Oggetto del Consiglio n. 60 del 22 marzo 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 60/74 - Proseguimento discussione generale sul bilancio di previsione per l'esercizio 1974.
Dolchi (Presidente) - Siamo sempre in fase di discussione generale; ben 22 sono già stati gli interventi effettuati nel corso dell'adunanza di ieri.
È iscritto a parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Dobbiamo ringraziare i membri della Giunta che sono intervenuti ieri, in particolare l'Assessore Lanivi, per le cose eccellenti che hanno detto e che in linea di massima, salvo forse un particolare per noi di grande importanza, che sottolineeremo dopo, possiamo sottoscrivere totalmente.
Quanto all'intervento dell'Assessore Pollicini, mi dispiace che non sia presente in questo momento, vorrei ricordargli che il Senatore Iannacone, che insegnava statistica all'Università di Torino, aveva l'abitudine di dire che esistono tre forme di mendacio: la bugia semplice, lo spergiuro e la statistica.
Non è giocando con le percentuali dei vari lavori che si fa quella che noi chiamiamo una pianificazione; ribadiamo che anche se questo tipo di spostamento e di scelta differente fosse la migliore, avrebbe dovuta essere definita e discussa dal Consiglio e non presentata come decisione di un Assessorato.
Più interessante ci è sembrato quanto è stato affermato dall'Assessore Lanivi; effettivamente vi sono state nelle sue parole delle analisi che corrispondono perfettamente alle nostre. Quello che noi critichiamo è il fatto che una Giunta deve, anzi dovrebbe, presentare le novità, l'impegno rivoluzionario, l'impegno di modificazione e di cambiamento, dicevo dovrebbe presentarlo, e questo è il punto che ci separa, non come decisione di una Giunta, ma come tema di confronto, nel Consiglio regionale. Questo perché le decisioni che dobbiamo o che dovremo prendere insieme per realizzare quanto ha proposto l'Assessore Lanivi sono delle decisioni impopolari e soltanto il Consiglio regionale è in grado di prendere.
L'Assessore alla Pubblica Istruzione ha detto: "è vero che se certe modificazioni, certi accorgimenti contabili - che vogliono essere presentati come innovazioni profonde - che vengono portati attualmente al bilancio rimanessero solo tali non sarebbe gran che, ma è anche vero che se vi sarà una volontà differente di strutturare la politica valdostana, allora anche questi accorgimenti avranno un loro valore". Noi rispondiamo che questo potrebbe essere vero se dall'altro lato non potessimo elencare tanti piccoli fatti, forse non tutti piccoli, ma dico tanti fatti che vanno da un certo stucchevole trionfalismo, che in verità serve solo a giustificare delle scelte non sempre condivise dalla base di certi partiti, a un facile cinismo con cui vengono fatte certe autocritiche per superare l'ostacolo tattico di un data votazione in Consiglio, dalla facilità con cui si distribuiscono i denari della Regione alla mancanza di consultazione. Tutti questi piccoli fatti, messi assieme, danno un quadro che è differente da quello previsto e che non permette di sperare in quello che ci dovrebbe essere invece in questo momento in Valle d'Aosta.
Mi permetto di dare un esempio piccolissimo che concerne proprio l'Assessorato della Pubblica Istruzione e di cui abbiamo discusso in sede di Commissione. Noi siamo dell'opinione che le 1.000 lire della cancelleria che vengono gratuitamente date ai bambini delle scuole elementari dovrebbero essere abrogate perché se erano 1.000 lire nel 1962, attualmente valgono, se non sbaglio, 500 lire e non hanno praticamente alcuna funzione; anzi, forse costano, per controlli vari, di più di quello che rendono. Questo non è che un esempio, perché in Valle d'Aosta siamo riusciti - e qui dico: "siamo" perché anche noi siamo responsabili - a creare una mentalità assistenziale, cioè quella mentalità per la quale la santa Regione - la mucca che dà il latte alla Valle d'Aosta - deve sempre fornire piccoli vantaggi, piccoli sussidi che, moltiplicati per lo sterminato numero di casi, impediscono quella politica di investimenti e di riforme di cui parlava ieri l'Assessore Lanivi.
