Oggetto del Consiglio n. 242 del 19 novembre 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 242/XII - Procedura per il conferimento di un incarico esterno di traduzione. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso che:
- con deliberazione di Giunta del 3 novembre 2003 n. 4018 è stata riconosciuta la sanatoria dell'affido, avvenuto nel novembre 2002, di incarico ad un interprete per la traduzione in lingua francese dei testi dell'annuario degli alberghi regionali;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione e l'Assessore al Turismo per sapere:
1) quali sono i motivi che hanno portato ad adottare la sanatoria a distanza di un anno;
2) se sono state impartite disposizioni atte a eliminare il diffuso meccanismo dell'adozione di impegni in assenza dei prescritti procedimenti amministrativi;
3) quale giudizio esprimono sul conferimento di incarichi esterni per la traduzione in francese di atti di routine;
4) se vi sono ancora da formalizzare atti a sanatoria per acquisti e/o incarichi rientranti nelle vicende giudiziarie che hanno coinvolto dirigenti ed amministratori regionali sul finire dello scorso anno.
F.to: Frassy - Tibaldi
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Questa interpellanza riguarda una deliberazione di novembre della Giunta, un provvedimento adottato a sanatoria che, al di là del fatto che sia adottato a sanatoria, come tanti altri provvedimenti, ha una serie di particolarità per le quali ritengo sia opportuno fare maggior chiarezza rispetto a quanto non sia detto nell'ambito della stessa deliberazione di Giunta. Con la deliberazione del novembre 2003 citata nell'interpellanza - prendendo atto di un incarico affidato all'esterno di questa Amministrazione nel novembre 2002 e che nel febbraio 2003 è pervenuta fattura - si va a sanare la posizione, a ratificare a sanatoria l'incarico e si dà mandato alla ragioneria per l'impegno di spesa contenuto nella deliberazione stessa. Questa situazione ha due aspetti: uno più ilare, l'altro un po' paradossale. Quello ilare è di apprendere che in un'amministrazione, dove tutti entrano dopo aver dimostrato di conoscere il francese, vi debbano essere degli incarichi dati all'esterno per tradurre in francese degli atti rientranti nella routine dell'amministrazione. L'aspetto paradossale è una sanatoria che si concretizza a novembre rispetto ad una fattura risalente ad inizio anno - 9 mesi dopo -; anche questo è curioso, tanto che domandiamo quali sono i motivi di questa sanatoria, che arriva con un percorso molto lungo rispetto all'incarico e alla data di emanazione della fattura.
Vorremmo capire se la Giunta ha dato disposizione agli uffici per ridurre il fenomeno della sanatoria che, al di là del picco quantitativo riscontrato nelle note vicende giudiziarie iniziate un anno fa, ha un certo andamento consuetudinario, soprattutto in certi settori dell'Amministrazione.
Vorremmo anche sapere se, in riferimento alle vicende giudiziarie di un anno fa, vi siano ancora, nei meandri dei vari uffici dell'Amministrazione regionale, provvedimenti che necessitino di sanatoria o se con questo atto si vada a chiudere la vicenda di quelle sanatorie, che erano legate agli incarichi che la Direzione attività turistiche e sportive aveva conferito al di fuori delle regolari procedure di buona amministrazione, che comportano prima l'impegno delle risorse e poi il conferimento dell'incarico.
Abbiamo riscontrato che vi sono pochi affidamenti ad esperti per la traduzione in lingua francese nell'ambito dell'Amministrazione, anche perché non dimentichiamo che tutti i provvedimenti legislativi pubblicati sul Bollettino ufficiale regionale passano al vaglio del Bureau de la langue française, che provvede alla loro traduzione, perciò la tipologia di questo incarico è quanto meno curiosa. Su questo aspetto dobbiamo aggiungere qualcos'altro rispetto alla deliberazione di Giunta che decide la sanatoria, cioè alla tipicità della deliberazione che si va a sanare. La deliberazione n. 629 è la deliberazione che dà luogo a questa sanatoria e, nelle motivazioni che la "vostra" Giunta dà, si dice che era impossibile attuare un tempestivo inserimento di queste traduzioni nel sito regionale e che di conseguenza il personale non aveva il tempo materiale e bisognava ricorrere all'esterno.
