Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 522 del 7 aprile 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 522/XII - Aumento del capitale sociale della "Società Autostrade valdostane". (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso:

- che la Società Autostrade Valdostane SAV S.p.A. ha recentemente dato corso a un aumento del capitale sociale;

- che la Regione Valle d'Aosta è azionista della SAV S.p.A. con una quota di partecipazione pari a circa il 28% del capitale sociale;

- che la Giunta regionale, intendendo esercitare il diritto di opzione, ha deliberato la sottoscrizione di nuove azioni, impegnando la somma di € 3.446.809;

ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore delegato per sapere:

1) quali ragioni hanno indotto SAV S.p.A. ad aumentare il capitale sociale e, conseguentemente, quali motivazioni hanno indotto la Giunta regionale a esercitare il diritto di opzione;

2) se ci sono previsioni di investimento sul tratto autostradale di competenza;

3) se sono stati distribuiti dividendi nel corso degli ultimi esercizi: in caso affermativo, in quale misura ne hanno beneficiato le casse regionali.

F.to: Tibaldi - Frassy

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Nell'interrogazione si premette che la "Società Autostrade Valle d'Aosta", di cui la Regione ha il 28% del capitale sociale, ha deliberato in sede assembleare un aumento di capitale sociale e successivamente l'Amministrazione regionale, nella figura della Giunta regionale, ha esercitato il diritto di opzione. Ovviamente questo tipo di aumento è conseguente ad un certo percorso e questo tipo di percorso - metto insieme le domande nn. 1 e 2 - è collegato a tutta una serie di investimenti che la società ha previsto di fare: ecco perché la società ha avviato già nel corso del 2002 una serie di attività rivolte alla presentazione, nei confronti delle autorità competenti, di un piano di investimenti che ha al centro dei lavori di completamento del raccordo del Gran San Bernardo e interventi nell'ambito della sicurezza e dell'ambiente, verso il miglioramento della viabilità di adduzione; questi sono degli interventi per più di 62 milioni di euro. Questo ha delle conseguenze, nel senso che un piano di investimenti così importante deve essere supportato da un piano economico-finanziario.

Nell'ambito dei piani economici finanziari sono diverse le fonti di copertura, innanzitutto vi è da definire l'arco temporale sul quale plasmare il recupero e, nell'ambito di servizi autostradali, abbiamo la necessità di definire le tempistiche della concessione, perché sapete bene che le autostrade sono gestite in un regime di concessione, per cui al termine della concessione le autostrade teoricamente passano in proprietà pubblica. Con questo tipo di investimenti la società ha chiesto una proroga della sua concessione, che è stata stabilita nel 2032, quindi hanno definito questo arco temporale di recupero per una serie di investimenti nel 2032; per contro vi è un rapporto che, da un lato, mette in evidenza i recuperi di tipo economico e in questo ambito viene previsto un percorso tariffario che nel tempo permette al concessionario di recuperare una serie di investimenti; dall'altro, bisogna definire le risorse proprie che il concessionario investe. Nell'economia di questo tipo di percorso la SAV, nel proporre alle autorità competenti questo piano di interventi, ha previsto il raddoppio del capitale sociale, ha previsto un certo tipo di evoluzione tariffaria per far fronte…

(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)

… certo, è un'evoluzione tariffaria perché nel piano economico-finanziario abbiamo degli aumenti e questi aumenti sono stati permessi dall'autorità competente - non certo dalla Regione - che è di circa un 10% annuo; questo è un dato acquisito.

Ricordo per onestà che la SAV si è fatta carico di importanti interventi: il raccordo con la statale del Gran San Bernardo è stato fatto completamente dalla SAV, una serie di interventi nei caselli e quindi delle interferenze con le strade regionali e statali sono stati fatti dalla SAV; quindi questo tipo di investimento necessita in ambito societario di avere un recupero: ecco perché la società ha predisposto questo piano economico-finanziario e quindi nell'ambito assembleare ha previsto il raddoppio del capitale sociale, ma questo raddoppio, deliberato dall'Assemblea, era peraltro legittimato da un percorso che aveva portato l'autorità competente a concedere la proroga della concessione fino al 2032…

(nuova interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)

… credo fosse il 2008, però mi farò carico di darvi l'esatta scadenza della concessione. Perché la Regione ha sottoscritto? Ricordo che la Regione, dal punto di vista statutario, ha la partecipazione del 28% e che, per via di norme statutarie e parasociali, ha una possibilità importante in sede straordinaria di avere un voto vincolante, perché tutta una serie di deliberazioni vengono assunte con almeno il 75% dei voti disponibili in assemblea. Ecco che la Regione, non sottoscrivendo questo aumento di capitale, avrebbe ridotto la sua capacità di intervento in seno all'assemblea fino a vanificare la sua partecipazione, perché ovviamente la partecipazione ha soprattutto obiettivi istituzionali e non di tipo speculativo.

