Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 566 del 22 aprile 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 566/XII - Ritiro della mozione: "Impegno a ridefinire le deleghe in materia di Casa da gioco".

Mozione

Premesso

che la Casinò s.p.a. è la società a totale partecipazione pubblica preposta alla gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent;

che la Regione Valle d'Aosta detiene il 99 percento delle quote azionarie della medesima società;

che l'assessore regionale del Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni regionali cumula numerose competenze in materia, poiché:

a) rappresenta la quota regionale in seno alla Casinò s.p.a., società concessionaria del gioco d'azzardo, e quindi esprime la volontà dell'azionista di riferimento (Regione) nelle decisioni fondamentali inerenti la gestione e lo sviluppo dell'azienda;

b) rappresenta l'ente concedente (Regione), che riscuote una tassa di concessione sotto forma di quota sui proventi di gioco;

c) rappresenta il soggetto (Regione) dedito al controllo sul corretto svolgimento dell'attività di gioco;

che tale concentrazione di funzioni in capo al medesimo soggetto politico-istituzionale origina un'inevitabile sovrapposizione di competenze, spesso antitetiche tra loro, nonché un pericoloso conflitto di interessi, che non agevolano senz'altro l'atteso rilancio del Casinò valdostano;

ciò premesso, il Consiglio regionale

Impegna

il Presidente della Regione e la Giunta regionale a ridefinire le deleghe in materia di Casa da Gioco di Saint-Vincent al fine di evitare la sovrapposizione delle competenze di cui in Premessa e a fugare ogni rischio di conflitto di interessi.

F.to: Tibaldi - Frassy

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Diciamo che questa mozione ha come punto di attenzione la Casa da gioco di Saint-Vincent, ma l'oggetto verte sulla distribuzione politica delle deleghe, che a nostro avviso merita attenzione.

Qualcuno forse ironicamente ed esageratamente la vuole definire come "una mozione di sfiducia" nei confronti dell'Assessore Marguerettaz, in realtà di sfiducia ce n'è poca in questo momento da proporre, anche perché l'Assessore, pur avendo una concentrazione di poteri, in realtà, dall'inizio della legislatura ad oggi, ha fatto ben poco da poter sottoporre ad un giudizio preciso; è però una mozione che vuole ridefinire determinate funzioni che a nostro avviso meritano un'attenzione e un approfondimento che si è trascurato di fare in sede di formazione della maggioranza e di creazione della nuova Giunta.

Anzitutto la concentrazione dei poteri in materia di casa da gioco non è una novità, perché già nella scorsa legislatura ricorderanno, coloro che vi hanno partecipato, che in capo alla Presidenza della Regione c'era un'associazione di funzioni di notevole spessore.

Non dimentichiamo che anche alle tradizionali funzioni esecutive del Presidente della Regione si assomma quella del potere prefettizio e nella scorsa legislatura il Presidente della Regione, sommando queste funzioni, già era dotato di una notevole fetta di potere in materia. Il luglio 2003 ha visto una ridefinizione che però non ha cambiato molto questa fisionomia; anzi, l'ha peggiorata per le ragioni che adesso andremo a sottolineare. L'ha peggiorata perché oggi, l'Assessore alle finanze, giustamente definito "superassessore", è un concentrato di deleghe, sia per quanto riguarda la funzione esecutiva in materia di casa da gioco, perché rappresenta l'azionista di maggioranza, ovvero il 99% delle quote della "Casinò S.p.a.", sia per quanto riguarda la funzione di controllo che presiedono la casa da gioco, perché comunque a lui fa riferimento quell'organo di controllo che è rappresentato dai funzionari regionali che agiscono all'interno della casa da gioco e garantiscono il corretto svolgimento dell'attività di gioco, sia per quanto riguarda la funzione di rappresentanza dell'ente concedente, la Regione, che concede all'ente concessionario, ovvero la "Casinò S.p.a.", che a sua volta è rappresentata al 99% delle quote dalla stessa Amministrazione regionale.

