Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 731 del 14 luglio 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 731/XII - Valorizzazione del parco del Castello Passerin d'Entrèves a Châtillon. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso:

- che il parco del Castello Passerin d'Entrèves a Châtillon, pur costituendo una splendida area verde situata nel cuore del paese e ricca di piante monumentali plurisecolari, passa sovente inosservato;

- che alla manutenzione del parco, di proprietà privata, provvede la Regione in forza di una Convenzione siglata nel 1996;

- che la fruizione del parco è veramente esigua, poiché:

a) l'accesso è collocato in un luogo difficilmente raggiungibile dai visitatori;

b) gli orari di visita sono limitati;

c) le indicazioni segnaletiche sono pressoché mancanti;

tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore delegato per sapere:

1) quali sono i dati annuali relativi alle presenze di visitatori dal 1996 a oggi;

2) quali sono i costi annuali di manutenzione, dal 1996 a oggi, a carico dell'Amministrazione regionale;

3) se non ritenga opportuno, al fine rendere il Parco maggiormente fruibile ai turisti e ai residenti, concordare con il proprietario l'individuazione di un accesso più dignitoso (come, ad esempio, quello al centro del paese) e realizzare una segnaletica informativa più adeguata;

4) se non ritenga altresì opportuno promuovere una maggiore conoscenza dell'area verde attraverso i tradizionali strumenti divulgativi utilizzati dalla Regione (opuscoli, dépliants, cataloghi, ecc.).

F.to: Tibaldi - Lattanzi

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Come ben sa l'Assessore, uno dei 3 castelli di Châtillon è il Castello di Passerin d'Entrèves, il quale come il Castello Gamba è circondato da un parco di tutto rispetto. La sua estensione è relativamente limitata, circa 2 ettari, ma si possono ammirare ben 32 alberi che sono stati catalogati come monumentali, secondo i dettami di una legge regionale approvata nel 1990. Questo parco, in virtù di una convenzione che risale al 1996, è oggetto di manutenzione ordinaria, in particolare le piante sono oggetto di tutela da parte dell'Amministrazione regionale, che vi provvede attraverso il Corpo forestale. Occorre precisare che il parco, come il castello, è di proprietà privata, solo che il castello è una residenza non visitabile, mentre il parco è fruibile, secondo determinate regole ed entro certi limiti, dal pubblico.

Con questa interpellanza si vuole mettere in evidenza che, nonostante questa convenzione fra il privato, la famiglia Passerin d'Entrèves e l'Amministrazione regionale sia stata siglata nel 1996, di fatto la fruizione del parco da parte dei cittadini è veramente esigua. Perché? Perché l'accesso è collocato in un luogo difficilmente raggiungibile dai visitatori e a questa difficoltà di accesso fa cenno anche lo stesso sito regionale, che, nel ripresentare le varie bellezze artistiche, naturali e storiche della regione, dice testualmente in merito al Parco Passerin d'Entrèves: "Raggiunto il piazzale della chiesa parrocchiale si imbocca un viottolo in salita fra la canonica e la recinzione del Collegio Gervasone, dopo una cinquantina di metri una porticina sulla destra immette nel parco del castello della famiglia Passerin d'Entrèves". Già questa descrizione è sintomatica della secondarietà di questo accesso, mentre, a nostro avviso, dovrebbe essere utilizzato l'accesso principale, che è collocato su una delle vie più frequentate del paese, ovvero l'incrocio fra via Tollen e via Pellissier. D'altronde anche la segnaletica - e questa è una delle altre ragioni che impediscono una più ampia fruizione del parco - è pressoché mancante, già solo in prossimità di questa piccola entrata vi è una scritta visibile a malapena che campeggia su un cancelletto di legno, mentre poco più in là è ben visibile un altro cartello, che è in prossimità della residenza privata, dove sta scritto: "Attenti al cane", come per dire: "qui vi è l'accesso al parco, però state attenti al cane che è molto più grosso e incute un certo timore negli avventori che volessero visitare le bellezze di questo parco". La terza ragione è che gli orari di visita, in forza di un regolamento che è stato adottato qualche mese dopo la sigla della convenzione, sono ridotti al minimo, ad alcuni mesi all'anno: dalla metà del mese di marzo alla metà del mese di novembre, fra le 8,00 e le 20,00.

