Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 756 del 28 luglio 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 756/XII - Intensificazione dei controlli dei mezzi pesanti presso l'area di regolazione di Quart. (Interpellanza)

Interpellanza

Richiamate le numerose Risoluzioni approvate dal Consiglio regionale al fine del contenimento del traffico pesante attraverso il Tunnel del Monte Bianco e l'intera Valle d'Aosta, ed in particolare la Risoluzione n. 2507/XI del 7 marzo 2002, approvata all'unanimità, con cui è stato ribadito "quale condizione fondamentale per la riapertura del traforo del Monte Bianco al traffico commerciale, una significativa riduzione, almeno il 50% del numero dei mezzi pesanti rispetto alla situazione antecedente il 24 marzo 1999", e la Risoluzione n. 2982/XI del 22 gennaio 2003, approvata all'unanimità, che riafferma la necessità di adottare "modalità di transito che garantiscano la riduzione del 50% del transito dei mezzi pesanti rispetto al 1998";

Evidenziato che le citate Risoluzioni del Consiglio regionale impongono la necessità di non oltrepassare la media giornaliera di 1.060 transiti di camion al Traforo del Monte Bianco;

Rilevato che nel corso del mese di giugno sono transitati attraverso il Tunnel del Monte Bianco 32.290 camion, con una media giornaliera di 1.076 transiti, che ha comportato, per la prima volta dalla riapertura del Tunnel, il superamento della media giornaliera stabilita dal Consiglio regionale;

Ricordato che il Consiglio regionale ha più volte indicato nei controlli capillari dei camion in transito lo strumento efficace per contenere i pericoli connessi al traffico pesante e per limitarne la crescita;

Evidenziato che nel mese di agosto ci sarà una riduzione del traffico pesante determinato dalla stasi delle attività produttive e commerciali in tale mese, ma che a settembre c'è il rischio di un ulteriore ed ancor più accentuato sfondamento del tetto di transiti indicato dal Consiglio regionale;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

Il Presidente della Regione per sapere:

1. se sono state date o si intendono dare indicazioni alla Polizia stradale ed all'Arpa al fine di intensificare i controlli sui camion presso l'area di regolazione di Quart nel corso del prossimo mese di settembre;

2. quali provvedimenti si intendono assumere in modo organico ed ai vari livelli per far sì che nei mesi autunnali non si verifichino ulteriori superamenti dei limiti massimi di traffico pesante indicati dal Consiglio regionale.

F.to: Riccarand - Curtaz - Squarzino Secondina

Presidente - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - Dopo alcuni mesi di pausa abbiamo presentato nuovamente un'iniziativa consiliare su questa questione del traffico TIR, anche perché vi è una novità considerevole, nel senso che l'elemento nuovo è che nello scorso mese di giugno sono passati attraverso il Tunnel del Monte Bianco ben 32.290 camion, con una media giornaliera di 1.076 transiti, il che significa che per la prima volta, da quando è stato riaperto il Traforo del Monte Bianco, si è superata quella media di 1.060 TIR al giorno che è stata stabilita con varie deliberazioni del Consiglio regionale. Vi è quindi un fatto che deve preoccuparci, che è un campanello di allarme: per la prima volta registriamo, su base mensile ovviamente, questo dato di superamento. Il mese di luglio, che sta volgendo al termine... e anche qui siamo ai limiti, nel senso che ho qui i rilevamenti di martedì 27 luglio: autobus più camion, media giornaliera 1.096, quindi calcolando che vi sono circa di media 30-40 autobus al giorno, siamo intorno ai 1.060-1.070 camion, siamo ai limiti. È chiaro che adesso siamo di fronte al mese di agosto in cui, essendoci un rallentamento dell'attività produttiva, divieti di transito dei TIR, festività, vi è tradizionalmente una forte riduzione dei transiti; quindi il mese di agosto non è un mese particolarmente a rischio, anzi è un mese in cui tradizionalmente si verifica una riduzione. Non ci preoccupa tanto quindi il mese di agosto, quanto piuttosto il mese di settembre, perché i mesi di settembre e di ottobre, come quello di marzo, sono i mesi maggiormente a rischio, i mesi in cui può riprendere questa lenta ascesa che vi è stata a partire dall'anno scorso sui transiti e attestare di nuovo un superamento dei limiti di media e magari a livelli ancora più alti, cosa che significherebbe poi rendere cronico e tendenziale un superamento che sarebbe molto difficile, una volta attestato, far tornare indietro.