Sono andato a vedere quella deliberazione, ma quella deliberazione è del marzo 2002 e i 2 incarichi - uno di tipo fotografico e uno di impaginazione - avevano tempi strettissimi: un mese; la deliberazione è del 4 marzo, le 2 convenzioni avevano tempo un mese per essere eseguite. L'annuario doveva andare in stampa per la stagione invernale successiva, tanto che nel novembre 2002 viene conferito l'incarico all'esterno ed è curioso che questo incarico venga conferito nel novembre 2002, quando vi erano stati almeno 6 mesi per poter attivare all'interno dell'Amministrazione regionale le risorse umane necessarie ad effettuare la traduzione di questa brochure.
Ci siamo poi presi la briga di andare a vedere in cosa consistesse la redazione di questo annuario e siamo rimasti sorpresi della sostanza contenuta nella deliberazione oggetto di sanatoria, perché non è stato fatto un annuario, ma un catalogo e normalmente un catalogo lo fa chi vende un qualcosa. Se noi vendiamo un qualcosa, vendiamo un'immagine dei servizi che diamo e non andiamo a sostituirci agli albergatori, promovendo l'immagine dell'albergatore stesso, mi spiego meglio. Se lei ha avuto modo di leggere per intero la deliberazione del marzo 2002, si sarà reso conto che l'idea di aggiornare l'annuario con delle foto è discutibile e rischiosa perché, sulla base della fotografia che metto sull'annuario, rischio di creare l'aspettativa al potenziale turista: la fotografia può essere difforme dalla realtà alberghiera, perché è evidente che, nell'ambito di procedimenti di ristrutturazione e della capacità ed onestà dei singoli imprenditori di vendere la propria immagine, uno può dare in pubblicazione una situazione fotografica che non è rappresentativa del servizio che normalmente viene erogato dall'albergo. Questo annuario ovviamente l'impegna l'immagine della Regione, tanto che normalmente gli annuari degli alberghi fatti dalle amministrazioni pubbliche si guardano bene dal dare la descrizione fotografica del prodotto, per evitare di cascare nel rischio di essere un catalogo ed impegnare eccessivamente l'ente pubblico. La cosa incredibile è che, a fronte di una richiesta fatta negli anni precedenti agli albergatori di produrre questa immagine, solo 70 immagini sono state consegnate al servizio. A quel punto, la deliberazione, che viene portata a sanatoria per le traduzioni, ha conferito un incarico che si è concretizzato nel mandare un fotografo a spese della collettività a fare qualcosa come 500 immagini digitali in ogni albergo della Valle. È una cosa che ha dell'incredibile e che penso possa succedere solo in Valle d'Aosta e in altre regioni che stanno a latitudini decisamente più basse, perché è veramente incredibile pensare che debba essere la Valle d'Aosta, come istituzione, a fare la promozione dell'immagine di operatori turistici. Questo andava detto a completamento delle vicende che hanno determinato la vostra deliberazione a sanatoria e, di conseguenza, la nostra interpellanza.
Penso che il quadro sia stato chiarito per quanto riguarda i contenuti della deliberazione che avete sanato, le domande le ho sintetizzate, ma sono puntualizzate nell'interpellanza e mi auguro di avere risposte precise in base alle domande.
Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce, aux transports et aux affaires européennes, Caveri.
