Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3141 del 2 aprile 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 3141/XI Approvazione di proroga del termine per l'ultimazione dei pagamenti del programma operativo 1996/1998, di modificazioni al "Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta" e presa d'atto dello stato di attuazione dei programmi operativi 1996/1998 e 2000/2002.

Deliberazione Il Consiglio

Vista la legge regionale 2 marzo 1992, n. 3, concernente "Interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale" che dispone l'erogazione di finanziamenti regionali al comune di Aosta per la progettazione e realizzazione di interventi diretti a qualificare servizi e infrastrutture della città;

Vista la propria deliberazione in data 24 ottobre 1996, oggetto n. 2006/X, concernente l'approvazione del "Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta", ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della l.r. n. 3/92;

Vista la propria deliberazione in data 15 dicembre 1999, oggetto n. 1057/XI, concernente l'approvazione di "Modifiche ed integrazioni al Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta";

Viste le deliberazioni della Giunta regionale n. 333 del 12 febbraio 2001 concernente "Approvazione di modifiche ed integrazioni al Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta nonché al programma operativo 2000/2002, con l'inserimento di un nuovo intervento denominato ?Scavi archeologici Quartiere Cogne - area compresa tra via C. Battisti e via G. Elter'" e n. 3101 del 27 agosto 2001 recante "Approvazione di modificazioni al piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta di cui alla l.r. n. 3/92, nonché ai programmi operativi 1996/1998 e 2000/2002, concessione di proroga per l'ultimazione dei pagamenti del P.O. 1996/1998 e presa d'atto dello stato di attuazione dei programmi operativi 1996/1998 e 2000/2002", con la quale, tra l'altro, si prendeva atto che alcuni interventi presentavano dei minori costi per un ammontare complessivo di lire 2.850 milioni, si riallocava la medesima somma ad altri interventi, già previsti nel Piano, che necessitavano di ulteriori finanziamenti e si prevedeva la totale ricostruzione, a seguito degli eventi alluvionali dell'ottobre del 2000, del ponte di "corda" a doppio senso di marcia con annessi pista ciclabile e marciapiede, il cui costo ammontante a lire 1.260 milioni risultava già parzialmente coperto dai fondi destinati alla sistemazione dei danni provocati dall'alluvione per lire 910 milioni;

Preso atto che i rappresentanti del comune di Aosta, nel corso della riunione del Comitato di Sorveglianza svoltasi in data 17 dicembre 2002, hanno illustrato lo stato di attuazione degli interventi facendo presente la necessità di ottenere una proroga del termine per l'ultimazione dei pagamenti relativi al P.O. 1996/1998, in quanto l'amministrazione comunale non era in grado, pur a fronte delle proroghe già concesse dal Comitato di Sorveglianza in data 14 marzo 2001 e dalla Giunta regionale in data 27 agosto 2001, di ultimare i pagamenti medesimi per le motivazioni dettagliatamente indicate intervento per intervento nello stato di attuazione, che viene allegato alla presente delibera affinché il Consiglio regionale ne prenda atto ai sensi del paragrafo 4.3.1. lettera a) del vigente Piano decennale;

Preso atto, altresì, che nel corso della medesima riunione i rappresentanti comunali hanno contemporaneamente richiesto di adeguare il Piano decennale alle nuove esigenze della città di Aosta, sorte nel corso dell'attuazione dello stesso, portando all'approvazione dei rispettivi Consigli comunale e regionale un'apposita proposta - contenente il quadro degli interventi da completare, le linee guida e gli indirizzi politici per la modifica del piano - che prevedeva, inoltre, la concessione di un lasso di tempo per la ridefinizione puntuale dell'apparato normativo e delle schede degli interventi;

Preso atto che il Comitato di Sorveglianza ha espresso - ai sensi della disposizione di cui al paragrafo 4.3.2 del Piano decennale - parere in merito alle suindicate richieste, ritenendole proponibili ai rispettivi Consigli comunale e regionale;

Tenuto conto che in data 11 febbraio 2003 il Comune ha trasmesso copia della deliberazione n. 2 del 4 febbraio 2003 con la quale il Consiglio comunale ha approvato la proroga del termine per l'ultimazione dei pagamenti relativi al P.O. 1996/1998 nonché - "considerato che in corso d'opera è sorta la necessità di adeguare il Piano decennale alle attuali esigenze della città di Aosta, operando numerose riallocazioni delle risorse finanziarie anche per riuscire a portare a termine determinati interventi che altrimenti non sarebbero completamente finanziati" - la documentazione presentata al Comitato di Sorveglianza del 17 dicembre 2002 intesa come definitiva modifica al Piano stesso e non più quali linee guida e indirizzi politici di modifica;

Considerato, tuttavia, che la modifica al Piano approvata dal Consiglio comunale per essere coerente con le vigenti disposizioni di Piano e quindi correttamente attuata, ha dovuto essere più precisamente e puntualmente definita, in particolare per la parte normativa, mediante l'armonizzazione di cui all'articolo 2 della l.r. n. 3/1992, da effettuarsi prima della definitiva approvazione del Consiglio regionale;

Preso atto dello stato di attuazione dei P.O. 1996/1998 e 2000/2002 ed in particolare delle motivazioni dei ritardi nella realizzazione delle opere e ritenuto di accogliere la richiesta di proroga del termine di ultimazione dei pagamenti relativi al P.O. 1996/1998 in considerazione delle motivazioni medesime addotte dal Comune;

Preso atto, altresì, che il Comitato di Sorveglianza ha esaminato, nella seduta del 25 febbraio 2003, il documento relativo alle modifiche al "Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta" risultante dall'armonizzazione con le vigenti disposizioni di Piano della modifica al Piano stesso approvata dal Consiglio comunale con deliberazione n. 2 del 4 febbraio 2003, il quale in particolare prevede che:

- i programmi operativi 1996/98 e 2000/02 vengano interrotti alla data del 31 dicembre 2002 e confluiscano, per le opere e le relative spese non ancora completate o effettuate, unitamente alle opere ed ai finanziamenti del previsto programma operativo 2003/04, in un unico programma operativo 2003/08 di € 49.548.450,00, il cui finanziamento regionale complessivo pari a € 47.620.450,00 è costituito dalla differenza tra stanziamenti previsti e pagamenti effettuati al 31 dicembre 2002 per i programmi operativi 1996/98 e 2000/02 sommata all'ammontare del programma operativo 2003/04;