Vedete che c'è un groviglio di competenze che sono alquanto contraddittorie, la cui somma rischia di essere nociva e di creare quello che è stato da più parti deprecato in questa Regione, ovvero un vero e proprio "conflitto di interessi". Faccio un esempio banale: nel momento in cui si crea una contestazione ad un tavolo da gioco in merito ad una vincita da attribuire oppure no e si crea il conflitto classico che ci può essere fra l'ente concessionario, "Casinò S.p.a.", e l'ente concedente Regione, in questo caso l'Assessore potrebbe essere chiamato a dirimere la vertenza, ma lui veste i panni e del concedente e del concessionario e, paradossalmente, anche di colui che è preposto al controllo, in quanto sovrintende a tutti i funzionari regionali che agiscono in sala. C'è una sorta di triplicazione di funzioni che in questo caso, che può essere considerato banale, sono di uno spessore tale da non poter essere trascurato.

A parte questo esempio e quindi questa facilità di cambiamento d'abito della stessa persona, è necessario che il Consiglio regionale ponga attenzione sulle funzioni che si stanno sommando, perché l'impostazione deve essere modificata anzitutto per una ragione fondamentale: il casinò non ha una natura squisitamente finanziaria, quindi non può essere considerato sempre e solo come soggetto che è destinato a produrre denaro nelle casse regionali. Questa è in effetti una funzione prevalente, ma non possiamo sottovalutare anche una sua funzione turistica che, fino ad oggi, ci pare sia stata completamente sottovalutata.

Il casinò è un luogo di divertimento, un luogo dove le persone che amano il gioco d'azzardo passano il loro tempo libero, e stranamente nella definizione di queste competenze, oggi come ieri, non è mai stato dato quel rilievo necessario ad un assessore al turismo che presiede ad una delle attività principali del nostro sistema economico. Il casinò ha un ruolo finanziario, ma anche turistico, e noi diciamo: soprattutto turistico! Il considerarlo come un'entità quasi esclusivamente finanziaria ha svilito l'altro suo aspetto, tanto che da un punto di vista di collocazione e di sinergia con il territorio, il casinò risulta oggi come una "cattedrale nel deserto", un po' come quell'entità che appare spesso in contrasto con gli interessi di altri operatori economici o altri enti locali che sono sul territorio. Questa è una prima riflessione che ci sentiamo di fare e che è strettamente connessa con le deleghe, che invece secondo la impostazione politica data nel giugno scorso, le hanno viste indirizzarsi solo in capo ad una persona.

L'azionista Regione - ricordo alcune parole dell'Assessore Marguerettaz - si è riunito insieme all'altro azionista, Comune di Saint-Vincent, che ha una quota esigua - addirittura, se vogliamo, umiliante - rispetto agli interessi di un comune dove insiste la casa da gioco, l'1%, è un azionista che ha messo una quota a fondo perso e che finora credo non abbia neppure visto degli utili in termini di dividendi, comunque l'azionista Regione si è riunito il 6 aprile scorso con l'azionista comune, per definire gli assetti manageriali. Anche qui, la definizione, forse perché lasciata alla competenza esclusiva di una sola persona, si è incagliata nel triste episodio dei veti incrociati, che sebbene smentito a più riprese dagli addetti ai lavori, è l'ostacolo fondamentale oltre al quale oggi non si riesce ad andare. Non si possono disconoscere limiti di questo tipo, forse anche al vostro interno qualcuno si sta rendendo conto che è necessaria anzitutto una distribuzione di ruoli e poi una condivisione maggiore. Sappiamo bene che anche a livello di piano di sviluppo una certa situazione non si sta sbloccando, proprio perché forse l'unicità dell'organo che presiede tutte queste funzioni impedisce paradossalmente l'individuazione delle strategie di azione che, oggi, sono più che mai richieste e necessarie, per rilanciare una casa da gioco la quale non può attendere oltre.

Ci vogliono strategie di prospettiva, non si può lavorare nel quotidiano gestionale, naturalmente non si può sempre ricadere in quell'alibi della quota di mercato che si riduce, perché la fase congiunturale è sfavorevole. Diciamo anche le cose come stanno, diciamo che i risultati non sono qualificanti, né per chi a livello manageriale è preposto alla direzione del casinò, né per chi sovrintende a livello politico, e non possono soddisfare né noi, né la situazione economica valdostana. Non si può neppure accettare che, alla luce di fatti accaduti oggi, vengano effettuate modifiche d'imperio di regole che questo Consiglio si è dato, trascurando la volontà del Consiglio.

