Oggetto del Consiglio n. 537 del 8 aprile 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 537/XII - Proposta di legge: "Modificazioni della legge regionale 4 settembre 2001, n. 23 (Norme concernenti lo status degli amministratori locali della Valle d'Aosta. Abrogazione delle leggi regionali 18 maggio 1993, n. 35, 23 dicembre 1994, n. 78 e 19 maggio 1995, n. 17)".
Articolo 1
(Modificazione dell'articolo 2)
1. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 4 settembre 2001, n. 23 (Norme concernenti lo status degli amministratori locali della Valle d'Aosta. Abrogazione delle leggi regionali 18 maggio 1993, n. 35, 23 dicembre 1994, n. 78 e 19 maggio 1995, n. 17), è sostituita dalla seguente:
"b) i presidenti, gli assessori, i consiglieri delle comunità montane e, a decorrere dalle elezioni generali comunali del 2005, i membri del Consiglio dei Sindaci, di cui all'articolo 81bis della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema delle autonomie in Valle d'Aosta), inserito dall'articolo 46 della legge regionale 31 marzo 2003, n. 8;".
Articolo 2
(Modificazione dell'articolo 5)
1. Al comma 1 dell'articolo 5 della l.r. 23/2001 sono aggiunte, in fine, le parole: "di cui fanno parte".
Articolo 3
(Inserimento dell'articolo 5bis)
1. Dopo l'articolo 5 della l.r. 23/2001 è inserito il seguente:
"Articolo 5bis
(Indennità di funzione dei consiglieri dei comuni con popolazione pari o superiore a quindicimila abitanti)
1. Ai consiglieri dei comuni con popolazione pari o superiore a quindicimila abitanti, in alternativa a quanto previsto dall'articolo 4, comma 2, lettera a) e dall'articolo 5, commi 1 e 2, può essere attribuita, con le modalità di cui all'articolo 11, un'indennità di funzione non superiore al 15 percento dell'indennità di funzione attribuibile al sindaco e comunque compatibile con le previsioni di bilancio.
2. La decisione di attribuire l'indennità di funzione in alternativa al gettone di presenza è vincolante per tutti i consiglieri del comune.".
Articolo 4
(Sostituzione dell'articolo 6)
1. L'articolo 6 della l.r. 23/2001 è sostituito dal seguente:
"Articolo 6
(Indennità di funzione dei presidenti, degli assessori e dei membri del Consiglio dei Sindaci delle comunità montane)
1. Ai presidenti delle comunità montane spetta un'indennità mensile di funzione non superiore al sessanta percento dell'indennità spettante ai consiglieri regionali.
2. Agli assessori ed ai membri del Consiglio dei Sindaci delle comunità montane può essere attribuita un'indennità mensile di funzione non superiore al trenta percento dell'indennità di funzione attribuibile al presidente della comunità montana.".
Articolo 5
(Sostituzione dell'articolo 7)
1. L'articolo 7 della l.r. 23/2001 è sostituito dal seguente:
"Articolo 7
(Gettone di presenza dei consiglieri, degli assessori e dei membri del Consiglio dei Sindaci delle comunità montane)
1. Ai consiglieri, agli assessori ed ai membri del Consiglio dei Sindaci delle comunità montane che non godono dell'indennità mensile di funzione è attribuito un gettone di presenza, in misura non superiore ad un trentesimo della diaria spettante ai consiglieri regionali, per la partecipazione ad ogni seduta degli organi della comunità montana, nonché per la partecipazione alle sedute delle commissioni consiliari, formalmente istituite e convocate, di cui fanno parte.".
Articolo 6
(Modificazione dell'articolo 11)
1. La lettera a) del comma 1 dell'articolo 11 della l.r. 23/2001 è sostituita dalla seguente:
"a) dai rispettivi organi assembleari, relativamente alle cariche di cui agli articoli 3, 4, 5, 5bis, 6, 7, 9 e 10, limitatamente al BIM e alle associazioni dei comuni;".
Articolo 7
(Inserimento dell'articolo 11bis)
1. Dopo l'articolo 11 della l.r. 23/2001, come modificato dall'articolo 3 della presente legge, è inserito il seguente:
"Articolo 11bis
(Trattenuta per assenze)
1. Qualora il Consiglio comunale dei comuni con popolazione pari o superiore a quindicimila abitanti decida di attribuire ai consiglieri l'indennità di funzione, contestualmente adotta un regolamento per disciplinare le modalità di giustificazione delle assenze e le relative trattenute.".