Caveri (UV) - Sono consapevole del fatto che il Consigliere Frassy adopera le interpellanze per fare a braccio una serie di considerazioni, per cui non mi atterrò esclusivamente alla riposta alle domande dell'interpellanza, ma dovrò obbligatoriamente - me ne scuso con il Presidente - andare un po' fuori tema rispetto ai contenuti dell'interpellanza. Credo peraltro, come ho avuto modo di dire in un'altra occasione, che bisognerà riflettere sugli strumenti ispettivi a disposizione dei consiglieri regionali perché, come è legittimo che i consiglieri regionali allarghino le proprie domande ad aspetti non contenuti nell'interpellanza, è legittimo che possa rispondere sui medesimi contenuti, ma mi domando a cosa serva il Regolamento del Consiglio, visto che ci troviamo, a questo punto, di fronte ad un utilizzo dello strumento regolamentare per fare altre cose, del tutto legittime, in una sorta di "question time" rispetto al quale il Consigliere Frassy capirà la bizzarria dell'utilizzo di questi strumenti. Da questo punto di vista, vorrei riportare la questione alla semplice fotografia della realtà. Mi fa piacere che da parte sua, appena escono, vi sia questa attenzione nei confronti delle deliberazioni; questo va a suo onore in quanto rappresentante dell'opposizione e in quanto persona che deve vigilare sul corretto funzionamento del Governo regionale.
Qui siamo di fronte ad una sanatoria per una fattura di una prestazione realmente eseguita a costi equi: poche migliaia di euro. Il resto delle valutazioni sul materiale promo-pubblicitario, più o meno condivisibili, appartengono a scelte del passato, nel senso che non si possono mischiare le richieste del perché di una sanatoria che certamente al Governo regionale non fa piacere, ma ci siamo trovati di fronte a cosa? In questo rispondo puntualmente ai suoi quesiti. Ci siamo trovati di fronte a un lavoro di traduzione, che è stato commissionato verbalmente dall'allora Dirigente della Direzione promozione e sviluppo attività turistiche e sportive nel mese di novembre 2002. Si è appurato che le traduzioni sono state consegnate agli uffici competenti nel successivo mese di dicembre, con conseguente emissione - e questo è il punto - da parte dell'interessata, di una fattura proforma nel febbraio del 2003, lo ripeto, con un prezzo congruo. Questi riferimenti sono puntualmente riportati nella deliberazione, nel senso che ho dovuto spiegare ai colleghi perché si operava una scelta di questo genere: una persona ha svolto un servizio, è stata regolarmente retribuita, ha emesso fattura; non esiste ragione da parte nostra per aprire un contenzioso per poche migliaia di euro e riguardo a una situazione che non potevamo contestare, fra l'altro i fatti avvenuti sono stati puntualmente ricostruiti dai dirigenti. Lo si poteva fare prima? Questo non spetta a me dirlo. La struttura in questo momento è attivata nell'analizzare le eventuali pendenze, tra le quali è risultata alla dirigente di questo servizio quella in esame e, pur con le evidenti difficoltà derivanti dalla ricostruzione dei fatti non integralmente documentati risalenti nel tempo, si sono avviate le procedure finalizzate ad una serie di eventuali sanatorie di situazioni rimaste in sospeso, che questa Giunta non nasconde, che motiva di volta in volta, non facendo provvedimenti ultronei o facendo scelte diverse, ma che fa alla luce del sole, presentando delle deliberazioni di sanatoria laddove si renda necessario.
Vorrei rassicurare - ed è la risposta al secondo quesito - i Consiglieri interpellanti in merito al fatto che gli attuali dirigenti responsabili delle strutture facenti capo al dipartimento hanno ben presente i principi e le regole che governano l'azione amministrativa e che ne garantiscono l'equità, la trasparenza e, soprattutto, la conformità alle disposizioni di legge.
In merito al terzo quesito, si ritiene - ma lei, Consigliere Frassy, capirà che è una ricostruzione "ex post", non avendo potuto vivere personalmente i fatti, non essendo stato testimone oculare: ne devo dare una ricostruzione secondo quella fornita dagli uffici stessi, in parte cambiati nel tempo - che il lavoro oggetto della traduzione in argomento, quanto meno per le sue dimensioni, correlate alla necessità di provvedervi in tempi ristretti quando è stato dato l'incarico, non può ascriversi alla categoria dei cosiddetti "atti di routine". Lei ha ripetuto più volte il termine "routine", vorrei far notare che questa non era "routine"; gli atti di traduzione in lingua francese rispondono ad un profilo professionale ben specifico: nel caso dell'Amministrazione, ne è in possesso soprattutto quel personale impiegato presso l'Office de la langue française, il quale, nel caso specifico, essendo sottoposto nel periodo considerato ad un sovraccarico di lavoro connesso alla traduzione degli atti da pubblicarsi sul BUR, non è stato in grado di assicurare le traduzioni nei tempi necessari.
