Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 707 del 23 giugno 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 707/XII - Approvazione del Piano pluriennale 2004-2006 per lo sviluppo del sistema informativo regionale, di cui alla legge regionale 12 luglio 1996, n. 16.

Il Consiglio

Richiamata la legge regionale 12 luglio 1996, n. 16, recante norme per la "Programmazione, organizzazione e gestione del sistema informativo regionale. Ulteriori modificazioni alla legge regionale 17 agosto 1987, n. 81 (Costituzione di una Società per azioni nel settore dello sviluppo dell'informatica), già modificata dalla legge regionale 1° luglio 1994, n. 32. Abrogazione di norme.";

Ricordato come l'articolo 1 (Piano pluriennale) della predetta legge preveda al suo comma 1) che sia sottoposto ad approvazione del Consiglio regionale un piano pluriennale volto sia allo sviluppo, alla modernizzazione ed alla diffusione degli strumenti, delle tecnologie telematiche e dei sistemi informativi dell'Amministrazione regionale, sia all'intervento regionale nel settore dell'informatica avente particolare riguardo allo sviluppo ed alla realizzazione di una rete di collegamenti informatici interessante l'intera Amministrazione regionale ed aperta alle interrelazioni con gli altri Enti pubblici territoriali valdostani e con le amministrazioni dello Stato;

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 4875 del 22 dicembre 2003 concernente l'approvazione delle linee guida per l'elaborazione del piano pluriennale in argomento, nonché gli obiettivi che lo stesso dovrà perseguire;

Rammentato che la predetta deliberazione:

- dava mandato all'Assessore al Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni regionali di avviare la stesura del piano pluriennale per il triennio 2004-2006, con il coinvolgimento, oltre che di rappresentanti del Dipartimento Sistema Informativo, anche di rappresentanti del Consiglio Permanente degli Enti Locali della Valle d'Aosta, del Comune di Aosta, dell'Università della Valle d'Aosta, dell'Azienda Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta, della Camera di Commercio e della Società partecipata IN.VA. S.p.A., al fine di ottenere un piano organico di sviluppo;

- costituiva, allo scopo, un apposito gruppo, che doveva ultimare i suoi lavori entro il 15 marzo 2004, così composto:

* Assessore regionale Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni regionali, o suo delegato, con funzioni di Presidente,

* Coordinatore del Dipartimento Sistema Informativo, o suo delegato,

* un rappresentante del Consiglio Permanente degli Enti Locali della Valle d'Aosta,

* un rappresentante del Comune di Aosta,

* un rappresentante dell'Azienda Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta,

* un rappresentante dell'Università della Valle d'Aosta,

* un rappresentante della Camera di Commercio della Valle d'Aosta,

* un rappresentante della partecipata IN.VA. S.p.A.;

- dava atto che alla costituzione del gruppo di lavoro di cui sopra, avrebbe provveduto, con apposito atto, l'Assessore al Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni regionali e che il funzionamento del gruppo medesimo non avrebbe comportato oneri a carico del bilancio regionale.

Visto che con Decreto n. 01/04, prot. n. 1952/DSI del 2 marzo 2004, è stata approvata la composizione del gruppo di lavoro previsto dalla citata deliberazione n. 4875/2003, nel seguente modo:

* dall'Assessore al Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni regionali, o suo delegato, con funzioni di Presidente,

* dal Coordinatore del Dipartimento Sistema Informativo, ruolo attualmente ricoperto dal Sig. Luigi Giai, o suo delegato,

* dal Sig. Fulvio Bovet, in qualità di membro effettivo, e dal Sig. Giovanni Chiodo, in qualità di membro supplente, in rappresentanza del Consiglio Permanente degli Enti Locali,

* dal Sig. Roberto Gens, in rappresentanza del Comune di Aosta,

* dalla Sig.ra Cristiana Charrère, in rappresentanza dell'Azienda Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta,

* dal Sig. Alessandro Gentile, in rappresentanza dell'Università della Valle d'Aosta,

* dal Sig. Sergio Enrico, in rappresentanza della Camera di Commercio della Valle d'Aosta,

* dal Sig. Gianni Fabiole Nicoletto, in rappresentanza della partecipata IN.VA. S.p.A..

Rilevato che il gruppo di lavoro in questione ha concluso il suo compito nei termini indicati e ha prodotto l'allegato piano pluriennale;

Precisato che il periodo di tempo cui il piano in questione si riferisce è esteso al triennio 2004-2006 e che, finanziariamente, lo stesso corrisponde al relativo bilancio di previsione triennale della Regione;

Vista la legge regionale 12 luglio 1996, n. 16 e, in particolare, l'articolo 1 della stessa (Piano pluriennale);

Viste le motivazioni ed i contenuti del piano pluriennale di cui trattasi;

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 5016 in data 30 dicembre 2003 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2004/2006 con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;

Visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal Coordinatore del Dipartimento Sistema Informativo, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla presente deliberazione;

Visto il parere della II Commissione consiliare permanente;

Delibera

di approvare l'allegato piano pluriennale 2004-2006, predisposto dall'apposito gruppo di lavoro costituito con deliberazione della Giunta regionale n. 4875 del 22 dicembre 2003, per lo sviluppo, la modernizzazione e la diffusione degli strumenti, delle tecnologie telematiche e dei sistemi informativi dell'Amministrazione regionale nonché per l'intervento regionale nel settore dell'informatica avente particolare riguardo allo sviluppo ed alla realizzazione di una rete di collegamenti informatici interessante l'intera Amministrazione regionale ed aperta alle interrelazioni con gli altri Enti pubblici territoriali valdostani e con le amministrazioni dello Stato.

Allegato

(Omissis)

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Cercherò di presentare in modo sintetico questo piano, che ha avuto una serie di passaggi in commissione e colgo l'occasione per ringraziare i Commissari per il contributo dato.

