Oggetto del Consiglio n. 794 del 4 agosto 2004 - Verbale

OGGETTO N. 794/XII - Salvaguardia dell'autonomia della Valle d'Aosta in relazione al disegno di legge costituzionale di modificazione della Parte II della Costituzione. (Approvazione di risoluzione e reiezione di altra risoluzione)

Il Presidente PERRON propone di procedere all'esame della risoluzione, presentata dai Consiglieri CESAL, NICCO, LA TORRE, MAQUIGNAZ, PASTORET e Marco VIÉRIN iscritta al punto 15 dell'ordine del giorno dell'adunanza, nonché della risoluzione presentata dai Consiglieri RICCARAND, CURTAZ e Secondina SQUARZINO.

Illustra il Consigliere CESAL.

Intervengono i Consiglieri NICCO, RICCARAND, Marco VIÉRIN e FRASSY, che chiede una breve sospensione dei lavori.

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Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 22,14 alle ore 22,53.

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Ripresi i lavori, interviene il Consigliere CESAL, che presenta un nuovo testo modificato della propria risoluzione.

Prende la parola il Consigliere CURTAZ, che dichiara la non partecipazione al voto del gruppo Arcobaleno - Vallée d'Aoste.

IL CONSIGLIO

- nel nuovo testo presentato dal Consigliere CESAL;

- ad unanimità di voti favorevoli (presenti e votanti: ventiquattro);

APPROVA

la sottoriportata:

RISOLUZIONE

APPRESO che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha licenziato, modificandolo, il 26 luglio scorso, il testo del Disegno di legge costituzionale di modificazione degli articoli della Parte II della Costituzione, già approvato dal Senato nella seduta del 25 marzo scorso;

RILEVATO come, tra le modifiche approvate, quella che ha determinato l'inserimento del comma 15 all'articolo 43 del disegno di legge costituzionale - che recita: "sino all'adeguamento dei rispettivi statuti e salvo quanto previsto dall'articolo 34, comma 6, le disposizioni della presente legge costituzionale si applicano anche alle Regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano? - sia particolarmente lesiva delle prerogative statutarie della Valle d'Aosta e delle altre Regioni a Statuto speciale e Province Autonome, le quali vedrebbero immediatamente, a seguito dell'entrata in vigore della legge costituzionale in questione, stravolti i rispettivi statuti, anche in riferimento al procedimento elettorale dei Consigli regionali;

CONSIDERATO che una tale operazione configura, nella sostanza, una implicita e peggiorativa modifica dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, senza che il Consiglio regionale sia in alcun modo stato sentito in merito, nemmeno nel rispetto della pur debole garanzia di cui all'articolo 50, comma 3, dello Statuto speciale;

CONSIDERATO, anzi, che le indicazioni espresse dal Consiglio regionale stesso con la propria mozione n. 314/XII del 19 dicembre 2003 sono state completamente disattese - in ordine alla richiesta del principio dell'intesa e della partecipazione attiva della Regione all'elaborazione dei provvedimenti di carattere costituzionale che la riguardano e alla necessità che la seconda Camera del Parlamento sia costituita da rappresentanti degli enti territoriali ivi rappresentati in modo paritario - malgrado le iniziative intraprese dal Presidente della Regione nei confronti dei Presidenti del Senato e della Camera in accordo con i Parlamentari valdostani;

CONSIDERATO altresì che il nuovo articolo 43, comma 15, del disegno di legge costituzionale, se approvato, comporterà, in particolare, il completo svilimento dell'articolo 18 dello Statuto valdostano oltre che la reintroduzione del controllo di merito sulle leggi regionali in base al parametro del cosiddetto "interesse nazionale", prerogative irrinunciabili per la nostra autonomia;

RITENENDO, pertanto, il disegno di legge costituzionale in argomento estremamente lesivo del sistema di autogoverno valdostano, in quanto comportante la cancellazione della nostra specialità, precostituzionale e fondata su profonde e antiche radici storiche e culturali;

IL CONSIGLIO REGIONALE

RICHIAMA

la propria mozione n. 314/XII del 19 dicembre 2003;

ESPRIME

forte preoccupazione sul risultato dei lavori parlamentari relativamente al Disegno di legge costituzionale di modificazione degli articoli della Parte II della Costituzione, così come licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, il 26 luglio 2004;

