème doit passer à travers une révision de la loi électorale, car la sélection de la classe dirigeante de cette Région est déterminée aussi par les mécanismes de la loi électorale. L'aspect politique plus originale de cette nouvelle majorité consiste dans le fait - unique en Italie - que ni le Centre Gauche, ni le Centre Droite sont représentés à l'intérieur de l'Exécutif. Ces deux coalitions qui dominent la scène politique italienne sont à l'opposition; il s'agit, il faut le dire, d'un élément tout à fait originale, dont la validité reste à vérifier, elle sera évaluée soit pour ce qui est du parcours de ce Gouvernement, soit pour ce que cette majorité réussira à porter de l'avant. Je crois qu'il représente tout de même un élément de nouveauté. Si celui-ci c'est un aspect positif ou négatif je crois que ce ne sera que le temps à donner une réponse. Le programme que le Président réélu Caveri nous a illustré ce matin consiste dans une mise à jour des programmes des Gouvernements précédents, avec quelques éléments qui marquent une accélération de certains dossiers importants. Je me réfère à la prévision de la constitution d'une Commission spéciale chargée d'élaborer le nouveau Statut d'autonomie, en considération aussi de la continuelle évolution de la législation constitutionnelle italienne et des progrès lents, mais constants de la législature européenne. Je connais très bien la fin qu'ont faite les organismes précédents constitués à ce propos et qui se sont occupés de cette question, je ne voudrais pas rappeler les Commissions présidées par MM. Nicco et Louvin, mais j'espère que cette-ci puisse avoir un peu plus de chances à ce propos. Tout évidemment elle est liée à la volonté politique et il me semble de pouvoir affirmer qu'à l'heure actuelle il y a de la part des forces politiques une volonté à cet égard. Comme je le répète depuis longtemps, ce n'est pas une question de majorité ou d'opposition, les règles devraient être écrites ensemble, il suffit d'avoir la volonté de se confronter, la capacité de le faire. Pour ce qui concerne mon groupe politique, nous retenons d'avoir cette volonté et nous demandons à toutes les autres forces politiques de faire leur part sans ambiguïté.

Je disais avant un autre aspect plutôt important concerne la loi électorale régionale et la forme de gouvernement, qui doit être revue et adaptée à la situation contingente. Il me paraît tout à fait évident sa reconsidération, en considération aussi de la crise que nous vivons aujourd'hui; il nous faut l'adapter aux temps qui changent, à la nécessité de la rendre à même de maîtriser la frénésie du temps que nous vivons. Je n'ai pas de formules magiques, mais une réflexion s'impose et tous doivent contribuer à cette tâche.

La participation active de notre Région passe aussi pour ce qui est de l'aspect européen à travers des instruments adéquates, comme ceux que nous irons à instituer avec la loi qu'on aurait dû discuter aujourd'hui et dont je suis rapporteur, on la discutera la semaine prochaine, sur initiative de la Présidence de la Région, et qui concerne la définition des règles afférentes aux rapports entre notre Région et la Commission européenne et l'Europe. Aussi notre action passe à travers une présence politique sûre et définie dans le Parlement européen. J'invite les prochains Parlementaires valdôtains à être porteurs de ces légitimes aspirations, on en a parlé dans les temps passés, en approuvant même des initiatives législatives à ce propos, il s'agit de les finaliser à niveau italien évidemment. Moi donc j'espère que le prochain Parlement italien, là où il y aura sûrement un représentant valdôtain, puisse les réaliser, afin qu'on puisse obtenir une juste reconnaissance à ce propos.

Un autre aspect concerne la loi sur les entités locales, elle doit revenir à l'attention de ce Conseil, ce n'est pas pour reconsidérer la philosophie originale, que je retiens encore tout à fait valide, mais pour procéder à la modification de certains aspects, qui ont démontré dans le temps toute leur faiblesse.

Encore une attention particulière doit être dirigée à revoir les conditions qui règlent les incompatibilités et les inéligibilités. J'avais affirmé lors de la discussion sur le budget que, quand on parle d'infrastructures, on ne doit pas parler seulement d'œuvres publiques - et quelqu'un m'avait repris sur cette question -, mais aussi parler de règles, surtout des règles fondamentales qui régissent la machine bureaucratique régionale. C'est dans cette situation que nous devons adresser une grande partie de nos énergies. La modernisation de notre Vallée passe surtout à travers ces aspects d'ordre législatif.