Assessore, lei ha detto che avete inteso modificare un'impalcatura manageriale, nel senso che non volete più un direttore generale, né un amministratore delegato, che avete sostituito una logica verticale con una logica orizzontale, ovvero i 5 componenti del Consiglio di amministrazione si sono attribuiti delle competenze e hanno come interfaccia delle caselle, che devono essere ancora occupate da persone. Questa scelta è stata fatta però "in barba" ad un articolo dello statuto della "Casinò S.p.a.", articolo 17, che prevede perlomeno la nomina di un direttore generale e la nomina di un amministratore delegato. È una norma statutaria chiara, che è rimasta inosservata e che sta a testimoniare che la concentrazione di potere talvolta porta a degli abusi. Se avete intenzione di modificare un'impostazione, sostituendo una logica verticale con un'impostazione orizzontale, ovvero distribuendo in maniera più uniforme i poteri in capo al consiglio di amministrazione, è bene che lo facciate con atto regolamentare che deve passare in Consiglio. L'articolo 17 è stato trascurato...

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... Assessore, glielo leggo: "il consiglio nomina"; non "il consiglio può nominare", ma "il consiglio nomina"! L'Assessore rappresenta la maggioranza della società e soprattutto rappresenta per delega le volontà politiche dell'azionista di riferimento; in questo caso, ci sembra che l'azionista di riferimento non le abbia dato una delega di questo tipo, tantomeno abbia inteso modificare quanto è stato normato nel momento in cui la legge n. 36/2001 che ha istituito la S.p.a. prevedeva una specifica attribuzione di ruoli. Nel momento in cui la legge n. 36 è stata approvata da questa Assemblea, parallelamente l'Assemblea stessa ha votato anche lo statuto, quindi l'assetto normativo è stato definito compiutamente in tutti i suoi dettagli.

Sappiamo che la politica delle S.p.a. è una politica comoda a chi governa, perché ha le mani libere da determinati controlli fastidiosi che da un punto di vista politico svolge la minoranza, però è altrettanto opportuno ricordarci che questa è una S.p.a. con delle anomalie intrinseche, è una S.p.a. che svolge un'attività - il gioco di azzardo - che costituisce una deroga al Codice penale ed è già paradossale che tale attività sia svolta da un ente come la Regione. La Corte costituzionale ne ha riconosciuto la sua valenza al novembre 2002, ma, proprio per questo, sarebbe quanto meno opportuno che le funzioni che presiedono alla gestione della casa da gioco e al suo controllo fossero distribuite in maniera più uniforme all'interno della Giunta, perché ci sono delle situazioni contraddittorie come quelle che ho elencato.

Ci piacerebbe sapere, Assessore e Presidente, che rappresenta l'unità politica della Giunta, di fronte ad un conflitto di interessi come si può dirimere la questione, quando lo stesso organo è esecutore di un'attività di questo tipo, è controllore ed è anche ente concedente sotto il profilo amministrativo. C'è una sommatoria di ruoli che in precedenza non c'era, perché in precedenza al Presidente Viérin, che rappresentava l'azionista ed era espressione dell'attività di esecuzione diretta dell'attività sociale, faceva da contraltare l'Assessore alle finanze, che sovrintendeva le funzioni di controllo: lì, c'era un minimo di controbilanciamento di ruoli, dove il controllante non era anche il controllato; differenziazione che oggi non sussiste più! È una differenziazione che vogliamo rimarcare, perché oggi al Presidente della Regione residuano solo le funzioni prefettizie, che possono essere esercitate in situazioni straordinarie e che, per delega, competono agli organismi preordinati alla tutela dell'ordine pubblico, il Questore "in primis".

