Oggetto del Consiglio n. 711 del 24 giugno 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 711/XII - Interventi a seguito del fallimento della Società edile "Piemonte Costruzioni". (Reiezione di mozione)
Mozione
Appreso della dichiarazione di fallimento della "Piemonte Costruzioni", società che opera nel settore edile, ad opera del Tribunale di Aosta;
Osservato che l'impresa fallita occupa circa 190 dipendenti;
Tenuto conto dello stato di crisi in cui versa il sistema industriale valdostano;
Preoccupato per gli effetti negativi in termini occupazionali ed economico-finanziari che il fallimento della "Piemonte Costruzioni" potrà produrre nel tessuto produttivo e sociale della nostra Regione, con particolare riferimento alla Bassa Valle, già interessata dalle difficoltà di numerose aziende ivi operanti;
Il Consiglio regionale
Manifesta
la propria solidarietà ai lavoratori della "Piemonte Costruzioni" che rischiano di perdere il posto di lavoro;
Impegna
la Giunta regionale ad assumere tutte le iniziative ritenute necessarie ed urgenti per scongiurare gli effetti più gravi, in termini occupazionali, produttivi ed economico-finanziari, che la vicenda fallimentare produrrà;
Chiede
alla Giunta di relazionare sullo stato della vicenda, alla Commissione consiliare competente, entro quindici giorni dall'approvazione della presente mozione.
F.to: Curtaz - Riccarand - Squarzino Secondina
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Alcune settimane or sono abbiamo appreso del fallimento di un'importante ditta, che opera anche in Valle d'Aosta, soprattutto nella bassa Valle: la "Piemonte Costruzioni", un'impresa fallita che occupava circa 190 dipendenti. Si tratta di un ennesimo caso di crisi del settore industriale nella nostra Regione, che pure è stato, negli ultimi tempi, pesantemente investito da una crisi più generale, che coinvolge i comparti produttivi industriali nel nostro Paese. Di fronte a situazioni di questo genere, soprattutto in presenza di un fallimento e quindi di un azzeramento dell'impresa e dell'avviamento di una procedura di carattere fallimentare, si avverte un certo senso di impotenza, soprattutto le preoccupazioni, non solo del mondo politico, ma anche dell'opinione pubblica in generale, sono concentrate sugli effetti occupazionali.
Con questa mozione, che abbiamo volutamente formulato in maniera generale, aperta, affinché possa essere il più possibile condivisa, chiediamo tre cose: intanto esprimiamo una doverosa solidarietà ai lavoratori della "Piemonte Costruzioni" che rischiano di perdere il posto di lavoro a seguito degli eventi fallimentari; domandiamo un impegno della Giunta regionale ad assumere tutte le iniziative ritenute necessarie ed urgenti per scongiurare gli effetti più gravi in termini occupazionali, produttivi ed economico-finanziari che la vicenda fallimentare produrrà - peraltro sappiamo già per averlo appreso ieri, in occasione della discussione di un atto ispettivo, che la Giunta regionale si è già mossa, quindi prendiamo atto delle iniziative che già sono state avviate -; chiediamo infine alla Giunta di relazionare sullo stato della vicenda alla commissione consiliare competente entro 15 giorni dall'approvazione della presente mozione, certo è un termine che possiamo anche eventualmente dilatare, perché ci rendiamo conto che nel giro di 15 giorni potrebbero non esserci significativi elementi nuovi.
Ripeto: con lo scopo di aprire un dibattito su questa questione, di assumere un'iniziativa il più possibile condivisa in questo Consiglio, abbiamo presentato questa mozione e ci aspettiamo da parte dei nostri interlocutori politici attenzione su un tema che ci sembra particolarmente serio.
Président - Je déclare ouvert le débat.
La parole au Conseiller Cesal.
Cesal (UV) - La vicenda della "Piemonte Costruzioni" è una vicenda molto grave sul piano economico in Valle, anche perché è capitata come "un fulmine a ciel sereno". Ho avuto modo di operare con questa azienda e ho sempre potuto verificarne la capacità operativa notevole. È una vicenda grave, in quanto si inserisce in un quadro economico già difficile di per sé, non solo il quadro economico della Valle d'Aosta è in una situazione di estrema difficoltà, ma il quadro economico italiano, per non parlare poi di quello europeo. Viviamo in questo momento in una situazione di crisi economica, forse il più lungo periodo di recessione del dopoguerra. Si tratta, da un punto di vista occupazionale, di un problema estremamente importante, in quanto 190 dipendenti rappresentano una "situazione" molto importante per la Regione Valle d'Aosta.
Fa poi piacere l'interesse del gruppo "Arcobaleno" in difesa di questa azienda - lo dico senza polemica -, che svolge lavori che i "Verdi" combattono, nel senso che opera in settori su cui non sempre il gruppo si trova d'accordo. La "Piemonte Costruzioni" lavora nel campo delle infrastrutture primarie, strade, acquedotti, fognature, sistemazione dei terreni, argini, ecc., lo dico anche dopo che ho letto ieri questo articolo apparso su "L'informazione", dove si dice che: "in Valle d'Aosta si costruiscono grandi edifici di rappresentanza, palazzi dello sport, gigantesche e larghe strade in ogni angolo della montagna, si ha l'impressione che in Valle d'Aosta c'è una ruspa o un caterpillar ogni 10 abitanti, questo parco macchine gigantesco deve essere utilizzato e così via"... non mi dilungo nella citazione, però apprezzo la parte positiva di questo interesse da parte dei "Verdi" verso questa particolare situazione.
Dicevo, 190 dipendenti rappresentano una parte importante per l'occupazione in Valle, rappresentano una preoccupazione perché si tratta di 190 famiglie in difficoltà e sappiamo che oggi è difficile già per chi può beneficiare di un reddito da lavoro arrivare alla fine del mese. Pensare di poter contare solo sugli ammortizzatori sociali, sui benefici derivanti da provvidenze tipo cassa integrazione o indennità di disoccupazione rappresenta un dramma per una famiglia, senza considerare che, da notizie di stampa, 30 di questi 190 non avrebbero neppure diritto alle provvidenze economiche derivanti dagli ammortizzatori sociali, perché non hanno maturato i requisiti previsti dalla legge. La solidarietà va espressa, ma la preoccupazione da parte delle forze politiche deve essere rivolta anche verso i fornitori di questa azienda e i subappaltatori, che sono legati da vincoli di tipo economico con tutte le ricadute che tutto questo può avere.