Infine, relativamente all'ultimo quesito posto, si precisa che l'attuale dirigente ha già potuto verificare la sussistenza di altre situazioni sospese - alcune - e, compatibilmente con la necessità di assicurare il buon andamento degli uffici, in relazione agli attuali e programmati impegni, sta provvedendo nella difficile attività di ricostruzione e verifica delle pratiche ancora inevase. Non è piacevole fare questo tipo di attività, la faremo perché è nostro dovere e la svolgeremo all'insegna della chiarezza; chiarezza che credo vi sia in questa deliberazione di sanatoria, che - ripeto - abbiamo dovuto assumere per la necessità di ricostruire, con un atto amministrativo formale, una vicenda che, certamente, se non fosse esistita, ci avrebbe fatto piacere.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Ringrazio l'Assessore della risposta. Preciso fra l'altro che la mia illustrazione - perché questo consente il Regolamento - è stata una relazione non ripetitiva dell'esposizione, dava uno spaccato di maggiore approfondimento, senza peraltro l'effettuazione di alcuna altra o nuova domanda, considerato quello che è anche un principio giuridico: in sede di appello, non si possono porre nuove domande.
È evidente che la relazione dell'Assessore denota il disagio di dover ancora adesso condividere o avere ereditato delle situazioni che - come più volte ha sottolineato nella sua risposta - avrebbe fatto volentieri a meno di dover affrontare. Capiamo questo disagio per quanto riguarda lei e - il termine è solo temporale - i novizi di Giunta, un po' meno nei confronti dei professionisti di Giunta che questa maggioranza - la quale è la continuazione della precedente - ha espresso nella scorsa legislatura.
Prendiamo atto che le vicende dello scorso novembre non sono state ancora completamente monitorate all'interno della macchina amministrativa, ma penso che il problema vada al di là della sua volontà: diventa un problema di collegialità della vostra Giunta, diventa un problema della Presidenza della Regione. Ci lascia non poco preoccupati che, a distanza di un anno, non vi sia ancora il quadro delle situazioni amministrative che hanno portato alla crisi di una Giunta e alla modificazione degli equilibri di maggioranza, perché è l'evidenza di una difficoltà a gestire l'apparato amministrativo ed è una difficoltà che un anno dopo è nuovamente al centro delle attenzioni della Procura. Penso che su questo aspetto questo Consiglio dovrà fare quanto prima qualche riflessione; ma chiudo la parentesi.
Venendo alla replica, voglio sottolineare una perplessità ulteriore sul concetto di bilinguismo, perché l'Assessore ha detto che le traduzioni sono di competenza del Bureau de la langue française, che lo siano non lo metto in discussione, metto in discussione il principio: diventa paradossale andare a sostenere "l'impianto", che tuttora si sostiene in questa Amministrazione - la cosa più grave è che lo si sostiene anche nelle USL, dove vi sono altri problemi -, di pretendere la conoscenza e l'accertamento di una lingua francese, che non solo non si usa nelle comunicazioni interne e nelle comunicazioni esterne, non si riesce neppure ad utilizzare nei momenti in cui bisogna dare attuazione a quella comunicazione istituzionale bilingue. Questa è l'evidenza di quel dato emerso già nello studio della Fondazione Chanoux, che la dice lunga su quella percentuale che non supera il 2% e si attesta attorno all'1,8-1,9% di Valdostani che riconoscono il francese come una propria "lingua maternelle", dunque parlata e scritta.
Questi sono elementi ulteriori di riflessione perciò, nel ringraziare l'Assessore per la sua risposta puntuale, prendiamo atto di questi due aspetti: di questo anacronismo che ormai condiziona la vita amministrativa della Regione, cioè il modo in cui deve essere gestito il francese, e di questa situazione che ancora non è stata definita, relativamente alle vicende che hanno portato un anno fa alla crisi della Giunta di allora; su questo ci ripromettiamo di tornare.
