Oggetto del Consiglio n. 62 del 23 marzo 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 62/74 - Disegno di legge regionale concernente: "Approvazione del bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1974".
Dolchi (Presidente) - Siamo arrivati all'esame dell'Allegato B, Assessorato alla sanità e assistenza sociale.
Assessorato alla sanità e assistenza sociale.
Titolo I - Spese Correnti
Sezione III - Azione e intervento in campo sociale
Categoria II - Personale, dal Cap. 676 al Cap. 681.
Totale spesa: 231.200.000
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, Benzo, per l'illustrazione dei capitoli.
Benzo (DP) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, mi sia consentito fare una breve relazione programmatica prima dell'esame del progetto di bilancio dell'Assessorato alla sanità e assistenza sociale.
Il dibattito culturale e politico svoltosi a ritmo serrato durante l'ultimo decennio ha portato all'acquisizione generalizzata dei valori che dovrebbero essere riflessi dall'assetto sanitario ideale del paese.
In sintesi tali valori possono essere espressi come segue:
- attribuzione della massima importanza alla prevenzione, intesa soprattutto come identificazione e lotta alle cause di malattia; ciò comporta una riallocazione delle risorse economiche e degli sforzi organizzativi dal settore curativo preventivo e anche riabilitativo;
- estensione della protezione sanitaria all'intera popolazione e unificazione sia territoriale che personale dei livelli di protezione sanitaria;
- riorganizzazione delle attività sanitarie nel loro complesso su basi territoriali, sostituendo alle attuali strutture sanitarie verticali e settoriali strutture comprendenti l'intera gamma di servizi facenti capo agli Enti locali;
- democratizzazione del governo della sanità da realizzarsi sia mediante l'attribuzione alle Regioni e agli Enti locali di ampie funzioni in campo sanitario, sia mediante la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione delle attività sanitarie stesse.
La realizzazione di un sistema sanitario rispecchiante le caratteristiche sommariamente esposte presuppone l'adozione di una legge quadro di riforma, legge che preveda, tra l'altro, il trasferimento delle funzioni di medicina curativa, attualmente esercitata dagli Enti mutualistici, alle Regioni e lo scioglimento delle mutue.
Tuttavia, anche nell'ambito dell'attuale assetto normativo, molto può essere compiuto dalle Regioni per approssimare, a al limite per anticipare, gli obiettivi ultimi della riforma; in particolare è oggi possibile intervenire nelle direzioni:
- della riorganizzazione in senso territoriale dei servizi, soprattutto ma non solo, di quelli genericamente definibili come preventivi e riabilitativi;
- della democratizzazione del governo delle attività sanitarie;
- del potenziamento dei servizi di prevenzione e di riabilitazione;
ed infine
- della crescita coordinata dei servizi di medicina curativa, sia ospedalieri (nei cui confronti le Regioni possono intervenire direttamente grazie ai poteri di programmazione derivanti dalla legge ospedaliera del 1968) che extraospedalieri (attraverso appositi accordi con gli enti mutualistici).
Gli interventi sommariamente descritti in Valle d'Aosta sono facilitati dalla presenza di un insieme di circostanze favorevoli che è utile ricordare in sintesi, anche se, sotto il profilo istituzionale, la regione ha solo potestà legislativa secondaria in materia.
Innanzitutto le dimensioni della Valle sono tali da rendere il problema della programmazione di servizi sanitari nelle direzioni viste "maneggevole" dal punto di vista tecnico. Non va infatti dimenticato come manchino soprattutto - ma non solo - in Italia, esperienze valide di programmazione sanitaria globale, essendosi limitati gli interventi di questo genere finora al solo campo ospedaliero. Ancora, le dimensioni ridotte della Regione facilitano la partecipazione delle forze politiche e soprattutto sociali (i Sindacati dei lavoratori) non solo alla gestione dei servizi, ma anche alla loro predisposizione.
In secondo luogo il materiale conoscitivo accumulato durante gli anni dall'Amministrazione regionale. In particolare l'esistenza di dati epidemiologici e di informazioni circa l'entità e la dislocazione dei servizi esistenti, sebbene necessitanti di revisione critica, completamento ed aggiornamento, costituiscono una valida base di partenza.
In terzo luogo i buoni rapporti esistenti con gli enti mutualistici nella Regione fanno sperare nella possibilità di prevedere già fin d'ora l'eliminazione della frattura esistente fra attività di prevenzione e riabilitazione da un lato e attività di cura dall'altro.
Va ricordata infine la relativa maggiore elasticità finanziaria e organizzativa di cui la Regione Autonoma della Valle d'Aosta è dotata rispetto ad altre Regioni.
Con la costituzione di un'apposita Commissione di studio è possibile ottenere risultati apprezzabili in un periodo di tempo ragionevolmente limitato; risultati misurabili sia in termini di migliori servizi a favore della popolazione della Valle d'Aosta, sia in termini di esempio di organizzazione dei servizi secondo i principi propri della riforma da proporre alle altre Regioni e in genere al Paese.
In altri termini, nei limiti in cui si riesca ad istituire e sperimentare in Valle d'Aosta un Servizio sanitario che rifletta i principi su cui si intende fondare il futuro Servizio sanitario nazionale, ciò è necessariamente destinato ad assumere a livello politico nazionale un profondo significato innovativo.
Dobbiamo formulare un piano che copra tutti i servizi, da quelli preventivi a quelli riabilitativi, e tutti gli aspetti di cui si compone la materia, da quelli economico-finanziari a quelli territoriali.
Il perseguimento di tale fine sotto il profilo operativo non è in contraddizione con l'indicazione dei limiti della materia, in quanto i confini dell'attività sanitaria non sono trattabili con precisione a causa dei vincoli di complementarietà e sostituibilità oggettivamente esistenti tra servizi sanitari ed altri servizi pubblici.
Tali limiti dovrebbero essere segnati a monte dalle attività di conservazione e valorizzazione delle risorse naturali e dell'igiene pubblica ed a valle dei servizi sociali.
È bene chiarire subito che il piano sanitario, se vuole essere significativo, deve configurarsi come strumento operativo di politica sanitaria della Regione e non come semplice - anche se completo - documento. È pertanto indispensabile che gli orientamenti emergenti di volta in volta dal lavoro siano sottoposti a costante verifica da parte della Amministrazione stessa.
Il rispetto di queste esigenze impone di adottare una metodologia di lavoro che affianchi all'approfondimento delle tematiche di fondo relative alla stesura del piano sanitario decisioni più ravvicinate nel tempo nei confronti delle materie che presentano un maggior grado d'urgenza. È essenziale garantire la coerenza tra le decisioni assunte dall'Amministrazione durante la stesura del piano con le finalità ultime che il piano stesso propone.
Nell'ambito del fine generale sopra enunciato vanno pertanto individuati gli obiettivi da perseguire prioritariamente. Tali obiettivi possono enunciarsi come segue:
1) definizione del piano ospedaliero;
2) definizione delle caratteristiche e delle strutture del Centro regionale di medicina sociale e preventiva di secondo livello;
3) stesura del piano di territorializzazione dei servizi sanitari di primo livello;
4) compilazione del bilancio sanitario regionale.
Per quel che riguarda il piano ospedaliero, tenendo conto della situazione attuale, delle decisioni precedentemente assunte, si tratta di stabilire:
- il fabbisogno dei posti-letto occorrenti in Valle d'Aosta per ogni divisione e servizio, il fabbisogno di servizi sanitari esterni, nonché la loro dislocazione territoriale;
- gli organi e le modalità di gestione delle attività ospedaliere;
- i criteri e gli strumenti (contabilità ecc.) per una efficiente conduzione delle attività stesse.
Particolare attenzione deve essere rivolta ai problemi dell'assistenza psichiatrica, dell'assistenza geriatrica (e più in genere dell'assistenza alla popolazione anziana), della distribuzione territoriale delle divisioni di base (problema dell'eventuale presidio sanitario di fondo valle) ed infine al problema delle possibilità di utilizzo delle risorse naturali suscettibili di impieghi ai fini assistenziali (problema riguardante la zona di Saint-Vincent).
Quanto al Centro regionale di medicina sociale e preventiva di secondo livello, si tratta di stabilire quali servizi debbano essere attivati prioritariamente (avendo particolarmente presente i bisogni dei lavoratori e della popolazione scolastica), con quali uomini e mezzi gli stessi debbano essere realizzati ed infine le modalità e gli organi necessari ad una loro efficiente gestione. Particolare attenzione deve essere rivolta ai rapporti funzionali da instaurare tra i servizi di secondo livello - facenti capo direttamente alla Regione - e servizi di primo livello distribuiti sul territorio.
Il piano di territorializzazione dei servizi prevede tra l'altro la costituzione dei distretti sanitari di base e l'insediamento dei rispettivi organi di governo. I distretti devono possibilmente coincidere con le Comunità Montane. Analoga esigenza si avverte nei confronti dei rispettivi organi di governo.
Infine, nello stabilire le caratteristiche dell'organizzazione dei distretti sanitari di zona, si deve salvaguardare l'esigenza dell'unitarietà della conduzione dei servizi di primo livello, siano essi di natura preventiva, curativa o riabilitativa, anche in presenza degli enti mutualistici.
Il bilancio sanitario regionale consiste in un inventario della spesa sostenuta entro i confini regionali per la tutela della salute e nella previsione della sua evoluzione, al fine di identificare le modalità per massimizzare i benefici sociali da essa derivabili.
È necessario notare che gli obiettivi "a breve" esposti sono suscettibili di variazione durante il corso del lavoro anche alla luce dell'identificazione dei bisogni sanitari più avvertiti dalla popolazione che risultano ancora scoperti
Nel settore specificatamente socio-assistenziale la previsione programmatica che risulta nel bilancio in esame fonda la sua indagine di intervento in due settori fondamentali: i servizi sociali di base per l'età evolutiva e per gli anziani.
L'importanza che si intende concedere agli interventi nel settore dell'età evolutiva trova giustificazione nelle moderne prospettive della pediatria. Se nel corso degli ultimi decenni abbiamo registrato una progressiva riduzione della frequenza di alcune malattie infantili quali le infettive, le malattie dell'apparato respiratorio e digerente, non altrettanto possiamo affermare per quanto attiene le malattie congenite ed ereditarie. I problemi dell'età evolutiva devono quindi essere affrontati alle loro origini e seguiti sino alla fase terminale dello sviluppo dell'organismo, ossia sino all'adolescenza. È a partire da questo momento che l'organismo ben equilibrato nelle sue componenti fisiche e psichiche inizia autonomamente il proprio cammino sulla strada della vita. Si tratta quindi di preparare per il mondo del lavoro e per la società di domani uomini sani nel fisico e nella mente e per i quali si sia potuto programmare tutta una serie di interventi non solo da parte del pediatra, dell'ostetrico, del genetista e del biologo, ma anche da parte del politico, che nell'aumento delle malattie ereditarie non può non intravvedere aspetti di notevole significato economico e sociale.
In ogni singolo comprensorio l'assistenza agli anziani avrà prevalente carattere di assistenza domiciliare. Non è più pensabile infatti il ricorso al ricovero indiscriminato dell'anziano bisognoso, quale sola soluzione dei molti problemi dell'età avanzata; contrastano con questa impostazione assistenziale tre fattori che incidono in senso negativo: l'emarginazione dell'anziano, l'aumento progressivo del numero degli anziani e l'alto costo del ricovero. Occorre quindi "pensare" a forme nuove di assistenza che agiscano da filtro periferico trattenendo il più possibile l'anziano al proprio domicilio evitando l'ospedalizzazione.
Nei nostri comprensori prevalentemente di montagna e abitati da una popolazione ricca di tradizioni e nella quale non è sopito il concetto della famiglia-focolare, non sono irrealizzabili quegli interventi sanitari, assistenziali e sociali tali da ridurre al minimo la sempre incombente minaccia di una più o meno grave emarginazione.
Accanto ad interventi statali e regionali già operanti ed intesi ad assicurare anzitutto il "minimo vitale" per chi non è più in età di lavoro, dovranno affiancarsi iniziative quali la tempestiva - oltre che adeguata - assistenza in caso di malattia onde evitare che il male diventi inguaribile ed obblighi l'anziano al tanto deprecato ricovero.
Molte esigenze sanitarie e sociali dell'anziano possono trovare risposta durante il giorno in Centri sociali di quartiere o in piccoli ospedali diurni, ma ciò richiede peraltro uno stretto collegamento tra strutture assistenziali a livello comprensoriale.
Le strutture sanitarie si identificano nell'assistenza medica da parte dei sanitari operanti nella zona ed in quella poliambulatoriale; le strutture assistenziali si identificano nel segretariato e nel servizio sociale, nel servizio di assistenza economica, in quello dell'assistenza domiciliare e nell'aiuto domestico. Sono indispensabili tutta una serie di prestazioni per concorrere a favorire la permanenza dell'anziano in seno alla propria famiglia o nel proprio domicilio, ed è solo in questo modo che l'assistenza domiciliare risponde a una concezione di fondo e globale della moderna politica previdenziale, sanitaria e assistenziale.
Il settore della riabilitazione che travolge tutta una serie di iniziative nei confronti dell'anziano quale l'Ospedale geriatrico, i pensionati per anziani e le case di riposo, è particolarmente seguito dall'Assessorato che da un quadriennio provvede alla preparazione - presso una sede universitaria italiana - di quel personale cui faranno capo in Valle d'Aosta precise mansioni nel settore della riattivazione motoria e della parola (logopedisti).
Il programma dell'invio di giovani valdostani desiderosi di acquisire una specializzazione che possa costituire oggetto di lavoro e al tempo stesso di rapporto - sul piano medico sociale - con la popolazione della Valle deve essere perseguito non solo a livello della medicina riabilitativa, cui prima si è fatto cenno, ma anche ad altri livelli, considerata l'estrema carenza che oggi si lamenta in tutti i settori socio-assistenziali aventi rapporto con l'infanzia.
Per quanto attiene la sola spesa di personale specializzato para-sanitario, quali le logopediste e le fisiochinesiterapiste, si deve necessariamente prevedere un ampio margine finanziario. La maggiore difficoltà è dovuta al reperimento del personale necessario: solo nel mese di ottobre u.s. si è riusciti, contattando le scuole italiane di preparazione di tali tecnici, ad intraprendere un rapporto tale da permettere l'inizio dei trattamenti foniatrici e di rieducazione motoria per i nostri bambini fino a ieri destinati al ricordo di analoghi trattamenti fuori dalla Valle d'Aosta.
Ritengo che sulla base delle esperienze acquisite e delle indicazioni che via via emergeranno dal Consiglio regionale, l'Amministrazione regionale dovrà compiere -mediante una serie di interventi programmati - il più deciso sforzo nel settore sanitario ed in quello socio-assistenziale per dare ai nostri cittadini quella effettiva sicurezza sociale necessaria per un ordinato sviluppo civile ed economico della Regione.
Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, penso che l'introduzione fatta dall'Assessore alla sanità e assistenza sociale lo esimerà - nel corso del dibattito capitolo per capitolo - a dare risposte di carattere generale, avendo egli già illustrato i motivi della politica dell'Assessorato. Riprendiamo quindi l'esame, capitolo per capitolo, per quelle richieste di carattere più specifico.
Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni. Ne ha facoltà.
Manganoni (PCI) - Io ho preso atto della seria e realistica relazione dell'Assessore che ha presentato i vari e complessi problemi che incontra, nell'attività, il suo Assessorato.
Naturalmente adesso - per ragioni di brevità - non affronterò tutti gli argomenti che ha trattato; voglio solamente sottolinearne due. L'Assessore ha accennato ai servizi sociali, alle forme nuove di assistenza ed ha accennato agli anziani - i grandi dimenticati - particolarmente agli anziani dei nostri Comuni, dei nostri villaggi che vivono soli, abbandonati e desolati. Ora io mi auguro che le buone intenzioni manifestate dall'Assessore possano presto tradursi in realtà, in fatti concreti.
Dolchi (Presidente) - Tengo a precisare che il dibattito può svilupparsi anche su un solo capitolo, comunque ora metto in discussione i capitoli che vanno dal numero 676 al numero 681 compresi, per un totale di L. 231.200.000
Ha chiesto la parola il Consigliere Blanc. Ne ha facoltà.
Blanc (UV) - Io già ieri avevo messo in evidenza la differenza in più prevista dal Cap. 676 che riguarda le retribuzioni al personale dell'Assessorato. Ad esempio l'Assessorato all'Agricoltura e foreste, su 130 milioni di stipendi stanziati per l'anno 1973, prevede un aumento di 30 milioni, mentre l'Assessorato all'Industria e Commercio su 128 milioni prevede soli 7 milioni di aumento; ora noto che al Cap. 676 su un totale di 162 milioni per stipendi, retribuzioni e altri assegni fissi al personale dell'Assessorato si prevede una variazione in più di 31 milioni.
Vorrei appunto chiedere delle spiegazioni in merito perché mi sono accertato delle richieste del personale e ritengo che queste non dovrebbero superare il 15% circa della spesa. Inoltre, non credo che questa differenza comprenda la spesa dovuta ad aumento di personale o la differenza di trattamento economico al personale stesso.
Dolchi (Presidente) - Nessuno chiede la parola sul Cap. 676? Ha facoltà di parlare l'Assessore alla sanità e assistenza sociale.
Benzo (DP) - Sono aumenti che provengono direttamente dall'ufficio personale in base alle loro valutazioni degli aumenti, quindi ... (voci)
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Potrei anche scegliere capitoli successivi perché le richieste sono tante; cercherò però di diluirle perché non voglio protrarre oltre questa adunanza consiliare che dura da ormai due giorni.
Voi sapete che ho una particolare simpatia per l'Assessore Benzo - minore per l'Assessore Albaney - perché nelle sue relazioni sembra che ce la metta tutta, sono relazioni - come è stato testé ricordato - veramente complete, toccano tutti i punti e sono costituite da tutte quelle parole che noi criticavamo ieri e che naturalmente formano un bell'intervento, ma in conclusione dicono ben poco. Abbiamo sentito parlare di una relazione programmatica e, mi scuserà l'amico Benzo perché quello che io dico non lo dico con rancore (anzi molte volte vi chiedo scusa perché non voglio essere pesante) ma vorrei rilevare qualche incongruenza del suo discorso perché a noi non le hanno mai risparmiate, e quindi mi consentirà l'Assessore che così, alla buona, amichevolmente, gli dica quello che penso.
Abbiamo sentito parlare di strutture verticali e territoriali, quelle famose frasi fatte che ci riempiono la bocca come onde, ma ci lasciano al punto di prima. Più avanti si parla, ad esempio, di legge quadro per la riforma della sanità in Valle d'Aosta. Abbiamo naturalmente, in questo sviluppo di piani, limiti a monte e limiti a valle; abbiamo poi orientamenti che devono portarci ad esaminare tutta la situazione della Regione; abbiamo la tematica di fondo, sì signori, "la tematica di fondo", se voi andate a leggere trovate le frasi precise; io le ripeto confusamente mentre l'Assessore le ha dette nel modo più completo.
Abbiamo la definizione del piano ospedaliero, del centro regionale con la conduzione sociale di 2° livello e di 1° livello, il bilancio sanitario regionale che dovrebbe essere costituito dall'inventario della spesa di tutto il settore sanitario della Valle d'Aosta. Abbiamo anche qualcosa delle proposte per il mondo del lavoro e per le generazioni future.
Naturalmente più avanti si scende nei particolari e si affronta il problema del ricovero degli anziani, ma di questo mi riservo di parlarne quando si affronterà la discussione dell'Allegato E) e dell'Allegato F)
Ora, quando dico che molte volte si fa molto fumo e poco arrosto, non credo di essere nel torto perché se uno dovesse rimanere a queste relazioni - come ha già detto il Consigliere Manganoni con altre parole, ma non penso più gentili delle mie - dovrebbe dedurre che tutto è risolto.
Sembra quasi che in Valle d'Aosta non si debbano più nutrire preoccupazioni; oggi io - e lo possono confermare i miei amici - ho cercato per un'ora intera alcuni giornali sui quali sono state riportate le interviste che l'Assessore Benzo ha concesso sui problemi sanitari, è stato un vero peccato non averli ritrovati perché anche da quegli scritti risultava che tutto è risolto.
E non se l'abbia a male l'Assessore Benzo - al quale peraltro sono legato da lunga e vecchia amicizia - perché non penso di dire niente di cattivo; tra l'altro gli è stata assegnata una medaglia d'oro - se non sbaglio con fronde di quercia e spade di diamante - come si diceva una volta, per quello che ha saputo fare nel campo sanitario.
Ma signori, arrivati a questo punto dobbiamo dire che siamo ben lontani dal vero e che siamo tutt'altro che in ottime condizioni. Mi sembra di vedere la situazione sanitaria e ospedaliera della Valle d'Aosta sul tavolo del chirurgo e, vicino, in camice bianco l'amico Benzo che dice: "Signori questo soggetto ha la bile che non funziona, ha la pancreatite e tante altre malattie, si potrebbe procedere in questo modo...", però non fa assolutamente nulla.
Perché dopo aver compiuto un approfondito esame della situazione non si risolvono i problemi?
Ma andiamo avanti e vediamo se tutti i problemi sono risolti o se sono ancora tutti sul tappeto.
Ad esempio in campo socio-sanitario, se non erro, abbiamo dibattuto e approvato in Consiglio tutta una serie di provvedimenti che ora sembra siano diventati monopolio della Giunta e dell'Assessore Benzo.
Arrivati a questo punto, dopo aver detto queste battute, che non voglio siano considerate cattive, vorrei entrare nel vivo delle varie questioni. Vorrei sapere, se è possibile, perché l'Ospedale geriatrico - del quale io parlavo l'altro giorno - è in ritardo (ne abbiamo già discusso l'altro giorno e non abbiamo potuto contestare niente all'Assessore Pollicini, perché se i prezzi sono saliti il progetto che prima prevedeva un miliardo di spesa oggi ne prevedrà tre). Vedremo poi chi ha fatto parte della Commissione! Forse lo stesso Assessore Benzo ha esaminato questo complesso, che indubbiamente potrà dare adito a delle critiche per quanto riguarda l'architettura, ma riguardo alla posizione dobbiamo dire che è tra le più belle di Aosta. Credo che un domani i poveri vecchi ammalati potranno essere a loro agio.
Questo per quanto riguarda il Geriatrico.
Quando poi sento parlare dell'assistenza ai minorati e ai bambini, abbiate pazienza, io incomincio a dire: a che punto si trova l'Ospedale psico-pedagogico? È tutto fermo? Perché?
Perché ad un certo momento si è portato aventi un bellissimo discorso, si sono fatte tavole rotonde, quadrate e rettangolari - come dicevo ieri - poi sono intervenuti i parenti, è intervenuto qualcuno che forse non condivideva determinate impostazioni e, da quel momento, si dormono sonni tranquilli. Cosa si aspetta? Si aspetta forse l'evento che ha da venire e che serva per risolvere il problema?
Parlerò poi degli anziani, perché io mi auguro di poter parlare di Perloz. Sono trascorsi tre o quattro mesi da quando abbiamo esaminato quella misera richiesta del Comune di Perloz, cui è stato recapitato un malloppo di materiale dai Comuni di Perloz, Pont-Saint-Martin e di tutta la zona (con questo non voglio togliere la possibilità all'amico Tonino di spaziare, perché quella è la sua riserva di caccia, io ce l'ho in altri posti), però la verità è che ci siamo sentiti dire: "quel sistema non va bene". Benissimo! E chi è che non ne vuole un altro migliore! Siamo tutti d'accordo. Mi si dice: "sarebbe bene poter fare delle casette con due, tre alloggi al massimo, perché gli anziani non abbiano a vivere tutte in queste brutte comunità".
Io penso che se c'è qualcuno che può proporre una soluzione migliore, tutti la voteranno, però attualmente non la ho ancora sentita; si parla continuamente di riforma sanitaria, mentre la conclusione è che stiamo sempre fermi.
Chiedo scusa all'amico Benzo per quello che ho potuto dire che forse, ma non credo, superava certi limiti, e chiedo ancora quando serve un istituto psico-pedagogico.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Benzo. Ne ha facoltà.
Benzo (DP) - Consigliere Bordon lo sai che non è mio costume fare polemiche! La variegata controrelazione che hai fatto mi dà l'impressione che hai colto determinate parole, che, penso, la tua intelligenza sia in grado di capire, e non hai pensato ai contenuti di questa relazione.
Io non dicevo che si era fatto tutto o che si doveva fare tutto in un momento; davo soltanto degli indirizzi, dicevo che cosa bisognava fare nel tempo, il che è ben differente.
Alla luce delle nuove esperienze e di quanto il Consiglio ha esaminato e deciso, si cercherà di portare avanti quegli obiettivi che ho creduto di individuare in quei quattro punti, e che ancora necessitano di essere approfonditi. Se vogliamo fare una panoramica di quel poco, o molto, ognuno potrà giudicare, che è stato fatto nel settore sanitario, diciamo - e lo ripetiamo per il terzo anno in sede di bilancio - che per quanto riguarda il problema dell'ospedale regionale, dopo la costituzione dell'Ente ospedaliero regionale, la Regione s'è fatta parte dirigente: ha messo a disposizione dell'ente stesso una fideiussione per poter provvedere all'ampliamento dell'ospedale e, se non erro, chiunque passi nelle vicinanze dell'ospedale vede quest'ultimo crescere a vista d'occhio.
Di qui la ristrutturazione che ne conseguirà, perché non è solo un problema di ambienti e di mura, ma la ristrutturazione delle divisioni e dei servizi - decisa all'interno dell'autonomo Consiglio di amministrazione - porterà alla fine di questo anno, principio del '75, ad un aumento effettivo di 200 posti letto, con tutte le nuove divisioni di chirurgia ecc.
Ho parlato soltanto di premesse perché non potevamo dar loro rispondenza sul piano legislativo in quanto lo Stato - che dovrebbe essere il grande tutore della politica di indirizzo in campo sanitario - non ha predisposto una legge quadro di riforma.
Il rinvio di questa legge è stato continuo, ora si parla della sua approvazione per il mese di giugno, nell'attesa cerchiamo di creare nella nostra regione quelle strutture che permettano un domani di avere già un tessuto tale da rispondere alla legge-quadro sia nel campo preventivo che in quello riabilitativo che in quello curativo.
Per quanto riguarda l'Ospedale geriatrico, a cui tu facevi cenno, è da ricordare che è stato messo in opera quando era Assessore l'attuale Consigliere Mappelli - a cui io faccio i miei migliori auguri di pronta guarigione - ed è stato appaltato quando era Assessore il nostro amico e collega Manganone. Purtroppo ci sono state determinate situazioni che hanno avuto uno sviluppo sfavorevole, poi c'è stato l'aumento dei costi a cui facevi cenno, e oggi l'Assessore Pollicini ha giustamente ricordato quali sono ancora i tempi e i costi della finitura di questo ospedale, perché è un ospedale vero e proprio, il Geriatrico, vorrei precisarlo una volta di più, non è una casa di riposo per anziani, ma è destinato a malati che devono essere rimessi prontamente alla loro attività nel miglior modo possibile.
Per quanto riguarda l'ultima domanda, lo psicomedico, accenno rapidamente.
Noi - nei limiti del reperimento del personale - abbiamo portato avanti velocemente i servizi aperti nei comprensori, e nello stesso tempo va avanti la questione del centro dei servizi, del centro di diagnosi e della preparazione del personale.
Io non mi stancherò mai di ripetere, essendo a contatto con le famiglie che hanno questa dolorosa, dolorosissima situazione dei loro figlioli, che dovremmo avere la possibilità di seguirli da vicino in un luogo, come viene definito, "aperto".
Il Consiglio aveva esaminato il progetto dello psicomedico e aveva voluto far mettere come parte integrante della legge quelle premesse che voi conoscete. Lo psicomedico ora sta compiendo il suo iter e dovrebbe andare in appalto fra non molto, ma di questo potrà rispondere più precisamente l'Assessore Pollicini - in questo settore, ripeto, ogni volta che dall'ambito legislativo si passa a quello esecutivo, la competenza non è più nostra. La legge prevedeva un appalto concorso, e mi sembra che si sia in fase di ultimazione.
È tutto per il momento, mi riservo di dire al Consigliere Bordon altre cose più precise (ha parlato di Perloz: se vuole chiarimenti in proposito... quando vuole lui!)
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Fosson.
Fosson (UV) - Vorrei un chiarimento sul Cap. 696, perché riscontriamo un aumento che non è proporzionale agli altri; c'è un aumento fortissimo delle quote di compartecipazione del personale del Laboratorio ai proventi dei diritti di analisi, su 11.500.000 ci sono 8.500.000 di aumento, cioè 20.000.000 su un totale di 85.000.000 di stipendi.
Anche al Cap. 681 vi sono quote di compartecipazione sui proventi per il rilascio di certificati sanitari e veterinari per un valore di 2.300.000.
Desidererei sapere come vengono elargite queste quote di compartecipazione e, complessivamente, a quanto ammontano gli stipendi sommati a queste quote di compartecipazione.
Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Benzo.
Benzo (DP) - A norma degli articoli 2 e 3 della legge regionale 13 novembre 1970, n. 31 concernente il trattamento economico del personale addetto al Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi la ripartizione delle somme riscosse dalla Regione e spettanti al personale della sezione medico-micrografica e chimica avviene nella percentuale che penso il Consiglio conosca: 50% per analisi di interesse privato; 75% per analisi derivanti da convenzioni specialistiche assunte con enti diversi e del 100% per esami sierologici a carico del Ministero della Sanità.
La variazione è dovuta all'aumento dei proventi, in particolare per le analisi effettuate a favore dei donatori del sangue, riscossi dalla Regione per le analisi eseguite presso il Laboratorio stesso, con conseguente maggiorazione di spesa per la corresponsione al personale del Laboratorio di percentuali sui proventi riscossi.
Non posso dirle il totale degli stipendi perché questo non compete ai nostri uffici.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - D'accordo! Io non metto la cosa in discussione perché penso senz'altro che tutto avvenga in base alla legge - sarebbe ridicolo che si facesse una ripartizione al di fuori della legge - mi pare però che il personale non sia aumentato mentre c'è stato un incremento del numero di analisi. Probabilmente bisogna vedere - sempre per un certo equilibrio in tutto l'ambiente dell'amministrazione regionale - di non togliere le compartecipazioni, ma se si sono tenute le compartecipazioni alte, bisognerebbe vedere, dicevo, alla luce delle nuove entrate, se queste percentuali non sono troppo alte e tali da sconvolgere un equo confronto fra coloro che percepiscono degli emolumenti dalla Regione perché certi uffici hanno diritto a queste compartecipazioni e altri uffici non lo hanno.
Gli stipendi base, quando si ha la stessa qualifica, sono per tutti uguali e quindi bisogna cercare di non creare un divario troppo forte.
Noi sappiamo benissimo che in certi ospedali si è fatta tutta una questione perché chi usufruiva del 90-95% della compartecipazione era solo una strettissima cerchia e tutti gli altri avevano una percentuale bassissima.
Quindi io non voglio entrare nei particolari; vorrei che l'Assessore mi chiarisse le idee intorno a questo problema e raccomando di vederlo alla luce delle nuove entrate e con quel collegamento che ho spiegato, per fare le cose con sempre maggiore giustizia, si parla sempre di giustizia tributiva, ma in certi casi siamo noi stessi che non la osserviamo.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, Benzo. Ne ha facoltà.
Benzo (DP) - Rispondo subito sulla questione dei proventi e della loro distribuzione: questa è stata prevista dal Consiglio regionale anni fa ed è stata fatta su un piano veramente equitativo perché non rispecchiava certo quelle di certe baronie. Al direttore è assegnato il 18 o 38 ed il resto è attribuito a tutti quelli che operano presso i laboratori.
Quello che è importante sottolineare è questo: è opportuno notare che nonostante esistano queste compartecipazioni, che, ripeto, a livello di personale laureato sono molto basse in confronto ad altre, siamo già oggi in estrema difficoltà, perché tutti i laboratori ospedalieri ecc. offrono stipendi di gran lunga superiori. Noi potremmo di conseguenza correre il grave rischio di non reperire personale.
Questo mi dà l'occasione di sottoporre al Consiglio e di discutere il problema dei laboratori in vista della loro ristrutturazione e del loro adeguamento alle esigenze moderne quali gli interventi nel settore della medicina sociale: medicina del lavoro, medicina scolastica.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Bene, ho fatto una raccomandazione in quel senso perché pensavo anche ad altre situazioni in cui abbiamo analoghe difficoltà di reperimento di personale altamente qualificato.
Non mi dilungo in questo momento, ma prego la Giunta di esaminare questo problema nel suo insieme per ricercare la soluzione più equa.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.
Jorrioz (PSDI) - Al Cap. 703 vedo 30.000.000 per l'anno finanziario 1973 e 30.000.000 per il '74; ora io sono d'accordo nelle spese per corsi di addestramento e specializzazione del personale per il settore sanitario e sociale. Naturalmente però affinché io possa dare il mio modesto voto a favore o contro questo capitolo vorrei almeno sapere se e come sono avvenute queste spese, se sono stati sufficienti i 30 milioni previsti per il '73, per poter dire se nel '74 saranno sufficienti oppure si possono anche diminuire.