Faccio una premessa, che non particolarmente attiene al piano triennale, che, come sapete, è previsto da una legge regionale, ma sul metodo che la Giunta ha voluto seguire per la predisposizione del piano, che deve soddisfare le esigenze dell'Amministrazione regionale. La legge prevede una programmazione che, da un lato, deve soddisfare le esigenze interne, che poi troveranno applicazione con un piano annuale e che deve dare delle risposte concrete ad esigenze ben precise. In realtà, l'attività dell'Amministrazione regionale è un'attività che non solo soddisfa delle esigenze proprie, ma l'Amministrazione regionale fa da propulsore rispetto a tutta una serie di temi. Se voi considerate anche gli articoli di oggi dei giornali, in diversi punti si parla della cultura dell'innovazione e l'innovazione passa anche per i sistemi tecnologici avanzati. Noi abbiamo la necessità di investire su questo tema e non solo investire in strutture, perché molte volte ci si innamora della tecnologia, ci si innamora - banalizzo - dei cavi e dei computer; in realtà quello che dobbiamo fare è invece uno sforzo suppletivo per condividere culturalmente un certo processo. È proprio in virtù di questo ragionamento che questo piano triennale è nato, cercando di coinvolgere tutti gli attori che operano in Valle d'Aosta ed è per questo che la Giunta regionale nel mese di dicembre ha approvato la costituzione di un gruppo di lavoro che, oltre alle strutture regionali, coinvolgesse il Consiglio permanente degli enti locali, il Comune di Aosta, l'Università della Valle d'Aosta, l'ASL, la Camera di commercio, la società partecipata "INVA".

Colgo l'occasione per questo tipo di presentazione per dire che in quel momento la Giunta regionale, in virtù di prassi e di consuetudine, non ha coinvolto le strutture organiche del Consiglio regionale; non vi era assolutamente una preclusione, la volta scorsa avete visto che, in seguito al dibattito avvenuto in sede di commissione, è stato chiesto il rinvio del piano triennale, perché dalla discussione in commissione è emersa la volontà di coinvolgere le strutture, per far sì che la condivisione fosse una condivisione a 360 gradi, pur mantenendo le autonomie delle singole strutture. È per questo che annuncio la presentazione di una serie di emendamenti al piano, concordati con le strutture della Presidenza del Consiglio, che di fatto allargano la previsione del piano triennale inserendo organicamente un rappresentante del Consiglio regionale all'interno del gruppo di lavoro e ampliando le previsioni di questo piano triennale con le attività che verranno svolte dal Consiglio regionale. Ecco che a questo punto i lettori del piano triennale troveranno in questo documento le linee guida in tema di sistemi informativi e dall'altro vi sarà una scheda puntuale per tutte le strutture, sia regionali, sia esterne all'Amministrazione regionale, e questo per evitare di trovarci a posteriori con tutta una serie di attività che sono sicuramente meritevoli, sono sicuramente nate per dare delle risposte, ma che fra di loro potrebbero avere dei problemi di incomunicabilità. Mi spiego meglio: tutti i comuni hanno la necessità di predisporre una serie di supporti informatici in tema di strutture tecnologiche, di catasto, in tema quindi di mappatura; tutti operano per il meglio ma, se le piattaforme non sono fra di loro interoperanti, rischiamo di avere dei sistemi "a macchia di leopardo", che creano problemi al cittadino.

Il fatto di programmare, anche se nel rispetto della propria autonomia, un momento di raccordo ci conduce a fare un'attività che crea quel percorso virtuoso, che può sicuramente essere apprezzato da tutti i cittadini. L'aver coinvolto questi soggetti risponde ad esigenze specifiche; in primo luogo il Consiglio permanente degli enti locali: abbiamo parlato oggi, discutendo dell'interrogazione del gruppo della "Stella Alpina", di "Rupar", abbiamo parlato di sistemi che già operano e che hanno la necessità di essere implementati, per cui questo è già abbastanza nel DNA dei rapporti fra enti pubblici. L'Università della Valle d'Aosta non è stata coinvolta perché al suo interno ha un sistema particolarmente elaborato, ma perché nell'ambito della formazione dei futuri dirigenti deve tener conto di questi indirizzi, in modo tale da poter valorizzare certi approfondimenti e certe professionalità. L'ASL ha anch'essa sul territorio, con la medicina del territorio, con tutte le attività dei medici di base, una serie innumerevole di soggetti e il fatto di poter beneficiare di una rete unica e di un sistema condiviso permette di dare dei vantaggi notevoli al comparto. Ancora la Camera di commercio: abbiamo appena approvato una legge di finanziamento di questo organismo, quindi non è certo il sistema della Camera di commercio che ci interessava, ma ci interessava quello che può fare tale Camera, cioè diffondere alle aziende che la compongono le filosofie di fondo. In questo Consiglio abbiamo più volte ragionato in termini di diffusione delle tecnologie e di un loro utilizzo puntuale; una partecipazione attiva di un rappresentante della Camera di commercio permette di avere all'interno di un gruppo di lavoro un rappresentante, che potrà fare poi da cassa di risonanza, che permetterà di divulgare i programmi e i progetti. La società "INVA": è un ruolo che è previsto dalla legge ed è un ruolo operativo rispetto ai programmi che vengono svolti dall'Amministrazione regionale.

Questo piano ha una serie di aspetti. Un primo aspetto riguarda le infrastrutture, abbiamo avuto modo stamani di parlare di "DSL", di collegamenti di altro genere, da questo punto di vista è ovvio che lo sforzo dell'Amministrazione sarà uno sforzo importante, che, in virtù delle proprie commesse, dovrà permettere al gestore prevalente - attualmente "Telecom" - di fare una serie di investimenti che andranno a beneficio di tutti i vari operatori, sia pubblici che privati. Vi sono una serie di attività che accomunano un po' tutti, fra queste: l'identificazione in rete, che dovrà permettere a tutti i cittadini di accedere a una serie di servizi, beneficiando della sicurezza e della riservatezza che questi collegamenti devono avere; una cooperazione applicativa, che dovrà permettere queste sinergie fra i vari enti; i servizi "on line", che dovranno essere costruiti con una certa logica e questa logica dovrà essere condivisa da tutti, perché capite che i servizi "on line" dovranno rispondere a certi meccanismi in modo da non disorientare il cittadino e in modo che la proposta dei vari servizi sia riconducibile ad un modello che semplifica l'attività.

La diffusione della cultura innovativa passa sia per la formazione... e, quando parlo di "formazione", mi riferisco sia ai dipendenti regionali, sia al cittadino e a questo proposito si potranno istituire dei corsi specifici con le società, con l'Agenzia del lavoro, con i centri di formazione che andranno a diffondere questa cultura. Questa cultura ovviamente, e mi collego all'altro punto, l'alfabetizzazione certificata, dovrà dare un risultato concreto, cioè dovrà permettere a dei cittadini di costruirsi una formazione e di poterla certificare con l'ottenimento a fine corso di un attestato di professionalità. Tutte queste attività permetteranno all'Amministrazione di avere un quadro e un indirizzo preciso e di avere nel tempo un documento di riferimento. Questo documento per definizione è un documento che dovrà continuamente evolversi, che dovrà essere aggiornato, ma è fondamentale l'esistenza di un documento che parte con una condivisione totale, in modo che il piano triennale non identificherà più la semplice attività dell'Amministrazione regionale, ma identificherà le linee guida del "sistema Valle d'Aosta" in cui tutti si riconosceranno.

