Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 254 del 20 novembre 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 254/XII - Impegno per il rilancio dell'area produttiva ex Saiform di Arnad. (Reiezione di mozione)

Mozione

Premesso:

- che l'insediamento ex Saiform di Arnad, di proprietà regionale, giace da anni inutilizzato e in uno stato di fatiscenza, malgrado ci sia una crescente domanda di spazi produttivi da parte degli imprenditori valdostani;

- che la riconversione dell'area interessa una decina di piccoli imprenditori e artigiani valdostani, che hanno già da tempo manifestato la disponibilità ad insediarsi con le rispettive aziende;

- che le loro buone intenzioni, inclusi gli oneri dell'adeguamento e della rimessa in opera dei capannoni, sono inibite da una perdurante e ingiustificata attesa imposta dall'Amministrazione regionale;

- che la stessa Amministrazione comunale di Arnad invoca, nell'obiettivo di migliorare la complessiva riqualificazione urbana e territoriale, la riconversione dell'area industriale ex Saiform;

- che la Regione ha il compito di promuovere lo sviluppo imprenditoriale sul suo territorio, favorendo gli investimenti degli operatori economici e incentivando l'occupazione;

ciò premesso, il Consiglio regionale

Impegna

l'Assessore delegato ad accelerare la definizione delle procedure burocratiche finalizzate al rilancio dell'area produttiva ex Saiform di Arnad e ad avviare, entro la fine del corrente mese, l'insediamento delle attività artigiane conformi ai requisiti richiesti.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Vi è un filo conduttore fra la mozione precedente e questa in quanto si parla di economia reale, di quella economia reale valdostana che sta dando, a nostro avviso, "colpi di tosse" preoccupanti. La Regione in qualche maniera, senza piegarsi o intervenire secondo logiche assistenzialistiche, avrebbe, dovrebbe o potrebbe avere l'onere di provvedere a dare spazio a quei servizi e a quelle infrastrutture di cui purtroppo ancora le stesse imprese oggi soffrono la carenza. La mozione tratta una questione specifica, ovvero l'insediamento ex "Saiform" di Arnad, un insediamento che è stato teatro di un'attività industriale in un ormai lontano passato e sulle cui ceneri oggi vi sarebbe la possibilità di dare vita a nuovi soggetti imprenditoriali. Si parla di piccole imprese artigiane che hanno inoltrato la richiesta di poter fruire di spazi rientranti nel perimetro di questo insediamento della bassa Valle, ora giacente pressoché dimenticato nei pressi di una strada statale e osservabile da tutti in questo stato di profondo abbandono.

Vorremmo proporre, illustrando questa mozione, una sorta di riepilogo della vicenda che ha inizio nel 1996 quando la "Saiform S.p.A." viene dichiarata fallita con una sentenza del tribunale. Lo stabilimento ubicato in Arnad è di proprietà regionale. Passano 2 anni e mezzo, si arriva alla primavera del 1999 quando la Regione assegna a due imprese: "l'Elettra Arnad S.r.l." e la "Mont-Blanc Dolciaria S.p.A.", due distinte porzioni di questo stabilimento con due distinte deliberazioni di Giunta. La breve cronistoria che facciamo si rifà a deliberazioni di Giunta che sono state reperite dagli archivi. Entrambe queste assegnazioni sono in regime di comodato e prevedono un contributo, tramite "Finaosta", in gestione speciale a favore di queste due realtà produttive, per l'adeguamento della struttura alle proprie esigenze produttive.

Intanto nel 2000, poco prima dell'evento alluvionale - estate del 2000 -, il "curatore fallimentare della Saiform" provvede la riconsegna alla Regione di questi spazi utilizzati a suo tempo dall'impresa industriale. La Regione ha avviato, subito dopo l'alluvione, una bonifica dell'insediamento per rimuovere i residui delle precedenti lavorazioni industriali e dei conseguenti fenomeni di inquinamento. Le spese sostenute dall'ente pubblico, sia attraverso degli appalti, sia attraverso opere realizzate in economia, sono notevoli.