Questo quadro è tanto più pessimistico in quanto noi non ci siamo mai fatti delle illusioni; da molti anni, anzi, diciamo che la situazione della minoranza valdostana è particolarmente precaria; siamo lucidi affermando che in certi casi assistiamo all'agonia di una cultura, di una civiltà, di una lingua. Abbiamo però anche sempre affermato che vi sono dei campi nei quali l'alienazione di cui siamo vittime può essere difficilmente combattuta e penso in particolare al campo economico.
In tutte le forme di colonizzazione, accanto alla brutalità e alla violenza, vi sono sempre state le perline e le pezze di stoffa colorata per gli aborigeni; se noi vogliamo difenderci da quel dato tipo di pericolo, dobbiamo non solo essere intelligenti, ma dobbiamo essere di un'onestà intransigente e non venderci per poco.
Dobbiamo sforzarci di limitare i danni e difendere quello che possiamo del nostro territorio; noi abbiamo sempre sostenuto che perlomeno in campo politico potevamo e possiamo difendere il nostro popolo senza condividere e perseguire quelli che sono gli schemi e le direttive della politica nazionale. Ed è per questo che noi vi rimproveriamo di accusarci o di averci accusato nel passato con lo stesso ottuso settarismo di quando non si poteva essere alleati dei Comunisti perché loro non obbedivano a Pio XII.
Anche ora non si può fare un ragionamento differente perché la vostra fazione odia innanzitutto quell'altra fazione. Si tratta di perdita di valori culturali, di rovina della Valle d'Aosta, perché attraverso questa serie di piccole divisioni, noi ripetiamo gli stessi errori che il Conseil des Commis ha fatto al crepuscolo dell'indipendenza della Valle d'Aosta, dove piccole questioni di forma e di "précédence" dominavano il dibattito politico.
Ringraziando ancora una volta l'Assessore Lanivi per quanto ha detto, noi manteniamo il nostro fermo convincimento che attraverso questa maggioranza e attraverso le scelte che sono state fatte, non vi sono possibilità di rinnovamento della vita politica in Valle d'Aosta; al contrario vi è parte nostra la certezza che si continuerà nella facile ripetizione, nella scelta voluta della conservazione, di un dato tipo di politica che, proprio per il fatto di conservare, è quello che pone meno pericoli e che dà maggiori garanzie elettorali a chi è al potere.
Di conseguenza, anticipando quanto probabilmente diremo in seguito, noi voteremo contro questo progetto di bilancio.
Dolchi (Presidente) - Poiché nessun Consigliere chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta a conclusione della discussione generale.
Dujany (DP) - Signori Consiglieri, mi corre l'obbligo, in occasione della chiusura della discussione generale del bilancio 1974, di ringraziare i numerosi Consiglieri che sono intervenuti e in particolare vorrei porgere pubblicamente il ringraziamento all'Assessore alle Finanze e al Capo Gruppo del Partito Comunista Consigliere Monami per lo sforzo che hanno fatto sul piano tecnico e sul piano della ricerca per presentare al Consiglio un bilancio che formalmente e politicamente rappresenta una scelta.
Questo bilancio non rappresenta semplicemente una novità formale, ma mi pare che rappresenti un momento di riflessione e di responsabilizzazione da parte della Giunta, della maggioranza e di tutto il Consiglio.