Mi sembra che in questo periodo, almeno da quando faccio parte di questo Consiglio, non ho mai sentito parlare di spese per corsi di addestramento e specializzazione ecc. Vorrei sapere se in questa occasione è possibile avere una delucidazione sulle spese fatte precedentemente dall'Assessorato competente per poter dare un giudizio in merito.
La stessa richiesta vale anche per i Cap. 710, 711, ecc. Grazie.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Maria Ida Viglino. Ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Anche la mia è forse una domanda specifica su questo capitolo: è una domanda piuttosto di carattere generale.
Avevo sentito parlare della possibilità di un'apertura di una Astanteria nella Bassa Valle; siccome in questi mesi non ne ho più sentito parlare, volevo semplicemente chiedere a che punto è la questione.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Anch'io vorrei avere qualche delucidazione sul Cap. 703, in particolare se i corsi organizzati dall'Ente ospedaliero sono stati finanziati attingendo da questo capitolo o se sono stati organizzati a completo carico dell'ente.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, Benzo. Ne ha facoltà.
Benzo (DP) - Il Cap. 703 riguarda i contributi nelle spese di ammissione di giovani valdostani alle scuole speciali di terapisti della riabilitazione presso l'Istituto di Gerontologia dell'Università di Firenze - a cui ho fatto cenno prima - in questo momento non ho le cifre esatte, vi posso solo dire dove sono stati spesi.
Altri contributi sono stati concessi nel corso dell'anno 1973 a cinque giovani valdostane che hanno partecipato a un corso di aggiornamento per puericultrici svoltosi a Perugia; altri contributi sono stati destinati alle persone che hanno frequentato i corsi di specializzazione nel settore sanitario e assistenziale per vigilatrici all'infanzia. Nell'anno accademico 1972/73 hanno frequentato il corso di cui parlavo tre giovani; nell'anno accademico 1973/74 il corso è stato frequentato da cinque giovani.
Quest'anno logicamente cercheremo di potenziare ulteriormente questi corsi; per esempio faremo anche un corso per tecnici di laboratorio di cui siamo estremamente carenti e quindi dovremo attingere da questo capitolo.
Per quanto riguarda invece la domanda che ha posto il Consigliere Fosson devo dire che sono stati concessi dall'Amministrazione regionale all'Ente ospedaliero 10 milioni per organizzare i corsi di infermieri professionali.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Mi scusi Assessore, ma io non ho capito bene il collegamento tra i 10 milioni concessi all'Ente ospedaliero e il Cap. 703, io avevo chiesto se il corso per infermieri professionali fatto all'ospedale era compreso in questo capitolo.
Inoltre desidererei sapere, poiché questi fondi sono destinati a corsi di perfezionamento per vigilatrici, per terapisti nella riabilitazione ecc. - e concordo pienamente sulla necessità di questi corsi - con quali criteri sono stati scelti i candidati: se ci sono state delle domande, se sono stati fatti degli avvisi per invitare le persone ad iscriversi, in base a che criteri sono state inviate queste persone ai corsi di specializzazione.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Benzo per la risposta.
Benzo (DP) - Chiedo scusa alla Sig.na Viglino, adesso vengo alla questione dell'Astanteria.
Dunque mi sembra che i 10 milioni concessi per i corsi di infermieri professionali facciano parte di un altro capitolo (in questo momento non trovo l'elenco che mi era stato dato).
Per quanto riguarda i corsi di aggiornamento, abbiamo fatto degli avvisi che sono stati affissi sia all'Albo della Regione che all'esterno per ricercare quei giovani disponibili, purtroppo non abbiamo avuto molte adesioni.
Io riterrei estremamente importante - ne ho già parlato col collega Assessore alla P.I. - prima della fine dell'anno scolastico fare una certa qual opera di informazione sulle prospettive di lavoro che le professioni para-mediche offrono.
Mi sembra che una informazione maggiore sul tipo di corso e sul lavoro che potrà essere effettuato - prego anche il Presidente della Commissione P.I. di tenerne conto - sia estremamente importante essendo la scuola un settore che può fornire quel personale di cui abbisogniamo. So che l'Assessore alla P.I. sta studiando il problema in generale e lo esaminerà successivamente settore per settore coi vari Assessori interessati al problema.
Le domande sono state visionate dai nostri tecnici (medico regionale ecc.), ma purtroppo alcune persone si sono poi ritirate non sentendosela di frequentare il corso.
Oggi avremmo dovuto avere quattordici persone e invece da Firenze quest'anno ne è uscita solo una e due ne usciranno il prossimo anno.
Per quanto riguarda la domanda sulla così detta Astanteria, ho fatto in Consiglio una lunga dissertazione, presenti allora dei medici che ora mi sembra non facciano più parte del Consiglio regionale, e pensavo avessero precisato loro la differenza fra un ospedale civile ed una Astanteria. Lasciamo comunque stare l'inesattezza della parola - nella mia relazione parlavo di presidio sanitario - questo presidio è parte di quello studio di piano sanitario che dovrà essere molto ben esaminato.
Noi comprendiamo la necessità di arrivare ad una qualche soluzione - un certo tipo di presidio - che risponda alle esigenze della Bassa Valle perché questa fascia di popolazione di 20-25.000 persone, di cui una buona parte gravita sull'ospedale di Ivrea, possa trovare subito qualche soccorso sanitario nella zona di Donnaz-Pont-Saint-Martin e poi logicamente riversarsi sul nostro ospedale generale, che oggi - bisogna darne atto - sta aumentando di prestigio in particolare per certi settori (chirurgia, urologia ecc.). La dimostrazione sta nel fatto che le ospedalizzazioni presso il nostro ospedale generale sono aumentate di molto; prima c'era una certa fuga all'esterno, oggi si sa di trovare nella nostra regione il personale sanitario e para-sanitario qualificato e preparato.
Il problema va quindi approfondito nell'ambito del piano sanitario generale perché esistendo una struttura principale, quale l'Ente ospedaliero regionale, la creazione di altri presidi sanitari deve essere attentamente esaminata. Oggigiorno, oltre alla difficoltà di reperire il personale medico e paramedico, il creare un ospedale civile presuppone l'esistenza di 4 divisioni (pediatria, ostetricia, chirurgia, medicina generale) e presuppone tutta una fascia di servizi accanto ai quali, non dobbiamo dimenticare, devono trovare posto dei servizi fondamentali quali quelli di radiologia e di laboratorio.
Sig.na Viglino, lei può quindi immaginare quali difficoltà il fatto può comportare.
Bisogna esaminare quali tipi di presidio può essere fatto (poliambulatoriale, di pronto soccorso con breve degenza) per far sì che i cittadini possano essere subito controllati e poi, se il caso lo richiede, passati per la parte più specialistica - il cosiddetto secondo livello - all'ospedale generale.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Ripeto che concordiamo perfettamente su questi corsi di specializzazione, però sono stati poco pubblicizzati. L'Assessore ha detto che sono stati affissi dei manifesti. Forse! A noi sono sfuggiti.
Sarebbe sufficiente, quando si fa un avviso di questo genere, per i corsi di specializzazione, mandarlo ai vari Consiglieri, come fa l'Assessorato agricoltura e foreste quando stabilisce di fare un corso per casari o altro: manda una circolare a tutti i consiglieri; almeno uno è a conoscenza del fatto e può eventualmente indirizzare delle persone e facilitare il compito del reperimento del personale.
Farei quindi proprio una raccomandazione in questo senso.
Servizio regionale di assistenza all'infanzia, dal Cap. 718 al Cap. 719.
Totale spesa: 14.000.000
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Non mi sembra vi sia proporzione tra i 10 milioni di spesa previsti al Cap. 718 e i 4 milioni previsti al Cap. 719 (senza tener conto di quelli per il personale che non insistono su questi capitoli).
Il 40%, ripeto, senza tener conto del personale, va semplicemente per garantire il servizio e poi 10 modestissimi milioni per vitto, medicinali e materiali sanitari per l'assistenza all'infanzia che effettivamente in Valle d'Aosta abbisogna - noi crediamo - di qualche cosa in più.
Ci sono, credo, quasi trecento minori, che sono soggetti alla tutela specifica del giudice tutelare, e ci sembra che 10 milioni contro 4 di spese "a cousta pì la saussa che il pes" come dicono lucidamente ad Ivrea.
Secondo me sarebbe necessario che questa materia fosse rivista e questo tipo di spese fossero possibilmente aumentate in quanto effettivamente l'infanzia abbandonata o semi-abbandonata è particolarmente numerosa in Valle d'Aosta.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Benzo.
Benzo (DP) - Consigliere Andrione, forse le è sfuggito che questo era il cosiddetto Brefotrofio; un tempo esisteva questa parola e forse chiariva il significato delle cifre; queste cifre sono quelle che spendiamo per gli attuali 15-18 bambini che abbiamo presso l'Istituto per l'Infanzia regionale.
Sono sufficienti perché abbiamo ridotto di molto il numero (un tempo erano 30-35).
Riguardo all'altro problema che ha sollevato, purtroppo spendiamo ancora cifre notevolmente superiori e per questo la rinvio ai Capitoli 740 per l'assistenza all'infanzia illegittima e 748 per l'assistenza e il ricovero di minori in istituti di educazione e di istruzione e per contributi e sussidi nelle spese di ricovero di malati poveri in istituti e luoghi di cura.
Queste sono solo le spese necessarie a mandare avanti quel piccolo reparto.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - 4 milioni di spesa per il Brefotrofio o per l'Istituto per l'Infanzia, come lo chiama lei, rispetto ai 10 milioni concessi per l'infanzia sono tanti...
Benzo (DP) - Non sono per l'infanzia, sono sempre per il Brefotrofio, sono le cifre che paghiamo all'Ente ospedaliero perché questi bambini mangino...
Andrione (UV) - Le sto dicendo una cosa differente: le sto dicendo che la proporzione tra i costi del Brefotrofio e quello che si spende nel Brefotrofio non è opportuna, non è valida perché il 40% della spesa per i bambini è costituita da costi.
A noi sembra che il Brefotrofio o sta diventando inutile o costa troppo caro: quando per un servizio - e lei ha spiegato di quale si tratta - il costo è di 4 milioni e la spesa di 10 milioni, noi diciamo che i costi sono troppo alti rispetto alla spesa.
Quindi o c'è una organizzazione differente, oppure si accolgono più bambini, oppure si trovano altri sistemi perché l'energia elettrica, l'acqua, il riscaldamento ecc. saranno sempre uguali e quali che siano il numero di bambini assistiti.
Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi, Cap. 723.
Totale spesa: 24.000.000
Totale Categoria IV - Acquisto di beni e servizi 309.500.000
Categoria V - Trasferimenti.
Sanità, dal Cap. 729 al Cap. 735.
Totale spesa: 274.245.000
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Vorrei sapere se l'aumento considerevole del Cap. 730, contributi straordinari al Consorzio antitubercolare per il ricovero e l'assistenza ai tubercolotici poveri è dovuto solo all'aumento delle rette o se in questo capitolo sono compresi altri contributi.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare l'Assessore Benzo. Ne ha facoltà.
Benzo (DP) - Questo è il contributo concesso - come il Consiglio sa - a pareggio bilancio nelle spese di assistenza antitubercolare per il ricovero di tubercolotici e per la corresponsione a favore di questi ricoverati, a carico del consorzio stesso, di un sussidio assistenziale di 200 lire giornaliere.
La variazione in aumento di 60 milioni è resa necessaria dalla previsione dell'aumento delle rette di ricovero nelle varie case di cura e per il piano di medicina sociale che la Giunta regionale ha approvato su proposta del consorzio stesso.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Mi sia permessa allora una critica al modo in cui è stato compilato il bilancio: c'è un capitolo specifico dove si parla di contributi straordinari al Consorzio antitubercolare per ricovero e assistenza ai tubercolotici poveri e da 80 milioni si passa a 140 con un aumento di 60 milioni. Affinché i Consiglieri possano leggere il bilancio, questa voce avrebbe dovuto essere ripartita in due: una per il ricovero e l'assistenza ai tubercolotici poveri, un'altra per il funzionamento di un centro di medicina sociale. Altrimenti i capitoli sono approssimativi e noi siamo costretti a chiedere spiegazioni.
In questo senso desidererei sapere qual è la spesa che sostiene attualmente la Regione, con l'aumento delle rette, per il ricovero dei tubercolotici poveri e qual è invece la spesa preventivata per questa famosa medicina preventiva, sociale ecc.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - I Capitoli 734 e 735 non hanno destato in noi nessuno stupore perché evidentemente la legge sugli asili-nido, prevista e approvata, non ha finanziamenti.
Vorremmo sapere come saranno spesi i contributi nelle spese di gestione di asili-nido ammontanti a 50 milioni, di cui al Cap. 735, e in quale ordine prioritario l'Assessore Pollicini ha deciso la costruzione di asili-nido, di cui la legge nazionale e regionale di integrazione, ed infine in quale percentuale pensa che verranno ad incidere queste costruzioni sul bilancio regionale.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare l'Assessore Benzo. Ne ha facoltà.
Benzo (DP) - Vorrei rispondere subito al Consigliere Fosson per dirgli che le spese nel 1973 sono state di... sono quindi previsti 10 milioni per aumento di ricoveri e delle rette e 50 milioni per quel tipo di intervento di cui ho fatto cenno.
Per quanto riguarda il Consigliere Andrione, al Cap. 734, preciso che quei contributi dello Stato sono veramente minimi.
Lei si è rivolto all'Assessore Pollicini, ma non è l'Assessore Pollicini che c'entra in questo caso.
L'unico Comune che possiamo porre all'attenzione del Consiglio, come benemerito, è il Comune di Châtillon: è l'unico che ha appaltato la costruzione di un asilo-nido.
Il Comune di Aosta e gli altri Comuni che hanno fatto domanda di contributi sono ancora alla ricerca del reperimento dei terreni che, come spetta agli Enti locali reperire.
Io ho fatto pressioni, ho continuato ad insistere presso almeno i Comuni di Aosta, Aymavilles e il consorzio di Verrès.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Ringrazio l'Assessore Benzo, ma, contrariamente a quanto afferma, l'Assessore Pollicini c'entra perché è vero quanto lei dice di trattarsi di contributi per la gestione e per la costruzione, ma io volevo sapere, dato che lei mi ha detto che non ci sono terreni, se questo tipo di costruzione rientrava in quell'ordine illustrato dall'Assessore Pollicini qualche giorno fa, o ieri, non ricordo esattamente, questa discussione non finisce più, e se quindi c'era una previsione regionale in ordine alla costruzione di queste infrastrutture che possono essere considerate importanti quanto le fognature, gli acquedotti, le strade e cose di questo genere; questa è la mia domanda, di ordine generale non solo di ordine specifico.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Al chiarimento che io avevo chiesto è stato risposto.
Dal punto di vista tecnico però questo articolo andrebbe sdoppiato perché servirà anche per il futuro; si tratta di due cose distinte pur essendo un contributo che si concede al Consorzio Antitubercolare: una ha una destinazione specifica, l'altra è una cosa che l'Amministrazione regionale ha deciso di attribuire al Consorzio Antitubercolare, ma che potrebbe essere fatta anche da altri.
Non vorrei prolungare la discussione su questo punto, ma ritengo, proprio per la buona tecnica del bilancio, che il capitolo 730 debba essere sdoppiato, se non lo si può fare subito lo si faccia dopo, però credo che questi contributi non costituiscano una sola voce.
Dolchi (Presidente) - Va bene Consigliere Fosson, la sua obiezione la considereremo una correzione come tutte le altre a cui è soggetto il bilancio.
Assistenza specifica, dal Cap. 739 al Cap. 756.
Totale spesa: 1.943.000.000
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - I Capitoli 740, 748 e 749 trattano tutti di spese per l'assistenza all'infanzia illegittima, per il ricovero di minori in Istituti di educazione e di istruzione, per contributi e sussidi nelle spese di ricovero di malati poveri in Istituti e luoghi di cura, per contributi e assistenza di minori presso colonie estive, marine e montane.
Tali spese hanno praticamente più o meno tutti una stessa destinazione, sono dirette verso una stessa categoria. Non discuto sulle cifre; vorrei solo approfittare dell'occasione per rinnovare, per l'ennesima volta, come ogni anno alla discussione del bilancio, l'invito alla Giunta di voler mettere allo studio la possibilità di avere un Istituto in Valle d'Aosta per il ricovero di tutti questi minori che attualmente sono assistiti presso le Province d'Italia.
Ogni anno ci sono state delle assicurazioni: un anno simo riusciti a far mettere, se non sbaglio, 50 milioni come voce iniziale su un capitolo specifico, per lo studio e per la costruzione di un Istituto di questo genere. Praticamente però quei 50 milioni sono stati stornati e di questo problema non se ne è più parlato.
Quando si è parlato del nuovo Ospedale geriatrico abbiamo detto: "è necessario pensare ai vecchi, ma dobbiamo pensare anche ai bambini" e ci siamo permessi di sottolineare il fatto che se una volta c'era un Istituto per orfani, adesso non c'è più; cioè, esiste ancora, ma non soddisfa tutte le esigenze perché è utilizzabile solo dalle ragazze.
Sarebbe quindi necessario esaminare il problema, non pretendo che oggi la Giunta o il Consiglio decida questo, ma si potrebbe mettere un capitolo per memoria, senza dover variare le cifre del bilancio.
Mi permetto di insistere, ma sono almeno 7-8 anni che facciamo, da questi banchi, questa raccomandazione e ogni volta c'è stato il consenso di tutto il Consiglio e anche della Giunta, ma concretamente fino ad oggi non se ne è fatto niente.
Penso quindi che la voce per memoria si possa mettere.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Blanc. Ne ha facoltà.
Blanc (UV) - Volevo solo una informazione sul Cap. 745, spese per contributi annuali agli E.C.A. a pareggio spese per programmi assistenziali, dove vedo una variazione in più di 17.000.000 per un totale di 70.000.000 per il 1974.
Intendiamoci, noi vediamo volentieri un aumento di questo capitolo a favore degli Enti locali che intervengono direttamente sul posto e quindi con notevole cognizione, volevo però chiedere se esiste un riparto di attribuzione a questi Enti.
Eventualmente pregherei l'Assessore di comunicare questa maggiorazione agli E.C.A. in modo che possano programmare alla luce di questi aumenti.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Ramera. Ne ha facoltà.
Ramera (DC) - Cap. 749: diminuzione da 65.000.000 a 37.000.000. Desidererei una spiegazione.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.
Parisi (MSI-DN) - Io voglio riferirmi al Cap. 743, ma prima di parlare di questo capitolo devo aprire una piccola parentesi e debbo richiamare la sua cortese attenzione - Signor Presidente del Consiglio - perché evidentemente molte parole forse non sarebbero spese e l'amico Bordon sarebbe stato meno veemente.
Nell'ottobre o novembre del '73 fu presentata dalla DC una mozione nella quale si chiedeva la costituzione di una Commissione per vedere cosa accadeva all'Ente ospedaliero. Questa mozione venne modificata, venne rimandato l'incarico alla Commissione ordinaria di cui faccio parte, però la Commissione non si è mai riunita per questo.
Debbo dire all'Assessore Benzo che l'ho seguita attentamente nella sua relazione e mi ha destato preoccupazione laddove ha calcato la mano nel dire che l'assistenza dei vecchi bisognosi è più opportuno farla in famiglia, a casa, anziché in ricovero. Sono perfettamente d'accordo, vi sono casi che debbono essere così trattati, però vi sono altri casi in cui le famiglie non possono e per mancanza di spazio, e per mancanza di possibilità, accudirli. Vi sono situazioni che vanno rivedute per un ricovero nelle nostre Case di cura locali.
Ora cosa accade?
Accade che questi anziani, quasi tutti beneficiari di piccole pensioni con le quali potrebbero contribuire al loro mantenimento, non vengono accettati, mentre in quelle case vengono accolti coloro che hanno figli e locali ove possono essere ospitati e accuditi.
Io che mi occupavo di assistenza ho visto delle cose incresciose.
Ecco una raccomandazione, vorrei farla perché al Cap. 743, spesa per l'assistenza alla vecchiaia bisognosa, manca la previsione di spesa e sarebbe opportuno che questo capitolo non rimanesse solo a memoria.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Io vorrei solo chiedere due o tre cose: Cap. 750, Spese per assistenza integrativa regionale agli inabili, mutilati e invalidi civili: se non erro - e mi correggerà l'amico Benzo - c'è una Commissione sanitaria che fa le visite e vorrei chiedere se è possibile parlare con questa Commissione. Capita molte volte, anche a tutti voi credo, di conoscere delle vecchie contadine che chiedono questa pensione e vorrei sapere, se è possibile, non di aprire la stalla, ma essere un po' più larghi, fiscalizzare un po' meno.
D'altronde se ti arrivano dieci persone, forse 3 o 4 riesci ad accontentarle a parole, ma le altre devi convincerle e telefonare all'Assessore perché prima ci si deve sottoporre ad una visita medica.
Io non dico che si debba esagerare in un senso, ma, se è possibile, tenuto conto che si tratta di pensioni minime, rivedere con molta attenzione questo problema.
Vengo invece al Cap. 751: 37.000.000
Vorrei che l'Assessore mi tranquillizzasse circa la questione dei ciechi. Come ricorderete avevamo chiesto con un'interpellanza di... vorrei pure che l'Assessore mi tranquillizzasse circa il Cap. 755, spese per l'estensione dell'invalidità giornaliera per inabilità temporanea conseguente ad infortunio sul lavoro a favore dei lavoratori autonomi dell'agricoltura residenti in Valle d'Aosta.
Noi - se non sbaglio - in data 3 dicembre 1973 presentammo una proposta di legge che venne discussa, le cifre da noi indicate potevano essere errate. Giustamente si ritenne di richiedere altri dati per avere un maggior conforto, io francamente questi dati li avevo - non so dove li ho messi - d'altronde non sono io che li devo procurare, siete voi della Giunta che li dovete avere.
Con questa proposta di legge chiedevamo che agli agricoltori che si ammalano e vengono ricoverati fossero fatte le dovute franchigie, sia all'inizio della malattia che negli ultimi giorni della malattia stessa.
Non mi dilungo, però vorrei che l'Assessore Benzo mi dicesse dove vengono reperiti questi denari. Grazie.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.
Borbey (DC) - Riguardo al Cap. 745 desidererei che l'Assessore potesse dirmi il seguente dato: che percentuale dei 52.500.000 per il 1973 viene attribuita all'E.C.A. del Comune di Aosta?
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, Benzo, per le risposte.
Benzo (DP) - Cercherò di andare per ordine perché le domande sono tante.
Per quanto riguarda il Consigliere Fosson, Capitoli 740, 748, 749, queste spese sono dovute all'assistenza dell'infanzia illegittima. Lo stanziamento rappresenta la quota parte a carico della Regione in quanto le spese vengono ripartite come segue:
- per gli illegittimi riconosciuti dalla madre un terzo è a carico della Regione, un terzo a carico dei Comuni e un terzo a carico dell'OMNI;
- per gli esposti tre quarti sono a carico della Regione e un quarto è a carico dei Comuni.
Gli illegittimi assistiti sono 263, di cui 229 mediante sussidio baliatico e 34 mediante ricovero in Istituto. La spesa sostenuta nel 1973 è di 40.082.365.
Il Cap. 741 riguarda l'assistenza ai ciechi che comprende le spese di ricovero di minori ciechi in Istituti di istruzione (abbiamo 6 assistiti, la spesa sostenuta è di 4.851.170).
Il Cap. 742 comprende le spese di ricovero di sordomuti in Istituti di istruzione professionale, abbiamo 4 assistiti e sono stati spesi 3.715.000
Il Cap. 749 comprende i contributi per l'assistenza a minori presso colonie estive marine e montane, a totale, o parziale, carico dell'Amministrazione regionale. Nel 1973 è stata erogata a favore del Comune di Aosta, con delibera consiliare 20 marzo 1973, n. 117, la somma di lire 40.000.000, quest'anno non diamo più al Comune di Aosta questa somma in quanto - come voi sapete - si provvede con un altro tipo di intervento. I minori assistiti presso le colonie durante il '73 sono stati: 1155 in colonie marine e montane e 588 in colonie marine. Le rette d'ammissione variano da 40.000 a 55.000 mensili, la spesa nell'anno 1973 è stata di 35.324.500.
Consigliere Blanc, per quanto riguarda il Cap. 745 devo dire che due anni or sono abbiamo provveduto a decentrare questi fondi; mi pare un concetto valido sia sul piano della conoscenza, che dal punto di vista operativo perché gli E.C.A. operano sul posto ed hanno una precisa conoscenza dei casi più evidenti di bisogno. La somma è ripartita fra i vari E.C.A. della Regione, a pareggio spese per programmi assistenziali degli Enti stessi, in base al riparto approvato dalla Giunta regionale con provvedimento deliberativo.
La variazione dello stanziamento ha lo scopo di permettere ai medesimi un miglior svolgimento delle proprie attività.
La ripartizione dei 70.000.000 viene fatta quest'anno, come per gli anni precedenti, dal Comitato regionale di assistenza e beneficienza in base alla popolazione dei vari Comuni.
Consigliere Bordon: Cap. 750.
Bordon ha toccato un tasto abbastanza importante ed è giusto spendere una parola anche in quel senso, perché indubbiamente la sua è un'osservazione umana, lo sappiamo noi che abbiamo un costante contatto con centinaia di persone che a volte ci fanno sentire in difficoltà.
Il problema è questo: la Commissione sanitaria è composta da cinque medici che effettuano queste visite e firmano il relativo referto; certe volte alcune persone non hanno il 67% (voi sapete che la legge statale prevede la pensione quando si ha il 60% di invalidità mentre la nostra legge regionale è diversa e prevede valori superiori), arrivano solo al 30, 40, 42% non arrivano cioè - a detta della Commissione medica - a raggiungere quelle percentuali di invalidità necessarie per la pensione.
A noi che non siamo dei tecnici del settore può sembrare, vedendo la persona, trattarsi indubbiamente di gravi situazioni; in genere è proprio povera gente, coltivatori, a cui dobbiamo dare assistenza in un'altra forma.
A volte qualcuno fa ricorso, però, nonostante questi aggravamenti, non sempre raggiunge la percentuale minima di invalidità.
Cap. 751, Spese per l'assistenza integrativa regionale mediante concessione di un assegno di accompagnamento ai ciechi civili: come il Consigliere Bordon sa, io avevo dichiarato di aver già trasmesso, nel mese di novembre, all'Assessorato alle Finanze un provvedimento analogo al vostro. Questo problema ci trova tutti partecipi nel portarlo avanti e, giustamente, non è questione di primogenitura.
Nell'Allegato E sono stati unificati in un'unica voce di 290.000.000 tutti gli interventi nel settore della sanità e assistenza sociale e la legge che prevede una maggior spesa annua per la corresponsione dell'assegno di accompagnamento a favore dei ciechi civili è già stata predisposta da questo assessorato.
Bisogna dare atto ai Consiglieri della DC di essersi fatti promotori di questa iniziativa che mi sembra abbastanza importante.
Consigliere Parisi, chiedo scusa se l'ho lasciata per ultimo, ma non ho risposto con ordine.
Lei ha fatto una domanda sul Cap. 743.
Il Cap. 743 è superato perché sono state fatte delle leggi nazionali che offrono trattamenti pensionistici migliori di quelli previsti da questo capitolo.
La sua domanda riguardava anche un intervento più generale a favore degli anziani. Logicamente il discorso che io avevo fatto - Consigliere Parisi - intendeva far comprendere che dobbiamo agire su due strade parallele; non dobbiamo essere degli utopisti in queste cose: se è vero, come è vero, che la migliore possibilità che dovrebbe esserci è quella della permanenza in famiglia delle persone anziane, e chi ha un minimo di cuore e di possibilità deve muoversi in questo senso, purtroppo esistono tutti gli altri casi di anziani e minori, in particolari condizioni, per cui l'Assessore alla sanità e assistenza sociale è sollecitato da tutti i banchi, da tutti i Consiglieri, a trovare posto in Istituto.
Ecco il motivo per cui discuteremo delle varie necessità - il Consigliere Bordon ha fatto bene a richiamare tutte e due le questioni - perché tante cose possono sembrare abbastanza semplici una volta che sono avviate, ma possono incontrare delle difficoltà, delle remore da parte di coloro i quali, anche in buona fede, non hanno però il polso della situazione e quindi, il giorno dopo aver richiesto un tipo di intervento, richiedono un altro tipo di intervento.
Non so se mi sono spiegato con chiarezza.
Ecco il motivo per cui noi vediamo le soluzioni sia sotto l'aspetto aperto che sotto l'aspetto del ricovero moderno e certamente non del ricovero di stampo antico.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Ringrazio l'Assessore Benzo per tutti i dati che mi ha fornito sui tre capitoli che avevo citato, ma io non volevo sapere quei dati; avevo citato quei tre articoli esclusivamente per dire che, siccome si trattava di assistenza ai minori, desideravo sapere qual era il pensiero dell'Assessore e della Giunta circa la possibilità di arrivare allo studio di un Istituto per questi giovani.
Su questo punto invece l'Assessore non mi ha detto niente e mi ha fornito tanti altri dati, tra cui quello con cui ha risposto alla domanda del Consigliere Ramera, dicendo praticamente che il capitolo 749 ha subito una variazione in meno di 28.000.000 perché questi fondi vengono stanziati in altro modo. Ma allora, proprio nella strutturazione del bilancio, queste sovvenzioni - sulle quali concordiamo - che noi diamo al Comune di Aosta per le colonie estive, marine e montane, sarebbe bene che figurassero in questa parte del bilancio perché più chiaro e se ne potrebbe discutere.
Non voglio soffermarmi oltre su questo punto, poiché ne avete già parlato e non voglio dilungarmi troppo, desidererei però sapere qualche cosa su quell'altro problema posto specificatamente.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Ramera. Ne ha facoltà.
Ramera (DC) - Io invece non sono soddisfatto, mi dispiace: si diminuisce un capitolo, si stanziano fondi per il Comune di Aosta e si crede di aver risolto il problema.
L'anno scorso, nella seduta del bilancio, si è discusso sulla necessità di istituire, dopo 29-30 anni di autonomia, una colonia permanente; avevo anche dato dei suggerimenti ai quali si era associato l'allora Consigliere Savioz. La settimana scorsa trovandomi nella località che avevo suggerito guardavo quella villa "Voronof" che potrebbe veramente adattarsi a colonia permanente: è vuota da 20 anni, nessuno l'adopera e nessuno è andato ad informarsi.
Io chiedo questo: capisco che l'Assessore con la riforma sanitaria, il Gerontocomio, l'Istituto psico-medico-pedagogico -che è sparito - con l'Ente ospedaliero, non ha la possibilità di seguire ogni cosa. Io lo capisco, materialmente non ce la fa.
Ma allora investa la Commissione, incarichi qualche Consigliere, qualche funzionario!
La nostra è la Regione col più alto bilancio!
Gli amministratori delle altre Regioni ci accusano di avere il più alto bilancio e non abbiamo nemmeno una colonia!
La Naz. Cogne è moltissimo tempo che ha una colonia ed avevo suggerito, lo scorso anno, di accordarsi con questa Società che ha dovuto mettere a disposizione delle altre Società dell'EGAM i posti vacanti perché nessuno glieli chiedeva.
Ora io non voglio accusare nessuno perché so che è un Assessorato, quello della sanità e assistenza sociale, oberato di problemi, però in tal caso c'è la Commissione, ci saranno dei Consiglieri che hanno voglia di collaborare, ci saranno dei funzionari.
Non è ammissibile che ogni anno si discuta di questa necessità perché se per i bambini di Aosta va ancora bene, essendo per la maggior parte figli di dipendenti Cogne possono usufruire della colonia di Cavi di Lavagna, per gli altri? Per quelli che non sono figli di dipendenti Cogne? Per i figli dei coltivatori diretti? Per i bambini degli altri Comuni?
Allora è inutile avere il più alto bilancio fra le regioni italiane - 52.000.000.000, quando la Regione Emilia Romagna ne ha 55.000.000.000 con 4.500.000 di abitanti - se non riusciamo a risolvere problemi così semplici.
È una questione di volontà: l'Assessore deve far funzionare questa Commissione consiliare e insieme al Presidente vedere chi ha il desiderio di portare a termine questo problema. I Consiglieri che non hanno voglia o non hanno tempo, non lo faranno, ma io mi metto a disposizione - e dire che non sarebbe compito mio in quanto minoranza - risolviamo questo problema affinché un altro anno non si debba ancora discutere per poi risolverlo in questo modo, cioè diluendo questo capitolo fra tutti i Comuni della Valle.
Concedendo ad Aosta 40 milioni non abbiamo risolto il problema; il problema era un altro, non era solo quello della colonia marina, ma era quello della colonia permanente, quindi si dica una volta per tutte: "quest'anno ci impegniamo veramente a risolvere questo problema".
