Oggetto del Consiglio n. 757 del 28 luglio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 757/XII - Valutazioni sul primo bilancio d'esercizio 2003 della Casinò S.p.A. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso:
- che il primo bilancio d'esercizio 2003 della Casinò S.p.A. si è chiuso con una perdita di quasi 2,8 milioni di euro, confermando la situazione di declino che sta attraversando la Casa da gioco valdostana da diversi anni a questa parte;
- che tale perdita erode il capitale sociale per oltre un terzo;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore delegato per sapere:
1. se e quando gli amministratori hanno convocato l'assemblea dei soci;
2. quali deliberazioni ha adottato l'assemblea dei soci;
3. quali considerazioni esprime su quanto esposto in Premessa e quali provvedimenti intende adottare.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Esprimerò valutazioni più approfondite nel momento in cui il bilancio verrà trattato in tutta la sua integrità, in occasione di una relazione che dovrà presentarci il Presidente della Regione in ossequio all'articolo 8 della legge n. 36/2001. Una valutazione complessiva possiamo però già farla, anche perché abbiamo avuto un'audizione in commissione la settimana scorsa e sinteticamente, sulla base di questo approfondimento e anche sulla base dei numeri che emergono da tale documento, possiamo dire che l'esordio della "Casino S.p.A." è un macello sotto il profilo contabile, amministrativo e gestionale. Assessore, è un macello perché la "Casino S.p.A." doveva costituire quel cambiamento di pagina, quel passaggio dalla Gestione straordinaria ad una società con un'impronta privatistica, ancorché partecipata al 99% dalla Regione e all'1% dal Comune di Saint-Vincent; cambiamento di pagina che in realtà non vi è stato. Ci è stato detto: "ora non vi sono più alibi, ora vi sarà il rilancio della casa da gioco"; se questo è il rilancio, è meglio cambiare direzione! Il bilancio 2003 della "Casino S.p.A" è purtroppo coerente con il passato, è cioè un bilancio in perdita. Al Casinò di Saint-Vincent, come in tutti gli altri casinò, esistono due colori: il rosso e il nero. Noi dal 1994 ad oggi continuiamo solo a veder rosso e questo purtroppo per noi, perché sarebbe opportuno che non solo sui tavoli verdi si vedesse ogni tanto il nero, ma anche a livello contabile tornasse questo colore. Questo ennesimo risultato negativo contraddistingue la gestione della casa da gioco e la negatività non è solo ravvisabile nella perdita, cioè in quei 2,8 milioni di euro che segnano lo sbilancio dell'esercizio annuale; la negatività ancora una volta è sottolineata nei volumi di produzione, che sono in contrazione rispetto agli anni precedenti e nella quota di mercato che si riduce ulteriormente. Sono questi due gli elementi di pesantezza economica della gestione della casa da gioco. Questo andamento è confermato anche nel bilancio intermedio del primo quadrimestre 2004, di cui ci è stata data copia nei giorni scorsi; il deficit dei primi 4 mesi è di 307.000 euro e gli stessi proventi di gioco... segnano che, purtroppo, l'auspicata inversione di tendenza resta ancora nella fantasia di qualcuno, a parte forse un dato positivo che lei potrà citare relativamente ad una settimana o una decade che è caduta il mese scorso. Questo risultato scandaloso si riflette sul capitale sociale, che risulta eroso per oltre 1/3 e la cui erosione genera degli adempimenti da effettuare ai sensi del Codice civile, in particolare l'articolo 2446 prevede una riduzione del capitale per perdite.
Ancora una considerazione sui fattori economici che condizionano questo risultato di periodo, il 2003, e sono fattori che sono stati analizzati e considerati correttamente dagli attuali consiglieri di amministrazione nella relazione di bilancio: "La perdita maturata in corso di esercizio..." - leggiamo nella relazione del bilancio intermedio del 2004 - "... è dovuta in presenza di un andamento della gestione caratteristica sostanzialmente in linea con quella dell'esercizio 2003..." - e aggiunge - "... che però registrava già una flessione rispetto agli esercizi precedenti..." - quindi conferma la situazione di declino che sta caratterizzando questa azienda - "... e di un pesante carico fiscale imputabile all'IRAP data l'elevata incidenza sui costi di esercizio della componente lavoro, principalmente alcuni fattori di natura straordinaria che andranno a pesare sull'esercizio 2004 in modo significativo".