Articolo 8
(Modificazione dell'articolo 13)
1. Il comma 2 dell'articolo 13 della l.r. 23/2001 è sostituito dal seguente:
"2. Gli amministratori di cui all'articolo 2 che cumulano più cariche tra quelle di cui agli articoli 3, 4, 5bis, 6, 8 e 9 devono comunicare per quale di esse intendono percepire l'indennità di funzione.".
2. Il comma 4 dell'articolo 13 della l.r. 23/2001 è sostituito dal seguente:
"4. Le indennità di funzione sono cumulabili con i gettoni di presenza quando siano dovuti per mandati elettivi presso enti diversi, sempre che il mandato non rientri tra quelli attribuiti all'amministratore direttamente dalla legge e dallo statuto comunale.".
Articolo 9
(Modificazione dell'articolo 18)
1. Il comma 2 dell'articolo 18 della l.r. 23/2001 è sostituito dal seguente:
"2. I dipendenti del comparto unico, eletti alle cariche di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), hanno diritto di assentarsi dal servizio, per partecipare alle riunioni dei rispettivi organi di appartenenza, di seguito elencati, per la loro effettiva durata:
a) giunte delle comunità montane;
b) Consigli dei Sindaci;
c) commissioni consiliari formalmente istituite;
d) conferenze dei capigruppo e organismi di pari opportunità previsti dagli statuti e dai regolamenti.".
Articolo 10
(Modificazione dell'articolo 20)
1. La lettera a) del comma 1 dell'articolo 20 della l.r. 23/2001 è sostituita dalla seguente:
"a) componente degli organi esecutivi dei comuni e delle comunità montane e componente dei Consigli dei Sindaci;".
Articolo 11
(Sostituzione dell'articolo 26)
1. L'articolo 26 della l.r. 23/2001 è sostituito dal seguente:
"Articolo 26
(Anagrafe patrimoniale degli amministratori degli enti locali)
1. Presso i Comuni con popolazione pari o superiore a 15.000 abitanti è istituita l'anagrafe patrimoniale degli amministratori dell'ente, dalla quale devono risultare lo stato patrimoniale e tutti i redditi provenienti da attività di qualunque genere o natura.
2. Presso i Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti è istituita l'anagrafe patrimoniale di cui al comma 1 esclusivamente per i componenti della Giunta comunale.
3. Ogni cittadino può prendere visione dell'anagrafe patrimoniale con semplice richiesta scritta all'amministrazione e può chiedere che sia accertata la veridicità di quanto dichiarato dall'amministratore.
4. Le modalità per la tenuta dell'anagrafe e per l'accertamento della veridicità di quanto dichiarato dall'amministratore sono disciplinate dall'ente locale, che deve altresì prevedere idonee forme di pubblicità dell'avvenuta istituzione dell'anagrafe.".
Articolo 12
(Disposizione transitoria)
1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli organi assembleari dei comuni con popolazione pari o superiore a quindicimila abitanti, possono attribuire le indennità di funzione di cui alla presente legge, con effetto dal primo giorno del mese successivo alla data di adozione della relativa deliberazione.
Président - Je rappelle que la Ière et la IIe à majorité ont donné l'avis favorable sur ce texte.
La parole au rapporteur, Conseiller Maquignaz.
Maquignaz (UV) - Senso della misura. È probabilmente questa la definizione migliore per descrivere il principio cui si ispira la proposta di legge presentata dai Consiglieri Fedele Borre e Giovanni Sandri per modificare la vigente normativa regionale in materia di "status" degli amministratori locali della Valle d'Aosta. Un senso della misura che si impone ormai, a prescindere dal credo politico e dall'ideologia personale, come linea guida trasversale che deve essere comune a tutti i partiti per rispondere a quell'esigenza di avvedutezza economica che gli elettori, i cittadini della nostra Regione esprimono in forma sempre più vigorosa e compiuta. Sia che si tratti di una percezione esasperata e distorta della realtà, ovvero di dati statistici oggettivi, è comunque certo che la popolazione avverte in forma sempre più marcata un crescente stato di disagio economico e si dimostra sempre più sensibile e attenta all'entità e alle modalità di destinazione del denaro pubblico, soprattutto quando le azioni di controllo possono essere facilmente verificabili, come nel caso delle uscite di un ente locale di proporzioni contenute, quale il nostro stesso capoluogo regionale.