Un altro momento di preoccupazione, non secondario per me in quanto amministratore pubblico, è quello dei lavori fermi. La "Piemonte Costruzioni" appalta gran parte dei propri lavori con l'Amministrazione regionale, si tratta di lavori che sono svolti sul nostro territorio, quindi alcuni lavori rimarranno fermi non sappiamo fino a quando, perché la procedura fallimentare è una procedura particolare, che tende al soddisfacimento dei creditori in una logica solidaristica, mentre il mantenimento in vita dell'azienda è secondario. È una logica dura, ma necessaria, soprattutto quando si ha a che fare con delle aziende "decotte", che non hanno alcuna possibilità di essere mantenute in vita neppure con delle "cure" importanti. Non so se la "Piemonte Costruzioni" si trovi in questa situazione, è compito comunque del curatore fallimentare di accertare questi aspetti per poi prendere le decisioni conseguenti... oppure se, come ritengo, tutta questa vicenda dipenda anche dalle questioni giudiziarie che hanno interessato i vertici aziendali e che hanno avuto un'influenza nefasta sull'avvenire di questa azienda.
Credo che questa maggioranza, la Giunta regionale segua con attenzione la vicenda; al momento non è ancora possibile stabilire se essa potrà avere un futuro, personalmente penso di sì. È di oggi la notizia di fonte giornalistica che un ramo di azienda, quello relativo al bitumificio, è stato ceduto, per cui ritengo che sia possibile mantenere in vita questa azienda. Sappiamo tutti, per averlo letto dai giornali, che vi sono una ventina di imprenditori interessati all'acquisto della "Piemonte Costruzioni", evidentemente l'alto numero di imprenditori che si sono proposti per rilevare questa azienda fa ben sperare per il futuro, soprattutto perché l'azienda dispone di un portafoglio lavori interessante, ha una dotazione di attrezzature importante, ha una sua organizzazione aziendale, ha una sua capacità operativa notevole, per cui credo vi sia la possibilità di veder continuare l'attività alla "Piemonte Costruzioni". Se così non fosse, credo che la crisi di questa azienda oggi si possa affrontare anche con i mezzi ordinari di cui disponiamo. Abbiamo approvato nel corso dell'ultimo Consiglio il piano di politiche del lavoro ed è previsto al punto n. 4.5 di promuovere e sostenere l'attività a favore dei lavoratori e delle lavoratrici interessati da crisi, ristrutturazioni o trasformazioni aziendali. È prevista l'attivazione di una "task force" di intervento, è prevista la realizzazione di iniziative di orientamento, di riqualificazione e di aggiornamento per il personale in stato di precarietà occupazionale per crisi aziendali o di settori, o per piani di ristrutturazione, con l'erogazione anche di incentivi finanziari. Senza contare che, per quanto riguarda i lavoratori licenziati o in mobilità, sono previste per un certo periodo di tempo da norme nazionali delle agevolazioni di tipo contributivo fino a 36 mesi, per cui sono delle agevolazioni importanti.
Vi è un altro aspetto: è un settore in cui l'offerta della manodopera è superiore alla domanda; noi stagionalmente assistiamo all'arrivo in Valle di lavoratori provenienti da altre regioni d'Italia o addirittura da Paesi extracomunitari che vengono qui per svolgere un'attività in questo particolare settore. È un settore in crisi come tutto il settore economico-industriale, ma è un settore che attira e continua ad attirare.
A seguito di queste considerazioni, mi sento di chiedere al gruppo "Arcobaleno" di ritirare la mozione, con impegno da parte di tutti di seguire la vicenda in maniera puntuale e di vedere gli sviluppi della situazione, cercando eventualmente di intervenire nel caso in cui non vi siano possibilità di salvataggio; pertanto, nel caso non vi sia il ritiro della mozione, ci asterremo, però sottolineiamo il nostro interesse a questa vicenda che intendiamo seguire nel suo evolversi.
Si dà atto che dalle ore 9,59 presiede il Vicepresidente Nicco.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Indubbiamente questa vicenda è grave sul piano economico, perché una realtà aziendale valdostana di notevole rilievo e non solo entro il perimetro regionale - quindi non solo in riferimento al sistema economico locale -, ma anche a quello interregionale, è entrata in crisi e, con il fallimento che ne è derivato, il piano occupazionale ha subito uno scossone e oggi circa 190 dipendenti sono in una situazione di profondo disagio. È naturale che anche noi manifestiamo la solidarietà ai lavoratori della "Piemonte Costruzioni", come peraltro l'abbiamo già manifestata ai lavoratori del "Grand Hôtel Billia", dove per 47 soggetti è stata avviata la procedura di licenziamento. È una situazione grave sul piano economico, perché evidenzia ancora una volta che la crisi congiunturale nella nostra Regione è quanto mai diffusa e capillare e naturalmente va a colpire aziende di questa portata, come anche aziende minori, aziende di livello artigianale o piccolo imprenditoriale, la cui crisi o i cui fallimenti passano inosservati in quest'aula e naturalmente ai dipendenti o agli stessi titolari di queste aziende non viene assolutamente espressa solidarietà in quest'aula. Qui la dimensione ci spinge invece ad avere delle attenzioni che per i più piccoli normalmente sono negate.
È una situazione che è soprattutto grave sul piano politico, perché sarà una casualità, ma la "Piemonte Costruzioni" ha iniziato ad entrare in crisi profonda e poi a fallire nel momento in cui è esplosa la vicenda giudiziaria, nel momento in cui attraverso il "caso Bassignana" sono emerse delle collusioni fra l'appaltatore e la pubblica amministrazione. Sarà una casualità, ma evidenzia che il venir meno di determinati rapporti, che non erano regolari, trasparenti, ma anzi erano perniciosi, ha causato la morte di un'azienda.