Come dico non è il problema dei problemi, non è il Geriatrico che è lì da sei o sette anni, non è l'Istituto psico-medico-pedagogico che è persino sparito da questo bilancio dopo aver riunito ad Aosta i luminari della scienza.
Impegniamoci tuttavia a risolverlo per quest'anno.
Dolchi (Presidente) - Prima di concedere la parola all'Assessore Benzo vorrei chiarire al Consigliere Parisi che la Presidenza del Consiglio prende atto del rilievo in merito alla deliberazione n. 293 del 31 ottobre 1973 e disporrà per la prosecuzione dei lavori che sono stati previsti in tale mozione - che mi sono riletto - i quali riguardano sia la situazione ospedaliera che il quadro generale della situazione sanitaria.
I lavori si erano momentaneamente interrotti in quanto si cercava una quantità di materiale - soprattutto presso l'Ufficio Programmazione - che non è ancora pervenuta; comunque la Commissione sarà riunita anche con il poco materiale già distribuito e già in possesso dei Consiglieri.
È ancora iscritto a parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Il Comune di Aosta ha preso una lodevole iniziativa: integrare le pensioni minime agli anziani.
È una lodevole iniziativa che però suona un po' come una discriminazione nei confronti degli altri anziani della Regione.
La domanda che volevo porre è questa: non è possibile fare una legge che metta allo stesso livello tutti gli anziani della Regione che hanno il minimo di pensione e integrarla quindi a tutti, non solo a quelli di Aosta?
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Benzo per le risposte.
Benzo (DP) - Il problema che lei ha toccato indubbiamente è quello della creazione di un Istituto per l'Infanzia, un collegio, che era stato portato all'attenzione e che era stato da noi accettato.
Indubbiamente l'idea dovrà essere ancora ben esaminata e io penso e conto di portarla all'esame della Commissione sanità e assistenza sociale del Consiglio. Questo perché noi stiamo puntando tutte le nostre forze sulla ricerca della possibilità di mantenere questi minori nelle loro famiglie e lei avrà notato quanti sono già quelli presso cui interveniamo in modo tale che le famiglie vengano messe in condizione di curarsi dei loro figliuoli - e parlo dell'infanzia non abbandonata beninteso - (ci sono invece ancora delle difficoltà, non certo da parte delle famiglie, per quei casi più gravi di bambini handicappati, di cui parleremo dopo). Indubbiamente questo problema deve essere profondamente studiato: questi ragazzi per cui interveniamo non sono fuori valle, sono nei nostri Istituti in valle.
Purtroppo sappiamo che i collegi, i convitti nazionali ecc. non hanno sempre avuto buona rispondenza da parte della popolazione. Comunque lo metteremo allo studio; io nella relazione introduttiva non ho fatto cenno a questo principio perché il principio è quello - tanto più in un settore di minori sani - della non istituzionalizzazione... sulla colonia permanente, Consigliere Ramera, mi pare di aver fatto, un anno e mezzo fa, quasi un'ora di relazione al Consiglio.
Dopo aver battuto a tappeto, dico a tappeto, con l'Assessore Chantel e il Medico regionale, la riviera di Ponente e di Levante, avendo a disposizione anche molte amministrazioni pubbliche grazie alla collaborazione dell'AAI e del Senatore Montini che mi aveva messo a disposizione tutte le prefetture, avevamo fatto un elenco di 42 tipi di aree, edificate e non, sempre da adibire a colonia permanente. Le avevamo suddivise in categorie: A, B, C (le C erano da non prendere nemmeno in esame), ma erano in vendita solo colonie tipo l'Ambrosiana: 1.000 posti, cameroni, ecc... strutture cioè estremamente superate che non vanno bene nemmeno per colonie estive.
Siamo stati a visitare altre località e non vi dico che cosa abbiamo potuto vedere!
Cose che facevano drizzare i capelli e che penso i medici provinciali dovrebbero interessarsene molto più a fondo, come facciamo noi, perlomeno per quanto riguarda gli Istituti della nostra Regione.
Erano rimaste due concrete possibilità, vicino ad Imperia: la prima possibilità è sfumata per l'atteggiamento negativo da parte di un gruppo di proprietari - i padroni, mi pare, della Berio - che non hanno più voluto vendere, come mi diceva l'Assessore Chantel. L'altro terreno era di proprietà di una persona anziana, era di 25-30.000 metri, molto ben ubicato, ad una certa distanza dal mare, c'era un arenile e una costruzione con permesso di edificabilità, però avevano richiesto una tale cifra - proprio per questa costruibilità sul vecchio fabbricato - che l'Assessore Chantel non ha potuto perfezionare le trattative.
Un'altra magnifica località, che potrebbe essere ancora ripresa in esame, era vicino a Spotorno: una località stupenda su di un promontorio come Portofino dove c'era la possibilità di sistemare una colonia.
Caduta anche questa possibilità, quest'anno avevo ricominciato l'iter con l'Assessore alle finanze, che non è qui, e vorrei che lui potesse dire le ultime novità. Siamo stati di nuovo, sempre vicino a Spotorno, e abbiano trattato direttamente con il Sindaco perché c'era una vecchia colonia, un po' arretrata rispetto al mare in un magnifico luogo con l'arenile ed un magnifico parco sul mare. Anche questa volta le trattative non sono andate in porto perché il Comune non permetteva - stante il suo Piano regolatore - la destinazione e l'uso di questi 10 mila metri di terreno a colonia, volendone fare un parco cittadino.
Il Consigliere Ramera giustamente l'anno scorso aveva sollevato l'altro problema, quello della Mortola, io avevo detto che c'era una precisa segnalazione di un ambiente sicuro, perché bisogna stare attenti alle vecchie costruzioni (non conosco esattamente la villa Voronof). Prendo atto della disponibilità ad una maggiore collaborazione perché effettivamente noi non abbiamo il tempo di seguire tutte queste cose.
Ad esempio la seconda volta è andato l'Assessore alle finanze, credo, con un altro Assessore del Comune di Aosta; io non ho potuto andarci perché o si lavora da una parte, o si va in giro a vedere queste cose e i problemi sono effettivamente tanti.
Quindi io sottoporrò di nuovo la questione all'esame della Commissione sanità in modo che alcuni Consiglieri, sulla base di tutto il dossier di cui l'Assessorato alle finanze è in possesso, possano riprendere queste trattative.
Ho parlato con il Presidente della Provincia di Imperia alcune sere fa e l'ho pregato vivamente di mettersi anche lui, se possibile, a disposizione per trovare dei terreni.
Se riceverò delle informazioni le invierò ai membri della Commissione per esaminarli e poi sottoporli all'attenzione della Giunta e del Consiglio.
Certamente il problema va risolto: non me la sento di dire che possiamo risolverlo quest'anno, anche se indubbiamente negli elaborati dell'Assessorato alle finanze è prevista - come voi sapete - quella notevole cifra sotto la voce "acquisizione di beni patrimoniali regionali".
Consigliere Ramera, non è sparito il servizio psico-medico-pedagogico: sta andando avanti; è in fase di appalto concorso, perché certe cose possono andare avanti in silenzio.
Consigliere Tonino, lei avrà notato che, nella mia relazione introduttiva, ho sottolineato di nuovo il principio di quel minimo vitale. Approfitto dell'occasione per anticipare al Consiglio che è mio intendimento portare all'esame della Commissione sanità e assistenza sociale una modificazione della legge degli invalidi civili, anche questa spesa è compresa nell'Allegato E.
Voi sapete che noi diamo una integrazione alle pensioni nazionali; non appena sarà passata anche al Senato la legge per invalidi civili (con l'aumento, mi pare, che il minimo sarà di 35.000 lire) noi scatteremo a cifre notevolmente superiori.
Consigliere Tonino, anche noi ci siamo posti questo problema e i nostri uffici lo hanno lungamente esaminato: un conto è dare una certa cifra integrativa ad un certo numero minimo di anziani sani, come fa il Comune di Aosta, un conto è darlo a tutta la fascia di diretti interessati che si trova sotto un certo minimo. Una tale cosa importerebbe delle cifre di bilancio di centinaia di milioni, di miliardi addirittura. Infatti se diamo 1.000 lire ad ogni assistito - abbiamo circa 34.000 assistiti con pensione sociale o pensione di invalidità sulle 24.000-24.500 - faccia lei un calcolo velocissimo e vedrà cosa significa; il calcolo risulterà ancora più evidente se pensiamo di integrare tutte le pensioni minime con 10-15.000 lire. È chiaro che la legge dovrebbe comprendere non solo gli anziani di cui lei si preoccupa, ma tutta la categoria di coloro i quali hanno questa pensione minima, la pensione sociale o la pensione di invalidità.
Dobbiamo poter arrivare a trovare una soluzione, e una soluzione è già quella - a mio parere - di portare un deciso miglioramento per tutti quelli che sono invalidi.
Per la questione degli anziani, per renderci conto effettivamente delle diverse condizioni di difficoltà in cui si trovano questi nostri concittadini, stiamo facendo una specie di scheda per un controllo generale dell'assistenza che stiamo erogando. Dall'esame di questi dati, che sottoporrò, come sempre, alla Commissione sanità, vedremo se sarà possibile - ma lo ritengo estremamente difficile - un intervento generalizzato in quel senso.
Assistenza generica, Cap. 758.
Totale spesa: 130.000.000
Totale Categoria V - Trasferimenti 2.347.245.000
Totale Sezione III - 3.066.645.000
Totale Titolo I - 3.066.645.000
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz. Ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Io ringrazio l'Assessore Benzo per le parole che ci ha detto circa l'acquisizione della colonia regionale che è un problema grosso, un problema di notevole interesse sociale per tutta la valle; però vorrei sottolineare che per risolvere problemi di questa portata è necessaria una volontà politica. La mia modesta esperienza al Comune di Aosta mi spinge a dirvi, e qui ci sono degli amici con cui eravamo in Giunta assieme, che in quella occasione, quando il Comune di Aosta trattò l'acquisizione della colonia di Pinarella di Cervia, noi avemmo una violentissima opposizione da parte del Partito Comunista.
Poiché oggi il Partito Comunista fa parte di questa maggioranza, non vorrei che il procrastinare un problema di questo genere dipenda da una mancanza di coesione nella Giunta e da una mancanza di volontà politica da parte del Partito Comunista, perché evidentemente, se la maggioranza non è compatta per risolvere un problema di questo genere, si continueranno a dire le stesse cose di anno in anno e non si risolverà mai niente.
Se viceversa il Partito Comunista ha modificato le sue opinioni nel corso del tempo - io mi riferisco al '68/'70 - allora bisognerà che la Giunta prenda questo problema veramente per le corna, come si suol dire, e lo risolva perché ci troveremo sempre di fronte a delle difficoltà.
L'Assessore Benzo ci ha detto: "abbiamo visto delle colonie che...per carità, i medici provinciali avrebbero dovuto controllarle meglio!". La mia modesta esperienza, come torno a dirvi, ha fatto sì che l'allora Giunta di centro sinistra del Comune di Aosta prese veramente il problema per le corna e lo risolse con una determinazione tale per cui, una volta portata in Consiglio, la cosa venne approvata pur trovando sempre l'opposizione del Partito Comunista. Evidentemente, però, lo stesso PCI riconobbe la bontà dell'operazione che effettivamente era stata fatta per i bambini di Aosta che - come ha detto il Consigliere Ramera - hanno la possibilità di essere ospitati anche presso le colonie della Società Nazionale Cogne.
Allora si fece addirittura un discorso di colonia fra Regione e Comune di Aosta per ridurre i costi di gestione, di costruzione e di acquisto degli immobili, per poter arrivare - cosa che il Comune di Aosta non aveva la possibilità economica di fare - alla realizzazione di una colonia permanente per i bambini valdostani che necessitano di iodio, e a costituire scuole, nell'interno della colonia, in modo da dare un maggior aiuto a questi bambini.
Riconosciamo però oggi, a distanza di qualche anno, che il Comune di Aosta fece un'operazione non solo sociale, ma direi anche una operazione economica, perché, con le rivalutazioni che ci sono state, quella colonia, con l'arenile e la pineta che ha di fronte, comporta una miglioria tale che il Comune ha visto il suo patrimonio largamente avvantaggiato.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Manganoni. Ne ha facoltà.
Manganoni (PCI) - Io posso assicurare al collega Bondaz che i comunisti non hanno assolutamente cambiato le loro opinioni.
Accenna il Consigliere Bondaz alle violentissime opposizioni del P.C.I. al Comune di Aosta. Non conosco a fondo il problema del Comune di Aosta, mi risulterebbe però che il PCI non era contrario alle colonie, era contrario ad un certo tipo di colonia: la scelta della località ecc. Bisogna distinguere!
Alla Regione in PCI - posso rassicurare il collega - ha sempre appoggiato la tesi della colonia regionale.
Io le posso aggiungere che, quando facevo parte della Giunta, dal '59 al '66, si è discusso a più riprese, si è mandato l'Assessore alla Sanità a vedere, cercare terreni ed il PCI ha sempre, qui alla Regione, e penso anche al Comune di Aosta, riconosciuto e sostenuto la necessità della creazione di una colonia marina regionale, possibilmente permanente e, come l'ha appoggiata nel passato, l'appoggia ancora oggi.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Volevo solo ricordare al Consigliere Bondaz che in questo Consiglio abbiamo presentato delle mozioni sulle colonie, abbiamo discusso a fondo, mi pare nel 1968-69, non ricordo con esattezza, questo problema della colonia regionale e quindi non è affatto vero che il Gruppo Comunista è contrario alle colonie.
Per rientrare nella specifica questione delle colonie io suggerirei una cosa, perché penso che andare a trattare con denari l'acquisizione di terreni o di zone in quelle località marine sarà difficile.
Bisognerà adottare un altro sistema: noi, ad esempio, abbiamo una Piana di Dondeynaz che, prima che vada in mano alla speculazione, potremmo scambiare con altri terreni, da adibire a colonia, con una città di mare alla quale farebbe molto comodo avere un'area montana, sia per gli sport invernali, sia per il turismo estivo e ottenere in cambio invece un'area adatta per noi sul mare.
Comunque conviene trattare il problema direttamente con i Presidenti delle Regioni piuttosto che con i Sindaci.
Titolo II - Spese in conto capitale
Sezione III - Azione e intervento in campo sociale
Categoria II - Beni mobili, macchine e attrezzatura a carico della Regione, dal Cap. 763 al Cap. 767.
Totale spesa: 109.500.000
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Io vorrei porre un'ultima domanda all'Assessore Benzo.
Approfitto del fatto che il Cap. 767 si riallaccia allo stesso tema che ho trattato prima.
Ho sentito un'affermazione da parte dell'Assessore alla sanità e assistenza sociale che vorrei solo mi fosse o confermata o smentita: lei ha detto nel rispondermi, prendendo atto che c'è una certa volontà, che dovete studiare la questione dell'Istituto, e siamo d'accordo, però ha detto che non c'è più nessun bambino ricoverato in istituti fuori della Valle d'Aosta.
Desidererei sapere se questo corrisponde al vero o no, perché mi sembra molto strano.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Benzo. Ne ha facoltà.
Benzo (DP) - Dunque innanzitutto bisogna precisare di quali tipi di bambini stiamo parlando: se parliamo dei minori sani la risposta è no; se parliamo dei minori handicappati - non facciamo confusione Consigliere Fosson - allora ne abbiamo 51 nei vari istituti psico-medico-pedagogici esterni alla Valle d'Aosta, perché qui non ne abbiamo e questo è il motivo per cui vogliamo costruirlo in Valle.
Quindi se parliamo di bambini sani la maggioranza è nei nostri istituti, ne paghiamo le rette di ricovero negli istituti privati che voi conoscete, quelli tenuti dagli ordini religiosi.
Adesso io non ho i dati precisi e mi riservo di poterle fare avere l'elenco di quanti sono quelli a cui diamo il contributo totale o parziale nei vari istituti (Convitto regionale, Quart, ecc.). A Valtournanche l'istituto non c'è più: l'hanno chiuso (sapete ne hanno chiusi due o tre); sono rimasti, mi pare, quelli di Quart, Antey e Valgrisanche.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Assessore Benzo io non vorrei che sembrasse una polemica quella che faccio in questo momento, ma siccome lei ha una formazione tecnica, perché è un ingegnere, dovrebbe avere almeno il senso della precisione. Io che ho una formazione tecnica e sono amante della precisione, seguo con attenzione le risposte che mi danno quando faccio una richiesta; nella sua risposta precedente - e basterebbe sentire il nastro - lei ha detto che in questo momento non abbiamo più nessun bambino ricoverato fuori Valle. Adesso lei mi parla di maggioranza!
Io non voglio neanche sapere qual è il numero: io mi sono soltanto impressionato dalla risposta in cui è stato detto che non c'era più nessun bambino ricoverato fuori Valle.
Non solo capisco la distinzione fra handicappati e sani, ma ora anche a proposito di questi ultimi lei si è corretto: se dice che la maggioranza è qui in Valle, vuol dire che una parte è fuori... (voci) ...non prolunghiamo la polemica; maggioranza è diverso da totalità. Solo questo.
Categoria III - Trasferimenti, dal Cap. 768 al Cap. 771.
Totale spesa: 370.276.000
Dolchi (Presidente) - Nessun Consigliere chiede la parola? Possiamo dunque procedere all'esame dei capitoli successivi.
Assessorato al turismo, antichità e belle arti
Titolo I - Spese correnti
Sezione I - Amministrazione generale
Categoria V - Cap. 774.
Totale spesa: 60.000.000
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viglino. Ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Vorrei chiedere all'Assessore Milanesio a che punto sono i lavori della Chiesa di Sant'Orso; se la chiesa rientra in questo capitolo o se rientra in un capitolo successivo.
Dolchi (Presidente) - Do la parola all'Assessore Milanesio per la risposta.
Milanesio (PSI) - Qui si tratta di: "Spese e contributi per costruzione, sistemazione e manutenzione di edifici di culto in genere".
Gli interventi sono di carattere prevalentemente culturale.
L'intervento per la Chiesa di Sant'Orso non rientra in questo capitolo, ma in uno successivo; comunque quest'anno esistono degli accantonamenti e degli stanziamenti per Sant'Orso. La Giunta nella sua ultima seduta ha bandito una prova di selezione per due rilevatori archeologici che ci sono indispensabili per affrontare il problema dell'intervento di restauro sul monumento.
Credo che i lavori verranno iniziati, con un certo rigore, appena le condizioni del tempo lo consentiranno, cioè tra un mese circa.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Ieri, quando discutevamo il bilancio dell'Assessorato alle finanze, avevamo chiesto all'Assessore Milanesio, a proposito della sottoscrizione dei titoli azionari delle funivie, maggiori dettagli; egli ci ha risposto che ce li avrebbe fatti avere.
Non so se li ha dati a qualcuno.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Milanesio.
Milanesio (PSI) - Se il Rag. Peretto ha ancora qualche copia di quelle relazioni, penso la potrà consegnare al Consigliere Chabod. Io ero in possesso di una copia che ho consegnato al Consigliere Andrione che ne aveva fatto richiesta. Comunque prossimamente provvederemo a farle consegnare.
Dolchi (Presidente) - C'è stata la giornata non lavorativa di sabato, lunedì sarà data soddisfazione ai Consiglieri che hanno richiesto questo documento.
Sezione II - Istruzione e Cultura - Antichità e Belle Arti
Categoria II - Personale, dal Cap. 777 al Cap. 779.
Totale spesa: 197.300.000
Categoria IV - Acquisto di beni e servizi, dal Cap. 785 al Cap. 787.
Totale spesa: 112.000.000
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Io vorrei parlare del Cap. 786 il quale mi dà lo spunto per ricordare all'Assessore Milanesio della volontà di mantenere i castelli della Valle d'Aosta in buono stato, ma perché questo avvenga bisogna farli vivere o facendo affluire il pubblico a visitarli, come succede per il castello di Issogne e di Fénis, o attraverso manifestazioni pubbliche, di divertimento magari.
Io vorrei pregare l'amico Milanesio di informarsi sullo stato in cui si trova il castello di Quart: si accorgerà che è quasi un rudere. E così tanti altri, Saint-Denis ad esempio, Villair, ecc. spiacerebbe a tutti se un domani dovessero andare in rovina.
Mi sembra che in passato per prima cosa abbiamo pensato a rifare il tetto al Castello di Quart, ma i denari erano quelli che erano, e si poteva fare poca cosa.
Io vi pregherei dunque di esaminare attentamente il problema, perché mi è stato segnalato uno stato di abbandono di tanti castelli.
Forse abbiamo già superato il capitolo in cui si trattava dell'acquisto di vecchi stabili di interesse storico, vorrei sapere se è possibile qualcosa a proposito del "Palazzo Ansermin".
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Una parola all'Assessore al Turismo, la faccenda è urgente, si tratta di porre una lastra di cristallo di fronte all'affresco raffigurante San Giorgio nel castello di Fénis. L'Assessore avrà certamente presente la posizione della "Tour", il vicolo che poi si divide in due scale e il fatto che la gente passando urta contro l'affresco. Può essere vandalismo o disattenzione, però tutta la parte bassa dell'affresco - basta confrontarla con una fotografia di qualche anno fa - è completamente ricoperta di piccoli buchi in modo da guastare la parte pittorica. A volte penso che qualcuno lo abbia fatto di proposito con un chiodo. Se si continua in questa maniera, dato anche il fortissimo afflusso di gente nei mesi estivi, c'è il rischio della perdita o per lo meno di una grave compromissione dell'affresco che invece potrebbe essere protetto con una lastra, in maniera che rimanga sempre visibile.
Chiedo scusa per questa soluzione estrema, ma sarei piuttosto dell'avviso di staccare l'affresco invece di lasciarlo deteriorare in questa materia, cosa veramente grave.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.
Borbey (DC) - Anche se la questione non riguarda in senso stretto il Cap. 786, approfitto dell'occasione per chiedere all'Assessore che intenzioni ha la Giunta regionale in merito al castello di Aymavilles.
Questo castello è stato acquistato circa quattro anni fa; si è fatto un gran parlare di Università, di Biblioteche ecc., ha un bellissimo parco, ma all'interno pare che sia spoglio.
Se si continua a lasciarlo così, un domani occorrerà una quantità di denaro non indifferente per sistemarlo, perché i castelli più si lasciano in abbandono e più vengono deteriorati.
Mi sembra che data la posizione che ha il castello di Aymavilles sia doveroso da parte nostra cercarne un'utilizzazione adeguata.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Vorrei chiedere all'Assessore Milanesio se d'estate, quando i villeggianti e i turisti visitano i castelli, è possibile sapere quali sono i castelli che si possono visitare.
Chiederei all'Assessore Milanesio di far preparare dei cartelli o dei manifesti in proposito perché tanta gente va per visitare un castello e poi questo è chiuso.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.
Jorrioz (PSDI) - Soltanto due rilievi, uno sul Cap. 786 "Spese per opere di sistemazione e manutenzione di monumenti, castelli e di edifici di interesse artistico e storico", l'altro sul Cap. 801: mi sembrano due spese troppo diverse.
Se noi vogliamo richiamare i turisti in Valle d'Aosta dovremmo aumentare le spese per migliorare la situazione della nostra Regione, per manutenzione monumenti, castelli, ecc.
Questo può essere fatto riducendo quelle che sono le spese per la propaganda turistica, l'azione promozionale e la partecipazione a mostre e fiere; sono stati riservati rispettivamente 60 milioni e 270 milioni per questi due capitoli, non direi di invertire le due somme, ma di renderle un po' uguali. Grazie.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore al turismo, antichità e belle arti Milanesio per le risposte.
Milanesio (PSI) - Con la lettura dei primi capitoli si sono fatte domande che riguardano anche altri capitoli che seguiranno nel bilancio. Io risponderò in ordine di presentazione delle domande: Bordon, Castello di Quart, Palazzo Ansermin.
Il castello di Quart è uno dei castelli di proprietà regionale, fra l'altro abbastanza significativo e in uno stato di discreto abbandono; le opere di rifacimento della copertura hanno fatto sì che il deterioramento che era in atto non continuasse, ma si arrestasse. Nel corso di questi anni abbiamo dovuto intervenire con una certa urgenza nel castello di Saint-Pierre, che avevamo acquistato grosso modo nello stesso periodo in cui avevamo acquistato quello di Aymavilles, e che era pericolante; abbiamo dovuto fare azioni di consolidamento statico, non si è nemmeno trattato di restauro, abbiamo solo fatto in modo che si evitasse il crollo e altrettanto, credo, faremo quest'anno nel primo castello, cioè quello di Quart, in base all'ordine di priorità che abbiamo indicato.
L'intervento non sarà completo, si tratterà solo di salvare il salvabile, perché un intervento di restauro completo di questo castello credo che potrà ammontare a centinaia di milioni di lire.
Quindi ci limiteremo, anche per quest'anno, son già due anni che vogliamo intervenire e poi non riusciamo perché altre cose più urgenti premono, dicevo che ci limiteremo ad alcune opere di consolidamento e niente di più.
Palazzo Ansermin: anche qui bisognerà porre mano a nuovi acquisti, abbiamo cominciato ad acquistare porzioni di quel fabbricato e abbiamo discreta difficoltà nell'acquistarne altri; si tratterà penso di ricorrere all'arma dell'esproprio altrimenti la gente si fa pagare a peso d'oro delle cose che sul piano del valore di mercato poi non ne hanno assolutamente.
Ora di fronte ad un interesse della Regione, un interesse direi storico, culturale e artistico costoro contrappongono un così detto valore effettivo che però fa salire alle stelle i prezzi di queste abitazioni. Ora, la Regione ricorrerà a degli espropri oppure difficilmente riuscirà ad acquistare altre porzioni di quel fabbricato.
Esiste il capitolo per l'acquisto e la valorizzazione del patrimonio archeologico che consentirebbe, se impiegato con l'arma dell'esproprio, di comprare probabilmente tutto il Palazzo Ansermin in un solo anno.
Consigliere Androne, io trasmetterò il suggerimento immediatamente al Sovraintendente; ricordo dov'è questo affresco, non ricordo il suo stato di conservazione, ma penso che sarà opportuno salvaguardarlo; una lastra di cristallo mi sembra sia la soluzione adatta.
Stiamo facendo un'azione, oltre che di inventario, anche di documentazione fotografica, con un particolare procedimento, di tutti gli affreschi per poter valutare il grado di degradazione che subiscono per effetto delle intemperie e del tempo che trascorre; stiamo facendo dei confronti fra tutti gli affreschi significativi che ci sono in Valle d'Aosta.
Trasmetterà comunque questa sollecitazione immediatamente al Sovraintendente.
Consigliere Borbey, il castello di Aymavilles venne acquistato circa quattro anni fa, e fui io caldeggiarne l'acquisto; fu un grosso affare per l'Amministrazione regionale perché pagammo quel castello, con cinquantamila metri quadri di proprietà attorno, circa 60 milioni.
Quello di Aymavilles è il castello che si trova nel miglior stato di conservazione e questo è il motivo per cui non siamo ancora intervenuti; d'altronde non abbiamo ancora le idee chiare su cosa farne. Abbiamo discusso su alcune proposte che erano state presentate circa la sua utilizzazione, perché condividiamo l'opportunità di utilizzarlo, di dargli vita e di non trasformarlo in un museo.
Non sarebbe nemmeno significativo come museo, perché è un castello che non ha niente dentro; è la sua storia che è interessante, ma non contiene oggetti particolarmente preziosi, qualcosa tra l'altro è anche stato rubato a suo tempo, quando ci venne consegnato, i proprietari nell'accordo sottrassero degli oggetti ivi contenuti; questo castello non è molto significativo da visitare, di per sé è opportuno invece studiare un suo impego per finalità culturali e di rappresentanza che però devono coinvolgere - a mio avviso - l'utilizzazione anche del parco e della "dépendance" delle vecchie stalle.
Devo dire che, nel frattempo, se non altro, abbiamo provveduto a rilevare il castello con una precisione millimetrica, abbiamo un rilievo esatto, stanza per stanza, di questo castello, con gli spessori dei muri, quindi qualunque intervento di trasformazione, di restauro sarebbe possibile, perché ormai conosciamo il monumento in tutti i suoi aspetti.
Il Consigliere Chabod ha chiesto, se non sbaglio, quali castelli si possono visitare.
La Regione ha stampato, e non da oggi, un dépliant con tutti i castelli della regione; in esso sono indicati quali sono di proprietà regionale, quali sono aperti al pubblico e quali non lo sono.
Purtroppo il castello di Sarre è uno dei castelli che non è abitualmente aperto perché è di proprietà privata, però lo si può visitare lo stesso intercedendo presso gli attuali custodi.
Devo dire che si sono verificati purtroppo alcuni inconvenienti, proprio d'estate, perché eravamo in fase di restauro di alcuni castelli, per esempio il castello di Issogne, e quindi li abbiamo chiusi al pubblico.
Al Consigliere Jorrioz devo dire che non c'è solo il Cap. 786 che prevede interventi di quel tipo e quindi il suo confronto col Cap. 801 non mi sembra esatto perché esistono i Capitoli 825, 827, 828 e 829 per un totale di 420 milioni e il capitolo 839 di 10 milioni; non c'è sproporzione, anzi, diciamo che la sproporzione c'è in difetto ma in difetto per l'attività di promozione turistica, che è stata contenuta alla cifra del 1973, quando già nel corso del '73 avevamo fatto un assestamento di bilancio e avevamo portato a oltre 310 milioni lo stanziamento del Cap. 801.
Sezione IV - Azione e intervento in campo economico
Categoria II - Personale, dal Cap. 793 al Cap. 795.
Totale spesa: 100.500.000
Categoria IV - Acquisto di beni e servizi, dal Cap. 801 al Cap. 805.
Totale spesa: 434.000.000
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Cap. 801: credo che la Valle d'Aosta non ha bisogno di fare propaganda turistica, perché purtroppo il numero di un certo tipo di turisti che viene in Valle d'Aosta è persino troppo alto; invece è necessario che, con opportune iniziative, vengano richiamate certe classi di turisti che effettivamente incrementano le attività produttive della Valle d'Aosta.
Noi sappiamo che l'Assessore al turismo ha già seguito questa strada e che sono state prese iniziative in materia con l'organizzazione di voli charter sia dalla Svezia, sia dagli Stati Uniti; vorremmo raccomandare l'Assessore di seguire ancora di più questa strada, di proteggere da un turismo sconsiderato le località della Valle d'Aosta e di contribuire - anche con forme nuove di propaganda - al mantenimento e al rispetto della natura e del suolo.
C'è stato per esempio quel manifesto fatto dall'Assessorato al turismo, in collaborazione credo con la "Flore valdôtaine", circa le piante protette; credo che iniziative del genere dovrebbero essere moltiplicate anche organizzando, là dove è possibile, in boschi comunali o consortivi stazioni specifiche per i pic-nic e impedendo alla folla di sporcare dovunque.
Circa il giorno 20 del mese di agosto di quest'anno ero a Barmasc, sopra Antagnod, e ciqnue giorni dopo il ferragosto ho ancora visto dei paysans, dei contadini, degli "arpian" come diciamo noi, raccogliere la carta, le bottiglie vuote, le scatole di sardine abbandonate sù nell'alto alpeggio sopra Antagnod: se non ci difendiamo c'è veramente il rischio di ridurre a letamaio le zone più belle della Valle d'Aosta.
Recentemente, sempre in materia di propaganda e di valorizzazione dell'aspetto turistico della Valle d'Aosta, quindici giorni or sono, la deuxième chaîne della televisione francese ha trasmesso un documentario sulla vita del Medioevo ed almeno un quinto della trasmissione, che durava tre quarti d'ora, era dedicata agli affreschi di Issogne, con illustrazioni intelligenti; direi che sarebbe opportuno che l'Assessorato prendesse contatto, là dove è possibile, con queste grandi catene televisive, in maniera da valorizzare anche molti aspetti del patrimonio culturale della Valle d'Aosta, che purtroppo sono o dimenticati o non sufficientemente valorizzati e lo studio dei quali è lasciato a chi ha buona volontà.
Pregherei dunque l'Assessore, nella misura in cui è possibile, di limitare la propaganda..., ripeto, capisco che un minimo di questa è necessaria, però annunci del tipo "venite in Valle d'Aosta" non credo che servano più.
Per quanto riguarda il Cap. 802 "Spese per iniziative turistiche e sportive" domando se questo capitolo è messo per incoraggiare un certo tipo di turismo sportivo o per quelle manifestazioni tipo il Giro ciclistico della Valle d'Aosta o altre attività di questo genere dove tra l'Assessore Milanesio e me non ci potrà mai essere accordo.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viglino. Ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Non posso che associarmi a quanto ha detto il Consigliere Andrione, era infatti mia intenzione soffermarmi un momento sul Cap. 802.
Direi che condivido anche un po' il parere del Consigliere Jorrioz sebbene avessi già visto che ci sono altre somme stanziate.
Per quanto riguarda il Cap. 801 mi rifarò a questa pubblicazione che è stata fatta prima delle elezioni dalla Regione stessa in cui ho letto che in tre anni è stata spesa la bella cifra di 792.000.000 per azioni promozionali, campagne pubblicitarie turistiche e ristampa pieghevoli (175.000.000 per dépliants di propaganda turistica, 570.500.000 per campagne pubblicitarie turistiche, 46.500.000 per azioni promozionali).
