Oggetto del Consiglio n. 564 del 22 aprile 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 564/XII - Approvazione del piano di dismissioni per l'anno 2004 di beni immobili regionali inservibili per uso pubblico (articolo 13, legge regionale 10 aprile 1997, n. 12 e successive modificazioni).
Il Consiglio
Richiamato il 1° comma dell'articolo 13 della legge regionale 10 aprile 1997, n. 12, e successive modificazioni, recante "Regime dei beni della Regione Autonoma Valle d'Aosta", che impegna la Giunta a sottoporre annualmente all'approvazione del Consiglio regionale un elenco di beni immobili del patrimonio disponibile della Regione, inservibili per uso pubblico, da alienare ai sensi e secondo le modalità previste dalla legge stessa;
Ravvisata quindi la necessità di approvare il Piano di dismissioni per l'anno 2004;
Vista la Relazione dello stato di attuazione del Piano di dismissioni del patrimonio immobiliare per l'anno 2003 e sulla previsione del Piano di dismissioni 2004, facente parte della proposta di Piano allegata al presente atto;
Dato atto che gli immobili del patrimonio della Regione di cui all'allegato alla proposta sopra richiamata, possono essere dichiarati inservibili per uso pubblico e per pubblica funzione;
Atteso che per tali beni non sono state avanzate richieste di cessione ai sensi della legge regionale 23 novembre 1994, n. 68, recante "Dismissione di beni immobili di proprietà regionale a favore dei comuni", per le quali ad oggi vi sia la certezza dell'accoglimento dell'istanza;
Dato atto che per gli immobili in questione l'Azienda regionale per l'edilizia residenziale (A.R.E.R.), non ha sinora inoltrato richieste di cessione ai sensi del Capo III, articolo 8, della legge regionale 21 agosto 2000, n. 27;
Rilevato che i beni immobili di cui all'allegato elenco devono essere alienati mediante le procedure stabilite dall'articolo 13 della legge regionale n. 12/1997 e successive modificazioni;
Richiamata la deliberazione n. 5016, in data 30 dicembre 2003, concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2004/2006, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole rilasciato dal Capo Servizio del Patrimonio, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;
Visto il parere della II Commissione consiliare permanente;
Delibera
1) di approvare il "Piano di dismissioni per l'anno 2004 di beni immobili di proprietà regionale inservibili per uso pubblico", che si compone della "Relazione dello stato di attuazione del Piano dismissioni anno 2003 e della previsione del Piano dismissioni 2004", nonché dell'allegato elenco degli immobili da alienare, che sostituisce il precedente piano di dismissioni approvato nell'anno 2003 (delibera del Consiglio regionale n. 3046/XI del 20 febbraio 2003);
2) di approvare l'alienazione di beni immobili di cui all'allegato elenco, da effettuarsi secondo le procedure previste dall'articolo 13, della legge regionale 10 aprile 1997, n. 12 e successive modificazioni;
3) di convenire che i beni per i quali sia già stata esperita almeno un'asta pubblica, con esito negativo, indipendentemente dalla data di approvazione del procedimento di vendita, possano essere alienati a trattativa privata con evidenza pubblica, qualora non sopraggiungano altre cause di impedimento;
4) di stabilire che, qualora per i beni di cui all'allegato elenco, siano avanzate delle richieste di cessione ai sensi della legge regionale 23 novembre 1994, n. 68, con esito istruttorio favorevole, la Giunta possa darvi corso nelle more dell'approvazione dei provvedimenti di indizione dell'asta ovvero della trattativa privata con evidenza pubblica;
5) di stabilire, altresì, che, qualora per gli immobili di cui all'allegato elenco, siano avanzate, in accordo con le competenti strutture regionali, delle richieste di cessione da parte dell'Azienda regionale per l'edilizia residenziale (A.R.E.R.), ai sensi del Capo III, articolo 8, della legge regionale 21 agosto 2000, n. 27, la Giunta possa darvi corso nelle more dell'approvazione dei provvedimenti di indizione dell'asta ovvero della trattativa privata con evidenza pubblica;
6) di disporre che la Giunta regionale, anche specificamente delegando propri servizi, predisponga i lotti raggruppando o suddividendo i beni compresi negli elenchi secondo quanto sarà ritenuto conveniente per il buon esito della gara e rettifichi e/o precisi le indicazioni catastali riportate, nel caso in cui risultassero incomplete o inesatte;
7) di stabilire che il presente Piano di dismissioni resterà in vigore fino all'approvazione del successivo.