È una storia già vista proprio nell'ambito della medesima famiglia, perché ricordo il Consigliere Riccarand quando da quei banchi dell'opposizione sosteneva azioni ispettive profonde nei confronti di una società, che è "matrigna" di questa: "Eurovie", che fa capo al medesimo imprenditore, proprio per la dubbiosità, l'assenza di trasparenza e di chiarezza nell'attribuzione degli appalti. Questo 10-12 anni fa, momento in cui senz'altro la legislazione sugli appalti era meno vincolistica e più permissiva rispetto ad ora, ma riproduce una "vicenda fotocopia". Noi quindi evidenziamo questa gravità in certi rapporti che si sono creati fra pubblica amministrazione o strutture, o funzionari deviati della pubblica amministrazione e imprenditori locali, e questo è un caso tipico. Qui si tratta di comprendere i rapporti fa politica ed economia, non basta esprimere la solidarietà nei confronti dei lavoratori o invocare, come questa mozione chiede, un impegno generico ad assumere tutte le iniziative ritenute necessarie ed urgenti per scongiurare gli effetti più gravi in termini occupazionali, produttivi, economico-finanziari che la vicenda fallimentare produrrà.
Carissimi colleghi "Verdi", ci piacerebbe capire cosa intendete voi con questo termine omnicomprensivo: "tutte le iniziative"; cosa volete che facciamo della Regione? Interveniamo con la solita modalità assistenzialistica sfrenata, cioè la logica dell'interventismo regionale funziona da ammortizzatore sociale per ospitare nel proprio organico 190 dipendenti, di cui ci dispiace senz'altro la sorte? Ve ne sono 190 della "Piemonte Costruzioni", 47 del "Grand Hôtel Billia", poi dovremmo fare un monitoraggio più attento per vedere quante sono le piccole imprese che hanno sofferenza, che sono fallite e hanno messo sulla strada persone che sono rimaste senza lavoro. Diciamo subito che dobbiamo trasformare la Regione da ente istituzionale di programmazione ad ente assistenziale, che diventa un vero e proprio serbatoio nel quale recepire tutte le situazioni di disagio economico e sociale che si verificano nella nostra Regione! Penso che queste riflessioni siano necessarie, perché situazioni come queste non sono nuove nel sistema economico valdostano, sono strettamente connesse con un'errata concezione del ruolo dell'ente Regione. Penso che il Consigliere Riccarand sia memore di quelle iniziative che ricordavo. Colleghi proponenti di questa mozione, quindi spiegateci bene quali sarebbero queste iniziative che la Giunta dovrebbe adottare, perché possono essere di diverso tipo, così sono genericamente indicate. Come gruppo consiliare, sulla base di questo tenore letterale, assolutamente non le condividiamo e vi chiediamo una maggiore esplicitazione delle vostre volontà. Non basta richiedere l'intervento regionale, il "paracadute" per che cosa? Per sostenere le sorti di un'azienda che sappiamo ha avuto una "love story" con la Regione, che poi si è conclusa amaramente, perché qualcuno si è accorto che vi era una tresca fuori dall'ordinario.
La "Piemonte Costruzioni", quindi, è una realtà di tutto rispetto, il cui epilogo è stato drammatico soprattutto per chi oggi non ha più il posto di lavoro, però mi sembra che la mozione non vada a cogliere questi aspetti nei rapporti fra politica ed economia, che non possono passare inosservati, specie ad un gruppo come il vostro, che più volte si è manifestato profondamente critico di fronte alle devianze del nostro sistema economico e politico locale.
Presidente - La parola al Consigliere Lanièce.
Lanièce (SA) - La "Stella Alpina" ieri aveva presentato un'interrogazione su questo problema e, intervenendo a nome del gruppo, avevo detto che questo problema sarebbe stato affrontato meglio con questa mozione. In effetti, questa è una mozione generica, ma evidenzia alcuni problemi sui quali non possiamo che essere d'accordo, nel senso di dare la solidarietà ai lavoratori che sono in grosse difficoltà e ancora impegnare il Governo regionale, come mi sembra già che ieri lo stesso Assessore abbia dichiarato rispondendo alla nostra interrogazione, e infine chiedere alla Giunta di relazionare l'intera vicenda nella commissione competente.
Mi sembra siano tre richieste normalissime, messe pure in tono generico, ma penso che non votarle sarebbe una cosa un po' strana, perché non vi è un impegno particolare, non si chiedono cose diverse, ma si domanda solamente di portare a conoscenza della commissione competente l'intera vicenda, di esprimere solidarietà come abbiamo espresso solidarietà per tutte le situazioni di crisi in questi anni e di invitare il Governo a fare quello che può fare nell'ambito delle proprie possibilità. Non mi pare quindi che si possa essere contrari ad un testo del genere, seppure generico, e noi voteremo questa mozione, anche perché le preoccupazioni per le ricadute occupazionali vi sono, come ho detto ieri: vi sono 190 operai di cui 160 usufruiranno della cassa integrazione. Vi sono le ricadute economiche e finanziarie soprattutto sull'indotto: era un'azienda molto importante con un certo indotto, che, a seguito di questa crisi, sicuramente ne risentirà. Vi è poi il problema della gestione dei cantieri ancora aperti e già ieri l'Assessore diceva che si sta verificando la possibilità di subentrare o meno nella gestione di questi cantieri; vi è comunque la volontà di chiudere quei cantieri pericolosi, questo mi pare sia doveroso nel rispetto dell'incolumità pubblica. Su questo argomento non credo che si possa giocare fra maggioranza e minoranza, ma si possa solo dare un unanime assenso.
Approfitto di questa mozione anche per rilanciare una proposta, che il sottoscritto ha fatto qualche tempo fa a seguito delle varie crisi che hanno coinvolto il mondo industriale: quella di dedicare un intero Consiglio straordinario all'analisi della situazione di crisi dell'industria valdostana. Affrontiamo il problema dissentendone: la crisi dell'industria valdostana sta a cuore sia alla maggioranza, sia alla minoranza. Da questo Consiglio straordinario potrebbero emergere delle soluzioni in grado di rilanciare la nostra industria. Penso che questo sarebbe un atto democratico e di rispetto della centralità del Consiglio regionale. Approfitto quindi della mozione per rilanciare la mia proposta, sperando che questa volta venga accolta.
Si dà atto che dalle ore 10,15 riassume la presidenza il Presidente Perron.
Président - La parole au Conseiller Salzone.