Questa interpellanza quindi, da un lato, segnala questo elemento di preoccupazione, non è tanto il dato in sé del superamento del singolo mese, quanto il fatto che è un dato a cui si è arrivati attraverso una spinta abbastanza costante... quindi la nostra previsione è che a settembre-ottobre, in mancanza di iniziative adeguate, si ripeterà questo fenomeno forse con misure in entità ancora più accentuate. Vorremmo capire da parte del Presidente della Regione cosa si intende fare, quali strumenti si vogliono utilizzare, come ci si intende muovere per evitare che questo fenomeno, che si è verificato a giugno, si ripeta a settembre-ottobre magari con dimensioni ancora amplificate, rendendo la situazione sempre più difficile. Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono numerosi, lo abbiamo detto più volte, non sto qui ad elencarli: vi sono vari strumenti che si possono utilizzare.

Sicuramente lo strumento che abbiamo sempre ritenuto essere più semplice da mettere in azione e meno difficile sotto tutti gli aspetti da gestire, è quello dei controlli: controlli da parte degli operatori della polizia, controlli da parte degli operatori dell'ARPA. Anche su questi controlli abbiamo ormai tabelle mensili che ci dicono come vanno e abbiamo notato che vi è una forte oscillazione: vi sono dei mesi in cui si fanno un centinaio di controlli e altri mesi in cui se ne fanno 800-900. Riteniamo - e abbiamo più volte evidenziato questo elemento al Presidente della Regione - che si tratti di stabilizzare e comunque rendere più costanti tali controlli, in modo da evitare queste oscillazioni, attestandosi sui livelli più alti, in modo da arrivare ad un controllo di circa il 10% dei camion che transitano attraverso l'area di Quart diretti al Monte Bianco, quindi il flusso di traffico che va dall'Italia verso la Francia. Si tratta di una cosa attuabile, però richiede delle disposizioni precise da parte del Presidente, in modo che si possa effettivamente realizzare. Stessa cosa dicasi per quanto riguarda i controlli dell'ARPA sulle emissioni dei camion, anche qui abbiamo avuto delle oscillazioni. Bisogna tener presente che nei mesi autunnali settembre-ottobre sarà ancora possibile questi controlli, nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, probabilmente, essi sono più difficili da effettuare perché vi è un problema di temperature. Rimangono quindi ancora i primi 2 mesi autunnali, settembre-ottobre, che sono utilizzabili per mantenere e, se possibile, mandare a regime questi controlli che sono stati ripresi a partire dal mese di maggio e che hanno dato anche delle informazioni interessanti rispetto ai livelli di inquinamento che sono prodotti dai camion.

Vi sono poi altri provvedimenti, che potrebbero essere anche molto incisivi, però richiedono delle scelte più complicate. Faccio riferimento al calendario dei giorni vietati, delle ore vietate di transito, che viene fatto alla fine di ogni anno e che viene adottato in Valle d'Aosta dal Presidente della Regione anche nella sua qualità di Prefetto e che potrebbe contenere delle limitazioni più ampie rispetto al calendario fatto a livello nazionale; quindi anche questo è uno strumento che si potrebbe utilizzare. Noi però rimaniamo dell'avviso che la strada maestra sia quella dei controlli sulle emissioni inquinanti, dei controlli di polizia, della guardia di finanza, i controlli che si possono fare nell'area di regolazione di Quart, che è un'area allestita apposta per quello. Ci auguriamo che dalla risposta del Presidente della Regione venga un rinnovato impegno in questa direzione, con la richiesta che facciamo... e, soprattutto, di definire finalmente degli obiettivi anche quantitativi di controllo, perché finora si è andati avanti sulla base della buona volontà da parte degli operatori di polizia, però senza delle indicazioni che fornissero degli obiettivi da raggiungere e da stabilizzare ogni mese, al fine di avere un'efficacia in questi controlli.

Pensiamo che su questo obiettivo di contenere e limitare il traffico TIR attraverso il Tunnel del Monte Bianco e attraverso la Valle d'Aosta - un obiettivo su cui il Consiglio regionale si è espresso con delle deliberazioni che hanno detto delle cose molto chiare - vi sia una larga convergenza all'interno del Consiglio. Riteniamo però anche che questo sia il momento in cui bisogna "accelerare" rispetto a tali iniziative, altrimenti rischiamo in autunno di essere travolti da questa crescita da noi registrata, che, purtroppo, ha già fatto segnare nel mese di giugno un campanello di allarme molto preoccupante.

Président - La parole au Président de la Région, Perrin.

Perrin (UV) - Je vais répondre à cette interpellation en prenant à rebours l'ordre des questions qui m'ont été posées, pour conclure sur différentes considérations, même pour ne pas risquer d'être routinier, parce qu'on se répète souvent. Je commencerai donc par rassurer, encore une fois, les Conseillers du groupe "Arcobaleno-Valle d'Aosta", ainsi que tout le Conseil, quant à l'attention que le Gouvernement porte et que je porte personnellement à la question du transit des camions par le Tunnel du Mont-Blanc, y compris dans le cadre de notre participation au Comité pour le transport routier des marchandises visé à la loi régionale n° 20 de 1994. Comité auquel nous attribuons aussi son importance pour un monitorage, pour avoir des suggestions qui nous sont proposées afin de garantir la tranquillité des passages des transports sous le Tunnel du Mont-Blanc.