Il gruppo di lavoro che è stato costituito non è un gruppo di lavoro estemporaneo che, una volta licenziato il piano, ha terminato il suo iter, ma verrà periodicamente convocato per capire qual è lo stato di attuazione di questo programma. Ovviamente questo non può che dare dei benefici: immaginatevi semplicemente le ripercussioni sull'identificazione, sulle carte a microprocessore; da questo punto di vista, abbiamo una serie innumerevole di iniziative: abbiamo la carta di identità elettronica, la carta nazionale dei servizi, la carta sanitaria e a questo riguardo il tema è d'attualità, perché anche il Governo ha una serie di iniziative per il controllo della spesa farmaceutica, quindi ha sollecitato l'Agenzia delle entrate a costituire un gruppo di lavoro per introdurre una carta, che deve tenere sotto controllo la spesa farmaceutica e ancora lo stesso discorso della "privacy" all'interno dell'Amministrazione regionale, il controllo per gli accessi informatici. Uno sviluppo comune di queste tecnologie permette intanto di evitare sprechi e poi di creare un vero centro di competenza, perché è impensabile che una Regione piccola come la nostra veda più centri creare delle professionalità e creare delle competenze su temi che poi hanno diverse sovrapposizioni; bisogna cercare di condividere le strategie e identificare dei soggetti che facciano gli approfondimenti e seguano le evoluzioni.

Qui esorto tutti i partecipanti al piano triennale ad essere operativi nelle loro proposte, perché in tema di innovazione, se si aspetta di avere il progetto migliore e il progetto più bello, non si parte mai; invece bisogna mettersi nella condizione di avviare sin da subito un'attività, di fare la sperimentazione e procedere alle fasi esecutive e poi seguire nel tempo le varie evoluzioni. Sempre collegandomi al discorso che ho preso a titolo esemplificativo, abbiamo in Valle un esempio concreto di successo, che forse è stato poco valorizzato: mi riferisco alla "Carte Vallée", noi abbiamo una carta a microprocessore che è stata distribuita a 80.000 persone, che ha permesso la gestione puntuale e senza intoppi nella distribuzione dei buoni benzina. Non so se qualcuno di voi ha memoria delle dilatazioni temporali e delle code del passato per una distribuzione cartacea dei buoni; con questo strumento la comunità valdostana ha beneficiato di una carta che era operativa all'inizio dell'anno e che ha avuto degli intoppi che, dal punto di vista percentuale, sono risibili. Vero è che quella carta avrebbe potuto essere utilizzata di più; ecco perché ho parlato prima di una condivisione della cultura dell'innovazione perché, se fosse così, altri avrebbero utilizzato quello strumento che - ricordo - è distribuito a 80.000 persone, contiene i dati anagrafici di tutti i proprietari di autoveicoli e titolari di permesso di patente. Il fatto di avere una sperimentazione di così ampia diffusione credo sia un qualcosa che deve essere "messo sul piatto" in una società come la nostra, dove l'utilizzo delle carte a microprocessore ha una diffusione modestissima; gli sforzi fatti, quindi, penso potranno dare dei frutti magari non a brevissimo tempo, ma sicuramente nel corso di questo triennio.

Ringrazio ancora tutti i partecipanti al gruppo di lavoro, il Presidente del Consiglio e i suoi dirigenti per la disponibilità e l'attività svolta dalla commissione, che è stata propedeutica a questo tipo di allargamento di orizzonti, e manifesto la disponibilità a chiarimenti ed approfondimenti specifici.

Président - La parole au Conseiller Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - Quello che stiamo esaminando è uno strumento molto importante, che avrà delle ricadute significative sulla vita quotidiana di molti cittadini valdostani; tuttavia, questo documento ha alcuni difetti che sono abbastanza evidenti, che forse sono intrinseci alla sua natura, ma che vorrei evidenziare. Intanto vi è un problema su alcuni elementi decisivi di questo documento di un eccesso di genericità; l'Assessore nel suo intervento, sia adesso, sia stamani rispondendo all'interpellanza del Consigliere Lanièce, ha posto l'accento sul ruolo centrale rispetto alla diffusione di queste tecnologie, di questi strumenti informatici, delle infrastrutture e, in effetti, qui nella sintesi del piano e nella sua illustrazione il nodo delle infrastrutture è posto come elemento centrale, però è estremamente generico proprio nelle proposte su questo livello. Sì, si dice: "realizzazione della Rupar", però sono 10 anni che si dice che dobbiamo realizzarla, quindi sicuramente bisogna realizzare la "Rupar" e, fra l'altro, vedo positivamente che si dica: "in collaborazione fra Giunta e Consiglio regionale", che sembrava una parte dimenticata, su quello poi tornerò, ma qui si dà più un'indicazione di metodo che un'indicazione di obiettivo che si vuole raggiungere. Le stesse parole che ha usato l'Assessore prima erano più chiare. Lei ha detto: "dobbiamo fare in modo che "Telecom" investa, in modo che alla fine la totalità dei cittadini valdostani possa accedere a queste tecnologie con il sistema della banda larga e in modo che raggiungiamo un preciso obiettivo". Su questo siamo d'accordo, perché ci sembra essenziale, ma questo non è detto nel piano, questo va oltre il piano, invece bisognerebbe che fosse affermato in modo chiaro, perché vi è anche un problema di investimenti e di strategie in questo campo.

Anche in commissione ci è stato evidenziato come gli investimenti nella parte infrastrutturale siano relativamente modesti in Valle rispetto ad altre realtà regionali, quindi vi è un problema di potenziamento dell'infrastruttura. Stamani diceva che solo il 25% delle centrali è attrezzato per questo tipo di tecnologia avanzata; è vero che serve già il 55% della popolazione, se ho capito bene, però il 25% delle centrali vuol dire che vi è un grande lavoro da fare sul piano infrastrutturale. Ho guardato in fretta gli emendamenti presentati - la parte che riguarda il Presidente del Consiglio... -, però vedo che anche qui si sottolinea prioritaria ed urgente la realizzazione della rete regionale come infrastruttura tecnologica, quindi questo concetto avrebbe dovuto essere valorizzato di più nel piano.