Salzone (FA) - Questa è una mozione di principio su un problema di cui si occupa il Consiglio regionale tutte le sedute: la crisi industriale, il problema che investe i dipendenti che lavorano nelle diverse industrie e che operano nella nostra Regione; quindi, in linea di principio, questa è una mozione che sicuramente il nostro gruppo tende ad accogliere. Ho ascoltato anche l'intervento del Consigliere Cesal, non posso che condividere tutta l'analisi, che porta anche a fare un'analisi più dettagliata della crisi delle industrie, più che dei dipendenti.
Ora, credo ci voglia una sorta di mediazione in questo senso, perché non accogliere una mozione di questo genere potrebbe essere anche frainteso o strumentalizzato. Mi riservo di sentire l'Assessore cosa ci dirà, dopodiché prenderemo la nostra posizione, però sottolineo che la mozione è una mozione accoglibile sotto tutti i punti di vista.
Président - Pas d'autres collègues qui veulent intervenir? Je ferme la discussion générale.
La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Abbiamo ascoltato attentamente gli interventi dei Consiglieri che hanno ritenuto di intervenire in discussione generale, anzi li ringraziamo perché è stato un momento di dibattito utile e qualche volta anche inconsueto, perché si tende a discutere sempre meno e ad aspettare le indicazioni fornite dalla Giunta regionale. Ovviamente non ho nulla da replicare rispetto agli interventi dei Consiglieri Salzone e Andrea Lanièce, che mi sembra abbiano colto un punto essenziale della nostra iniziativa: quello del suo "ecumenismo": un'iniziativa che intende raccogliere il consenso di tutto il Consiglio e in questo senso il rilievo formulato dal Consigliere Tibaldi è accoglibile. Il Consigliere Tibaldi ci ha detto che su un punto particolare la mozione è generica, è vero, è stata scritta in modo quanto meno generale, per consentire il dibattito, eventuali emendamenti e l'unanimità del Consiglio su questa iniziativa. Voglio però rassicurare il Consigliere Tibaldi, quando diciamo che la Giunta deve assumere delle iniziative necessarie ed urgenti per fronteggiare la crisi occupazionale, non ci riferiamo a quelle di carattere economico, a delle iniziative tipo quelle "dell'Alitalia", come mi sta suggerendo la mia collega, ma a cose concrete e corrette dal punto di vista istituzionale: ci riferiamo ad iniziative di sollecito nei confronti degli organi fallimentari, di ricerca di imprenditori per rilevare l'azienda o i rami aziendali, a problematiche di riqualificazione delle maestranze e via dicendo; queste sono iniziative che vanno assunte dalla Giunta e crediamo che essa le possa assumere.
L'intervento del Consigliere Cesal invece merita qualche riflessione in più: una riflessione specifica per quanto riguarda la vicenda in esame e una più generale. Il Consigliere Cesal è partito dalla constatazione - questa condivisibile - che la vicenda è grave e si inserisce in un quadro complesso, poi ha fatto una serie di considerazioni che non condividiamo, per esempio sulla brillantezza della "Piemonte Costruzioni": se questa ditta lavorava così bene, non sarebbe fallita e, soprattutto, se avesse avuto sempre un comportamento corretto, non sarebbe stata implicata in vicende giudiziarie ancora in corso. Questa enfasi nel celebrare la bontà del lavoro operato da questa ditta è quindi fuori luogo, anche se non è oggetto della nostra iniziativa, che non riguarda un giudizio sulla "Piemonte Costruzioni" o sull'attività della stessa, ma le nostre preoccupazioni per quei 190 lavoratori che sono senza lavoro. Non è rilevante in questo momento che la "Piemonte Costruzioni" si occupasse di un settore nei cui confronti spesso siamo critici, noi continuiamo a ribadire la nostra criticità, ma questo non ci impedisce di vedere che vi sono 190 lavoratori in crisi, quindi intendiamo corretto che il Consiglio si occupi di queste cose; peraltro, battuta contro battuta, non è che, fallita la "Piemonte Costruzioni", quei lavori che noi non vorremmo vedere, vengano "stoppati"; vengono solo fatti da qualche altro... sempre a proposito dell'attività di questa azienda, si parla di riconversione della "Mirafiori", figuriamoci la "Piemonte Costruzioni"! Non è questo il problema quindi; a volte il gusto della battuta può tradire chiunque, a volte tradisce me, questa volta ha tradito il Consigliere Cesal, perché ritengo sia andato fuori tema.
Voglio approfondire un secondo punto piuttosto grave circa il comportamento della maggioranza in questa vicenda e più in generale - ho avuto occasione di parlarne, ma voglio riprenderlo e voglio coinvolgere anche il Presidente dell'Esecutivo, che è garante della sua maggioranza -, ci troviamo ripetutamente di fronte alla seguente situazione: come opposizione facciamo delle iniziative e abbiamo un atteggiamento criticabile da parte della maggioranza e potrei fare decine di esempi... se siete contro, lo dite, votate contro, fa parte della dialettica politica; quando siete d'accordo, ci aspetteremmo che voi votaste le nostre iniziative. Ciò invece avviene molto raramente, il più delle volte l'atteggiamento è quello di chiedere un ritiro della mozione attraverso delle promesse di impegno, a volte più specifiche, a volte più generiche. Tale atteggiamento viola i principi della dialettica parlamentare. Secondo me non è corretto che le iniziative dell'opposizione vengano cassate con la minaccia dell'astensione, fondata sulla riserva mentale di non consentire che un'iniziativa dell'opposizione venga approvata e che abbia un qualche impatto attraverso i media. Questa è la motivazione, altrimenti, come ha detto giustamente il collega Lanièce, non è possibile non votare questa mozione! Una mozione di questo tipo l'abbiamo votata l'altra volta per i dipendenti del "Billia", la stessa mozione, fotocopiata! L'altra volta però erano qui i dipendenti del "Billia", vi era il Consigliere Borre che si è fatto il suo intervento, allora potevate votarla. Questa la proponiamo noi, allora non si vota e si chiede l'astensione sulla base di impegni del tutto generici! Secondo me questo non è un corretto modo di procedere, abbiamo diritto a che voi diciate "sì" o "no" sulle nostre iniziative, basta con questa litania della mozione che si chiede di ritirare! Noi questa mozione non la ritiriamo e vi dico che, dal punto di vista politico, se voi vi asterrete, non esprimerete la solidarietà ai lavoratori, non chiederete alla Giunta di intervenire e di relazionare in commissione, perché questo sarà il significato politico del vostro voto di astensione! Dovrete prendervi le vostre responsabilità come maggioranza e basta con queste richieste di ritiro quando non si vuole che l'opposizione possa avere un certo risultato da una sua iniziativa!