Il provvedimento oggi in esame, come già adeguatamente illustrato, mira a evitare ogni ambiguità e fraintendimento in materia di emolumenti spettanti ai membri degli organismi di amministrazione locale, pur tutelando il loro giusto diritto di indennizzo per il tempo, l'impegno e le energie dedicati all'adempimento del proprio mandato elettorale e di incarichi specifici supplementari. La presente proposta di legge non intende certo punire, né disincentivare la partecipazione degli eletti a fasi complesse e specifiche dell'attività politico?amministrativa, delle quali le commissioni consiliari, le comunità montane e il Consiglio dei sindaci sono espressione essenziale per assicurare la flessibilità e democraticità al sistema; ci si prefigge piuttosto un duplice obiettivo: da un lato, allontanare da questi organismi ogni sospetto che gli amministratori pubblici coinvolti non siano motivati da puro spirito di dedizione e servizio nei confronti della collettività; dall'altro, consentire agli enti locali di prevedere e contabilizzare a bilancio, con maggiore attendibilità rispetto ad oggi, le spese imputabili a gettoni di presenza e indennità di funzione che, in alcuni casi, rappresentano un'incognita finanziaria di rilevante entità, in grado di compromettere pesantemente, anche dal punto di vista politico, l'attività e l'immagine di un ente locale.
Nello specifico il progetto di modifica della proposta di legge n. 14 prevede all'articolo 4 che il trattamento economico riservato ai componenti l'ufficio di presidenza dei comuni con popolazione pari o superiore a 15.000 abitanti ? sostanzialmente la sola Aosta ? venga esteso anche ai presidenti delle commissioni consiliari permanenti. Di seguito, e assai più rilevante, all'articolo 5 bis, comma 1, si introduce, sempre in riferimento al nostro capoluogo, una modifica nelle modalità di eventuale attribuzione dell'indennità di funzione ai consiglieri comunali, in alternativa all'erogazione dei gettoni di presenza, fissata a un importo massimo ? e si sottolinea "massimo", delegando all'ente locale di decidere per una percentuale anche inferiore ? pari al 15% dell'indennità di funzione attribuibile al sindaco e "comunque compatibile con le previsioni di bilancio". Ovviamente la decisione di attribuire l'indennità di funzione in alternativa al gettone di presenza, facoltà riconosciuta al solo Comune di Aosta, non soltanto rispetta la piena autonomia dell''ente, ma risulta comunque vincolante per tutti i consiglieri. In proposito è forse opportuno ricordare ai colleghi che l'invito di introdurre tali modifiche è stato mosso esplicitamente dai rappresentanti di tutti gli schieramenti politici che compongono il Consiglio comunale del capoluogo.
Altro dato rilevante la proposta si prefigge di regolamentare anche i compensi riservati ai presidenti, agli assessori e ai membri delle comunità montane e dell'istituendo Consiglio dei sindaci, con criteri perequativi e proporzionati rispetto alle altre figure istituzionali regionali, al fine di evitare abusi, ovvero penalizzanti disparità di trattamento economico verso i rappresentanti di enti di vitale importanza nel salvaguardare il confronto democratico tra centro e periferia del potere. Abusi e disparita che, per quanto concerne i Consiglieri comunali del capoluogo beneficiari di indennità di funzione, sono resi più difficili da commettere in ragione del disposto dell'articolo 11 bis, nel quale si prescrive l'adozione di uno specifico regolamento per disciplinare le modalità di giustificazione delle assenze e le relative trattenute, con quella severità che l'ente stesso deciderà di adottare, in piena autonomia e nella consapevolezza di doverne poi rispondere agli elettori.
In parallelo, pur condividendo la necessita di predisporre misure di massima trasparenza in relazione al cumulo di cariche e compensi - come già evidenziato all'articolo 9, comma 2, e ribadito con maggiore vigore all'articolo 12 -, si ritiene importante non mortificare una volontà legittima di impegno in diversi organismi locali, in grado di veicolare le diverse esperienze in forma trasversale e immediata a vantaggio degli enti coinvolti nella circolazione stessa degli uomini e delle idee.
