Oggetto del Consiglio n. 514 del 7 aprile 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 514/XII - Situazione degli immobili di proprietà regionale concessi in locazione. (Interrogazione)
Interrogazione
Richiamato il contenuto della risposta scritta, datata 31 dicembre 2003, all'interrogazione del sottoscritto consigliere, avente per oggetto le problematiche relative agli immobili concessi in locazione, in comodato o in concessione dalla Regione;
Osservato che dall'elenco contenuto nella citata risposta emerge una situazione di diffuso ritardo nei rinnovi, nei rilasci, nel recupero dei canoni dovuti dai conduttori e dai concessionari;
Creduto opportuno conoscere le cause di ritardi incompatibili con gli obbiettivi di una buona amministrazione;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
L'Assessore competente per sapere:
1) quanti sono i contratti di immobili regionali ancora in attesa di rinnovo, di regolarizzazione, di trasformazione, di rilascio;
2) quanti sono i contratti in cui sono accertate morosità e a quanto ammontano complessivamente le morosità maturate;
3) quali sono le cause degli accertati ritardi e perché non si è ancora provveduto a superare le criticità emerse.
F.to: Curtaz
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - L'interrogante nelle premesse dell'iniziativa si richiama ad un'interrogazione scritta a cui era stata data risposta nel 2003 e, sulla scorta delle informazioni allora fornite, chiede una serie di dati a cui spero di rispondere in modo puntuale.
Una richiesta è relativa a "quanti sono i contratti di immobili regionali ancora in attesa di rinnovo, di regolazione, di trasformazione e di rilascio"; evidentemente questo presuppone che nella risposta scritta sia emersa una situazione dove tutta una serie di posizioni non erano regolarmente accompagnate da contratti. Questo è anche il motivo per cui la Giunta regionale, in una delle sue sedute passate, ha formulato due disegni di legge per intervenire su una legislazione che deve vedere dei progressi. Sulle posizioni specifiche, rispetto alle situazioni pregresse che sono oggetto di interesse, potrei riassumere in questi termini: 7 posizioni regolarizzate mediante stipula di contratto di locazione; 6 posizioni per le quali è stata completata la fase istruttoria e il contratto è stato approvato dalla Giunta regionale; 9 posizioni per le quali è in corso l'avanzata istruttoria; 2 posizioni per le quali è iniziata l'attività istruttoria. Abbiamo quindi un percorso che evidenzia un'attività importante per definire tutte le posizioni pregresse. Ricordo anche che, in uno dei due disegni di legge approvati dalla Giunta - che verranno discussi all'interno delle commissioni, per poi approdare al Consiglio -, l'abrogazione della legge n. 1/1998 è prevista per il 1° gennaio 2005, quindi il tempo necessario per definire con tale legge è da qui a fine anno.
Nella seconda richiesta mi si chiede: "quanti sono i contratti in cui sono accertate morosità e a quanto ammontano le morosità maturate". È ovvio che, per le posizioni regolarizzate, non abbiamo morosità, perché, nell'ambito della definizione del contratto, abbiamo, da un lato, la regolazione dei rapporti futuri; dall'altro, il pagamento del pregresso o una sua rateizzazione previa garanzia; per cui, per le posizioni che hanno visto una sottoscrizione contrattuale, abbiamo una situazione perfettamente in linea. Al contrario, tutte le altre posizioni senza ancora una definizione hanno un credito complessivo, che risulta agli atti, di oltre 5 milioni di euro. Questa è una cifra indicativa, perché vi sono ancora due posizioni in cui è in corso la determinazione del valore dell'immobile. Ricordo che la legge n. 1/1998 ha una determinazione del canone in virtù del valore, quindi la sua applicazione ha la necessità di una sua definizione.