Président - La parole au Conseiller Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE) - Molto brevemente, perché penso che l'intervento del Consigliere Curtaz abbia "calcato un po' troppo la mano" sugli atteggiamenti che potremmo avere di fronte a iniziative anche dell'opposizione. Ci troviamo ancora per l'ennesima volta di fronte a problemi molto seri, anche dolorosi, che coinvolgono il lavoro di molte persone. Di fronte a questi casi, secondo me, abbiamo tre possibili atteggiamenti: o abbiamo strumenti precisi di intervento - e credo che il Consigliere Cesal li abbia individuati e abbia precisato come il Governo e questa maggioranza intendono, con gli strumenti a disposizione, affrontare il caso in esame - oppure non vi sono strumenti precisi e allora due possono essere gli atteggiamenti: in primo luogo posizioni - che individuo pericolosamente falsi (e credo che l'intervento del Consigliere Lanièce abbia messo molto bene in evidenza questo aspetto) - che dicono: "va bene, vi è una situazione problematica, siamo vicini a voi, vi diamo la "pacca sulle spalle" e in qualche modo accontentatevi di questo". Ritengo questo modo di porsi abbastanza ipocrita. Vi sono poi gli atteggiamenti che perseguono strade il più possibile serie per affrontare il problema. Altrimenti il populismo, che rischia di alimentare speranze, che poi non hanno un seguito, speranze che la mozione scarica tranquillamente sul Governo dicendo: "caro Governo, adesso utilizza gli strumenti opportuni", quegli stessi che il Governo sta già utilizzando, cioè quelli che ha a disposizione... Mi sembra che sia in atto un gioco di parte sulla pelle di chi in questo momento sta soffrendo una situazione molto difficile. Tutti siamo in difficoltà nel non votare una mozione che esprime la solidarietà, però credo che dobbiamo avere la serietà e il dovere di non far passare messaggi che ritengo ipocriti laddove si strumentalizzano le situazioni di difficoltà.
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Questa mozione riguarda questioni specifiche che sono state affrontate dall'Assessore Cerise nel suo intervento per quanto riguarda la "questione Piemonte Costruzioni"... gli interventi che sono stati fatti e che vengono richiamati nell'iniziativa sono: richieste di informazioni al tribunale, al curatore fallimentare e inoltre vi sarà oggi pomeriggio un incontro con le organizzazioni sindacali. Il Consigliere Cesal ha ricordato come vi siano degli interventi specifici previsti dal Piano di politica del lavoro per quanto riguarda la costituzione di una "task force" per affrontare i problemi di crisi aziendale, vi sono anche nelle situazioni più difficili interventi collegati al piano di utilità sociale. Questo per dire che l'azione di questa Giunta e di questa maggioranza è particolarmente sensibile a questi temi, per cui il sottolinearli una volta di più con una mozione è possibile, ma lo è nel momento in cui non vi sia un'azione definita e precisa rispetto ad interventi da realizzare su questa materia, soprattutto quando tutte le iniziative ritenute necessarie si stanno realizzando.
Credo che una mozione in Consiglio sia uno strumento importante, nel senso che una mozione deve dare indicazioni nuove rispetto a cosa fare, indicazioni eventualmente di correzione di rotta, indicazioni di indirizzi politici vincolanti alla Giunta su obiettivi specifici da realizzare, eventualmente indicare delle sensibilità non espresse, ma credo che sulla solidarietà nei confronti dei lavoratori in difficoltà si possa dire di tutto, ma non che non vi sia attenzione da parte di questa amministrazione. Abbiamo fatto anche assemblee in altri casi, vedi la "Zincocelere", direttamente con i lavoratori, ma potrei citare moltissimi altri casi. Questo per dire che la mozione deve avere un obiettivo specifico e non ricordare problemi che già la Giunta sta affrontando, perché la "mozione Billia" va in contraddizione con le dichiarazioni del Consigliere Curtaz: "noi presentiamo le mozioni e voi non le votate mai", tale mozione è stata votata da questo Consiglio su un'iniziativa...
(interruzione del Consigliere Curtaz, fuori microfono)
... non è questo, assolutamente, perché la "mozione Billia" non è stata fatta perché vi erano i lavoratori fuori, ma per un motivo preciso: era aperta una trattativa con la società proprietaria del "Billia" ed era necessario esprimere certamente una solidarietà, cosa che davo per scontata, ma dare anche un'indicazione politica, tanto che si fanno alcuni apprezzamenti del Consiglio rispetto all'atteggiamento della controparte, ma vi era un qualcosa di diverso dall'enunciare questioni di carattere generale, come sono un po' previste in questa mozione e che di fatto già si fanno.
Non accetto però neanche una strumentalizzazione che nel suo ultimo intervento il Consigliere Curtaz ha inteso fare, nel senso che, se non si vota la mozione presentata dal gruppo "Arcobaleno", questa maggioranza non è solidale con i lavoratori, non intende attivare delle iniziative e non va neanche a riferire in commissione. Questa è una strumentalizzazione di questo tema, per cui credo che accusare la maggioranza di strumentalizzazione è assolutamente improprio. Rivendico alla maggioranza una libertà, come la rivendico all'opposizione, di votare su quello che ritiene politicamente più opportuno, poi saremo giudicati rispetto a questo, ma non possiamo neanche obbligatoriamente votare tutte le mozioni dell'opposizione. Io sono contrario alle mozioni che non indicano niente di nuovo, perché, se le cose già si stanno facendo, ditemi qual è l'utilità della mozione? Anche perché il rischio è di sovraesporre qualcuno e dimenticare qualcun altro. L'attenzione qui deve essere rivolta a tutte le situazioni, perché in molte altre situazioni analoghe non abbiamo neanche fatto una mozione, per cui la nostra posizione è questa. Il Consigliere Curtaz ha detto che non ha intenzione di ritirare la mozione, quindi, come ha detto il Consigliere Cesal, il nostro sarà un voto di astensione.