L'istituzione di un'anagrafe patrimoniale giustamente diversificata nei suoi criteri selettivi per comuni con più o meno di 15.000 abitanti è, infine, un elemento fondamentale nel consentire ad ogni cittadino una lettura trasparente, consapevole e aggiornata dell'effettiva destinazione delle risorse pubbliche gestite autonomamente dagli enti locali.
Per concludere, l'adozione di un atteggiamento uniforme nella definizione di emolumenti e compensi, il vincolante collegamento delle indennità alle effettive disponibilità di bilancio, il controllo delle assenze ingiustificate, l'istituzione di un'anagrafe patrimoniale, la verifica della legittimità del cumulo delle cariche sono tutti provvedimenti che riteniamo in linea con quell'esigenza di morigeratezza che il clima sociale ed economico attuale non solo debbano ispirare al mondo politico, ma moralmente gli impongono.
Invito pertanto tutto il Consiglio, a prescindere dai proprio credo politico e dagli interessi partitici e di parte, a sostenere il progetto di legge così come emendato dai colleghi Borre e Sandri.
Président - Je déclare ouvert le débat.
La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Il mio non sarà un lungo intervento, per rappresentare le perplessità che il nostro gruppo ha nei confronti di questa proposta di legge, perplessità che nella commissione competente sono state evidenziate da numerosi commissari, sia dell'opposizione che della maggioranza, anche se crediamo che i diversi ruoli consentiranno a noi dell'opposizione di fare delle osservazioni critiche, mentre consiglieranno ai Commissari di maggioranza di astenersi dal commentare questo provvedimento.
Innanzitutto questa proposta di legge viene elaborata su richiesta del Comune di Aosta, perché possiamo parlare di comuni con numero di abitanti superiori a 15.000, ma sappiamo che è un eufemismo, perché stiamo parlando solo del capoluogo. Questa richiesta generica - peraltro pervenuta da tutti i gruppi politici presenti nel Comune di Aosta - di intervenire per porre rimedio alla situazione divenuta ingestibile, dimostra l'incapacità di quel comune di gestire il sistema in vigore fino ad oggi, un sistema equilibrato, ma che andava gestito con dei regolamenti opportuni, perché, se gestito correttamente, non avrebbe creato alcun problema.
Qual è la soluzione immaginata dal Comune di Aosta e accolta in questa proposta di legge? È la trasformazione facoltativa dell'indennità gettone di presenza in un'indennità di carica. Si tratta sotto certi profili di una semplificazione, ma di una semplificazione che riserva un aspetto negativo: quello di essere un ulteriore tassello verso la professionalizzazione della politica, una tendenza che noi da questi banchi cerchiamo di contrastare e invece rileviamo che in questo caso si fa ancora un passo in senso contrario. Fino ad oggi il fenomeno della professionalizzazione era appannaggio di noi consiglieri regionali, dei membri delle giunte dei comuni e delle comunità montane, oggi si fa un ulteriore passo in avanti: si decide che il comune più importante di questa Regione avrà dei consiglieri che verranno stipendiati. Questa è la realtà, aprendo fra l'altro un pericoloso precedente, perché potrebbe verificarsi che fra qualche anno i Consiglieri del Comune di Saint-Vincent, piuttosto che di Courmayeur, dicano: "ma se i Consiglieri del Comune di Aosta hanno il 15% dell'importo dell'indennità ottenuta dai consiglieri regionali, non si capisce perché noi non possiamo avere il 10, o l'8, o il 5%", quindi con un effetto inarrestabile del fenomeno. Una tendenza che noi contrastiamo, non possiamo essere d'accordo, anche perché forse siamo ancora degli idealisti che credono che l'impegno politico sia prima di tutto un servizio; è giusto entro certi ambiti che questo servizio sia retribuito sotto varie forme, a seconda del tipo di servizio che viene reso.