Ringrazio i Consiglieri che hanno voluto richiamare il senso di responsabilità e hanno sottolineato le difficoltà del momento che stiamo attraversando, difficoltà che oggi sono rappresentate dalle numerose tensioni politiche economiche e sociali che caratterizzano il particolare momento che stiamo vivendo; è proprio in relazione a questo quadro generale che dobbiamo cercare di individuare quali sono i motivi e le finalità del bilancio che la maggioranza ha presentato in questo Consiglio e che sono, ripeto, motivi di riflessione e di responsabilizzazione.
Molte delle osservazioni sono state fatte su di una pretesa formulazione formale, teorica e, direi, superficiale, di questo bilancio. L'aver bloccato le spese correnti per il 1974 al livello di quelle del 1973 in sé per sé non rappresenta nulla se tutto questo non sarà seguito, in tempi rapidi e in modo serrato, da una volontà politica e una capacità tecnico-amministrativa tale da dare attuazione a queste volontà.
Ritengo che era necessario bloccare una certa situazione per poi poter operare dei confronti e per scegliere successivamente. Molti Consiglieri hanno lamentato che non c'era programmazione, che non c'erano scelte, che non c'era individuazione, che non c'era prospettiva, che si continuava a realizzare delle spese di carattere estremamente settoriale e di carattere elettoralistico.
Se si è voluto bloccare in questo modo, anche criticabile, le spese correnti, è proprio per evitare di continuare a percorrere questa strada ed è proprio per dare la possibilità al Consiglio regionale di confrontare con la maggioranza e con la Giunta alcune proposte di scelte che sono chiaramente individuate negli allegati F e negli allegati E del presente bilancio.
Il Consigliere Ramera a un certo punto afferma: "con questo bilancio che sarà approvato dal Consiglio regionale noi deleghiamo la Giunta a fare qualunque cosa"; vorrei rispondere che nell'intenzione dei compilatori di questo bilancio esiste il proposito opposto, vale a dire quello di investire il più possibile nel futuro il Consiglio affinché faccia determinate scelte, le verifichi e si esprima circa la validità dei vari stanziamenti. Noi riteniamo che i problemi da risolvere in tempi immediati siano quelli dei trasporti, dell'agricoltura, dell'assetto del territorio, della sanità, delle opere igienico-sanitarie, dell'edilizia scolastica e abitativa e mi pare che nella discussione generale questi problemi non siano stati contestati: si tratterà di vedere in quale modo e in quale forma potremo darvi attuazione concreta.
Ci avviamo quindi verso alcune indicazioni e alcune proposte e successivamente vorremmo che fosse il Consiglio a essere investito del modo con cui possiamo e dobbiamo affrontare questi problemi.
Per quanto riguarda il problema della programmazione, ritengo che a breve scadenza questo Consiglio dovrà affrontare la discussione del documento politico e programmatico che sarà presentato dalla maggioranza e che costituirà un secondo momento di confronto e un secondo momento di discussione più approfondita sulle scelte di carattere più generale.
Non voglio soffermarmi su di una serie di osservazioni che sono state fatte sul piano del dettaglio, in modo particolare dai Consiglieri Manganoni, Bondaz, Jorrioz, Viglino e Bordon, in quanto ritengo che gli Assessori competenti risponderanno a tutta questa serie di problemi che sono estremamente importanti in sede di discussione delle singole voci di bilancio.
Vorrei solo concludere che il momento è difficile; siamo in un momento in cui tutto cresce e tutto si evolve in un modo estremamente rapido e anche l'Amministrazione regionale (la Giunta e il Consiglio) deve trovare un nuovo comportamento e un nuovo modo di essere in questa nuova realtà.
Siamo noi che dobbiamo essere responsabili, dobbiamo metterci al lavoro per la ricerca costante di soluzioni concrete e positive. Sono i singoli Gruppi del Consiglio, i Partiti e i Movimenti politici che devono studiare i problemi in profondità per poter confrontare soluzioni che in questo momento tutti ricerchiamo in un modo affannoso e serio.