Vorrei fare due puntualizzazioni: una per quanto riguarda le cose dette dal Consigliere Tibaldi, che in modo un po' ossessivo ritorna sul rapporto fra politica ed economia giungendo alla conclusione che tutta la colpa è della politica, per poi dire che tutta la colpa è della Giunta. Credo sia ampiamente dimostrabile l'insussistenza di questo assunto, anche perché se andiamo a vedere i 40 appalti che ha attualmente la "Piemonte Costruzioni", gli appalti dell'Amministrazione regionale sono 3 su 40, quindi ampiamente marginali, come le vicende che sono state citate hanno riguardato due soli casi. Questo assunto quindi rischia di avere delle implicanze che non sono assolutamente corrette; oltretutto vi assicuro che non vi è alcuna possibilità di fare degli interventi di carattere assistenziale, ormai le normative le conoscete voi meglio di me, anche perché presentate puntualmente delle interrogazioni e sapete anche quali sono le norme di questa Regione, alcune delle quali avete anche condiviso e sapete bene che sono definite da normative comunitarie alle quali non si può derogare.
Riguardo alla questione posta dal Consigliere Lanièce di fare un'iniziativa sulla situazione del settore industriale, credo che una soluzione possa essere questa: il piano delle attività produttive è definito, arriverà nei prossimi giorni all'attenzione della Giunta, ha già visto una fase di consultazione con le parti sociali e credo che possa essere quello il momento in cui il Consiglio viene interessato al problema, potendo affrontare una situazione di analisi generale del settore, ma anche delle indicazioni su come affrontare questa particolare situazione. Nel concreto in questo modo si ottiene quanto il Consigliere Lanièce indicava nel suo intervento: fare un confronto e portare alla discussione del Consiglio il tema di un settore economico importante e che attraversa un periodo particolarmente difficile. Questo era quanto volevo dire, ribadendo che non vi è alcuna volontà di strumentalizzare certe posizioni, ma credo sia bene che le mozioni indichino degli orientamenti specifici; inoltre, qualora la Giunta si stia movendo in una determinata direzione, ritengo superfluo sottolinearlo con una mozione.
Président - La parole au Conseiller Salzone.
Salzone (FA) - Avevo detto che volevo sentire l'intervento dell'Assessore. Ribadendo che l'interesse e la disponibilità dimostrata da questa Giunta e dall'Assessore in merito a questi problemi è palese, rispetto però all'argomento in questione, quindi su una mozione che riteniamo nei principi da seguire, si cerca di mortificare il ruolo dell'opposizione, nel senso che, quando una cosa è proposta dall'opposizione non è condivisa da tutti bisogna sempre trovare "il pelo nell'uovo".
Ritengo sia importante l'argomento in questione, perché investe sia problemi di carattere occupazionale, che sono stati ribaditi da tutti, sia di carattere umano, di famiglie che sono seriamente in difficoltà. Come ha ribadito il Consigliere Cesal, vi sono problemi nel caso specifico che investono questa ed altre imprese di cui si è già detto in questi giorni. È fondamentale pertanto trovare una quadra su questo argomento e, in virtù di questo, chiedo una sospensione di 5 minuti per sentire i Capigruppo, perché ritengo che l'argomento debba essere sviscerato in quest'aula in un'unica direzione, non possiamo trovare il "pelo nell'uovo" su cose che investono in modo particolare problemi che si ripercuotono a catena sulle famiglie. Credo sia indispensabile uscire in modo serio da questa situazione, quindi, se lo si ritiene opportuno, vorrei una sospensione anche solo di 5 minuti per confrontarmi con i Capigruppo.
Président - Est accordée une suspension de cinq minutes.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,47 alle ore 11,04.
Président - La parole au Conseiller Cesal, pour déclaration de vote.
Cesal (UV) - Solo per dire che la riunione dei Capigruppo non ha portato alcuna soluzione a questo problema. Noi, come gruppi di maggioranza, ribadiamo la posizione che abbiamo espresso nel corso della discussione generale, quindi ci asterremo in quanto riteniamo che, per quanto possano essere condivisibili gli impegni indicati in questa mozione - in quanto credo che, da un punto di vista della solidarietà a favore dei lavoratori, occorre mettere in atto tutte quelle iniziative che possano servire ad attenuare la situazione, e su cui siamo d'accordo -, vi sia però una questione di metodo rappresentata da parte di una forza politica... poteva essere condivisa anche seguendo altre strade, tipo una risoluzione firmata da tutti i Capigruppo consiliari e questo proprio perché la materia, se doveva ottenere un assenso positivo da parte di tutta l'Assemblea, andava proposta in altro modo, senza tentare "fughe in avanti" per rivendicare delle paternità.
Ribadiamo la nostra posizione senza accordo, ribadiamo il nostro voto di astensione, però sottolineando il fatto che staremo attenti all'evoluzione della problematica e che ci impegniamo, come gruppo "dell'Union Valdôtaine", e credo anche di esprimere il parere dell'altra forza di maggioranza, a seguire l'evoluzione della questione e ad attivare tutte quelle iniziative che mirano a risolvere questo problema grave ed importante per la vita economica della nostra Regione.
Président - La parole au Conseiller Frassy, pour déclaration de vote.
Frassy (CdL) - Penso che una dichiarazione di voto da parte del nostro gruppo sia quanto mai necessaria alla luce del dibattito, ma anche della sospensione, perché il Presidente del Consiglio ha innovato alla procedura usuale, per cui in sede di dichiarazione di voto normalmente non si possono interrompere le procedure, se non per delle situazioni che possono avere una loro eccezionalità. Noi ci aspettavamo in effetti che, a seguito di questa interruzione, vi potesse essere una ridefinizione del documento e ci aspettavamo anche da parte del gruppo "Fédération" una proposta che riempisse di contenuto questa richiesta atipica che il loro gruppo ha voluto formulare. Capisco l'imbarazzo del Capogruppo Salzone nel rientrare in aula e nel non comunicare come prassi usuale gli esiti di una richiesta che il suo gruppo ha effettuato, anche perché quella richiesta, caro Consigliere Salzone, non l'avete riempita di contenuti, salvo il tentativo, forse più di posizione politica che non di contenuto, di convincere la maggioranza a venire sulle vostre posizioni. Era un problema politico fra voi e la maggioranza e non una formulazione e una riproposizione di contenuti all'attenzione delle altre forze politiche; di conseguenza ribadiamo il concetto che è stato espresso in sede di dibattito generale: riteniamo che la solidarietà sia nei fatti e che anche la nostra forza politica ha espresso anche nel passato a tutte quelle realtà industriali che sono entrate in crisi.