L'altro punto su cui esprimo alcune perplessità, e mi sembra che il piano sia inadeguato sotto questo aspetto, è l'altro elemento su cui ha parlato adesso l'Assessore, ovvero l'identificazione in rete, questi strumenti anche di carte elettroniche... mi pare vi sia una situazione effettivamente in cui il rischio di ridondanza e di confusione sia presente. Lei ha detto: "Carte Vallée" e qui vedo 85.000 "Carte Vallée" in Valle d'Aosta, Infocamere 3.000 carte d'identità elettroniche; adesso al Comune di Aosta parte questa sperimentazione con 30.000 carte di identità elettroniche, poi sappiamo che è in itinere il sistema tariffario integrato per i servizi di trasporto pubblico con carta elettronica, carta sanitaria... cioè la tecnologia oggi consente di razionalizzare tutto questo. Credo che a questo riguardo il modello sia quello di due carte: la carta di identità elettronica e la carta dei servizi, o comunque dobbiamo puntare non a sovrabbondare in questo tipo... perché poi sono sinergie che mancano, invece bisognerebbe puntare ad allargare.

Una domanda che faccio è questa: adesso il Comune di Aosta parte con questa sperimentazione con la carta di identità elettronica, fa parte di un progetto nazionale e va tutto bene, ma perché non pensare di estenderla a tutta la Regione viste le nostre dimensioni, perché tutta la Regione è "meno" di tanti altri comuni che fanno parte di questa sperimentazione? Se si potesse fare questo - penso sia possibile inserirsi in questo discorso -, avremmo già fatto un passo avanti perché attraverso la carta di identità elettronica tutti i cittadini valdostani potrebbero già raggiungere questo primo livello che sarebbe molto importante. Su questo aspetto il piano è inadeguato, perché cosa dice alla fine? Fa l'analisi di tutte queste situazioni, parla di valorizzare, integrare e far evolvere e noi cosa facciamo? Diciamo: "occorre creare un osservatorio regionale sul tema su cui far convergere le varie iniziative", ma qui il problema è fare delle scelte, cioè si conosce il problema, facciamo delle scelte, non è che andiamo a creare un osservatorio... ma - ripeto - si tratta di fare delle scelte, vi sono i tecnici competenti e la politica deve fare il suo corso.

Devo anche dire che questo piano risente di un'impostazione eccessivamente burocratica e vi è un episodio che abbiamo evidenziato in commissione e su cui per fortuna adesso si pone un "taccone": il fatto che si sia fatto tutto un piano, coinvolgendo USL, enti locali, università, assessorati e si sia lasciato fuori un pezzo importante dell'Amministrazione, il Consiglio regionale, è indicativo di un modo di procedere a compartimenti stagni, che non tiene conto della complessa realtà. Abbiamo sollevato questo problema in commissione, prendiamo atto con soddisfazione che vi è stato un tentativo di recuperare, anche se sappiamo che alcuni emendamenti sono un "rattoppo" che si fa all'ultimo momento, ma è positivo che venga inserita questa scheda che contiene le parti riguardanti il Consiglio regionale, che era totalmente assente dal piano. Sotto questo aspetto quindi riteniamo che si sia in parte recuperato questo discorso, però è bene che questo diventi un fatto strutturale e non episodico.

Sentivo l'Assessore dire che si integra anche il gruppo di lavoro e questo è positivo perché, purtroppo, si è andati avanti per troppo tempo per compartimenti stagni; anche perché questa nota che ho letto adesso della Presidenza del Consiglio è interessante anche sotto un altro aspetto: l'uso degli strumenti di tecnologia dell'informatica per una maggiore partecipazione democratica, perché questo è un altro tema assente nel piano. Adesso qui vedo che vi è un riferimento interessante, perché si dice che: "l'informazione tecnologica gioca in questo momento un ruolo determinante a sostegno della partecipazione dei cittadini alla vita dell'istituzione "e-democracy"", che è un tema su cui si sta sperimentando a livello nazionale. Anche qui dobbiamo fare dei passi avanti, perché oggi, con la diffusione di queste tecnologie, possiamo pensare a far partecipare tutti i cittadini in modo più attivo alla vita politica ed amministrativa. Faccio solo un esempio banale: i disegni di legge possono essere aperti alle osservazioni dei cittadini attraverso le tecnologie informatiche nella fase istruttoria. Non dobbiamo aver paura di far promuovere la partecipazione vera dei cittadini ai processi decisionali, agli iter legislativi e oggi questo si può fare, mentre in passato era molto complicato. Questo quindi può essere uno strumento utile per avere un Palazzo più trasparente e che sente maggiormente la sensibilità dei cittadini; certamente questa è una cosa che può fare paura, perché vi è la corporazione dei consiglieri e di chi è delegato al mandato per fare questo che si sente un poco indebolito se la cittadinanza può intervenire in modo più attivo sul questo livello. Io ritengo che non sia così e che sia invece importante promuovere la partecipazione a tutti i livelli. Questo è uno strumento, ma ce ne sono tanti - ad esempio i forum tematici - per favorire la partecipazione e questo si può fare sicuramente. A me dispiace che nel piano questo concetto non sia stato sviluppato, vi è adesso un riferimento nella scheda aggiunta che dice che questa "cosa" viene recuperata.

In conclusione questo piano, che ha dei pregi e indica alcune prospettive interessanti, ha il difetto di essere in alcuni passaggi fondamentali troppo generico: è più una carta di intenti che un piano vero e proprio, è più una dichiarazione di intenzioni e di metodologia che un piano che indica degli obiettivi da raggiungere; questi sono i difetti che riteniamo di dover evidenziare rispetto a questo documento.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Vorrei completare l'intervento del collega e sottolineare un aspetto a cui l'Assessore ha accennato, ma che non ha approfondito, soprattutto non ha spiegato come si fa a raggiungere quell'obiettivo e anche il piano di questo aspetto non parla. Credo sia uno dei punti importanti del piano la necessità della condivisione di una cultura dell'innovazione. Vorrei soffermarmi nel mio intervento non tanto sui servizi previsti per la realizzazione di questa rete, di questo insieme di rapporti fra i vari enti, quindi non tanto a livello di costruzione del dialogo fra i vari enti, che è una parte innovativa ed interessante del piano, quanto su che cosa significa questo piano per l'Amministrazione regionale. È chiaro che la rete, come diceva prima il collega, è un progetto difficile da realizzare, da raggiungere molto lentamente, un obiettivo su cui è necessario fare un grande lavoro perché gli stessi soggetti che dovrebbero partecipare alla rete hanno alcune difficoltà. Se prendiamo qui comuni e comunità montane come punto di attenzione, comuni e comunità montane che dovrebbero essere soggetti attivi per la costruzione di questa rete... "esprimono apprezzamento..." - si dice - "... per l'iniziativa di coinvolgerli". Mi sembra vi siano ancora tanti passi da fare, per raggiungere una condivisione degli obiettivi fra i possibili soggetti che partecipano a questa rete!