Volevo chiedere all'Assessore Milanesio se per il '74 esiste un piano per le campagne pubblicitarie e in che cosa consistono queste campagne stesse, perché per esempio l'altro giorno qualcuno mi diceva che circa quindici giorni fa l'Assessore Milanesio era in Senegal, io ne sono ben felice, non so però se l'Assessore è andato per conto proprio o per la Regione, questo non lo dico solo per l'Assessore al turismo, ma per tutti gli altri Assessori: sarei contenta se, quando c'è uno spostamento all'estero di una certa rilevanza, almeno i Consiglieri venissero avvertiti in modo da esserne al corrente.
Per ritornare alla questione di queste campagne pubblicitarie, io vorrei quindi chiedere se esiste questo piano per il '74, se nel capitolo 801 è compresa una nuova ristampa di dépliants dato che - e mi riferisco alla pagina 253 di questa pubblicazione - per i mesi di gennaio/marzo '73 esiste la voce "Ristampa dépliants di propaganda turistica" per un totale di 49 milioni.
Spero che questa somma possa bastare anche per il '74; comunque, se dobbiamo di nuovo ristampare dei dépliants, vorrei sapere in quale quantità è prevista questa ristampa, dove avviene e, se è possibile, il costo medio di un dépliant, poi poterne finalmente avere qualcuno perché non ne conosco molti.
Per quanto riguarda il Cap. 802 "Spese per iniziative turistiche e sportive" vorrei completare quello che ha detto il Consigliere Andrione, riferendomi sempre alla stessa pubblicazione, dicendo che sono d'accordo per la "costruzione di aree per bambini, acquisto panche, cestini portarifiuti, bandiere, organizzazione spettacoli teatrali, ecc.", ma non vedo bene il riferimento a "iniziative turistiche e sportive".
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Prendo lo spunto dal Cap. 805 "Spese per la gestione e manutenzione delle aree verdi" per riprendere il discorso di ieri.
Vorrei che l'Assessore al turismo e l'Assessore all'agricoltura vedessero insieme la questione, perché secondo me è una questione molto importante.
Abbiamo tutta la nostra collina per metà coltivata e per metà no; fa veramente dispiacere vedere la Valle d'Aosta, dove una volta era tutto verde, tutto coltivato, oggi con un gran numero di terreni incolti.
È una cosa che i turisti fanno notare e anche un po' pesantemente talvolta; ci dicono: "voi spendete un sacco di soldi per invitarci qui, poi quando arriviamo ci fate vedere delle cose deludenti".
Ad ogni modo pregherei proprio l'Assessore al turismo e l'Assessore all'agricoltura di esaminare insieme il problema perché è una cosa sentita un po' da tutti, specialmente chi viene in Valle d'Aosta un po' tardi il mese di agosto e trova tutti i prati non più verdi ma gialli, in abbandono, abitati forse da vipere.
Anche la questione delle vipere è molto importante, perché la gente ne ha paura e a questo proposito inviterei gli Assessorati al turismo e all'agricoltura ad affrontare insieme e a fondo il problema.
Sui campeggi devo dire che bisogna cercare di renderli più puliti e di impedire che qualcuno li rovini.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Vorrei solo aggiungere alcune cose a quanto ha detto l'amico Andrione e fare una raccomandazione che credo sia condivisa anche da membri della Giunta.
Noi siamo responsabili di avere preso dei provvedimenti per far costruire delle strade interpoderali perché ritenevamo che dovessero servire specialmente all'agricoltore delle zone disagiate, degli alpeggi che altrimenti non avrebbero avuto la possibilità di fare la manutenzione agli alpeggi a causa degli alti costi di trasporto. Però oggi, facendo un esame retrospettivo, constatiamo che abbiamo fatto delle strade in zone bellissime che servono effettivamente all'agricoltura, ma ancor di più al turismo e soprattutto a quel tipo di turismo che denunciava prima il collega Andrione.
Questi turisti si infilano in qualunque strada interpoderale, proseguono fin dove arriva questa, senza curarsi di danneggiare la natura, il bosco, il prato, e questo non solo nelle zone non coltivate, ma anche in quelle coltivate.
Ricordo - e in quest'aula c'è un testimone - che su una strada interpoderale che collega Orsia a Stattel, sulla destra orografica del Lys, il consorzio aveva deciso di sbarrare la strada, ma questa sbarra è stata divelta e ora la strada è piena di automobili. C'erano dei contadini che coltivavano i prati della zona alta e che avevamo del bestiame, la gente tuttavia entrava nei poderi, si metteva a giocare al pallone, finché un giorno un agricoltore, ha invitato i turisti a rispettare i prati dato che lui viveva dei prodotti della terra, ma è stato minacciato e se ne è dovuto andare.
Questo non è che un caso limite, ma dimostra l'ineducazione di certi turisti che non recano nessun apporto, ma solo danni alla nostra valle.
Noi non siamo solo per il turismo d'élite, questo deve servire per alimentare gli alberghi, noi siamo anche per un turismo popolare, cioè quel tipo di turismo che usufruisca, specialmente per la residenza, delle nostre abitazioni di montagna, contribuendo così anche alle entrate dello stesso contadino.
Credo che questa sia un'esigenza condivisa da tutti i Consiglieri regionali, ma io ho voluto ricordare queste cose per dire che dovremmo esaminare le strade interpoderali che sono state fatte, vedere se effettivamente c'è una necessità per l'agricoltura perché credo che se tali strade non sono necessarie per l'agricoltura non è necessario continuare a costruirle, laddove queste strade interpoderali già esistono e raggiungono delle località veramente belle, bisogna fare in modo che vengano percorse a piedi o dai mezzi degli agricoltori. Il turista, quello che ha anche piacere di andare a piedi, deve averne la possibilità.
Voglio fare un altro esempio riguardante il problema: abbiamo fatto costruire la strada interpoderale che va da Chabodey, in comune di La Salle, fino al Larzet, c'erano da servire alcuni alpeggi sopra Derby; l'Assessore che mi ha succeduto ha continuato la costruzione della strada verso gli alpeggi di Derby, però, siccome c'era qualcuno che diceva: "Se si fa la strada verso Derby bisogna farla anche verso La-Haut" è stata costruita anche una strada verso La-Haut.
In questo modo si è rovinata una bellissima zona.
Oggi gli alpeggi di La-Haut non sono più monticati ed è rimasta la ferita, prodotta dallo sbancamento del terreno, in un vallone che è meraviglioso.
Attualmente questa strada serve solo a quel tipo di turista di cui ho parlato prima.
Chiedo quindi alla Giunta, con la collaborazione dell'Assessorato al turismo e dell'Assessorato all'agricoltura, di cercare di regolamentare un certo transito turistico, facendo una selezione di queste strade, in maniera da permettere il transito ai mezzi motorizzati che interessano l'agricoltura.
Chiedo inoltre di segnalare le piste percorribili a piedi: oggi c'è un ritorno alla natura, un ritorno alle camminate in montagna.
In altre nazioni - parlo solo della Francia - vi sono opuscoli specifici sui quali sono segnalati tutti i sentieri e tutti i percorsi che si possono fare a piedi senza incontrare delle macchine.
L'iniziativa ha ricevuto una risposta positiva, basta pensare al circuito del Monte Bianco: mi sono trovato l'anno scorso in Val Ferret e ho incrociato numerose comitive che facevano il percorso del Monte Bianco attraverso il Col de la Seigne, il Col Ferret, ecc...
Noi dobbiamo favorire anche questo turismo perché è quello che rispetta la natura.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni. Ne ha facoltà.
Manganoni (PCI) - Ho visitato alcuni anni fa il pozzo di San Patrizio, si dice che sia un pozzo senza fondo, e associazione di idee ho pensato al nostro campo di aviazione (Cap. 804), a quella palla di piombo che la Regione da quindici anni si trascina al piede e che ci è costato già svariati miliardi, se si tiene conto che è stato costruito nel '58.
Quando di parlava del campo di aviazione i vari Assessori al turismo, che si sono succeduti su quella poltrona, dicevano: "ancora un anno o due, poi si reggerà da solo, non graverà più sulla Regione".
Il nostro è il solo campo di aviazione italiano gestito dall'Aeroclub e finanziato da un ente pubblico; gli altri Aeroclub che ci sono in Italia, tipo quello di Biella, di Firenze ed altri che io a suo tempo ho visitato, non sono finanziati dagli enti pubblici, chi vola, chi vuole fare questo non troppo popolare sport, se lo paghi.
Tutti gli Assessori dicevano: "la Regione non interverrà più", "non graverà più sulle nostre finanze", "alcuni anni poi basta", ma io ho l'impressione che sentiremo questa storia ancora per molti lustri; io mi chiedo fino a quando ci proponiamo di mantenere immobilizzati duecentomila metri quadrati di terreno. Facciamone piuttosto un parco pubblico, che servirebbe almeno a tutti i cittadini, ora invece è utilizzato da un'esigua minoranza che va a volare a spese nostre, servendosi di denaro pubblico.
Io penso che si debba trovare una soluzione: o quelli si pagano il loro sport non molto popolare, se no cerchiamo un'altra soluzione.
I grossi aerei non possono atterrare, questo è un fatto, non per colpa del campo, ma a causa delle montagne, è utilizzabile solo da trabiccoli con due o tre posti e la Regione paga la manutenzione, compera e sostituisce aerei usati o precipitanti.
Si dice sempre che bisogna vedere le spese non necessarie; non dico che l'Assessore debba risolvere oggi questo problema, ma che almeno si proponga di far fare uno studio per evitare di spendere miliardi per questo campo di aviazione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.
Parisi (MSI-DN) - Cap. 801 "Spese per propaganda turistica, azioni promozionali e per la partecipazione a mostre e fiere - 270 milioni" trovo la somma eccessiva, perché la Valle d'Aosta, la bella e ubertosa Valle d'Aosta, è conosciuta in tutto il mondo, forse chi la conosce meno sono gli italiani.
Trovo eccessiva la spesa, perché al Titolo I, Categoria IV dell'Assessorato industria e commercio noi vediamo che per i Capitoli 470-471-472-473-474, che corrispondono globalmente al Cap. 801 dell'Assessorato al turismo, sono stati assegnati soltanto 118 milioni, non c'è paragone Signori, e coscienziosamente bisogna riconoscerlo perché tutta l'attività dell'Assessorato industria e commercio è di molto superiore a quella che è la semplice propaganda che si può fare per far conoscere la Valle d'Aosta.
Ora a prescindere dal fatto che non si possa toccare quella cifra, perché così va bene, io mi domando perché debba essere considerata globalmente e non, come è stato fatto per l'Assessorato industria e commercio, voce per voce, in maniera da rendersi conto di quanto verrà speso per la propaganda turistica, quanto per una cosa, quanto per un'altra. Grazie.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.
Monami (PCI) - Non discuterò se i 270 milioni del Cap. 801 sono troppi o sono pochi, secondo me, se il denaro è speso bene non è mai troppo, soprattutto per fare della propaganda di carattere turistico.
Non dirò niente neppure riguardo al campo di aviazione.
Mi premeva però porre l'accento sugli interventi fatti dal collega Andrione e dalla collega Viglino, che ne condivideva totalmente l'impostazione, e su quello del collega Fosson che in parte è stato poi rettificato nel finale?
Può darsi, e posso dirlo con estrema tranquillità all'amico Andrione, che non abbia capito perfettamente, ma il suo è stato un discorso di carattere generale sul turismo, sul richiamo turistico della Valle d'Aosta, in cui si asserisce, quasi testualmente, che i turisti sono anche troppi e che è preferibile orientarsi verso un certo tipo di turismo richiamato con i voli charter provenienti dall'America, dalla Svezia, dalla Norvegia o dal Sud America - aggiungo io - dal Giappone.
Questo sarebbe, a detta del Consigliere Andrione, un turismo qualificante che sfrutterebbe adeguatamente le nostre risorse economiche, là dove invece dovremmo "trascurare" - proprio questo il termine usato - quel turismo che il Consigliere Andrione definisce, dopo un attimo di riflessione, "sconsiderato".
Io penso che, se è vero quanto afferma il collega Fosson che siamo tutti alla ricerca di un certo ritorno alla natura - e io condivido questa tesi - è vero che ognuno di noi ha bisogno, dopo una settimana di lavoro nelle officine delle città italiane, di vivere una giornata di aria pura in Valle d'Aosta. E soprattutto hanno questa necessità le centinaia, le migliaia, le decine di migliaia di operai e di lavoratori italiani, siano essi della Fiat, dell'Alfa-Romeo, della Pirelli, che debbono trovare le porte aperte. Noi dobbiamo preparare la Valle d'Aosta a questo tipo di turismo popolare e di massa per il quale ci battiamo.
Ci sono già delle località che emarginano un certo tipo di turismo; non credo ad esempio che gli operai della Fiat e dell'Alfa Romeo vadano al Grand Hôtel, di cui non conosco il nome perché non ci sono mai stato, di Courmayeur, o di altre pregevoli stazioni della Valle d'Aosta.
Si tratta semmai - e sono d'accordo con Fosson - di prendere quei provvedimenti che riterremo opportuni e che vanno dal divieto di transito delle automobili in alcune strade, alla creazione di sentieri pedonali, ad una insistente opera di educazione ecologica affinché a quei turisti che abbandonano la scatola di sardine non sia vietato il venire in Valle d'Aosta, ma si insegni a non lasciare le scatolette sui prati.
Credo che se noi ci rivolgessimo, come orientamento generale, verso un turismo di élite, un turismo di classe, proveniente dal Nord o dal Sud America, dal Sud Africa o dalla Scandinavia, ridurremmo la nostra Valle d'Aosta ad una perla turistica che è a portata di mano di pochi individui, quando noi vogliamo che sia aperta a quei milioni di lavoratori italiani che ancora non la conoscono.
Sono quindi d'accordo nell'insistere in una propaganda turistica nei confronti dei lavoratori, di quella gente, magari ignorante, e accoglierla nella nostra Valle predisponendo però - e questo è l'invito che faccio all'Assessore al turismo - tutti quegli accorgimenti che mettono questo tipo di turismo che non dobbiamo scacciare, non dobbiamo rinnegare, ma dobbiamo intensificare, nelle condizioni di trovarsi a suo agio, di saper riporre la scatoletta di sardine, di acciughe e le bottiglie di Coca-Cola nel giusto posto, richiamarlo alla pulizia del posto che occupa, ecc., prendendo tutta quella serie di provvedimenti di cui diceva il Consigliere Fosson e che mi trovano d'accordo.
Mi permetto quindi di insistere, senza malanimo, sull'impostazione generale del problema da quei colleghi che hanno parlato sull'argomento; noi riteniamo e lo ribadiamo, che è da favorire, curandolo ed educandolo, anche quel turismo di massa che in fondo è pure esso portatore di benessere per la Valle d'Aosta.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Credo che il Consigliere Monami avesse perfettamente capito perché infatti, forse in maniera un po' differente, abbiamo detto le stesse cose.
Ci sono dei dati di fatto che nessuno può negare: certi impianti ad esempio lavorano di più la domenica che il lunedì, il martedì, il giovedì, il venerdì; l'organizzare delle settimane bianche con nord-americani permette di fare lavorare quegli impianti nei giorni in cui, purtroppo, per abitudini schiavistiche proprie del mondo occidentale, gli operai lavorano - e noi pure visto che riuniamo il Consiglio di sabato pomeriggio.
Non si tratta di fare una discriminazione di classe e molto sovente - questo sia detto a disonore della borghesia italiana - gli operai sono i più educati e sono proprio quelli di cui parlava il Consigliere Fosson, quelli cioè che scelgono i luoghi di villeggiatura non troppo frequentati, non alla moda, vanno nelle piccole baite, cercano di imparare e conoscere, e persone come queste ne ho conosciute tante e sono personalmente loro amico.
Quello che ci offende è la rapina; per fare un esempio guardiamo alla raccolta dei funghi; bisogna andare ad Arnaz o a Hône, nella Bassa Valle, nel periodo della raccolta dei funghi per vedere gli strazi che avvengono, i muretti che vengono demoliti; anche i contadini sono dei lavoratori! Anche loro lavorano e quindi un certo tipo di vandalismo, di spregio, di volontà di rovinare, ci offende assolutamente.
Riferendomi in parte a quanto diceva il Consigliere Fosson, ritengo - e probabilmente anche il Consigliere Monami sarà d'accordo - che per la Valle d'Aosta, che è piccola, ci siano dei limiti fisici e non c'è niente di più brutto, di più contrario all'amore della montagna, che andare a Courmayeur il 15 agosto.
Se uno vuole soffrire, deve trovarsi a Plan Gorret il 15 di agosto, perché l'Hermitage di Plan Gorret non può contenere quella massa enorme di gente; uno ha l'impressione di essere in Galleria a Milano: da tutte le parti è circondato e avvolto dalla folla.
Quello che noi troviamo stupido è proprio la moda di andare in un dato posto, che si chiami poi St. Moritz o Courmayeur, o Breuil, perché è di moda. Noi chiediamo di selezionare un turismo intelligente, non solo, ma di selezionare attraverso i nord-americani e i norvegesi un turismo che permetta per ragioni economiche di far funzionare gli impianti per centoottanta giorni all'anno con una utilizzazione che non sia in perdita e non obblighi la Regione ai famosi, misteriosi, certe volte, milioni, che partono, partivano, per spese di esercizio delle funivie o per aumento di capitale azionario delle società funiviarie.
Credo che su questo punto tra me e il Consigliere Monami non ci sia assolutamente differenza di opinione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Maria Ida Viglino. Ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Visto che anch'io sono stata inclusa nel discorso del Consigliere Monami, vorrei fare anch'io una precisazione.
Non intendevo affatto escludere il così detto turismo di massa, perché, per carità, almeno le mie origini mi portano tanto verso il lavoratore della FIAT quanto verso il contadino della nostra zona.
Piuttosto suggerirei questo: sono stata qualche volta nelle Dolomiti, dove esiste un turismo di massa e la Regione riesce ad educare questo turismo di massa con determinati inviti; quello che il Consigliere Monami proponeva e che io condivido perfettamente. Anzi, faccio l'esempio di una Regione che è riuscita a educare un turismo di massa, a far rispettare i prati dei contadini; perché se i nostri pochi prati vengono invasi e vengono deteriorati - come diceva un momento fa il Consigliere Andrione - in quali condizioni si trovano i nostri contadini all'indomani del passaggio di certi vandali?
Io vorrei quindi che anche la nostra Regione potesse un po' mettere in atto quello che hanno fatto l'Alto Adige o il Trentino; io ricordo per esempio di aver visto in moltissimi posti dei cestini, ma non mezzi sfondati come purtroppo sono qualche volta i nostri: dei bei cestini dipinti di rosso in modo da attirare l'attenzione e poi un invito continuo a mettere i rifiuti in questi.
Certamente comunque, se il turismo non viene educato, questa sarà la rovina della nostra Regione, che è piccola, mentre altre Regioni, avendo uno spazio molto maggiore, possono forse difendersi meglio.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Faccio una piccola precisazione di carattere personale riferendomi ad una, diciamo così, battuta di spirito della Sig.na Viglino.
Io sono qui per rispondere di quello che l'Assessore fa, quindi a questo Consiglio rispondo di quello che ho fatto come Assessore; non intendo assolutamente rispondere di quello che faccio come cittadino, questo deve essere chiaro.
Io quando vado nel Senegal non devo renderne conto alla Sig.na Viglino.
La questione era stata posta in termini tali che si poteva fraintendere!
Viglino (RV) - Mi sono espressa male, per carità. Io ho troppo rispetto per la libertà di ogni persona!
Milanesio (PSI) - Era una battuta e rispondevo con una battuta!
Sgomberato il terreno da questo equivoco, devo dire che gli interventi che sono stati fatti, soprattutto sul bilancio dell'Assessorato al turismo, antichità e belle arti, sono stati diversi e con un taglio soprattutto diverso. Ci si è riferiti ad alcuni capitoli più che ad altri, però in realtà si è intervenuti sul complesso fenomeno turistico (è un po' una tradizione di questo Consiglio discutere sempre il Cap. 801).
Devo dire questo: in qualunque attività economica si dice che la pubblicità sia l'anima del commercio; il turismo non è nient'altro che un prodotto che si offre ai consumatori.
Se un Ente pubblico vuole vendere questo prodotto - acconsentitemi questa terminologia commerciale - evidentemente deve reclamizzarlo. In questo non concordo fino in fondo con quanto ha detto il Consigliere Parisi che ha parlato di "bella e ubertosa Valle d'Aosta conosciuta in tutto il mondo". La nostra Regione è certamente bella e ubertosa, poi è ancora più bella perché è la nostra, però non è conosciuta in tutto il mondo.
Purtroppo era conosciuta pochissimo alcuni anni or sono; attualmente lo è sempre di più grazie anche all'azione di propaganda e di promozione che la Regione, da diversi anni a questa parte, e quindi non per merito mio, sia ben chiaro, ha iniziato e continua a fare.
Vi basti sapere che, per esempio, in alcune manifestazioni di promozione che si sono fatte negli Stati Uniti, dove è vero che siamo dall'altra parte dell'Oceano, ma non siamo in un altro mondo e dove quindi un minimo di geografia dell'Europa dovrebbe essere nota, ebbene, non sapevano dove si situava nell'Italia la Valle d'Aosta; bisognava, per spiegare la sua locazione geografica, far riferimento a montagne eccelse, a località che, combinazione, erano a dieci chilometri dalle nostre, al di là della frontiera. Per intenderci bisognava dire che la Valle d'Aosta era appena al di là del Traforo del Monte Bianco, dall'altra parte di Chamonix; questo perché conoscevano Chamonix, perché è una stazione turistica, ha un grosso passato, un grosso prestigio, mentre quando si diceva che in Valle d'Aosta c'era il Monte Bianco nessuno ci credeva: tutti pensavano che il Monte Bianco fosse francese, interamente francese. Bisognava spiegar loro che noi eravamo dall'altro versante e lo stesso valga per il Cervino: quando dicevamo che in Valle d'Aosta c'era il Cervino, ci chiedevano: "che cos'è il Cervino?".
Bisognava spiegare l'esistenza della nostra Regione riferendosi a coordinate geografiche che erano svizzere o francesi.
Risultava abbastanza strano agli americani che l'Italia, e quindi la nostra Regione che è situata nell'Italia, avesse tutte queste montagne, tutte queste piste di sci; questo non rientrava nell'opinione che correntemente hanno gli stranieri del nostro paese, dell'Italia.
Reclamizzare la Valle d'Aosta, che è una regione alpina, completamente diversa dall'immagine tradizionale che si ha dell'Italia, non è cosa facile, perché all'estero, per intenderci l'ENIT (Ente Nazionale Italiano per il Turismo) ha sempre accreditato un'immagine dell'Italia degli spaghetti, dei mandolini e delle gondole di Venezia nella migliore delle ipotesi; mai quella dell'arco alpino, dello sci, degli sports invernali.
Io ritengo che il merito di aver pubblicizzato questa nuova immagine dell'Italia spetti soprattutto alla nostra Regione che in questi ultimi anni ha incominciato a rompere quella tradizione.
Abbiamo fatto questo per utilizzare maggiormente gli impianti e le attrezzature alberghiere, avendo visto lo scarso numero di turisti stranieri che venivano tradizionalmente in Valle d'Aosta (basta leggere le statistiche per rendersi conto che tale fenomeno era di irrilevante entità e solo oggi comincia ad avere una certa consistenza raggiungendo all'incirca il 20% delle presenze totali là dove prima arrivava a sfiorare l'8-9%. Si può vedere come in questi tre o quattro anni abbiamo raddoppiato il turismo straniero in Valle d'Aosta).
Per abitudini consolidate nel nostro paese le ferie, le festività, cadono in certi periodi dell'anno, con conseguenti concentrazioni massicce di turisti e con fenomeni di degenerazione che sono stati accennati.
Si è parlato di turismo sconsiderato: io direi turismo "becero"; c'è un disprezzo per le cose, che non coinvolge certamente il censo della persona, ma l'educazione che ha ricevuto. L'amore per la natura, molte volte è più presente negli strati più umili della popolazione perché sono quelli che sono nati dalla terra, che hanno vissuto a contatto con la terra: anche se sono diventati operai magari alla FIAT o all'Olivetti, la loro estrazione è più delle volte contadina.
La propaganda verso l'estero ha rappresentato per noi la ricerca di un mercato che consentisse un'utilizzazione, nel periodo di bassa stagione, dell'attrezzatura, sia impianti di risalita che attrezzatura alberghiera. Questa è la ragione preminente, non ve n'è un'altra.
Stiamo cercando di influire anche sul costume, sulla mentalità dei nostri connazionali; evidentemente il turismo dei nostri connazionali sarebbe il più facile da avvicinare, entro certi limiti però: questo turismo, proprio per la sua tendenza a concentrarsi in certi momenti dell'anno, ha raggiunto quasi dei livelli di saturazione.
Per intenderci, noi non ci sogneremmo mai di lanciare una campagna per la cosiddetta alta stagione in Valle d'Aosta; non l'abbiamo mai fatto e ce ne guardiamo bene dal farlo: a Natale non si troverà mai un posto letto in nessun albergo, e anche a Pasqua tutto sommato, o nel mese di agosto! Anche se i giornali scrivono che ci sono ancora dei posti, non è vero, nel modo più assoluto!
Sono anni che durante l'alta stagione in Valle d'Aosta non c'è più un posto letto disponibile.
Il problema è quello di dare continuità all'attività di questo settore, di distribuirla lungo tutto l'anno, sia pure con punte e cadute di frequenza.
È necessario garantire un'occupazione stabile agli addetti del settore, perché, tra l'altro, se noi non garantiamo questa occupazione stabile accade che i migliori operatori turistici, poco soddisfatti dei risultati economici del loro lavoro, emigrano dalla Valle d'Aosta. Ci lamentiamo tutti che molti giovani che escono dalle nostre scuole alberghiere se ne vanno all'estero; per forza! Hanno imparato un mestiere, ma qui in Valle d'Aosta sono pochi i centri che possono garantire un'occupazione per tutto l'anno. Di conseguenza, se ne vanno all'estero, dove guadagnano di più, accumulano esperienze, imparano delle lingue e poi magari ritornano da padroncini, da gestori, con quel minimo di capitale che hanno raccolto.
Io gradirei, poiché la Sig.na Viglino fa parte della Commissione turismo, che si riunisse una volta tale Commissione per esaminare espressamente il discorso della promozione turistica. In quella sede potrai dare molti più dati di quelli che non posso dare oggi, anche per rispetto dei Consiglieri che forse non hanno voglia di sentirsi sciorinare tutta una lunga esposizione di dati e di cifre.
Posso però dire questo: abbiamo cercato di gestire il bilancio della pubblicità e della propaganda secondo criteri di efficienza e di produttività, così come avrebbe fatto una qualunque azienda che avesse come fine l'ottimizzazione dei suoi risultati.
Questa è la dichiarazione che faccio e sono pronto a dimostrarla in quella sede con cifre alla mano sulle nostre campagne all'estero, sui mercati che abbiamo toccato e i risultati che ne sono derivati.
Bene o male, non immediatamente, ma nel giro di uno o due anni, i risultati di una certa azione promozionale si vedono; si potrà constatare come certe nostre azioni, fatte in una certa direzione, abbiano dato dei risultati e come altre azioni ne abbiano di minori.
Complessivamente tuttavia mi sento di dire che il bilancio è positivo e devo fare un'affermazione che forse scandalizzerà alcuni Consiglieri: i 270 milioni che sono previsti al Cap. 801 del bilancio di quest'anno sono la stessa cifra che era contenuta nel bilancio di previsione del '73. Nel corso del '73, 310-320 milioni - non ricordo esattamente - con un assestamento di bilancio; noi affrontiamo quindi, in questo momento, il 1974 con una disponibilità ancora inferiore rispetto a quella precedente, con i costi della pubblicità che sono lievitati nell'ultimo anno del 40%.
Non voglio entrare nel merito dei dépliant Sig.na Viglino; dirò soltanto che dobbiamo ancora stamparne. Molte volte si tratta di fare tirature di 200.000 esemplari, perché l'attività di spedizione di questi dépliant è molto intensa e sarò lieto di potervi far vedere gli scantinati del Palazzo del Turismo, dove vi è un'attività di spedizione quotidiana, dove spediamo quintali e quintali di materiale pubblicitario, ogni giorno, ad indirizzi qualificati. Li spediamo presso delegazioni ENIT, presso agenzie; non si tratta di buttar via del materiale, perché il costo unitario è elevatissimo: si pensi che per stampare determinati dépliant, di un certo livello, che illustrano per esempio tutte le stazioni sciistiche della nostra Regione (il dépliant da dare a chi viene già in Valle d'Aosta, non a chi potrebbe essere un potenziale cliente) si giunge ad un costo di oltre 120-130 lire l'uno.
Sono questi i dépliant completi, corredati di tutta la documentazione sulle piste di sci ecc.; solo la stampa dell'annuario degli alberghi costa, mi pare, circa 20 milioni ed ogni anno va rifatta, perché i prezzi vengono aggiornati quando non succede addirittura che per l'aumento dei prezzi bisogna fare due stampe nello stesso anno.
Ora, superando in questo modo, spero, il discorso sul Cap. 801, che mi auguro di poter riprendere in altra circostanza, devo fare alcune considerazioni sull'osservazione che è stata fatta a proposito del turismo di massa o del turismo di élite.
Io ritengo che queste forme turistiche non si elidano: c'è spazio, in Valle d'Aosta, per un'offerta turistica differenziata. Alcune nostre stazioni potrebbero essere definite di turismo di élite, se non altro per i prezzi che vi vengono praticati, che sono l'elemento discriminante per stabilire se una stazione è di élite o meno. Non sempre infatti tale elemento discriminante è costituito dalla qualità dell'offerta dei servizi turistici, perché la nostra Regione è molto meno attrezzata complessivamente dell'Alto Adige, delle Dolomiti. Là la tradizione turistica è più vecchia, c'è una certa "mentalità turistica", cioè una maggiore capacità imprenditoriale dell'operatore turistico, una diversa sensibilità di coloro che partecipano al fenomeno turistico: le pubbliche Amministrazioni, le pubbliche Autorità.
I Comuni ad esempio hanno un ruolo importante in tutto ciò: la Regione non può intervenire direttamente ad esempio multando il cittadino che non getta i rifiuti negli appositi cestini; questo compito dovrebbe essere affidato soprattutto alle Autorità comunali.
Noi abbiamo cercato di fare un'opera di sensibilizzazione in questa direzione: concordo però con il Consigliere Andrione quando dice: "attenzione a non fare delle campagne troppo cartacee", perché poi potrebbero tradursi in una produzione aggiuntiva di rifiuti.
Faccio un esempio: era stato inaugurato dalla Azienda autonoma di Ayas-Champoluc il sistema di distribuire un cestino per i rifiuti ai turisti che si inoltravano in quella valle. Cos'è successo? Per alcuni è servito perché ci hanno messo i rifiuti; per altri no: hanno trovato il giorno dopo, oltre ai soliti rifiuti, anche questi cestini.
Bisogna anche lì trovare la misura giusta e l'azione di educazione va fatta a partire dalle scuole del nostro paese, perché i turisti più maleducati sono i turisti italiani, su questo non v'è dubbio, forse perché gli si è insegnato meno la madre natura.
Non c'è contrapposizione tra turismo di massa e turismo così detto di élite; tra l'altro, nella bozza di Piano urbanistico regionale che è stata mandata in visione ai Signori Consiglieri, vi erano delle zone indicate con le varie vocazioni: zone per esempio di pic-nic, con un minimo di attrezzatura, possono evitare tutti quegli inconvenienti che sono stati lamentati e questo è previsto, seppure in larga massima, in questa bozza di Piano; bisogna però anche ad un certo punto indennizzare in qualche modo i proprietari delle aree che vengono destinate a questo scopo; bisognerà affittare questi suoli, le forme sono da stabilirsi, non possiamo pretendere di disciplinare questo tipo di attività turistica senza trovare dei luoghi in cui si possa svolgere e senza indennizzare i proprietari su cui questa attività si svolge!
Per quanto si riferisce al Cap. 802 purtroppo la voce dice: "Spese per iniziative turistiche e sportive"; consente cioè i due tipi di attività ed è un capitolo che dovrebbe impedirci di finanziare certe manifestazioni alle società sportive e agli enti di promozione. Per intenderci dovrebbe riguardare certe manifestazioni che si ritiene di dover sostenere e finanziare che hanno carattere turistico e anche culturale: le manifestazioni teatrali ad esempio e altre manifestazioni che invece hanno un carattere eminentemente sportivo, ma vengono fatte anche per un richiamo turistico.
Consigliere Chabod, il discorso dei campeggi! Anche qui stiamo cercando di fare un'azione di sensibilizzazione nei confronti di coloro i quali gestiscono dei campeggi.
