Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 558 del 22 aprile 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 558/XII - Disponibilità di aree regionali per l'ampliamento e l'insediamento di aziende industriali. (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso che

- in Valle d'Aosta, oltre alle industrie che chiudono per crisi, vi sono aziende che si trasferiscono fuori regione per l'impossibilità di ottenere nuovi spazi ove insediare il proprio ampliamento;

- tra le aziende in procinto di emigrare, o comunque costrette a decentrare la produzione, vi sarebbero la GPS Standard, la Thermoplay, la Tecnosystem e la Alphasar, eccetera;

- l'amministrazione dispone di molteplici aree ed immobili industriali in disuso (ex Multibox, ex Fera, ex Saiform, ex Akerlund, ecc);

- la politica attendista e il pregiudiziale rifiuto a vendere aree regionali, considerate essenziali allo sviluppo di realtà industriali in espansione, acuisce ulteriormente la situazione di crisi;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

Il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per sapere:

1) quali sono i motivi che impediscono di esaudire le richieste di espansione delle aziende industriali sia in termini di locazioni sia in termini di dismissioni dei beni regionali;

2) se esiste un censimento delle aree a destinazione produttiva attualmente in disuso e, in caso affermativo, quali sono le aree e qual è la superficie immobiliare complessiva;

3) se esiste un piano di riutilizzo o riconversione delle aree industriali in disuso;

4) qual è il valore patrimoniale dei beni industriali in disuso.

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - Credo che su questo tema dello sviluppo industriale sia bene non utilizzare termini forti, come quello di "fallimento", perché potrebbe portare a fare polemiche rispetto ai risultati in campo politico economico ottenuti a livello nazionale. Credo che non serva, e che serva invece affrontare questo problema, tenendo conto del fatto che il nostro Paese e l'Europa stanno vivendo un profondo cambiamento nei rapporti economici, soprattutto rispetto all'apertura di nuovi mercato ad est e a quanto si sta sviluppando sul mercato cinese. Progetti che erano stati presentati nel 2001, hanno dovuto misurarsi con delle profonde modificazioni che hanno vissuto le aziende; la "Pluritec", ad esempio, aveva tassi di crescita del 20% all'anno, questi consolidati in un periodo di almeno un decennio. C'è quindi stato un cambiamento di scenario e diventerebbe ingiustificato e soprattutto ingeneroso attribuire questo ad un modesto assessore come il sottoscritto; la situazione è più complessa, altrimenti le soluzioni sarebbero più semplici!

Per quanto riguarda lo stabilimento "ex Akerlund", mi riferisco ancora all'interrogazione precedente, si è proceduto alla bonifica di quello stabilimento, ma utilizzando anche i fondi che erano stati acquisiti tramite l'assicurazione che ha pagato rispetto all'incendio, nel senso che la Regione ha provveduto a mettere in sicurezza lo stabilimento, ma non ha operato interventi per adattare lo stabilimento alle necessità "Pluritec".

Per quanto riguarda questa interrogazione... quali sono i motivi che impediscono di esaudire le richieste di espansione delle aziende industriali sia in termini di locazioni sia in termini di dismissioni dei beni regionali? Qui ci troviamo in una palese contraddizione; se, da un lato, si dice che siamo di fronte al fallimento, dall'altra, si dice che non esaudiamo le richieste di espansione. Vediamo di trovare il giusto mezzo anche qui!

Nell'interrogazione si fa riferimento ad aziende come "GPS Standard", la "Thermoplay" ed altre, che sarebbero costrette a decentrare la produzione; ho avuto questa settimana un incontro con l'amministratore delegato della "GPS Standard", ho contatti con il "management" e il presidente della "Thermoplay" molto frequenti e nessuno di questi imprenditori mi ha detto che intende decentrare le proprie produzioni. C'è un interesse di "Thermoplay" ad avere un insediamento in Cina, ma questo fa parte di una politica espansiva di questa società che non significa assolutamente non andare verso lo sviluppo di ulteriori attività a livello regionale: questo era stato oggetto di un commento specifico rispetto a una mozione presentata nello scorso Consiglio. A questo riguardo, per approfondire la questione, sono disponibile a fare una discussione con il Consigliere e gli imprenditori interessati, così avremmo le stesse informazioni, perché credo sia importante avere un minimo denominatore comune.

Il "caso Tecnosystem" credo che sia ampiamente noto, ne abbiamo già parlato in quest'aula; questa azienda, alla quale vengono offerte 2 possibilità di insediamento e non gliene va bene nessuna delle due, credo che il fatto si commenti da solo!

