Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 742 del 28 luglio 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 742/XII - Andamento della stagione turistica estiva. (Interrogazione)

Interrogazione

Preso atto che gli operatori della Regione lamentano un netto calo di presenze turistiche nelle prime settimane della stagione estiva, forse dovuto anche all'incerta situazione meteorologica;

Osservato che, sempre secondo gli operatori del settore, ci sarebbe una significativa contrazione nelle prenotazioni anche per il periodo della cosiddetta "alta stagione";

Tenuto conto che il comparto turistico riveste una primaria importanza per l'economia valdostana;

Ritenuto opportuno avere migliori informazioni sull'andamento della stagione turistica e capire le cause di un'eventuale significativa riduzione delle presenze;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

L'Assessore competente per sapere:

1) quali elementi emergono dai primi dati relativi all'afflusso turistico e dalle prenotazioni in riferimento alla presente stagione estiva nella nostra Regione;

2) se, come pare, i dati sono negativi, quali sono le cause che hanno prodotto e stanno producendo una diminuzione di presenze turistiche in Valle.

F.to: Curtaz

Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce, aux transports et aux affaires européennes, Caveri.

Caveri (UV) - Rispondo volentieri alle sollecitazioni del Consigliere Curtaz concernenti l'andamento della stagione estiva. Naturalmente fornirò i dati di cui per ora siamo in possesso, che sono quelli non ancora completi riguardanti il mese di giugno. Da questo punto di vista va detto che nel 2005 avremo finalmente a disposizione - alla luce anche di uno studio che presenteremo fra il mese di settembre e quello di ottobre, uno studio molto approfondito, curato dalla "SVG" di Trieste su nostra indicazione - uno spaccato esatto della situazione non solo quantitativa, ma qualitativa dei turisti che vengono in Valle, dell'opinione che si ha di noi e anche della visione che del nostro turismo hanno i principali "tour operator" che operano sul settore della montagna. Questo è un presupposto indispensabile, che dovrebbe consentirci di poter avere nei prossimi anni uno strumento istantaneo per capire l'andamento del turismo; oggi noi, purtroppo, conosceremo il totale dell'andamento del turismo estivo solo nel mese di ottobre, cioè quando tutte le AIAT, come previsto dalla legge regionale, caricheranno sul sistema informatico della Regione l'insieme delle schedine di presenza negli alberghi e nelle strutture extra alberghiere dei turisti.

Naturalmente questo meccanismo dimentica completamente il turismo pendolare, cioè noi non solo abbiamo un ritardo in termini quantitativi, che potremo colmare proprio con dei sistemi di sondaggio che ci rappresentino con un piccolo campione l'intero campione del turismo valdostano, dovremmo avere anche degli indicatori che vadano al di là del celebre cosiddetto "nasometro" sull'andamento della stagione anche sotto il profilo dei pendolari, perché è chiaro che per il nostro turismo va detto che la presenza esclusiva di dati concernenti gli arrivi legati ai pernottamenti ci impedisce di capire come vanno per esempio le domeniche o i sabati, che oggi sono un elemento estremamente importante.

Ci troviamo di fronte certamente ad una stagione estiva problematica, lo è in tutta Italia e lo è nella gran parte dei Paesi europei. Come dicevo, è presto per bilanci definitivi, questi li faremo alla fine dell'estate, e soprattutto non condivido affatto... a parte i piagnistei, perché per carattere ritengo che essi siano nocivi... credo che alcuni titoli che abbiamo visto sui giornali marchino un certo catastrofismo: - 90%, - 80%; in realtà, i dati devono essere letti - e lo farò adesso - sulla base di alcune considerazioni.