Le assegnazioni alla "Elettra Arnad" e alla "Mont-Blanc Dolciaria" però non hanno esito particolarmente felice, perché nel 2002 la "Mont-Blanc Dolciaria", in seguito ad una grave crisi economica, finanziaria e commerciale, viene messa in liquidazione e recede da questo contratto di comodato che riguarda una porzione dello stabilimento ex "Saiform". Estate 2002: "l'Elettra Arnad", che non si è ancora insediata nell'area produttiva assegnatale, ridimensiona gli spazi necessari a svolgere la propria attività. Con un accordo scritto poco prima ha autorizzato un'impresa artigiana individuale, la "Broglia" di Arnad, a richiedere alla Regione la locazione di una porzione di quasi 1.200 metri quadri, la stessa superficie inizialmente concessa alla stessa "Elettra Arnad", cioè questa azienda dà la propria disponibilità affinché la Regione ceda in locazione a questa impresa artigiana la superficie inizialmente a lei assegnata. Qui abbiamo un primo fatto che ci fa riflettere. La Regione, sempre nel giugno 2002, approva la concessione in locazione a questa impresa artigiana di questo spazio precedentemente assegnato alla "Elettra Arnad" ed incarica il Dipartimento legislativo e legale della Presidenza della Regione di disporre la stipulazione di un contratto, cioè la Regione dice: "Caro artigiano puoi insediarti in questo spazio, 1.200 metri quadrati, affinché tu possa razionalizzare e concentrare la tua attività produttiva, nel frattempo che noi ti diamo l'assenso, il Dipartimento legislativo e legale della Presidenza della Regione provvederà a redigere formale contratto di locazione". Oggi, a distanza di un anno e più, non si ha ancora traccia di questo contratto. È una situazione paradossale, perché qui si "incaglia" uno dei tanti artigiani che ha fatto richiesta degli spazi locativi, che ha la necessità di fruire di un insediamento. Ha una situazione economica in regola, ha tutti i presupposti che sono richiesti ad un imprenditore per poter creare sviluppo, occupazione e ricchezza non solo per sé stesso, ma per chi lavora con lui e per la collettività alla quale appartiene ma, paradossalmente, sembra che l'ente pubblico - in questo caso la Regione - "metta un piede sul freno" e dica: "no, qui non si riesce ad andare avanti", non si riesce ad andare avanti perché manca un pezzo di carta, in questo caso un contratto. È una situazione paradossale, esattamente opposta a quella della Centrale del latte, dove "l'inquilino" ha occupato i locali senza pagare neppure il canone locativo: "l'Abit" a Gressan ha fruito dei locali e non ha pagato una lira o un euro di canone; qui vi sono artigiani del posto - quindi non avventurieri di fuori Valle - disponibili a mettere di tasca propria il denaro per locare uno spazio, per ristrutturarlo e adeguarlo alle proprie esigenze produttive, per dare lavoro e creare sviluppo e non si sa per quale ragione - forse dopo qualcuno della Giunta avrà il piacere di spiegarcelo - "non arriva", non vi sono i presupposti formali, procedurali, burocratici per poter dare il via a questa azienda.

Contestualmente a questo incarico tuttora inadempiuto, alla "Finaosta" viene conferito l'impegno di concedere un contributo in conto capitale per le opere di adeguamento strutturale; tengo a precisare che il contributo riconosciuto all'artigiano copre una parte percentuale di tutto un impegno finanziario che grava per la maggior quota sulle tasche dello stesso imprenditore.

Nel febbraio 2002 si innesta una nuova situazione: la "Tecnosystem S.p.A.", con sede legale ed operativa in Mercenasco in Provincia di Torino, che opera nel settore della componentistica elettronica, chiede alla Regione di poter disporre di locali adeguati all'avviamento di una nuova unità operativa. Il 9 settembre 2002 la Regione approva la cessione in locazione a questa azienda della porzione di stabilimento a suo tempo occupata dalla "Mont-Blanc Dolciaria", che era l'altra azienda, nel frattempo però crollata a seguito di una crisi economica particolare e anche del settore. La Regione approva questa cessione alla "Tecnosystem" con le stesse modalità riconosciute anche ad altri, concedendo un contributo su una parte dei costi sostenuti per le opere di adeguamento della struttura; lo schema di contratto viene approvato un anno dopo, il 3 febbraio 2003.

