Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1733 del 25 gennaio 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 1733/XII - Prospettive economiche ed occupazionali dell'azienda Balzano di Verrès. (Interrogazione)

Interrogazione

Tenuto conto che il 16 gennaio il Tribunale di Aosta si pronuncerà in merito alla concessione o meno del concordato preventivo per l'azienda Balzano di Verrès;

Sottolineate le evidenti ricadute economiche ed occupazionali che tale scelta potrebbe comportare;

Preoccupati per il futuro dell'azienda e dei suoi lavoratori;

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

L'Assessore competente per sapere:

1) quali sono le determinazioni del Tribunale di Aosta in merito alla richiesta di concordato preventivo per la Balzano;

2) quali sono le prospettive economiche e occupazionali dell'azienda alla luce della decisione presa dal Tribunale di Aosta.

F.to: Lanièce - Stacchetti

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - Sui problemi della "Balzano", sulla base di diverse interrogazioni fatte dal collega Lanièce, avevamo già affrontato questo problema nelle sedute di ottobre e di dicembre; oggi farò un aggiornamento rispetto alla situazione.

Nell'ultima riunione, nel Consiglio del 20, 21 e 22 dicembre, avevo detto, in risposta all'interpellanza del Vicepresidente Lanièce, che il Tribunale di Aosta, in data 23 novembre 2005, aveva ammesso alla procedura di concordato preventivo la "Balzano Industrie S.r.l.". Successivamente, l'11 gennaio 2006, il Tribunale ha pronunciato sentenza di fallimento nei confronti della "Balzano Industrie S.r.l." e ha nominato curatore il dott. Walter Bullio. In relazione a quanto avevo detto nel Consiglio di dicembre, l'azienda che avrebbe dovuto garantire il concordato... non lo ha fatto... questo è il dato evidente che è venuto fuori, tanto che anche nel Consiglio di dicembre avevo parlato al condizionale. In data 17 marzo 2006 ci sarà l'esame dello stato passivo. Ieri ho incontrato il curatore fallimentare dott. Bullio, il quale mi ha assicurato il proprio impegno nel cercare 2 soluzioni... questo deve fare un curatore: da un lato, garantire il credito dei creditori del fallimento e, dall'altro, cercare di trovare delle soluzioni che consentano la continuità dell'attività produttiva.

Immediatamente dopo la sentenza del Tribunale che ha dichiarato fallita la "Balzano", sempre presso l'Assessorato alle attività produttive si è svolta una riunione con le organizzazioni sindacali e con una consulenza indicata dalla curatela, e si è sottoscritto l'accordo per la presentazione della cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti dell'azienda - che attualmente sono 31 - per 12 mesi, come previsto dalle attuali norme. Le aziende che si trovano in procedura concorsuale hanno diritto ad una cassa integrazione di 12 mesi, quindi per quanto riguarda la situazione "Balzano" questa possibilità è stata attivata.

Per quanto riguarda la prosecuzione dell'attività produttiva, il dott. Bullio si è impegnato a verificare con le 2 aziende che attualmente hanno un contratto di affitto di ramo di azienda, ovvero la "EBI", che si occupa di produzione nell'ambito del casalingo e la "SICAM" che si occupa di lavorazioni meccaniche, le condizioni per il rinnovo del contratto di affitto di ramo d'azienda, perché con la dichiarazione di stato di fallimento da parte del Tribunale i vecchi contratti vengono a decadere e devono essere fatti "ex novo". Ci auguriamo che questo possa proseguire; non nascondo che, soprattutto in un caso, qualche punto interrogativo sulla possibilità di prosecuzione del contratto di azienda potrebbe esserci; d'altra parte siamo rimasti d'accordo con il curatore che ogni evoluzione della situazione sarà seguita congiuntamente con l'intento che dicevo prima.

Per quanto riguarda l'immediato, tutti i lavoratori possono quindi accedere alla cassa integrazione, l'accordo è stato sottoscritto fra le parti ed è operativo; si tratta ovviamente di lavorare per trovare soluzioni per la continuità dell'attività produttiva con i problemi che accennavo prima.

Presidente - La parola al Vicepresidente Lanièce.