Allegati
(omissis)
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Il piano di dismissioni viene presentato all'attenzione del Consiglio regionale dopo la discussione in commissione. Questa deliberazione adottata dalla Giunta regionale si rifà alla legge n. 12/1997, in cui i beni immobili che non risultassero concretamente utilizzabili per una destinazione pubblica o per attività a valere come pubblico servizio o come pubblica funzione, vengono individuati in un elenco e poi, nel corso dell'anno, vengono ceduti tramite una serie di atti e la definizione di modalità, che vengono descritte nella deliberazione.
Il piano di dismissioni è composto di 2 parti: una è relativa a tutti i beni immobili che già sono stati inseriti negli anni passati e che hanno visto delle procedure infruttuose; per cui, l'Amministrazione regionale, mantenendo la convinzione di non poterli utilizzare, li introduce nel piano di dismissioni. A questo elenco sono stati aggiunti 13 nuovi lotti e cercherò di fare una elencazione sintetica, lasciando al Consiglio la facoltà di chiedere dei chiarimenti.
Abbiamo un insieme di proprietà, denominate "Eredità Janin" ubicate nel Comune di Arnad e sono relative a tutta l'eredità giacente. Abbiamo la "Torre di Planaval" nel Comune di Arvier, abbiamo 3 alloggi, 2 autorimesse e 1 magazzino in Corso Padre Lorenzo nel Comune di Aosta, abbiamo dei terreni nel Comune di Cogne, abbiamo la Caserma "La Lex Blanche" in Comune di Courmayeur, il villaggio Pera Carrà in Comune di La Thuile, altri terreni sempre in Comune di La Thuile, un terreno adiacente al villaggio Pera Carrà, sempre in Comune di La Thuile, terreni in località Villefranche nel Comune di Quart, ex polveriera nel Comune di Valgrisenche, villaggio Surrier in Comune di Valgrisenche, fabbricato ex "Alluver" in Comune di Verrès, terreni ex ENEL in località Arolla.
Questo piano di dismissioni non è automaticamente un atto di vendita, perché evidentemente lo stesso potrebbe poi non concretizzarsi con vendite all'incanto, in quanto tutta una serie di beni potrebbero essere di interesse di Comuni o di altri enti pubblici, e qui abbiamo la normativa regionale che permette l'acquisizione a titolo gratuito, previa deliberazione del Consiglio comunale che individua una pubblica utilità, ed eventualmente potrebbero esserci delle considerazioni che, fra il piano di dismissioni approvato dal Consiglio regionale e l'effettiva messa all'asta, possono emergere nell'ambito dell'Amministrazione regionale. Ovviamente per i beni che hanno una valenza storico-culturale, prima dell'effettuazione precisa dell'asta ci sarà un passaggio: l'acquisizione del parere della Sovrintendenza ai beni culturali.
Qualora questo piano di dismissioni sia seguito da aste infruttuose, ricordo che l'articolo 13 della legge prevede la possibilità di procedere a vendite con trattativa privata; questo tipo di procedimento dovrà avere una sua pubblicità e quindi la trattativa privata sarà comunque una trattativa che permetterà a qualsiasi interessato di conoscere questo intendimento su annunci sulla stampa locale, piuttosto che tramite qualsiasi altro mezzo ritenuto idoneo dall'Amministrazione. È proprio a questo proposito che, sempre a beneficio del Consiglio, evidenzio che all'interno del piano di dismissioni esistono tutta una serie di beni già contenuti nel piano di dismissioni del 2003, su cui sono in corso le procedure per un'eventuale assegnazione a trattativa privata. Questo vuol dire che, per una serie di beni inseriti nel 2003, i quali hanno visto delle aste infruttuose, ci sono trattative iniziate a seguito di una trattativa privata e dove su 11 lotti vi sono state delle offerte da parte di privati.
Per l'assegnazione definitiva è in corso una procedura che ha come punto fondamentale il rilascio del parere di congruità, quindi le offerte devono essere considerate congrue. In questo tipo di ragionamento ci sono valutazioni immobiliari e ci sono anche valutazioni di opportunità, in quanto vi sono dei beni che necessitano di manutenzione e di interventi, per cui la valutazione è in senso generale e ci sono degli approfondimenti che devono essere svolti, prima di definire l'assegnazione all'offerente.