Quest'anno, tra l'altro, abbiamo negato l'autorizzazione a quelli che non avevano attrezzature adeguate, obbligandoli in tal modo ad attrezzarsi; altrimenti non diventa più un campeggio, ma un accampamento, al di fuori di tutte le norme di sicurezza, di igiene, di sanità!
Riguardo al problema del verde accolgo la proposta che, assieme all'Assessore all'agricoltura, si veda di fare il possibile perché mi pare che questo sia uno dei connotati di più immediata percezione che ha il turista appena entra nella nostra Regione.
Il discorso delle strade poderali e interpoderali è un grosso discorso e il Consigliere Fosson ha fatto bene a ricordarlo.
Sono state fatte tante strade interpoderali, molte delle quali finiscono per servire ad interessi che non sono strettamente agricoli: sono diventate strade, in certi casi, di lottizzazione o comunque che hanno aperto al veicolo delle zone prima inaccessibili, per cui tutti si sentono in dovere di infilarvisi dentro.
È chiaro che per l'avvenire bisognerà farne il meno possibile e in secondo luogo nulla ci vieta di chiudere quelle che ci sono e di permettere l'accesso solo agli utenti, a quelli che ne hanno veramente bisogno. Altrimenti invaderemo tutta la Regione con le automobili.
Consigliere Manganoni: il campo di aviazione.
Io non dico, Consigliere Manganoni, non me la sento di dirlo, perché ho convinzioni opposte, che fra tre anni il campo di aviazione sarà autosufficiente; non sarà remunerativo neanche fra dieci, credo; sarà sempre un peso che la collettività dovrà mantenere. Dobbiamo cercare di diminuire questo peso e vedere se è possibile trarne qualche beneficio. Si tratta di organizzare un'attività di volo per quelle che sono le possibilità che l'orografia della Valle d'Aosta ci consente; voglio ricordare che a Sion, per esempio, e altrove, vi è un'attività di volo e di atterraggio in montagna che parte dal locale aeroporto, che non è internazionale e nemmeno nazionale, date le limitatissime possibilità.
Direi che dovremmo guardare un po' al modello svizzero, per lo sviluppo del nostro aeroporto; questo però - bisogna essere sinceri - comporta sempre un costo: io non prevedo che possa dare un utile, comporterà un costo che dobbiamo cercare di ridurre, ma, se non altro, potrà avere un'utilità, diciamo così, sociale, che possa giustificare la presenza di questa attrezzatura.
Altrimenti la polemica del Consigliere Manganoni non è infondata: sono pochi quelli che usano il campo di aviazione e così lo usano anche con i benefici e i contributi che la Regione dà (devo dire però che questo non è l'unico settore da incriminare, ve ne sono molti altri!).
Per chiudere il mio intervento voglio solo aggiungere: non dimentichiamo che con tutti i difetti, con tutte le inefficienze, l'attività turistica è ancora la sola attività in espansione tra i settori economici della nostra Regione; da un certo numero di anni a questa parte, e con questo non voglio dire che sia merito degli Assessori, delle Giunte, del Governo regionale, il turismo è l'unica attività che "tira", come si suol dire; è l'unica attività che ha avuto uno sviluppo in termini di reddito e di presenze.
Restano tanti problemi e dobbiamo vedere di eliminarli, ma queste contraddizioni sono insite nello stesso sviluppo turistico.
Non dimentichiamo che di fronte ad un regresso dell'agricoltura, ad una stasi dell'industria, la sola attività che ha dato del reddito in più alla Valle d'Aosta è stata l'attività turistica, senza considerare gli altri settori che sono a questa collegati.
Questo non dovrebbe farci dire: "Riduciamo le spese per la pubblicità"; dovrebbe al contrario farci affermare: "Vediamo di considerare queste spese come spese produttive; sottoponiamole a tutte le verifiche che vogliamo, però, trattandosi di un settore in espansione, vediamo di rafforzare questa espansione".
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.
Manganone (Ind.) - Considerato che sono quattro ore e mezzo che siamo qui, e siamo avanzati di sole sedici pagine, Signor Presidente, se lei non limita le discussioni o non fissa gli argomenti, certamente questa sera io dovrò rimanere qui, perché dalla mezzanotte io non posso più circolare.
Cerchiamo di sveltire un tantino la discussione!
Dolchi (Presidente) - Consigliere Manganone, non sta certo a me limitare la discussione, sta ai Consiglieri...
Manganone (Ind.) - Ma se parliamo di cestini per i rifiuti, non facciamo più una discussione sul bilancio!
Dolchi (Presidente) - Questa è una raccomandazione che il Consigliere Manganone fa ai colleghi Consiglieri.
Categoria V - Trasferimenti, dal Cap. 812 al Cap. 817.
Totale spesa: 375.000.000
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Al Cap. 812 vedo 120 milioni per "Contributi e sussidi ad Aziende di soggiorno, Enti e Sodalizi vari per attività nel settore del turismo". Ho già parlato molte volte con l'Assessore al turismo riguardo alle pro-loco; l'Assessore al turismo non era tanto d'accordo perché asserisce che le pro-loco non danno delle grandi soddisfazioni.
Io vorrei sollecitare l'Assessore al turismo a rivedere questo problema, a seguirlo molto da vicino, perché le Aziende autonome non le possiamo avere nei piccoli Comuni.
Si facciano dei consorzi, si faccia qualcosa, perché dobbiamo fare qualcosa!
La gente scrive e non sa scrivere, ci sono lettere che ritornano al mittente.
Questo non è fare del turismo, non è fare della propaganda; se noi avessimo degli uffici, dei recapiti, almeno si riuscirebbe a dare una certa soddisfazione a queste persone!
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Sig.na Maria Ida Viglino. Ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Sarò molto breve, e penso che l'Assessore al turismo si aspetti questo mio intervento.
A proposito del Cap. 813 "Contributi e sussidi a Enti, Società sportive e privati per attività sportive", vorrei pregarlo, ancora una volta, di dire alla Giunta di portare in Consiglio la legge per regolamentare la distribuzione di questi contributi.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.
Borbey (DC) - Anch'io desidero intervenire sul Cap. 813.
L'Assessore al turismo ha dichiarato espressamente in Consiglio che, non per volontà sua, ma per volontà della Giunta non si ha forse intenzione di portare in discussione il disegno di legge sulla regolamentazione dei contributi alle società sportive.
Ora io voglio avvisare la Giunta che queste società sportive nascono come i funghi. Nel calcio, ad esempio, l'anno scorso sono nate le squadre di calcio di Rhêmes-Notre-Dame e di Introd; ogni anno si costituiscono quattro-cinque società sportive.
I 180 milioni previsti per il '73 vengono riconfermati per il '74, quando si sa benissimo che i costi di queste società sportive aumentano, dai costi di abbigliamento a quelli di manutenzione dei campi sportivi.
È indispensabile quindi una legge che regoli tali contributi e che regolamenti la nascita di queste società sportive.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Mi sono dimenticato di un capitolo; chiedo scusa. Si tratta del Cap. 817 "Contributi, sussidi e spese di istruzione alberghiera a favore di giovani valdostani". Vedo per l'anno '74 una previsione di spesa di 35 milioni, come l'anno scorso: io penso che non bastino 35 milioni.
Abbiamo visto l'Assessore all'istruzione pubblica che ha aumentato in un modo favoloso, miliardi addirittura, il bilancio per l'istruzione pubblica; qui vediamo i contributi per la scuola alberghiera, 35 milioni, che rimangono inalterati.
Io pregherei proprio l'Assessore al turismo di esaminare questo problema, perché è un problema importantissimo di cui nessuno si cura.
Quei poveri albergatori, di cui anch'io faccio parte purtroppo - Crétier dammi una mano perché qui siamo soli - debbono andarsi a cercare, a elemosinare la manodopera; devono andare addirittura nel Veneto, in Sicilia, in tutti i posti per trovarla!
Abbiamo delle spese enormi solo per andare a cercare la manodopera.
Io prego l'Assessore Milanesio di vedere questa situazione, perché è una situazione che veramente fa paura: fra un po' di anni dovremo chiudere gli alberghi e faremo la stessa fine degli alpeggiatori!
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Sarò brevissimo.
Prendo anch'io lo spunto dal Cap. 813 per fare una raccomandazione che interessa l'intera Giunta, non solo l'Assessore Milanesio.
Mi è stato riferito, poco tempo fa, che siccome noi diamo dei contributi al Comitato pesca, è sorta un'altra "Unione pesca sportiva" e mi è arrivato alle orecchie che devono aver preso dei contatti anche con l'Assessore all'agricoltura; non se questo corrisponde a verità.
Praticamente si pensa di avere Presidente, Vicepresidente e Segretario a tempo pieno, perché per svolgere il lavoro di questa società sportiva bisogna essere a tempo pieno con relativo stipendio.
Ora, questo è un indice e mette in evidenza quello che si ha in mente fuori da quest'aula.
Una regolamentazione è necessaria, altrimenti un pensionato o chi preferisce fare dello sport piuttosto che lavorare, può ricevere uno stipendio con i fondi dell'Amministrazione regionale!
Io non so niente di preciso in questo momento, ma mi sono giunte alle orecchie queste voci e ho voluto fare questa raccomandazione.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Milanesio per le risposte.
Milanesio (PSI) - Sarò telegrafico.
Consigliere Chabod, ci sono molte Aziende autonome di soggiorno e ci sono un certo numero di pro loco; molte di queste pro loco non fanno una vera e propria attività turistica. Ho visto delle pro loco, ad esempio, che non rispondono alle lettere che vengono inviate (devo dire che esistono anche delle Aziende autonome che a volte non rispondono!).
L'esistenza di una pro loco si deve giustificare come presenza dell'organizzazione turistica in quella zona; se non risponde alle lettere dei turisti che scrivono per avere informazioni, non è degna di questo nome.
Diciamo che il 90% delle nostre pro loco sono di questo tipo: non rispondono alle lettere, mentre sono molto brave nell'organizzare delle sagre paesane che hanno poco a che fare, a mio avviso, con l'attività turistica.
Questa è la ragione per cui abbiamo cercato di scoraggiare la formazione di nuove pro loco: non servivano agli effetti turistici.
Tali pro loco potevano essere benissimo sostituite dal "Comitato per il carnevale", dal "Comitato per la festa del lardo" o di tante altre cose, cose che vediamo con molta simpatia, ma che non hanno nulla a che fare, come dicevo, con il turismo.
Comunque, ovunque vi siano delle energie e delle volontà precise, noi siamo pronti ad incoraggiarle, all'inizio, se non altro.
Vedremo poi cosa succede: se dopo un anno o due non danno più notizie, esistono solo per mandare il bilancio con il quale chiedono fondi alla Regione, non daremo più una lira; le depenniamo dalla lista degli organismi a cui dare dei contributi.
Se vi sono in determinate zone delle persone di buona volontà che hanno voglia di lavorare gratuitamente, come succede sempre in questi casi, noi siamo qui per riconoscerli e per aiutarli; alla prova dei fatti li valuteremo e decideremo in merito.
Per quanto si riferisce alla scuola alberghiera non voglio prendere la parola anche a nome dell'Assessore Lanivi, devo dire però che l'Assessorato alla pubblica istruzione ha visto aumentare solo quei capitoli che si riferivano alle retribuzioni del personale insegnante; si è trattato cioè soltanto di un adeguamento contabile fatto dall'Ufficio personale o comunque dagli uffici che si occupano del personale.
Entrando nel merito devo dire che questi 35 milioni previsti al Cap. 817 saranno assolutamente insufficienti; se ne dovrà riparlare quindi per una variazione di bilancio. Infatti per fare un minimo di attività di scuola alberghiera, e quest'anno vogliamo farla un po' più consistente dell'anno passato, bisognerà per forza ricorrere ad una variazione di bilancio.
Dato che era già stampato il bilancio non abbiamo voluto fare delle correzioni; tuttavia è evidente che questi fondi non sono sufficienti nel modo più assoluto.
Sig.na Viglino: sono io il più imbarazzato a parlare di questi argomenti; evidentemente, come maggioranza, cercherò di presentare al più presto possibile questo disegno di legge.
È stato osservato giustamente, mi pare, dal Consigliere Borbey, che i 180 milioni previsti al Cap. 813 sono pochi. Anche qui si è stabilito che il Consiglio può benissimo discutere e rivedere; si è detto di contenere la spesa corrente. Questa spesa veniva considerata, a torto o a ragione, una spesa corrente e allora di fronte a questa logica ci siamo inchinati tutti.
I 180 milioni sono certamente pochi, anche perché l'altro anno ne abbiamo spesi di più; già l'altro anno c'era stato un assestamento di bilancio in aumento.
Questa è la situazione; considerato che dovremo ridiscutere questi problemi e il Piano di sviluppo che la Giunta si è impegnata a presentare avremo certamente occasione di tornare su questi argomenti.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Chiedo scusa al Consiglio, ma tra l'Assessorato all'industria e commercio e l'Assessorato al turismo, non so come andremo a finire!
Sono previsti 31 milioni di variazione in più rispetto al bilancio dell'anno scorso, fanno ridere; quale turismo vogliamo fare in Valle d'Aosta!
Se l'Assessore al turismo e l'Assessore all'industria e commercio non si svegliano, purtroppo ci rimetteremo anche noi (io faccio parte sia del turismo che del commercio); non voglio parlare per me, però devo difendere anche tutta la categoria: ci sono stati degli Assessorati che hanno avuto veramente pochissimo.
Non vorrei portare avanti ulteriormente la discussione, poiché l'ora è già tarda, però vorrei ribadire che i 31 milioni di variazione in più che si prevedono per il '74 fanno veramente ridere.
Il turismo è la spina dorsale della Valle d'Aosta, sì voi direte che è l'industria la spina dorsale, ma non è vero; l'agricoltura e il turismo vanno avanti insieme, devono andare avanti assieme all'artigianato. Notiamo invece che l'Assessorato al turismo e l'Assessorato all'industria e commercio hanno, rispettivamente, 31 milioni e 7 milioni di variazione in più rispetto all'anno scorso: potete capire cosa è possibile fare con tali cifre!
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Io non desidero prolungare la discussione - tra l'altro ho la macchina con la targa dispari, quindi va a finire che se terminiamo dopo mezzanotte devo andare a casa a piedi - però vorrei dire questo: la variazione in più di 500 milioni delle spese dell'Assessorato al turismo antichità e belle arti non è compresa né nelle spese correnti né nelle spese in conto capitale che stiamo esaminando, ma è iscritta nell'Allegato E (350 milioni) e al Cap. 205 (150 milioni).
Non è molto, sempre poco, anzi pochissimo.
Si è convenuto di classificarla in questo modo perché si trattava di spese che potevano apparire ordinarie, invece ordinarie non erano, ma nello stesso tempo non potevano essere considerati fondi speciali per oneri derivanti da provvedimenti in corso di perfezionamento.
Comunque quello dell'Assessorato al turismo rimane sempre un bilancio abbastanza modesto.
Non è questo un discorso di patriottismo di Assessorato; è riferito alle esigenze che si manifestano in questo settore.
Titolo II - Spese in conto capitale
Sezione II - Istruzione e cultura
Categoria I - Beni e opere immobiliari a carico della Regione, dal Cap. 825 al Cap. 829.
Totale spesa: 420.000.000
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Fino adesso abbiamo lasciato spaziare i colleghi della maggioranza, però le ore passano e, pur tacendo noi, il tempo vola, e non so quando andremo a casa.
Io non vi ho parlato dei restauri della Chiesa di Sant'Orso; volevo chiedere spiegazioni sul Cap. 827 e non lo ho fatto, come non ho chiesto spiegazioni sul Cap. 828 "Spese per scavi, restauri e lavori di interesse archeologico" che impiegano decine e decine di operai regionali.
Penso però che sul Museo una parola deve essere spesa.
In quest'aula ci sono dei Consiglieri che hanno la mentalità utilitaristica, i quali parlando di turismo o di qualche cosa d'altro, ritengono che tutto quello che si fa deve rendere.
Io parto quindi già handicappato dovendo dire che un Museo non rende.
Ora, telegraficamente come cerco di fare io, Assessore Milanesio, mi risponderai cortesemente: nel 1957-58 c'era un progetto dell'Assessorato al turismo per costruire il Museo alla Torre di Bramafam; questo progetto fu osteggiato, lo si ritenne non idoneo e io non discuto perché le idee sono opinabili. Si disse però: "È meglio farne un altro, è meglio farlo nuovo" - tenete presente che parlo del '57-'58 - ogni tanto vi stupite come io mi possa divertire in quest'aula, ma è la verità; io mi sto divertendo perché posso andare indietro nei ricordi di 20 anni, come il Consigliere Pierino Fosson, come il Consigliere Manganoni, e come pochi altri...
Monami (PCI) - ...allora siete già da Museo!
Bordon (DC) - ...vedi, Consigliere Monami, il problema è questo: noi potremmo essere da Museo perché veniamo a farvi constatare quello che voi non fate, ma state attenti che voi nel Museo non ci andrete perché non fate niente! Questa è la verità!
Ora, riprendendo il discorso, nel 1958 il Museo progettato non andava bene, se ne voleva fare un altro e qui ci sarebbe da parlare almeno per un quarto d'ora: ne faccio grazia perché ci saranno altri problemi molto più importanti.
Cosa venne fuori?
La località indicata dal progetto non andava bene, bisognava costruirne uno nuovo, credo che si siano comprati anche i terreni, ma non si è visto ancora niente.
Questo non è un rimprovero all'Assessore Milanesio perché nel '57-58-60-65 non faceva ancora parte di questo Consiglio.
Una soluzione meravigliosa sarebbe quella di comprare il Palazzo Ansermin, possibilmente senza esproprio, ma pagando quello che è necessario, e adibirlo a Museo.
Ho qui il giornale "Union Valdôtaine de Paris" in cui si dice che se altre località avessero il patrimonio artistico che abbiamo noi in Valle d'Aosta, indubbiamente ne approfitterebbero meglio di quanto facciamo noi.
Se voi parlaste con la Prof.ssa Mollo avreste la possibilità di vedere, attraverso delle diapositive e con la sua esposizione, delle cose veramente meravigliose per cui io stesso, che ero contrario a certe spese, me ne sono dovuto convincere.
Ora, se non facciamo un Museo ad Aosta, e se non raccogliamo tutto questo materiale, il solo Museo funzionante rimane quello laggiù - tra parentesi quadra - non vorrei dire una inesattezza, ma mi sembra addirittura che alcune scale o camere dell'attuale Museo siano puntellate.
Qui si torna indietro!
Spendiamo tanti milioni - per me spesi bene - per fare la propaganda turistica poi quando arrivano i turisti per vedere un Museo trovano una scala puntellata e delle camere pericolanti.
Non ci facciamo certo una buona pubblicità!
Quel turista dirà: "Questa gente ha avuto una gran fortuna, il Padreterno li ha dotati di un paesaggio meraviglioso, di una storia interessante, i Salassi, i Romani - si sono potute fare molte ricerche - ma poi sono incapaci a valorizzare quello che hanno trovato".
Questo è il giudizio che abbiamo sentito espresso molte volte.
Brevemente quindi, domando se si può sapere quali sono le intenzioni di questa Giunta.
Anticipo la risposta perché fin lì ci arrivo: se il bilancio è quello che è, così congelato com'è, io non so dove potrete andare a prender i soldi.
Vi dico però che è una situazione insostenibile perché ha ragione il Consigliere Chabod, e l'abbiamo detto ieri e ieri l'altro e tutti lo diciamo - salvo qualcuno che era decisamente favorevole all'industrializzazione della Valle d'Aosta e che adesso tira i remi in barca per un sacco di ragioni - siamo tutti favorevoli all'agricoltura al turismo e all'artigianato, ma la nostra è una forma artigianale, stravecchia, vorrei dire medievale, di turismo.
La gente che viene in Valle d'Aosta, che viene a villeggiare qui da noi alle dieci di sera non sa più cosa fare.
Ad esempio non c'è un palazzo del ghiaccio o qualcos'altro; la gente dovrebbe venir qui a divertirsi, ma per andare a letto alle dieci di sera va a letto a casa sua. E allora va a Chamonix dove vede tutto un altro ambiente.
Questo è il turismo ideale e allora da noi non ci torna più!
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Non vorrei che il Consigliere Bordon mi accusasse di parlare a vantaggio della Giunta. In realtà voglio solo ricordare e fare una raccomandazione alla Giunta per una proposta che noi avevamo già fatto proprio in merito al Museo.
Del Museo infatti si è parlato molto: ci sono stati dei progetti, poi ad un certo momento si è cambiato idea.
Noi avevamo fatto - se non sbaglio l'anno scorso o due anni fa - una proposta concreta che penso dovrebbe essere ripresa in considerazione.
Il nuovo carcere di Aosta dovrà essere costruito in Comune di Brissogne; credo che la scelta sia definitiva e si debba passare al più presto alla costruzione (la Giunta potrà chiarirci quando inizieranno i lavori e quando prevede che possano essere completati), di conseguenza sarà libero quel complesso monumentale che è la Torre dei Balivi dove attualmente c'è il carcere.
Avevamo già fatto questa proposta nel passato, quando si ventilava la possibilità di costruire un carcere nuovo; credo che siamo coscienti che non è possibile adattare il Museo, come si vorrebbe fare adesso, un palazzo vecchio; ci sono degli adattamenti che non sono possibili, e questo è stato messo in evidenza già dai tecnici quando si era parlato dell'utilizzazione della Torre di Bramafam. Ora conoscendo - non per esserci stato dentro - questo fabbricato, so che c'è tutta la parte aggiunta verso il sud che è da demolire, non avendo niente a che fare con la parte autenticamente medioevale. Si potrebbero quindi utilizzare alcuni locali della parte vecchia e studiare attentamente una costruzione, anche moderna, in luogo di quella da demolire, al fine di rendere funzionale il Museo.
Non voglio addentrarmi in questioni tecniche, però la raccomandazione che vorrei fare è questa: se la decisione della costruzione del carcere è definitiva si potrebbero anticipare i tempi e incominciare a studiare la soluzione in maniera che, il giorno in cui l'edificio rimarrà libero, non si perda del tempo a fare i progetti, ma si passi subito alla realizzazione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Un nuovo Museo o comunque un vero Museo per la Valle d'Aosta non deve limitarsi solo all'aspetto della romanità, così com'è in questo momento, dovrà arricchirsi di altre sezioni con altri contenuti.
Da questo fatto nasce l'esigenza di studiare una struttura nuova. Comunque la proposta del Consigliere Fosson è quella che stiamo esaminando, perché con opportuni adattamenti, il giorno che verrà sgomberato l'edificio delle attuali prigioni, è possibile, aggiungendo un nuovo corpo, utilizzare quell'area, che tra l'altro cade a ridosso dell'Anfiteatro e del Teatro Romano venendo a rivestire il tutto di un significato, direi quasi, culturale.
Cosa possiamo fare nei tempi brevi?
Io sono un sostenitore del bilancio biennale perché solo in questo quadro, secondo me, si riuscirebbe a fare un Museo; altrimenti piccole esigenze riusciranno sempre a mettere in secondo piano questa esigenza che si manifesta, ma che non ha mai trovato lo spazio e la possibilità di emergere.
Nel frattempo potremmo, se non altro per continuare ad avere un Museo, trasferire tutto quello che c'è nell'attuale Museo, nelle Tour Fromage, Boson e in Casa Antica Zecca che abbiamo restaurato e che potrebbero, come sede temporanea, per un certo numero di anni, contenere in modo più decoroso e comunque con una continuità di apertura al pubblico, gli oggetti e le testimonianze del passato.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Non ho mai avuto fiducia nei tempi brevissimi.
Se si aspetta di fare il carcere e tutte queste cose bellissime, che si stanno trascinando da tempo, dico, scherzando, che in galera non ci va più nessuno!
Speriamo allora di avere presto anche questo carcere nuovo, però io sostengo e dico che se noi dobbiamo aspettare, passeranno altri quattro o cinque anni.
Ora vediamo nel frattempo di trovare una sistemazione provvisoria: per esempio l'idea di dividere le varie sezioni, quella romana, quella salassa ecc., per me è validissima.
Il problema è quello di impegnarsi seriamente, tutti quanti, per fare qualche cosa.
Categoria II - Beni mobili, macchine e attrezzature a carico della Regione, Cap. 834
Totale spesa: 20.000.000
Categoria III - Trasferimenti, Cap. 839
Totale spesa: 10.000.000
Sezione IV - Azione e intervento in campo economico
Categoria I - Beni e opere immobiliari a carico della Regione, Capitoli 844 e 845
Totale spesa: 310.000.000
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Sono le 20,42 e penso che prima di mezzanotte non riusciremo a finire, ci sono degli argomenti importantissimi e qualche cosa bisognerà pur chiedere!
Per esempio il Cap. 844 prevede una spesa di 250 milioni.
Non sono 250 fagiolini!!!
Vorrei chiedere all'Assessore Milanesio se esiste o meno un piano di potenziamento delle attrezzature sportive, mi accontento anche di una risposta telegrafica.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Milanesio per la risposta.
Milanesio (PSI) - C'è una legge, c'è un piano e c'è una proposta di miglioramento della legge.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Non si può discutere un bilancio così di corsa!
Non è una cosa logica! Allora lo votiamo subito e chiuso, finito!
Non si può andare avanti di questo passo: una volta all'anno c'è il bilancio e il bilancio si discute; ognuno deve dire quello che crede di dover dire e deve sapere quello che crede di dover sapere.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il vicepresidente Fosson per proporre una mozione d'ordine. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Io volevo solo invitare i colleghi Consiglieri a fare un programma di lavoro: vogliamo continuare senza sospensione, o vogliamo sospendere mezz'ora per poi riprendere.
Per conto mio non ho nessuna difficoltà a continuare; soltanto che uno può organizzarsi.
Dolchi (Presidente) - I Consiglieri non sono orientati per la sospensione, la seduta continua. Ha facoltà di parlare il Consigliere Borbey.
Borbey (DC) - Visto che il Consigliere Monami dice che si farebbe meglio a star zitti per far prima, potrei obiettare che la maggioranza poteva presentare il bilancio molto prima e non stare cinque mesi a sonnecchiare e a bisticciare per poi presentarlo in Consiglio alla fine del mese di marzo.
Ad ogni modo, per quanto riguarda il Cap. 844 "Spese di potenziamento delle attrezzature turistiche e sportive", vorrei fare una semplice domanda all'Assessore Milanesio: per caso sono andato a sciare a Doues ed ho chiesto chi aveva costruito lo skilift, un impianto piccolo, ma bello, 1.000 metri, funzionante; tutta la valle della Valpelline lo usa: veramente sport popolare. Ho chiesto se è stata la Regione o il Comune che hanno costruito l'impianto. Mi è stato detto da una persona del posto che è stato costruito da una società di agricoltori-operai della Naz. Cogne, l'Edelweiss mi sembra: da tre anni chiedono un contributo, che peraltro gli è stato promesso, alla Regione.
Ora voglio chiedere all'Assessore Milanesio se, per caso, questo contributo gli è stato concesso, si tratta di una società formata da operai e contadini che ha dovuto sostenere una spesa di 22 milioni.
Questo è incentivare il turismo di massa che i vostri amici tanto chiedono e pretendono!
Vorrei fare anche una domanda inerente allo studio e all'elaborazione dei piani regolatori e regolamenti edilizi (Capitoli 845 e 857); vorrei chiedere a proposito dei 60 milioni previsti al Cap. 845 e dei 15 milioni previsti al Cap. 857 se ci sono altri contributi destinati ai Comuni per questi settori di intervento. Voglio fare una richiesta perché 15 milioni di contributi ai Comuni per lo studio dei piani regolatori e regolamenti edilizi mi sembrano pochi, anche perché più del 70% dei piani regolatori dei Comuni della Valle d'Aosta sono già stati presentati.
Inoltre colgo l'occasione per invitare la Giunta a potenziare l'Ufficio che approva i piani regolatori.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - I 60 milioni sono previsti per fare il piano urbanistico regionale e per qualsiasi altro intervento nell'urbanistica di competenza della Regione. I 15 milioni sono, per così dire, delle briciole: avevamo un avanzo di amministrazione sui fondi stanziati negli anni precedenti. Mi spiego: 3 anni fa abbiamo approvato una legge che prevedeva la concessione ai Comuni di contributi per lo studio e l'elaborazione dei piani regolatori. Quei fondi in parte sono rimasti inutilizzati, proprio perché la legge prevedeva un certo meccanismo per cui solo una quota veniva attribuita alla presentazione del piano regolatore ecc.
Noi abbiamo, in questo momento, garantito il finanziamento di tutti i comuni che presenteranno i piani regolatori: ecco quindi perché abbiamo ridotto la cifra a 15 milioni.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.
Manganone (Ind.) - A proposito del Cap. 845, se ben ricordo, cinque o sei mesi fa era stata votata una mozione, in questo Consiglio regionale, affinché entro luglio fosse pronta una legge urbanistica regionale ed entro luglio del '75 fosse pronto il Piano regolatore regionale. In quella occasione era stato anche preso l'impegno di relazionare ogni due mesi al Consiglio dei lavori della Commissione: sono passati 6 mesi e abbiamo sentito una brevissima relazione di qualche minuto. Vorrei sapere - e uso l'espressione dell'Assessore Milanesio - se non c'è "niente di nuovo sotto il sole".
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Milanesio per la risposta.
Milanesio (PSI) - Prendo la parola impropriamente perché, trattandosi di una Commissione consiliare, è il Presidente della Commissione che deve relazionare; dirò tuttavia che l'impegno è sempre quello, non c'è niente di nuovo, la Commissione procede nei suoi lavori e spero che quanto prima arriveremo dei risultati.
Categoria II - Beni mobili, macchine e attrezzature a carico della Regione, Cap. 850.
Totale spesa: 25.000.000
Categoria III - Trasferimenti, dal Cap. 853 al Cap. 863.
Totale spesa: 415.000.000
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Blanc. Ne ha facoltà.
Blanc (UV) - Volevo intervenire a proposito del Cap. 854: "Contributi, sussidi e concorsi in spese su mutui per l'incremento turistico ed alberghiero (legge regionale 9.2.1968, n. 4)".
L'Assessore aveva promesso che avrebbe presentato un nuovo disegno di legge per finanziare i mutui per l'edilizia alberghiera in Valle d'Aosta.
Volevo chiedere a che punto è questo disegno di legge; ho sentito addirittura che sarebbe già stata stesa una bozza.
Inoltre volevo chiedere come mai, negli allegati E e F, in cui vi è un elenco dimostrativo del fondo speciale per gli oneri derivanti da provvedimenti legislativi in corso di perfezionamento, non è stata prevista una legge: si vuole forse sostituire la legge regionale 9.2.1968, n. 4 con una nuova?
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.
Jorrioz (PSDI) - Io ho chiesto di intervenire sul Cap. 85: "Spese per impianti, attrezzature e velivoli per il campo regionale di aviazione di Aosta".
Volevo solo chiedere una delucidazione: è previsto l'acquisto di velivoli?
Io Concordo con quanto ha detto precedentemente l'amico Consigliere Manganoni: abbiamo una prima spesa, mi pare, che ammonta a 43 milioni più i 25 milioni di adesso per un totale di 68 milioni.
Volevo solo sapere se sono previsti gli acquisti di velivoli, altrimenti direi che concordo anch'io nel vedere di eliminare al più presto possibile queste spese che ritengo, in questo momento, non necessarie.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.
Chabod (DC) - ...bene, vorrei soffermarmi un momento. Anzitutto vorrei chiedere: visto che sono previsti solo 10 milioni - non è che sia una grossa spesa - c'è allo studio una legge per la questione dei rifugi alpini?
Una volta, non so chi, mi diceva che era allo studio una legge su questo problema; vorrei fare una raccomandazione da parte mia all'Assessore Milanesio.
Abbiamo visto l'altro anno la grana del rifugio Torino: sono morte delle persone vicino al rifugio e i gerenti non erano né delle guide né dei portatori e hanno avuto delle grane anche loro.
Vorrei proprio pregare l'Assessore al turismo e anche il Presidente della Giunta, di sollecitare il C.A.I. a fare qualcosa, non so quello che si possa fare: i rifugi alpini devono essere gestiti dalle Guide e non da altra gente. I turisti stessi andrebbero più tranquillamente in montagna, il primo soccorso viene proprio dal rifugio.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore al turismo, Milanesio, per le risposte.
Milanesio (PSI) - Al Consigliere Blanc risponderò che questi 80 milioni sono rimasti evidentemente in bilancio, ma che questa legge sarà sostituita con la legge sui fondi di rotazione; però non esiste ancora, e lo stiamo ultimando, il regolamento per poter utilizzare questo provvedimento agli effetti turistici.
Comunque verrà presentato al Consiglio tra breve.
Per quanto si riferisce alla richiesta del Consigliere Jorrioz, tenuto conto che alcuni velivoli sono di proprietà regionale, questi 25 milioni servono per la loro manutenzione.
Forse bisognerà sostituirne uno, ma non saranno, in tal caso, sufficienti, credo, i 25 milioni.
La Regione ha sempre avuto una piccola flotta aerea, ed è quella che è servita per mille usi.
Comunque questo stanziamento è eguale a quello dell'altro anno: non c'è niente di nuovo, è il meno che possa servire per mantenere un minimo di efficienza.
