Oggetto del Consiglio n. 743 del 28 luglio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 743/XII - Tempistica degli esami diagnostici presso l'Ospedale di Aosta. (Interrogazione)
Interrogazione
Viste le ripetute e periodiche segnalazioni sugli organi di stampa di lunghi tempi di attesa per quanto riguarda esami diagnostici presso l'ospedale di Aosta, ed in particolare le ultime lettere apparse su La Stampa circa la difficoltà di prenotare in tempi ragionevoli una mammografia;
Considerato che dovrebbero esserci dei criteri che regolano la tempistica degli esami diagnostici, ed, in particolare, quelli della mammografia;
Ritenuto che tali regole dovrebbero essere conosciute dai medici di base, dagli specialisti e dagli stessi utenti;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) quali sono le regole che dettano i tempi di attesa per i diversi esami diagnostici ed in particolare per la mammografia;
2) quali sono le modalità di comunicazione adottate per informare utenti, medici di base e medici specialistici di tali regole;
3) quali sono i motivi dei disguidi che si continuano a registrare;
4) quali sono gli eventuali aggiustamenti che sarebbe possibile introdurre per rendere sempre più efficiente il servizio prestato.
F.to: Squarzino Secondina
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.
Fosson (UV) - Cercherò di avere un altro tono e chiedo scusa per prima, ma è chiaro che il nostro modo di rispondere dipende anche dal tipo di interpellanza, così come i lavori della maggioranza dipendono anche dai lavori o da cosa si chiede, dal confronto con la minoranza. Si analizza troppo come si comporta la maggioranza, ma forse si analizza un po' meno quanto e come fa la minoranza.
Liste di attesa: è chiaro, non è un argomento molto bello da trattare per nessuno di fronte al bisogno di un esame; vi è sicuramente una necessità a cui occorre dare una risposta. Chiaramente è un argomento che si presta a molte strumentalizzazioni, perché, da una parte, vi è questa esigenza e questo desiderio di salute che è andato sempre più aumentando in questi anni; dall'altra, vi sono dei problemi organizzativi perché una risonanza magnetica o una TAC non si possono tenere accese 24 ore con i tecnici lì a disposizione, comunque è chiaro che è un argomento di cui non piace parlare a nessuno. Ho già risposto lo scorso anno al Consigliere Frassy sul problema delle liste di attesa, quello che avevo detto allora mi sembra ancora più giusto adesso dopo aver sentito tanti esperti di questo settore; fra l'altro, come ha visto, vi è una deliberazione in cui noi ci siamo associati a un'iniziativa della "CRT" che prevede uno studio importante nel Piemonte e Valle d'Aosta per diminuire le liste di attesa nel campo oncologico, facendo degli accordi.
Le liste di attesa comunque diminuiscono, diventano più corrette nella misura in cui facciamo un'indagine sulle domande, sull'appropriatezza delle richieste e questo ormai è sempre più riconosciuto da tutti gli esperti. Le regioni, che hanno dilatato la risposta ad un certo tipo di richiesta, hanno visto in modo sistematico aumentare anche le domande, cioè dare la possibilità di fare 100 TAC in più porta poi a 50, 100, 200 richieste di TAC in più e non sempre corrette. Ormai da tutti gli esperti quindi viene ritenuto come passaggio fondamentale quello di agire sull'appropriatezza della richiesta e non è un discorso facile, in quanto comporta delle linee guida come dirò dopo, una sinergia di tanti operatori che non sempre sono abituati o vogliono lavorare insieme.
Terza premessa prima di rispondere ai suoi quesiti è che sì è stata fatta un'ispezione ministeriale nel mese di gennaio al nostro Ospedale e, tranne per l'ecografia - il che mi ha stupito, perché è un esame rapido -, per gli altri esami le liste di attesa sono ampiamente sotto i limiti nazionali, meglio per alcune specialità e meno bene per altre.
Rispondendo alle sue domande, per quanto riguarda le regole, abbiamo 3 tipi di prestazioni, come lei sa; primo, le prestazioni urgenti, determinate come urgenti o dal medico che invia o dalla patologia del malato che si presenta in Pronto soccorso, che devono essere soddisfatte entro 24 ore; le prestazioni differibili invece devono essere effettuate dai 7 ai 15 giorni e il terzo tipo di regola è per le prestazioni che possono essere dilazionate, cioè per malattie croniche, per cui l'esame deve essere effettuato entro i 3 mesi. Sa che l'USL, per una richiesta dell'Assessorato precedente, ogni 3 mesi redige un rapporto sull'andamento delle liste di attesa, direi che, rispetto alle realtà passate, abbiamo dei chiari miglioramenti per quanto riguarda le visite cardiologiche, "l'ecodoppler", che è passato a dei limiti ampiamente tollerabili rispetto a quanto succedeva prima. Direi anche che per le liste operatorie l'arrivo di diversi anestesisti, l'aver risolto la questione dirigenziale del reparto, ha portato anche ad uno snellimento delle liste di attesa, anche se si prevede e si spera di aumentare l'attività chirurgica, perché aumentare l'attività chirurgica vuol dire diminuire la mobilità, per cui è chiaro che, se facciamo di più, abbiamo bisogno di più specialisti.