Tutte queste situazioni non possono essere trascurate. Forse lo sono state volutamente nella logica politica della distribuzione dei pesi e degli equilibri nel momento in cui avete costituito la Giunta, ma a distanza di qualche mese, anche vista l'ingessatura in cui si trova oggi il superassessorato, è necessario quanto meno rifletterci se non ridefinirle "tout court", perché le strategie di prospettiva ci impongono di ridefinire in maniera più funzionale l'organigramma preposto alla gestione e al controllo della casa da gioco. questo per fare alcune riflessioni su un'altra funzione che non è statutariamente prevista dalla legge che ha istituito la "Casinò S.p.a.".

L'Assessore oggi diceva: se prendiamo la legge che prevede il mantenimento dei livelli occupazionali - e siamo anche d'accordo - ciò significa che le nostre volontà sono orientate ad un'espansione dell'attività. Se questi sono i livelli, se partiamo da 1.200 persone come organico assunto o che ruota attorno al casinò come indotto, siamo orientati ad una crescita del medesimo e quindi da questo si evince che vogliamo espanderla. Bene, siamo d'accordo, anzi è auspicabile che le volontà siano di recupero di quote di mercato che sono scemate nel giro di 10 anni, ovvero nel periodo in cui l'ente pubblico si è sostituito al soggetto privato nella gestione del casinò. Però è altrettanto vero che, purtroppo - e questo va a smentita di quello che è stato detto dall'Assessore -, oggi il casinò figura più come un colossale "ammortizzatore sociale", visti i risultati economici, oltre che come un capiente "serbatoio elettorale"! Oggi ci sono più dipendenti che non clienti, in certi momenti della giornata, quindi certe riflessioni non possono essere trascurate.

Assessore, lei forse non è molto d'accordo su queste osservazioni, ma sono osservazioni che fa anche la gente comune, che si rende conto che il "Palazzo di vetro di Saint-Vincent" ha dimenticato i suoi obiettivi primari e si sta orientando verso altre funzioni che non sono quelle originariamente previste. Clamoroso - lo ribadisco - è che chi è preposto al dicastero turistico, sembri avulso dalla strategia di rilancio della casa da gioco. In un certo senso sembra che l'Assessore Caveri sia stato messo da parte per quello che è lo sviluppo della casa da gioco! Assessore, lei fa dell'ironia facile, però molta gente si chiede: come mai un assessore, dotato anche di esperienza parlamentare datata e a presidio di un assessorato così importante per il sistema economico valdostano, non si occupa di casa da gioco? Come mai se ne occupa solo l'assessore alle finanze?

Questo ci fa capire che le vostre considerazioni sono dedicate unicamente alla finanza, ma se così è, avete già fallito, perché i risultati non vi danno ragione, anzi sarebbe necessario che ridefiniste sotto questo punto di vista... l'Assessore ride, ma in altre regioni - ve ne cito subito una - sono i competenti organi che sono dediti al turismo che si occupano di casa da gioco, parallelamente agli altri organi che si occupano di finanze! Taormina, per esempio, è assurta ultimamente agli onori della cronaca perché, essendo sede di un casinò dell'inizio del secolo scorso, vede l'Assemblea regionale siciliana impegnarsi in questi giorni per varare una legge regionale per autorizzare la riapertura della casa da gioco. Si creerà il classico conflitto istituzionale fra Regione e Stato, la classica impugnativa che finisce davanti alla Corte forse per l'ennesima volta, ma sta di fatto che questa volta la regione non attende più, forse anche alla luce della decisione della Corte in merito alla situazione valdostana, che il Governo o il Parlamento emanino una legge di settore, ma agisce per conto proprio.

La regione siciliana si sta adoperando per predisporla e portarla all'esame dell'aula. Adesso è all'esame della IV Commissione, ci sono diversi deputati - lì, si chiamano così, i consiglieri - che se ne stanno occupando; sono tutti organismi che hanno anzitutto una funzione precipuamente turistica. Ecco che quando la vedo ridere, Assessore, di fronte a certe proposte che lei intende come provocazioni, dovrebbe compararsi a ciò che sta accadendo in questo momento in altre regioni, perché la propensione all'apertura di altre case da gioco, al di là della lentezza o delle pastoie in cui è finito il Parlamento e la commissione "ad hoc", della quale fa parte anche l'Onorevole Collé - non dimentichiamolo! -, i diversi organi competenti si stanno adoperando per promuovere l'istituzione di nuove case da gioco. O dal centro o dalla periferia, prima o poi si arriverà ad una situazione di mercato più aperto, se non riguarda il bacino del nord, sarà il bacino del centro sud che è sprovvisto di case da gioco, ma è una situazione con la quale quanto prima dovremo confrontarci!