- la finanziabilità delle spese previste non è più collegata agli impegni assunti dal Comune ma ai pagamenti che devono essere ultimati entro il 31 dicembre 2008; i Consigli comunale e regionale possono, tuttavia, concedere, per ogni singolo intervento e su motivata richiesta del Comune, proroghe al suddetto termine;

- il mancato rispetto dei termini di compimento delle varie fasi attuative, stimate dal comune ed indicate nella tavola 11 inserita nel documento di cui tratta, così come eventualmente prorogati dalle Giunte comunale e regionale, comporta l'automatico definanziamento delle successive fasi attuative;

Ritenuto, per quanto sopra esposto, che il documento relativo alle modifiche al "Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta", allegato alla presente deliberazione e che ne forma parte integrante, possa formare oggetto di approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale;

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 5116 in data 30 dicembre 2002 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2003/2005, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Direttore della Direzione programmazione e valutazione investimenti del Dipartimento pianificazione investimenti e politiche strutturali della Presidenza della Giunta regionale, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;

Visto il parere della III Commissione consiliare permanente;

Delibera

1) di approvare la proroga del termine per l'ultimazione dei pagamenti relativi al P.O. 1996/98;

2) di approvare ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge regionale 2 marzo 1992, n. 3 il documento relativo alle modifiche al "Piano decennale di interventi per la riqualificazione di Aosta", datato marzo 2003, allegato alla presente deliberazione e che ne forma parte integrante;

3) di prendere atto dello stato di attuazione delle opere di cui ai programmi operativi 1996/1998 e 2000/2002 allegato alla presente deliberazione e che ne forma parte integrante.

Allegati

(Omissis)

Président La parole au Président de la Région, Louvin.

Louvin (UV) Je voudrais fournir au Conseil quelques informations en guise d'introduction à cet acte qui me permet de revenir sur le plan décennal pour le renouveau de la ville d'Aoste. Aux termes de la loi régionale n° 3/1992, portant mesures pour le renouveau de la ville d'Aoste, la commune devait recevoir 150 milliards de lires - 77 millions d'euros - pour améliorer les infrastructures et les services urbains sur la base d'un plan décennal d'actions, qui devait être approuvé par le Conseil communal et ensuite par le Conseil régional. Le plan décennal a été approuvé par cette Assemblée au mois d'octobre 1996 et il a été modifié en décembre 1999. Il est découpé en volets opérationnels pluriannuels qui ont été soumis l'un après l'autre à la Junte communale et ensuite au Gouvernement régional.

L'application du plan a débuté avec le volet 1992-1993, définitivement approuvé en 1994, qui prévoyait la réalisation de 11 interventions groupées selon cinq axes prioritaires, pour une valeur totale de près de 30 milliards de lires - 13.592.000 euros - à la charge de l'Administration régionale. La réalisation des travaux s'est achevée en 1999 par la liquidation d'un montant de 12 millions d'euros à la charge de l'Administration régionale et la réinscription des sommes non payées au titre du volet 2000-2002. Le deuxième volet, approuvé en février 1997, comportait 35 interventions groupées en 12 projets, à leur tour réunis selon quatre axes prioritaires. Total des financements: 45 milliards de lires (23.240.000 euros). A la date du 31 décembre 2002 les payements effectués par la commune s'élevaient à 12.735 mille euros. Le volet 2000-2002 a été approuvé au mois de juillet 2000 et prévoyait 49 interventions, réunies dans le cadre de 18 projets, groupés selon cinq axes prioritaires. Montant global du financement: 26.665.000 euros, dont près de 3 millions d'euros correspondent à la réaffectation des sommes provenant du volet précédent.

A la date du 31 décembre 2002, les principales interventions déjà réalisées sont: la troisième et quatrième tranche des travaux d'entretien de l'Hôtel de ville, la troisième tranche des travaux du quartier Cogne, avec le réaménagement de 83 logements, l'installation de 18 ascenseurs dans les maisons sises au quartier Cogne, la mise aux normes des installations sportives, gymnase de la rue Binel et du quartier Dora, la première tranche des travaux relatifs à la variante de la route des Vignoles, la mise aux normes de divers bâtiments communaux et établissements scolaires, les travaux relatifs au réaménagement des rues Edouard Aubert et Croix de Ville, les travaux relatifs au réaménagement de rue Challand, les travaux relatifs au réaménagement de place Narbonne, l'achat et la démolition de la Maison Roffino, l'achat du bâtiment dénommé "Capannone Bianchi" en vue de sa remise en état autour de l'enceinte romaine, l'achat de la Maison Deffeyes en vue de sa restauration, la restructuration et réaménagement d'espaces verts, la réalisation de trottoirs et de deux carrefours giratoires - rue de Rome et rue de Paris -, la première tranche des travaux relatifs à la nouvelle rue Paravera, la réalisation du giratoire rue Carrel et rue Garibaldi, le remplacement de nombreux feux de circulation. Il convient de souligner qu'en sus des interventions mentionnées, beaucoup d'autres projets sont actuellement en cours de réalisation dans la mesure où ils sont financés au titre de plusieurs volets et qui doivent être achevés sur la base des propositions formulées. Les propositions de la Commune d'Aoste, telles qu'elles sont résumées dans le document qui est soumis à votre attention, sont issues de l'analyse globale d'avancement de ce plan. Il ressort de cette dernière que la conception de certains projets non prioritaires a déjà été financée, tandis que la réalisation d'autres projets, déjà amorcée, souffre d'un manque de fonds. Voilà pourquoi la Commune d'Aoste nous a proposé la clôture au 31 décembre 2002 des volets 1996-1998 et 2000-2002 et par conséquent la redéfinition des crédits affectés à ceux-ci, à la hauteur des dépenses supportées à cette date; deuxièmement l'approbation simultanée d'un autre volet, le volet 2003-2008, où seront réaffectées toutes les ressources financières des précédents volets, non encore liquidés, ainsi que les crédits afférents aux volets 2003-2004, qui restent à approuver; encore, dans la proposition de la Commune d'Aoste, que nous allons approuver, le gel des interventions, dont la seule phase de conception est financée, qui ne serait donc pas immédiatement réalisée, et l'affectation aux interventions déjà en cours, mais qui manquent de financement, des crédits dégagés du fait de ce même gel.