La tratta autostradale è una tratta che ha un'importanza notevole per il "sistema Valle d'Aosta", tanto che a questo proposito vi annuncio che ho partecipato all'assemblea e che ho promosso un incontro, che avremo ai primi del mese di maggio con gli azionisti di riferimento - utilizzo il plurale perché vi saranno il Presidente della Regione e l'Assessore Caveri -, per mettere in atto una serie di misure che vorremmo avessero un intervento e dei benefici diretti sulla nostra comunità. Primo: interventi in materia tariffaria, perché se è vero che è previsto questo tipo di evoluzione, chiederemo l'istituzione di tessere o di "telepass", o l'utilizzo della Carte Vallée, che possa permettere ai residenti in Valle d'Aosta di poter usufruire, perlomeno per attività lavorative sui giorni feriali, riduzioni tariffarie; questo non è qualcosa che ci inventiamo, ma è una cosa che chiediamo fortemente e che crediamo di poter proporre serenamente, senza turbare né gli interessi, né gli equilibri della società, credo sia un obiettivo importante e alla nostra portata. Dopodiché abbiamo l'altro tipo di obiettivo: quello di poter avere una struttura così importante gestita compatibilmente con le esigenze degli enti locali e con le comunità locali. Qui non vado a scomodare interventi che ho avuto modo di leggere su barriere antirumore, su tutta una serie di cose che qualcuno ha promosso, ma se abbiamo un ruolo all'interno della società, abbiamo la possibilità di seguire un certo tipo di percorso, così come abbiamo la possibilità di intervenire su certi lavori che possono essere fatti. Tenete conto che la nostra è una partecipazione di minoranza, ma significativa e quindi sarà questo l'oggetto del nostro incontro, dove Assessori e Presidente cercheranno di rappresentare la società. Terzo obiettivo - qui credo di poter dare parecchi elementi, ma rischio di nuovo di essere "alluvionale" -: abbiamo tutta l'autostrada tecnologica che, parallelamente all'autostrada, percorre la nostra Valle, perché sotto abbiamo una serie di infrastrutture tecnologiche che possono permettere di avere dei collegamenti sulla banda larga, collegamenti informatici, che offrono possibilità alle realtà industriali della Valle ed essere presenti è fondamentale, perché è vero che vi sono altre soluzioni, ma oggi le imprese che vogliono venire in Valle vogliono avere la possibilità di scegliere e quindi non avere un solo gestore; ecco qual è la filosofia: avere una pluralità di offerte. Riteniamo quindi che sia fondamentale essere presenti ed avere voce in capitolo.

Cerco sinteticamente di rispondere anche all'ultima domanda…

(nuova interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)

… è il piano degli investimenti che ho detto, 62 milioni, ho detto nella premessa che rispondevo alle prime due domande, quindi nel piano economico-finanziario, dove sono stati previsti 62 milioni di interventi in ambito ambientale, di sicurezza, di accessibilità stradale, troviamo questo tipo di copertura.

All'ultima domanda, "se sono stati distribuiti dividendi…", rispondo "no", però posso dare l'evoluzione del patrimonio netto, che è la somma del capitale sociale e delle riserve, quindi il capitale proprio della società, che dal 1993 ad oggi ha avuto un'evoluzione particolare. Nel 1993 era 27.630 milioni di lire e nel 2002 era di 57.651 milioni di euro. Questo vuol dire che la società non ha mai distribuito utili, li ha sempre accantonati a riserva, per cui il nostro 28% oggi è da calcolare su 57 milioni (oltre 100 miliardi). È chiaro che, dal punto di vista della cassa, abbiamo una liquidità che non ha avuto una certa risposta, ma, dal punto di vista della nostra proprietà, siamo proprietari del 28% di questo…

(nuova interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)

… patrimonio netto. Se ho detto prima che avevamo 12 milioni, abbiamo raddoppiato e abbiamo detto 24 milioni, vuol dire che tutto il resto è riserve. È una somma algebrica, se do la somma, dico un fattore, per trovare l'altro faccio meno, quindi 57 milioni faccio meno 24. Dopodiché vi è un altro aspetto che devo mettere in evidenza: il discorso delle imposte dell'esercizio, perché qui alla fine della "fiera" nessuno tiene conto della produzione e del gettito fiscale che meno male esiste. Le imposte dell'esercizio 2002 a bilancio e pagate erano 1.883.000, nel 2003 il bilancio approvato è di 2.936.075, quasi 6 miliardi di lire, quindi fate conto di qual è il flusso che queste imposte portano. Fate i vostri conti sui 9/10, quindi, da un certo punto di vista, se dovessimo fare anche il conto della gestione delle casse, credo sarebbe un conto interessante. Tutto è migliorabile, confidiamo molto nell'incontro dei primi di maggio, dove la "task force" del Governo regionale andrà a perorare gli interessi della Valle d'Aosta.