Riteniamo che abbiamo perso tanto tempo; è vero, 10 anni sono stati importanti per riassettare una situazione che era in mano ad una società privata in scadenza di concessione, ma 10 anni sono stati anche persi perché il contenzioso con la società teoricamente aggiudicataria, FINOPER, e le pastoie politiche attuali ci hanno condotto in una sorta di "vicolo cieco", per uscire dal quale si confida esclusivamente sulla capacità e sulla lungimiranza di un solo organismo, che è il superassessore!

Questa capacità e questa lungimiranza hanno scatenato tutta una serie di situazioni incrociate all'interno della maggioranza, che nonostante il suo sogghigno stanno impedendo di nominare una dirigenza; è paradossale che solamente su dei nomi l'Amministrazione regionale e la maggioranza si siano arenate, nomi che dovrebbero essere di competenza del consiglio di amministrazione... pensiamo un po', domani, che si deve scegliere che progetto industriale dare a questa casa, cosa viene fuori al vostro interno! Qui abbiamo un piano di sviluppo che ci è stato consegnato 1 mese e 1/2 fa come commissari della IV Commissione, non abbiamo ancora avuto il piacere di vederlo iscritto all'ordine del giorno per un'analisi più approfondita con l'Assessore o il Presidente della Regione! È un piano di sviluppo che è stato presentato nei termini, cioè entro il luglio 2003, alla Regione e che oggi giace in attesa di valutazione politica anzitutto; magari ci troveremo fra qualche mese con un altro piano parallelo, ma allora di questo piano che si vuole fare?

Se sui nomi già vi siete fermati, non osiamo pensare cosa potrà succedere quando si tratterà di valutare le scelte concrete per il rilancio di una casa da gioco, che è chiesta innanzitutto da chi vi lavora, che si rende conto di quali sono i livelli di guardia che ha raggiunto la casa da gioco, in termini di presenze e di introiti! Anche perché le recenti dichiarazioni che abbiamo sentito - sono alcune considerazioni che forse esulano dall'oggetto della mozione, ma che sono necessarie - all'indomani del periodo pasquale delle dichiarazioni dal responsabile della comunicazione della casa da gioco, che quantificava in 14.000 unità le presenze del week-end pasquale, con tanto di moderata soddisfazione in rapporto all'anno precedente, presenze alle quali corrisponderebbero degli introiti in crescita rispetto al 2003. Ci ha detto che gli introiti sono cresciuti in questo periodo, ma che sono calate le presenze, allora non ci sembra che ci siano giocatori più facoltosi che frequentano la casa da gioco, perché, anche per esplicita dichiarazione del "manager" che abbiamo ricevuto in IV Commissione, la clientela si sta abbassando sotto un profilo di "target" qualitativo!

Allora, delle due, l'una: o i dati non sono veritieri oppure, rispetto all'esercizio precedente, si sono verificati degli ammanchi che non sono stati comunicati; sono ragionamenti che fa anche la gente comune questi: come mai aumentano gli introiti nonostante una diminuzione delle presenze? Forse ci è stata data una caramella per tenerci tranquilli tutti, quando lo scorso anno i risultati erano diversi? Qualcuno forse ha approfittato di meno rispetto allo scorso anno? D'altronde anche episodi deprecabili come quelli che lei citava stamani di ammanchi di 71.000 euro ad una cassa, senza che si possa sapere come ciò sia avvenuto, denota che tutta quella funzione di controllo che è fondamentale all'interno della casa da gioco non si sta svolgendo!

L'Assessore sa benissimo, perché lo abbiamo sollevato anche noi, con diverse interpellanze, nella scorsa legislatura e nello scorso Consiglio, gli organismi di controllo regionale sono inibiti nello svolgimento delle proprie funzioni, perché andrebbero a confliggere con gli interessi della "Casinò S.p.a.". Quando si creano delle contestazioni da parte di clienti, spesso e volentieri i rapporti dei controllori regionali finiscono in un archivio che giace dimenticato in qualche stanza di Via Mus!