Per quanto riguarda la conclusione fatta questa mattina dal Consigliere Andrione, non mi pare di poter ritenere valido il giudizio di "chiusura" che ha dato su questa Giunta e su questa maggioranza, ritengo di poter ripetere che la Giunta e la maggioranza sono ancora sulle stesse posizioni politiche annunciate all'atto della loro costituzione, nel 1973; d'altra parte, indipendentemente da questo, desideriamo che emergano da qualunque parte del Consiglio proposte concrete che abbiamo il dovere e il compito di confrontare e di valutare perché non è più sufficiente che una Giunta e una maggioranza faccia delle proposte che siano ritenute valide da un Consiglio. Tali proposte saranno solo la conclusione di un confronto con quanto emergerà dalle altre forze politiche; ciò presuppone però che anche le altre forze politiche agiscano non solo più con lo scopo di attuare della contestazione o della pura opposizione formale, ma che cerchino di affrontare i problemi nella loro realtà, nella loro oggettività.
Mi pare che l'Assessore Lanivi abbia citato alcuni elementi di valutazione che hanno impressionato il Consiglio, se dovessimo proseguire su questa strada di approfondimento di alcune valutazioni concrete della realtà culturale ed economica nella quale si trova la Valle d'Aosta, probabilmente faremmo tutti delle scoperte, ma questo approfondimento dovrebbe essere occasione di maggiore responsabilità e di maggiore riflessione e di un comportamento più sostenibile e più concreto di questo Consiglio regionale.
Questo bilancio è un avvio verso una prospettiva nuova che esige un'immediata concretizzazione nel corso dei prossimi mesi, un coordinamento della legislazione che è stata fatta negli anni precedenti che esige la realizzazione di alcune scelte che sono indicate in questo programma.
Fatte queste brevissime considerazioni, ritengo di dover concludere ringraziando i Consiglieri regionali per i loro interventi e mi riprometto di rispondere in sede di discussione del bilancio capitolo per capitolo ad alcuni problemi particolari che sono stati fatti oggetto di dichiarazione nella discussione generale.
Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, per organizzare i nostri lavori propongo la lettura del progetto di bilancio indicando via via i capitoli che sono oggetto di esame.
Nel corso della lettura se qualcuno ha delle osservazioni da fare, dei chiarimenti da richiedere è pregato di interrompere la lettura per chiedere la parola.
Nel corso della lettura stessa da parte della Presidenza saranno indicate alcune indicazioni di carattere formale che risultano indispensabili per l'approvazione finale del documento: esse dimostrano come questo bilancio non sia il bilancio stampato a priori, ma la ricostruzione di un progetto fatto sulle voci del 1973.
Tanto per dare subito un esempio, la prima pagina, che è la 12, cioè che era la pagina 12 del bilancio 1973 prevede la cancellazione della prima riga (allegato A alla legge regionale 30 gennaio 1973) e nello "stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 1973" deve leggersi 1974.
Se siete d'accordo, io darei l'incarico al Consigliere Segretario di leggere i Titoli, le Categorie e le Sezioni e il corrispondente numero dei capitoli che per ogni pagina sono sottoposti alla vostra attenzione, è facoltà vostra interrompere questa lettura nel caso intendeste chiedere la parola. Da parte mia di volta in volta proporrò le correzioni di carattere formale e anche alcune di carattere sostanziale che si renderanno indispensabili.
Avanzo di amministrazione: 2.730.000.000.
Titolo I - Entrate tributarie.
Categoria I - Imposte sul reddito e sul patrimonio, dal capitolo 1 al capitolo 8.
Totale entrate: 6.548.815.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Vorrei avere delle spiegazioni un po' più complete di quelle che sono state date alla Commissione Affari Generali sul capitolo 8: "Entrate sostitutive dei proventi delle quote fisse di ripartizione fra lo Stato e la Regione delle entrate erariali previste dall'articolo 3, lettere a), b, c, della legge 6 dicembre 1971, n. 1065".