Un altro miglioramento è - e poi tratto il tema dell'interpellanza: quello del tumore alla mammella e delle mammografie - l'aver creato una struttura semplice di senologia territoriale e aver inviato uno specialista di senologia e chirurgia toracica in tutti i poliambulatori della Valle d'Aosta, con una possibilità di prenotazione diretta, di un accesso diretto a questo servizio. Vi sono stati dei disservizi, questo è vero, dobbiamo riconoscerlo; ve ne sono stati soprattutto sul servizio di prenotazione e di svolgimento delle mammografie, di questo mi dispiace ed è vero anche che, quando vi sono dei disservizi nel pubblico, il privato se ne avvantaggia, questo è evidente. Questi disservizi - che sono in parte giustificabili, ma che hanno degli inconvenienti su cui cerchiamo di intervenire - hanno avuto come motivo principale la costituzione di linee guida ben precise per la mammografia e l'accertamento mammografico sulla periodicità, su chi lo deve fare, eccetera. Avevamo un'indagine di "screening" - a cui hanno partecipato dei grossi specialisti, che tutte le altre regioni ci invidiano -, però non avevamo uno scritto sulle linee guida per la mammografia - che invece adesso è stato editato e di cui, se vorrà vederlo, le potrò dare una copia -, che entrerà in funzione dal 1° agosto 2004. La scrittura di questo documento, la condivisione con tutti i medici, con gli operatori ha portato ad un lungo lavoro; in tale periodo, forse non correttamente, è stato sospeso il servizio di prenotazione delle mammografie routinarie, questo perché, essendo in costituzione il modello e il progetto, si volevano inserire questi nuovi casi non urgenti proprio in questo progetto; progetto, che, come vi dicevo, è stato dato a tutti gli specialisti, attraverso i loro sindacati e a tutti i medici di famiglia. È in preparazione un cartoncino da dare a tutte le donne e prossimamente anche una conferenza stampa in cui saranno monitorizzati e descritti i criteri. Mi preme anche dirle che in questo progetto sulla mammografia vi è un allegato che prevede tutta la parte amministrativa, cioè gli operatori amministrativi, che prima non sapevano come rispondere o che potevano essere anche giustamente confusi, hanno tutta una nomenclatura ben precisa a cui devono attenersi nel momento in cui ricevono una prenotazione per una mammografia.
Cosa possiamo sintetizzare quindi? Che adesso abbiamo un progetto ben preciso, cioè delle linee guida scritte, linee guida che sono state condivise da un lavoro scientifico preciso; chiaramente vi è sempre - è qui che può saltare il discorso - quel fenomeno di chi dice "no, io non faccio la mammografia ogni 2 anni, voglio farla ogni anno" e questo è scorretto dal punto di vista della rilevanza scientifica in tale momento. I Paesi anglosassoni fanno la mammografia ogni 3 anni, i Paesi latini in Europa hanno riconosciuto che è corretto farla ogni 2 anni. Vi sono poi tutti i casi particolari, che, per la prima volta, vengono descritti qui: la donna con seno denso, quella con calcificazione, quella che assume una terapia ormonale... tutto descritto, però, nel momento in cui si fanno delle linee guida, queste devono essere seguite, altrimenti si crea un disservizio a questa struttura che penso di definire non solo corretta, ma all'avanguardia. Questo è stato fatto soprattutto per il bene delle donne, perché, come lei sa, le radiazioni possono dare problemi alla salute in tanti altri campi e una mammografia ripetuta in tempi e in termini non corretti alla fine può dare dei problemi al seno femminile.