Ci chiediamo come l'Assessore possa svolgere anche la funzione di controllo, come fa a rappresentare gli essenziali interessi dell'azionista di riferimento e, allo stesso tempo, controllare il corretto svolgimento dei compiti? Come fa a dirimersi tale situazione di conflitto di interessi, quando il soggetto è lo stesso? Ma questo, non il Sig. Marguerettaz, questo chiunque vesta i panni dell'organo che oggi è un concentrato di funzioni che sono il bianco e il nero, cioè il tutto e il contrario del tutto, concentrato di funzioni che in passato erano più equamente distribuite!

Allora, Presidente, a nostro avviso è quanto mai urgente che la Giunta che lei presiede e che la maggioranza che lei coordina pongano attenzione a questi aspetti da noi sintetizzati nella premessa e che rischiano di essere un grosso ostacolo al rilancio della casa da gioco, che rischiano, un domani - un domani che non vogliamo assolutamente si verifichi! -, di originare situazioni di conflittualità di interessi i quali possono incastrare lo sviluppo di un soggetto che ha anche una dimensione turistica e occupazionale, e quindi una sua funzione sociale, non può essere solo relegato al ruolo di produttore di ricchezza, anche perché se questo fosse il ruolo, avreste completamente mancato il bersaglio che vi eravate prefissati come maggioranza e che noi, da un certo punto di vista, condividiamo!

Al fine di evitare la sovrapposizione di queste competenze, chiediamo che lei, Presidente, si faccia artefice di una riflessione. Sappiamo che la mozione non avrà un esito positivo, perché alle nostre argomentazioni solleverete le vostre obiezioni di natura anzitutto politica, però siamo convinti che questa parentesi di riflessione costituisca una "pietra miliare" per il futuro, perché il tempo non è un fattore neutro, come ricordava l'Assessore, ma è un fattore che lascia dei segni indelebili! Non vorremmo che questi segni indelebili marcassero negativamente il futuro della Casa da gioco di Saint-Vincent.

A voi la parola, Presidente e Assessore!

Presidente - È aperta la discussione generale. Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola al Presidente della Regione, Perrin.

Perrin (UV) - Le Conseiller Tibaldi a fait une analyse de la situation de la maison de jeu à 360°, allant bien au-delà du contenu de la motion. Je m'atteindrai quand même au sujet de la motion pour tâcher de faire quelques considérations et donner quelques réponses.

Selon la motion présentée, les compétences de l'Assesseur aux finances concernant la maison de jeu empêcheraient ou, de moins, ne faciliteraient pas la relance de celle-ci. L'Assesseur se trouve en effet à être, à la fois, le représentant de la Région en tant qu'actionnaire de la "Casinò S.p.a.", d'organisme concédant, de sujet chargé de veiller à la régularité des jeux et représente aussi les propriétaires des locaux de la "Casinò S.p.a.", puisqu'il dirige la structure de l'Administration qui gère le patrimoine immobilier régional et toutes les autres opérations y afférentes: achat, cession, location.

A notre avis il ne s'agit pas là d'une superposition de compétences, mais plutôt d'une concentration ou, mieux encore, de regroupement de fonctions afférentes à la maison de jeu, car l'analyse qui a été faite, sans donner des appellations de "super-assesseur" ou bien d'autre, a été une analyse logique, c'est-à-dire qu'un seul assessorat prenne en charge les questions relatives au casino, afin d'en optimiser la gestion; cela pour tâcher de donner des solutions aux différents problèmes, qui sont des problèmes complexes et qui sont de toute évidence.

Le Conseiller Tibaldi a suggéré d'autres solutions, notamment en citant les fonctions touristiques du casinò; c'est vrai que le casino a un rôle de promotion touristique qui n'est pas indifférent, ainsi que d'autres fonctions, y compris les fonctions budgétaires - que vous avez citées - qui ne sont pas de deuxième degré, car la maison de jeu a encore aujourd'hui des retombées importantes sur les recettes de la Région. Cela a été bien défini par le cahier des charges, dont on cite l'existence, qui réglemente les rapports entre Région et casinò.