La terza domanda è quella più interessante: si chiedono lumi di quali siano "le cause degli accertati ritardi e perché non si è ancora provveduto a superare le criticità emerse". È chiaro che questo tipo di ragionamento, parlando di posizioni pregresse, parte da lontano, parte ancora prima della legge n. 1/1998. Nell'ambito della stipula di questi contratti vi era una forte indeterminatezza per la definizione del valore dell'immobile e quindi la nascita di continui contenziosi che la legge n. 1/1998 si era prefissata di superare indicando una sorta di automatismo, di procedura guidata che permetteva una definizione specifica del canone di locazione. Ricordo anche che, dalla data di approvazione di tale legge ad oggi, abbiamo poi avuto un momento di sospensione causato dall'alluvione. Rammento ancora che, purtroppo, la legge n. 1/1998 aveva in sé delle difficoltà applicative derivanti dalla gestione di più strutture nell'ambito dell'Amministrazione regionale: avevamo la Presidenza della Regione, l'Assessorato del bilancio, l'Assessorato delle attività produttive. In questa legislatura il Governo ha voluto semplificare e tutte queste attività sono state attribuite alla Direzione del contenzioso civile della Presidenza della Regione, per cui, preso atto di questa situazione, l'attività è stata radicalmente modificata dal punto di vista delle procedure, concentrando in un'unica direzione tutta l'attività. Sempre per capire quali possono essere i motivi, vi sono tutta una serie di immobili il cui stato di conservazione è tale che, nell'ambito del procedimento amministrativo finalizzato alla stipulazione del contratto, emerge da parte di alcune imprese l'esigenza che, nel determinare il valore dell'immobile ai fini del calcolo, venga esclusa la parte di fabbricato inutilizzabile, perché vi sono alcune parti che sono inutilizzabili, in alternativa che detta parte venga ripristinata; ciò comporta notevoli rallentamenti nel procedimento dovuti alla necessità di acquisire le valutazioni delle strutture regionali competenti in materia di opere edili. Durante le trattative emerge ancora che le imprese hanno sostenuto delle spese di competenza dell'Amministrazione regionale in relazione ad interventi urgenti, che necessitano a questo punto di essere valutate prima ancora di essere riconosciute e devono trovare una collocazione finanziaria in un'eventuale compensazione a valere o sui canoni futuri, o sul debito pregresso, pertanto anche questo tipo di problematica comporta dei ritardi.
Quello che è sicuro - e che emerge dalle poche parole che ho cercato di rappresentarvi - è che l'attività di ridefinizione è un'attività sulla quale il Governo si è concentrato e ha investito importanti risorse umane e particolari sforzi. Riteniamo che questo iter permetta entro la fine dell'anno di definire, a legislazione vigente, tutta questa attività che nel tempo si è accumulata. Reputiamo tuttavia che questo tipo di approccio all'interno dell'Amministrazione regionale non sia il migliore, proprio perché all'interno della stessa deve essere fatta un'attività istituzionale, un'attività che è specifica. La gestione di un patrimonio immobiliare industriale, ancorché coerente con gli obiettivi dell'Amministrazione regionale, è gestibile correttamente con degli strumenti di diritto privato, con soggetti che hanno una procedura e una maturazione della volontà che è un po' slegata da un percorso burocratico che purtroppo vincola l'Amministrazione regionale; vi sono decisioni che devono essere prese tempestivamente e il fatto di assumere determinate decisioni in un certo momento accorcia in modo esagerato i tempi perché, se le situazioni non trovano un'immediata risposta, portano obbligatoriamente a dei percorsi che allungano a dismisura i tempi. Fatemi dire, se vi sono dei lavori urgenti che devono essere effettuati, dobbiamo avere un modo immediato di intervenire; se così non fosse, avremmo delle situazioni dove obbligatoriamente va introdotto un percorso, dove bisogna prima di tutto verificare l'urgenza, la congruità e quindi allontanarci dall'obiettivo. Credo che, immodestamente e a nome del Governo, questo stia a rappresentare uno sforzo enorme e un'attenzione particolare a risolvere una criticità che tutti noi abbiamo intravisto in questi settori e spero che gli interventi su questo dossier siano "ad adiuvandum", per cercare di dare un contributo per risolvere un problema non del Governo, ma di tutto il sistema; per cui se vi sono dei consigli, sicuramente siamo qui ad accoglierli, ben lieti di avere un contributo.