Per quanto riguarda l'Amministrazione, credo sia necessario anche per la nostra Amministrazione un grosso lavoro per questa cultura dell'innovazione. Gli obiettivi che sono nel piano sono certamente condivisibili, sono declinati in modo molto generico, è vero, potrebbero essere addirittura adattati ad altre realtà e io ho provato a fare questo esercizio mentale, chiedendomi se altre regioni o altre realtà potevano adottare quasi "d'emblée" questo piano, perché è un insieme di intenti generici, di grandi obiettivi strategici da raggiungere. Il piano dice poco o niente su come raggiungere questi obiettivi, probabilmente perché non ha affrontato il problema fondamentale secondo me: che, per realizzare questo piano, ci vorrebbe attualmente una rivoluzione copernicana, nel senso che richiede un cambiamento organizzativo della struttura regionale, un cambiamento totale. Adesso abbiamo una struttura regionale molto piramidale: assessore, coordinatore, seguono i vari dirigenti uno dopo l'altro, poi vi sono i vari assessorati separati l'uno dall'altro che hanno difficoltà a dialogare, tanto che ciascuno utilizza un linguaggio informatico diverso dagli altri settori dell'amministrazione. Il piano indica questo problema, ma non dice come si fa a porvi rimedio; quando si parla di una cosa molto semplice, fra l'altro di una competenza che è interna alla Regione: la gestione del personale, si dice: "le procedure attualmente in uso risultano datate, di particolare complessità e poco efficienti", ma perché? Perché si tratta di una serie di procedure che sono distribuite su sistemi diversi, il cui dialogo risulta poco funzionale. Addirittura per la gestione del personale, che è un problema tutto interno all'amministrazione, questa gestione in questo momento è opera di strutture separate, ciascuna che ragiona con il proprio linguaggio informatico, da qui la difficoltà enorme di far dialogare. Cosa capita? Che qualunque tipo di procedura... pensiamo alle procedure le più diverse in cui vi è l'utente - che può essere il cittadino, l'impresa o l'ente locale - che ha bisogno di pratiche è costretto a dialogare con uffici diversi e ha difficoltà a trovare un unico interlocutore che prenda in carico l'intera procedura; allora o si cambia l'organizzazione, oppure anche l'introduzione di sistemi informatici non cambia... e non incide sulla qualità del lavoro.

È talmente vera l'esistenza di questo limite che anche lo stesso piano, quando presenta i progetti diversi dei vari assessorati, mette come punti di criticità l'organizzazione dei processi, cioè l'uso di strumenti a disposizione implica una riorganizzazione dei processi interni e questo lo troviamo per quanto concerne la Presidenza della Regione, alle pagine 37, 46, 48 per quanto riguarda rispettivamente l'Assessorato del bilancio, l'Assessorato dell'agricoltura e l'Assessorato del territorio; in quasi tutti gli assessorati si verifica l'esistenza di questo punto critico però, rispetto ad esso, il piano non dice nulla. Probabilmente non dice nulla perché il piano è relativo al Dipartimento sistema informatico, quindi è un settore particolare ma, se andiamo a vedere all'interno della struttura organizzativa, non vi è alcuna struttura di organizzazione a cui è preposta in modo particolare la politica organizzativa. Ho fatto un lavoro di ricerca: sono andata a cercarmi i vari obiettivi che vengono dati ai dirigenti, perché tali obiettivi indicano qual è la cosa più importante di cui si deve occupare il dirigente per realizzare il programma della maggioranza; così ci è stato sempre spiegato, ma in alcun obiettivo dei dirigenti o delle strutture vi è quello di riflettere sull'organizzazione del lavoro...

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... mi trovi l'obiettivo preciso in cui vi è l'obiettivo di riflettere su questo... tanto che ci si renda conto di questo limite, perché lo stesso piano, laddove parla del Dipartimento personale ed organizzazione, si limita a parlare del personale, dei concorsi, della complessità, ma non prende in esame l'organizzazione del lavoro, non una parola su questo! Infatti, ripeto, lo stesso piano, quando si preoccupa di indicare la metodologia di lavoro, precisa alle pagine 26-27: "qualunque innovazione vogliate apportare deve essere accompagnata da un'analisi sui cambiamenti che questa innovazione provoca nei processi dell'amministrazione", però fra coloro che presiedono a questi processi organizzativi non è chiaro a chi viene affidato questo compito. Vi è un altro elemento e voglio spiegarmi meglio, Assessore: proprio l'esempio che lei ha portato sulla "Carte Vallée"... da cosa è partito quell'esperimento? Da una domanda fondamentale che era: bisogna che, rispetto all'esigenza di fornire un servizio al cittadino, troviamo uno strumento più efficace, quindi tutto il servizio è stato poi ristrutturato in base alla risposta che è stata data. Ora, quello che non emerge dal piano sono le domande fondamentali a cui anche i singoli dipartimenti, i singoli assessorati e settori dell'amministrazione devono rispondere.

Un altro elemento carente del piano secondo noi è che non vi è alcuna analisi della situazione attuale e non si indica neppure quali sono gli obiettivi dei piani precedenti che sono stati raggiunti e quali invece vanno ripresi e portati avanti, come se vi fosse una cesura e non si capisce neanche perché essa vi debba essere; ad esempio, per quanto riguarda l'Assessorato della sanità, vengono ripresi dei progetti che erano già chiari nel piano precedente...

(nuova interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... l'ultimo piano triennale, certo, il piano addirittura 2000-2002, il vecchio piano triennale che è stato via via tradotto in piani annuali, ma vi era chiaramente come obiettivo quello di introdurre sistemi informatici proprio nella gestione delle pratiche degli invalidi civili, nella gestione delle pratiche socio-assistenziali e so che alcune cose sono già state fatte. Vorrei sapere allora in che rapporto sta con la realtà questo elenco di progetti che si vogliono realizzare. È un elenco di buone intenzioni che riprende l'elenco di cose già fatte e già presenti nei piani precedenti, già iniziate? È un elenco che indica invece un salto di qualità nella raccolta delle informazioni? Non si capisce, è veramente generico questo piano e - ripeto - non dà alcuna informazione su quello che precedentemente è stato fatto e sulla situazione che è stata finora realizzata.