Pour résumer, le nouveau volet 2003-2008 prévoit l'achèvement du plan décennal et, pour ce faire, la réalisation de 45 interventions - que vous trouvez ponctuellement illustrées dans les documents qui sont remis à vos mains et notamment dans les fiches techniques d'intervention et dans l'état de réalisation des interventions opérationnelles - pour une dépense totale de 49.548.500 euros, dont 47.620.000 à valoir sur les financements visés à la loi régionale n° 3/1992. Voilà le sens et le contenu de l'acte, qui remet le pendule à l'heure pour les relations financières entre la Région et la Commune d'Aoste, en matière de réalisation des ?uvres prévues par le plan décennal des ouvrages portant "Aoste Chef lieu-Capitale".

Président Le débat est ouvert.

La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (LCdL) Ho aspettato qualche secondo prima di intervenire perché immaginavo ci fosse la ressa per poter discutere di un provvedimento che - illustrato in modo sbrigativo, una decina di minuti, dal Presidente della Regione - tratta un argomento importante non solo per l'ammontare delle cifre, ma per la qualità di quegli interventi che dovrebbero far diventare Aosta - così com'era nelle intenzioni della legge del 1992 - città capitale di questa nostra Regione. Sono rimasto sorpreso dalla superficialità della relazione del Presidente della Regione, che si è limitato, a grandi caratteri generali, a spiegare sostanzialmente un elenco di opere fatte a giustificazione dei 150 miliardi stanziati dall'Amministrazione regionale: 15 l'anno. Oggi, deve riargomentare le decisioni che portano intanto il Comune di Aosta a richiedere una proroga di finanziamenti per le opere ancora non completate e, addirittura, il mantenimento di finanziamenti per opere neanche iniziate, che sono ancora a livello progettuale.

Mi aspettavo che il collega Fiou prendesse la parola prima di me, se non altro perché è stato uno dei protagonisti dell'Amministrazione comunale di Aosta proprio quando si dibatteva - io ho vissuto solo la parte finale del periodo in questione - dell'importanza di questo piano per "Aosta capitale". Spero che possa intervenire, che possa esprimere la propria soddisfazione o insoddisfazione relativamente a quanto realizzato da una Giunta - anche da lui sostenuta, oltre che "dall'Union Valdôtaine" - che in questi dieci anni ha perso molte occasioni.

Presidente, non possiamo semplicemente fare l'elenco delle vie, dei marciapiedi, dei lampioni che sono stati messi a posto con i finanziamenti di "Aosta capitale", senza andare ad evidenziare - cosa che non abbiamo potuto fare, quindi sarebbe stato opportuno che lei nella relazione lo avesse citato - quanti di questi 150 miliardi, valuta 1992, sono stati spesi per "Aosta capitale" dalla Giunta di Centro-Sinistra che la governa. In riferimento ai 150 miliardi, sarebbe stato interessante sentire che "Aosta capoluogo" "batteva cassa" nel 2003, quindi dopo dieci anni dal piano di "Aosta capitale", per avere ulteriori nuovi finanziamenti, perché non solo aveva consumato tutti i 150 miliardi valuta 1992, ma perché Aosta è in tumultuosa trasformazione e necessita, come tutti crediamo, di profondi interventi progettuali e finanziari.

Invece, non siamo qui a discutere di nuove richieste di finanziamento; siamo qui a sentirci chiedere proroghe di finanziamenti già stanziati e concessi, ma mai utilizzati, per opere la cui realizzazione tarda, per opere che lei ha citato e che non sono quantificate, per le quali, se lei va a vedere, raggiungono nell'ammontare meno della metà dei fondi stanziati per "Aosta capitale"! Sarebbe stato interessante sentire anche una denuncia da parte di questa Amministrazione regionale, del seguente tenore: "Noi stanziamo danari per "Aosta capitale", ma questa Giunta che governa questo comune non sa utilizzare i finanziamenti e noi siamo costretti a prorogarli per "Aosta capitale""…

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

… È un discorso forzato o è la verità?

Se poi andiamo a vedere quali sono i nuovi caratteri della città che vengono indicati quali obiettivi strategici…

(interruzione del Consigliere Beneforti, fuori microfono)

… Consigliere Beneforti, schiacci il bottone davanti a lei, si prenoti e dica la sua, se voleva intervenire, poteva farlo!

A noi risulta che i finanziamenti concessi non siano stati totalmente utilizzati, ci risultava quando eravamo là - e lo denunciavamo in Consiglio comunale -, ci risulta ancora oggi che i finanziamenti sono stati per la gran parte non utilizzati. A lei risulta che abbiano speso 150 miliardi? Lo certifichi, faccia vedere le opere e noi saremo d'accordo con lei! Dicevo che, nella relazione allegata alla nuova richiesta di piani di intervento, c'è questa definizione, dopo dieci anni, di un nuovo carattere della città di Aosta: "ospitale, produttiva, solidale, vivibile ed efficiente".

Quello che è interessante è che in questa relazione si vanno a definire i punti di forza e i punti di debolezza di questa città ed è interessante perché, se uno esclude il nome di "Aosta" e inserisce la "Regione Valle d'Aosta", in gran parte "disegna" una trasformazione che è in atto in tutta la Regione. Dalla relazione inerente il Comune di Aosta però leggo quanto segue: "I principali punti di forza su cui fare leva per affermare e riqualificare la funzione di capoluogo regionale di Aosta sono rappresentati: dall'essere il principale centro di una regione la cui autonomia speciale…" - questo era esattamente quello che si diceva dieci anni fa, "regione autonoma" - "…con le particolarità storiche, linguistiche e culturali… offre condizioni di autogoverno locale e potenzialità di apertura transnazionale che, nell'attuale fase storica, rappresentano fattori essenziali di sviluppo dell'economia della società…". Fin qui, nulla di nuovo, come punto di forza: erano esattamente gli stessi presupposti per si chiedevano a questa Amministrazione negli anni precedenti il 1992, cioè nel 1988-1989-1990-1991, finché non sono stati concessi, i finanziamenti per "Aosta capoluogo"…