Credo che già dalla discussione in commissione sia emerso qual è l'intendimento di questa Amministrazione, che si trova a dover gestire un numero importante di immobili, che devono avere un'utilizzazione diretta e immediata, perché in caso contrario presentano delle diseconomie, quindi via via su tutta una serie di immobili devono essere definiti degli utilizzi; in caso contrario, ci sarà un processo che porterà all'alienazione di questi beni.
Mi riservo di dare tutti i chiarimenti a seguito del dibattito consiliare.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - È sempre utile e anche piacevole sentire l'Assessore che rispolvera i principi della legge n. 12/1997 e ci rinfresca le idee, perché di anno in anno si possono anche perdere certi riferimenti, e visto che la legge n. 12 prevede la presentazione annuale di un piano, è bene che accanto al piano ci venga ricordata qual è l'impalcatura normativa della legge e soprattutto cosa si può fare.
Avremmo preferito sapere qualcosa di più su quella che è la funzionalità di questi piani, perché - come è scritto anche nella relazione di accompagnamento - quello odierno riprende in buona parte dei lotti rimasti invenduti o non assegnati dal piano di dismissioni 2003 (in particolare - come si legge -, 27 lotti sono invenduti e non assegnati) mentre 12 lotti sono inseriti "ex novo", dei quali l'Assessore ha fatto una puntuale elencazione...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... 13, perché forse c'è l'emendamento, giustamente, 27 più 13.
Questa traslazione di anno in anno dal precedente all'attuale indica che le dismissioni avanzano "a passo di lumaca", ovvero se la Regione pianifica una certa quantità di lotti da dismettere e da trasferire a privati, bisogna dire che l'impalcatura di questa legge n. 12, oppure la burocrazia, non sono così spedite per consentire un'accelerazione e quindi un conseguimento di questi obiettivi che la Giunta si era proposta.
Il piano ci sembra, di anno in anno, sempre più ingolfato e i numeri lo testimoniano, l'Assessore scuote la testa, ma quando entreremo nel dettaglio, vorremo capire quali sono le ragioni a suffragio di questa sua contrarietà alle mie affermazioni. Faccio un esempio, la "Casa Lagnafietta", al punto 13: era già inserita nel piano precedente, è un fabbricato giudicato in cattive condizioni di manutenzione con relativa area di pertinenza, la descrizione è identica a quella del piano precedente, però, a fronte di offerte che potenzialmente c'erano per l'acquisto, ad un certo punto la Regione l'ha sottratta da questo piano di dismissioni perché sembrava che ci fosse un interesse storico-archeologico da parte dei beni culturali, tanto che è stata fatta una valutazione aggiuntiva approfondita da parte dell'ufficio competente; oggi torna ad essere inserita in questo piano. Questo è un esempio di assenza di chiarezza da parte dell'Esecutivo...
(nuova interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... no, era compreso nel piano, se guarda il piano precedente c'era questo bene e non è stato poi messo all'asta, perché avete dovuto fare delle valutazioni aggiuntive, in quanto era in odore di interesse storico-artistico! Oggi torna in questo piano per la dismissione.
È naturale che a fronte di esempi come questo, la dismissione proceda "a passi di lumaca" e magari l'interesse di privati per l'acquisizione di questi beni e l'interesse della pubblica amministrazione di alleggerirsi di beni che sono dichiarati inservibili per l'uso pubblico diventa difficile da conseguire.
Una prima considerazione è che questo è un piano ingolfato, ma non solo, è anche un piano fortemente contraddittorio e anche qui abbiamo un esempio che "calza a pennello". Mi riferisco al n. 17, dove ad Arnad viene ceduta una porzione di terreno industriale. Come mai, a fronte di richieste di privati di acquisire terreni industriali per l'espansione della propria attività - cito nuovamente il "caso Thermoplay" -, avete messo le mani avanti dicendo: "dobbiamo decidere come Giunta quale strategia intraprendere per dismettere i beni industriali", perché sembra che ci sia un vincolo politico a monte, mentre qui non ci sono problemi per dismettere una porzione di terreno industriale che, anche se esigua come superficie, sta ad indicare che, quando si vuole, si può fare? In questo caso "volere è potere", come si suol dire, per dismettere questa porzione di terreno industriale, mentre in altri casi, che costituiscono occasione di sviluppo, come per la "Thermoplay", bisogna mettere in atto una procedura così complessa che pare impossibile venderla al richiedente!
Noi chiediamo un po' di lumi su queste 2 caratteristiche dei piani: la prima, che si ingolfano di anno in anno per l'accumulo di lotti immobiliari che restano invenduti e, l'altra, che si colgono contraddizioni macroscopiche come quelle da me appena citate, che a nostro avviso potrebbero essere evitare con un po' di buon senso.