Maggio 2003: la Regione revoca la concessione in locazione alla "Elettra Arnad" e annesso contributo, perché la stessa non ha ancora effettuato alcun intervento di adeguamento dell'immobile alle proprie esigenze produttive, né ha perfezionato il previsto contratto di comodato. Sarebbe interessante capire quali sono i criteri che prevedono per alcuni la scelta della logica del comodato e per altri invece la formula della locazione.

Settembre 2003: la Regione revoca la concessione in locazione alla "Tecnosystem" e annesso contributo, perché questa azienda ha rinunciato ad insediarsi ad Arnad e ha chiesto di trasferirsi nel fabbricato industriale "Les Arcades" di Pont-Saint-Martin, ed esprime il suo assenso alla nuova ipotesi locativa. Questo almeno si evince dalle deliberazioni; in realtà, leggendo i giornali di oggi, sembra che la "Tecnosystem" lasci anche la bassa Valle perché la Regione continua a tenerla sulla corda per oltre un anno a mezzo.

Questa la cronistoria che abbiamo rilevato dai documenti ufficiali della Regione. Qui vi è un gruppo di artigiani, una parte dei quali si starebbe organizzando in consorzio attraverso una formula consortile per poter occupare i distinti lotti che costituiscono questo immenso stabilimento, pari a 8.000 metri quadri. Dico "immenso" perché, rispetto al Paese di Arnad, oggi è un'area a vocazione industriale - presumo domani a vocazione artigianale - di tutto rispetto ed anche importante se si pensa all'esiguità degli spazi disponibili da destinare in Valle d'Aosta ad attività produttive. Rispondendo ad una nostra interrogazione sul "caso Termoplay", l'Assessore Ferraris sottolineò come, a causa dell'orografia accidentata del nostro territorio e delle proprietà limitate della Regione a livello immobiliare, solo l'11% degli spazi appartenenti al parco immobiliare regionale fosse a destinazione industriale.

Dicevo, in questo spazio insediativo importante - importante per la superficie e per la localizzazione in prossimità a strade a grande e veloce percorrenza - non si riesce praticamente a trasformare un'attività industriale, che ora si è estinta, e a creare, naturalmente a dare vita a nuove attività artigiane. Vi sono artigiani di Arnad, o in forma consortile o in forma individuale, che hanno fatto richiesta; si tratta di una decina di imprese in tutto, che sono a testimonianza di questa carenza di attenzione e di sensibilità che la burocrazia ma, prima ancora della burocrazia, la politica regionale riserva all'economia reale, alle piccole imprese che anche qui in Valle d'Aosta - e l'Assessore conosce molto meglio di noi i numeri - sono il tessuto connettivo del nostro sistema economico.

Alla luce di questa premessa, ci piacerebbe sapere quali sono le intenzioni della Giunta in merito e ci spingiamo un po' più in là: non solo ci fermiamo alle mere intenzioni - che ci comunicherà l'Assessore o chi per esso -, ma formuliamo una proposta che va nella direzione di accelerare la definizione di queste procedure. Procedure burocratiche che sono "impantanate" da diversi mesi - per l'impresa individuale artigiana di Arnad di cui vi dicevo addirittura da 3 anni ed è paradossale -, che stanno impedendo il rilancio di un'area produttiva e stanno soprattutto creando danni agli imprenditori che hanno investito, hanno chiesto prestiti agli istituti di credito, hanno dei contributi in giacenza a fondo perso da parte della "Finaosta", che rischiano di essere revocati, perché vi è fra gli uffici della Regione - non si capisce ancora bene, probabilmente fra l'Assessorato dell'industria e la Presidenza della Regione o l'Assessorato delle finanze - una sorta di palleggiamento senza fine di responsabilità che sta danneggiando gli artigiani. In particolare se un artigiano prevede di insediarsi in un'area entro un tempo determinato, è anche immaginabile che lui organizzi il suo lavoro e quindi assuma ordini o commesse, facendo riferimento al fatto che domani, dopo domani, o nell'arco di un termine breve e ragionevole, potrà disporre di uno spazio produttivo; così non è, anzi vi sono persone che stanno già lamentando in maniera composta ed educata dei danni. Forse l'Assessore queste cose non le sa ancora, perché non sono arrivate lettere di diffida o di richiesta di danni, però si metta nei panni di chi deve lavorare, di chi ha un'impresa, dei dipendenti e deve quindi organizzare i fattori produttivi!