Il parco, pur essendo di proprietà privata, in virtù di una convenzione dovrebbe essere fruibile dal pubblico; a noi risulta che sia i residenti, sia i turisti non godano appieno di questa bellezza naturalistica. È per questo che con questa interpellanza chiediamo anzitutto all'Assessore alcuni dati in merito all'utilizzo, alle presenze dei visitatori dal 1996 - anno in cui venne siglata la convenzione - ad oggi. Domandiamo poi anche alcune informazioni sui costi annuali di manutenzione perché, secondo la deliberazione del 1995 che approva la bozza di convenzione, i costi sono quantificati in via presuntiva in 20 milioni annui per il 1996 e in 10 milioni per i successivi anni di convenzione, leggendo però poi il regolamento si vede che a questi costi dovremo aggiungere anche la sorveglianza, che è costante durante gli orari di apertura ed è effettuata da 2 custodi, che alternativamente garantiscono la presenza nelle suddette aree. Vi è quindi anche personale addetto alla sorveglianza, che è fornito dall'Amministrazione regionale, la quale si addossa le spese necessarie per tale incombenza.

Questa è l'illustrazione dell'interpellanza, il terzo punto è quello propositivo, anche se si enuclea in una domanda con cui chiediamo all'Assessore "se non ritenga opportuno, al fine di rendere il parco maggiormente fruibile ai turisti e ai residenti, concordare con il proprietario l'individuazione di un accesso più dignitoso, come, ad esempio, quello al centro del paese..." - e non una porticina ubicata al culmine di un viottolo secondario della viabilità interna di Châtillon - "... e realizzare una segnaletica informativa più adeguata", perché anche per un turista, che si avvicina al paese e vuole visitare il Castello Passerin d'Entrèves o le bellezze contenute nel parco, non vi è una cartellonistica adeguata a promuovere questa fruizione conosciuta solo fra le parti che hanno siglato la convenzione e forse da qualche cittadino di Châtillon.

Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture, aux ressources naturelles et à la protection civile, Vicquéry.

Vicquéry (UV) - Dagli atti del fascicolo riguardante il Parco Passerin d'Entrèves risulta che il Consigliere Tibaldi ha già interpellato la Giunta regionale in data 27-28 gennaio 1999 - ma lo dico a titolo di merito - come Consigliere di zona di Châtillon, unico Consigliere di zona dopo che il Consigliere Piccolo all'epoca guerreggiava, in senso buono, con il Consigliere Tibaldi in materia di rappresentatività territoriale. È una battuta... ma gli fa onore, perché ognuno di noi vive in un paese di cui rappresenta gli interessi insieme a quelli dell'intera Regione.

Per rispondere puntualmente alle domande, per quanto riguarda la prima domanda, nel 1996 - anno di apertura - si è avuta una presenza di 3.700 visitatori, nel 1997 il "boom": circa 6.000 presenze che si assestano poi attorno a 3.500 negli anni successivi, esattamente 3.519 nel 1998, 3.944 nel 1999, 3.445 nel 2000, 3.066 nel 2001, 2.606 nel 2002, 3.227 nel 2003.

Per quanto concerne la seconda domanda, gli interventi sono: manutenzione ordinaria, taglio dell'erba e pulizia periodica delle aiole, cura e potatura delle piante monumentali, custodia (2 operai forestali che si alternano mattina e pomeriggio). La valutazione dei costi è la seguente: manutenzione ordinaria eseguita dalla squadra delle aree verdi della media Valle, circa 200 ore annuali pari ad un costo di 2.100 euro; cura e potatura delle piante monumentali, media annuale di 2.900 euro comprensivi di affido a ditte privati dei lavori di straordinaria manutenzione non eseguibili da nostre maestranze; la custodia: 2 operai forestali per un costo totale annuo di 1.976 ore, pari a una spesa annua di euro 20.000, per un totale dei costi annui di circa 25.000 euro.