Voglio aggiungere un'argomentazione che tende a contrastarne una falsa, ripetutamente introdotta e anche riportata acriticamente dagli organi di stampa, rispetto agli effetti della proposta di legge. Si è detto da più parti che questa riforma avrebbe semplificato il meccanismo - su questo non c'è dubbio -, ma soprattutto si è detto che avrebbe consentito al Comune di Aosta di risparmiare; questo non è assolutamente vero! Abbiamo chiesto ed ottenuto con fatica in I Commissione dei dati che intendo leggere; si tratta di dati relativi a 3 anni: gli ultimi 2 anni 2002 e 2003 e una previsione di spesa relativamente al 2004 con il nuovo sistema. Devo escludere - ma faccio una cosa corretta - la spesa consuntiva per i consiglieri del 2002, perché quella era una spesa impazzita che ha indotto il consiglio comunale a dire: "siamo impotenti di fronte al fenomeno di consiglieri che si recavano due o tre volte al giorno in varie commissioni, ottenendo un gettone di presenza cumulabile". Nel 2002 quindi abbiamo un sistema di spesa impazzito, tant'è che anche la Giunta comunale, ma tutti i gruppi consiliari del Comune di Aosta hanno rilevato che quel sistema di cose non poteva più funzionare e si sono dati delle regole. Nel 2003, già con le regole, emerge che il Comune di Aosta ha speso per i propri gettoni di presenza 208.030,70 euro; in base alla previsione svolta con il nuovo sistema dell'indennità fissa, che oggi andiamo ad approvare, la spesa presunta per il 2004 è 292.754.000 euro, con una differenza di circa 85.000 euro, senza tener conto che, a seguito degli aumenti recentemente deliberati dall'Ufficio di Presidenza di questo Consiglio, questa stima va rivista al rialzo: la differenza sarà ancora superiore. Dati alla mano, quindi, possiamo trovare per questa proposta dell'indennità fissa ai consiglieri tutte le giustificazioni che vogliamo, ma per cortesia non diciamo più che farà risparmiare il Comune di Aosta, perché non è vero, non perché lo diciamo noi, ma perché lo dicono loro, dopo che finalmente ci hanno dato i dati; dunque niente alibi sul risparmio delle risorse pubbliche!
Noi, fatte queste osservazioni critiche nei confronti della legge, presentiamo tre emendamenti che intendono ridurre a nostro giudizio gli effetti negativi della legge: l'uno che riguarda la percentuale dell'indennità, che chiediamo di ridurre dal 15% al 10% - ricordo che il testo originario presentato dai Consiglieri Sandri e Borre, pur prevedendo delle differenziazioni, stabiliva per i consiglieri comunali un'aliquota del 10%, poi è stata aumentata fino al 15% -, poi proponiamo due emendamenti per non abolire le anagrafi patrimoniali relativamente ai piccoli comuni, perché nella precisa relazione del Consigliere Maquignaz vi è un errore. In prima battuta c'ero cascato anch'io, perché c'è stata "indorata la pillola" e, se non fosse stato per una discussione con il collega Riccarand, non avrei fatto l'osservazione che sto per fare: non viene istituita un'anagrafe patrimoniale per i componenti delle giunte nei piccoli comuni, perché quella era già istituita nel 1998, con questo provvedimento aboliamo l'anagrafe comunale per i consiglieri comunali dei piccoli comuni, non stiamo aggiungendo qualcosa che non c'era, ma stiamo sottraendo qualcosa che c'era; quindi a questa proposta di legge diamo una lettura negativa. Prima l'anagrafe patrimoniale, che è uno strumento di trasparenza, veniva imposta a tutti i consiglieri comunali e a tutti gli amministratori delle giunte della nostra Regione, con questa proposta di legge vengono assoggettati all'anagrafe patrimoniale i consiglieri comunali di Aosta e non vengono più assoggettati i consiglieri comunali dei piccoli comuni…
(interruzione del Consigliere Maquignaz, fuori microfono)
… lì c'era già, non l'abbiamo istituita, l'ha istituita la legge regionale del 1998, mentre oggi la limitiamo notevolmente senza alcuna ragione. Si tratta delle solite iniziative del CELVA, che oggi, lo dico in tono scherzoso… una volta c'erano delle lobbies potentissime - cacciatori, pescatori -, oggi c'è il CELVA che fa, disfa, propone, è veramente l'interlocutore unico in questa Regione, quindi non si muove "foglia" che il CELVA non voglia. Questo della proposta in un testo di legge, che non doveva riguardare per niente il discorso dell'anagrafe patrimoniale… nel momento in cui il CELVA ha dovuto esprimere il proprio parere in riferimento alla questione dell'indennità, parere peraltro contrastato su questa legge, dato a maggioranza, si è subito approfittato per dire: "semplificateci la vita, è fastidioso che i consiglieri comunali debbano fare questa anagrafe patrimoniale, poi magari i cittadini vengono a sapere i miei affari, quindi eliminatelo". Questa è la realtà!