A queste nostre perplessità chiediamo all'Assessore di fornirci risposte concrete e sostanziose.
Presidente - La parola la Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Abbiamo discusso a lungo in commissione su questo piano, quindi non sto a ridire tutto quanto ci siamo già detti.
Vorrei solo qui ricordare un elemento che a me sembra "faccia a pugni " con la parola "piano", è la casualità con cui i vari interventi vengono messi, nel senso che mi sembra di aver capito che una serie di beni vengono messi perché c'è un acquirente che si dichiara disponibile a prenderli: allora, di fronte all'acquirente disponibile, si mette il bene nel piano. Facevo notare che un piano dovrebbe avere un altro significato; si dovrebbe fare un elenco dei beni inutilizzati in modo che tutti i possibili acquirenti vi possano accedere, altrimenti mi sembra che quel minimo di correttezza sull'informazione venga meno. Mi sembra che ciò non sia avvenuto, perché non vengono messi in elenco tutti i beni possibili, ma solo quelli per i quali un acquirente ha dimostrato una propria disponibilità. Sono ben contenta che gli acquirenti possibili segnalino terreni a cui sono interessati, ma sarebbe utile che ci fosse questo elenco di possibili beni, in modo che tutti possano conoscerlo e verificare se c'è o meno una disponibilità!
Ci sono poi alcuni beni che ritengo non debbano essere messi in un piano di dismissioni, l'ho già detto in commissione e lo ripeto qui; sia la "Casa Lagnafietta", sia la "Torre Plavanal", non devono essere messi in vendita, per 2 motivi: la "Casa Lagnafietta", perché quello è un esempio tipico di testimonianza di un'architettura e credo sarebbe giusto che la Sovrintendenza mettesse, lì, dei vincoli ben precisi; in attesa che la Sovrintendenza si decida ad esprimere un parere, togliamola dal piano, è inutile farla vedere se poi, per caso, la Sovrintendenza esprimesse un parere positivo rispetto a questo bene! Lo stesso discorso vale per la "Torre Planaval".
Per quanto riguarda tale torre, voglio far notare che i soldi pubblici sono stati dati ad un privato che voleva fare un'azione di ristrutturazione, dopodiché il privato, cambia idea e vende al pubblico il bene ristrutturato con soldi pubblici. La Regione lo ricompra, dopo un po' di anni decide che non le serve e lo rivende!
Per questo motivo dicevo prima che c'è una casualità nel predisporre tale piano, perché o c'è da parte della Regione - nel momento in cui dà dei contributi perché alcuni edifici interessanti siano rimessi in sesto e resi fruibili - un progetto affinché questi beni siano veramente fruibili - allora deve essere il privato che ha usufruito di questi beni pubblici che deve continuare ad utilizzare questo bene -, altrimenti che senso ha che la Regione, con i soldi di tutti, prima aiuti il privato a farsi bella la casa, quando questo non è più interessato rivende alla Regione il bene che ha naturalmente un valore maggiore perché la Regione vi ha messo i soldi perché quel bene potesse essere più fruibile, dopodiché la Regione lo rivende e magari a quello stesso privato che prima già glielo aveva venduto...! Credo che occorra fare una programmazione di cosa si vuole fare quando si comperano dei beni, perché non credo che debbano essere comperati per essere venduti successivamente!
Chiediamo che su questi 2 beni, la "Casa Lagnafietta" e la "Torre Plavanal", si sospenda per un anno l'inserimento nel piano di vendita e si facciano delle riflessioni per vedere come utilizzarli. Visto che ogni anno si fanno questi piani e che le procedure sono così lente, credo che nessuno è danneggiato se si aspetta un anno ancora per riflettere su questi 2 beni. In questo senso presentiamo un emendamento: per chiedere di toglierli.
Si dà atto che il Vicepresidente Nicco si assenta dalle ore 19,33.
Presidente - Non vi sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Sotto alcuni aspetti il collega Tibaldi ironizzava nel richiamo della legge, però non credo sia inopportuno, perché, se andiamo a rivedere il comportamento del Governo, questo è completamente in linea con gli indirizzi della legge, e lo dico soprattutto per il ragionamento fatto dalla Consigliera Squarzino quanto al metodo.