Al Consigliere Chabod, a proposito dei rifugi alpini, devo dire che i 10 milioni che abbiamo messo in bilancio erano gli stessi dell'altro anno perché non avevamo avuto richieste.
Anche qui c'è una legge regionale e noi la finanziamo a seconda delle richieste che vengono presentate e temo che questi 10 milioni non saranno sufficienti perché nel frattempo è arrivata una richiesta - in genere sono sempre poche - che se verrà accolta porterà ad un aggravio di spesa. Tale richiesta sarà oggetto di discussioni successive.
Anche in questo caso il bilancio era già stampato; non si può prevedere tutto.
In ordine alla gestione dei rifugi anche noi riteniamo che sia meglio che questi rifugi siano gestiti da Guide o comunque da portatori, gente del mestiere. Faremo dei passi presso il C.A.I. affinché voglia mantenere questa prerogativa.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.
Borbey (DC) - Volevo solo chiedere all'Assessore Milanesio se, per caso, la richiesta di cui ha parlato concerne l'ampliamento del Rifugio Deffeyes.
Dato che io sono un appassionato di montagna e quella zona la frequento molto, pregherei la Giunta di accoglierla senz'altro perché quella è una delle migliori zone e quel rifugio è senz'altro insufficiente.
Sezione V - Azione e intervento nel campo delle abilitazioni
Categoria III - Trasferimenti, Capitoli 868 e 869.
Totale spesa: 110.000.000
Allegato C - Prospetto riassuntivo delle entrate e delle spese per l'esercizio 1974.
Allegato D - Spese obbligatorie e di ordine iscritte nello stato di previsione della spesa per l'esercizio finanziario 1974 ad integrazione delle quali è autorizzato il prelievo di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e di ordine, con provvedimenti della Giunta regionale.
Dolchi (Presidente) - Devo far rilevare per questione formale che la dizione di alcuni di questi capitoli sarà uniformata alle variazioni che sono state operate negli Allegati A e B.
Allegato E - Elenco dimostrativo della destinazione del fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi in corso di perfezionamento (Spese correnti - Cap. 206).
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Non dobbiamo lasciarci prendere dalla fretta di finire presto perché finirebbe soltanto che in tal modo non facciamo più il nostro dovere specialmente in questo momento in cui si discutono cifre veramente imponenti.
Io penso che ci potremmo già soffermare un minuto sul punto 1: "Liquidazione di annualità di ammortamento per la contrazione di mutui passivi a carico della Regione", perché forse alcuni Consiglieri vogliono avere qualche elemento in più per sapere esattamente di cosa si tratta.
Per quanto mi concerne vorrei superare, ne abbiamo già parlato a lungo, il punto 2 e incomincerei invece a soffermarmi sul punto 3: "Concessione di contributi alla Centrale del Latte di Aosta".
Vorrei richiamare l'attenzione di questa Giunta su questo problema perché io non condivido questo stanziamento, lo ritengo insufficiente e già prima dicevo il perché.
Mi sembra che sia un problema di capitale importanza e penso che la settimana ventura - così mi è stato riferito dalla Associazione Coltivatori Diretti - ci dovrebbe essere una riunione del Consorzio volontario produttori di latte di Aosta e dintorni che riunisce tutti i produttori che conferiscono il latte alla Centrale di Aosta.
Ora, questo contributo di 100 milioni - io non ricordo più, ma non ha importanza la cifra precisa - è pari alla somma che abbiamo stanziato per sanare il deficit della Centrale del Latte di Aosta. È indubbio - ecco dove mi voglio ricollegare - che in questa riunione, che avverrà la settimana ventura, è già preannunciabile una cosa più che giusta: i produttori chiederanno un aumento del prezzo alla stalla del latte, se non sbaglio, oggi come oggi - pregherei specialmente i tecnici che hanno i dati sottomano di non voler infierire verso di me - il latte viene pagato 120 lire al litro, dalle quali bisogna detrarne tre o quattro, ma non so quante, per l'aliquota dell'imposta I.V.A., per cui si arriva all'incirca a 115 lire. Ora voi capite perfettamente che il latte a questo prezzo è indubbiamente "pas rentable", cioè non rende, non c'è niente da fare. Oggi come oggi, con le spese che ci sono per foraggio, ecc., la produzione del latte non è assolutamente remunerativa per questa classe di contadini di cui sempre parliamo.
Abbiamo visto che in certe località del Piemonte e in altre regioni d'Italia il latte costa almeno 150 lire al litro. Ecco quindi ritornare il famoso discorso che si è fatto in questi ultimi anni e che mi faceva dire, l'altro giorno, parlando con l'assessore Marcoz, che in Valle d'Aosta l'industria, il commercio e l'agricoltura si troveranno di nuovo di fronte ad una situazione non facile.
Voi capite che aumentando il costo del latte, da una parte favoriremo i produttori, dall'altra però sfavoriremo i consumatori: non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena.
Allora che cosa ne verrà fuori?
Ritorneremo a quella famosa discussione sul prezzo politico? È indubbio, Signori, che il latte, il pane e quei tre o quattro altri generi di prima necessità sono di tale importanza che bisognerà esaminarli a fondo: per me sono uno dei problemi capitali.
Naturalmente possiamo discutere per delle ore sulla necessità di attuare il prezzo politico o meno, per me è uno dei problemi che mi assilla e che ci assillerà maggiormente in quest'aula.
Io vorrò vedere che cosa si potrà fare di fronte a queste giuste richieste dei produttori e che cosa si potrà fare quando si dovrà, per esempio, aumentare il prezzo del latte. Allora ci sarà solo una soluzione e sarà il prezzo politico e bisognerà - Signori io non voglio fare l'uccello di cattivo augurio - ma bisognerà prendere in esame questa possibilità perché è un problema che viene dibattuto anche in campo nazionale.
Io penso che con questo stanziamento non si possa attuare il prezzo politico.
In conclusione io non so se mi si vorrà dare una risposta, perché penso che la risposta sia semplicissima; ho detto fin dal primo giorno della discussione sul bilancio che le richieste della minoranza lasciano il tempo che trovano. Ma noi siamo pagati come Consiglieri e dobbiamo fare il nostro dovere ed è obbligo della minoranza richiamare l'attenzione della maggioranza su questo problema.
Andiamo avanti: "Spese per interventi nel campo dei trasporti di pubblico interesse".
Su questo problema ci sarebbe da spaziare per almeno altre due ore, ma naturalmente cercherò di usare il buon senso, quel poco che mi è rimasto perché qualcuno dice che sono da museo.
Sono stati previsti 500 milioni per i trasporti, ebbene io dirò che questo problema lo abbiamo già affrontato in Commissione Affari generali e qui potrei anche sorvolarlo perché l'Assessore Albaney - con quella furbizia che ben lo distingue - mi ha risposto: "ma di che ti preoccupi! Abbiamo messo 500 milioni; quando sarà poi il momento ne parleremo, ne discuteremo!". Io mi sono detto che forse ha ragione, mentre per il punto 3 sono convinto che i denari siano insufficienti, in questo caso mi sembrano sufficienti.
Ora io desidererei chiedere - se non rubo troppo tempo - informazioni su di una Commissione che dovrebbe esistere per lo studio di questo problema: si è riunita?
C'è qualche probabilità di poter portare avanti il problema?
Ne ho già fatto cenno l'altro giorno quando ci sono state delle giornate di sciopero durante le festività, ed è logico che il lavoratore si avvalga di questa sua arma proprio in queste occasioni, ma cosa deve fare il cittadino?
Citavo l'esempio di Saint-Marcel, se volete può andar bene anche quello dell'abitante del Villair che si presenta alla fermata del pullman, magari dopo mezz'ora di cammino e aspetta un'ora, un'ora e mezza e il pullman non passa, perché è in sciopero e nessuno l'ha avvisato. Rimane lì fino a quando è stanco, manda i debiti accidenti che ormai tutti mandiamo e si ritira in buon ordine.
Io pregherei, specialmente per questo problema, di vedere al più presto cosa ci può dire la Commissione e lo stesso invito all'azione lo rivolgo al Presidente della Giunta, perché questa è una delle tante grane che ha il Presidente della Giunta a cui sono affidate anche le funzioni di prefetto, e per questo lo capisco e sono riconoscente per certe cose.
Qualche volta il prefetto, non di elezione ma di nomina, avrebbe più facilità ad intervenire e a prendere una posizione netta come è accaduto in una situazione analoga a Roma o a Napoli, senza problemi di popolarità o di impopolarità!
Bisogna quindi intervenire, accelerando i tempi, perché è logico che tocchi a noi questa parte, forse non tanto simpatica; voi siete a conoscenza, perché avrete certamente ricevuto delle circolari delle tre principali organizzazioni sindacali della Valle d'Aosta in cui si preannunciano degli scioperi in questo settore. Io sono perfettamente d'accordo che tali scioperi debbano avvenire; penso però d'altra parte che noi dobbiamo anche pensare alle persone che ho citato prima che si trovano di fronte a queste difficoltà. Se uno, domenica scorsa, doveva venire ad Aosta a visitare i parenti all'ospedale dopo una lunga attesa sulla strada doveva decidersi a chiamare un taxi.
Qui si esagera; qualche cosa si deve fare!
Avremo tempo di parlare dei provvedimenti riguardanti le scuole materne regionali.
Mi soffermerei ancora un minuto - se non vi do troppa noia - al punto 9: "Interventi a favore della sanità e assistenza sociale in Valle d'Aosta". Qui bisognerebbe di nuovo aprire un capitolo con l'Assessore Benzo, ma questi mi ha disarmato in parte, soltanto perché ha cercato di fare del suo meglio.
A proposito della Sanità io vorrei soltanto pregarvi di accelerare l'ultimazione delle cose che sono in cantiere.
Per esempio "Perloz": abbiamo parlato tantissimo del rifugio, in Commissione ci siamo sentiti fare dei bellissimi discorsi; si è prospettata la possibilità di assistere a casa sua il povero vecchietto, mi sembra che sia la soluzione migliore. Se una vecchia persona viene portata via dal suo habitat e portata in una comunità penso che ne soffra. D'altronde accade anche a noi: dormire in comunità con qualcuno, dopo aver finito il servizio militare da tanti, tanti anni è una scocciatura. Per i vecchi è ancor peggio: non bisogna dimenticare che qualcuna di queste persone ha bisogno di cure, ha continuamente bisogno di avere una persona vicino, non né più in condizione di fare certi lavori che faceva prima.
In conclusione, si deve esaminare la situazione, ma non suoni come una rampogna, non siamo mica qui per criticare la maggioranza; ognuno fa la sua strada politica, arrivati ad un certo momento bisogna prendere una decisione.
Se continuiamo a dire: "niente rifugio di Perloz perché dobbiamo fare qualche cosa di diverso, dobbiamo fare le famose villettine, dobbiamo fare questo, dobbiamo fare quello", approfondiamo il problema, ma a forza di approfondire andiamo dentro e non ne usciamo più.
La Sig.na Viglino diceva: "da otto mesi sento parlare dell'Astanteria". Io non tocco questo argomento sennò il Consigliere Tonino mi divora, ma io - Sig.na Viglino - non sono otto mesi, sono tanti anni che ne sento parlare.
Esiste poi il problema di "Saint-Vincent", che può essere condiviso, non condiviso, questo è un altro discorso, ma è anche quello in sospeso.
Quando l'Assessore Benzo dice che Bordon non è stato generoso rispondo che sono stato più generoso io verso di lui, perché ad un certo momento quasi mi rimproverava di aver seguito le parole, ma di non aver capito i contenuti.
Assessore Benzo, ci tengo a dirtelo, ero uno dei pochi che ti seguiva con molta attenzione; ti ho seguito perché era un problema che mi stava a cuore. La conclusione del discorso è questa: io sono perfettamente d'accordo di approfondire, ma ci sono dei problemi che sono sul tappeto da anni e anni; nell'attesa che noi facciamo le cose perfette, moriranno i vecchi, lo Psico-medico-pedagogico non si farà più, l'Astanteria della Bassa Valle verrà fatta dalle generazioni future.
Questa è la realtà; non è cattiveria e lascio a voi giudicare serenamente e vedrete che è la verità.
Io quando ho dimostrato che una certa Giunta non funziona, ho risolto i miei compiti, vorrà dire che alle prossime elezioni gli elettori faranno quello che credono, ma a me sembra che a distanza di 4 anni dalle future elezioni regionali, noi dobbiamo invece esaminare i problemi, altrimenti fra un anno saremo di nuovo qui e parleremo di nuovo dello Psico-medico-pedagogico, dell'Astanteria ecc., e diremo sempre che abbiamo approfondito e saremo andati a fondo.
Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola al Vicepresidente Fosson, vorrei dire ai Signori Consiglieri che intendono intervenire che, come Presidente non ho niente in contrario, anzi suggerirei che si prenda in esame sia l'Allegato E che l'Allegato F, in considerazione della stretta connessione che esiste fra gli interventi previsti in un allegato e nell'altro.
Semmai diamo poi la parola al Consigliere Bordon per la parte dell'Allegato F, se quindi qualcuno intende fare un discorso di carattere generale su questi due allegati può farlo abbinandoli.
Ha facoltà di parlare il Vicepresidente Fosson
Fosson (UV) - Io penso che convenga rimanere nel singolo allegato.
Ritengo che su questi allegati sarebbe stato interessante sapere quali erano gli indirizzi della Giunta perché nell'Allegato E sono stati elencati vari stanziamenti sotto forma di "elenco dimostrativo della destinazione del fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi in corso di perfezionamento", senza che nessuno della Giunta - forse per sveltire i lavori - avesse illustrato quali sono gli intendimenti.
Da parte nostra si sarebbe fatta una discussione, concordando o dissentendo, ma in tal modo i lavori si sarebbero sveltiti.
In questo momento io mi limiterò, perché non voglio fare un processo alle intenzioni, e non voglio anticipare certe cose, a chiedere dei chiarimenti su alcune voci.
Punto 3 "Concessione di contributi alla Centrale del Latte di Aosta". Noi desidereremmo sapere quale indirizzo vuole dare la Giunta a questo provvedimento; ho sentito l'ultima parte dell'intervento del Consigliere Bordon che mi pare si riferisse a questo argomento, ma non lo so con precisione, comunque vorremmo sapere se la Giunta intende orientarsi verso prezzi politici per il latte soltanto o anche per altri generi, oppure se il provvedimento allo studio è solo una copertura temporanea del deficit, ritenendo che la gestione della Centrale del Latte deve avere un carattere più economico, quindi una illustrazione in questo senso sarebbe necessaria, perché altrimenti potremmo anticipare un discorso che farebbe solo perdere del tempo.
La stessa cosa vale per il punto 4 "Spese per interventi nel campo dei trasporti di pubblico interesse"; mi pare che nella discussione di ieri, proprio il collega Andrione aveva posto qualche domanda in relazione a questo stanziamento e gli era stato detto che si sarebbe chiarito questo punto durante la discussione dell'Allegato E, quindi vorremmo sapere quali sono gli indirizzi che la Giunta vuole imprimere al problema dei trasporti di pubblico interesse.
Desidereremmo avere ulteriori chiarimenti sui punti:
- 5 "Provvedimenti intesi a favorire la più ampia informazione sull'attività della Regione";
- 8 "Maggiori spese a favore di Enti e Istituti di Patronato e di Assistenza sociale operanti in Valle d'Aosta di cui alla legge regionale 30 agosto 1970, n. 21";
- 9 "Interventi a favore della sanità e assistenza sociale in Valle d'Aosta".
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Albaney. Ne ha facoltà.
Albaney (DP) - Vorrei rispondere in merito al punto 1 dell'Allegato E, domanda che, mi pare, sia stata posta dal consigliere Bordon.
Questi 138 milioni si riferiscono alle annualità di ammortamento per quanto concerne il mutuo di un miliardo e cinque milioni relativo all'Ospedale Geriatrico e al mutuo di 900 milioni relativo alla caserma dei Carabinieri, quindi si tratta di annualità di ammortamento.
Dolchi (Presidente) - Devo fare una limitatissima correzione formale: invece di "interventi a favore della sanità ed assistenza sociale", come tutti continuano a dire, si deve leggere "Interventi nei settori della sanità ed assistenza sociale".
Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura e foreste Lustrissy. Ne ha facoltà.
Lustrissy (DP) - Il Consigliere Bordon è uscito un momento, ma credo che il problema della Centrale del Latte interessi tutto il Consiglio; già in sede di discussione generale alcuni Consiglieri, tra i quali, mi pare, anche Manganoni, lo avevano posto. Non voglio essere molto lungo in quanto dalle note statistiche pare che l'Assessorato all'agricoltura abbia battuto tutti sui tempi concessi a disposizione. Effettivamente questo problema è vecchio e ci preoccupa perché oggi più di ieri è impossibile agire politicamente a sostegno del prezzo del latte. Già l'anno scorso, se non sbaglio, l'Amministrazione regionale era intervenuta con uno stanziamento di 95 milioni, in quanto alla società della Centrale del Latte partecipano il Comune di Aosta, in ragione del 5% e la Regione del 95%. In questo modo il capitale sociale era stato azzerato perché, essendo andato in passivo, in base a disposizioni di legge, deve essere ricostituito con provvedimento legislativo. Analogamente dovremmo fare quest'anno. Si tratta della soluzione più urgente, di un provvedimento di salvataggio; non diciamo che ciò risolve il problema, il quale peraltro è già stato discusso dalla Giunta regionale e, ne esiste una relazione da parte di una commissione nominata dalla stessa, e che, credo, verrà anche all'esame della Commissione consiliare all'agricoltura nella prossima riunione.
Attualmente il problema ha queste dimensioni: i produttori percepiscono, mediamente, in quest'epoca, 115 lire al litro per il latte conferito, perché ci sono delle tariffe diverse secondo le stagioni, 5-6 lire rappresentano l'I.V.A. e portano la cifra a 121 lire, a 130 lire viene consegnato ai rivenditori e viene venduto a 150 lire al pubblico. Il costo di trasformazione di ogni litro di latte è sulle 40 lire, mentre in effetti la Centrale ricava 9-10 lire per litro. Moltiplicando le restanti 30 lire al litro di perdita secca per i 3 milioni circa di litri di latte lavorati annualmente si hanno dai 90 ai 100 milioni di perdita di gestione. Questa situazione è insostenibile; rendiamoci conto che oggi nel nostro paese gli unici prezzi tutelati ed imposti sono quelli di certi prodotti agricoli. È un discorso che ci porterebbe lontano ed è bene che sia affrontato in Commissione. Non so fino a che punto sia giusto imporre ai produttori agricoli, nella situazione attuale, un contenimento dei prezzi e fino a che punto l'amministrazione pubblica possa sopportare un prezzo politico per certi generi alimentari. Certamente il prezzo del latte è bloccato ad Aosta a 150 lire in quanto abbiamo deciso di sobbarcarci l'onere della differenza dei costi di gestione. Intanto nel mercato c'è una situazione diversificata, perché il latte venduto ad Aosta, che non è prodotto dalla Centrale del Latte locale, ha prezzi superiori; nella provincia di Torino il Comitato prezzi ha elevato il prezzo del latte pastorizzato a 210 lire al litro e di quello omogeneizzato a 260. Ecco perché sarà necessario esaminare un po' più attentamente il problema anche badando all'aumento dei costi effettivi della produzione, che oggi gli agricoltori si trovano di fronte per il rincaro dei mangimi e di alcune materie prime che servono all'allevamento del bestiame. I produttori di latte hanno già fatto pervenire la richiesta che sia portato da 115 a 150 lire al litro il prezzo a loro pagato. Alla fine della prossima settimana, come ha ricordato il consigliere Bordon, ci sarà un'assemblea del Consorzio produttori latte nella quale si dibatteranno questi temi. Si dovrà dare loro una risposta dopo un esame obiettivo da parte del Consiglio della situazione; già in una prossima seduta troveremo all'ordine del giorno la questione del rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Centrale del Latte e quella sarà anche l'occasione per dibattere più a fondo il problema. Comunque gli attuali 100 milioni rappresentano l'intervento indilazionabile che è previsto dalle leggi, in quanto il capitale sociale deve essere ricostituito. Questa sarà la prima operazione da fare; nel frattempo studieremo la soluzione più idonea.
Dolchi (Presidente) - Preciso che, in considerazione ed in conseguenza di quanto ha detto adesso l'Assessore all'agricoltura e foreste, si propone che il numero 3 sia iscritto, invece che con la dizione "Concessione di contributi alla Centrale del Latte", come "Provvedimenti per la Centrale del Latte", lasciando quindi al Consiglio ampia facoltà di decidere quali essi saranno.
Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità e assistenza sociale Benzo. Ne ha facoltà.
Benzo (DP) - Poiché anche in questo settore i Consiglieri hanno dimostrato un notevole interesse, proprio per accelerare, diceva il Consigliere Bordon, i vari provvedimenti, va ripreso il discorso sui numeri 8 e 9 dell'Allegato E.
Per quanto riguarda i Patronati abbiamo ricevuto una richiesta specifica da parte loro di un aumento, che noi abbiamo concesso in misura di 20 milioni di lire.
Negli "Interventi nei settori della sanità e della assistenza sociale in Valle d'Aosta" abbiamo una cifra unitaria che congloba tutta una serie di provvedimenti e di intendimenti di cui, giustamente, il Consigliere Fosson richiedeva almeno le linee generali di azione.
Già precedentemente avevo dato lettura di alcuni disegni di legge regionali, che saranno portati all'approvazione del Consiglio e che ora elenco di nuovo velocemente: approvazione della maggiore spesa annua per la corresponsione dell'assegno di accompagnamento a favore dei ciechi civili di 40 milioni di lire, approvazione di maggiore spesa per l'assistenza agli invalidi colpiti da silicosi ed asbestosi sprovvisti di assistenza di invalidità di 10 milioni, approvazione di maggiore spesa annua per integrazione dell'assegno di natalità previsto dalla legge del 1971, concernente la tutela delle lavoratrici madri di 8 milioni, norme sulla istituzione dei centri di lavoro protetto e di addestramento professionale per mutilati ed invalidi civili con grave forma di invalidità in misura di 25 milioni. Inoltre c'è l'istituzione di un servizio di medicina preventiva del lavoro, che è in fase di ultimazione, unitamente ai sindacati, e che verrà sottoposto in seguito all'attenzione del Consiglio regionale. È prevista ancora, cosa che il Consigliere Bordon conosce già, la concessione di un'indennità giornaliera a favore dei lavoratori. Tutte queste cose le avevo già dette durante i vari interventi pomeridiani, però è giusto che le ripeta, visto che il collega ha fatto una specie di "rapport de synthèse" non del tutto positivo. In effetti i provvedimenti legislativi hanno un loro iter, che noi abbiamo seguito; una volta fatte, le leggi passano alla fase di esecuzione. Se poi per determinate opere ci sono dei ritardi, si veda ad esempio l'Ospedale geriatrico, le spiegazioni possono essere date direttamente dall'assessore competente.
Per quanto riguarda, per esempio, la casa di riposo di Perloz, di cui il Consigliere Bordon ha chiesto informazioni, a parte il fatto che questo progetto non è compreso nelle spese correnti elencate nell'Allegato E, io rispondo che è stata portata in Giunta, modificata sulle indicazioni date dal Consiglio e dai Consiglieri in sede di commissione, la nuova deliberazione del consiglio di amministrazione della casa Creux-Porté e quindi trasmessa alla Presidenza del Consiglio perché venga in Consiglio regionale per l'accettazione.
Per quanto riguarda l'Astanteria, che io ho chiamato Presidio sanitario, ci sono veramente delle difficoltà, perché deve essere esaminata nel contesto di un piano ospedaliero. In effetti, ci siamo trovati di fronte ad un grande contrasto fra i tecnici del settore sul tipo di soluzione da adottare nella zona di Saint-Vincent.
La realizzazione dell'ospedale Psico-medico-pedagogico, mi pare di averlo già detto chiaramente prima e sono contento di ripeterlo, prosegue e in aprile ci sarà l'appalto. Quindi, quei provvedimenti che abbiamo voluto e portato avanti assieme al Consiglio hanno avuto il loro iter normale. Mi auguro che il Consiglio regionale voglia con la stessa volontà affrontare anche altri problemi, come quello a cui accennai nel pomeriggio per quanto riguarda tutti i servizi aperti, che indubbiamente devono essere realizzati. È giusto quanto dicevano il consigliere Bordon ed altri, perché se pensiamo solamente a fare dei grandi discorsi non porteremo mai un beneficio affettivo a chi è bisognoso o perché gravemente handicappato o perché anziano. Bisogna dire che, da parte di tutti i Consiglieri, l'Assessore alla sanità riceve sollecitazioni per la sistemazione dei minorati e degli anziani. Io mi sono battuto un anno e mezzo fa per portare avanti la legge, perché credo che il Consiglio regionale voglio che siano eseguite queste opere necessarie alla nostra Valle, perché siamo veramente carenti in questo tipo di interventi. Ciò l'ho detto con molta chiarezza ed ognuno prenderà poi le proprie responsabilità, se dovranno esserci delle remore o dei ripensamenti. Come ho già detto, solo con un piano sanitario penso che si possano ristrutturare i servizi sanitari nella nostra regione. Mi ha fatto piacere sentire il Consigliere Bordon che, come del resto alcuni altri Consiglieri, è stato veramente attento, mentre gli altri probabilmente non sono ancora preparati a fondo in questo settore, oppure non intendono seguirlo con la stessa attenzione, poi magari, senza conoscerlo, all'esterno ed ascoltando voci poco esatte. Vi assicuro che questi problemi solo vivendoli a lungo si possono capire ed un pochino anche soffrire, se così si può dire.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Voglio semplicemente ringraziare il Consigliere Bordon il quale si interessa dell'Astanteria della Bassa Valle. Ciò fa piacere, perché si tratta di un'opera che riguarda la comunità e di cui ci siamo già occupati diverse volte. Però voglio ricordare all'esimio Consigliere Bordon che di questa Astanteria, di un Ospedale, si parla dal 4 dicembre del 1965, quando c'era la Giunta del Leone, che rimase in vita per 4 mesi e naturalmente non poté affrontare il problema. Dopo si passò ad una Giunta di centro-sinistra, con Presidente, mi pare, lo scomparso Bionaz e poi con Bordon e per 4 anni il problema ha riposato tranquillamente. Naturalmente oggi sono cambiati un po' gli aspetti della questione, perché prima si parlava di un ospedale e poi anche noi, come Comunità montana del posto, ci siamo accorti che per vari motivi, scarsità delle équipe di medici, ecc., si rischiava di creare un ospedale dove portare la gente per farla morire e non per guarirla. Quindi si è passati al l'idea di una Astanteria che adesso bisogna con sollecitazione eseguire, perché altrimenti arriveremo ad un altro centro-sinistra ed allora addio...
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
Dujany (DP) - C'è una spiegazione da dare per quanto riguarda il punto 5 "Provvedimenti intesi a favorire la più ampia informazione sull'attività della Regione". Si tratta di un adeguamento di contributo a favore dei giornali locali con un provvedimento legislativo adottato dalla Giunta, già trasmesso alla Presidenza del Consiglio e, mi pare, anche esaminato dalla Commissione Affari generali e Finanze.
Per quanto riguarda invece il problema dei trasporti di cui al punto 4, esso si presenta estremamente complesso e grave anche per il fatto che, in seguito alla costituzione delle regioni a statuto ordinario, la materia dei trasporti è diventata di competenza regionale, in sostituzione di quella del Ministero dei Trasporti. Noi siamo intervenuti fino ad ora senza cambiare nessuna struttura, ma semplicemente con dei contributi, uno deliberato dal Consiglio lo scorso anno per una parte del 1972 ed un altro ultimamente a seguito di un accordo sindacale, valido dal 1° gennaio 1973 al 30 giugno 1974, raggiunto tra le società dei trasporti su gomma ed il Ministero dei Trasporti, il quale dopo averlo siglato sulla testa delle Regioni, ha poi detto loro: "Pagate voi, perché non ho soldi". A parte questi aspetti transitori esiste la questione di fondo del modo in cui affrontare la riorganizzazione dei trasporti in Valle d'Aosta, non solo di quelli su gomma, ma anche dei ferroviari, cui in altre regioni si aggiungono anche i trasporti lacuali, marittimi, ecc. È chiaro che questo problema va visto nella sua globalità, perciò ha costituito anche oggetto di discussione in un paio di riunioni di Presidenti regionali, con il Ministro dei Trasporti. Comunque, mi pare che fino ad ora nessuna Regione abbia ancora adottato delle scelte molto chiare sulla sua soluzione. Le scelte tradizionali sono due: continuare l'attività privatistica attraverso dei contributi dati dall'ente pubblico, in quanto molte linee di trasporto non sono economicamente remunerative, oppure attuare la regionalizzazione o la municipalizzazione.
Mi pare che, sul piano generale, esista la preoccupazione da parte di altre Regioni di trovare una soluzione che rappresenti qualcosa di nuovo e che garantisca un servizio efficiente a favore di tutti, su un piano di uguaglianza, e nello stesso tempo la gestione più economica possibile. In sede regionale esiste una Commissione consiliare che mi pare abbia fatto parecchie riunioni su questo tema ed abbia già esaminato alcune proposte. La Giunta e la maggioranza si riservano ancora di approfondire il problema, ma ritengo che l'indirizzo possa essere la costituzione di società di gestione a formula mista. Ritengo che si dovrà provvedere, pur in una visione generale, con diverse fasi di realizzazione in base ad esperimenti, cercando delle soluzioni idonee alla nostra zona ed accogliendo contributi da altre Regioni, senza naturalmente copiare alla lettera quello che esse fanno, in quanto tutte riflettono delle realtà non identiche alla nostra.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Ringrazio per i chiarimenti che ho avuto e mi limito a fare ora alcune considerazioni brevissime e alcune raccomandazioni. Sul punto 3 "Provvedimenti per la Centrale del Latte di Aosta" l'Assessore ha già detto che avremo occasione di approfondire il problema nella Commissione consiliare competente e quindi non entro nei particolari. Però penso che sia bene che tutti i Consiglieri prendano atto che oggi si paga un litro di latte meno di un litro di acqua minerale. Questo è veramente un assurdo, fuori da ogni norma e deve farci riflettere in vista delle decisioni che si dovranno prendere sia delle urgenti che delle future.
Per gli interventi nel campo dei trasporti di pubblico interesse il Presidente della Giunta, senza aver dato già un indirizzo, mi sembra che si sia reso conto delle difficoltà e delle preoccupazioni di tutti. Anche per questo argomento ci saranno le opportune commissioni ed avremo modo di discutere a fondo. Raccomanderei, però, alla Giunta di evitare nella maniera più categorica che si creino dei "carrozzoni", che sono oggi, non solo nella nostra Regione, ma in tutta la nazione, il pericolo principale per la tendenza da parte di tutti di salirvi sopra.
Sul punto 5 ho avuto i chiarimenti che mi interessavano. Non sono molto soddisfatto, invece, per il punto 8, della risposta che ha dato l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, perché ha detto "c'è stata una richiesta dei Patronati, che abbiamo accettata perché richieste vengono da tutte le parti", mentre la Giunta ha affermato di aver messo un punto fermo sulle varie spese, di averle congelate. Bisogna fare in modo allora di tenere duro anche per certe richieste. Gli "Interventi dei settori della sanità e dell'assistenza sociale in Valle d'Aosta", se ho ben capito, consistono in gran parte in aumenti per leggi che esistono già, oltre ad alcuni per le nuove leggi che sono state accennate. A questo riguardo una raccomandazione l'avevamo già fatta nel caso specifico dell'approvazione di una legge, citando i motivi. Bisogna cercare di non sprecare in certi casi in cui effettivamente si potrebbe risparmiare.
Vorrei chiedere infine al Presidente del Consiglio, dal momento che ho visto la voce sulle "Spese per il funzionamento dei gruppi consiliari", con una cifra di 50 milioni, delle spiegazioni perché non conoscevo questo particolare.
Dolchi (Presidente) - Per quanto riguarda la richiesta del Vicepresidente Fosson, posso precisare che la cifra prevista al punto 6 non consiste certamente nella spesa per il funzionamento dei gruppi consiliari e per la ricerca dei locali idonei che sembra per un periodo transitorio si possano reperire. Annuncio anzi al Consiglio che una riunione dei Capigruppo nella prossima settimana esaminerà le proposte che in proposito ci farà la Giunta per mezzo dell'Assessore ai lavori pubblici. Tale voce ricalca analoghe iniziative di quasi tutte le Regioni italiane, sulla possibilità di aiutare il funzionamento dei gruppi consiliari, per quanto riguarda le azioni che i gruppi stessi intendono svolgere nell'espletamento del loro lavoro. Si tratta di un provvedimento ancora da elaborare, da sottoporre alle competenti Commissioni.
Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.
Jorrioz (PSDI) - Volevo alcune informazioni sul punto 7, cioè su quanto si intende fare per le scuole materne regionali.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore all'istruzione pubblica. Ne ha facoltà.