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per i dati che ha fornito, tuttavia devo dire altrettanto immodestamente all'Assessore che, se questo tema è giunto al dibattito di questo Consiglio e vi ha spinto ad una qualche attività, forse una parte di merito ce l'hanno i gruppi di opposizione, che in questi mesi si sono fatti carico di portare in questa sede il tema, perché ho l'impressione che, se non fosse per il nostro gruppo e per altri gruppi di opposizione che hanno ripetutamente portato alla sua attenzione questo tema, saremmo ancora alla situazione di partenza. Non so quanti passi in avanti sono stati fatti con questa razionalizzazione; può darsi di sì, i dati non sono stati forniti…
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
… sì, questo l'ho capito, 7 contratti sono una cifra un po'… la Consigliera Squarzino mi suggerisce che 186 erano i contratti a cui si faceva riferimento, stiamo parlando del pregresso, delle cose non regolari… vi è stato qualche passo in avanti innegabile, però sarebbe stato forse più opportuno, quando si danno i dati di quello che è stato fatto, accostarli ad un dato complessivo, ad una percentuale o un qualcosa, in modo che chi deve valutare i dati, possa rendersi conto se è stato fatto un piccolo o un grosso passo verso la soluzione del problema. Il dato - non sorprendente - a parer mio più significativo ed allarmante è quello delle morosità, perché avremmo pure fatto dei passi in avanti, ma il dato fornito dall'Assessore di un credito complessivo della Regione per oltre 5 milioni di euro - oltre 10 miliardi del vecchio conio - ci dà il "peso" di questa vicenda. La Regione deve recuperare, non ha finora incassato oltre 10 miliardi di lire da persone che utilizzano a proprio favore immobili di proprietà della Regione: mi sembra una cosa non da poco! Ben vengano quindi iniziative tendenti a risolvere questo problema. Ci siamo ben annotati questa promessa dell'Assessore che, entro la fine del 2004, intende risolvere le situazioni pregresse; aspettiamo e valuteremo più approfonditamente questo disegno di legge, che, se non abbiamo capito male, tenderebbe a far gestire questa "patata bollente" all'ennesima società a partecipazione pubblica in questa Regione, con dei benefici innegabili per l'Assessorato, perché sarebbe "scaricato" del lavoro, si troverà posto per altre persone che ambiscono ad un consiglio di amministrazione, si toglierà la scomoda esigenza di rispondere a qualche consigliere in Consiglio regionale, perché io sono anni che lamento il diffondersi di una situazione che investe la democrazia in questa Regione!
Mi ha fatto piacere 15 giorni fa leggere su "La Stampa" un articolo del responsabile locale, Martinet, su questo punto: "il fatto che si vada a gestire sempre più la pubblica amministrazione attraverso società di capitali espropria questa Regione di democrazia". Vogliamo fare una riflessione su questo punto? Perché siete sempre solo voi a decidere, e intendo una o due persone, se non la Giunta! Chi sono gli amministratori di queste società, quali sono le politiche che queste società devono perseguire? Lo vediamo adesso sulla vicenda del Casinò: il Consiglio regionale, che dovrebbe essere l'organo centrale della politica regionale, è del tutto espropriato. Prendiamo atto che anche su questa vicenda, con tutte le ragioni che si potranno paventare, vi è il rischio di andare ulteriormente in quella situazione. Faccio un'unica battuta: senza dire che tutti questi problemi adombrati dall'Assessore per una gestione diretta sono veri dal punto di vista gestionale… glielo riconosco ma, dal punto di vista giuridico, no, perché la Regione in questo caso agisce "iure privatorum" e quindi non ha nessuno di questi impicci burocratici che l'Assessore ha rappresentato.
Si dà atto che dalle ore 10,49 presiede il Vicepresidente Lanièce.