Il consiglio di amministrazione indica 3 cause responsabili di tale situazione: il contenzioso molto pesante, un fardello che si trascina da anni e che aumenta nella sua inestricabilità; i costi relativi agli interventi di riorganizzazione aziendale, e questo è un fattore molto grave perché i manager preposti al conseguimento di questo obiettivo si sono distinti unicamente per l'entità degli oneri sostenuti, ma non si sono visti risultati; infine i maggiori oneri conseguenti al rinnovo del contratto di lavoro, quantificati in 1,2 milioni di euro, ma anche qui l'aspetto scandaloso è che il rinnovo del contratto per 850 dipendenti, quantificato in 1,2 milioni di euro, abbia un costo complessivo inferiore alla liquidazione erogata all'ex Direttore generale: 1,3 milione di euro. È costato meno rinnovare il contratto a tutti i dipendenti che non liquidare un direttore generale, la cui missione strategica è fallita!
Ascoltavo prima, quando cercava di dare una risposta ad un'altra "matassa" tutt'altro che dipanata, ossia l'accerchiamento della casa da gioco, che l'attuale piano di sviluppo è inattuabile. E allora che questo consiglio di amministrazione si adoperi per definire un nuovo piano strategico! A distanza di 6 mesi abbiamo assistito solamente alla faticosa individuazione di 3 responsabili di area, dopo una laboriosa ripartizione di deleghe e competenze tra i singoli componenti del consiglio di amministrazione; non abbiamo visto però alcuna linea di indirizzo chiara che preluda al rilancio auspicato. A questo punto i dati diventano cifre che pesano, diventano debiti che comportano un intervento ai sensi dell'articolo 2446 del Codice civile. Vorremmo capire qual è l'intenzione dell'azionista di maggioranza, di cui Lei, Assessore, rappresenta le volontà in assemblea. Visto che si preannuncia la convocazione di un'assemblea straordinaria, vorremmo sapere se è già stata o se sarà convocata, perché è la prima domanda che le poniamo; la seconda chiede quali eventuali deliberazioni sono state adottate dall'assemblea dei soci in questo caso.
La proposta che fanno gli amministratori è quella di coprire totalmente le perdite di esercizio del 2003, pari a quasi 2,8 milioni di euro, di coprire l'ulteriore perdita del primo quadrimestre, che è di oltre 300 mila euro, e di ricapitalizzare la società fissando la misura del capitale ad un ammontare non inferiore ai 5 milioni di euro, cioè a quel valore che era inizialmente previsto quando venne costituita la S.p.A.. Questo è in sintesi ciò che propongono gli amministratori ai soci. Lei rappresenta il socio quasi totalitario di questa "Casino S.p.A.", anche perché l'altro socio, più che fare lo spettatore e mettere mano al portafoglio, penso non possa fare.
Ci dica, Assessore - e questa è la terza domanda - quali considerazioni esprime su questo andamento gestionale, da noi giudicato estremamente infelice, e come intende far fronte a queste ennesime perdite generate nell'esercizio 2003.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - La presentazione da parte del Consigliere Tibaldi dell'interpellanza è stata una presentazione "alluvionale" sia nei termini utilizzati, sia per il tempo; in realtà, l'iniziativa è molto più stringata ed esprime delle richieste molto specifiche, quindi prima darò una risposta all'interpellanza e poi farò qualche nota di commento alla presentazione, che ha debordato.
Per quanto riguarda la prima domanda, gli amministratori hanno convocato l'assemblea a mezzo di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il 14 giugno 2004, foglio delle inserzioni n. 137, avviso S 15799.