Il metodo è evidentemente non costruito a tutela degli interessi del privato, ma a tutela degli interessi dell'Amministrazione regionale, la quale individua i beni che non hanno una possibilità di essere utilizzati. Sfido qualsiasi Consigliere ad individuare un bene immobile che non ha interesse per l'Amministrazione in generale, tutti i beni hanno un interesse! Il problema è la possibilità di utilizzarli.
Quello che è stato fatto dalle strutture regionali è individuare una serie di beni che, a prescindere dal loro valore economico, storico, culturale, non hanno la possibilità di essere utilizzati; dopodiché l'inserimento o meno nel piano di dismissioni ha anche dei risvolti di tipo economico. Inserire o non inserire nel piano di dismissioni ed esperire delle aste non è ininfluente, ma costa, perché su tutta una serie di beni dobbiamo fare uno sforzo comunicativo.
Ricordo che quest'anno, con l'avvio della legislatura, gli uffici hanno fatto delle pubblicazioni che hanno inviato a tutte le agenzie, ma non è una cosa da poco, perché anche l'Amministrazione si deve adeguare a regole commerciali, che sono quelle che vedono un'attività di comunicazione e un'attività di "marketing" come tratto essenziale per la buona riuscita; quindi inserirli o non inserirli discende dalla possibilità di vendere ed ecco perché se vi sono questi beni che non hanno interesse per l'Amministrazione e che sappiamo avere un interesse per i privati, abbiamo la speranza di vedere una riuscita positiva del tentativo di vendita. Le cose perciò non sono una rincorsa dell'interesse privato, ma il contrario, ovvero il perseguimento dell'interesse pubblico. Detto questo, quindi il metodo e le finalità sono quelli della legge, non c'è casualità, ma c'è un certo tipo di percorso.
Sono persino d'accordo sul fatto che sarebbe interessante poter dare una pubblicazione di tutti i beni di proprietà dell'Amministrazione regionale che non possono servire, però rischiamo di fare una confusione incredibile perché abbiamo dei limiti fisiologici per gli uffici per fare tutta una serie di operazioni. Dico questo, cercando di dare una risposta al Consigliere Tibaldi, perché è ingiusto dire che i beni individuati nel 2003 siano "tout court" ripresentati! Sono, è vero, ripresentati, ma nella mia ripresentazione ho anche specificato che per tutta una serie di beni abbiamo delle trattative in corso, e li elenco: il fabbricato di Via Carrel in Comune di Aosta, la porzione di fabbricato in Via Abbé Gorret, la porzione fabbricato "Sorelle Ferretti", la porzione Vecchio Mulino in Comune di Aymavilles, ex "Casa Willien" in Comune di Bard, Château Royal in Comune di Cogne, porzione fabbricato in Comune di Fontainemore, complesso immobiliare in Comune di La Thuile, albergo Grand Combin in Comune di Valpelline. Su tutti questi beni abbiamo esperito quella seconda possibilità prevista dalla legge n. 12, che è quella della trattativa privata e la trattativa privata, rispetto all'asta, cosa prevede? Prevede la possibilità per gli interessati di offrire un prezzo svincolato dal valore definito dalle strutture.
È chiaro che per definire la cessione è necessario fare una valutazione suppletiva, che porti ad una valutazione di congruità; è chiaro che in questa valutazione di congruità vengono introdotti elementi in più rispetto ad una semplice valutazione di superfici, ma c'è un discorso di convenienza dell'ente. Se paradossalmente - io spero, incrocio le dita! - qualcosa abbiamo venduto, non lo so se posso dire fortunato o meno, ma la casa di S. Romolo in Sanremo che erano anni che aspettava di essere venduta, con questo sforzo di comunicazione è stata venduta...
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
... io non l'ho citato per evitare... però sto parlando di diverse centinaia di milioni di vecchie lire! Se dovessero andare in porto queste cessioni, che hanno visto un interesse da parte dei privati, avremmo sensibilmente migliorato la situazione del piano di dismissioni.
La "Casa Lagnafietta" è un fabbricato che mi pare - non sono un esperto in beni culturali - non sia censito né come bene documento né come monumento. È un fabbricato rurale, di particolare pregio, ne convengo, ma non è stata esperita l'asta, è stato indicato nel piano dismissioni; dopodiché, nell'ambito delle verifiche sia dal punto di vista della Sovrintendenza sia dal punto di vista catastale, perché su questi beni ci sono una serie di problemi per quanto riguarda pertinenze e servitù... non c'erano le condizioni...