Per venire alla questione delle richieste e della gestione del patrimonio immobiliare - come era stato ricordato nel passato Consiglio - l'Amministrazione regionale ha definito un disegno di legge per quanto riguarda l'utilizzo del patrimonio industriale; il disegno di legge è allo studio delle commissioni consiliari e prevede la possibilità di una gestione diversa e la possibilità di alienazione dei beni.

Per quanto riguarda le questioni relative all'utilizzo del patrimonio, rispondo nel contesto della seconda domanda rispetto a questioni specifiche area per area, ci troviamo oggi nella situazione seguente. Abbiamo fabbricati a destinazione produttiva attualmente non utilizzati, che sono i seguenti:

- il complesso "ex Saiform-ex Mont Blanc dolciaria", nel Comune di Arnad, con superficie di circa 8.000 metri quadrati (proprio in questi giorni abbiamo avuto una riunione con gli interessati, un consorzio di artigiani del luogo e la "GPS Standard", che hanno trovato una soluzione convergente per l'utilizzo di questo stabilimento);

- per quanto riguarda l'edificio "ex Akerlund", c'è una richiesta di utilizzo da parte del gruppo "Atos Origin", come precedentemente specificato, per cui rimango alla domanda precedente;

- per quanto riguarda l'area "ex Cofarco", nel Comune di Cogne, uno stabilimento di 2.500 metri quadrati, che non è ancora stato restituito all'Amministrazione regionale dal curatore fallimentare, quindi non ancora disponibile, ma è intendimento dell'Amministrazione regionale conferire questo edificio al Comune di Cogne, per la realizzazione di attività che connettono il Comune ad alcune attività di carattere artigianale;

- per quanto riguarda lo stabilimento "ex Multibox", questo è un edificio di circa 3.000 metri quadrati che necessita di una bonifica, in particolare per la presenza di amianto;

- c'è poi un edificio che è occupato dalla "ex Fia", un'azienda che è fallita, è uno stabilimento di 2.300 metri quadrati, che non è stato ancora restituito all'Amministrazione regionale dal curatore fallimentare, rispetto al quale ci sono interessamenti da parte di alcune imprese locali e non;

- c'è lo stabilimento "Elelys" di Hône di circa 3.500 metri quadrati, non ancora restituito all'Amministrazione regionale dal curatore fallimentare e quindi non disponibile;

- vi sono poi 2 lotti presso "Les Arcades" nel Comune di Pont-Saint-Martin: qui, vi sono 4 domande per 2 lotti disponibili, è in fase di conclusione l'istruttoria tecnica che viene sviluppata da Finaosta;

- infine, una porzione della "ex Fera" di circa 1.200 metri quadrati, di proprietà della Finaosta, rispetto al quale c'è un interessamento da parte di imprese artigiane.

Al punto terzo si chiedeva se esiste un piano di riutilizzo o riconversione delle aree industriali in disuso; come già detto, è in preparazione un programma per le attività produttive e industriali e in sede di questo programma si farà riferimento agli intendimenti relativamente all'uso delle aree non utilizzate.

Per quanto riguarda il valore patrimoniale dei beni industriali in disuso, la situazione è la seguente: lo stabilimento "ex Saiform" ha un valore patrimoniale di euro 1.549.370; lo stabilimento "ex Akerlund" di euro 12.911.000; la "ex Cofarco" di euro 2.117.000; la "ex Multibox" di euro 1.248.000; la "Fia" di euro 1.110.000; la "Elelys" di euro 2.763.000.

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Assessore, come lei ha fatto un piccolo fuori tema andando ad ultimare una sua risposta sulla precedente interrogazione, penso che sia opportuno, più che fare un fuori tema, cercare di dare un quadro di insieme dalla lettura delle situazioni emerse in queste due nostre interrogazioni; non è un caso che siano state presentate contestualmente, perché riteniamo che, dall'insieme delle risposte da lei fornite, promani non solo quello che è il fallimento della politica industriale, ma promani l'inadeguatezza delle risposte, soprattutto come tempi, alle esigenze del mondo produttivo.

Lei, prima, ironizzava sostenendo: "dovete decidere se c'è la crisi o non c'è la crisi, prima parlate di aziende in crisi e adesso parlate di aziende in espansione". Le aziende in crisi di cui abbiamo parlato sono, per fortuna, aziende che i piedi in Valle non ce li hanno messi; devo dire "per fortuna", perché se rileggo quanto lei affermava nel maggio 2002 sulla "Pluritec", lei dice: "La Regione ha fatto una scelta che è quella di affidarsi ad un'azienda che ha prospettive e ha futuro...", ma questo non lo diceva nel 1900, lo diceva nel maggio 2002, poco meno di 2 anni fa!