RIBADISCE

l'imprescindibile necessità che l'ordinamento della Repubblica si sviluppi nel senso di un reale federalismo, salvaguardando le potestà e le competenze statutarie della Valle d'Aosta e delle Regioni e Province ad autonomia differenziata e prevedendo che la seconda Camera del Parlamento sia costituita da rappresentanti degli enti territoriali, ivi rappresentati in modo paritario;

CONFERMA

l'esigenza che le modificazioni dello Statuto speciale della Valle d'Aosta avvengano sulla base del principio di intesa con il Consiglio regionale da introdursi con legge costituzionale, e, comunque, nel rispetto della procedura di consultazione del Consiglio della Valle sancita dall'articolo 50, comma 3, dello Statuto speciale della Valle d'Aosta;

RIAFFERMA

la necessità che il Disegno di legge costituzionale di modificazione degli articoli della Parte II della Costituzione, attualmente all'esame del Parlamento, riporti una forte clausola di salvaguardia per le autonomie differenziate, prevedendo che le modificazioni alla Costituzione si applichino a queste esclusivamente ove prevedano forme di autonomie più ampie rispetto a quelle di cui esse già dispongono, secondo i rispettivi Statuti e le relative norme di attuazione;

INVITA

i Parlamentari valdostani ed i Gruppi parlamentari tutti a voler sostenere le posizioni espresse dal Consiglio e ad intraprendere ogni utile iniziativa a difesa e per la valorizzazione dell'autonomia della Valle d'Aosta;

INVITA

il Presidente della Regione e il Governo regionale a proseguire nell'adozione di ogni misura idonea alla tutela delle prerogative della Valle d'Aosta.

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Il Presidente pone in votazione la risoluzione presentata dai Consiglieri RICCARAND, CURTAZ e Secondina SQUARZINO.

IL CONSIGLIO

Con voti favorevoli: tre (presenti: venticinque; votanti: tre; astenuti: ventidue, i Consiglieri BORRE, CERISE, CESAL, COMÉ, FERRARIS, FEY, FIOU, FOSSON, FRASSY, ISABELLON, MARGUERETTAZ, NICCO, PASTORET, PERRIN, PERRON, PRADUROUX, RINI, STACCHETTI, VICQUÉRY, Adriana VIÉRIN, Laurent VIÉRIN e Marco VIÉRIN).

NON APPROVA

la sottoriportata

RISOLUZIONE

VISTO il testo del Disegno di legge costituzionale approvato lo scorso 26 luglio dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati;

RILEVATO che nel testo scaturito dai lavori della Commissione sono state mantenute ed aggravate scelte contraddittorie rispetto ad un'impostazione autenticamente federalista;

EVIDENZIATO, in particolare:

  • che è stata mantenuta una discutibile contestualità fra l'elezione dei consigli regionali e l'elezione del Senato;
  • che è stato attribuito al Presidente della Repubblica il compito di indire le elezioni regionali;
  • che, in nome dell'"interesse nazionale", è stata reintrodotta una forma di controllo di merito sulle leggi regionali;

EVIDENZIATO che alcune disposizioni appaiono penalizzanti rispetto alle esperienze autonomistiche più avanzate e radicate, come quelle delle regioni a Statuto speciale;

RIBADITA la necessità di una trasformazione dello Stato italiano in senso federale rafforzando l'autonomia, la responsabilità e la capacità di autogoverno delle Regioni;

EVIDENZIATO che non esiste vero federalismo senza il federalismo fiscale e che anche sotto questo aspetto il Disegno di legge costituzionale è notevolmente carente;

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA

ESPRIME

un giudizio negativo sulle disposizioni del disegno di legge di riforma costituzionale che comprimono gli spazi di autonomia e di autogoverno delle Regioni a Statuto speciale;

RIBADISCE

la necessità che la riforma federale dello Stato italiano innalzi le competenze e le potestà delle Regioni a Statuto ordinario, senza comprimere e stravolgere le potestà e le competenze delle Regioni a Statuto speciale;

AFFERMA

l'importanza decisiva del federalismo fiscale e la necessità di capovolgere l'attuale impostazione tributaria centralista, tramite l'inserimento nella Costituzione della quota del gettito tributario che le Regioni devono destinare allo Stato ed al Fondo perequativo ed attribuendo tutto il resto, cioè la maggior parte del gettito tributario, alle casse delle Regioni;

INVITA

i parlamentari valdostani ad operare per una revisione del testo di riforma costituzionale secondo i principi sopraindicati.

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