Voglio solo ricordare dei fatti concreti sui quali alcune forze, che oggi hanno dichiarato la loro intenzione di voto positivo su questa mozione, all'epoca si erano tirate indietro su una proposta concreta che avevamo avanzato in relazione alla crisi occupazionale, ma soprattutto economica che aveva investito tutti gli artigiani dell'indotto della "Cogne", quando avevamo evidenziato la generosità da parte dell'Amministrazione regionale a revocare garanzie fideiussorie che erano state richieste alla "Cogne" e avevamo chiesto che in cambio la "Cogne" si impegnasse ad onorare quelle posizioni dei suoi subappaltatori.
Riteniamo perciò che non vi sia da scandalizzarsi, come il Consigliere Lanièce ha sostenuto, se qualcuno voterà contro questa mozione, ma votare contro questa mozione è semplicemente per una chiarezza, nel senso che non vi è alcun precedente pericoloso, ma vi è la consapevolezza che ogni istituzione deve svolgere dei ruoli che sono i ruoli che le competono. I ruoli degli ammortizzatori sociali sono svolti dallo Stato e da altri strumenti che non competono a questa istituzione e debbo dire - non per innescare una polemica in sede di dichiarazione di voto - che, obiettivamente, questa mozione è poco credibile, è poco sostenibile, perché sfido chiunque di voi, colleghi consiglieri, a confermare che si possa fare un atto politico concreto senza esplicitare i percorsi da intraprendere, perciò, quando si dice "ad assumere tutte le iniziative", si dice giustamente tutto, ma si dice nulla. Noi effettivamente condividiamo quelle perplessità - che qualcuno ha voluto esprimere in sede di riunione dei Capigruppo - che questo alla fine possa essere un atto più strumentale che non sostanziale. Ci stupisce fra l'altro che un atto che non individua dei problemi concreti su una situazione concreta - perché il paradosso è questo: la situazione è concreta, i provvedimenti non lo sono - possa essere sostenuto da una forza politica, "Fédération", che ha sempre fatto della concretezza, del pragmatismo e dell'imprenditoria a tutto campo la sua bandiera. Caro Consigliere Salzone, ci sembra veramente contraddittoria questa vostra posizione massimalista, che va a "sposare" un obiettivo che non dovrebbe essere il vostro, ma che può essere quello di una forza di opposizione in questo momento, che è "l'Arcobaleno", di appropriarsi di un'immagine che vada a contestare l'assenza di iniziative politiche che questa maggioranza e questa Giunta, nella quale peraltro vi riconoscete, non avrebbe portato avanti sulla vicenda.
Non vogliamo perciò né difendere la Giunta, né attaccare la maggioranza, ma rileviamo solo come questa materia, a fronte anche della genericità delle affermazioni qui contenute, non sia materia propria di questo Consiglio; per questo motivo su una vicenda del genere riteniamo di dover uscire da quella posizione ibrida che potrebbe essere un'astensione di comodo e di dover ribadire un netto "no" ad una posizione che non esitiamo a definire di tipo strumentale e demagogico.
Président - La parole au Conseiller Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE) - La discussione di oggi ci porta a fare un po' di chiarezza rispetto ai ruoli che giochiamo all'interno di questo Consiglio. Ho valutato estremamente pesanti le dichiarazioni del Consigliere Curtaz quando ha tentato di dire che chi si asteneva o votava contro questa mozione si dichiarava di fatto non solidale con i lavoratori. E' una provocazione, ma alle provocazioni bisogna anche rispondere. Siamo di fronte ad un problema di chiarimento sul ruolo maggioranza/minoranza. La minoranza ha tutto il diritto di prendere le iniziative che ritiene opportune per giocare un suo ruolo, le può prendere anche demagogiche e populiste, ma non per questo la maggioranza deve adeguarsi alle iniziative demagogiche e populiste. La minoranza può anche prendere posizioni molto più costruttive, che sono quelle di proporre alternative a ciò che sta facendo la maggioranza rispetto ad un problema; credo che in questo caso la maggioranza debba, in maniera molto più seria, prendere in considerazione le alternative e valutarle, poi, una volta valutate, essere più o meno d'accordo. Quando le iniziative sono soprattutto strumentali e populiste, però credo che la maggioranza abbia il dovere, proprio per chiarire il proprio ruolo, di respingerle e questo è uno di quei casi, perché è comodo per la minoranza giocare sul piano dell'immagine nel prendere al volo tutte le occasioni, e ad ogni "mal di pancia" che succede in giro, dire: "io sono per esprimere solidarietà a chi ha il mal di pancia"; salvo poi scaricare sulla maggioranza invece la soluzione del problema concreto. Questo è il meccanismo: loro dichiarano la solidarietà e invitano la maggioranza a fare. La maggioranza si trova nella condizione di dover fare, quindi di affrontare tutte le difficoltà e anche gli eventuali insuccessi che le situazioni in qualche modo presentano sempre. Ripeto: la maggioranza ha il dovere di affrontare queste cose e nel caso specifico lo sta facendo. La minoranza ha proposto una mozione che non propone nulla di alternativo a quanto si sta facendo, ma è solo una dichiarazione per acquisire immagine; in questo senso ritengo che la maggioranza sia nel diritto di distinguere la sua posizione rispetto a questo e a denunciare la strumentalità di questi atti.
Président - La parole au Conseiller La Torre.