Abbiamo presentato questi emendamenti, auspichiamo che vengano accolti. A seconda del voto sui nostri emendamenti assumeremo un atteggiamento di maggiore o minore criticità nei confronti di questa proposta di legge.
Président - La parole au Conseiller Pastoret.
Pastoret (UV) - Ce n'est pas facile d'intervenir sur ce thème, M. Curtaz l'a dit, un débat approfondi s'est tenu en commission, des opinions différentes se sont confrontées, des multiples analyses ont été faites et en réalité on n'est pas sortis de la commission avec des certitudes absolues. Je voudrais remarquer le fait qu'un travail sérieux ait été fait, parce que ce projet de loi est là depuis belle lurette et on a procédé à des renvois et à des approfondissements, on s'est confrontés aussi avec les administrateurs de la Commune d'Aoste.
Je voudrais donc maintenant faire quelques considérations sur le fait que ce projet de loi ait été présenté et maintenant soit soumis à l'attention de cette Assemblée. Je disais tout à l'heure que ce n'est pas facile d'intervenir sur ce thème pour deux raisons fondamentales: la première est de caractère général, M. Curtaz a déjà touché ce thème: avec ce projet de loi on prévoit l'approbation de règles qui s'appliqueront non pas en termes généraux au système de gouvernement des collectivités locales, mais à une seule réalité de la Région: la Commune d'Aoste. Nous savons bien qu'il s'agit d'une réalité particulière, quant à son importance démographique et par conséquent administrative. Les perplexités qui ont été mises en lumière en commission étaient liées à ce thème, parce qu'on s'est interrogés sur le fait qu'on aurait approuvé une loi introduisant une tendance différente par rapport au passé, lorsqu'on essayait de gouverner l'ensemble des collectivités locales. Nous de la majorité on s'est interrogés disant: "est-ce que l'approbation de cette loi ne risquerait elle pas de nous mettre en contradiction par rapport à cette conception de gouvernement du système des autonomies?" Et surtout: "quel est le rapport entre cette nouvelle loi et le principe de la subsidiarité que nous avons prêché pendant pas mal de temps?".
Autre thème: M. Curtaz a parlé de "professionalizzazione della politica" et cet argument a été en quelque sorte évoqué déjà en commission mais, en ce qui concerne les membres de la majorité, l'évaluation qui avait été faite n'était pas concorde avec celle de M. Curtaz. En effet, je trouve que le collègue en ce moment essaie de mettre à la une cet argument, qui est bien sûr d'actualité mais qui risque d'étouffer les autres éléments qui sont à la base de ce projet de loi.
Et à ce propos je dois donner acte aux collègues Borre et Sandri d'avoir eu le courage de présenter un projet de loi qui risque de ne pas être populaire; ils ont eu un courage et une détermination qui nous ont convaincus, mais notre conviction était aussi renforcée par les analyses que nous avons menées en commission. C'est sur ces analyses que je voudrais revenir, parce que nous voterons ce projet de loi pour une raison simple qui n'est pas celle concernant une requête de la part de toutes les forces politiques de la Commune d'Aoste, ce qui nous démontre d'ailleurs que pas toujours il y a unanimité même à l'intérieur des forces politiques elles-mêmes sur un thème tel que celui-ci: nous voterons ce projet de loi parce que nous sommes conscients que sur ce thème il faut avoir la capacité et la volonté de se substituer à un sujet qui a démontré jusqu'à présent de ne pas savoir régler ses problèmes. Nous n'avons pas le choix: soit nous laissons continuer les choses comme M. Curtaz a dit tout à l'heure ou bien nous fixons des paramètres et sur la base de ceux-ci nous faisons en sorte que l'administration communale ait un degré de responsabilité, mais plus réduit, en fixant elle des montants à l'intérieur de son budget. Moi je l'ai dit en commission et je le répète ici: nous allons par cette mesure nous substituer à la Commune d'Aoste, parce qu'elle n'a pas voulu, ou n'a pas pu ou n'a pas réussi à modifier la règle de comportement précédente.