Si dà atto che dalle ore 12,28 riassume la presidenza il Presidente Perron.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Innanzitutto chiederei all'Assessore se ha la cortesia di farci avere il documento dal quale stava attingendo delle informazioni in merito ai 62 milioni di investimenti che sono distribuiti in vari ambiti, sulla base di quello che abbiamo capito. Abbiamo capito bene? Tutto consegnato al Ministero, ci fa piacere, perché così abbiamo modo di approfondire certe conoscenze in merito a questa partecipazione e a questi interventi quantificati in 62 milioni.

Per quanto riguarda il resto, come ritiene strategico la Regione il suo ruolo nella SAV e quale importanza ha questa strategia di appartenenza a tale società, innanzitutto lei ci parla di partecipazione istituzionale della Regione in SAV, che non è da ieri o da oggi che ha un 28% del capitale sociale, ma da tempo. Se questa partecipazione istituzionale si traduce anche in quella attenzione tariffaria che lei prima diceva, allora mi chiedo se questa attenzione nasce da oggi e perché non poteva nascere ieri perché, avendo il 28% della quota, che lei dice è una quota anche importante perché le decisioni in assemblea straordinaria devono avere il 75% del consenso dei soci… noi con il 28% facciamo la differenza…

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

… la risposta di oggi va bene, però il 28% esisteva prima, oggi la Regione con questo aumento di capitale testimonia una volontà di rimanerci e di rimanere per una partecipazione istituzionale. Se questa partecipazione istituzionale deve frenare quella che lei ha definito "un'evoluzione tariffaria" - abbiamo memorizzato le sue parole -, vediamo se da qui a qualche tempo questa evoluzione tariffaria, che negli ultimi 6 mesi ha visto un aumento di due volte delle tariffe chilometriche per quanto riguarda il tratto di competenza… vediamo se le sue parole avranno anche qui un seguito, perché è risaputo che il tratto autostradale della SAV è il più caro d'Italia; di conseguenza se questo ruolo istituzionale deve tradursi in una sorta di calmiere nei confronti di questo aumento, vedremo se questo 28% avrà almeno in questo caso una funzione di freno e di controllo a beneficio della collettività, come ha detto lei, Assessore.

Il secondo passaggio è la partecipazione per quanto riguarda il ruolo degli enti locali sul territorio che condividono un beneficio della medesima partecipazione; cosa si intende con questo? Sappiamo che la SAV ha diversi caselli dislocati sul territorio, che occupano personale con diverse funzioni, vuol dire che ogni amministrazione avrà la possibilità di designare persone all'interno di questi caselli? Assessore, le sue risposte vaghe lasciano spazio alle interpretazioni più diverse; come volete coordinarvi con gli enti locali? Come state facendo a livello di sportello unico per le attività produttive? Oppure la sportelleria avrà altre funzioni e modalità esecutive? Ecco, interventi strutturali… ne ha parlato, ma in maniera molto generica. Lei ha letto quel documento, però naturalmente quel documento contiene delle indicazioni che noi oggi non possediamo, le possiede lei in quanto rappresenta la Regione in quella società.

Sul terzo punto ci dice che la partecipazione in SAV ha un ruolo importante anche sotto un altro profilo, quello tecnologico, perché la nostra autostrada è anche un'autostrada tecnologica. Sì, più volte siamo venuti a discutere in quest'aula di questo aspetto, sulle tecnologie, sui cablaggi, su queste modalità di accesso veloce alla rete. Sappiamo che Valle d'Aosta cablata è costata diversi miliardi 12 anni fa, noi auspichiamo che sia utilizzata da qualcuno, la volta scorsa, quando ci ha risposto, non ci ha detto il nome di un utente di Valle d'Aosta cablata ma, a parte questo, non pensiamo che questa rete tecnologica sia smantellata nell'ipotesi in cui la Regione dismetta una sua partecipazione in SAV, anche perché infatti vi sono degli accordi e delle convenzioni.

Infine, intervenite con quasi 3,5 milioni di euro in una società che raddoppia il capitale sociale, ma la società non poteva attingere a quei 33 milioni di riserve esistenti che derivano da quella differenza sul patrimonio netto che lei ci ha suggerito adesso? Era necessario mettere altri 3,5 milioni di liquidità per sovvenzionare delle iniziative che lei ci ha descritto a grandi linee e che sono più promozionali che concrete? Non poteva piuttosto attingere a del capitale che ha accumulato in questi anni in misura alquanto significativa, perché ha detto che siamo arrivati a 57 milioni di patrimonio netto nel 2002 di cui 33 milioni di riserve, cioè di liquidità disponibile; a lei le conclusioni, Assessore!