Altro aspetto che fa di questo un libro delle intenzioni e non un piano: manca l'indicazione dei tempi, non si indicano i tempi entro cui si realizzano via via i vari progetti, non si indicano se non in alcuni rarissimi casi, come quello della formazione informatica dei parametri per valutare se il piano è stato realizzato oppure no, per cui non si capisce bene questa cifra molto alta, che si aggira su quasi 100 miliardi di vecchie lire, come già i piani precedenti, come viene spesa e quali sono gli effetti concreti che si vogliono raggiungere. Se non si definiscono degli obiettivi precisi, lei capisce che siamo sul piano delle buone intenzioni, ma non siamo di fronte a un piano che programma delle azioni precise, con dei tempi precisi, con dei costi precisi azione per azione.

Président - Je n'ai pas d'autres collègues qui s'inscrivent à parler, je ferme la discussion générale.

La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Devo ringraziare il Consigliere Riccarand e la Consigliera Squarzino per gli interventi che mi danno modo di intervenire per alcuni chiarimenti.

Cercando di andare per ordine - e credo possa essere una replica che ha una valenza per entrambi gli interventi -, la legge regionale prevede due momenti: un momento è il piano triennale, l'altro il piano annuale, per cui è ovvio che, all'atto della stesura del piano triennale, si deve fare un discorso giustamente di metodo, in modo tale da definire l'approccio; secondariamente, bisogna definire le linee guida per evitare che vi siano dei metodi di lavoro e degli obiettivi che fra di loro sono in conflitto. Ora, quando la legge regionale distingue questi due momenti, è ovvio che rimanda al piano annuale l'identificazione precisa degli obiettivi e delle attività specifiche da fare. Nell'ambito del piano triennale... e qui devo ammettere alcune perplessità rispetto agli interventi, perché ben lungi dal sottoscritto arrogare la perfezione di questo piano, ma avrei amato che negli interventi vi fosse un apprezzamento per l'adozione di un metodo mai adottato e mi stupisco che la Consigliera Squarzino riesca a fare un parallelo di un piano triennale che non esiste, perché il precedente piano nel 2003 non era stato approvato, quindi lì la genericità era assoluta...

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

... ma questo tipo di sforzo è uno sforzo che ha voluto mettere assieme soggetti che mai in passato sono stati coinvolti, poi il coinvolgimento ha avuto modo con incontri specifici... ma è stato introdotto un momento di concertazione preliminare collettivo e la rivoluzione copernicana di cui parlava può essere individuata con questo tipo di metodo. Ora, la disponibilità a rinviare rispetto al Consiglio passato è perché, quando si adottano delle metodologie nuove, vi è una marcia di avvicinamento al metodo perfetto, quindi è stato con vero piacere che si sono introdotte le previsioni della Presidenza del Consiglio.

Quando parliamo di infrastrutture, mi permetto di obiettare in punto alla "Rupar" proprio un approccio metodologico perché, se aspettiamo di avere delle infrastrutture che coprono tutto il territorio regionale, la "Rupar" non la faremo partire mai. La scelta che è stata fatta è di far partire una "Rupar" che potesse - l'ho detto stamani mentre parlavo di "DSL" - introdurre un sistema integrato di banda larga, per evitare che si dicesse: "fintanto che non abbiamo la "DSL" in tutti i comuni, non facciamo la Rupar". Dobbiamo cercare di costruire invece fin da subito un sistema, che valorizza quello che fino a questo momento abbiamo, per cui tutta l'asse centrale della Valle d'Aosta che vede la presenza della "DSL" ha tutta una serie di opzioni che gli derivano dal suo posizionamento. È chiaro che hanno delle dotazioni strutturali maggiori, ma ciò non di meno è possibile fare un'attività di collegamento. L'obiettivo espresso dal Consigliere Riccarand è un obiettivo che ha questo Governo e questa maggioranza, cioè implementare le strutture in modo tale da offrire il massimo su tutto il territorio regionale, ma bisogna avviare un processo, perché questo processo porterà con sé delle rivoluzioni dal punto di vista dell'erogazione dei servizi: non avremo più tutta una serie di servizi che devono essere erogati in loco sul comune, in modo da clonare e duplicare queste attività, ma verranno dati dei servizi in rete che potranno essere distribuiti con una lettura completamente diversa, ma bisogna partire - e qui è giusta l'osservazione che fa il Consigliere Riccarand -, in caso contrario ne parliamo da tanto tempo e continueremo a parlarne. Bisogna quindi iniziare cercando di valorizzare quello che abbiamo, ecco che nel piano non si vuole sottostimare, tant'è che viene messo ai primi punti la dotazione infrastrutturale; è chiaro che la dotazione infrastrutturale porterà con sé alcuni problemi di rapporti, perché il gestore delle telecomunicazioni, attualmente in condizioni giuridiche di non monopolio, ma di fatto monopolistiche dal punto di vista della presenza del mercato, fa degli investimenti se ha dei ritorni. È chiaro che l'attività dell'Amministrazione e degli enti locali, in virtù delle loro commesse, deve portare a questa distribuzione ed ecco che il rapporto è un rapporto non facile, ma su cui si stanno concentrando tutti gli sforzi. Ricordo che "Telecom" è il partner della nostra società controllata "INVA", per cui all'interno stiamo cercando di condurre un'attività in modo da esprimere, dal punto di vista regionale, il piano triennale e richiedendo a "Telecom" quali sono i suoi programmi di investimento sul territorio della Valle d'Aosta.

Quando parliamo di carta di identità e di schede a microprocessore, credo con altra veste sono stato fra i primi propositori di una carta regionale unica ma, malauguratamente, la normativa non permette una sommatoria di funzioni sullo stesso strumento, perché vi sono delle funzioni che sono assolutamente non coniugabili. La carta di identità elettronica non può accogliere delle funzioni di pagamento, perché soddisfa delle esigenze che sono stabilite dal Ministero e anche nel piano triennale abbiamo voluto farne menzione, ma la capacità della Regione di incidere sull'attività del comune è nulla, perché ogni comune svolge un'attività; l'emissione delle carte di identità e la gestione dell'anagrafe è un qualcosa che non è delegabile e la Regione non può intervenire in questa attività. L'Amministrazione comunale di Aosta ha aderito ad un processo di sperimentazione - e io me ne rallegro -, ma l'adesione degli altri comuni non può essere gestita dalla Regione. Da questo punto di vista, l'adesione era a numero chiuso, perché sono convinto con Elio sul discorso del peso degli altri 73 comuni, ma questa sperimentazione non era regionale, bensì ministeriale.