Nous n'avons jamais relâché nos efforts en ce sens et ce non seulement parce que nous avons le respect pour les résolutions du Conseil, qui ont été rappelées de nouveau par le Conseiller Riccarand, mais aussi parce que nous avons participé nous aussi activement au vote de ces mêmes résolutions, dont nous partageons les contenus comme les objectifs, que je voudrais rappeler: la sécurité de la circulation routière dans le tunnel et sur les voies d'accès; la nécessité de réduire le plus possible la pollution due au transit des poids lourds.

Les auteurs de l'interpellation demandent "si des indications ont été ou seront données à la police de la route et à l'ARPA aux fins d'une intensification des contrôles sur l'aire de régulation de l'autoport à partir du mois de septembre". Je rappelle à cet égard que tant l'ARPA que la police se sont vu rappeler l'importance de ces contrôles à maintes reprises et que les 2 organismes ont engagé dans ces opérations toutes les ressources dont ils disposent. Notez également que l'action de la police de la route ne se limite pas à l'aire de contrôle, mais il y a une activité qui s'étend à toutes les routes et autoroutes qui mènent au Tunnel du Mont-Blanc, donc, même s'il y a variabilité des contrôles dans l'aire de régularisation, il faut tenir compte de l'ensemble des contrôles qui sont faits au passage des poids lourds.

Venons-en maintenant aux mesures destinées à éviter que le plafond fixé par cette Assemblée soit à nouveau dépassé durant l'automne. Je ne peux que répéter que nous suivons l'évolution de la situation avec vigilance et que, le cas échéant, nous sommes prêts à intervenir pour que soient respectées les volontés exprimées par le Conseil de la Vallée, volontés auxquelles nous adhérons entièrement, je le souligne une nouvelle fois. Nous sommes prêts à le faire au sein de la Commission intergouvernementale de contrôle et du Comité de sécurité du Tunnel du Mont-Blanc, mais nous n'excluons pas non plus de relancer le Gouvernement italien à ce sujet.

Je voudrais encore vous exposer quelques considérations. Je crains que les auteurs de cette interpellation aient mal interprété les résolutions du Conseil et qu'ils y aient lu un certain nombre de choses qui n'y figurent pas. Je pense notamment à ce plafond journalier, c'est vrai, c'est une alerte et c'est juste de le prendre en tant que telle... mais cela ne répond pas à ce qui était là le contenu de la résolution du Conseil. Je tiens à préciser à ce propos que l'Assemblée n'avait pas fixé un maximum journalier, mais un plafond annuel global, qui était équivalent à 50% du nombre des poids lourds qui empruntèrent le tunnel en 1998. Le Conseil a donc fixé des limites pour la circulation, mais pas selon les modalités que vous avez illustrées, même si je partage le fait que ce sont des données indicatives qui peuvent relever d'une certaine crainte. Le plafond en question heureusement n'a pas encore été atteint; en fait, les chiffres relevés n'en approchent même pas, puisque du 1er janvier au 30 juin 2004 180.709 camions sont passés par le Mont-Blanc, contre 397.534 pour les 6 premiers mois de 1998. Le transit pendant cette période de 2004 représente donc 45,45% de celui qui avait été enregistré pendant le même laps de temps, en 1998; cela pour vous dire que l'orientation qui avait été donnée est encore une orientation valable, elle n'a pas été pour le moment dépassée dans son ensemble.

Nous allons donc continuer à surveiller étroitement cette évolution, mais ce n'est pas parce qu'une limite donnée aurait été dépassée, mais parce que nous sommes fermement convaincus que la réduction du passage routier est un gage d'amélioration de la sécurité de la circulation et de la qualité de l'environnement et c'est vraiment à cela que nous devons viser, donc pas seulement en analysant des chiffres bruts, mais en faisant des réflexions de nature plus générale. C'est d'ailleurs pour ces mêmes raisons que nous entendons poursuivre - voire intensifier - les contrôles pratiqués sur les poids lourds qui traversent notre région. J'aimerais qu'il soit bien clair que, si nous avons pris ces engagements, c'est par souci de sécurité et de protection de l'environnement et non pas pour limiter le nombre de camions en transit et puis, si ces décisions ont aussi pour effet de réduire le nombre de passages de poids lourds - ce qui est sans doute le cas, puisque aucun camion classé "Euro 0" ou transportant des produits dangereux ne peut plus emprunter le tunnel -, tant mieux! Il y a là aussi une évolution sur la qualité des poids lourds qui traversent la région, parce que la classification est en train d'aller vers les qualités moins polluantes; mais - et j'insiste sur ce point - les contrôles mis en place n'ont pas pour objectif d'entraver la circulation des marchandises: ils répondent à des exigences bien réelles et perçues par un grand nombre de personnes, qui ont été donc faites propres par ce Conseil, c'est-à-dire la sécurité routière et la lutte contre la pollution.

