Oggetto del Consiglio n. 541 del 22 aprile 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 541/XII - Indagini per la definizione delle caratteristiche volumetriche di un movimento franoso nel Comune di Courmayeur. (Interrogazione)
Interrogazione
Richiamata l'interrogazione discussa il 10 marzo scorso in merito al movimento franoso sul versante nord occidentale del Mont de la Saxe, nel comune di Courmayeur;
Tenuto conto che dal dibattito effettuato nell'aula consiliare era emerso che, per definire le caratteristiche volumetriche dell'ammasso roccioso instabile e quindi di conseguenza per ipotizzare, in maniera maggiormente oggettiva, gli scenari di evoluzione del fenomeno e la posa di strumentazioni di monitoraggio, era necessario provvedere a delle indagini geognostiche con la posa di inclinometri e piezometri;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
L'Assessore competente per sapere:
1. se queste indagini sono già state avviate o, in caso di risposta negativa, entro quanto tempo verranno avviate;
2. i tempi previsti per poter disporre di tutti quegli elementi indispensabili al fine di poter ipotizzare gli scenari di evoluzione del fenomeno e le conseguenti e eventuali azioni da intraprendere a tutela dell'incolumità pubblica.
F.to: Lanièce - Stacchetti - Viérin Marco
Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.
Cerise (UV) - Sulla base delle risultanze della prima fase dello studio affidato dall'Amministrazione regionale al prof. Cancelli di Milano, è stato definito un piano di indagini finalizzato alla ricostruzione geologica e strutturale in profondità dell'ammasso roccioso, interessato dai movimenti gravitativi segnalati e più volte richiamati.
Le indagini geognostiche indicate dallo studio Cancelli, come necessarie per la ricostruzione geologica, sono così rappresentate: 2 sondaggi a carotaggio continuo di profondità di 100 metri, che servono per fare il riconoscimento stratigrafico; 3 sondaggi a carotaggio continuo di profondità di 50 metri, 1 sondaggio di istruzione di profondità di 100 metri, vale a dire senza campionamento (si tratta di fare un buco per poi installarvi degli strumenti), 1 sondaggio di istruzione di profondità di 50 metri; è stata inoltre prevista l'installazione in foro di 3 tubi inclinometrici di 50 metri di lunghezza e di 2 tubi inclinometrici di 100 metri di lunghezza, che servono a conoscere le eventuali deformazioni in profondità dovute a dei movimenti; infine, 2 piezometri a cella. Sono questi degli strumenti che devono individuare se ci sono delle pressioni dell'acqua. A corredo e ad integrazione delle indagini così sopra richiamate sono stati programmati 7 estendimenti sismici a rifrazione: si tratta di far esplodere delle piccole cariche e si analizza la propagazione delle onde nei terreni; si tratta di un indicatore che, correlato con i sondaggi, indica la continuità o la discontinuità degli strati geologici.
Le rispettive gare per l'affidamento dei lavori di realizzazione delle indagini geognostiche, meccaniche e sismiche sono state esperite in data 5 settembre 2003, con l'individuazione dei soggetti aggiudicatari nelle vesti delle ditte "RCT" di Milano per le indagini meccaniche e "GEOINVEST" di Piacenza per le indagini sismiche. All'aggiudicazione hanno fatto ricorso alcune ditte escluse per mancanza di documentazione richiesta nel bando. Anche sulla base di riferimenti normativi - alcune sentenze del Consiglio di Stato che riguardano questa tematica - si ha motivo di ritenere che questi ricorsi possano essere respinti e si sta procedendo alla definitiva formalizzazione dell'incarico. Le fonti finanziarie previste (230.000 euro) sono state previste su fondi ricompresi nel progetto "INTERREG 3", resisi disponibili solo a fine 2003. Considerata la particolare logistica degli interventi sopra descritti, situati a quota relativamente elevata perché si parte da circa 2.000 metri, e dall'impossibilità di accesso con mezzi carrabili, si determina la necessità di usare solo sonde elitrasportabili e le operazioni si ritiene che siano fattibili a partire in condizioni normali (bisogna poi vedere l'andamento stagionale) da metà maggio ad inizio giugno.
Per quanto riguarda le operazioni di cantiere, queste potranno comportare almeno un mese di lavorazioni; si tratta di inserire dei tubi della lunghezza di 100 metri, quindi la velocità è in funzione degli strati geologici che si incontreranno e della loro caratterizzazione. Sulla base delle informazioni stratigrafiche, desumibili dai carotaggi continui, si potranno fornire una serie di utili informazioni in merito alla tipicizzazione strutturale e geomeccanica dell'ammasso roccioso interessato dal dissesto: questa caratterizzazione permetterà di valutare da parte del professionista incaricato l'ordine di grandezza delle volumetrie potenzialmente mobilizzabili. Potremmo quindi immaginare che verso il mese di luglio si avranno già degli elementi di conoscenza, sia pure solo indicativi, delle masse che potrebbero essere interessate dal fenomeno gravitativo. Certo è che dati più precisi potranno essere disponibili solo dopo una completa sequenza stagionale, almeno le 2 stagioni più interessate da un punto di vista pluviometrico, che sono: primavera e autunno. Solo in base a questi elementi si potrà valutare correttamente e con degli elementi scientificamente provanti la presenza di superfici di scivolamento profondo in stato di attività, che permetteranno, a loro volta, di individuare i parametri volumetrici più corretti e aderenti alle condizioni reali. Queste quantificazioni saranno quelle che saranno utilizzate nella modulistica simulativa, necessaria per la ricostruzione di uno o più scenari evolutivi e quindi delle possibili aree di interferenza del fondovalle, compresi i nuclei abitati.