Dans ce sens donc nous avons été appelés à une responsabilité, que nous avons le devoir de nous assumer, même si pas tout le monde est heureux d'approuver cette loi. C'est une responsabilité à laquelle nos collègues Borre et Sandri nous ont appelés et qu'aussi les collègues Maquignaz et Rini nous ont éveillés sur le plan moral. Il est donc nécessaire qu'on assume toutes nos responsabilités en approuvant cette mesure, pour faire en sorte que ce qui s'est passé ne se reproduise plus. Certes, des doutes nous restent, parce que nous allons approuver une mesure pour un seul sujet. Et donc, demain, ce problème pourrait se représenter. Je pense que l'élément important du débat politique, sur lequel on devra s'interroger, c'est celui-ci, voilà pourquoi on ne peut pas accepter aujourd'hui que sur ce thème on parle de la professionnalisation de la politique. Ce problème est concret, mais très réduit et il aura des reflex moins négatifs sur le plan financier de la Commune d'Aoste par rapport à ce qu'il avait auparavant. Voilà pourquoi je pense que si d'un côté nous allons assumer une mesure un peu extraordinaire, d'autre part nous devons être conscients que, les conditions existantes ne pouvant pas être modifiées par l'administration communale elle-même, nous devons nous assumer cette responsabilité, une responsabilité que nous prenons en toute conscience avec le sentiment que là le problème de la professionnalisation de la politique n'y ait pour rien.
Président - La parole au Conseiller Maquignaz.
Maquignaz (UV) - Volevo fare due o tre considerazioni di ordine generale.
Prima dal collega Curtaz è stato detto che con questa legge viene istituita un'indennità fissa; io dico che non è così perché anzitutto abbiamo messo quel famoso tetto del 15% che è stato chiesto dal comune, ma questo non vuol dire che sia comunque il 15%, in quanto è facoltà del comune decidere e dunque il comune può anche mettere il 3%. Diamo in sostanza la possibilità al comune di decidere la percentuale, per cui il comune può decidere di mettere il 3%, o il 5%, o l'8%, o il 13%.
Si è detto: "verranno stipendiati"; ribadisco un altro concetto: è facoltà del comune decidere se tenere il gettone di presenza o passare in alternativa - sicuramente sarà la scelta che faranno credo all'unanimità - all'indennità di funzione, per cui non è che la Regione li obbliga e gli dà un indirizzo più di quel tanto, ma gli dà la possibilità di decidere con questa legge.
Si è detto poi che il comune rischia di spendere di più: nel 2002 con meno regole abbiamo visto che il comune ha speso più di altri anni, in sostanza vi era un disequilibrio nel bilancio da un anno all'altro. Con quel sistema il comune non riusciva ad avere una verifica chiara sul bilancio annuale, nel senso che ogni anno cambiavano le uscite per gli emolumenti dei consiglieri. Con questa legge diamo comunque la possibilità al comune di sapere a priori le uscite che avrà per quel che concerne questo aspetto.
Volevo poi anche dire che nell'occasione si sono fatte alcune modifiche credo abbastanza importanti; la questione del Consiglio dei sindaci, che verrà istituito prima delle comunali del 2005, è già inserita in questa legge; anche il fatto della trattenuta delle assenze è una cosa che prima non c'era: con il regolamento interno il comune potrà dire che ai consiglieri assenti verrà tolta una parte degli emolumenti. Credo che questo sia un passo avanti, si responsabilizza anche il politico in un certo senso e quello prima non succedeva.
Tornando all'anagrafe patrimoniale, intendevo dire che era legata solo al Comune di Aosta, in effetti nella legge si dice che i Consiglieri comunali del Comune di Aosta e la Giunta di Aosta avranno l'anagrafe patrimoniale, io intendevo in questo senso. È vero, come ha detto il Consigliere Curtaz, che gli enti locali hanno chiesto di togliere l'anagrafe patrimoniale per i comuni piccoli e per i consiglieri comunali, ma questo perché? Credo per cercare di vedere qualcosa di buono in una legge, questa forse è la cosa che ha un senso in quanto viene fatta per la burocrazia, per un consigliere in un comune tenere l'anagrafe patrimoniale… questa è per il comune una questione burocratica, dunque suppongo che gli enti locali abbiano chiesto questo per un fatto di burocrazia interna ai comuni.