Il 2004 intanto è un anno interessante nella lettura dei dati, perché è sicuro che la stagione sciistica chiude con elementi positivi; abbiamo avuto un incremento nel periodo delle settimane bianche, soprattutto nel mese di febbraio, del 5,52% nelle presenze e dell'11,66% negli arrivi, segno che il periodo delle settimane bianche va bene, questo dato è confermato anche per gli arrivi nel mese di gennaio. La primavera è stata estremamente negativa e lo è stato principalmente per una chiusura della stagione invernale che è stata caratterizzata da situazioni di maltempo. Questo porta nel complesso del turismo ad una flessione fino ad oggi significativa: abbiamo una flessione del "progress" delle presenze di circa il 10% e, per quanto riguarda gli arrivi, dell'8%; questo nel "progress" di tutti i mesi, fino al mese di giugno (ciò dimostra, se mai ve ne fosse bisogno, l'esistenza di una discrasia fra arrivi e presenze, che è motivata dal fatto che, come tutti noi osserviamo, le persone che vengono dormono meno notti; quindi gli arrivi "tengono" più di quanto "tengano" le presenze, che fotografano invece la situazione dei pernottamenti). Ora, allo stato attuale, confrontando quest'anno con l'anno passato per quanto riguarda il mese di giugno, abbiamo un calo, ripeto: non ho ancora dati definitivi quindi mi tengo prudenzialmente attorno a un 25% in meno delle presenze del mese di giugno. Naturalmente non si tratta di grandi cifre, perché il mese di giugno è un mese per il turismo montano che non è particolarmente brillante da molti anni e il paradosso è che quel che tendenzialmente guadagniamo durante l'inverno tendiamo a farcelo rosicchiare durante l'estate. Questa cifra si riduce a poco meno del 20%, quindi 25% in meno delle presenze, circa il 17-18% sugli arrivi.

Quali sono le motivazioni? Questo è un "busillis" interessante, che inizieremo a sciogliere dal mese di settembre, quando capiremo meglio gusti e tendenze non solo quantitative. Certo è che, se guardiamo le temperature intermedie del mese di giugno, comparate fra l'anno scorso e quest'anno, siamo di fronte a - 4° C, che detto così sembra un cambiamento di poco conto, invece - 4° C con una media di giorni di cattivo tempo che non è neanche comparabile... in quanto il mese di giugno dello scorso anno, dal punto di vista della piovosità, non era molto dissimile da quest'anno, ma erano delle piogge che andavano ad integrarsi su un periodo di bel tempo... quest'anno invece sappiamo che il mese di giugno è stato negativo. Iniziando a fare quel lavoro che diventerà scientifico, se guardiamo i transiti autostradali, quindi quelli che hanno riguardato la "SAV", vediamo che siamo di fronte ad un calo molto evidente dei transiti ai caselli che alimentano le località turistiche; questo vale soprattutto per le domeniche, perché possiamo registrare che, mentre lo scorso anno vi era una presenza piuttosto massiccia nelle domeniche, quest'anno vediamo che in certe domeniche vi sono 10-12 mila auto in meno che transitano verso i caselli della Valle d'Aosta. Ripeto: si tratterà di leggere "a bocce ferme" l'andamento della stagione. Già oggi mi sembra di poter dire che il mese di luglio dovrebbe essere meno penalizzato di quanto lo sia stato il mese di giugno e che - avendo i miei uffici svolto un'azione di verifica dell'andamento stagionale a tappeto su tutti i consorzi e su tutte le AIAT -, per quanto riguarda il mese di agosto - che poi è il "clou" della stagione -, almeno secondo i dati attuali, non dovremmo assolutamente trovarci di fronte alla situazione difficile del mese di giugno.

È vero che vi sono degli elementi di modifica dei gusti del pubblico, ne segnalo 2 che ritengo particolarmente interessanti per le riflessioni che dovremo fare nei prossimi anni: la prima è la logica del "last minute", vale a dire l'idea che, mentre un tempo si prenotava con parecchie settimane di anticipo, oggi siamo di fronte a scelte che avvengono anche all'ultimissimo minuto e a questo si collega il fatto della maggior brevità della durata del soggiorno; l'altro elemento che abbiamo verificato con diversi operatori e che ci porterà a fare qualche tipo di riflessione, riguarda il fatto che sicuramente la crisi riguarda più gli alberghi di quanto riguarda residence e residenze turistico-alberghiere, cioè sembra di notare che la clientela che viene da noi, specie la clientela familiare, preferisca accedere a quelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere che danno maggior libertà nella vacanza: sapete che nelle residenze turistico-alberghiere vi è la possibilità di avere un piccolo cucinino, che consente di essere svincolati dalla vacanza tradizionale dell'albergo. Credo che noi quindi dovremmo riflettere su questo, anche per esempio rispetto alla nuova legge di classificazione alberghiera: oggi consentiamo un 15% di parte residenza turistico-alberghiera agli alberghi, mentre è probabile che in futuro, per migliorare la redditività degli alberghi, su questo si debba riflettere. La residenza turistico-alberghiera è a tutti gli effetti una struttura alberghiera, non è una struttura extra alberghiera.