Le travail donc ne nous manquera pas, il ne manquera certainement pas au Gouvernement qui ira se compléter dans quelques instants, mais il faudra que chacun de nous apporte sa contribution afin que le travail puisse être positif pour tout le monde, mais surtout pour la collectivité que nous représentons.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - È con qualche preoccupazione che prendo oggi la parola, perché mi sembra che ancora una volta il dibattito politico, quello vero, sia abbastanza assente da questo Consiglio e, quando non c'è in Consiglio un dibattito vero, le scelte si fanno da qualche altra parte e questa è un'assenza di democrazia grave, di cui parlerò più oltre. Voglio mettere immediatamente in evidenza il grave momento di instabilità politica che stiamo vivendo, è stato detto già da altri: neanche 3 anni di legislatura, 3 Governi - quanto durerà questo non si sa - e tutti e 3 i Governi nati sull'esigenza di dare stabilità all'Amministrazione della Valle d'Aosta. Mai parola è stata così abusata come in questi giorni in un nuovo progetto di stabilità proprio da parte di coloro che dell'instabilità hanno fatto la loro ragione di vivere, la loro ragione di affermarsi e guadagnare potere in questo consesso. Un richiamo allora anzitutto ad essere corretti nei confronti della Regione e della responsabilità che ognuno di noi ha verso la popolazione, per dare un Governo efficiente ed efficace, che risponda alle attese... e non è certamente con le crisi fatte in altre sedi che non il Consiglio, con altre motivazioni che non quelle programmatiche e politiche, al servizio di questo o quell'interesse personale, di questo o quel fattore "R" della politica valdostana. Dato che non ci sono motivazioni politiche, il programma è più o meno lo stesso, la compagine di governo è praticamente sovrapponibile a quella del Governo precedente, tocca a noi, "DS", cercare di fare un'analisi politica della situazione che si è venuta a creare. È evidente che c'è stato uno spostamento verso Destra del quadro politico presente in Consiglio, che è avvenuto attraverso scelte in alcuni partiti: all'interno di "Fédération" si è staccato il movimento dello "SDI" che è confluito nella nuova formazione politica, la "Rosa nel pugno", che propagandava un aggancio forte di questo movimento autonomista con il Centro Sinistra, ma anche a livello di alleanze con la "Stella Alpina", che trae origine da quella "DC" più moderata, che si era mantenuta in Regione dopo la scissione degli "ADP". Prendiamo atto di questo spostamento politico di asse, non è particolarmente un dato negativo, non è un dato positivo, ma è un dato ed è buffo che si voglia cercare di nasconderlo. Perché? In effetti non è neanche tanto uno spostamento verso Destra, è uno spostamento verso l'opportunismo.