Tra i componenti del nuovo Consiglio regionale vi sono diversi colleghi della bassa Valle - fra i quali il Presidente della IV Commissione, Praduroux, che sappiamo essere stato sollecitato in merito a questo problema, ora non lo vedo in aula… sappiamo esserci altri consiglieri, tra i quali un imprenditore, il Consigliere Fey, che possono conoscere o già conoscono, direttamente o indirettamente, tale vicenda. Vicenda relativamente alla quale noi proponiamo una soluzione che ci sembra assolutamente congrua e ragionevole: proponiamo di slegare questo nodo che oggi impedisce l'avvio di attività produttive e soprattutto di fare in modo che né la burocrazia, né la politica non possano più in maniera insulsa impedire l'avvio di queste attività. Il termine che a noi sembra ragionevole è la fine del mese, d'altronde si tratta di firme, di carta, non di costruire stabilimenti e soprattutto perché ormai sono mesi - se non anni per qualcuno, se si pensa che il "fallimento Saiform" rimane al 1996 - che si attende invano la riconversione di questo importante edificio. Spetta a voi del Governo regionale dare un'eventuale e plausibile risposta.

Si dà atto che, dalle ore 16,32 alle ore 16,52, presiede il Vicepresidente Nicco.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Se non vi sono interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - Ringrazio il collega Tibaldi per questa mozione che mi consente di portare alcuni elementi di informazione in questa aula.

Non rifarò la ricostruzione cronologica che è stata fatta, i dati che derivano da questa ricostruzione sono che nell'area erano in attività, successivamente al fallimento della "Saiform", la "Mont-Blanc Dolciaria", che ha chiuso a fine 2001 e si è sciolta nel 2002… che questa area successivamente è stata allocata alla "Tecnosystem", che ha rinunciato il 15 settembre. Sui tempi va detto, Consigliere Tibaldi, che la "Tecnosystem", prima della deliberazione di Giunta che avrebbe dato vita alla stipulazione del contratto, a fronte di una predisposizione di un atto definito, ha chiesto una modifica dell'atto stesso, nel senso che, invece di 6 anni più 6 del contratto, ne ha richiesti 7 più 7 e in più ha posto il problema di una diversa ripartizione per quanto concerne le spese legate alle manutenzioni straordinarie. Il venire incontro alle richieste dell'azienda ha indubbiamente comportato del tempo ma, se dobbiamo essere accusati perché veniamo incontro alle esigenze delle aziende… benissimo, ci comporteremo diversamente in futuro… sicuramente non sarà così, perché la priorità dell'interesse aziendale venga comunque avanti. In ogni caso, per quanto riguarda la "questione Tecnosystem" e gli articoli che sono comparsi oggi sui giornali, il problema è uno: che questa società, dopo aver dichiarato, con lettera scritta all'Assessorato in data 9 settembre 2002, la disponibilità a trasferire la sede in Valle d'Aosta, nel momento in cui è stata assegnata l'area - il 20 ottobre -, ci ha detto che non intendeva più portare la sede in Valle. Ora, nel momento in cui la "Finaosta" dà un contributo con gestione speciale… lo statuto e la legge istitutiva della "Finaosta" prevedono che questa possa essere fatta solo con aziende con sede in Valle, di conseguenza mi pare che il comportamento della "Tecnosystem" si commenti da solo. Credo che non vi sia al mondo altra società a cui viene offerta prima una sede… questa società, sulla base di valutazioni legate alla crisi economica, decide di andare in una seconda sede, poi neppure la seconda sede va bene, perché loro la sede non la vogliono portare in Valle. Noi abbiamo detto: "benissimo, se non volete portare la sede in Valle, costituite una S.r.l."; ci hanno risposto che non va bene neanche la S.r.l.. Credo che questo si commenti da solo.

Per quanto riguarda la questione della "Elettra Arnad", vi è una carenza di aree in Valle e ho avuto modo, nei primi mesi di quest'anno, di avere incontri con gli artigiani e con il Sindaco di Arnad, per affrontare il problema, tant'è che la lettera inviata all'Assessorato il 23 giugno 2003 da un comitato promotore per l'area artigianale è una conseguenza del suggerimento dato a questi artigiani. Ora, la vicenda di quest'area è abbastanza complicata, perché la "Mont-Blanc Dolciaria" chiude, la "Tecnosystem" cambia la propria posizione e si aggiunge un terzo soggetto: la "GPS Standard", che è uno stabilimento occupante un'area industriale adiacente all'area ex "Saiform". Questa società, che aveva negli anni scorsi tentato di acquistare una porzione di terreno, ha ultimamente manifestato la propria disponibilità ad utilizzare parte dell'area ex "Saiform", in particolare la parte uffici che è quella prospiciente la statale.