Ricordo che anche in commissione meno male tutte le forze politiche hanno votato a favore di questa legge e, riguardo quella famosa percentuale che ha sollevato il Consigliere Curtaz, è vero che la legge era iniziata con delle definizioni chiare: il 10% per i consiglieri e variava fino al 15%; bisogna però dire che si cerca di responsabilizzare il Comune di Aosta, come Regione mettiamo il tetto del 15%, poi sarà il comune a decidere le percentuali da adottare.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Condivido pienamente e ringrazio dell'intervento il Consigliere Pastoret, così come ringrazio i relatori, che hanno illustrato in modo corretto e preciso questa legge. È una legge che non cambia i grandi destini, ma offre alle comunità montane, ai piccoli comuni, al Comune di Aosta qualche strumento in più per andare avanti meglio nel loro lavoro. In questo senso credo che bisogna anche essere molto franchi: non è possibile accettare gli emendamenti dell'opposizione non solo per il merito, ma anche perché credo che questa legge sia stata ampiamente dibattuta nelle commissioni ed è arrivata ad una sintesi, che ha visto una larga maggioranza ritrovarcisi. Penso che ci si debba attenere al testo che è uscito dalla commissione.
Président - La parole au Conseiller Borre.
Borre (UV) - Intervengo brevissimamente per ringraziare il relatore che è stato preciso nella sua illustrazione e il Consigliere Pastoret, che ha espresso quella è l'intenzione del sottoscritto quando con il Consigliere Sandri si è messo a lavorare su questa proposta di legge. Non mi dilungo quindi, ma voglio dire anch'io che i tre emendamenti "dell'Arcobaleno" non sono accettabili, perché più volte in commissione abbiamo discusso su questo problema, arrivando alla conclusione finale del 15% come limite massimo, lasciando all'autonomia del comune e alla verifica della capacità stessa del comune di andare a fissare una percentuale che fosse legata al suo bilancio.
Président - S'il n'y a pas de conseillers qui souhaitent intervenir, je ferme la discussion générale.
On passe à l'examen de la loi, je rappelle que nous discutons sur le nouveau texte qui a été prédisposé par la Ière et la IIe Commission du Conseil.
Je soumets au vote l'article 1er:
Conseillers présents: 26
Votants: 23
Pour: 23
Abstentions: 3 (Curtaz, Riccarand, Squarzino Secondina)
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 2:
Conseillers présents: 27
Votants: 24
Pour: 24
Abstentions: 3 (Curtaz, Riccarand, Squarzino Secondina)
Le Conseil approuve.
Président - A l'article 3 il y a l'amendement n° 1 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:
Emendamento
All'articolo 3 (Inserimento dell'articolo 5 bis), comma 1, la cifra "15 percento" è sostituita dalla cifra "10 percento".
Je le soumets au vote:
Conseillers présents: 27
Votants: 3
Pour: 3
Abstentions: 24 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Ferraris, Fosson, Isabellon, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Salzone, Sandri, Stacchetti, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)
Le Conseil n'approuve pas.
Président - Je soumets au vote l'article 3:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 4:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 5:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 6:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 7:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 8:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 9:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 10:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - A l'article 11 il y a l'amendement n° 2 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:
Emendamento
All'articolo 11 (Sostituzione dell'articolo 26), comma 1, sono cancellate le parole: "Presso i Comuni con popolazione pari o superiore a 15.000 abitanti" e sostituite con le parole "Presso tutti i Comuni".
Je le soumets au vote:
Conseillers présents: 27
Votants: 5
Pour: 3
Contre: 2
Abstentions: 22 (Borre, Caveri, Cesal, Charles Teresa, Fosson, Isabellon, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Salzone, Sandri, Stacchetti, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)
Le Conseil n'approuve pas.
Président - A l'article 11 il y a l'amendement n° 3 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:
Emendamento
All'articolo 11 il 2° comma dell'articolo 26 è cancellato.
Je le soumets au vote:
Conseillers présents: 27
Votants: 5
Pour: 3
Contre: 2
Abstentions: 22 (Borre, Caveri, Cesal, Charles Teresa, Fosson, Isabellon, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Salzone, Sandri, Stacchetti, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)
Le Conseil n'approuve pas.
Président - Je soumets au vote l'article 11:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 12:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote la loi dans son ensemble:
Conseillers présents: 27
Votants: 27
Pour: 24
Contre: 3
Le Conseil approuve.