Lanièce (SA) - Prendiamo atto di questa situazione che dimostra, purtroppo, che anche l'inizio del 2006 non è stato molto favorevole alla nostra industria. Concordiamo sulla necessità di seguire con attenzione il problema della "Balzano", problema che è stato più volte sollevato in quest'aula dal sottoscritto.

Proprio per le continue sollecitazioni fatte in passato sul problema della "Balzano", oggi bisogna fare qualche considerazione di tipo politico, nel senso che spesso parliamo di "problemi industriali collegati al problema della globalizzazione", a problemi esterni alla nostra Valle, per cui alcune situazioni di crisi possono trovare spiegazione in fattori esterni, ma in questo caso devo dire che c'è una certa responsabilità interna, non tanto dell'Assessore, ma della parte burocratica, perché la verità è che sulla "Balzano" c'era un imprenditore forte, disponibile, che era la "Nordinox" di Schio, che aveva presentato un piano industriale che prevedeva l'assunzione di 30 dei 40 operai di allora, a fronte di una riduzione del costo dell'affitto dell'azienda. I funzionari della "Finaosta" - e penso dell'Assessorato - hanno risposto "picche"; a seguito di ciò ci troviamo, oggi, in questa difficile situazione e questo lei Assessorelo sa, lo sanno i sindacati, lo sanno tutti!

Quanto ho appena affermato è da tenere in debita considerazione. In passato, abbiamo visto che molte aziende non hanno pagato l'affitto alla Regione, e spesso sono stati dati in comodato gratuito gli stabilimenti: per la Balzano c'era un imprenditore (Nordinox) valido che aveva fatto unta proposta ma purtroppo non è stata accettata, e oggi ne paghiamo le conseguenze! Questa per me è una colpa che ascrivo alla struttura burocratica che ha sbagliato nella valutazione, e oggi però pagano gli operai e, ancora una volta, la bassa Valle! Questo è un rimprovero che voglio fare, e quindi mi auguro che tale situazione negativa serva da lezione per il futuro. Ben venga la legge di riforma di "Finaosta", perché la "Finaosta" deve essere uno strumento per aiutare lo sviluppo, non per affossare gli imprenditori che portano avanti delle iniziative valide! Questo è un esempio, e mi auguro che a breve si possa trovare la soluzione; il fatto che ci sia la cassa integrazione è un piccolo "contentino", ma mi auguro che il curatore fallimentare riesca a garantire la continuità dell'attività, anche se fra i 2 imprenditori attuali - come ha detto anche l'Assessore - uno dei due dimostra già delle carenze, perché in pochi mesi non è riuscito neanche a pagare gli stipendi! Se uno arriva, affitta un ramo di azienda e fa delle promesse, ci presenta un piano che è stato portato in quest'aula, un piano complesso, che prevede l'assunzione di tanti operai specializzati, e poi non riesce neanche a fine mese a pagare gli stipendi... dov'è la sua liquidità? Non cerchiamo di metterci in casa uno che è peggio di chi c'era prima!

Questa penso sia un'indicazione, dobbiamo essere chiari, anche perché mi è stato anche riferito che ci sono problemi con "ITALGAS" nei pagamenti, ci sono problemi anche con "DEVAL", e inoltre la centrale elettrica che ha preso fuoco nel 2003 è ancora oggi non funzionante, ci sono ancora grossi problemi per gli arretrati! Purtroppo c'è stato uno sbaglio, lo sanno anche i sindacati, sbaglio che purtroppo ha portato oggi al fallimento dell'azienda: ciò deve servire da lezione per far sì che su certe scelte prevalga la politica. Dobbiamo andare avanti... vogliamo rilanciare l'industria? Allora bisogna mettere da parte i burocrati, quelli che chiedono 200 per dare 50; dobbiamo decidere se vogliamo rilanciare l'industria o se l'industria non debba più esistere in Valle d'Aosta: questa è una scelta politica, ma veramente bisogna fare attenzione.

Invito l'Assessore a seguire con particolare attenzione la "Balzano", ma anche le altre industrie, nella speranza che il 2006 sia l'anno di svolta, ci sia un'inversione di rotta, ma per fare un'inversione di rotta la politica deve essere in primo piano, bisogna dare indicazioni precise e far sì che vengano seguite, non lasciare l'impresa in mano ai burocrati, che come nel caso della "Balzano" finiscono per affossarla e decretarne il fallimento!