In quale situazione ci troviamo oggi? L'impresa "Broglia", che ho avuto modo di incontrare i primi giorni di questa settimana, venuta a conoscenza del fatto che la "Tecnosystem" non occupa più quell'area, ha richiesto - seguirà una richiesta scritta - di trasferirsi in una porzione del capannone "Saiform", che è quello prospiciente la montagna, dalla parte opposta a quello della strada. Questo comporta una rimodifica degli atti che sono stati fatti nel frattempo, perché l'impresa "Broglia" ha avuto questa vicissitudine. È stata fatta una deliberazione nei confronti dell'impresa "Broglia" come impresa artigiana, le è stata assegnata l'area e voi sapete che il sistema di locazione nella Regione è concepito in modo tale che, se un'impresa è industriale o è una cooperativa, ha un determinato valore della locazione che è legato ai valori previsti dalla legge n. 1 - il 2% per le imprese industriali e l'1% per le imprese cooperative -, mentre non è previsto nulla nella legge per quanto riguarda le imprese artigiane, che vedrebbero la loro locazione valutata a prezzi di mercato. L'impresa "Broglia" cosa ha pensato di fare? Ha modificato la ragione sociale e quindi da società artigiana è diventata una società che può rientrare nelle norme previste dalla legge n. 1. Questo ha comportato del tempo, ma il fatto che la "Tecnosystem" abbia lasciato l'immobile, ha comportato un'ulteriore valutazione dell'impresa, che è quella di dire: "sapendo che questa porzione è vuota, richiedo una porzione dell'area "Mont-Blanc Dolciaria", ex "Tecnosystem"". Non vi è alcun motivo perché questa area non venga assegnata a questa impresa, per cui noi, per formalizzare gli atti di assegnazione di questa area, aspettiamo una richiesta esplicita dell'impresa. Non vedo perché non dovremmo venire incontro ad una richiesta di utilizzazione di una porzione di capannone, che renderebbe meglio utilizzabile il resto dell'area, tenuto conto del fatto che abbiamo a che fare con imprese artigiane e industriali che insistono sulla stessa area.

In questo momento stiamo cercando di ottimizzare l'utilizzo dell'area, abbiamo trovato una soluzione per quanto riguarda l'impresa "Broglia", stiamo vedendo con le imprese artigiane come affrontare la questione, tenuto conto del fatto che è necessario un ulteriore passaggio. Nella mozione si chiede di accelerare la definizione delle procedure burocratiche finalizzate al rilancio dell'area produttiva e di avviare, entro la fine del corrente mese, la formalizzazione del tutto, ma vi è un problema tecnico: non abbiamo un soggetto costituito di tipo consortile a cui affidare quest'area, anche perché la richiesta degli imprenditori artigiani è una richiesta di carattere generale, con cui si dichiarano interessati all'insediamento dell'area, ma non ci dicono quanta superficie necessita l'impresa A o l'impresa B, eccetera. Per cui noi condividiamo la necessità di giungere in tempi brevi all'assegnazione dell'area, partendo dal presupposto che, per quanto riguarda l'impresa "Broglia", la situazione è stata definita, mentre, per quanto concerne gli altri attori, cioè la "GPS Standard" e gli imprenditori artigiani, occorre trovare una soluzione che consenta loro di fare una planimetria dell'area che, sulla base delle richieste da loro effettuate, consenta di affrontare al meglio questa questione.