Lanivi (DP) - La cifra indicata al punto 7 costituisce solamente un'integrazione al finanziamento della legge esistente per il pagamento degli insegnanti di scuola materna.
Dolchi (Presidente) - Possiamo considerare chiuso l'esame dell'Allegato E.
Passiamo quindi all'Allegato F.
È iscritto a parlare il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.
Borbey (DC) - Avevo già fatto richiesta di parlare sia dell'Allegato E che di quello F, quindi mi riferisco a tutti e due, non per entrare nei particolari, solamente per dire due parole in linea generale.
Innanzitutto il Consigliere Mappelli mi ha pregato, quando gli ho fatto visita, probabilmente non ha detto tutto all'Assessore Benzo, di invitare i due Assessori competenti alla sanità e assistenza sociale e ai lavori pubblici, a proposito del miliardo e 100 milioni stanziati per continuare i lavori dell'Ospedale geriatrico regionale, ad appaltare a varie ditte specializzate, perché lui è competente in materia, tutti gli impianti elettrici e di condizionamento e di non lasciarli ad un'unica impresa costruttrice, la quale poi dovrà subappaltare, il che potrebbe risultare dannoso.
Poiché non ho preso la parola quando c'è stata la discussione generale, mi permetterei adesso due brevissime parole. Si è parlato di bilancio congelato e di saldatura; ad ogni modo il bilancio è questo, anche nel testo giallo che la maggioranza ci ha presentato.
Dopo le parole del Presidente della Giunta, il quale ha invitato tutti noi Consiglieri regionali e tutti i cittadini a collaborare in questi momenti difficili, senza voler essere polemico e cattivo, ma da uomo della strada, faccio una riflessione ben chiara. La Giunta non si è comportata bene nel presentare il bilancio alla fine del mese di marzo e tale ritardo io lo imputo all'aver voluto presentare l'altro testo di bilancio, che per adesso non serve a niente, cioè all'aver voluto accontentare un determinato gruppo della maggioranza, forse, per salvare la faccia, perché questo gruppo, entrandovi a far parte, aveva, forse, sbandierato che la Giunta doveva essere progressista al massimo e cambiare impostazione rispetto alle Giunte precedenti. Quindi con un sol colpo di bacchetta si voleva modificare tutto, ma ci siamo accorti che non è facile da un momento all'altro; lo ha verificato la maggioranza stessa. Bisogna, anzi, andare con i piedi di piombo e quindi ci vorrà tutto il 1974 per studiare il famoso testo giallo, che, come ha detto il Consigliere Ramera, non è niente di nuovo, proprio per avere il coraggio di fare delle scelte politiche. In un anno, forse più, si creerà uno strumento di sviluppo per prendere la strada che in questi momenti duri una Giunta seria dovrà imboccare, seguendo una politica economica fatta di scelte precise.
Quindi ho fatto un rimprovero, perché è mia impressione che sia accaduto come ho detto ed in questo momento difficile rischiamo di portare un gravissimo danno all'economia valdostana.
Il bilancio in esame dovrà essere approvato, speriamo, entro la fine di aprile, mentre abbiamo ancora da adottare il Programma di lavori pubblici e le imprese stanno aspettando. Questo ritardo quindi, secondo il mio punto di vista, non è stato serio.
Gli Allegati E ed F, come aveva detto il Consigliere Bordon, comprendono un importo non indifferente di quasi 6 miliardi; se tutto il resto però è congelato, anche questa cifra lo è in buona parte. Nell'Allegato F è indicata la "Approvazione di maggiori spese per la costruzione dell'Ospedale geriatrico regionale in Aosta...". Certamente quest'opera deve andare avanti, perché, l'ha appena detto l'Assessore, dobbiamo fare delle scelte, è inutile che continuiamo a studiare a fondo i problemi. Mi ricordo però che, quando si è parlato dell'Istituto psico-medico-pedagogico di Sarre, lei Assessore Benzo ha detto: "abbiamo fatto bene a ritardare di alcuni anni questa scelta, perché altrimenti rischiavamo di attuare una soluzione già superata". Ebbene, non aspettiamo di più, perché ci accorgeremo che essa sarà di nuovo superata. Bisogna quindi avere il coraggio di prendere determinate decisioni.
Vorrei ancora toccare un tasto un po' delicato, perché non me ne intendo molto di bilancio ed è per questo che ho avuto il timore di prendere la parola all'inizio. Negli Allegati E ed F sono elencati dei provvedimenti legislativi in corso di perfezionamento; voglio chiedere alla Giunta se non era logico mettere in questi allegati tutti gli aumenti di stipendio del personale, perché, secondo me, derivano da un provvedimento legislativo in corso di perfezionamento, che, come il Presidente della Giunta ha ben detto, è un fardello che la Giunta deve accollarsi con la collaborazione di tutto il Consiglio. Ho persino il timore che forse la Commissione di Coordinamento potrà sollevare degli ostacoli, perché non so se è legale prevedere, già nei capitoli di spesa, questi aumenti, quando il progetto di legge deve essere ancora approvato dal Consiglio regionale. Ho fatto una semplice supposizione e non so se posso aver ragione o torto.
Vorrei ancora chiedere una spiegazione inerente all'articolo 6 dell'Allegato F: "Interventi per finanziamento a mezzo mutui a favore dei Comuni e delle Comunità montane della Regione". Anche se fosse soltanto per una questione psicologica, io prego vivamente la Giunta regionale di non iniziare a fare confusione tra Comuni e Comunità montane. Bisogna fare degli articoli in cui si distinguono bene contributi o pagamenti di interessi ad un determinato Comune e gli interventi per le Comunità montane. Credo che nella somma di 500 milioni debba esserci, dato che non l'ho trovato in altri capitoli di spesa, il mutuo per il Comune di Aosta, quello famoso di cui ha già parlato il Consigliere Ramera nella discussione generale. Quindi è proprio un invito che faccio, perché gli appartenenti alle Comunità montane, nostri collaboratori, a volte vivono nella paura di essere turlupinati. Evitiamo le confusioni perché possiamo creare delle discussioni inutili a non finire in seno alle Comunità montane. Grazie.
Dolchi (Presidente) - Devo fare alcune precisazioni di carattere formale sull'Allegato F.
Al punto 2 si sostituisce "Interventi riguardanti la riforma sanitaria in Valle d'Aosta" con "Interventi per opere nel settore della sanità".
Il punto 3 si scrive come "Interventi nel settore dell'edilizia urbana e rurale".
Al punto 4 si cancellino le parole "...a quanto previsto..." cosicché il testo risulta: "Interventi intesi a favorire l'acquisizione di aree da adibire alla costruzione di abitazioni in applicazione della legge 22 ottobre 1971, n. 865".
Ha chiesto la parola il Consigliere Blanc. Ne ha facoltà.
Blanc (UV) - Voglio rispondere al Consigliere Borbey, che molto ingenuamente ha messo in evidenza quella che io chiamerei una mascheratura dell'intendimento di quanto previsto al punto 6 dell'Allegato F, cioè "Interventi per finanziamenti a mezzo mutui a favore dei Comuni e delle Comunità montane della Regione". Tutti sappiamo che le Comunità montane sono state costituite e che hanno 6 mesi di tempo per studiarsi uno statuto, che poi dovranno approvare; in seguito dovranno aspettare che questo venga, a sua volta, approvato. Tale iter ci porta alla fine del 1974, dopodiché le comunità montane dovranno procedere allo studio dei famosi piani di sviluppo, in seguito all'approvazione dei quali potranno attingere eventualmente al fondo qui indicato. Quindi, per il 1974 penso che le Comunità montane non abbiano la possibilità di intralciare l'esecuzione dei provvedimenti in corso di perfezionamento a favore dai Comuni.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Come avevo fatto prima chiedo alcuni chiarimenti su due o tre punti: sul n. 3 "Interventi a favore dell'edilizia urbana e rurale", sul 7 "Interventi intesi a favorire il piano di sviluppo della zootecnia e relative infrastrutture". Inoltre sul punto 6, poiché ho sentito due interpretazioni diverse, da parte dei Consiglieri Borbey e Blanc, preferirei che quella esatta ce la fornisse la Giunta.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici Pollicini. Ne ha facoltà.
Pollicini (DP) - Al punto 6 è indicata una cifra che dovrà essere indirizzata con successivi provvedimenti legislativi, e che è identica come impegno di spesa, 100 milioni, quello già affrontato lo scorso anno. I precedenti 800 milioni sono serviti per l'acquisto di aree edificabili in varie località, Aosta, Châtillon, Verrès, Champdepraz, e per la costruzione di due case, per complessivi 48 alloggi, in Aosta. Abbiamo ancora a disposizione 124 milioni, già impegnati come fondo di riserva per l'acquisto di altre aree ed eventuali integrazioni per la costruzione della seconda casa, in caso di lievitazione dei prezzi. Il provvedimento di cui al punto 3 sarà, appunto, analogo al precedente, a favore anche delle popolazioni rurali nel caso che ve ne fossero le condizioni, tant'è vero che dei terreni, abbiamo visto, sono stati acquistati a Champdepraz, Verrès, Châtillon, ecc.
Vuole altri chiarimenti?
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Desidererei sapere cosa si intende con edilizia rurale.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Pollicini. Ne ha facoltà.
Pollicini (DP) - Si intende edilizia rurale non come casa rurale, agricola, ma come abitazione civile per la gente dei campi.
Fosson (UV) - Abitazione civile, non una casa popolare per la gente di campagna?
Pollicini (DP) - Sì, si intende in questo senso: case popolari per la gente dei campi. Non occorre aver lavorato in un'industria ed aver versato i contributi GESCAL per ricevere una casa. Questo finanziamento regionale permette la costruzione nelle zone rurali così come in quelle urbane.
Fosson (UV) - Tanto per intenderci, Assessore Pollicini, si possono fare delle case popolari ad Aosta o in un centro industriale, come se ne possono fare in centri rurali. Però la casa di abitazione in campagna, senza parti adibite all'esercizio dell'agricoltura, può essere singola, come è in genere.
Pollicini (DP) - Non so ancora cosa si deciderà, perché sarà un futuro provvedimento a destinare gli 800 milioni; però, da come presumo, e mi si permetta di presumere in questo caso, penso che si tratterà di case collettive, per un problema di costi.
Fosson (UV) - Praticamente allora in un dato Comune si farà eventualmente una casa popolare per chi non è lavoratore dell'industria...
Pollicini (DP) - Esatto. Devo dare una dimensione dei costi?
Fosson (UV) - No, lasciamo perdere i costi. Rivolgo una raccomandazione affinché si possa esaminare bene questo punto in seguito, perché, dopo quanto è stato detto, ci sono ancora molte cose da discutere.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Vorrei rivolgere due domande all'Assessore Pollicini. Non che io pretenda che possa dirmi il futuro, ma, da quanto può presumere in base ai suoi dati tecnici, con l'aumento dei prezzi, ecc., ritiene sufficienti 1 miliardo e 100 milioni per completare la costruzione dell'Ospedale geriatrico regionale?
La seconda domanda riguarda la legge 865, sulla quale alcune delucidazioni le abbiamo già avute. Non c'è una commissione che dovrebbe studiare eventuali integrazioni, modifiche alla legge 865, perché, ad applicarla così com'è, siamo stati tutti d'accordo che è una legge capestro?
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Pollicini. Ne ha facoltà.
Pollicini (DP) - Un miliardo e cento milioni previsti al punto 1 vanno aggiunti ai 400 milioni che restano del primo miliardo stanziato, di cui 600 milioni all'incirca sono stati spesi per ultimare i due lotti. Adesso la struttura, come dicevo l'altro giorno, è completata; ai prezzi attuali, si prevede l'ultimazione dei lavori, compresi gli impianti e fatta esclusione delle attrezzature ospedaliere, per la fine del 1976 o l'inizio del 1977, secondo i tempi forniti dai tecnici.
A proposito della Legge 865, c'è stata una Commissione consiliare con tutti i gruppi presenti, che ha già ultimato i lavori. Mi pare che ora sia in fase di elaborazione una proposta, da portare in Consiglio, con i correttivi da apportare a questa legge.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz. Ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Mi riferisco ad una richiesta che avevo fatto nel mio intervento durante la discussione generale e prendo la parola proprio alla fine, che avrei gradito avere dal Presidente della Giunta una risposta o quantomeno dei chiarimenti sul punto 6 dell'Allegato F.
Dolchi (Presidente) - Chi chiarisce il punto 6 dell'Allegato F cioè gli "Interventi per finanziamenti a mezzo mutui a favore dei Comuni e delle Comunità montane della Regione"?
Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
Dujany (DP) - In questo punto è stata prevista una somma di 500 milioni, la cui regolamentazione interesserà successivamente il Consiglio, per favorire l'accensione di mutui a favore del Comune di Aosta e di altri Comuni o delle Comunità montane. È vero quanto è stato detto, cioè che, probabilmente, le Comunità montane nel corso del 1974 non saranno nelle condizioni di utilizzare interventi di questo genere. Proprio per questo motivo abbiamo voluto mettere l'alternativa tra Comuni e Comunità montane, per non bloccare gli eventuali provvedimenti deliberativi in una sola direzione, nella eventualità che qualche Comunità ritenga di poter realizzare, per esempio, un'opera di proprio interesse. Quindi, le soluzioni sono aperte, per lasciare la libertà al Consiglio di decidere gli interventi successivamente. Abbiamo voluto, direi, in questo modo allargare un po' il comportamento, che la Regione ha adottato nei riguardi del Comune di Aosta, anche verso altri Comuni. È chiaro che l'intervento che abbiamo concordato quest'anno con il Comune di Aosta si basa solo sull'utilizzazione del risparmio e la Regione interviene per l'ammortamento; quindi esso è sostitutivo di qualunque altro contributo a fondo perduto, in conto capitale, che finora veniva concesso al Comune di Aosta. Qualora altri Comuni ritenessero di utilizzare questo tipo di finanziamento, in sostituzione di altri interventi a contributo in conto capitale, come accadeva nel passato, lo potranno fare.
Approfitto dell'occasione per dare, brevemente, una risposta al consigliere Bondaz anche per quanto riguarda il problema dei rapporti tra Enel e Regione. Esiste la sentenza della Corte Costituzionale del 1964, in seguito alla quale le subconcessioni delle acque non spettano né alla Regione, a causa della nazionalizzazione, né allo Stato, che ritiene di non avere più la competenza in merito. Quindi, a questo proposito il Senatore Fillietroz ha presentato ultimamente una proposta di legge al Parlamento, affinché venga riconosciuta alla Regione la titolarità delle subconcessioni delle acque. Per quanto riguarda, invece, la corresponsione dei canoni di subconcessione, che non venivano più versati alla Regione fin dal 1965, è stato raggiunto un accordo transitorio, per cui l'Enel ha pagato alla Regione un acconto di un miliardo di lire, pari agli 810 dei canoni dovuti per il periodo 1963-70. Restano da saldare ancora i 10 per quel periodo e l'importo intero dal 1970 in poi. Aspettiamo adesso che il Parlamento approvi questa legge in cui sia ristabilito il principio della titolarità della Regione delle subconcessioni delle acque ed il relativo versamento dei canoni.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura e foreste Lustrissy. Ne ha facoltà.
Lustrissy (DP) - In merito al punto 7 abbiamo già parlato, mi pare, nel corso della discussione generale, di un provvedimento che è allo studio dell'Assessorato, per favorire anche in Valle d'Aosta la produzione della carne; appena esso sarà passato al vaglio degli organi tecnici, verrà inoltrato alla Commissione consiliare affinché ci si possa chiarire le idee, in modo da portarlo poi ad una forma definitiva. I fondi stanziati per il primo anno probabilmente non potranno essere assorbiti completamente in un tipo di intervento volto direttamente alla produzione della carne. Perciò al punto 7 si fa cenno anche alle infrastrutture, organizzazione aziendale, stalle, ecc., che precedono il momento produttivo.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Questi fondi andrebbero aggiunti a quelli dello Stato?
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Lustrissy. Ne ha facoltà.
Lustrissy (DP) - I rapporti con lo Stato sono da chiarire. Esiste oggi, per il piano carne, un progetto di legge approvato dal Senato, che non ci soddisfa sul piano regionale, in quanto lo Stato detta determinati indirizzi e prevarica le competenze regionali nel settore.
Fosson (UV) - Però abbiamo dei fondi a disposizione...
Lustrissy (DP) - I fondi non sono ancora stati messi a disposizione; lo saranno in seguito. Questi sono fondi del bilancio regionale.
Fosson (UV) - Ma noi ne abbiamo previsti in bilancio, in una voce che era comprensiva...
Lustrissy (DP) - No. I fondi di sviluppo regionale sono un'altra cosa.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Dujany. Ne ha facoltà.
Dujany (DP) - Probabilmente il Consigliere Fosson si riferisce alla somma di 5 miliardi indicata nell'articolo 9 che è comprensiva di una serie di provvedimenti legislativi nazionali e tra i quali si trovano anche gli stanziamenti per questo scopo, relativi appunto ad una legge dello Stato, cessata il 31 dicembre 1973. Il nuovo progetto di legge, di cui ha parlato l'Assessore Lustrissy, tende a incentivare la produzione della carne sul piano nazionale. Qui si pone il problema dei rapporti tra Stato e Regione e non so se non sarà il caso da parte della Regione di impugnare questa futura legge davanti alla Corte Costituzionale, nel caso che essa non rispetti le competenze regionali, aldilà degli stanziamenti. Questo è un po' l'atteggiamento anche di altre Regioni a Statuto speciale le quali hanno detto chiaramente al Governo che, nel caso in cui la nuova legge nazionale a favore dell'Agricoltura non rispetti le competenze amministrative e legislative delle Regioni, la impugneranno davanti alla Corte Costituzionale.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Ringrazio del chiarimento. Quindi avevo afferrato bene che in quell'articolo di bilancio esisteva anche la questione del piano zootecnico con i fondi dello Stato, mentre questi sono fondi regionali; io chiedevo soltanto se questi si aggiungevano a quelli. Ad ogni modo avremo modo di discuterne in seguito.
Dolchi (Presidente) - Consideriamo chiuso l'esame dell'Allegato F.
Allegato G "Dimostrazione dell'avanzo di amministrazione applicato al bilancio preventivo per il 1974".
Dolchi (Presidente) - Segnalo che nel prospetto dove è scritto "Avanzo di amministrazione applicato al bilancio 1973" la cifra di 7 miliardi va sostituita con 7 miliardi e 660 milioni a causa di un errore di battitura.
Non ci sono richieste di parola sull'Allegato G.
Allegato H "Prospetto dimostrativo delle spese in conto capitale, cui è destinato l'avanzo di amministrazione iscritto nel bilancio preventivo per l'anno finanziario 1974".
Dolchi (Presidente) - Accanto ai Capitoli 271 e 547 va aggiunta la parola parte, perché ci si riferisce solo ad una parte di essi.
Poiché nessuno chiede la parola, dichiaro chiuso l'esame degli allegati al disegno di legge regionale concernente l'approvazione del bilancio di previsione per l'anno finanziario 1974.
Ricordo che ai sensi dell'articolo 60 del Regolamento interno del Consiglio è consentita ai Consiglieri una dichiarazione di voto che non può eccedere i 10 minuti. In base alla consuetudine essendo la votazione palese già una forma di manifestazione del voto dei vari gruppi, si preferisce fare precedere le dichiarazioni di voto alla votazione articolo per articolo, anziché a quella segreta. Pertanto chiedo ai Signori Consiglieri se intendono fare le dichiarazioni di voto.
Ha chiesto la parola il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.
Monami (PCI) - Evidentemente tre giorni di dibattito non sono sufficienti per far smuovere gli amici dell'opposizione dalle loro posizioni. Ma, secondo me, la discussione non ha evidenziato delle linee sostanziali che si contrapponessero a quelle proposte dalla maggioranza e neppure è stata illustrata dalla minoranza una chiara posizione alternativa sul bilancio. Direi addirittura che, per riguarda il bilancio di tipo nuovo che noi abbiamo prospettato per il 1975 e gli anni a venire, è emerso, non dico unanime consenso, ma un giudizio di validità.
Comunque se qualcuno proprio non ha voluto capire che qualcosa di nuovo c'è in questa impostazione, non lo ha fatto certo per mancanza di capacità. Ritengo che si tratti soltanto di opposizione preconcetta, che non trova giustificazione e che dimostra, forse, una poca sensibilità alle cose nuove che vengono sottoposte all'attenzione e di essere arroccata su vecchie posizioni e perciò estremamente allergica ed insensibile a tutto ciò che vi può essere di nuovo nella vita della nostra comunità. Noi abbiamo illustrato, ritengo in modo chiaro e sufficiente, il perché del cambiamento e perché quanto abbiamo suggerito come maggioranza rappresenta una svolta decisiva nel modo di preparare i bilanci e quindi nel modo di amministrare la Regione. Vorrei, su questo argomento, sintetizzare con una sola frase quello che poteva essere il nostro intendimento: solo un bilancio così congegnato permette una gestione collegiale dello stesso da parte della Giunta, senza lasciarla alla discrezionalità di ogni singolo Assessore. Se questo grosso fatto è nuovo per la Valle d'Aosta, non è certo una nostra scoperta. Nell'intervento durante la discussione generale avevo detto che non avevamo inventato né l'ombrello né l'acqua calda, ma semplicemente preso a prestito delle esperienze ormai consolidate in tante altre Regioni d'Italia; quindi non amavamo vestirci con le penne di pavone, dicevamo, però, che ciò costituisce un fatto nuovo per la Valle d'Aosta. Lo abbiamo detto e, personalmente, ho avuto il piacere di dedicare almeno due minuti del mio intervento al fatto che nulla di nuovo avevamo inventato.
Per quanto riguarda, invece, il bilancio vero e proprio del 1974, penso che non se ne possa parlare senza richiamare l'attenzione, come ha fatto giustamente il Presidente della Giunta, sulla difficile situazione di crisi che il paese sta attraversando, crisi che non è soltanto economica, ma politica, morale e sociale, alla quale la Democrazia Cristiana non è riuscita e non riesce a fare fronte.
Ebbene, questo fatto deve richiamare, e colgo l'occasione per raccogliere anche l'appello del collega Ramera, l'attenzione di tutti coloro che sono preoccupati dell'avvenire della democrazia e della libertà nel nostro paese, perché ci si unisca. Certo non mi impensieriscono le interruzioni, collega Bordon! Penso che l'onorevole Chanoux in piena coscienza e libertà abbia tratto le conclusioni per il suo voto, dopo aver sentito la relazione dell'onorevole Rumor e il dibattito parlamentare. Vorremmo richiamare l'attenzione appunto di coloro che sono preoccupati quanto noi per questa situazione e vorrebbero che le istituzioni democratiche, le assemblee pubbliche costituiscano un valido punto di riferimento per tutti i cittadini e per la nostra società. Bisogna respingere questo attacco qualunquistico di certe forze politiche dopo la lunga discussione sul nostro bilancio, la quale ha evidenziato che esso contiene tutti quegli elementi che altre regioni importanti quanto la nostra, dalla Lombardia, al Veneto, al Piemonte, all'Emilia Romagna, alla Toscana e all'Umbria, hanno fatto propri e che noi abbiamo indicato proprio per supplire alle manchevolezze di uno stato accentratore e democristiano, che, dicevo, non è stato capace di risolvere i problemi del paese.
Siamo intervenuti con questo bilancio nei settori delicati dei trasporti, della sanità, dell'edilizia sociale e dell'agricoltura con interventi correnti, in conto capitale e straordinari che mirano non certo a risolvere completamente, ma a porre i presupposti per la soluzione di questi problemi. Ma, se le cose che ho detto sono vere, e ritengo che siano vere, anche se la verità è relativa, per me il collega Andrione è un uomo alto, mentre per il Consigliere Bordon è normale, e se è vero che dal dibattito non sono emersi dei grossi contrasti, non è emersa una linea alternativa alla nostra, allora non potrei comprendere un voto da parte di alcune forze politiche che non tenga conto di questi fatti; a meno che un voto diverso non ci costringa a farci concludere che, per parafrasare il collega Bordon, "l'an bien predza", ma hanno razzolato male.
Se le indicazioni che noi abbiamo dato nell'impostare questo bilancio sono fedeli a quelle che il Governo ha dato per quanto riguarda le scelte di fondo del piano governativo del 1974, le quali sostanzialmente si ritrovano nei programmi e nei bilanci delle Regioni a cui ho accennato prima, ritengo che queste scelte prioritarie, e voglio ripeterle, nel campo dei trasporti, delle opere igienico-sanitarie, dell'edilizia abitativa e sociale, dell'agricoltura non possono non essere condivise dalle Regioni, soprattutto se ciò significa un trasferimento lento, ma graduale, delle risorse regionali dai consumi a carattere privato a quelli a carattere sociale e collettivo. Si tratta quindi, secondo noi, di scelte che devono trovare una più generale saldatura con la politica nazionale, la quale, assegnando alle Regioni un ruolo fondamentale nel quadro del sistema delle autonomie locali, deve far trovare alle stesse la loro giusta collocazione ed il loro giusto potere.
Il programma di interventi, particolarmente quelli indicati dal Governo, che nel nostro bilancio di previsione del 1974 trovano ampio spazio, necessita di un quadro programmatico pluriennale, che la maggioranza, con l'impegno di discutere quanto prima il piano di sviluppo regionale, intende sottoporre a questo Consiglio entro la fine del 1974, presentando il bilancio del 1975. Sotto questo profilo il bilancio in esame deve essere considerato come un primo concreto avvio ad un più esteso programma di interventi nei vari settori ed anche ad un più vasto e organico disegno di programmazione.
Non si può a questo punto non rilevare ancora la insufficienza degli stanziamenti dello Stato a disposizione delle Regioni, in considerazione, tra l'altro, del forte aumento dei costi.
Ritengo che, a tale proposito, si debbano prendere alcune molteplici iniziative, che io vorrei suggerire alla maggioranza, alla Giunta ed all'intero Consiglio. Noi riteniamo di poterci battere perché siano aumentati gli stanziamenti del fondo di cui all'articolo 9 della legge 281.
Dobbiamo Inoltre prendere in considerazione, per un finanziamento regionale, il terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto ed eliminare il più possibile e drasticamente i residui passivi che ancora giacciono presso le banche. Dobbiamo, poi, revisionare tutte le leggi e gli impegni regionali che comportano delle spese indefinite negli anni e ricorrere senza timidezza al credito di vario tipo, agevolato e non agevolato.
Per i motivi elencati, il Partito Comunista, che è parte integrante di questa maggioranza ed ha seriamente e con impegno collaborato alla stesura del bilancio di previsione del 1974, ritiene che questo documento indichi non solo un nuovo indirizzo per la struttura tecnica, ma che abbia recepito le indicazioni di fondo che noi, con i colleghi di maggioranza, ci siamo permessi di dare. Queste indicazioni che hanno portato agli ingenti stanziamenti nei settori dell'edilizia sociale, trasporti, della sanità, della zootecnia ed in favore delle Comunità montane, nei confronti delle quali dovremmo prevedere tutta una serie di deleghe, fanno sì che il gruppo comunista dia il suo assenso e il suo voto favorevole a questo provvedimento.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Viglino. Ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Ma déclaration de vote sera effectuée en langue française non seulement parce que notre Région est bilingue, mais également pour rendre hommage à toute la minorité ethnique valdôtaine, dont parlait l'autre soir l'Assesseur à l'instruction publique, M. Lanivi qui en effet a dénoncé avec courage, et je l'en remercie personnellement, une vérité que trop souvent, pour des raisons plus ou moins intéressées, l'actuelle majorité se refuse à admettre. Cette vérité concerne le fait que toujours davantage, et malgré toutes les apparences et toutes les assurances, la minorité ethnique valdôtaine est constamment mise à l'écart par ceux qui auraient le devoir de la soutenir. Je voudrais rappeler encore une fois à tout le Conseil que c'est grâce à cette minorité ethnique valdôtaine, à ses sacrifices, à sa résistance pendant les années obscures du fascisme et de la dernière guerre mondiale, si nous avons aujourd'hui l'autonomie. La minorité ethnique valdôtaine a lutté et a souffert pour que les valdôtains puissent trouver sur leur sol natal un travail honorable et digne. Mais, jamais comme aujourd'hui, les valdôtains ont été la proie d'une colonisation, qui se cache derrière la façade trompeuse d'un soi-disant progrès, façade si commode pour tous les spectateurs et pour les administrateurs et les politiciens de basse envergure.
Mais revenons au projet de bilan qui nous a été soumis. Après les nombreuses interventions qui ont caractérisé la discussion générale et particulière, voici le moment pour chacun de nous de conclure.
Le bilan est certainement un élément essentiel de la vie administrative d'une Région, mais rappelons-nous qu'il n'est qu'un instrument: il peut être plus ou moins adhérant aux nécessités d'une Région, mais il reste toujours un instrument. Il doit être employé par des hommes, des administrateurs, qui ont leurs qualités, mais aussi leurs défauts. Pour que le bilan puisse apporter les résultats espérés, dont parlait tout à l'heure M. le Conseiller Monami, et je reprends ici le discours prononcé l'autre jour par M. le Conseiller Fosson, il faut des administrateurs compétents et honnêtes, en qui l'on puisse avoir une confiance absolue, au-dessus de toutes les divergences d'idéologie politique. Malheureusement je dois déclarer à mon nom personnel et au nom de mes amis du Rassemblement Valdôtain, que je représente dans ce Conseil, que nous n'avons pas confiance dans cette Junte, où se trouvent, côté à côté, des administrateurs aux qualités certaines et indéniables, mais aussi des administrateurs dont l'incompétence, ou l'instabilité politique, ou bien encore la ruse, je traduis "furbizia", est connue par tous. Comme ces administrateurs sont indispensables pour que l'actuelle Junte conserve la majorité dans le Conseil, ils ont donc par la même un pouvoir considérable et en ce sont eux, en définitive, qui limitent le champ d'action de la Junte. Celui-ci est un des motifs principaux, avec tous les autres d'ordre technique, qui ont été illustrés par l'opposition pendant le débat, de notre crise de confiance envers la Junte actuelle et la raison fondamentale pour laquelle j'annonce notre vote contraire au projet de bilan qui nous a été soumis.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu. Ne ha facoltà.
Chanu (DP) - Il gruppo dei democratici popolari annuncia il suo voto favorevole al progetto di bilancio presentato dalla Giunta alla quale, dopo le parole sentite in precedenza, che definirei incaute, trattenendomi da altre considerazioni, ritengo che per parte dello stesso gruppo e mio personale vada espressa in questo momento solidarietà e fiducia.
Il progetto di bilancio presentato è un atto amministrativo, d'accordo. Ritengo, però, che esso si imponga anche e soprattutto come un atto di volontà politica teso com'è, in un momento, come è stato sottolineato, di obiettive difficoltà che investono il paese, la regione, la società in tutti i suoi aspetti, a fornire l'Amministrazione di uno strumento finanziario, che, saldandosi all'impostazione, che definisco tradizionale, precedente, consenta però fin dal corrente esercizio, di strutturare e di realizzare un nuovo modo di gestire l'attività amministrativa dell'ente Regione, non più settorializzato nelle distinte competenze assessoriali, ma volto ad affrontare i problemi impellenti della nostra Regione in grandi settori di intervento nell'ambito socio-economico. Questo bilancio è un atto di profonda responsabilità in quanto è la risultante della ricerca di reperire, limitando rigidamente la spesa corrente, nonostante l'inevitabile lievitazione della medesima in alcuni settori ove era impossibile contenerla, e a questo punto rendiamoci conto che le spese correnti, nonostante il loro contenimento, superano in percentuale quelle in conto capitale, di reperire, ripeto, le possibilità di finanziamento della sfera degli interventi qualificanti ed incidenti in modo sostanziale sulle finalità risolutrici dei problemi sul tappeto. Il bilancio del 1974 si pone come proposta di scelte e di impegni che investiranno nella sfera delle loro attribuzioni e delle loro competenze tutti gli organi amministrativi della Regione. Come tale il documento non consente né giustifica la critica, mossa da una parte dell'opposizione, di una pretesa indifferenza del bilancio ai problemi più scottanti in atto: trasporti, edilizia, agricoltura, territorio, scuola, igiene e sanità e così via. Gli Allegati E e F del progetto di bilancio costituiscono la più eloquente riprova del contrario. E, poiché il bilancio si pone come proposta, altrettanto non giustifica la critica opposta, mossa però con poco senso di coerenza dalla stessa opposizione, secondo cui il bilancio, che, fino a prova contraria, è un atto di competenza funzionale della Giunta, prevaricherebbe le potestà assembleari del Consiglio. Il fatto che, come ho detto nella discussione generale e si è evidenziato in quella per capitoli, la presentazione di questo bilancio comporti, per la sua stessa ragione di credibilità, la proposta sollecita e l'approvazione del piano di sviluppo in Consiglio regionale, costituisce, a mio avviso, altrettanto eloquente risposta a questo secondo ordine di critiche. Si tratta di un primo passo verso un'impostazione amministrativa non più obbligata sui binari di impermeabilità dei singoli Assessorati ed Uffici, che investa nella loro globalità vasti settori di intervento, al di là delle singole competenze degli uffici, e nello stesso tempo con un respiro non più soffocato nell'arco ristretto di un anno finanziario, ma con una visione poliennale, che meglio si adegua sia alla valutazione preventiva dello sviluppo cronologico degli interventi, sia alla scelta di priorità di interventi in armonia con una razionale politica di programmazione. Non è un bilancio trionfalistico, né di rinuncia; è un bilancio nato nella consapevolezza della difficoltà del grave momento che investe territorio e società, in tutti i campi, e che si è voluto impostare così come lo è stato, perché, appunto, per la delicatezza della situazione che stiamo vivendo, occorreva fornirsi di uno strumento più efficace, per consentire un nuovo modo di valutare e di prevedere, senza nel contempo creare squilibri, nel necessario riallacciarsi alle precedenti tradizionali impostazioni. Si tratta di un atto amministrativo che comporta serie responsabilità della Giunta anzitutto, perché si adoperi con la massima sollecitudine, sia perché il piano programmatico di sviluppo venga al più presto presentato e discusso in Consiglio, sia perché si proceda all'approfondita indagine e revisione dei provvedimenti legislativi assunti nei precedenti esercizi e che prevedono impegni di spesa, che si proiettano nel futuro, sia perché si ristrutturino, o se è necessario si creino o si ricreino, gli organi tecnico-amministrativi ai massimi livelli atti a concretizzare sul piano operativo le iniziative che prenderemo. Tale atto comporta altrettante serie responsabilità del Consiglio che, proprio per l'impostazione data a questo bilancio, verrà chiamato in tempi brevi ad esprimere in un democratico e costruttivo confronto di idee la sua sovrana volontà nel plasmare il futuro immediato e lontano della nostra Regione. Ciò perché l'autonomia della Valle d'Aosta abbia un senso, perché dall'insieme degli sforzi di tutti la Regione, anche in questi momenti di grave difficoltà, possa procedere sul suo cammino nell'interesse unico ed esclusivo di tutti i valdostani.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.