Rispetto alla terza domanda, la convenzione - che è di durata trentennale ed è stata approvata con deliberazione di Giunta del 22 dicembre 1995, stipulata fra l'Amministrazione regionale e la Sig.ra Claudia Passerin d'Entrèves - e il relativo regolamento di fruizione - approvato con deliberazione di Giunta del 19 luglio 1996 - prevedono che l'accesso pedonale per i visitatori venga realizzato in via Gervasone. Questa entrata pedonale è situata in zona centrale rispetto al borgo di Châtillon, in quanto vi si accede facilmente tramite scalinata da Place Duc o dalle strade che conducono alla chiesa parrocchiale o al Convitto Gervasone, rispettivamente denominate "rue de l'Eglise" e "rue Gervasone". Tale accesso è controllato dai custodi, per i quali è stato ricavato, con spese a carico della Sig.ra Claudia Passerin d'Entrèves, uno spazio all'interno di un piccolo fabbricato esistente - vecchia foresteria - al lato dell'ingresso. L'entrata suggerita, cioè quella ubicata all'angolo est del parco, è attualmente riservata ai mezzi utilizzati per la manutenzione del verde e, ovviamente, agli automezzi del proprietario del castello. Sotto questo punto di vista, non ho alcun problema a dire che contatterò la proprietaria per sentire la sua disponibilità ad aumentare l'accessibilità ma, come già il Consigliere Tibaldi ha riferito, si tratta di rivedere, se vi è la disponibilità, il contenuto del regolamento applicativo, perché questo specificava esattamente dove doveva esserci l'entrata e, essendo un contratto fra due parti, deve esserci la sua disponibilità. Per quanto riguarda la segnaletica, attualmente sono posizionati sulla strada statale 2 cartelli e nel borgo di Châtillon 8 cartelli nei punti strategici del capoluogo. Non ho problemi anche qui a dire che darò disposizioni ai funzionari interessati di fare una verifica puntuale della visibilità di questa cartellonistica e, assieme al comune, direi di verificare la possibilità di aumentare la segnaletica nelle zone dove si ritiene opportuno farlo.

Rispetto agli orari di visita, marzo-novembre, anche questo è un punto contenuto nel regolamento, ma è legato alla funzionalità del parco, che, in quanto tale, ha la sua massima espressione nei mesi primaverili ed autunnali, anche per i motivi ovvi di innevamento e comunque di una presenza meno esteticamente e culturalmente valida nei mesi invernali.

Le presenze non le definirei esigue se si attestano su 3.000-3.200 persone, e qui si impone un ragionamento, cioè se sia il caso di aprire indiscriminatamente i parchi di questo valore a un fenomeno di turismo di massa, chiamiamolo così, forse in modo non troppo corretto, perché è un sito particolarmente delicato dal punto di vista ambientale, soprattutto per le specie botaniche che vi sono contenute, ricco di avvenimenti storici che - dicono gli esperti - è adatto a un pubblico culturalmente di un certo livello. È un argomento aperto, perché aumentare il numero di visitatori potrebbe anche comportare problemi di danneggiamenti al parco stesso, soprattutto per quanto riguarda le specie botaniche contenute. La cosa principale è che il parco vi sia, abbia una manutenzione corretta e che nel contempo abbia una valenza di tipo turistico.

Rispetto al quarto quesito, in parte ho già risposto; rispetto alla conoscenza e all'aspetto promozionale, il parco è stato costantemente pubblicizzato mediante un opuscolo-cartina in duplice versione italiana e francese, che viene stampato in 15.000 copie, un dépliant in duplice versione italiana e francese, stampato in 50.000 copie, inviato a tutte le AIAT e alle pro-loco della Regione, distribuite nel corso di manifestazioni internazionali, nazionali e locali, i vari articoli su riviste e quotidiani nazionali e locali, un libro in duplice versione italiana e francese sulle piante monumentali - ricordo che nel parco sono classificate 28 esemplari di piante monumentali ancora vegeti -, una cassetta video sugli alberi monumentali realizzata "dall'Avipress" per conto dell'Amministrazione regionale nel 1996 e trasmessa da diverse televisioni private locali, per cui a livello promozionale vi sono documenti e si tratta di documenti tuttora validi e tuttora spendibili. Bisognerebbe probabilmente fare un tipo di ragionamento più allargato, in sinergia con l'amministrazione comunale, con la comunità montana e con l'AIAT perché, quando ci si lamenta che la Regione fa troppo, non possiamo poi al contrario dire che la Regione dovrebbe fare "davantage", perché vi è un limite. Siamo di fatto i gestori della struttura, la quale però è sita in quel di Châtillon e, a mio avviso, è la comunità nella sua completezza e la comunità montana che dovrebbero forse usufruirne di più, nei limiti consentiti dal sito stesso. Sotto questo punto di vista, sono a disposizione, assieme al Consigliere Tibaldi, per contattare eventualmente le amministrazioni locali e proporre una strategia comune, che riguardi i temi trattati dall'interpellanza.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Ringrazio l'Assessore per la risposta che ha fornito ai quesiti posti dall'interpellanza; una risposta che dimostra la disponibilità nell'affrontare la questione.