Direi che pur avendo avuto dei disservizi... e questo è giusto, anche se i disservizi segnalati attraverso lettere sui giornali sono da un lato corretti ma, se si vanno ad analizzare, sono di solito delle donne che erano prenotate 2 mesi dopo... mi permetta ancora di fare un inciso: questo "screening" - che non ho ideato io e che sicuramente è all'avanguardia - è poi nella nostra Regione in una situazione estremamente favorevole: è gratuito, impegna tutta una segreteria che manda delle lettere con prenotazione, con contemporaneità. I disservizi dovrebbero finire dal 1° agosto e noi dovremmo avere un servizio che, se viene rispettato da tutti, dovrebbe essere anche funzionante. Mi permetto di fare un'osservazione, perché questi disservizi vi sono stati, lo "screening" è in funzione da diverso tempo... però il dato importante è che in Valle d'Aosta abbiamo una sopravvivenza per tumore del seno non esistente in tutta Europa, cioè abbiamo una sopravvivenza a 5 anni dell'86% dei tumori del seno; questo significa che in Valle d'Aosta le donne muoiono di meno che nel resto d'Europa e del mondo per tale patologia. Questo "screening", che ha comportato delle difficoltà soprattutto amministrative, ha portato ad un miglioramento della sopravvivenza dopo il tumore al seno: mi sembra che questo sia - non solo per me, ma per tutti - un motivo di orgoglio.
Si dà atto che dalle ore 11,23 presiede il Vicepresidente Nicco.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per tutte le informazioni che ci ha dato; penso che egli sappia benissimo che la nostra, la mia posizione non è mai stata contro gli "screening": se lei va a rivedersi tutti gli interventi fatti in questo Consiglio, sia dalla maggioranza, sia dall'opposizione abbiamo sempre ritenuto valida questa tipologia di esami dal punto di vista preventivo. Gli interventi che abbiamo fatto sono proprio per far sì che diventi sempre più efficiente e che raggiunga l'obiettivo, faccia in modo che le donne lo sentano come un servizio utile a loro, perché a volte gli scienziati studiano tutta una serie di regole per le donne, ma probabilmente vi è la difficoltà di comunicare in questo senso, cioè bisogna che il "target" di popolazione riesca a cogliere l'importanza di questo programma. Che le donne in Valle d'Aosta per la maggior parte abbiano colto l'importanza di questo programma lo sappiamo, perché i dati di risposta allo "screening" e i dati che lei ha dato dimostrano che una grande parte delle donne ne ha capito l'importanza, ma credo che possano essere fatti ancora dei passi in avanti rispetto anche alle modalità con cui ci si pone verso l'utente, perché è compito sicuramente della struttura tecnica di elaborare progetti sempre più validi ma, se non si riesce a comunicare con l'utente che si sta lavorando su progetti validi, è chiaro che l'utente rimane disorientato.
Lei stesso ha ammesso che, rispetto all'esame della mammografia, si sono rilevati una serie di disservizi che dipendono probabilmente solo dalla mancanza di chiarezza nella comunicazione. Lei si metta un attimo nei panni della persona che telefona e si sente dire: "guardi che questo mese non si fanno, non prendiamo prenotazioni, non sappiamo dirle fino a quando", si crea in chi si presenta a chiedere un servizio, che è stato anche pubblicizzato, un senso di incertezza, perché l'utente non sa che il 1° agosto le prenotazioni si sarebbero aperte, non sa quanto sarebbe durata questa situazione di non accoglimento di prenotazioni. È chiaro quindi che si crea un disagio, è vero che i disagi nel mondo sono tanti, mi si potrà dire: "uno più uno meno", ma non credo sia questa la risposta. Non solo, ma anche le strutture preposte a tenere questi rapporti, dal Centro di prenotazione unica all'Ufficio delle relazioni con il pubblico, non avevano gli elementi per rispondere, tant'è vero che mi sono stupita che un dirigente al massimo livello abbia detto: "ma questa persona poteva venire da me a chiedere informazioni!". A me sembra che un dirigente occupi il suo tempo in modo diverso, che non rispondendo alle attese delle singole utenti, non solo, ma è compito della Dirigenza dell'USL far sì che i servizi preposti alla comunicazione funzionino. Prendo atto che adesso vi è questo documento scritto, sarei contenta di averne una copia, ritengo che la cosa importante sia proprio la comunicazione, quindi credo proprio che l'idea di preparare questa specie di carta dei servizi per tutte le donne sia importante.
Vi sono comunque alcuni casi che non rientravano nelle categorie delle regole non scritte di prima, quindi queste persone continuavano a fare delle richieste, non per capriccio personale, ma perché avevano dietro dei medici esperti che chiedevano questa tipologia di esame. Lei ha fatto solo un inciso, ha detto che, se il pubblico non funziona bene, il privato se ne approfitta, ma è grave quando è un privato finanziato dall'ente pubblico perché, quando al centro di prenotazione, si sente rispondere: "non vi è posto, ma se lei viene privatamente, vi è subito posto", è gravissimo!