Non reciterò, perché lo ha già fatto il collega Nicco stamani, una serie di valutazioni che sono state fatte sul clima politico che c'è in Valle. Vi è un attacco alla liberta politica e personale in Valle, è grave quando qualcuno che conosce bene le questioni, perché ha vissuto profondamente all'interno delle istituzioni, dice che in Valle d'Aosta esistono i cittadini di "serie A" e i cittadini di "serie B", le pari opportunità non ci sono, ci sono opportunità diverse. Credo allora che si debba fare una riflessione sulla quantità di democrazia esistente in Valle e mi spiace, Presidente Caveri, di dover constatare da parte sua un comportamento gravemente manchevole del rispetto istituzionale. Non voglio citare il "caro Ego" con cui ha iniziato la lettera come se questo fosse il tinello di casa sua; credo sia grave che un Presidente, incaricato dal suo movimento, non abbia sentito il dovere politico e civile di consultare tutte le forze politiche presenti in Consiglio, ma di farsi trattative non si sa bene dove, né quando, né con chi. Questo non è il modo democratico di vivere la democrazia in Valle d'Aosta! E non è un fatto formale, è un fatto profondamente sostanziale, perché è proprio quando non si ha rispetto delle istituzioni, dei passaggi formali che non si ha rispetto della popolazione, della Valle d'Aosta! Il rispetto è già stato richiamato da un pregevole intervento di una collega, credo che questa parola sia un metro con cui si andranno a valutare le azioni politiche nel prossimo periodo, ma altrettanto collegata alla parola "rispetto" c'è la parola "dignità". La parola "dignità" mi sembra un poco scomparsa dal vocabolario della politica valdostana, allora è chiaro che l'evoluzione politica può portare a cambi di maggioranza anche in corso di legislatura; ci sono stati negli anni '90, ci sono stati ancora di più negli anni '60 e '70, ci sono stati movimenti che in gran parte corrispondevano a movimenti politici percepiti dalla popolazione. Era allora sicuramente corretto che, a fronte di sommovimenti politici che capitavano nella società, questi fossero raccolti e riportati in Consiglio e alla prima occasione sottoposti al voto degli elettori. Qui si evince il contrario. Abbiamo uno sviluppo positivo che va avanti da tanti anni, basato su un profondo radicamento dei valori autonomistici e progressisti, condiviso anche da altre forze politiche, ma essenzialmente dall'"Union Valdôtaine" e dai "DS", ribadito in passaggi difficili come quelli del 2002, o del 2003, o del 2005, e qui vorrei ricordare un augurio che mi facevo il 4 luglio dello scorso anno, quando mi auspicavo che l'equilibrio politico ritrovato nell'"Union Valdôtaine" fosse una marcia in più affinché questa maggioranza potesse arrivare a un rafforzamento dell'azione di governo a servizio della Valle d'Aosta. Non è stato così, ma non se ne capisce il motivo. Non c'è un cambiamento di programma, non c'è un cambiamento di politica, non c'è un cambiamento di prospettive. Ci sono deliberati politici usati nel modo più cinico che si possa immaginare. Al 15 dicembre il movimento dell'"UV" delibera i "niveaux différents", dice: "non mischiamo la prospettiva delle politiche che potrebbe provocare qualcosa con l'Amministrazione, difendiamo l'Amministrazione regionale da questo passaggio". In corsa poi i "niveaux différents" scompaiono, dal che forse abbiamo capito con un po' di ritardo che i "niveaux différents" significavano semplicemente difendere la candidatura del Deputato uscente Collé. Oggi di nuovo in quest'aula i "niveaux différents" sono riportati; si dice: "ma come, siete già a fare campagna elettorale?", ma scusate, lo avete detto voi che i "niveaux différents" non ci sono più e noi ci eravamo scatenati ma, se non si può fare, cercheremo di farla fuori.

Troviamo particolarmente deprimente che le fotocopie da un Governo all'altro peggiorino, cioè, quando si fanno le fotocopie dei programmi, queste tendono a peggiorare perché le fotocopie non sono esattamente come l'originale. Abbiamo un programma dell'8 luglio 2003 che sono 26 pagine scritte bene con un certo ordine, poi l'integrazione del programma di legislatura del 2005, già le pagine sono diventate 20, scritte più grosse in un ordine più caotico, le 20 pagine della nuova azione del Governo regionale sono scritte sempre più grosse e si ripetono varie volte delle frasi per poter riempire il programma. Ci chiediamo allora se tutto questo non copra qualcos'altro che non si vuole dire. Qualcos'altro che sono evidentemente delle scelte che hanno altre logiche e le altre logiche sono probabilmente legate ad interessi personali di qualche potentato dell'"UV".

Trovo anche in termini di dignità penoso il tentativo di qualche esponente dell'"UV" di accreditarsi come esponente di Centro Sinistra a Roma in queste ultime settimane, cioè si fa una crisi di Giunta, non il 7, ma il 17, che non so se porti sempre bene, si sbatte fuori l'unico partito di Centro Sinistra rimasto nella coalizione, dopodiché si va a Roma a dire che siamo per il Centro Sinistra, siamo per Prodi, siamo per Fassino, siamo per Bertinotti. Un po' di dignità da questo punto di vista!

Credo sia una scelta giusta, un'ipotesi politica dire: "noi facciamo un esperimento nuovo", non dico in Italia, perfino credo in Europa... di una maggioranza che non si esprime né con il Centro Destra, né con il Centro Sinistra. Potrebbe essere un'ipotesi di lavoro interessante, potrebbe corrispondere anche ad una larga fetta di popolazione, ma lo si dica! E non si cerchi dopo a Roma, a Torino, con la Provincia di Biella e di Ivrea di spacciarsi per quello che non si è, anche perché le bugie hanno le "gambe corte"!