Il fatto di voler fare un osservatorio non è un "esercizio di stile", ma una volontà precisa di mettere attorno ad un tavolo tutte le professionalità che nel frattempo maturano perché, in mancanza di questo tipo di documento, ognuno continuerebbe a fare le sue attività in completa solitudine. Ecco perché avrei apprezzato un plauso per la volontà di mettere attorno ad un tavolo tutti gli attori, in caso contrario è chiaro che tutto diventa effimero, ma questo è il primo tentativo concreto di fare qualcosa che sia patrimonio dei Valdostani.

Rispetto al ragionamento fatto dalla Consigliera Squarzino, mi pare ovvio che il piano evidenzi delle criticità, proprio perché si vuole superarle. Non mi sono mai accorto di avere una "verve masochistica", per cui vado a scrivere delle cose affinché esse possano poi essere utilizzate per dire che l'Amministrazione sta gestendo male, ma questo è un piano onesto, dove vengono individuate le criticità, per cui nell'ambito della gestione del personale - e la gestione del personale non è una gestione sull'organizzazione del personale, ma la gestione delle buste paga, quindi è ancora una cosa diversa - ovviamente il piano mette in evidenza delle criticità per richiamare l'attenzione su delle metodologie di gestione che sono diverse e l'obiettivo è esattamente quello che lei dice. Mi fa piacere quindi che lei riprenda questo ragionamento, perché è esattamente l'obiettivo del piano. Non è un piano generico, ma è puntuale, perché si dice: "questo tipo di organizzazione è debole e lo strumento informatico..." - ma non vorrei che si semplificasse riducendo ad un problema meramente informatico, perché il problema informatico è l'ultimo, dovendoci essere a monte l'organizzazione generale - "... è solo un'applicazione armonizzata e tecnologica di modelli organizzativi". Il fatto che all'interno dell'amministrazione vi sia una proliferazione di centri è una criticità e all'interno del piano ovviamente non si può dare la soluzione, perché a monte bisogna esprimere una volontà riorganizzativa, ma si mette in evidenza che dal punto di vista informatico è una debolezza perché moltiplichiamo gli strumenti. Lei sa bene che, andando ad acquisire sul mercato dei sistemi di gestione delle buste paga, si va ad acquisire dei sistemi standardizzati, dopodiché, se vado a modificare le letture contrattuali, devo apportare tante modifiche quante sono le organizzazioni. Si evince allora che questo piano ha voluto far emergere queste criticità proprio per risolverle e all'interno dei piani annuali si andrà a sviluppare quello che è stato scritto in modo abbastanza chiaro. Non solo sono d'accordo con lei, ma lo sono molto, perché all'interno dell'Amministrazione regionale è ormai acquisito che certe rigidità devono essere superate mettendo mano non solo al sistema informatico, ma al sistema organizzativo; ecco che questo piano - senza per questo "stracciarmi le vesti" per farlo apprezzare - è il primo documento dove emerge la debolezza di ogni singolo assessorato, dove i punti di criticità vengono evidenziati. Questo primo tentativo non ha la presunzione di risolvere tutti i problemi, ma vuole essere il primo documento che permetterà agli uffici di fare un certo tipo di lavoro.

Sul discorso degli obiettivi credo di aver detto, ripeto: credo che all'interno della Regione, come all'interno di tutto il comparto pubblico, come in altre strutture sul tema vi siano stati tanti sforzi e anche delle cose che sono state fatte bene. Questo documento, al di là della valutazione di ogni singola iniziativa, vuole fare un passo in più per creare un sistema che abbia una trasversalità: ecco perché vi sono delle parti che sono sicuramente perfettibili, sicuramente si può fare meglio, ma è un primo passo e un passo concreto. Credo che, se questo piano avrà il vostro assenso e il vostro parere favorevole, possa costituire un buon inizio e, a fronte di questo tipo di piano, già potremo intervenire su una revisione del piano annuale che è stato deliberato per il 2004. All'atto dell'approvazione di questo piano triennale potranno esserci degli spunti, che potranno modificare e adeguare il piano annuale per il 2004; per il 2005 questo diventerà lo strumento di comparazione e di avvicinamento alla perfezione auspicata dagli interventi.

Président - La parole au Conseiller Riccarand, pour déclaration de vote.

Riccarand (Arc-VA) - In attesa della "perfezione", ci asteniamo.

Président - Je rappelle que cet acte a eu l'avis favorable de la IIe Commission à la majorité.

La parole au Conseiller Viérin Marco.

Viérin M. (SA) - Il gruppo della "Stella Alpina", anche se vi sono delle imperfezioni o altro, ritiene che senza questo atto si rischi di bloccare l'intera "macchina" non solo pubblica, ma anche economica della Valle; per questo motivo voterà a favore del provvedimento.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Per una breve dichiarazione di voto. Si tratta di un atto importante, che è stato anche illustrato con una certa enfasi e convinzione dallo stesso Assessore; ad un certo punto ci sembrava di vedere un Ministro Lucio Stanca in "dodicesimi" - il Ministro dell'innovazione -, che si è immedesimato in tutti questi progetti estremamente interessanti e necessari a tutto uno sviluppo strutturale ed infrastrutturale del nostro sistema economico, quindi abbiamo apprezzato la convinzione con la quale l'Assessore si è prodigato nel sintetizzarci questo piano. È un piano che ha degli attori di tutto rispetto: alcuni attori protagonisti, altri che sono comprimari o comparse, tipo la Camera di commercio, ancora una volta l'imprenditorialità funge da comparsa. Speriamo che questa imprenditorialità e i cittadini, che sono i destinatari dei benefici di questo piano, effettivamente ne traggano delle utilità, perché è un piano importante sotto il profilo letterale e dei contenuti, è un piano ancora più importante sotto il profilo finanziario, perché si tratta di 60 milioni di euro nel triennio, se non sbaglio. È un piano che speriamo effettivamente traguardi quegli obiettivi che ha decantato poc'anzi lo stesso Assessore e, nel traguardare quegli obiettivi, speriamo che non vengano dimenticate delle sollecitazioni specifiche, e non generali come questo documento, che sono state evidenziate dal nostro gruppo consiliare e da altri gruppi consiliari nel corso di questo primo scorcio di legislatura.