È vero, Assessore, non si tratta di un problema vero e proprio, però dobbiamo partire da un presupposto: innanzitutto lo scopo dell'interpellanza non è quello di traguardare un'apertura indiscriminata a favore di un utilizzo di massa del parco, perché sappiamo bene che sono specie botaniche protette da tutelare, quindi è bene che sia indirizzato ad un turismo di qualità, specialistico che sappia apprezzare queste bellezze naturali. Questo parco però rappresenta il polmone verde di Châtillon nel cuore del paese e può essere utilizzato anche proficuamente per i turisti che arrivano presso il paese. Sappiamo che gli elementi di richiamo turistico di Châtillon sono essenzialmente i 3 castelli e i 2 parchi, i quali sono collocati proprio vicino a 2 di questi castelli. Il Castello Passerin d'Entrèves, e il suo parco in particolare, potrebbero essere valorizzati, perché è vero quello che lei dice - e la ringraziamo anche per i dati che ci ha fornito -, però è altrettanto vero che la fruizione di questo parco è praticamente misconosciuta. Lei ci ha fornito adesso dei dati relativi alle presenze annuali che si attestano secondo i valori - non si sa da chi censiti, lei ha detto: "probabilmente dai custodi e dai sorveglianti" - sui 3.500 utenti annui, che, distribuiti sui 6 mesi di fruizione da marzo a novembre, sono grosso modo 20 visitatori al giorno. Come residente in Châtillon - adesso non sono uno di coloro che sorvegliano l'accesso al parco -, lo vedo sovente non utilizzato da turisti o da residenti, perché l'accesso principale è accessibile - lei ha detto - dai mezzi del Corpo forestale per la manutenzione però, paradossalmente, non è quello l'accesso che viene utilizzato anche dai turisti e dai residenti. Sarebbe opportuno rivedere forse l'accordo con il privato per far sì che questo accesso principale diventi tale anche per i fruitori potenziali del parco e non solo per i mezzi dell'Amministrazione regionale, anche perché, se la fruizione è limitata a 6 mesi, la manutenzione in realtà è distribuita su base annuale e i costi di manutenzione, inizialmente previsti in 20 milioni il primo anno e 10 milioni di lire gli anni successivi, sono lievitati a 25 mila euro, cioè 50 milioni di vecchie lire; vi è quindi un impegno dell'Amministrazione che va ben oltre le iniziali previsioni della convenzione con il privato.

Prendiamo allora atto con soddisfazione del fatto che lei si è impegnato a contattare la proprietaria per migliorare l'accessibilità al parco e prendiamo altresì atto con soddisfazione che darà disposizione per una verifica della segnaletica esistente, eventualmente per aumentarla. A prescindere dall'aspetto degli opuscoli divulgativi, che non vengono neppure trattati nell'interpellanza, la cartellonistica è importante per invogliare, promuovere l'attenzione del turista a frequentare il parco. Penso che la valenza fondamentale sia proprio quella turistico-naturalistica, senza andare in consumi di massa sfrenati, che rischiano di usurpare e deteriorare quella bellezza o quelle bellezze naturali. È però necessario promuoverlo in forma adeguata, anche perché l'Amministrazione - direi anche intelligentemente - ha permesso, grazie a questo accordo con il privato, una fruizione che esiste sulla carta ma, in realtà, nonostante i dati diffusi, mi permetto di esprimere qualche perplessità sui valori che lei oggi ha comunicato; so benissimo che non sono valori da lei inventati di "sana pianta", però di 3.500 persone di media semestrale non so quanti residenti in Châtillon abbiamo visto il parco. Confidando nell'impegno da lei manifestato oggi, la ringraziamo per le risposte fornite.