Rivendichiamo il merito di aver evitato degli ulteriori "bidoni" a questa Regione dal punto di vista delle politiche industriali, perché le perplessità su "Acroservizi" e su "Pluritec" le avevamo dichiarate in maniera esplicita in quest'aula, ed evidenziamo come non siano delle risposte compatibili con le esigenze del mondo produttivo quelle che non date, in sostanza.

Lei mi dice che i motivi che impediscono di esaudire le richieste di assegnazione di area in proprietà stanno in una normativa che andremo a cambiare; non è vero, Assessore! Che vogliamo cambiare la normativa è parzialmente vero, perché avete predisposto un disegno di legge il quale, più che risolvere il problema, costituisce una S.p.a., alla quale andrete a trasferire tutti gli immobili e poi ci sarà da discutere quali saranno i criteri e soprattutto le filosofie con cui gestire questi beni, perché oggi - ma non perché lo dico, lei stesso lo ha riconosciuto con dichiarazioni rilasciate alla stampa - non c'è una norma europea, nazionale o regionale che impedisca all'Amministrazione regionale di cedere questi immobili industriali! È una scelta politica ed è una scelta politica - noi aggiungiamo - ideologica, quella di dire: "la Regione deve controllare i processi produttivi". Su questo siamo in totale disaccordo, perché abbiamo una visione diametralmente opposta sul ruolo di una istituzione pubblica rispetto al ruolo dei privati.

Non è nemmeno vero peraltro...

(interruzione dell'Assessore Ferraris, fuori microfono)

... devo ricordarle quando lo ha dichiarato? Glielo ricordo, perché sapevo che avrebbe obiettato qualcosa del genere! Lei lo ha dichiarato a "La Vallée Matin" il 29 luglio 2003 quando ha detto: "Non ce l'abbiamo con la Thermoplay, sono disponibile a portare la questione all'attenzione della Giunta, è un impegno che prendo in modo ufficiale", nel senso che è evidente non ci fossero norme che lo impedissero, ma erano valutazioni politiche. E lei stesso, su "La Stampa" del 26 luglio 2003 ha detto che "difende la scelta politica della Regione"; il problema sta in una valutazione politica: penso che lei questo non possa negarlo! Le dico solo che non può trincerarsi dietro il gioco della globalizzazione...

(nuova interruzione dell'Assessore Ferraris, fuori microfono)

... non è pessimismo, perché le dichiarazioni dell'AVI tendono a rompere il gelo e l'incomunicabilità che c'è con la sua Giunta, perché posso leggerle le dichiarazioni dell'11 agosto 2003 dove dicono: "Fuori luogo il vincolo di inalienabilità" e, il presidente dell'AVI dice: "Non risulta che il vincolo discenda da prescrizioni europee, ma solo da scelte di politica industriale, sviluppate in sede regionale". Potrei andare avanti, perché la rassegna stampa conferma che voi avete fatto di una questione di scelte di politica industriale, una questione di pregiudizi ideologici, perché? Perché lei, Assessore, ha la convinzione che anche i processi produttivi debbano essere controllati attraverso la gestione delle aree sulle quali...

(nuova interruzione dell'Assessore Ferraris, fuori microfono)

... Presidente, o lei mi lascia intervenire, altrimenti... se facciamo il dibattito con l'Assessore, io lo accetto; però, anziché 5 minuti - che stanno scadendo adesso - me ne dà altri 10, perché non sono riuscito ad articolare un ragionamento, ma non perché non voglia sottrarmi a questo dibattito!

Quando lei si trincera dietro la globalizzazione, Assessore, ci racconta delle fandonie perché è assolutamente falso quello che lei dice, cioè: "non preoccupatevi, perché queste aziende vanno in Cina, ma non è che vanno in Cina perché non possono svilupparsi in Valle d'Aosta, vanno in Cina perché la globalizzazione le porta ad andare in Cina". Non è così, perché su "La Stampa" del 25 luglio 2003 l'amministratore della "Thermoplay" dice: "Se entro due mesi non otteniamo la proprietà del terreno, siamo costretti a rinunciare e a trasferirci nel nord-est"... Assessore, il nord-est e la Cina non sono in Valle d'Aosta! Lei fa dell'ironia, quando si parlava di "Pluritec" e di "Acroservizi", lei faceva dell'ironia e i fatti ci hanno dato ragione; non vorremmo che, a distanza di qualche mese o di qualche anno, i fatti ci dessero nuovamente ragione!

Chiudo dicendo che capisco che lei non possa esternare certe preoccupazioni, però sono significativi i patrocini. Quando vedo un convegno di studi, che patrocinate come Amministrazione regionale con l'autorevole presenza dell'Assessore al bilancio, Marguerettaz, un convegno dal titolo "Il salvataggio delle aziende nell'ambito del fallimento: attualità e prospettive", capisco dove sta puntando la politica industriale valdostana! Non è la nostra direzione!