Un altro punto di forza è rappresentato: "… dalla collocazione baricentrica di Aosta rispetto alla Regione, a sua volta ubicata in posizione di cerniera rispetto a tre rilevanti poli economici europei (Torino-Milano-Genova in Italia, Ginevra in Svizzera e Lione in Francia)…". Anche qui, mi risulta che, poiché Aosta non si è spostata in questi dieci anni, le motivazioni e i punti di forza per cui venivano chiesti i finanziamenti nel 1992 siano identici. Altrettanta importanza viene data all'ambiente naturale circostante - punto di forza che non mi risulta sia cambiato -, così come ci motivano, tra i punti di forza per i quali dovremmo essere sensibili ad "Aosta capoluogo", la "presenza di un significativo patrimonio storico-culturale stratificatosi nel tempo, dalla preistoria": mi sembra che sia preistorica come motivazione! Altrettanto importante è il fatto di avere "la più elevata dotazione, rispetto agli altri comuni della Valle, di aree pianeggianti destinabili ad insediamenti produttivi e residenziali": questo è un altro punto di forza che nel 2003 ci dovrebbe convincere.

E, ancora, il fatto di avere "la disponibilità…" - udite, udite! - "… delle infrastrutture necessarie a configurare un potenziale nodo a carattere plurifrontaliero della rete telematica europea in via di costituzione". Ricordo che si parlava di reti telematiche anche qualche anno fa, rammento altresì che sono state spese alcune centinaia di miliardi per progettare e tentare di realizzare alcune di queste reti, di cui naturalmente Aosta è piena nei tombini, ma di telematica non se ne parla! Inoltre: "la crescente propensione dei giovani a proseguire gli studi", benissimo!

Veniamo ora ai punti di debolezza, perché c'è stata l'onestà intellettuale da parte dei tecnici di scrivere i punti di debolezza. I punti di forza - si dice - potrebbero incontrare dei limiti: " - nella progressiva diminuzione delle componenti demografiche in età giovanile e di lavoro e nella carente cultura d'impresa, i cui riflessi si riscontrano: "nel saldo migratorio negativo", (come da tabelle allegate che ci dicono che c'è un saldo migratorio negativo); "nella stagnazione dell'occupazione", (Assessore Ferraris!); "nella difficoltà di recuperare almeno parte dell'occupazione industriale venuta meno a seguito del collasso dell'industria di primo insediamento"; "nell'eccessiva dipendenza economica dal bilancio regionale (che assomma circa i 2/3 dell'intero PIL regionale)… ", (Assessore Agnesod!), "… peraltro destinata ad affievolirsi in ragione della tendenziale crescita delle autonomie locali"; "nella carente partecipazione privata (salvo significative eccezioni negli ultimi anni) alla manutenzione e al recupero del patrimonio immobiliare";

" - nella scarsa considerazione assegnata al fattore "tempo" per la formazione e l'attuazione di decisioni pubbliche", (in dieci anni 150 miliardi spesi a progettare, ma mai a decidere se non in maniera molto marginale!);

" - nell'insufficiente offerta formativa di livello universitario, particolarmente per gli indirizzi didattici suscettibili di favorire la crescita di cultura di impresa ed un ruolo più dinamico della pubblica amministrazione", (mi sembra che la nostra Università non vada proprio per la cultura d'impresa!);

" - nell'inadeguata dotazione regionale di servizi di "area vasta" (es.: sanitari, culturali, economici…)";

" - nei disagevoli collegamenti ferroviari con le principali reti italiane e nell'assenza di collegamento con quelle francesi…", (infatti, alla linea ad alta velocità Torino-Lione non siamo neanche in maniera prospettiva interessati a collegarci!);

" - nell'assenza di collegamenti aerei di livello regionale": (qui l'ex Assessore Lavoyer potrebbe avere buon conto del suo impegno in un fallimento, che è l'assenza di collegamenti aerei di livello regionale, visto che da anni aspettiamo la manutenzione e il rifacimento di un aeroporto che sembra quello di Tokyo, ma che Tokyo non è!);

" - nelle difficoltà di smaltimento dei flussi veicolari urbani est-ovest" (e questa è una cosa che riguarda esclusivamente la città di Aosta);

" - nell'inquinamento atmosferico provocato dal traffico commerciale su gomma e dal massiccio ricorso all'autovettura privata indirettamente incentivato da carenze del trasporto pubblico e dal contenuto costo del carburante".

"Le risorse finanziarie pubbliche rese disponibili con la legge regionale del 2 marzo 1992, n. 3 (Lire 150 miliardi in dieci anni)…" - sottolineo, però, perché lo ricordo bene: 15 miliardi l'anno! - "… e la circostanza che buona parte delle aree recuperabili sono di proprietà pubblica…" - regionale, aggiungerei io! - "… rappresentano positivi presupposti…" affinché si possa definire l'attuazione di una realistica strategia nella direzione auspicata dal Capitolo 2, cioè quelle che avevo prima anticipato.

A noi corre l'obbligo, come cittadini di Aosta, come ex Consiglieri comunali di Aosta, ma anche come Consiglieri regionali oggi, di chiedere all'Amministrazione di Centro-Sinistra del Comune di Aosta cosa ha fatto dei 150 miliardi che le sono stati resi disponibili in questi dieci anni: perché si presenta alla fine di questi dieci anni, dopo non solo aver speso quello che ha speso, ma a richiedere ulteriori opere in progetto?

Il collega Frassy ed io, quando eravamo in Consiglio comunale, avevamo denunciato che questa legge aveva un difetto profondo, oltre ai mille difetti di attuazione, che poi si è "realizzato": i finanziamenti non erano legati solo alla realizzazione di opere, ma erano anche destinabili alla realizzazione dei progetti. In Comune e in Regione abbiamo pieni i cassetti di progetti, centinaia di progetti di trasformazione, di riqualificazione, non le opere che ha citato il Presidente della Regione - cioè il lampione, il marciapiede, il recupero di un'area verde di 10 metri quadrati -, ma le opere strategiche determinanti per la città di Aosta, che non sono mai state fatte! Questa legge però finanziava anche i progetti e questo è stato il disastro di questa legge, perché i progetti sono stati fatti!