È una questione che ha avuto delle vicissitudini complicate nel tempo, ma vi posso assicurare che non vi è stata dimenticanza, anzi se vi è stata una richiesta da parte degli imprenditori artigiani, questa è stata suscitata dalle riunioni che il sottoscritto ha fatto con le imprese artigiane, proprio perché si era venuti a conoscenza che alcune imprese di quella zona avevano necessità di aree. Voi sapete che questo è un problema alquanto diffuso nella Regione, vista la carenza delle aree stesse. Da questo punto di vista, non condivido il fatto che vi siano state delle dimenticanze e aggiungo che non è assolutamente possibile rispondere in modo affermativo alla richiesta prevista dalla mozione, perché non vi sono i tempi tecnici per concluderla, anche perché manca il soggetto giuridico con cui raggiungere l'accordo. Chiedo quindi ai proponenti di ritirare la mozione, in caso contrario ci asterremo.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Vede, Assessore, lei, rispondendo a questa mozione, si atteggia un po' come una vittima che è perseguitata da qualcuno, mentre in realtà, insieme ai colleghi di Giunta, è il carnefice di una situazione che si sta verificando in quel di Arnad (e non solo). Lei ha detto: "noi non vogliamo essere accusati di non venire incontro alle esigenze delle aziende, perché non è vero". In realtà non è così, perché non siamo solo noi a dirlo, a denunciarlo in quest'aula - non solo attraverso questa mozione, ma anche attraverso altri atti ispettivi - perché, se lei passa in rassegna non solo quanto hanno pubblicato i giornali, ma anche quanto dicono i sindacati, che sono istituzioni alle quali voi prestate attenzione, almeno quanto vi conviene… Il Sig. Bruno Albertinelli del sindacato CGIL, in merito alla "Tecnosystem", ha dichiarato: "La colpa è di una burocrazia miope, che farà perdere altri posti di lavoro in bassa Valle, zona già in difficoltà per la crisi dell'indotto auto e di un'azienda che ha buone prospettive. I vertici "Tecnosystem", visti i tempi regionali biblici, hanno deciso di portare armi e bagagli a Mercenasco, lasciando a piedi i lavoratori valdostani". Il SAVT, altro sindacato, altra parrocchia, in merito alla "questione Termoplay", ha detto: "Il sindacato SAVT industria esprime forte preoccupazione per la situazione industriale valdostana e sottolinea come la lentezza decisionale ed operativa riscontrata nell'ambito dell'Amministrazione regionale competente abbia contribuito ad indebolire una situazione già precaria".

Questa sua flemma, questo suo non dico ottimismo perché, a parte i tempi, non mi sembrava di vedere molto ottimismo, molto entusiasmo nel suo intervento… non lo diciamo solo noi, qui vi sono delle situazioni ormai croniche che sono anche testimoniate da imprenditori, da sindacati; quando un imprenditore come Cleto Benin dice: "Me ne vado dalla Valle d'Aosta perché si fanno solo chiacchiere da cortile"… non lo abbiamo detto noi in quest'aula, lo ha detto qualcun altro, si è anche assunto la responsabilità di questa affermazione.

Per tornare a bomba sulla "questione Saiform", non "vestitevi" da perseguitati o da vittime, perché, in realtà, siete voi gli artefici di questo freno allo sviluppo imprenditoriale in Valle d'Aosta! Siete voi - "in primis" la parte politica e a cascata la burocrazia, che dalla parte politica viene governata - a rallentare quello che potrebbe essere un percorso naturale di crescita di un'economia reale, che in Valle d'Aosta invece stenta a crescere, nonostante tutti i presupposti finanziari, di ricchezza monetaria che vantiamo e che abbiamo vantato recentemente in conferenza stampa di presentazione del bilancio qualche giorno fa - 2,1 miliardi -, per poi trovarci "ingessati" di fronte a delle questioni tecniche burocratiche, che possono essere risolte o con una telefonata, o con una firma su un documento.