I colleghi della "Stella Alpina" stamani hanno sottolineato l'aspetto della "DSL" e quindi dei collegamenti veloci, noi la volta scorsa abbiamo sollevato il problema della banda larga, in particolare abbiamo evidenziato come un progetto più modesto, ma già per l'epoca innovativo: quello di "Valle d'Aosta cablata", che è costato circa 5 miliardi di apporto regionale su un complesso di 15 miliardi di investimento, di fatto non abbia un destinatario certo. Le fibre ottiche in Valle d'Aosta esistono come "dorsale", ma non esistono come utilizzatori e lo stesso Assessore non ha saputo bene indicarci chi sono gli utenti finali di questo progetto. Noi speriamo che questo piano così ambizioso - che si aggiunge a un documento programmatico triennale appena "scaduto" e che è costato 100 miliardi - non faccia la stessa fine di "Valle d'Aosta cablata", che effettivamente si tramuti in fatti concreti ma, nell'attesa che da queste parole si passi a delle azioni concrete, non ci sentiamo di "staccare una cambiale in bianco", quindi ci asterremo.

Président - Je soumets au vote l'acte avec les amendements, dont je donne lecture:

Emendamenti

- A pagina 3 del Piano triennale, sono aggiunti, in fondo al paragrafo, i periodi seguenti:

"A seguito di una riunione tra Amministrazione e Consiglio regionale si sono riconosciuti gli obiettivi di legislatura evidenziati nel piano quali elementi comuni concordati per la realizzazione di progetti volti al potenziamento degli interventi informativi a vantaggio del cittadino valdostano. Pertanto si è ritenuto di integrare il gruppo di lavoro di cui sopra, con la presenza di un rappresentante del Consiglio regionale.

Il Consiglio regionale pertanto ritiene il presente piano mezzo per lo sviluppo di un'interrelazione proficua tra i due enti e a tal fine ha esposto anch'esso le proprie iniziative progettuali in un'apposita scheda."

- A pagina 11 del Piano triennale, il primo periodo è sostituito dal seguente:

"Il piano è stato predisposto grazie alla condivisione di tutte le strutture dell'Amministrazione regionale e dei principali soggetti istituzionali sul territorio (il Consiglio regionale, l'azienda sanitaria U.S.L., l'Università, il Consiglio Permanente degli Enti Locali Valle d'Aosta, il Comune di Aosta, la nascente Camera di Commercio)."

- A pagina 31 del Piano triennale, prima del paragrafo "Rapporto Regione V.d.A. - Enti Locali Valdostani", è inserito il seguente paragrafo:

"Rapporto Giunta regionale - Consiglio regionale

Pur nel mantenimento dell'autonomia dei propri sistemi informativi, derivante dalle specifiche competenze, la Giunta regionale ed il Consiglio regionale condividono l'obiettivo di presentarsi verso i cittadini e le istituzioni in forma unitaria attraverso la RUPAR.

Tale obiettivo porta a ricercare sinergie su progetti di interesse comune volti al miglioramento della partecipazione attiva dei cittadini alla res publica.

L'ICT gioca in questo momento un ruolo determinante a sostegno della partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni (e-democracy). Il tema, fortemente dibattuto a livello nazionale, rappresenta già un'area di sviluppo da parte del Consiglio regionale che, unitamente alla Giunta, sta esplorando opportunità di partecipazione a bandi di finanziamento promossi dalla Pubblica Amministrazione Centrale."

- Dopo la pagina 48 del Piano triennale, è inserito il seguente paragrafo:

"Interventi analitici del Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Nel seguito vengono riportate considerazioni di sintesi riguardanti le linee guida per il triennio 2003-2005 relative all'evoluzione strutturale, sistemistica e applicativa del sistema informatico del Consiglio della Regione Valle D'Aosta.

Sintesi del piano

Le linee di intervento del Consiglio regionale definite per il triennio 2003-2005 si articolano nei seguenti punti:

- Interventi trasversali finalizzati all'accelerazione e al completamento di alcuni essenziali progetti e servizi di base, quali la Gestione Documentale, la Firma Elettronica e l'integrazione con il Protocollo informatico;

- Interventi di riorganizzazione e fruizione delle informazioni, quali il Portale unico di accesso ai servizi, la digitalizzazione dei documenti storici del Consiglio regionale, ancora in formato cartaceo e la realizzazione di una base dati unica in grado di contenere tutti i tipi di documenti, nonché di renderli fruibili a un organico set di applicazioni prioritariamente pensate secondo il paradigma Internet;

- Sviluppo della comunicazione istituzionale attraverso la messa a disposizione dell'attività politica pubblica sia in diretta che in differita mediante la trasmissione audio e video delle sedute del Consiglio e dei principali eventi pubblici promossi dal Consiglio regionale con tecnologie mature e altre in via di sperimentazione;

- Completamento del sistema di protocollo informatico, secondo la normativa, per garantire la sicurezza e l'integrità dei dati, la corretta e puntuale protocollazione dei documenti in entrata e uscita, l'interoperabilità e la possibilità di accedere alle informazioni in condizioni di sicurezza da parte dei soggetti interessati;

- Interventi per l'efficienza degli uffici, attraverso l'adozione e certificazione del Sistema Qualità ISO 9000;

- Interventi di formazione dei dipendenti affinché tutti migliorino le competenze professionali sull'uso dell'elaboratore applicate al proprio lavoro fino al raggiungimento della certificazione ECDL;

- Qualificazione dei servizi relativi alla sicurezza con le funzioni di autenticazione e le politiche di sicurezza Informatica definite a livello di Governo ed, in particolare, con gli indirizzi espressi in materia dal Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA);

- Interventi di riconversione nei settori tecnologici, quali posti di lavoro e software di sistema e d'ambiente.

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta per realizzare i suoi obiettivi considera prioritaria ed urgente la realizzazione della rete regionale come infrastruttura tecnologica di base per l'erogazione dei servizi al cittadino e per la cooperazione con le altre PA.

Dal punto di vista infrastrutturale si renderà inoltre necessario realizzare un'efficace interazione tra le due reti del Consiglio e dell'Amministrazione regionale anche al fine di progettare una rete specifica per i servizi ai consiglieri.

Infine dal punto di vista culturale il Consiglio regionale intende farsi promotore di azioni volte a diffondere l'uso dell'ICT potenziando i processi partecipativi con interventi che includano l'attenzione all'accessibilità alla vita politica da parte di tutti i cittadini e che tengano anche conto del superamento delle barriere fisiche, territoriali, culturali e sociali.

PUNTI DI ATTENZIONE

Sviluppare la ricerca dell'efficienza e dell'efficacia del sistema informativo al fine di garantire la massima trasparenza dell'azione legislativa nei confronti del cittadino."

Conseillers présents: 30

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 5 (Curtaz, Frassy, Riccarand, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Le Conseil approuve.