Si dovrà poi procedere ad un sistema di controllo geognostico continuo, in maniera che ci sia una sorta di monitoraggio costante in grado di evidenziare l'attività cinematica di questi fenomeni - non ultimo - per avere degli elementi da tradurre in azioni più proprie a quelle della protezione civile.
Président - La parole au Vice-président Lanièce.
Lanièce (SA) - Abbiamo voluto ripresentare, dopo circa un mese, tale iniziativa, per avere maggiori informazioni in merito a questo intervento. Come già avevo detto l'altra volta, si tratta di un intervento in merito ad un movimento franoso che riguarda il Mont de la Saxe, per il quale nel luglio 2001 era stato dato un incarico al prof. Cancelli per studiare tutta la tematica e per poter approfondire eventuali possibili scenari di rischio in merito a questa frana.
L'incarico prevedeva l'effettuazione di questo studio in 11 mesi; sono passati 3 anni e siamo a metà di questo incarico, visto che leggendo la deliberazione si individuano i vari passaggi (quello dell'effettuazione dei sondaggi era il secondo passaggio), e fra l'altro, l'esecuzione dei sondaggi geognostici, di cui all'articolo 2, punto b), è a carico dell'Amministrazione regionale.
Ci siamo chiesti il perché di questi ritardi, visto che, senza essere pessimisti, ci possano essere 2 possibilità: da un lato, che questa frana sia pericolosa... si parlava di volumetrie di milioni di metri cubi, e penso sia legittimo da parte dell'Amministrazione cercare di porre in essere tutti gli interventi per salvaguardare l'incolumità pubblica, perché in effetti ai piedi di questa frana esiste l'abitato di Entrèves, più in alto c'è l'abitato di La Palud, sono 2 zone abitate, e quindi occorre - se c'è questo pericolo - porre in essere tutte le possibili azioni per salvaguardare queste abitazioni dal rischio di eventuali frane che potrebbero colpire questi 2 centri abitati. Se, invece, non esiste questo rischio, quindi questa frana è facilmente controllabile, allora verrebbero meno altre scelte che si stanno operando a Courmayeur, che hanno preso come "scusante" l'esistenza di detta frana per dire, ad esempio: "la stazione di partenza della funivia del Monte Bianco non la facciamo più a La Palud, perché potrebbe essere a rischio".
In effetti - e questo è stato messo in evidenza nel corso di una discussione in Consiglio regionale, a seguito di un'interpellanza presentata dal sottoscritto e dai Consiglieri Viérin, Comé, Marguerettaz, in merito alla realizzazione dei collegamenti funiviari nel Comune di Courmayeur - l'allora Assessore al turismo (oggi Assessore ai lavori pubblici), Cerise, aveva detto che per quanto riguarda: "... la téléphérique de La Palud-Punta Helbronner, l'intention du Gouvernement, vis-à-vis de ce problème, est celle de faire démarrer les travaux le plus vite possible et dans cette direction nous solliciterons de la part de la société la présentation de propositions. Il faut avant tout résoudre le problème relatif à l'emplacement de la station de départ, problème lié aux aspects géologiques du Mont de la Saxe et qui est en cours d'évaluation. Par la suite, il sera possible de tracer l'accord de programme avec la commune et la société, afin d'en définir les charges..." . In pratica, con questa risposta ci veniva detto che la localizzazione della stazione di partenza della funivia del Monte Bianco è legata agli aspetti geologici del Mont de la Saxe, oggetto di controllo.
Vi sono allora 2 possibilità: se non c'è alcun pericolo allora non si può prendere come scusante la frana per scegliere, politicamente, di posizionare la stazione di partenza della funivia del Monte Bianco non a La Palud ma a Entrèves; se invece esiste un pericolo, bisogna intervenire celermente. Per questo ribadiamo l'urgenza di far sì che questa indagine geognostica sui terreni, in considerazione di questo movimento franoso, venga espletata al più presto, in modo da aver chiara la situazione e poter dire: "c'è un problema di pericolosità pubblica, occorre fare delle scelte": può essere la delocalizzazione, la sistemazione di interventi di monitoraggio e di controllo per "frenare" la frana. Altrimenti occorre dichiarare che la frana del Mont de la Saxe non può essere presa a scusante per fare altre scelte politiche!
Questo è quanto chiediamo, nel rispetto dell'interesse della comunità di Courmayeur e anche per chiarezza, perché in effetti gli abitanti di Entrèves che hanno le case ai piedi della frana sono molto preoccupati e si chiedono: "come mai non si interviene subito, come mai viene posticipata di tanto tempo l'effettuazione di sondaggi"? È vero che c'è stato un ricorso, però l'incarico era del 2001! Siamo nel 2004, quindi invitiamo l'Assessore, che ha dimostrato nella sua risposta di voler dare soluzione a tali controlli, di farli partire in questo mese, in modo da avere già dei dati entro luglio.