La réunion de toutes les fonctions afférentes au casinò sous un même chapeau permet un meilleur contrôle de la maison de jeu. Je tiens à souligner ce fait, ainsi que l'importance du fait que les structures chargées du recouvrement des recettes de jeu de la gestion de la part de capital que détient la Région et du contrôle des jeux dépende d'un seul assessorat. Elles sont ainsi placées sous l'autorité d'un assesseur, qui est chargé de la réalisation des directives établies par l'Exécutif et qui, au sein de l'assemblée de la "Casinò S.p.a.", est le porte-voix de l'actionnaire majoritaire de la société, c'est-à-dire la Région et donc ce Conseil et, à travers ce Conseil, le Gouvernement régional.

Il ne faut pas confondre les fonctions de l'Assesseur compétent et celles du conseil d'administration: le conseil d'administration a ses fonctions, qui sont bien réglées par la loi et qu'il doit exercer. Je crois qu'on peut dire que ces fonctions ne sont absolument pas contradictoires et ne sauraient donner lieu au conflit d'intérêt puisqu'elles ont, pour unique objet, le bon fonctionnement de la maison de jeu et une analyse qui soit la plus attentive et contrôlée de la maison de jeu.

Je voudrais tout de même faire deux réflexions de nature politique. Quant aux fonctions politiques, l'assesseur a reçu l'attribution de compétences qui sont cohérentes avec la volonté politique exprimée par la majorité lors de l'approbation du programme de législature et de la définition de l'organigramme de ce Gouvernement. Je veux profiter de cette occasion, si cela est nécessaire, pour confirmer toute la confiance à l'assesseur, qui est titulaire des compétences afférentes aux différentes fonctions concernant la maison de jeu.

Cela dit, en esquissant de façon stricte le cadre des compétences de la maison de jeu, je demanderais aux Conseillers qui ont présenté la motion de la retirer, avec l'engagement de tâcher de donner toutes les réponses possibles pour ce qui est de la meilleure gestion de la maison de jeu, mais en confirmant la ligne politique, qui a été partagée par cette majorité.

Si dà atto che dalle ore 20,35 riassume la Presidenza il Presidente Perron.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Risposta pressoché telegrafica. Era naturalmente inevitabile che il Presidente della Regione, riassumendo gli onori e gli oneri dell'unità politica della Giunta e l'indirizzo politico della medesima insieme alla maggioranza, sostenesse la linea decisa nel luglio dello scorso anno.

Emergono sensibilità differenti, che ho manifestato per conto del mio gruppo consiliare e che non intendo ripetere, perché, vista l'ora, è opportuno lasciare spazio alle mozioni successive, ma che hanno un minimo comun denominatore. E il minimo comun denominatore che ci è parso di cogliere - poi il Presidente porrà correggermi se mi sbaglio - è che c'è una concentrazione di poteri in capo ad un solo organismo istituzionale e questa concentrazione di poteri determina una riflessione.

Prendiamo atto, con una moderata soddisfazione, di due cose. La prima, è che l'intervento del Presidente, oggi, anche se sintetico, evidenzia che lo stesso Presidente ha inteso riappropriarsi almeno in teoria della materia, e questo è dimostrato sì, da una conferma dell'indirizzo politico, ma anche dall'interesse a portare qualche miglioria in corso d'opera, che può essere sempre apportata; la seconda, è l'impegno, di cui prendiamo atto, nel voler approfondire la questione.

Riteniamo che, anche se minimi questi due impegni e, fermo restando le sensibilità differenti che esistono in capo alle due parti, questi due minimi impegni stiano a testimoniare che c'è una volontà positiva da parte della Giunta nell'approfondire la materia. Quindi vogliamo dare un'apertura di credito a queste brevi dichiarazioni del Presidente e ci sentiamo di ritirare la mozione, confidando nel fatto che a queste sue parole faranno seguito dei fatti. Ciò non ci impedirà di tornare sull'argomento con iniziative analoghe, qualora le volontà manifestate non si trasformino in volontà concrete.

Président - La motion dont au point 29 est retirée.

Il Consiglio prende atto.