Jorrioz (PSDI) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, nel mio primo intervento avevo posto alcune pregiudiziali per poter dare un voto favorevole o contrario all'attuale bilancio. Le riassumo ora brevemente: una nuova assunzione della difesa ad oltranza del bilinguismo, e del patois, revisione di tutte le leggi regionali nel settore dell'agricoltura, tenendo presente l'attuale frazionamento delle proprietà, difesa del patrimonio naturale e culturale della Valle d'Aosta contro tutti i tentativi di speculazione edilizia, turistica e culturale a danno della popolazione valdostana. A queste mie indicazioni si è risposto solo in parte. Ho apprezzato la replica del Presidente della Giunta e di diversi Assessori, in particolare dell'Assessore alla pubblica istruzione Lanivi, quando ha trattato il problema dell'etnia valdostana. Però alle parole devono seguire i fatti e staremo a vedere quali essi saranno.
Esaminando poi i singoli capitoli del bilancio del 1974, ritengo doveroso riconoscere uno sforzo non indifferente da parte della Giunta di voler uscire da certi metodi tradizionali, i quali rimangono però ancora operanti; d'altra parte bisogna tener conto del momento di particolare difficoltà economica nazionale e regionale. Si deve comunque, secondo me, avere il coraggio di affrontare tali difficoltà con metodi e con spirito nuovi.
Nel corso di un mio intervento avevo chiesto, inoltre, se tra i miglioramenti ai dipendenti era stato previsto l'aumento dell'assegno integrativo al personale regionale, senza con questo ritenere che si possano risolvere i problemi dei dipendenti con miglioramenti salariali, ma solamente per conoscere le condizioni che incontreranno i dipendenti che andranno in pensione, usufruendo della legge per gli ex-combattenti. Durante l'anno in corso mi pare che i neo pensionati siano 75 ed altrettanti saranno il prossimo anno. È a questi che noi dobbiamo guardare. La pensione di oggi uguagliata a 100, varrà domani 80 e dopodomani 50. Vorrei che tutto il Consiglio prendesse in esame tale problema, perché tra quei dipendenti vi sarà certamente qualcuno che festeggerà insieme a noi il trentennale della Resistenza, per avervi partecipato direttamente. Ma ve ne saranno altri che, per non aver partecipato più a lungo alla guerra voluta da Mussolini, rimasero nei campi di concentramento per degli anni, o altri che furono costretti ad una guerra non voluta. A tutti questi noi dovremmo dire di no, violando tra l'altro una legge regionale che aggancia gli aumenti degli stipendi dei dipendenti regionali a quelli degli statali? Ciò noi lo faremo se diremo sì al bilancio in esame, che blocca tutte le spese ordinarie.
Signori Consiglieri, ci dichiariamo tutti uniti contro il pericolo delle forze reazionarie e noi stessi, con il nostro lavoro, diamo una mano alla reazione, negando a quanti hanno combattuto il fascismo, chi in un modo, chi nell'altro, quanto spetta.
Poiché, da quanto ho sentito, ciò si vuole attuare, a nome del PSDI voterò contro il bilancio di previsione del 1974.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Non capisco perché il Consigliere Monami desidera tanto il mio intervento; non so cosa si aspetti dal momento che noi, come sempre, siamo qui tranquilli, modesti, quasi timidi. D'altronde, questa nostra sparuta minoranza coartata e vilipesa ha fatto tutto il suo possibile per ricercare quelle che la maggioranza, attraverso le esposizioni dei suoi esponenti, ed in particolare quella del Consigliere Monami, come sempre fatta abilmente, perché ci sa fare nella sua attività di uomo politico, ha cercato in tutti i modi di farci passare per innovazioni, mentre di innovato non c'era proprio nulla. Non parlo del testo giallo tanto decantato, che non ha nessun valore in questa discussione sul bilancio di previsione del 1974, tant'è vero che non lo abbiamo neanche esaminato; esso è servito alla maggioranza qui costituita, per coprire determinate dichiarazioni fatte al momento della richiesta dell'esercizio provvisorio e per dichiarare qualcosa di nuovo, perché non sapeva che cosa dire. Le critiche, che noi abbiamo rivolto con molta obiettività, sono state sentite da tutti e possono essere controbattute, ma sono rimaste ben impresse, perché corrispondono al vero. Comunque non posso continuare l'intervento su questa strada, perché, invece di una dichiarazione di voto, farei la copia di quanto ha fatto il collega Monami ed un lunghissimo intervento.
Non parlo delle solite impostazioni demagogiche ed ormai stravecchie sul governo DC accentratore, fallimentare, che il Partito Comunista Italiano adopera sempre. Naturalmente il PCI ha trovato nella Democrazia Cristiana il maggior ostacolo alla sua azione eversiva ed anche antidemocratica. Mi permetto di ricordare, per obiettività, che i governi che si sono succeduti a Roma sono sempre stati formati con il PSI o il PSDI o il PRI o con altri partiti democratici che noi abbiamo presenti come validi collaboratori, perché in campo nazionale hanno sempre assunto le loro responsabilità e collaborato al Governo nelle scelte difficili. Non hanno mai fatto dell'opposizione per fare dell'opposizione, cosa che viene attribuita a noi ingiustamente stasera e che invece il PCI ha fatto sempre. Quindi questi partiti che con la DC hanno portato avanti il governo italiano dalla fine della guerra, anche nei momenti in cui la Democrazia Cristiana aveva più del 50% dei voti e avrebbe potuto governare da sola, noi li consideriamo non come figure di secondo piano, ma come collaboratori validi, hanno dato tutto quello che potevano per risollevare la nazione e non hanno fatto soltanto l'opposizione che ha sempre fatto il PCI.
Non parlo delle osservazioni fatte sulle persone fisiche e sulla relatività delle cose, perché nulla indicano, se non una certa ineducazione ed una certa indifferenza, che affiorano tutte le volte che i comunisti devono riconoscere fondate le critiche delle minoranze. Mi sia consentito di dire, e mi rivolgo, naturalmente, a tutti i partiti democratici qui rappresentati, ed a voi in modo particolare che ci foste vicini durante tanti anni e che rimanete al governo appoggiandovi al PCI, credendo di trovare la salvezza vostra e della Valle d'Aosta: ricordatevi che, laddove comandano i comunisti, non ci sono minoranze e naturalmente non esistono dei consessi come questo. Potrei continuare ancora, ma mi sembra, pur avendone già cancellato parte, di aver detto quello che pensavo. Ciò premesso per dimostrare che non vi è nulla di preconcetto, come si è invece voluto affermare, andiamo oltre. Negli anni scorsi dicevamo che il bilancio come strumento contabile poteva essere discusso fra noi e la maggioranza, per ottenere eventuali variazioni e per ricercare qualche punto di incontro. Quest'anno ci è molto più comodo decidere, dal momento che ci è stato sottoposto un bilancio definito di transizione e bloccato nelle spese correnti. Amministrativamente parlando, noi siamo contrari a tale impostazione, perché si rivelerà un binario morto e ad un certo momento, con l'avere il bilancio bloccato, non potremo portare avanti richieste indispensabili e indilazionabili. Mi ricordo certe affermazioni del Consigliere Monami quando diceva: "noi abbiamo studiato questo, noi abbiamo impostato questo". Lascio giudicare a voi amici Consiglieri e chi ascolta che cosa potevamo ancora fare noi in quest'aula, quando si dice che il bilancio del 1974 è né più né meno quello del 1973. Diteci che cosa potevamo variare. Potevamo leggere il bilancio e fare a meno di dibatterlo. Invece, abbiamo cercato di portare il nostro contributo, laddove ritenevamo che ci fossero delle pecche, quelle che secondo noi dovevamo essere le cose da modificare. Naturalmente, esaminando un bilancio, non dobbiamo fermarci a considerare le sole cifre, perché, se noi facessimo solo ciò, verremo meno al principio, che hanno illustrato bene i colleghi Jorrioz e Viglino. Noi dobbiamo considerare anche lo spirito che anima la sua applicazione e i risultati che si vogliono ottenere.
Abbiamo espresso diverse opinioni sull'insufficienza degli stanziamenti ed ho segnato, tra parentesi, l'Assessorato all'industria e commercio, perché è una cosa pietosa che disponga di 800 milioni, di fronte ai bilanci di miliardi di altri assessorati. Evviva il congelamento. Vedremo poi cosa salterà fuori sul problema del latte e su altre richieste. Consentitemi una battuta che mi è dolorosa, ma che dico sempre: come amministratore ne sarò profondamente amareggiato, ma come politico mi divertirò. Va bene, già l'altro ieri, perché questa è una storia lunga ormai, abbiamo criticato l'impostazione del bilancio, la lentezza nel portare avanti i problemi, il pessimo modo di preventivarli e di risolverli. Abbiamo accusato la maggioranza di parlare molto, di tenere tavole rotonde e quadrate, di pensare solo al battage pubblicitario sui giornali ed alla Rai, di produrre, in conclusione, molto fumo e poco arrosto.
Ci siamo permessi di attirare l'attenzione del Consiglio su delle situazioni importanti moralmente per noi nativi valdostani. Mi riferisco al bilinguismo, al patois, alla nostra storia, che per noi sono senza dubbio di primaria importanza e che, ce ne stiamo accorgendo, purtroppo vanno morendo. La dichiarazione onestamente fatta dall'Assessore Lanivi si riferiva alla futura emarginazione della minoranza etnica valdostana, cosa da noi paventata e sbandierata da sempre, per il pericolo che determinate scelte di bilancio e determinate maggioranze l'avrebbero favorita ed accelerata.
Tutto ciò ci ha costernato. L'avanzata dell'elemento non valdostano sta proseguendo e ci sta soffocando. Quindi, tutto quello che abbiamo fatto in Valle d'Aosta prima e durante il fascismo e dal 1943 in poi, per ottenere la nostra autonomia sarebbe stato vano. Pertanto, scusatemi, è con un nodo alla gola che noi valdostani dobbiamo dirci che è l'ora di rinserrare le fila e combattere questa calamita così incombente.
Poiché non ravvisiamo nell'impostazione ideologica di questo progetto di bilancio nessuna garanzia su questi fatti, noi voteremo contro ad esso, confortati del resto dalla posizione analoga, ma in quella sede non giustificata, assunta dal deputato Chanoux, che ha votato contro il Governo Rumor, sordo ai richiami sulla gravità del momento e sulla crisi, solo per eseguire gli ordini dei comunisti che qui in Valle lo hanno votato. Grazie.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.
Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, sarò breve e non mi lascerò trascinare in assurde polemiche. Stiamo per votare un documento importantissimo e la mia ingenuità, allorché si è incominciato a trattare l'argomento, mi ha portato a credere che anche la minoranza potesse far sentire la propria voce, per vedere se fosse stato possibile spostare qualche capitolo di spesa o qualche stanziamento da un settore all'altro. Purtroppo, e ne sono rimasto deluso, la discussione che da tre giorni si protrae in quest'aula è avvenuta titolo per titolo, categoria per categoria, capitolo per capitolo, mentre qualche spostamento di capitali a spese insufficientemente coperte dalla spesa di previsione si doveva ritenere che potesse aver luogo.
Ora, mi consenta, debbo rilevare che, anche se qualcuno ride, e non dico dove abbonda il riso, nel bilancio dei vari assessorati vi è uno squilibrio senza ombra di equivoco. Non tocco l'Assessorato alla sanità e assistenza sociale, perché le somme a sua disposizione debbono servire una intera comunità per preservarne la salute, né l'Assessorato alla pubblica istruzione, anche perché il suo Assessore Lanivi è stato veramente la persona retta in questo Consiglio. Ma debbo rilevare che insufficiente è la cifra assegnata all'Assessorato all'agricoltura e foreste ed una parte di quella a disposizione dell'Assessorato ai lavori pubblici poteva esservi spostata. Non parliamo poi dell'Assessorato all'industria e commercio dove io penso che si poteva spostare qualche voce superflua dell'Assessorato al turismo. Ma si è stati sordi ad ogni richiamo della minoranza.
A questo punto a nome della Destra Nazionale, che qui ho l'onore di rappresentare, annuncio il voto contrario al progetto di bilancio e non tanto perché, Signori della Giunta, vi siano delle anomalie che non potessero essere superate, ma soprattutto perché voi, per governare, vi siete serviti dell'appoggio del P.C.I., rifiutando, e ve lo dice uno che è al di fuori, l'apporto delle forze regionaliste.
Grazie.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Di Stasi. Ne ha facoltà.
Di Stasi (PSI) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, ci troviamo oggi a discutere e a votare il bilancio di previsione per l'anno finanziario 1974, avallato dai Sindacati e dalla Associazione dei Sindaci, e siamo ancora una volta di fronte all'ennesima dichiarazione che questo sarà l'ultimo bilancio non programmato e che dall'anno prossimo tutto sarà diverso. Noi socialisti abbiamo partecipato a tutte le Giunte regionali degli ultimi anni ed in esse abbiamo portato le nostre esigenze irrinunciabili di una programmazione operativa e democratica. Di volta in volta, nel rispetto della volontà degli alleati, abbiamo dovuto rinviare l'attuazione delle nostre richieste. Se dal 1963, data in cui è stato insediato il Comitato tecnico consultivo per la programmazione, al 1971 si poteva trovare una giustificazione della mancata conoscenza delle entrate certe della Regione, a causa della mancanza di definizione del reparto fiscale con lo Stato, anche se, devo dire, le tecniche operative prevedono in questi casi un'ipotesi di massima e di minima, dopo il 1972, anno in cui l'opera del compagno Chantel, allora Assessore regionale alle finanze, e l'impegno dai socialisti presenti nel Governo di centro-sinistra guidato dall'onorevole Colombo, hanno portato alla definizione inequivocabile delle quote spettanti alla Regione, ogni ritardo è diventato ingiustificabile. Nelle dichiarazioni del Presidente della Giunta e dell'Assessore alle finanze c'è stato l'annuncio di un futuro programmato su base pluriennale. Questo discorso, però, era già stato fatto in sede di votazione del bilancio di previsione del 1973 e addirittura di quelli precedenti.
Il fatto che da parecchi anni esiste un Comitato tecnico per la programmazione, che ha approntato un quadro estremamente preciso di studi nei diversi settori e che non è giunto però a definire nessuna linea di indirizzo, fa sorgere il dubbio che coloro ai quali fa comodo la politica del giorno per giorno riescano a commissionare troppo gravemente quanti cercano nella programmazione un rimedio ai mali della nostra economia e del nostro assetto sociale. Con tutti gli elementi a nostra disposizione oggi è possibile in pochissimo tempo discutere un valido documento programmatico, se si riescono a superare le divergenze che possono esistere a livello di strumenti di attuazione. La votazione dell'esercizio provvisorio del bilancio non è servita ancora a superare questi scogli. Oggi il bilancio, malgrado il lodevole tentativo di renderlo in qualche modo diverso, ricalca sostanzialmente quello dell'anno scorso, con alcuni positivi accenni programmativi, il che ci impone di rivedere, e al più presto, le modalità con cui si è operato per giungere alla sua definizione. Noi socialisti insistiamo sul fatto che non si può fare una programmazione senza scegliere da che parte si sta. Noi siamo dalla parte dei lavoratori contro ogni posizione di rendita e temiamo che i ritardi permettano alle posizioni di rendita esistenti di assestarsi ad un livello difensivo sufficientemente valido.
Proprio per quanto abbiamo detto non abbiamo ritenuto opportuno entrare nel merito del bilancio. Ci limitiamo ad osservare che il fondo di rotazione ha ampiamente dimostrato tutti i suoi limiti e la sua incapacità di attuare la volontà dell'operatore pubblico sull'economia. Ma su questi concetti ritorneremo quando si discuterà, e ci auguriamo al più presto, il programma pluriennale, a cui il Presidente della Giunta ha fatto più volte riferimento. Siamo certi che l'attuale mancanza di un piano non potrà essere presa come scusa, in una Giunta che si regge con i voti dei partiti dei lavoratori, per giustificare la mancanza di iniziative. La volontà politica, cui si sono richiamati il Presidente della Giunta e l'Assessore Lanivi, che ha fatto un discorso coraggioso, deve essere l'elemento discriminante negli impegni e nelle attività che ogni Assessore deve assumere giornalmente. Non è necessario un piano per la sanità o per la scuola per decidere le iniziative a favore dei bambini handicappati in età scolare, evitando qualsiasi emarginazione, né è necessario un piano per scegliere coraggiosamente la difesa della rendita fondiaria e la tutela del territorio, o per impedire che sui lavoratori gravi il prezzo di una speculazione che diventa giorno per giorno più sfacciata. In poche parole e per sintetizzare, voglio dire che nel bilancio ci può stare tutto, la più parossistica difesa degli interessi di pochi privilegiati, o, invece l'oculato impegno a favore dei lavoratori e delle classi sfruttate. Questo dipenderà dallo spirito con cui la Giunta, giorno per giorno, in ogni suo atto operativo, si porrà di fronte alle scelte che sarà chiamata a compiere. Non ho in questo momento ragione di dubitare dell'impegno di progresso sociale espresso dal Presidente della Giunta e per questo, come socialista, voterò a favore del bilancio di previsione per l'anno 1974.
Voglio ancora, se il tempo me lo consente, spendere due minuti per dire qualcosa a proposito degli inviti, che ho sentito in questa sala, ad equilibri diversi da quelli attuali. Il nostro pragmatismo, o se volete, meglio, la nostra radice marxista cosciente della realtà della lotta operaia ci induce a far presente che questi inviti non hanno significato, se non sono legati ad atteggiamenti e ad iniziative di carattere strettamente progressista, che sino ad ora non si sono verificati.
Concludo con il problema importantissimo dell'etnia valdostana la cui difesa e il cui sviluppo sono stati e sono per noi elementi quotidiani di lotta, che non è stato posto, a mio avviso, in termini storici corretti, ma continua a rispecchiare gli atteggiamenti sbagliati della borghesia valdostana, nei confronti dei contadini e dei lavoratori, atteggiamenti sui quali evidentemente noi socialisti dissentiamo. Ancora due parole per dire che la Valle d'Aosta non è un patrimonio soltanto dei valdostani, ma di chi lavora, opera, suda, dà il suo contributo intellettuale ed anche il suo sangue in maniera onesta, in maniera corretta, quindi di tutti. Grazie.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Monsieur le Président, Messieurs les Conseillers, vous m'excuserez si, en développant les considérants et les attendus qui nous amèneront à voter, et j'espère que cela n'étonne personne, contre ce budget de prévision pour le 1974, je parlerai avec cette brutale franchise qui m'a valu déjà tant d'ennemis, mais de laquelle je n'ai pas l'intention de me départager du temps où je vivrai, car elle est à la source de cette clarté et de cette précision, qui ont des racines profondes pour tous ceux qui aiment la langue française.
Avant tout je voudrais dire que ce document qui constitue le budget de prévision de 1974 est, je crois que ce n'est pas à moi de le souligner, assez traditionaliste, même si, pour être généreux, nous voulons reconnaître que, en jonglant un peu avec les pourcentages, Monsieur l'Assesseur Pollicini y a porté quelques corrections, qui cependant ne constituent pas ni une planification, ni une vision globale des problèmes qu'à ce moment se posent à la Vallée d'Aoste.
Je voudrais ajouter alors qu'il aurait été honnête de discuter ce budget tel qu'il est, dans sa propre nature, nous n'acceptons pas que cela nous soit présenté sous des formes trompeuses et en vendant une marchandise qu'il n'y est pas contenu. Pour reprendre un mot que François Rabelais prêtait à l'Archevêque de Lyon, primat des Gaules, "je n'ai rien", disait-il l'éminent prélat, "contre les mœurs putassières, mais je ne veux pas qu'elles me soient présentées comme apostoliques et romaines". Et alors, disons la vérité: ce budget qui a été présenté, je croie, pour la première fois en 1948 ou 1949 et qui a été répété et étudié de nouveau par chaque Junte, pouvait être bon à l'époque, médiocre après, mais il n'a qu'un grave défaut, celui de ne pas tenir compte que la réalité autour de nous a changé et que les problèmes qui se posent en ce moment sont d'une nature bien plus compliquée, bien plus urgente que ceux qui naguère nous occupaient. Et c'est pour quoi nous croyons qu'il serait nécessaire qu'une vision politique préside aux choix que nous devons faire. C'est en matière politique alors, et non pas de budget, que je veux dire quelques mots.
Nous devons parler avant tout de notre Assesseur aux finances, qui, après une série spectaculaire de conversions politiques, s'est converti même à l'eau minérale. Et cela, peut-être, pour prouver que pour être un bon démocrate populaire il faut être sans odeur, sans couleur, sans saveur, pour pouvoir se marier à n'importe quelle majorité, pourvu qu'elle assure une certaine gestion de pouvoir.
Si cela est un mérite, et nous faisons une louange pour notre ami Monsieur l'Assesseur Albaney, constitue pour nous, au contraire, une grave déception par rapport à d'autres personnes, parce qu'il ne faut pas noircir trop le tableau. Ont été dites des choses excellentes, que nous pourrions souscrire et il y a eu dans cette salle une analyse qui nous a plu et qui serait la nôtre si on avait le courage, non seulement de dire quels sont les problèmes, mais par quels moyens et par quelle volonté politique atteindre ces buts, qui sont maintenant indispensables. Je crois qu'à ce propos Monsieur le Président de la Junte a fait une erreur en me disant qu'il ne s'agit pas de votre part d'une fermeture à nos égards.
Je le remercie et je crois qu'il est dans mon devoir de préciser que c'est le contraire. C'est à dire que c'est nous qui fermons, parce que nous refusons, et d'une façon consciente, le compromis. Et je dis cela surtout pour ceux qui sont de bonne foi, qui ont brisé avec certaines tradition négatives et néfastes du parti démocrétien et qui se retrouveront avec un amer réveil, parce qu'ils pourront constater d'avoir rafait en petit, avec les mêmes défauts, en lui ajoutant, peut-être, une dimension régionale, un autre parti intégraliste, catholique et démocrétien. Nous ne sommes pas d'accord sur ce choix, nous aimons le dire publiquement. Nous aimons dire que nous voulons demeurer les défenseurs intransigeants d'une certaine idée et d'une certaine propreté intellectuelle et morale de la Vallée d'Aoste. Alors que nous fermons d'un certain côté, nous devons reconnaître, pour bien que cela puisse être paradoxal, que le tranquille cynisme de Monsieur l'Assesseur Milanesio, qui se trouve si bien avec vous, a du moins l'avantage de répondre aux principes de cette clarté dont je parlais au commencement de mon discours, parce qu'il est nécessaire de savoir combien d'eau nous tirons et quel est le port auquel nous voulons arriver.
A' nos amis communistes, de qui nous avons beaucoup appris et avec qui nous avons toujours eu, même au temps ou cela était défendu, des contacts et des rapports, nous disons que nous voulons continuer, même si nous croyons qu'ils font une erreur, en ce moment, à avoir ces rapports et ces contacts en les priant, toutefois si cela était possible, d'avoir un peu moins de servilité. Cela leur ferait du bien à eux, pas à nous. Il ne s'agit pas, et que cela soit bien clair, de rechercher des équilibres différents, il s'agit de savoir de quel côté chacun se place, avec quelle force et pour quel but, parce que, pour faire une Junte, il ne suffit pas de trouver un nombre suffisant de Conseillers qui votent en faveur. Il faut savoir avant tout, je dirais, quels sont les objectifs et par quels moyens on arrivera à les réaliser.
Prisonniers d'un mythe, que ses capacités personnelles, éminentes, sans doute, et que les circonstances ont contribué à créer, le Président de la Junte est en train de trop souvent renvoyer l'affrontement des problèmes, dont la solution est impopulaire, mais urgente, indispensable. Comme nous avons de l'amitié pour sa personne, nous pouvons lui dire encore une fois que, même par les bancs de l'opposition, il nous trouvera à son côté toutes les fois qu'il prendra les mesures qui, pour nous, sont aujourd'hui indispensables pour le bien des valdôtains.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola la Vicepresidente Perruchon. Ne ha facoltà.
Perruchon (UVP) - Au nom du groupe de l'Union Valdôtaine Progressiste je déclare que nous voterons en faveur du projet de bilan, que nous venons d'examiner depuis trois jours et que nous l'approuvons pour sa nouvelle conception et pour la façon plus ouverte dont il a été conçu, qui laisse la possibilité aux Conseillers d'intervenir dans le courant de l'année administrative, pour des ultérieurs conseils ou questions. Nous sommes favorables aussi parce que nous croyons notre devoir contribuer au bon fonctionnement du Conseil régional.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.
Manganone (Ind.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, confesso che mai come in questa occasione, per la votazione del progetto di bilancio, recante gli stati di previsione delle entrate e delle spese nell'anno 1974, sono stato assalito da una ridda di sensazioni e di impulsi, spesso contrastanti tra loro.
Il primo impulso è quello di votare contro questo progetto di bilancio. Vi sono mille e più ragioni per farlo: non ho dato il voto favorevole all'insediamento di questa Giunta, che a mio avviso reputo non sufficientemente amalgamata e forte e preparata in alcuni settori per operare delle qualificanti scelte amministrative a vantaggio della comunità valdostana. Per coerenza dovrei votare contro, ma la votazione contraria, facile a prima vista, diventa difficile da esprimere, quando, al di fuori di interessi di partito o di movimento, si analizzano disinteressatamente alcune cifre, alcune percentuali di questo bilancio. Vediamo che il 53% circa delle spese sono obbligatorie e il 40% circa sono già impegnate da leggi e deliberazioni. La mia riflessione si sofferma particolarmente su queste cifre. Il 53% di spese correnti obbligatorie consistono in stipendi e spese per il funzionamento dell'Amministrazione regionale. Il 40% consiste in cifre già impegnate in leggi e deliberazioni che il Consiglio ha approvato e che, in parte, sono state favorevolmente votate dal sottoscritto. È coerente ora una votazione contraria su leggi precedentemente approvate? Voglio ricordare a questo proposito la legge sui fondi di rotazione, che prevede interventi a favore dell'industria, dell'agricoltura, del turismo, del recupero del patrimonio rurale, né dimentico la legge sulle Comunità montane e i provvedimenti a favore dei Comuni.
Rimane quindi un 7%, "libero", all'analisi del voto e su questo la Giunta ritenga di non aver ricevuto il mio giudizio positivo.
D'altro canto vorrei recepire le esortazioni di avanti ieri mattina, fatte dal Presidente della Giunta, per il difficile momento regionale, nazionale ed internazionale. Ci è stato richiesto uno sforzo particolare per impedire un pericoloso arresto della crescita della Valle, sforzo "più che mai necessario in questa situazione, per far sì che l'Amministrazione regionale possa validamente guidare lo sviluppo della Regione", sono parole del Presidente della Giunta, "mediante un'azione politica ed amministrativa, il più possibile efficace e coerente alle aspirazioni di fondo della nostra gente". Pur cercando, con tutti gli sforzi possibili, di superare alcune incrostazioni consolidate attraverso gli anni, non mi è ancora possibile sostenere con il mio voto questa maggioranza. Ci sono, è vero, delle nuove impostazioni sulla carta, si sono preparate le carte, come ho detto ieri nel mio breve intervento. Se sono rose fioriranno e mi rifaccio all'intervento dell'Assessore Lanivi, di cui ho condiviso molti punti, specialmente là dove ha detto che, se entro pochi mesi la Giunta non riuscirà a fare cose nuove, si troverà in grave disagio.
Non voglio quindi interferire in alcun modo sui programmi di questa maggioranza. Raccogliendo l'invito ad una collaborazione, d'altra parte personalmente mai negata in questa legislatura, sul piano amministrativo, fatta dal Presidente della Giunta, con pieno senso di responsabilità e di civismo dichiaro che voterò a favore del progetto di bilancio preventivo del 1974. Ma, non a favore di questa maggioranza, collega Monami, né di questa Giunta, collega Pollicini, bensì a favore del Presidente della Giunta Dujany, dell'uomo Dujany.
Dolchi (Presidente) - Nessun altro Consigliere ha chiesto la parola. Dichiaro quindi chiuse le dichiarazioni di voto.
Possiamo passare alla votazione articolo per articolo. Poiché gli articoli sono molti, al fine di facilitare il conteggio, inviterei i colleghi Consiglieri a non assentarsi, se possibile, dall'aula nel corso della votazione palese.
Metto in votazione l'articolo 1.
Proclamo il risultato della votazione sull'articolo 1:
Consiglieri presenti: 32
Maggioranza: 17
Voti favorevoli: 21
Contrari: 11
Il Consiglio approva.
Articolo 2 - stesso risultato
Articolo 3 - stesso risultato
Articolo 4 - stesso risultato
Articolo 5 - stesso risultato
Articolo 6 - stesso risultato
Articolo 7 - stesso risultato
Articolo 8 - stesso risultato
Articolo 9 - stesso risultato
Articolo 10 - stesso risultato
Articolo 11 - stesso risultato
Articolo 12 - stesso risultato
Articolo 13 - stesso risultato
Articolo 14 - stesso risultato
Articolo 15 - stesso risultato
Articolo 16 - stesso risultato
Articolo 17 - stesso risultato
Articolo 18 - stesso risultato
Articolo 19 - stesso risultato
Articolo 20 - stesso risultato
Articolo 21 - stesso risultato
Articolo 22 - stesso risultato
Articolo 23 - stesso risultato
Articolo 24 - stesso risultato
Articolo 25 - stesso risultato
Articolo 26 - stesso risultato
Articolo 27 - stesso risultato
Articolo 28 - stesso risultato
Dolchi (Presidente) - Ricordo che all'Allegato A nel corso della discussione è stato aggiunto il Capitolo 40. Lo metto quindi in votazione con questa correzione e con tutte le altre per errori che fossero sfuggiti. Penso che il Consiglio non abbia opposizioni da fare sul fatto di autorizzare gli uffici competenti ad apportare le correzioni formali, nel corso della stesura definitiva del provvedimento, per le eventuali omissioni.
Metto in votazione l'Allegato A.
Proclamo il risultato della votazione sull'Allegato A:
Consiglieri presenti: 32
Maggioranza: 17
Voti favorevoli: 21
Contrari: 11
Il Consiglio approva.
Ricordo che l'importo previsto all'articolo 17 dell'Allegato B è stato diminuito da 5 a 3 milioni e che è stato istituito l'articolo 18, con la somma di due milioni di lire a disposizione. Inoltre, è stato soppresso l'articolo 238, all'articolo 730 sono state aggiunte le parole "...e per l'attività consortile di medicina sociale", al numero 839 "...e per interventi per la tutela del paesaggio".
Con queste correzioni e con le altre di cui parlavo prima, metto in votazione l'Allegato B.
Proclamo il risultato della votazione sull'Allegato B:
Consiglieri presenti: 32
Maggioranza: 17
Voti favorevoli: 21
Contrari: 11
Il Consiglio approva.
Allegato C - stesso risultato
Allegato D - stesso risultato
Allegato E - stesso risultato
Allegato F - stesso risultato
Allegato G - stesso risultato
Allegato H - stesso risultato
Proclamo il risultato della votazione segreta:
Consiglieri presenti: 32
Maggioranza: 17
Voti favorevoli: 21
Contrari: 11
Il Consiglio approva.