Senza catastrofismi e con un certo realismo, e il realismo deriva anche da una serie di "colpi di telefono" effettuati ad alcuni amici Assessori al turismo delle altre regioni, devo dire che se non ridiamo, c'è chi piange molto più di noi, perché vi sono delle situazioni di crollo di alcune località che vanno dal 40 al 50% e lo stesso capita in altre località europee. Sapete che il Ministro del turismo francese è corso al "capezzale" della Costa Azzurra, della Bretagna e della Normandia a causa di fenomeni che dovremo analizzare. Certamente, siamo anche di fronte non solo ad un cambiamento dei gusti e delle tendenze, ma al rinculo di una situazione economica che pesa sulle famiglie; che sia "l'effetto euro" di cui tanto si è parlato, che sia un accrescimento delle soglie di povertà di molte famiglie della "middle class" anche in Italia, questo è difficile da dire, ma certamente la recessione economica colpisce i settori superflui qual è il fenomeno delle vacanze.

Président - La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per i dati che ha potuto fornire e per le osservazioni effettuate. Credo che, rispetto ai dati, sia necessario attrezzarsi meglio, non so come, però mi sembra poco utile, ai fini anche di adeguate politiche nell'ambito turistico, che si riesca ad avere dei dati attendibili - abbiamo sentito anche parzialmente attendibili - dal punto di vista quantitativo e solo a fine stagione. Bisognerà immaginare un sistema di monitoraggio che indichi le quantità sia rispetto al turismo stanziale - quello che già oggi riusciamo a monitorare -, sia rispetto al turismo pendolare, in modo da avere degli elementi di giudizio più significativi anche in corso di stagione, per immaginare - penso agli operatori turistici - anche dei cambiamenti di strategie in corso di stagione.

Certo, a mio giudizio, è di gran lunga più necessario ed interessante capire quali sono gli elementi qualitativi... e personalmente aspetterò con una certa curiosità questo studio che è stato commissionato, perché ritengo, anzi spero che lo studio affronti anche un problema risultato evidente in questi giorni anche da inchieste che tradizionalmente fanno gli organi di informazione nelle varie località turistiche. Cosa emerge? Almeno un dato che mi ha particolarmente incuriosito è che, mentre per alcune stazioni non sempre le più famose, i dati sono di una certa tenuta, sono anche piuttosto soddisfacenti, per altre stazioni invece il dato è assolutamente negativo. Credo quindi vada fatto un discorso di analisi quantitativa e qualitativa per quanto riguarda l'offerta turistica della Valle d'Aosta, però sarebbe interessante capire perché all'interno della Valle d'Aosta vi sono delle stazioni - in genere le più piccole, forse alcune delle più piccole, quelle magari meglio attrezzate, quelle che hanno saputo dotarsi di servizi adeguati ad un certo tipo di proposta turistica, magari anche di nicchia, ma interessante - che hanno saputo resistere. Nei giorni scorsi ho sentito il solito servizio sul TG3 su Rhêmes e lì pare che i dati siano molto buoni, addirittura sugli stessi livelli dello scorso anno, il che è veramente sorprendente se si pensa anche al crollo di temperature rispetto all'anno scorso; invece le grandi stazioni... questa è esperienza personale, mi sono recato qualche giorno fa a Courmayeur, e veramente non si aveva l'impressione di essere a fine luglio, si aveva semmai l'impressione di essere a fine giugno per la poca gente che girava.

Conta sicuramente una certa crisi del turismo di montagna, conta, come ha detto l'Assessore, la temperatura; peraltro dobbiamo renderci conto che l'eccezionalità era costituita dallo scorso anno, piuttosto che da quest'anno: ricordo più estati simili a questa, per fortuna, rispetto a quella dello scorso anno, quindi è questo clima che possiamo offrire al turista e poi conta - e credo sia decisiva - la condizione economica non brillante del Paese e dell'Europa. Avremo occasione di tornare su questi dati per fare dei ragionamenti più compiuti, perché abbiamo coscienza che il turismo rappresenti un settore di primaria importanza per l'economia della Valle, ma questi "chiari di luna" ci fanno anche capire come l'economia della Valle d'Aosta debba essere differenziata, perché potrebbe essere pericoloso concentrare i nostri sforzi su un unico settore economico.