Cosa vuole che dica? Come cittadini di Aosta è chiaro che auspichiamo che la nostra città, che è anche capoluogo, che è una città di cui tutti i Valdostani dovrebbero essere fieri, possa trovare quel nuovo assetto strategico, turistico, commerciale, di cui non si parla negli obiettivi, se non in maniera generica, come "città ospitale per la riqualificazione delle sue strutture architettoniche, preistoriche, storiche", che non si sono mai volute valorizzare, anzi, quando la Regione ha potuto fare, ha distrutto, cancellato e annullato!

Nessuno in questa Amministrazione ha mai sostenuto la riqualificazione dell'Arco di Augusto, che è al buio dalle otto di sera alle otto della mattina, piuttosto che la copertura delle mura romane fatta dall'Amministrazione regionale per realizzare la Biblioteca regionale, scandalo mondiale! I veri obiettivi strategici di una riqualificazione turistica commerciale di servizio della città di Aosta non sono stati fatti in questi anni e c'è una chiara responsabilità politica, Consigliere Fiou, che all'epoca era Sindaco della città di Aosta, su cui voi vi dovete assumere delle responsabilità! È chiaro che è un provvedimento su cui non si può essere contrari, ma si è contrari a chi riceve queste disponibilità e non le utilizza!

Esprimiamo grande amarezza che l'Amministrazione, in questo caso il Presidente della Regione non si sia sentito in obbligo di coinvolgere il Consiglio in una valutazione più approfondita di questi aspetti; perché citare solo l'elenco delle opere realizzate in questi dieci anni e non il numero dei finanziamenti e di progetti fatti, ma mai realizzati? Noi con amarezza esprimiamo dissenso a questo disegno di legge, perché si tratta di dare "le perle ai porci", si tratta di dare una disponibilità finanziaria strategica a chi non solo non utilizza quelle risorse, ma non si cura neanche minimamente della città! E questo è il capoluogo di una Regione che dovrebbe essere a vocazione turistica e commerciale! Condanniamo con foga e con amarezza i contenuti e la demagogia di questo provvedimento!

Président La parole au Conseiller Borre.

Borre (UV) Sono convinto che il collega Lattanzi abbia vissuto male il suo periodo di opposizione al Comune di Aosta e che lo stia ancora vivendo male perché, mettersi qui ad attaccare il Comune di Aosta con quella veemenza, mi sembra che non sia corretto nei confronti di una città…

Lattanzi (fuori microfono)… non ho parlato della città!

Borre (UV) … continui a metterti allo specchio e a recitare invece di parlare! Io non ti ho interrotto! Tu fai i corsi di recitazione davanti allo specchio… poi parlerai, tu hai parlato e non ti ho interrotto! Oggi come oggi, la città di Aosta dimostra di aver cambiato aspetto; ha cambiato aspetto grazie a questi interventi finanziari della Regione e le motivazioni per cui le spese non sono state fatte nei dieci anni sono tutte elencate. Ci auguriamo tutti di essere in grado di spendere 150 miliardi in dieci anni nel Comune di Aosta, ma la struttura organizzativa l'hai conosciuta, ha operato con serietà in funzione di quella che era la struttura; oggi ha cambiato la struttura, sta spendendo di più e la città sta cambiando, lo stiamo vedendo tutti. Concludo dicendo che le elezioni hanno premiato la "Giunta Grimod", non hanno premiato "Forza Italia".

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) Non voglio entrare in questo duello, anche perché non ho fatto la Consigliera al Comune di Aosta, quindi non ho elementi. Certo, penso anch'io che sia stata una mancanza nella mia esperienza politica, però… Volevo fare due osservazioni, anche per spiegare il senso del nostro voto.

Una premessa. La sottoscritta ha condiviso l'approvazione del piano decennale degli interventi di "Aosta capitale" e ha anche condiviso le modifiche che sono state fatte, nel senso che ritengo anche giusto, ricordo ora, che la Regione dia delle risorse aggiuntive alla città di Aosta, perché alla città di Aosta si chiedono molte opere, molte attività, molte strutture che hanno un interesse regionale non solo cittadino. È giusto allora che questo avvenga, è giusto che la Regione riconosca questa usura del territorio aostano fatta ad opera di tutta la comunità regionale valdostana. Questo quindi è un principio giusto, che va riconosciuto. È anche vero che abbiamo assistito a diversi ritardi, dovuti anche alle vicende dell'alluvione, ma all'inizio sicuramente vi è il fatto che lo stesso Comune di Aosta non era in grado dal punto di vista strutturale, per far fronte a questa enorme massa di lavoro, di impegni, di attività, non aveva i servizi adeguati, per cui si è dovuto attrezzare e quindi una parte del ritardo sicuramente è derivata dalla carenza del Comune di Aosta a gestire una così grande progettualità in poco tempo. Sappiamo poi che altri ritardi sono dovuti all'alluvione, ad alcuni scavi archeologici che hanno ritardato; altri ritardi poi sono dovuti - e credo che sia abbastanza grave che si dica così, ma è scritto, quindi anch'io riferisco osservazioni fatte direttamente dal Comune di Aosta -, per quanto riguarda il punto 2.3.1, sistemazione del parco urbano attrezzato dell'area Roncas, alla difficoltà di ottenere un indirizzo progettuale preciso da parte della Sovrintendenza ai beni culturali. Ritengo che sia abbastanza grave che gli stessi uffici regionali preposti a facilitare i lavori non svolgano in modo corretto la loro attività.

Non sono quindi tanto i ritardi che mi spaventano, che capisco anche, quello che non condividiamo appieno e per cui abbiamo un atteggiamento di distacco rispetto a queste scelte, sono le numerose riallocazioni delle risorse finanziarie fatte recentemente con le ultime decisioni del consiglio comunale, che di fatto hanno messo in secondo piano una serie di interventi che noi, come "Verdi", riteniamo prioritari. Qui riprendo alcune osservazioni che i nostri colleghi al Comune di Aosta hanno fatto e che noi condividiamo. Anche noi siamo perplessi su certe scelte, per cui non ci riconosciamo sulla riallocazione di risorse finanziarie, per esempio, per quanto riguarda tutti gli incentivi alle piste ciclabili in città, ci sono solo delle previsioni, ma mancano le risorse; per esempio, sono state ridotte le aree del parco del quartiere Dora; credo che una serie di interventi, che vanno nell'ottica di dare più vivibilità alla città, più aree verdi, non siano stati perseguiti con altrettanta attenzione con cui sono state perseguite altre opere.