"Quali deliberazioni ha adottato l'assemblea dei soci?". L'assemblea aveva 4 punti all'ordine del giorno: provvedimenti di cui all'articolo 2364 Codice civile, provvedimenti di cui all'articolo 2446 Codice civile, gettone presenza del segretario del consiglio di amministrazione, risoluzione rapporto di lavoro con il Direttore generale. L'assemblea ha avuto regolare svolgimento in prima convocazione il 30 giugno, il bilancio costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa è stato approvato dai soci all'unanimità; nel contempo, in considerazione della perdita della società che porta il capitale sociale al di sotto del terzo, l'ordine del giorno della stessa assemblea prevedeva anche il seguente punto: provvedimenti di cui all'articolo 2446. Sul punto l'assemblea dei soci, in considerazione delle perdite subite dalla società, ha esaminato congiuntamente alla bozza di bilancio al 31 dicembre 2003 anche il progetto di bilancio intermedio al 30 aprile 2004 predisposto dal consiglio di amministrazione. L'esame ha determinato l'assemblea dei soci a decidere il rinvio ad un'assemblea straordinaria da convocarsi a settembre, per deliberare la riduzione del capitale sociale, pari alla perdita accumulata, e la ricapitalizzazione della società, fissando il capitale sociale a un ammontare non inferiore ad euro 5 milioni. Il verbale verrà depositato, mi sono fatto dare una bozza, dal punto di vista specifico, il deliberato dice: "... di approvare il bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2003 unitamente alla relazione di accompagnamento, di approvare il bilancio intermedio chiuso al 30 aprile 2004 unitamente alla relazione di accompagnamento, di rinviare a nuovo le perdite risultanti dai bilanci testé approvati, incaricando il consiglio di amministrazione di procedere alla convocazione di un'assemblea straordinaria per deliberare la copertura delle predette perdite a mezzo della riduzione del capitale sociale e successiva ricapitalizzazione della società".
"Quali considerazioni esprime su quanto espresso in premessa...": sulle cause dei risultati dell'esercizio al 31 dicembre 2003 e al 30 aprile 2004 ci permettiamo di ricordare che le stesse sono da attribuirsi a componenti di reddito negative di carattere straordinario - 1,7 milione di euro - per rettifiche di diversa natura, relative a cessione del ramo di azienda, oltre a circa 810.000 euro per svalutazioni di beni mobili e immobili e per il quadrimestre 2004 la risoluzione del rapporto con il Direttore generale. Le considerazioni avremo modo di farle quando il Consiglio affronterà questo punto, come previsto dalla legge istitutiva della società per azioni. Direi che rispetto ai dati, quindi sia quelli generali di diminuzione di proventi, sia il risultato di esercizio, oggi come oggi, non abbiamo delle considerazioni particolari rispetto a quelle da noi già effettuate, nel senso che nel tempo abbiamo monitorato e preso atto di questa diminuzione. Credo che siano numerose le interrogazioni che si sono soffermate su questo 2003 che non è stato felice né dal punto di vista degli ingressi, né da quello dei proventi. Il risultato di esercizio, al contrario, ha fatto emergere delle situazioni che fino ad oggi non avevamo preso in considerazione, cioè queste sopravvenienze e queste rettifiche di valore sono sinceramente un fatto straordinario, e qui faccio il plauso agli amministratori in carica, che hanno avuto l'attenzione per valutare e bonificare tutta una serie di dati. Non ritrovo nella presentazione dell'interpellanza una corrispondenza fra quanto dichiarato e la realtà, perché, se il Consigliere Tibaldi mi ha detto che ha i numeri, ricorderà tuttavia che in un precedente Consiglio ho parlato di un progressivo al 10 luglio superiore a quello del 2003; quindi gli introiti dal 1° gennaio 2004 al 10 luglio 2004 rapportati allo stesso periodo dell'anno precedente davano un segno positivo. Al 20 luglio abbiamo di nuovo un segno meno zero virgola qualcosa in percentuale, qualcosa come 2-300 mila euro in negativo. Le anticipo fin d'ora che al 31 luglio avremo di nuovo un segno positivo, perché l'andamento degli introiti complessivamente della casa da gioco è in crescita rispetto al 2003. Credo che il Consigliere Tibaldi possa felicitarsi insieme a me per questo; parliamo di gioco di azzardo, dove queste oscillazioni possono anche dipendere dal "fato", non dalle "fate", ma ricordo che i prelievi nelle casse sono stati "spesati", quindi il bilancio che avete avuto modo di apprezzare al 30 aprile 2004 già teneva conto di quegli ammanchi. Spero che le forze dell'ordine e gli organi preposti al controllo che sono stati attivati successivamente alle denunce del consiglio di amministrazione individuino i responsabili ma, dal punto di vista economico, tutto è stato preso in considerazione. Tendenzialmente dobbiamo prendere atto che abbiamo da un certo punto di vista la tenuta rispetto ai dati, quindi devo contrastare con forza delle affermazioni che continuano a dare il Casinò in discesa, al massimo permettetemi di dire che è un andamento costante. Qualcuno dirà: "bella roba, se avete continuità rispetto all'anno peggiore della storia del Casino!". Io dico che invertire una rotta non è semplice; dico che, per onestà intellettuale, siano state rappresentate certe criticità nell'organizzazione e quindi anche questo mi pare non costituisca una novità; ritengo che, con tutti i limiti umani che hanno, gli amministratori stanno facendo un lavoro egregio, quindi credo di poter tornare su questo argomento fiducioso di interpellanze o di interrogazioni alla ripresa, con dei dati che confortino ulteriormente e il segno più sia una costante...