In termini di dignità bisognerebbe fare anche un'altra osservazione. Il Presidente Caveri stamani ha fatto una lucida analisi di qual è il più grosso rischio che ha la Valle d'Aosta: quello di chiudersi in un "cul de sac". Io credo che nel "cul de sac" avete deciso di mettervi voi, perché non trovo nessun'altra spiegazione a questo cambiamento di maggioranza se non che l'"UV", tradendo 50 anni di storia, 50 di radici, 50 anni di lotte, ha sposato l'altra Valle d'Aosta: quella della "Stella Alpina" del 2003, quella che faceva del clientelismo, della distribuzione a pioggia di contributi, dello sviluppo basato sulla conoscenza e sul legame personale il motore di questa altra Valle d'Aosta. Credo che questo sia il grande successo di cui oggi si possono vantare gli amici della "Stella Alpina" e quelli di "Fédération": di essere riusciti a spostare su quella posizione, dell'altra Valle d'Aosta, portando la Regione veramente in un grave "cul de sac". La tendenza ad andare in un "cul de sac" devo dire era già evidente, porto ad esempio i rapporti con i nostri vicini. Al di là delle dichiarazioni di distacco rispetto a questi Paesi delle Province piemontesi limitrofe, che hanno dei gravi problemi legati al totale disinteresse nei loro confronti da parte della Provincia di Torino, paesi di montagna, popolazioni alpine che hanno condiviso con noi gli ideali della Dichiarazione di Chivasso, come voler fare una specie di barriera rispetto agli altri... ma, al di là di questo, trovo che in tutti questi anni si sia parlato di "Espace Mont Blanc" e altre belle iniziative, ma che legami forti, capacità di relazione con la Savoia, con il Vallese, con l'Alta Savoia, con il Piemonte, con la Provincia di Biella non siano stati fatti assolutamente. Le faccio solo notare a proposito di pena, Presidente, che siamo andati, grazie al Presidente del Consiglio, un po' di tempo fa a fare un viaggio in Vallese a conoscere il Consiglio regionale del Vallese. Abbiamo fatto un bellissimo pranzo, l'unico politico valdostano di cui ci è stato parlato in quel pranzo era Paul Charbonnier, forse non è un caso: qualcuno che ha sempre fatto delle relazioni fra le popolazioni alpine di lingua francese un grande valore della propria vita e lo ha sempre portato con grande determinazione, fino all'ultimo giorno! Il "cul de sac" in cui ci siamo messi è anche la capacità e l'arroganza di non voler avere nulla a che fare con un partito come i "DS", che è sempre stato in maggioranza e all'opposizione assertore di tutti i valori di autonomia, di federalismo e di tutto quanto di buono questa Regione ha portato a casa negli ultimi 50 anni. Non voglio parlare solo dell'intervento per quanto riguarda il riparto fiscale, ma delle centinaia di iniziative che il nostro partito ha portato avanti a Roma, in difesa degli interessi della Valle d'Aosta, perché abbiamo profondamente radicati in noi sia i valori dell'autonomia e del federalismo, ma anche la volontà di essere capaci di relazioni con i grandi sistemi nazionali e in particolare con quello del Centro Sinistra. Il "cul de sac" è un'ipotesi negativa, in cui spero che poi, facendo tesoro delle cose dette in questo dibattito, si cerchi di non entrare troppo pesantemente, perché la sua riuscita sarebbe molto dolorosa. Cosa ci aspetta in futuro? Ci aspettano delle battaglie di libertà e di dignità, ma ci aspetta soprattutto un grande sforzo da parte di tutti coloro che credono nella Valle d'Aosta, affinché l'autonomia e il progresso tornino a governare in quest'aula. Non vi è dubbio che la maggioranza degli elettori valdostani vogliono che questa Regione sia governata dall'alleanza delle forze autonomiste progressiste che fino qui hanno garantito il benessere della Valle d'Aosta. Questo, se è vero dal punto di vista dei contenuti, non corrisponde più chiaramente all'espressione politica di tali contenuti e ne abbiamo preso atto stamani con soddisfazione, perché testimonia che tale riflessione, che abbiamo fatto anche con difficoltà, anche sapendo che questo ci costerà in termini personali... che le stesse riflessioni e anche lo stesso coraggio di affrontare questo nodo politico, mettendo a repentaglio tutta la propria personalità e la propria storia, sono state condivise da Carlo Perrin. Siamo molto riconoscenti a Carlo Perrin, lo dicevamo il 4 luglio dell'anno scorso, per lo sforzo che aveva fatto di riuscire a ricollocare all'interno delle istituzioni spinte che tendevano a portare al disastro, che poi oggi si è evidenziato. Ancora di più lo siamo oggi riconoscenti, perché ha messo la sua persona a disposizione per la ricostruzione di questo progetto. Se c'è una cosa che "grida un po' vendetta" di tali passaggi, è il tentativo da parte di una parte molto minoritaria delle forze politiche valdostane, e all'interno di queste di gruppi dirigenti ancora più limitati, di scippare il popolo valdostano della possibilità di determinare i propri Governi, di arrogarsi il diritto di chiamarsi maggioranza sulla base di intese fatte fuori dal Consiglio.