C'è poi una valutazione negativa su una serie di opere realizzate e che fanno prefigurare anche stili architettonici che non servono a riqualificare la città. Qui è scritto che la finalità è quella di riqualificare la città, cioè di migliorarne la qualità di vita. Ora, prendo solo un esempio: le piazze, che dovrebbero essere un luogo privilegiato di incontro, uno spazio che consente alle persone di stare insieme in modo agevole, sia d'estate che d'inverno, nei vari periodi dell'anno, in questa città stanno prendendo una piega "di pietra?. Non parlo tanto della Piazza Caveri - non fa parte della progettualità del Comune di Aosta, quindi non voglio prenderla in esame in questa occasione -, quanto, invece, della sistemazione della Piazza Narbonne: lo so che "c'è chi ci piace e c'è chi non ci piace"… questa era un'espressione usata di fronte a scelte urbanistiche non così di rispetto dell'ambiente. Chi ha un po' frequentato la piazza d'inverno sa che è un laghetto ghiacciato, messo a disposizione di non so chi, circondato da tutta questa serie di pietre molto ornamentali - ma sempre di pietre si tratta! - che d'inverno sono fredde e d'estate molto calde, pietre, che non creano un luogo in cui d'estate si possa sostare all'ombra con i bambini! Mi sembra che si adotti uno stile urbanistico delle piazze che non è coerente con il carattere medioevale della città di Aosta. Pare, in prospettiva, che anche la Piazza della Cattedrale sarà sistemata quasi con gli stessi stili architettonici, prevedendo separazioni di spazi anche con gradinate. Come se, privati della possibilità di utilizzare - come facevamo noi da piccoli - le gradinate del Teatro romano, dovessimo riproporre dei gradoni dappertutto! Questo per dire che ci sono, da una parte, scelte architettoniche e, dall'altra, scelte di progetti prioritari che non ci soddisfano tanto. Consentitemi, poi, c'è il punto che chiamo il "punto nero", il Progetto "4.2.1", che è il parcheggio pluripiano nell'area prospiciente l'Ospedale. Non si capisce: perché sia collocato qui, se è un progetto che la Giunta vuole inserire all'interno del projet financing dell'Ospedale; il rapporto tra la città di Aosta e quest'opera, che interessa la Regione e l'Ospedale, ma non Aosta; inoltre in quale programmazione quest'opera venga inserita. Secondo me, dunque, è veramente un "punto nero".

Una delle pochissime osservazioni fatte dal collega Lattanzi che condivido è l'utilizzo dello strumento dello studio preliminare per poi dire "sì" o "no" alle iniziative, che è un modo poco rispettoso del denaro pubblico. Punto 4.3.2, abbassamento dell'asse ferroviario nel suo percorso urbano: solo il progetto preliminare costa 1.500 milioni, ci si chiede se è proprio il caso di inserire questo tipo di opera e se è proprio utile spendere in questo modo il denaro. Alcuni dei dati che ho fornito sono stati presentati in commissione dagli stessi responsabili del comune in risposta a nostre precise domande.

Président Je n'ai pas d'autres collègues inscrits à parler. Je ferme la discussion générale.

La parole au Président de la Région, Louvin.

Louvin (UV) De toute évidence, lorsqu'on présente un rapport introductif, on a toujours la sensation soit d'être trop synthétique, soit d'être trop ennuyeux et détaillé. Toujours est-il que, comme la question avait été largement illustrée au sein de la Commission du Conseil - et je remercie encore pour l'attention avec laquelle elle avait été traitée sous la présidence du Président Bionaz -, avec une audition spécifiquement dédiée de la part de la Commune d'Aoste, où des questions très pointues avaient été présentées, j'estimais pouvoir me borner à une synthèse des contenus de cet acte. Je voudrais dire à M. Lattanzi qu'il faut bien lire les actes dont on parle et notamment le rapport auquel il faisait allusion et dont il soulignait avec une certaine énergie le caractère un peu vieux, bien, c'est bien parce que ce document est daté et le document par rapport auquel il s'exprimait se fondait sur un recensement de 1999 et reprenait les indications du Gouvernement de 1992…

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

… il n'est pas au vote, si ce n'est que pour les parties qui font objet d'une modification… oui, si vous lisez la délibération… nous proposons d'approuver une prorogation, d'approuver les modifications au plan décennal "di prendere atto dello stato di attuazione delle opere di cui ai programmi operativi". Il n'y a pas d'adoption du rapport, je parle du rapport que vous avez lu, M. Lattanzi. Toujours est-il qu'il est bien explicité au tout début de ce rapport, je vous prie de lire à la page 1: "Il presente documento, redatto secondo le indicazioni fornite dalla Giunta regionale con deliberazione del 31 dicembre 1992"

Lattanzi (fuori microfono)… e successive modificazioni e questa è un'ulteriore modificazione che mantiene alcuni testi…

Presidente … Consigliere Lattanzi, per cortesia!

Louvin (UV) … Je crois vous avoir expliqué que nous n'adoptons pas un nouveau plan décennal, nous ne faisons qu'adopter une prorogation du terme pour l'achèvement des payements, nous approuvons le programme concernant les modifications au plan décennal du mois de mars 2003 et nous prenons acte de l'état de réalisation des ?uvres. Enfin, telle a été notre opinion, au moment où nous avons décidé de soumettre à cette Assemblée non pas l'adoption d'un nouveau plan, mais de compléter sa réalisation et donc en assumant entièrement une philosophie qui a été la fille de plusieurs majorités qui se sont succédées dans cette administration et dans l'administration communale, avec les réserves que bon nombre des membres de ce Conseil avait au moment où l'on adopta l'acte en question.