La Torre (FA) - Innanzitutto ritengo sia necessario puntualizzare ancora nella dichiarazione di voto le cose che sono state dette in questi ultimi momenti. Per prima cosa non si perde del tempo ad affrontare in tutti i modi possibili e quindi anche con delle interruzioni rituali problematiche come questa, che coinvolgono in maniera concreta persone e lavoratori. Credo che il nostro Capogruppo abbia fatto bene a chiedere una sospensione, cercando proprio su un argomento come questo di riportare le cose nella giusta dimensione, perché qui non vi è qualcuno che si impossessa di un argomento e che da quel momento diventa il difensore, oppure, perché eventualmente lo subisce nel caso che non se ne sia impossessato, diventa il carnefice: non è questo il problema! Qui il problema è di essere in modo ragionevole e serio responsabili consiglieri che prendono atto di alcune situazioni che avvengono nella nostra Regione e che cercano di esprimere, ognuno dalle proprie posizioni, perché è evidente che chi è in Giunta, come ha espresso l'Assessore Ferraris, svolge delle azioni ed è altrettanto importante che chi è nei banchi del Consiglio - a prescindere se maggioranza o opposizione - esprima delle riflessioni, delle intuizioni, cose che comunque possono essere utili alla soluzione di un problema. Il Consigliere Salzone quindi ha fatto bene a chiedere quella sospensione, affinché l'argomento, che stava diventando un terreno di scontro, diventasse un terreno di incontro; un terreno di incontro, attraverso una risoluzione che legava - io credo, e parto dal presupposto che tutti vogliano il bene e la soluzione di questa situazione - tutto il Consiglio regionale, perché questo? Perché è necessario che si esprima complessivamente una linea di comportamento e certamente quello che avvertiamo noi, come "Fédération", non è una critica assolutamente nei confronti della Giunta che sta agendo... ma che noi stessi siamo partecipi del lavoro che la Giunta sta facendo. Non è che l'Assessore, come il Consigliere Curtaz, si impossessa dell'argomento, l'Assessore sta operando bene e lo sta facendo nell'interesse del Consiglio, non lo fa per sé stesso!
Ritengo quindi che una risoluzione avrebbe portato allo scopo di trovare un'unità del Consiglio in una risposta unanime nei confronti di un problema serio. Il Consigliere Fiou ha detto che è un dovere; è vero. Credo che anche la maggioranza quindi non possa essere insensibile agli apporti seri e onesti da parte di forze di minoranza, che comunque cercano di collaborare sempre e costantemente con la maggioranza in modo utile. Ecco perché noi, non raccogliendo la sua provocazione, Consigliere Frassy, e continuo a dire che su questi argomenti non ci devono essere strumentalizzazioni, qui il Consigliere Fiou ha ragione, vogliamo mettere alla prova - lo faremo nel nostro piccolo, con le nostre modeste forze - la volontà di essere concreti su queste cose, come ha detto lei. Siccome oggi condividiamo il principio che questo Consiglio si esprima su un argomento così serio, però non ci sentiamo neanche di condividere l'iniziativa presa da qualcuno che non è accettata unanimemente, oggi ci asterremo, ma presenteremo nel prossimo Consiglio una mozione che sarà aperta, non sarà una mozione vincolante: sarà quindi una mozione concreta, aperta, che dirà delle cose, che sarà messa a disposizione di tutti i Capigruppo, che potrà trasformarsi in una risoluzione e su questo vedremo se veramente vi è la volontà da parte di tutti di essere utili per risolvere un problema! Questa è la nostra dichiarazione di voto, questa è la nostra concretezza, Consigliere Frassy: non polemiche, non parole, ma fatti!
Président - La parole au Conseiller Riccarand.
Riccarand (Arc-VA) - A noi sembra che questa discussione sia andata ben al di là del tema da cui è partita, per investire il ruolo dei consiglieri regionali, del Consiglio stesso, rapporti fra maggioranza e minoranza, quindi tutta una serie di temi di grande spessore, che non è qui la sede per sviluppare, ma che bisognerà riprendere.
Non condividiamo assolutamente le considerazioni che ha fatto poco fa il Consigliere Fiou, nel senso che dobbiamo fare bene attenzione a non farci "ingabbiare" in una logica di maggioranza e minoranza, perché, prima di essere parte di una maggioranza e di una minoranza, siamo dei consiglieri regionali e questa istituzione è la sede del Consiglio regionale: è questo che si rischia di perdere di vista con certi ragionamenti che sono troppo equilibristi rispetto a tattiche politiche, rispetto a rapporti fra gruppi consiliari. Semplicemente il Consiglio regionale, come ha sempre fatto, di fronte ad avvenimenti che si determinano, ha il dovere di prendere posizione nel suo insieme come organismo assembleare e di invitare, sostenere la Giunta nella sua attività. L'iniziativa può venire dal singolo consigliere o dal gruppo consiliare, o dalla maggioranza, o dalla minoranza, ma va valutata nel suo merito e non da chi proviene, altrimenti stravogliamo completamente il significato di questo organismo, se partiamo dal fatto che se un'iniziativa viene fatta da un gruppo con una certa collocazione, allora ha l'esito già segnato in partenza. Ci avete mosso l'appunto: "non va bene questa cosa perché, essendo voi i promotori, poi la spendete politicamente rispetto ai media", ma nella riunione dei Capigruppo abbiamo dato la nostra disponibilità a trasformare la nostra mozione in una risoluzione modificata e sottoscritta da tutti i Capigruppo, in modo che fosse espressione di tutto il Consiglio, perché noi abbiamo posto il problema all'attenzione dell'Assemblea con gli strumenti consentiti dal Regolamento, ma eravamo disponibili ad accettare una conclusione comune, concordata in cui diventavamo tutti padroni di questa mozione. Non riusciamo a capire per quale motivo, se non in una logica di chiusura all'interno di logiche di schieramento, non si accetta questo tipo di impostazione. Ci dispiace vi sia questo tipo di atteggiamento, riteniamo che questo non aiuti il Consiglio, reputiamo che una serie di affermazioni effettuate in questa occasione saranno "rimangiate" nel corso delle prossime adunanze consiliari, perché vedrete quante iniziative di questo tipo verranno presentate e sarà necessario presentarle e votarle perché la gente chiede che il Consiglio si esprima! Oggi il Consiglio non vuole accettare questa proposta, noi eravamo disponibili a modificarla, la manteniamo e ci sembra sia un contributo che abbiamo dato alla discussione e alla presa di posizione del Consiglio e non una strumentalizzazione, altrimenti non si capisce cosa stiamo a fare in Consiglio!
Président - Je soumets au vote la motion:
Conseillers présents: 29
Votants: 8
Pour: 6
Contre: 2
Abstentions: 21 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, La Torre, Lavoyer, Maquignaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent)
Le Conseil n'approuve pas.
Président - Sur ce point nous terminons nos travaux.
La séance est levée.
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La réunion se termine à 11 heures 27.