Se ricordo bene, si era parlato di 900.000.0000 di arretrati per l'anno 1973, vorrei che l'Assessore mi spiegasse esattamente in che termini si trova questa entrata.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Albaney, ne ha facoltà.
Albaney (DP) - Per quanto concerne il capitolo 8, vorrei pregare il Consigliere Andrione di prendere in visione la tavola 8 della relazione al bilancio, in essa sono specificate le varie imposte (sui terreni, sui fabbricati, ricchezza mobile, imposta complementare, società e obbligazioni, eccetera), il cui totale è di 5.700.000.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - È vero che c'è la spiegazione, ma, dato che si è letto su diversi giornali che il gettito di diverse imposte, e in particolare quelle descritte alla lettera b) (ricchezza mobile, imposta complementare, eccetera), hanno dato negli ultimi mesi dell'anno e nei primi mesi di quest'anno un gettito nettamente inferiore alle previsioni fatte dall'Onorevole Ugo La Malfa, con conseguenti grosse discussioni in Parlamento, vorrei sapere in base a quali dati sono state previste queste entrate.
Dolchi (Presidente) - Do la parola all'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - Le previsioni sono state calcolate in base agli accertamenti che gli uffici hanno fatto nel corso dell'annata 1973 e sempre in base a questi accertamenti si è stabilita per il 1974 una maggiorazione del 10%.
Categoria II - Imposte sugli affari, dal capitolo 9 al capitolo 12.
Totale entrate: 7.488.200.000.
Categoria III - Imposte sulla produzione e sui consumi, dal capitolo 12 al capitolo 13.
Totale entrate: 3.265.000.000.
Categoria IV - Monopoli, capitolo 14.
Totale entrate: 1.800.000.000.
Categoria V - Tributi speciali per attività da gioco, dal capitolo 15 al capitolo 16.
Totale entrate: 7.063.000.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Maria Ida Viglino, ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Volevo sapere se la variazione in più prevista al capitolo 16 è stata calcolata sui proventi dell'ultimo periodo; ricordo che nella Commissione consiliare per il Turismo, quando si è trattato delle restrizioni nella circolazione automobilistica, l'Assessore Milanesio aveva segnalato che era stato osservato un calo nelle entrate del Casinò. Adesso è stata ristabilita una certa circolazione "pari e dispari", ma volevo sapere se questa variazione in più è da ritenersi una cosa possibile.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare l'Assessore Albaney, ne ha facoltà.
Albaney (DP) - I sette miliardi che sono stati previsti come proventi della Casa da Gioco di Saint-Vincent sono più che reali perché nel corso dell'annata 1973 abbiamo incassato 7 miliardi e 300 milioni; quest'anno alla data della prima decade di febbraio abbiamo incassato mezzo miliardo in più dell'anno scorso.
Andrione (UV) - La crisi non sembra essere poi così cattiva eh?
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio, ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Brevemente, perché io in quella circostanza non mi ricordo di aver detto che le restrizioni alla circolazione influissero sulle entrate del Casinò, influirono sulle presenze turistiche invece; per un fenomeno che è da collegarsi anche alle restrizioni che per il resto del territorio nazionale sono state adottate in materia di Case da Gioco - esse chiudono a mezzanotte e la nostra, giustamente ritengo io, no -, abbiamo avuto un aumento considerevole delle entrate.
Con le restrizioni valutarie per l'estero penso che ci sarà un ulteriore incremento, perché molti Italiani che andavano a giocare all'estero saranno costretti a giocare in Italia.
Titolo II - Entrate Extra Tributarie.
Categoria I - Proventi speciali dal capitolo 17 al capitolo 21.
Totale entrate: 1.678.716.000.
Categoria II - Proventi di servizi pubblici dal capitolo 23 al capitolo 29.
Totale entrate: 87.470.000.
Categoria III - Proventi dei beni della Regione dal capitolo 32 al capitolo 38.