Je me souviens le débat qui eut lieu dans cette Assemblée, M. Beneforti s'en rappelle fort bien, 1992, nous étions ici au moment de la discussion de la "loi Aosta Capitale", certaines inquiétudes étaient déjà présentes dans l'Assemblée quant à la façon dont on aurait pu réaliser cela. Malgré cela, 4 ans plus tard, le plan a eu son amorce d'exécution et il a été conçu le premier plan opérationnel. Or, par rapport à ce plan, il est certain que la Commune d'Aoste n'a pas été en mesure de répondre avec la rapidité et avec l'efficacité que nous aurions souhaitée. Inutile de rappeler une fois de plus les effets de l'inondation de l'an 2000, mais à cela j'ajouterais toutes les surprises, celles de nature archéologique en particulier, rencontrées dans l'exécution de maintes ?uvres. Je voudrais rappeler également qu'un certain nombre de ces projets ont rencontré des difficultés à être mis en phase par rapport à des attentes qu'avait l'Administration régionale et, notamment, la Surintendance aux biens culturels, qui, elle se doit de faire respecter l'intégrité d'ensemble d'une ville aussi sensible au point de vue artistique que la ville d'Aoste. Je crois que l'ensemble de ces soucis a été correctement pris en compte. Il est évident que la Commune d'Aoste, dès lors qu'elle a dû s'asseoir à la table des discussions pour la remise en forme de ces projets, a elle-même reconnu les difficultés rencontrées dans l'exécution et elle l'a fait se trouvant en face d'une Administration régionale qui n'est que le sujet qu'elle a pour financer ces ?uvres et non pas pour décider dans le fond de ces ?uvres.

Madame la Conseillère, vous avez des sentiments très personnels que je pourrais même partager, concernant certaines solutions architecturales et de nature technique. Il ne nous appartient pas ici de nous prononcer sur le fond, ce n'est pas du pouvoir de cette Assemblée; nous voulons toujours que ce soit de la décision de la ville elle-même démocratiquement gouvernée de disposer des projets, des styles, des orientations, pourvu qu'ils soient correctement encadrés sous l'autorité de la Surintendance des biens culturels, qui intervient presque universellement là où il s'agit d'interventions sur la ville d'Aoste dans la mesure où elle est entièrement soumise à des contraintes de cette nature. Je crois qu'à ce point de vue l'attitude de la Commune d'Aoste a été celle d'une administration qui a reconnu la difficulté de réaliser des projets dans une quantité et dans une mesure qui va au-delà de ses propres possibilités. Le trop plein d'essence ne rajoute en rien à la vitesse de la machine, inutile de rajouter si la machine administrative n'est pas à même de maîtriser par delà certaines dimensions l'ensemble de ces projets.

Or, ce qui est utile dans cet acte administratif, qui prévoit la conservation d'un certain nombre d'objectifs, qui prévoit une halte pour un certain nombre d'autres projets - là oui il était peut-être trop ambitieux, sur lequel on dit un "stop" -, est que l'on procède par contre en réutilisant l'ensemble des économies que l'on a pu atteindre ailleurs pour les investir sur les projets qui sont considérés prioritaires. Cela me paraît être un choix particulièrement judicieux en ce moment précis. Dans ce sens je crois que la délibération a une grande utilité: celle de rationaliser la dépense et d'obliger l'administration communale à un respect très ferme des engagements en matière de réalisation de ces ?uvres et de très haute responsabilisation de ses propres services et de ses propres collaborateurs. Je rappelle à ce propos que déjà dans le passé on avait essayé d'introduire des mécanismes, qui auraient en quelque sorte représenté un blocage par rapport à l'exécution d'?uvres non entièrement réalisées dans les délais fixés. Nous avons voulu revenir sur cette question, en assumant comme possible le fait qu'il y ait des raisons qui empêchent l'achèvement dans les délais fixés, mais en faisant de sorte que ces raisons de retard soient dûment documentées.

Je voudrais signaler à votre attention - et vous y retrouvez le texte en italien de façon à qu'il soit bien clair, M. Lattanzi - qu'il s'agit de parties sur lesquelles dans ce document nous sommes revenus, à la page 88: "…la possibilità di approvare proroghe relativamente a ogni singolo intervento dei termini indicati nella tabella 11 per il compimento delle varie fasi attuative per un periodo massimo di sei mesi, nonché per un ulteriore periodo, su motivata richiesta del comune, per gravi motivi non dipendenti da inazione dello stesso, quali calamità naturali dichiarate, ritardi nell'acquisizione di pareri della Sovrintendenza ai beni e alle attività culturali, modifiche agli interventi conseguenti a specifiche richieste dell'Amministrazione regionale".

Dans ces deux derniers cas, nous avons en plus voulu, comme garantie du sérieux de ces raisons, que ces éléments soient dûment évalués par le comité de surveillance, qui demeure l'instrument technique de contrôle par rapport à l'ensemble de ces procédures. Elles ne sont pas uniquement une dialectique entre deux sujets politiques, par rapport auxquelles vous avez légitimement le droit de vous douter qu'il n'y ait de comportements de faveur, mais par rapport auxquelles nous avons voulu, dans le cadre de cette action de responsabilisation, que le comité de surveillance ait à se prononcer dans le cas de ces éventuelles - et nous espérons rares - prorogations.

Je pense, pour en finir, que ce décalage ultérieur s'inscrit dans la logique des choses, par rapport à une action progressive de mise en pratique de la part de la Commune d'Aoste d'un instrument difficile à maîtriser et très ambitieux, puisqu'il est facile de dire: "15 milliards par année", nous nous souvenons à quel moment et de quelle façon cela fut proclamé. Le fait d'investir de l'argent n'est pas en soi-même la garantie de la réussite du travail; il faut que tout un parcours soit mis en ?uvre et j'ai pu constater - du fait de l'action d'analyse qui a été menée par le Service de la planification - les améliorations marquantes de la part de la Commune d'Aoste par rapport à la mise en action de ce plan.

Il nous appartient donc très raisonnablement de le mener à bonne fin et de permettre à l'administration communale d'achever ses projets de la façon la plus performante. De toute évidence, Mme Squarzino, on pourrait longtemps discuter sur les priorités qui ont été attribuées par la Commune d'Aoste au moment de la redistribution de certaines interventions. Nous avons voulu intervenir uniquement dans la mesure où les choix auraient été irraisonnables, non justifiés par rapport à leur réalisation. Pour le restant, je pense que c'est dans le palais communal qu'il s'agit d'entamer la discussion sur le fond de ces choix. Je pense qu'il s'agit d'un riche financement, j'en conviens, je ne pense pas que nos interlocuteurs - en particulier la Commune d'Aoste - ne soit pas en mesure d'apprécier ce qui est fait et d'y porter convenablement sa contribution à la réalisation.

Président La parole au Conseiller Lattanzi, pour déclaration de vote.

