Oggetto del Consiglio n. 583 del 12 maggio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 583/XII - Messa in funzione del servizio di prevenzione e protezione per la sicurezza nei luoghi di lavoro. (Interrogazione)
Interrogazione
Preso atto del fatto che l'applicazione del Decreto legislativo n. 626 del 1994 prevede, da parte dei datori di lavoro delle aziende private come da parte della pubblica amministrazione, l'istituzione di un Servizio di Prevenzione e Protezione per la sicurezza sul lavoro e di una relativa figura individuale da identificarsi come responsabile di tale servizio;
Tenuto conto che, essendo ormai trascorsi diversi anni dall'entrata in vigore di tale dispositivo di legge, l'Amministrazione regionale dovrebbe aver già predisposto, nella sua interezza, e messo in funzione tale Servizio, con l'individuazione anche dei relativi organi;
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
La Giunta regionale per sapere:
1) quando è stato predisposto il Servizio di Prevenzione e Protezione, da quante persone ne è composto (indicando se possibile anche il nominativo del suo responsabile);
2) quanti sono invece i rappresentanti dei lavoratori dell'amministrazione regionale previsti dal dispositivo legislativo 626/94, indicando la data in cui sono stati eletti o designati;
3) come sono intervenuti i rappresentanti dei lavoratori nella predisposizione del documento previsto all'articolo 4 del decreto legislativo 626/94.
F.to: Lanièce - Comé - Viérin Marco - Stacchetti
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Perrin.
Perrin (UV) - En 1995, c'est-à-dire durant la période qui a suivi l'entrée en vigueur du décret législatif n° 626/1994, la Région a décidé de mettre en place les premières mesures prévues par ce dernier, et notamment de pourvoir à l'élaboration du rapport sur l'évaluation des risques. Conformément audit texte, elle s'est adressée à quatre sujets indépendants et les délibérations du Gouvernement qui avaient suivi en avaient en effet identifié quatre secteurs de compétence.
En 1997, le décret législatif n° 626 déployait désormais tous ses effets et, par le biais de la création du "Gruppo per la sicurezza-Equipe pour la sécurité", un bureau de la sécurité fut créé dans le cadre du Département du personnel, de l'organisation et du système d'information, de même qu'un service de la prévention et de la protection, comprenant 9 employés et 1 responsable. Ce service a pourvu, entre autres, à élaborer et à présenter des procédures de sécurité, à uniformiser la gestion de la sécurité, à développer la formation des dirigeants et des référents et à favoriser la communication entre les différents secteurs de l'Administration.
En 1998, la composition du Service de la prévention et de la protection a été modifiée, mais celui-ci a conservé et conserve encore aujourd'hui ses 9 membres. Les choix précédemment effectués ont été confirmés et il a été décidé de constituer une structure qui présente les caractéristiques suivantes: il s'agit donc d'une structure unique, pour toute l'Administration régionale, ce qui favorise l'uniformisation des comportements et l'efficacité de la coordination; elle n'est composée que de dirigeants, ce qui lui confère une autorité certaine; elle réunit des structures de direction dont les compétences comportent la solution de problèmes spécifiques qui ont été jugés prioritaires pour l'amélioration de la sécurité et de la santé des travailleurs.
En 1999, une organisation plus élaborée en matière de sécurité a été mise en place, avec l'institution de la Direction des services généraux, dans le cadre du Département du personnel et de l'organisation. En janvier 2000, l'Administration régionale a jugé nécessaire, au lendemain de l'approbation de la loi régionale n° 19/2000 portant "Autonomie des établissements scolaires", de nommer 2 responsables du Service de prévention et de protection et ce sont M. Flavio Vertui, dirigeant de la Direction des services généraux, pour tous les départements et pour tout l'IRRE, et M. Piergiorgio Venturella, pour les institutions scolaires et pour l'Institut régional "Gervasone".
En ce qui concerne la 2e partie de la question, je peux vous indiquer que, selon l'article 18 du décret n° 626, les personnels doivent élire ou désigner leur représentant pour la sécurité. Ces derniers ont un rôle significatif à jouer dans l'amélioration des conditions de sécurité et de santé des travailleurs, conformément aux indications de la réglementation et par la loi l'employeur est tenu de les consulter sur certaines questions. La réglementation veut en effet que tous les éléments constitutifs de l'entreprise concernée collaborent activement à l'organisation, afin que puisse être atteint cet objectif commun qui est celui de la sécurité. Le fait est qu'aujourd'hui, les personnels de l'Administration régionale n'ont pas encore désigné leurs représentants pour la sécurité.