Mi auguro che gli elettori il 9 aprile sappiano dare una risposta, e hanno di fronte la possibilità per farlo, se vogliono un'alleanza autonomista progressista o se vogliono l'altra Valle d'Aosta. Noi ci siamo battuti fino ad oggi, questo credo sia il merito del nostro partito e anche la spiegazione per qualcuno che ha avuto dei dubbi su cosa sia servito tutto quello che abbiamo fatto, per fare in modo che i cittadini valdostani potessero avere di fronte una scelta chiara: la Valle d'Aosta autonomista progressista o l'altra Valle d'Aosta. Ci sono uomini, ci sono nomi, ci sono storie che identificano la scelta e il 10 aprile ne terremo ampiamente conto. Mi auguro che, di fronte a questi problemi di instabilità - qui dobbiamo fare appello a un'elezione politica anche per raddrizzare una situazione regionale -, la volontà espressa dalla maggioranza ed interpretata in modo così appassionato dal collega Cesal di affrontare il problema della legge elettorale sia coronata da successo. È evidente che questa Regione meriti un meccanismo elettorale che impedisca lo "scempio" istituzionale di questi giorni. Se una maggioranza salta, il popolo deve poter tornare ad esprimersi e devo dire grazie alla vostra precipitazione il 9 aprile lo potrà fare.

Président - S'il n'y a pas d'autres collègues qui souhaitent intervenir, je ferme la discussion générale.

La parole au Président de la Région, Caveri.

Caveri (UV) - Non userò toni da comizio, perché i comizi per le elezioni politiche inizieranno a tempo debito e si svolgeranno nei cinema e nelle piazze, non certo all'interno della prestigiosa sala del Consiglio. Sarò sintetico nella mia replica avendo già parlato a lungo stamani. In ordine di intervento, prima l'opposizione e poi la maggioranza, vorrei rispondere però a tutti i colleghi che sono intervenuti con il massimo rispetto.

Collega Squarzino, la nuova maggioranza non le piace e devo dire che la cosa non mi stupisce, anche se la ringrazio di cuore per gli auguri che ha formulato alla fine del suo intervento. Lei critica il programma per la sua genericità, io prendo atto invece della genericità delle sue critiche, tuttavia vorrei precisare qualche punto. Patto per lo sviluppo: i testi sono già stati proposti, avranno una loro continuità. "Ex Brambilla" di Verrès: l'accordo con il Politecnico non sostituirà il parziale trasferimento delle scuole. Ospedale: credo vi sia stata solo un'operazione di chiarezza. Ruoli regionali della scuola: tutto sarà concertato per personale che è già regionale, noi parliamo solo dello "status" e del contratto. "Niente sui TIR"... non è vero, si parla con chiarezza di regolamentazione del traffico sugli assi internazionali.

Consigliere Tibaldi, sul programma nessuno ha negato dell'esistenza della continuità, perché i problemi sono sempre gli stessi, tuttavia non condivido - so che non la convincerò - che vi sono filoni nuovi e significativi.

Il collega Bortot è simpatico, gli do il benvenuto anche a nome mio in quest'aula. Avendo lei fatto il ristoratore, la posso rassicurare in confidenza da "chef" a "chef", la maggioranza non avrà grandi banchetti, ma una mensa, perché questi sono i tempi che viviamo. Seriamente invece su un punto, noi sulle concessioni per gli impianti idroelettrici saremo molto severi, in questo momento, come lei sa, le concessioni sono state sospese.

Collega Fiou, la rassicuro sulla sensibilità che abbiamo rispetto ai temi concreti, senza farci inghiottire dai pifferai magici nella trappola della cosiddetta "politique politicienne", fatta di giochi movimentisti che sviliscono la credibilità dei politici, che senza grandi distinzioni finiscono nel tritacarne, nell'incomprensione dei cittadini. C'è una bella espressione in francese: i "bavardeurs", quelli che chiacchierano così; c'è un termine italiano un po' più "pecoreccio" che evito.