Lattanzi (LCdL) Il tono accalorato è per rabbia, Presidente: la rabbia di un cittadino aostano, ma anche valdostano, che chiede da decenni, come tanti cittadini aostani e valdostani, che l'Amministrazione comunale faccia qualcosa! L'alibi, per decenni, è stato: "Non abbiamo le risorse"! Dal 1992 questo alibi è crollato, perché l'Amministrazione regionale aveva destinato le risorse in maniera specifica, con molte perplessità - ho letto i verbali - dell'allora Giunta e dell'allora Consiglio, ma poi aveva fatto propria la convinzione che "Aosta capoluogo" meritasse un'attenzione particolare per la posizione di Aosta e per quello che rappresenta per tutta la Valle, tutte quelle belle argomentazioni che ci rivediamo, papale papale, oggi riproporre in questo documento.

Un documento su cui lei, Presidente - mi dispiace doverlo ripetere - non è preparato perché non lo ha letto, che propone una proroga facendo delle modifiche e lasciando immutati alcuni passaggi che ho letto! Oggi andiamo quindi a rivotare quei passaggi: punti di vista! Qui c'è un elenco, con tanto di legenda colorata, che ci ripropone tutta una serie di opere che questa città vorrebbe e dovrebbe avere. Nel recupero delle principali vie - leggo -: via Edoardo Aubert, via Challand, via Martinet, via Sant'Anselmo, via de Tillier e via Porta Pretoria. Questo è il cuore storico, culturale, turistico e - possiamo aggiungere - commerciale di questa città, quello che può diventare veramente il "fiore all'occhiello" di questa capitale valdostana. Bene, abbiamo ancora la richiesta di fare opere che dovevano essere fatte sette-otto anni fa e c'è pianificato, anno per anno, quello che non è stato fatto, quello che è stato stanziato e non speso! Abbiamo allora che via Edoardo Aubert e via Croix de Ville hanno ancora bisogno di un intervento che è già avviato, ma che non è completamente finanziato, per cui non si ha il denaro se non facciamo questa proroga, perché le opere di riqualificazione di quelle due vie sono partite 2 anni fa! Così come sono partiti gli interventi relativi a via Challand e via Martinet, che sono stati completati. Via Sant'Anselmo, ad esempio, è un intervento già avviato, ma ancora non finanziato; via de Tillier - la "vasca" che ogni città ha, dove la gente passeggia, il cuore dell'incontro della società valdostana - è interessata da interventi che inizianeranno nel 2004, che non hanno ancora la copertura finanziaria; interventi sospesi e, ancora, interventi sospesi in via Porta Pretoria!

Devo proseguire con la riqualificazione delle vie minori? Vuole che le cito il recupero del patrimonio immobiliare pubblico? Vuole che le parlo del recupero delle principali piazze, dove la riga verde - interventi dove è probabile che si verifichino delle economie - macchia il tabulato, così come macchiano il tabulato in maniera negativa gli interventi sospesi in giallo? Non sono daltonico: il giallo spadroneggia! Vi sono poi interventi in rosso, interventi già avviati, ma non completamente finanziati e sono decine di opere che aspettavano da anni di essere fatte! Non sono daltonico, Presidente! Qui le opere sospese e in via di definizione, ma non ancora finanziate, sono il 90 percento di quello che lei ci propone: vuol dire che i lavori sono purtroppo iniziati 2 o 3 anni fa al massimo, e non, Consigliere Borre, perché Aosta non aveva la struttura burocratica per fare i progetti; se era così, non dovevate chiedere 15 miliardi l'anno 10 o 9 anni fa, quando la vostra Giunta 7 o 8 anni fa continuava a chiedere 15 miliardi l'anno che non spendevate! Negli anni dal 1995 al 1998 c'ero anch'io, ho visto che non spendevate i soldi, lo denunciavamo!

Il Presidente non deve prendere questo come uno sfogo personale, è una critica politica, è una responsabilità che voi avete; questa Giunta di Centro-Sinistra, di cui la "Stella Alpina" fa parte solo quando se ne ricorda e le conviene, e adesso anche il Consigliere Beneforti - ma lui è di Centro-Sinistra e non si vergogna di esserlo, a differenza di chi lo è, ma fa finta di non esserlo o lo è solo quando gli conviene! - hanno delle responsabilità rispetto al capoluogo. Le risorse e i progetti c'erano, sono stati spesi centinaia di miliardi in progetti, il denaro non è stato speso per le opere, ma per i progettisti! Mi si dice poi: "ma noi prendiamo il consenso"; non è una risposta!

Noi ci asterremo su questo provvedimento, perché lo condanniamo nella sua essenza. È chiaro che non si può dire "no" ad un'opportunità per la città, ma abbiamo il sospetto che questa opportunità, finita la venuta degli Alpini, purtroppo rimarrà, come è rimasta in questi ultimi dieci anni, un'opportunità sprecata per la città di Aosta, finché ci sarà questa Amministrazione e questo modo burocratico di vedere le cose! È vero, molti dei progetti che Aosta voleva, si sono incagliati per anni fra la Sovrintendenza, la Regione - che dà i soldi, ma non dà la disponibilità burocratica - e gli uffici. Decine di mesi passati per rispondere a una lettera, gli uffici regionali attendevano risposta dal comune e all'ufficio comunale attendevano una risposta dalla Regione. Ma chi governa la Regione, chi governa la burocrazia del comune! Adesso si dice che i burocrati - che mettete "voi" - non sono competenti! I dirigenti, allora, vanno bene per essere paravento, quando servono per essere paravento su cui scaricare le incompetenze e le incapacità e i rallentamenti della burocrazia, vanno bene per fare da paravento quando è il momento di tirarsi indietro e non assumersi le responsabilità politiche del "non fatto"!

Fra qualche giorno discuteremo anche dell'avanzo di bilancio di questa Amministrazione regionale; la relazione non è molto diversa da quella letta qualche minuto fa, che è la memoria storica - come lei dice - di questo documento che oggi votiamo e, come parte integrante dello stesso, vi sono queste riflessioni, le quali, purtroppo, denunciano una situazione di immobilità e di inconsapevolezza che noi condanniamo!

Président Cet acte a eu l'avis favorable à majorité de la IIIème Commission.

Je soumets au vote le point 23:

Conseillers présents: 30

Votants: 24

Pour: 24

Abstentions: 6 (Beneforti, Curtaz, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Le Conseil approuve.