Je conclurai donc en réaffirmant toute l'importance d'un suivi ponctuel de la question du Tunnel du Mont-Blanc et cette attention constante pourra, en cas de besoin, se traduire par l'institutionnalisation d'un système de suivi actif, qui permette d'introduire des mesures de dissuasion si les flux de circulation devaient dépasser les limites approuvées.

Presidente - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - Noi siamo solo parzialmente soddisfatti della sua risposta, Presidente, perché da una parte ci convince la sua riaffermazione dell'importanza del rispetto delle decisioni assunte dal Consiglio regionale, dei limiti che lì sono stati indicati; limiti che del resto sono stati indicati casualmente, come lei ben ha richiamato... ma è legato ad un problema di sicurezza e di qualità ambientale e anche il rapporto fatto dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente sugli effetti e sui vari scenari di traffico e di conseguenza di inquinamento aveva indicato come, andando oltre una media di 1.000 TIR giornalieri, si andasse verso scenari di livelli di inquinamento chiaramente preoccupanti. Quella cifra che è stata individuata in 1.060 TIR, che costituisce la media su base annuale, dal punto di vista degli effetti sulla nocività, sull'inquinamento, ha dei fondamenti anche di carattere scientifico. Da un lato siamo soddisfatti per l'impegno ribadito, rispetto a questi parametri, al non superamento, al mettere in atto, se sarà opportuno, anche delle azioni - lei ha parlato di un "suivi ponctuel" rispetto a certi meccanismi che non so bene quali siano, ma che avrà ben in mente il Presidente della Regione -; condividiamo anche la sua analisi che è oggettiva, non diciamo che vi è stato un superamento complessivo dei limiti fra gennaio e giugno, ma che nel mese di giugno preso a sé stante questo superamento della media dei 1.060 TIR giornalieri si è verificato, quindi non significa che in tutto il periodo si sia verificato. È vero che siamo ancora leggermente al di sotto, ma è chiaro che il dato mensile ci serve per monitorare la situazione mese dopo mese perché, se il superamento si verifica per tutta una serie di mesi, alla fine dell'anno vi sarà il superamento per forza di cose. È bene allora cogliere questo dato del mese di giugno come un segnale di preoccupazione che dobbiamo avere, perché la situazione non è del tutto sotto controllo. È vero che, se comprendiamo globalmente i 6 mesi, non vi è stato ancora un superamento, ma la tendenza è alla crescita: cresce un mese, cresce l'altro, alla fine dell'anno rischiamo di arrivare al superamento; del resto, la "pressione" sappiamo essere quella.

Rispetto a queste situazioni, cosa non ci convince della sua risposta? È il dato con cui da un po' di mesi ci confrontiamo: quello sull'entità e sulla sistematicità dei controlli. Sappiamo che non è facile, che vi sono delle resistenze da parte degli uomini della polizia stradale, che vi sono delle difficoltà anche da parte dell'ARPA, però, se vogliamo rendere efficaci questi controlli, bisogna darci degli obiettivi, perché il controllo fatto dalla polizia stradale lungo l'autostrada o la statale non è la stessa cosa di quello effettuato nell'area: sì, tutti possono andare bene, però quest'ultimo ha una rilevanza e un risultato molto più pregnanti. Insistiamo nel dire che da parte del Presidente della Regione ci dovrebbe essere una direttiva, un'indicazione precisa ai responsabili - Comandante della polizia stradale, Direttore dell'ARPA - degli obiettivi da perseguire mese dopo mese, ovviamente obiettivi realistici, compatibili con le disponibilità, in modo da responsabilizzare rispetto a degli obiettivi della Giunta - del resto, questo credo sia il modo ormai consueto di operare in tutta l'amministrazione -; dopodiché, se si ha difficoltà rispetto agli obiettivi, si possono anche tarare, però sarebbe bene farlo, in modo da non lasciare troppa aleatorietà in questo tipo di controlli. Insistiamo su questo, raccomandiamo un'azione precisa in tale direzione, perché non vorremmo doverci trovare a rincorrere una situazione che ci è sfuggita di mano; infatti, qui le dinamiche fanno presto a prendere un certo orientamento e, se non si è pronti e attrezzati, se non si è messo in moto una serie di meccanismi prima, si rischia poi di essere travolti. Ribadiamo in conclusione di questo intervento la richiesta che vi sia un'indicazione precisa e pregnante sull'entità dei controlli mese dopo mese, rivolti sia al comando della polizia stradale, sia alla direzione dell'ARPA.