I tempi non sono stretti, tanto che l'Assessore ha detto che in questi giorni stiamo ottimizzando i tempi per l'utilizzo dell'area; sì, ma è dal 1996 che la "Saiform" è fallita, perché ottimizzare i tempi adesso? Perché una mozione fa da pungolo? "Ritirate la mozione…" - lei ci ha detto - "… che noi risolviamo questi problemi comunque". Noi auspichiamo che voi li risolviate ma, più che noi, lo auspicano coloro che sono in attesa perenne di avere assegnati questi spazi finora non attribuiti. La stessa "GPS" da lei citata - non da me - sta aspettando di avere delle porzioni immobiliari minime come superficie per razionalizzare gli uffici amministrativi. Allora, e qui mi rivolgo anche ai colleghi, in particolare quelli di maggioranza - prima ne ho citati alcuni facenti parte di quell'area geografica, e quindi economica, direttamente interessata da insediamenti di questo tipo: la bassa Valle è una zona a forte vocazione industriale -, che sovente si lamentano o quando ci si incontra in commissione, o fra i corridoi del Palazzo, perché devono ascoltare i dialoghi fra Consiglieri di opposizione e Assessori o il Presidente in occasione di interpellanze o interrogazioni, dialoghi logorroici probabilmente per chi sta lì seduto ad ascoltarli, dialoghi che non sempre interessano… quando vi offriamo la possibilità di partecipare direttamente a un dibattito su un tema concreto, però vediamo che vi è un'assenza clamorosa. Vedo persone, che magari si sono fatte vive in occasione di un appuntamento elettorale con telefonate, visite ad hoc pressoché domiciliari, che oggi non parlano: oggi sono completamente "digiune" di parole di fronte a un problema che rimane lì irrisolto, come lo rimangono anche altre questioni.

Non si può eludere l'impegnativa e il dispositivo di questa mozione: chiediamo che coloro - o colui se vi è un solo soggetto -, che hanno i requisiti conformi alle procedure, possano insediarsi entro fine mese e quindi riconvertire, adeguare i locali che gli sono stati assegnati per poter lavorare. Non ci sembra che questa richiesta, per poter riconvertire e rilanciare l'area ex "Saiform, vada al di là dei canoni di ragionevolezza e anche di obiettività e di ovvietà. Ci sembra invece che permanga un'inadeguatezza delle istituzioni regionali - ripeto: parte politica "in primis" e poi parte burocratica - nell'affrontare la questione economica. Vi è sempre una minore sensibilità nei confronti dell'economia reale, si dà grande attenzione all'economia finanziaria, ma questa da sola non genera ricchezza, anzi genera dipendenza, quella dipendenza pericolosa di cui sta soffrendo oggi la Valle d'Aosta, che vede declinare l'economia reale, l'impresa, lo sviluppo, l'occupazione e vede aumentare delle risorse i cui rivoli infiniti vanno tutti in direzioni opposte ad una creazione di sviluppo autentico. Vi è da dire anche che la stabilità politica ed economica da sole non possono e non riescono a generare sviluppo; lo sviluppo non si crea se non si è capaci di fare politica economica, di fare un'autentica e concreta politica economica. Questo è uno dei grossi anelli deboli di questa Regione, che - e sono anni che lo diciamo - non si è mai dotata di un piano di intervento di politica economica effettivo, tangibile affinché, da una parte, i servizi della burocrazia e, dall'altra, le infrastrutture - strade, insediamenti produttivi - siano a disposizione di chi ha voglia di generare occupazione e ricchezza in Valle. Questo lo diciamo con amarezza.

Non ci sentiamo di ritirare questa mozione, perché è impostata su dati reali, su dati che sono stati raccolti non solo facendo un'analisi degli atti amministrativi deliberati dalla Giunta, ma soprattutto sulla base di fatti concreti, di sofferenze di persone - imprenditori - che legittimamente chiedono solo di poter lavorare. Questa loro legittimità cozza contro l'inadeguatezza di chi sta gestendo oggi la Regione e di chi la gestiva già ieri. Ci sembra un paradosso che crea solo danni nei confronti di questi imprenditori che, a differenza di altri avventurieri venuti in Valle a captare risorse per poi, dopo poco tempo, lasciarci in "braghe di tela" senza risorse né occupazione, con tanta buona volontà vogliono mettersi in proprio - e oggi non è facile trovare gente che si voglia mettere in proprio con le difficoltà congiunturali di mercato, burocratiche e fiscali esistenti -; noi, paradossalmente, poniamo un freno allo sviluppo. Credo che la Giunta regionale non faccia una bella figura e tanto meno questo Consiglio, che ha dimostrato ancora una volta un'assenza totale di sensibilità al problema.

Président - S'il n'y a pas d'autres collègues qui souhaitent intervenir, je soumets au vote l'objet n° 38:

Conseillers présents: 27

Votants: 2

Pour: 2

Abstentions: 25 (Borre, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Curtaz, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Isabellon, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Riccarand, Rini, Salzone, Squarzino Secondina, Stacchetti, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent)

Le Conseil n'approuve pas.