Collega Frassy, non sapevo, visto il suo antico lignaggio valdostano, di una sua conoscenza di cabala o della smorfia, li giocherò al lotto tutti questi 7 un po' luciferini e condividerò eventuali vincite con lei. A parte gli scherzi, ho ascoltato, ma non condivido naturalmente le sue argomentazioni, che pure rispettiamo; le confermo però nessun cambiamento. Sa come mi dispiace, collega Frassy, che non venga Berlusconi... peccato perché ero assai curioso di capire cosa avrebbe potuto dire durante la cerimonia dell'autonomia, ma mi terrò questa curiosità.

Brevemente sull'intervento un po' confuso del collega Sandri, molto sulla difensiva, talvolta Dr. Jekyll e M. Hyde, secondo le sue convenienze e anche l'indignazione del momento. Sa bene perché si crea l'instabilità, purtroppo non si crea "motu proprio", ci sono scintille che appiccano degli incendi e lei non è certo un pompiere... anzi di lotte di governo sino al baratro! Lo chiameremo fattore "S".

I colleghi della maggioranza infine. Ringrazio il collega Lavoyer, che ha inquadrato l'adesione del suo movimento a questo progetto politico con un intervento assai politico; così come ringrazio il collega Marco Viérin, che ha tracciato alcune delle linee condivise attraverso il programma della nuova maggioranza.

Je remercie Madame Adriana Viérin pour l'appel au dialogue, il faut faire trésor de ses suggestions, en sachant que heureusement la politique est faite par des personnes.

Enfin l'intervention du Chef de groupe Cesal, je partage l'ensemble de ses préoccupations. Je sais parfaitement que le chemin à parcourir n'est pas simple, je voudrais le dire pour conclure ce long débat, en confirmant que, face à la complexité, il n'y a d'autre alternative que travailler au quotidien pour résoudre les problèmes de notre Communauté.

Président - Comme convenu avec les Chefs de groupe, je suspends le Conseil pour une petite réunion concernant la composition des Commissions.

La parola al Consigliere Frassy, per mozione d'ordine.

Frassy (CdL) - So che qualcuno ci ha ipotizzato - e lei ha fatto riferimento a questa ipotesi, una sospensione per definire le Commissioni, ma noi avevamo inteso che le Commissioni sarebbero state definite una volta che venisse definito l'assetto di Giunta. In assenza della definizione di Giunta, riteniamo non vi siano i presupposti politici per andare ad individuare Presidenze, Vicepresidenze o composizioni delle Commissioni, salvo che questa sia un'esigenza della maggioranza di andare ad assegnare Presidenze e Vicepresidenze delle Commissioni per poter poi procedere alla votazione degli Assessori. Riteniamo si debba procedere, come abbiamo sempre proceduto, prima ad insediare l'Esecutivo, avuta certezza che vi sia l'Esecutivo e che vi sia la maggioranza non abbiamo nessuna difficoltà, come abbiamo sempre fatto, ma dopo, ad andare a definire le Commissioni. Ci sembra una procedura insolita e poco logica dal punto di vista dei passaggi istituzionali. In questo momento non c'è maggioranza, né Governo; di conseguenza, pensiamo sia intempestivo, forse ci siamo capiti male, ma penso che con questa precisazione, senza polemica, sia facile recuperare il filo procedurale e logico del percorso.

Presidente - Collega, nessun problema. Volevo solo fare tale riunione per iniziare ad affrontare il problema insieme con i Capigruppo, affinché questi ultimi potessero parlarne nei rispettivi gruppi e ragionare chi va nelle Commissioni. Le ricordo che le Presidenze vengono decise all'interno delle Commissioni stesse. Da parte mia non vi è alcuna difficoltà, credevo con questo di agevolare il lavoro dei gruppi... nessun'altra volontà perché, per prassi, per la composizione delle Commissioni ogni gruppo deve parlare con i colleghi disponibili, vanno composte 5 Commissioni, questo necessita un lavoro lungo all'interno dei gruppi. Ritenevo che durante le votazioni, avendo già fatto una prima riunione, i colleghi potessero parlare fra di loro e formalizzare una proposta complessiva, ma non vi è alcuna difficoltà da parte mia a procedere come meglio si crede. Si preferisce votare il Governo prima? Da parte mia nessun problema.