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
... i provvedimenti in sede di assemblea sono per abbattere il capitale sociale e ricostituirlo. Dal punto di vista amministrativo, verifico se dovrà essere il Consiglio o la Giunta... faremo ovviamente le cose che sono opportune. Non credo che la ricostituzione del capitale sociale a 5 milioni di euro costituisca una modifica statutaria perché, se il capitale sociale cambiasse, allora sicuramente quella costituirebbe una modifica allo statuto e sicuramente il Consiglio regionale dovrebbe esprimersi. Evidentemente l'utilizzo delle risorse in bilancio dovrà essere fatto in modo adeguato, quindi, se sarà il Consiglio, verrà portato in Consiglio, ma questo evidentemente avverrà per settembre, quindi avremo modo alla ripresa di soffermarci sul problema.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Assessore, io tendenzialmente penso positivo, però, di fronte a tutti questi "se" e "ma" non ritengo ancora di felicitarmi con lei e con i suoi amministratori in carica! Oggi abbiamo avuto l'ennesima prova che lei coadiuva molto gli amministratori nelle decisioni che vengono prese mano a mano, cioè ci pare di capire che lei abbia una notevole dimestichezza e conoscenza delle situazioni che quotidianamente si verificano al Casinò, come l'andamento degli introiti. Lei ha detto: "al 10 luglio eravamo leggermente sopra lo zero, ma il 20 luglio scenderemo leggermente sotto lo zero, per risalire a fine luglio", dunque è lei il gestore a tutti gli effetti della casa da gioco! Probabilmente lei possiede la "sfera di cristallo", per questo forse possiamo felicitarci, perché lei sta giocando con questi numeri, che peraltro al 30 giugno segnavano quasi un 1% in meno rispetto a quello che è stato definito "l'annuus horribilis": il 2003. Parlare di inversione di tendenza e fare un plauso agli amministratori in carica ci pare prematuro, anche perché se è vero che costoro hanno assunto l'onere di portare avanti il fardello gestito dai predecessori... ed effettivamente loro non è che abbiano delle responsabilità dirette, lo dice lo stesso presidente: "Non eravamo noi i responsabili di quella gestione, quindi non siamo noi coloro ai quali devono essere imputate queste situazioni", è altrettanto vero che vi era pur qualcun altro che gestiva la casa da gioco. Sembra quasi che in passato non vi sia stato nessuno... eppure qualcun altro vi è stato e qualcun altro ha l'onere della responsabilità. Gli effetti infausti del passato si stanno propagando in 2 direzioni: nella direzione della Gestione straordinaria in liquidazione e nella direzione della "Casino S.p.A.", e sono conseguenze che pesano enormemente sulla possibilità di un rilancio in tempi brevi, anche perché, al di là delle cifre "nude e crude", il futuro annuncia tinte che sono tutt'altro che rosee, come lei ha voluto farci immaginare. Vi sono i contenziosi aperti, le cause con il personale - che hanno visto addirittura i dipendenti avere ragione nei confronti dell'azienda -, la trattativa per l'acquisizione del "Billia", che blocca l'avvio di un piano di sviluppo e sulla quale non è stata ancora sciolta una riserva definitiva; vi sono tutta una serie di "zeppe" che appesantiscono il rilancio strategico della casa da gioco.