Pour ce qui est des écoles, en revanche, l'entrée en vigueur de la loi n° 19/2000 a porté à l'identification de la figure de l'employeur dans le directeur de l'établissement - donc c'est le responsable de la sécurité - et en application du contrat en vigueur et de l'avenant à ce dernier, signé par les organisations syndicales et la Surintendance des écoles, le personnel de chaque établissement a élu son représentant pour la sécurité. Tous les représentants ainsi désignés ont reçu la formation "ad hoc" imposée par la loi.
En ce qui concerne l'élaboration du rapport sur l'évaluation des risques auquel se réfère la 3e partie de la question, les représentants pour la sécurité n'ont pas pu y participer, du fait qu'aucun n'avait été désigné. Il a donc été décidé de procéder aux consultations obligatoires, ainsi qu'aux réunions périodiques prévues par la réglementation et de convoquer, pour ce faire, les organisations syndicales représentant les personnels. C'est dans ce contexte que l'Administration a illustré la méthode employée par la suite pour modifier ce document, l'issue de l'évaluation proprement dite, le contenu des procédures de sécurité adoptées, les critères d'évaluation et les conclusions quant au risque engendré par le bruit.
Presidente - La parola al Vicepresidente Lanièce.
Lanièce (SA) - Prendo atto della risposta del Presidente. Se non ho capito male, non sono stati ancora eletti i rappresentanti dei lavoratori; ma questo non va contro l'applicazione della "626", visto che buona parte di quella legge prevede, al di là del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, anche la nomina di figure rappresentative dei lavoratori che, oltre al fatto che devono essere scelte dai lavoratori, partecipano nella messa a punto dei vari documenti riguardanti la tutela della sicurezza lavorativa?
Ho sotto mano l'articolato della "626" e, fra gli obblighi del datore di lavoro, quindi gli obblighi dell'Amministrazione regionale, c'è quello dell'elaborazione di un documento contenente la relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza, l'individuazione di misure di prevenzione, e il programma delle misure ritenute opportune, all'interno del quale è richiesta la consultazione o comunque la presenza di un rappresentante dei lavoratori. Com'è possibile che si sia data applicazione alla legge senza avere la presenza di persone in rappresentanza dei lavoratori? Questo mi sfugge, anche perché mi sembra che ci sia una "cattiva" applicazione della legge!
Se, da un lato, si può dire che i lavoratori non hanno ancora nominato i propri rappresentanti, dall'altro, penso che sia compito del datore di lavoro sollecitare questo, anche perché una qualsiasi iniziativa presa dal datore di lavoro potrebbe sembrare non corretta, in quanto non è stata presa tenendo conto del contenuto della "626", e cioè che per la presentazione di un documento importante come ad esempio quello previsto all'articolo 4 è necessaria la presenza di un rappresentante dei lavoratori.
Pertanto, esprimo le mie perplessità; anzi, invito il Presidente a spiegare come sia possibile ciò, perché - se ho capito bene la risposta che mi ha fornito - abbiamo un'applicazione parziale della legge "626", in quanto tutte le procedure che prevedono la presenza di un rappresentante per la sicurezza dei lavoratori sono state fatte senza questa figura!
Il Presidente mi diceva che sono stati consultati gli organismi sindacali: questo è positivo, ma penso sia una cosa diversa, nel senso che la consultazione di un organismo sindacale è una cosa positiva oltre che necessaria, ma la presenza di una figura specificatamente richiesta dalla legge ritengo sia ancor più necessaria, anche perché l'articolo 18 attribuisce a questa figura non solo delle caratteristiche di consultazione preventiva, ma afferma, ad esempio, che il rappresentante dei lavoratori riceve un'informazione sulla documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi, riceve un'informazione per il servizio di vigilanza, promuove l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori, e formula osservazioni! Vi è quindi un compito non solo consultativo, che poteva essere ottemperato o eseguito anche dagli organismi sindacali, ma un ruolo propositivo, quindi attivo, di attore principale; se non c'è questo rappresentante, tutto ciò non è stato fatto e significa che non è stata data applicazione alla "626". Queste sono le mie forti perplessità.
Cercherò in futuro di comprendere meglio la situazione, in modo da capire se alla "626" è stata data piena applicazione o se tutto ciò che è stato fatto finora è "a rischio", in quanto fatto senza la presenza di quelle figure che dovevano essere presenti per legge; tutto ciò lo dico come perplessità, non disponendo di documenti per poterlo provare. Penso che sarebbe opportuno che il Presidente chiarisca meglio la situazione per quanto riguarda l'applicazione della "626" nella nostra regione.