(nuova interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
... no, non sono "ex ante", lo dice lei! Senza un'indicazione da parte del Consiglio, gli uffici non possono procedere autonomamente nel fare l'operazione, sarebbe mettere il cosiddetto "carro davanti ai buoi"! La "Casa Lagnafietta" non ha avuto l'anno scorso un'asta che è stata infruttuosa, è stata inserita e approvata dal Consiglio...
Dal punto di vista dei terreni industriali, mi permetto di fare un'osservazione. Non c'è, in via di principio, l'impossibilità di vendere dei cespiti industriali, c'è una valutazione che ricordo al Consigliere Tibaldi: se metto in vendita e metto nel piano di dismissioni un bene industriale utilizzato da un'impresa, non è detto che l'impresa poi risulti aggiudicataria, perché va all'asta, quindi andremmo ad introdurre un elemento di disturbo che potrebbe mettere a repentaglio l'attività. Questi terreni industriali non sono terreni occupati, sono prossimi all'attività dell'ex "Olivetti I-Jet", ma non sono occupati, quindi se vi è un interesse di qualche operatore industriale, lo mettiamo nelle condizioni senza creare un disturbo a nessuno.
Ecco qual è la preoccupazione ed ecco qual è la filosofia della nostra legge, che abbiamo sottoposto all'attenzione del Consiglio, dove vogliamo andare a trovare degli strumenti per poter alienare dei cespiti industriali senza creare delle situazioni che potrebbero in teoria mettere in discussione delle realtà produttive.
Sull'emendamento per togliere da questo elenco la "Casa Lagnafietta" e la "Torre Plavanal", esprimo dei dubbi, perché ad esempio la "Torre Plavanal" è stata oggetto di interesse da parte del Comune di Arvier, è un interesse che ormai è diventato una leggenda, sono anni, ma, anche lì, o c'è un impegno oppure si fanno solo parole! Qui, come molti di voi mi hanno ricordato su altre questioni, il tempo non è un fattore neutro; il fatto di rinnovare, anno dopo anno, delle intenzioni e non manifestarle, porta a qualcosa che è frutto di una legge fisica - la forza di gravità - e vengono giù; quindi la "Casa Lagnafietta" - come ha visto nella relazione - è una casa in pessime condizioni, sta cadendo, così come la "Torre Plavanal", se continuasse l'incuria e una situazione di non utilizzo, subirebbe la stessa sorte.
A questo punto, se c'è qualcuno che ha un effettivo interesse si faccia avanti, non esperiremo le aste e daremo corso ad un percorso migliore rispetto alla vendita: se ci fosse un uso pubblico, ma saremmo i primi ad esserne contenti, fra l'altro è previsto per legge. Se qualcuno di natura pubblica ha un interesse, lo manifesti e troverà una risposta sollecita da parte del Governo e delle strutture della Giunta. Ricordo che la "Torre Plavanal" è stata ristrutturata con finalità abitative, quindi diventa difficile immaginare un uso pubblico, a meno che non si voglia fare un uso particolare per la rappresentanza o come foresteria; le nostre strutture non hanno individuato alcun utilizzo compatibile con le esigenze regionali. Così come la "Casa Lagnafietta", al di là del fatto che l'immobile è grazioso, non ha possibilità di un utilizzo diretto da parte dell'Amministrazione. Ecco perché crediamo che questo piano debba essere approvato con questa impostazione e, qualora i Consiglieri possano sollecitare soluzioni diverse, troveranno le porte aperte!
Presidente - Si procede alla votazione, ricordando che il piano di dismissioni è stato approvato il 29 marzo dalla II Commissione con voto di maggioranza e verrà posto in votazione con gli emendamenti sostitutivi al punto 1, 2 e 6 e aggiuntivo punto 40 allegati all'atto.
Pongo in votazione l'emendamento proposto dal gruppo dell'Arcobaleno, di cui do lettura:
Emendamento
"Togliere dall'elenco del Piano dismissione per l'anno 2004:
1. "Casa Lagnafietta", indicata con numero d'ordine 13;
2. "Torre di Planaval", indicata con numero d'ordine 3."
Consiglieri presenti: 27
Votanti e favorevoli: 3
Astenuti: 24 (Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Frassy, Isabellon, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Pastoret, Perrin, Praduroux, Rini, Stacchetti, Tibaldi, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione il piano di dismissioni integrato dagli emendamenti allegati:
Consiglieri presenti: 27
Votanti e favorevoli: 21
Astenuti: 6 (Curtaz, Frassy, Lattanzi, Riccarand, Squarzino Secondina, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