Oltre alle risposte che ci ha fornito in merito ai tempi di azione del consiglio di amministrazione, l'approvazione del bilancio all'unanimità, immaginiamo anche come il socio di minoranza sia stato costretto suo malgrado ad approvare questo bilancio. Constatiamo con preoccupazione che la Giunta regionale è in estremo affanno nel tirare fuori il Casinò da questo "pantano". Lo è perché non riuscite a scindere il ruolo politico da quello gestionale, perché Lei assessore fa il gestore della casa da gioco, perché avete impiegato 6 mesi per individuare delle figure di responsabilità, perché non avete nemmeno un organigramma definito e soprattutto perché non avete idee in proposito. E perdete solo tanto tempo per gratificare qualcuno, piuttosto che qualcun altro in un ruolo, piuttosto che in un altro! Assessore, non faccia smorfie! Sappiamo bene che dal suo ufficio dipendono tutti questi equilibri e contro equilibri, ma non bisogna solo pensare alla carriera degli amici, bisogna pensare prima al rilancio di un'azienda che aspetta da tempo di vedere un po' di luce nei conti. Quindi le felicitazioni le faremo eventualmente a posteriori. Bisogna soprattutto che sia chiamato alle sue responsabilità chi ha gestito in questa maniera scellerata la casa da gioco: i Signori Arrigoni, Gili, Tuosto, Trentaz, per non fare nomi, sono coloro che hanno causato, in connubio con la precedente gestione politica, lo sfacelo della casa da gioco.
Ma quali sono le prospettive a distanza di un anno, da quando lei ha preso le redini della questione? Il piano di sviluppo è stato consegnato per una breve visura alla commissione e poi archiviato, non sappiamo se abbia una sua valenza intrinseca, oppure se sia un "costrutto" di idee - magari qualcuna percorribile e qualcun'altra no - che può essere realizzato in futuro. Per il resto si vive alla giornata, lei ce lo ha confermato: saliamo leggermente il 10, scendiamo il 20, andiamo avanti "a denti di sega", un po' come la borsa italiana. Vorremmo che vi fosse una prospettiva più solida, che ha visto altre case da gioco resistere alla crisi congiunturale, alla concorrenza dello Stato, ai "videopoker"... fattori ai quali adesso si aggiungono il divieto di fumo e la normativa antiriciclaggio, che possono sforbiciare ulteriormente la clientela del 30% il primo e del 20% il secondo, 30% più 20% addirittura! Una sforbiciata del 50%, ma di cosa? Di ciò che non abbiamo più, della clientela che si assottiglia di settimana in settimana. Quali strategie? Se tanto mi dà tanto, il primo bilancio intermedio - che si riferisce al quadrimestre gennaio-aprile 2004 - è empiricamente proiettabile nel secondo e nel terzo, abbiamo una previsione di perdita nel 2004 di altri 1,2 milioni di euro. Lei dice: "non è così", lo vedremo. Vedremo se la tendenza darà segnali di inversione, finora di segnali positivi non se ne vedono. Visto che sta gestendo direttamente la casa da gioco, intervenga nella sostanza, rispettando anzitutto la legge. Se la legge prevede un amministratore delegato e un direttore generale e allora sceglieteli, investiteli di questi poteri, a meno che Lei abbia preferito riassumere queste funzioni distribuendo incarichi fra i vari "commis" che sono a lei politicamente più comodi. Assessore, le ripetiamo: non è una questione soggettiva, è un problema oggettivo quello che deve essere risolto e ci auguriamo che anche lei ne acquisisca quanto prima una piena consapevolezza. Naturalmente, a parte le risposte formali, le considerazioni che lei ha esposto nel merito sono diametralmente opposte alle nostre, anche perché, purtroppo per lei, i dati sembrano confermare un quadro decisamente più pessimistico, e la sua visione appare al di fuori dei canoni della ragionevolezza.