Totale entrate: 1.177.400.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - capitolo 33: per quale motivo l'Amministrazione regionale introita per "interessi su titoli di proprietà e su giacenze di cassa" 600.000.000?
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - I 600.000.000 a cui lei fa riferimento sono gli interessi che ci fruttano i depositi di cassa.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Noi ci permetteremmo di chiedere all'Assessore alle Finanze a quanto ammontano i residui passivi della Regione alla data del 21 marzo o a quella del 15 marzo 1974.
Albaney (DP) - Se è sufficiente l'approssimazione: 20 miliardi.
Categoria IV - Recuperi e rimborsi dal capitolo 41 al capitolo 45.
Totale entrate: 117.000.000.
Dolchi (Presidente) - C'è da fare una correzione che è nello stesso tempo formale e sostanziale: si propone di aggiungere prima del capitolo 41 il capitolo 40: "Recuperi e introiti di somme provenienti dai fondi di rotazione regionali (legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33), nessuna cifra, il capitolo è per memoria e servirebbe nel caso in cui l'entrata in vigore dei fondi di rotazione metta in condizione l'Amministrazione regionale di avere già dei rimborsi nel corso dell'esercizio 1974.
Categoria V - Trasferimenti.
Trasferimenti globali dal capitolo 48 al capitolo 53.
Trasferimenti di scopo: per istruzione e cultura dal capitolo 59 al capitolo 60.
Per azione e intervento in campo sociale dal capitolo 64 al capitolo 68.
Per azione e intervento in campo economico:
- trasferimenti diversi dal capitolo 75 al capitolo 82;
- piano verde dal capitolo 100 al capitolo 116;
- provvidenze straordinarie per la zootecnia, capitolo 140;
- Fondo di solidarietà nazionale, capitolo 145;
- per azione e intervento nel campo delle abitazioni dal capitolo 157 al capitolo 158.
Totale entrate: 7.940.669.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Vorrei solo un chiarimento a proposito dei capitoli 75 e 76.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Albaney, ne ha facoltà.
Albaney (DP) - Nell'anno 1972 da parte del Ministero dell'Agricoltura è stato assegnato alla Regione Autonoma Valle d'Aosta l'importo di L. 440.000.000. La previsione di 975 milioni si riferisce alle annate 1973 e 1974, somme che sono oggi in corso di assegnazione da parte del Ministero dell'Agricoltura; è quindi una previsione fatta in base alle somme assegnate nell'anno 1972.
Per le Comunità Montane avremo perciò a disposizione 1 miliardo e 415 milioni, assegnati dallo Stato, e in più avremo a disposizione le somme che già sono state stanziate dall'Amministrazione regionale; quindi complessivamente, entro quest'anno, avremo a disposizione 1 miliardo e 700 milioni.
Per quanto concerne il capitolo 76, il discorso - se il Presidente mi permette - è un po' lungo perché le previsioni sono state fatte in base a dei dati che si riferiscono all'anno finanziario 1973.
Se permette, Signor Presidente, ne do lettura per essere più preciso: "si premette in proposito che con decreto ministeriale del 7 settembre 1973 è stata attribuita alla Regione Valle d'Aosta, per l'anno 1973, un contributo di 1 miliardo - che è stato messo nel bilancio del 1973 - su una disponibilità complessiva dello Stato per tutta l'Italia di 140.000.000.000. Aderendo alle richieste formulate dalle Regioni a Statuto ordinario e speciale il Governo ha recentemente stabilito di portare il 1974 la disponibilità del Fondo di sviluppo da 140 a 460 miliardi".
Inoltre con legge 7 agosto 1973, n. 512 lo Stato ha integrato il fondo originario di 140 miliardi, già ripartiti, con i seguenti contributi integrativi annui:
1973: 74.000.000.000;
1974: 130.000.000.000;
1975: 100.000.000.000.
In relazione agli stanziamenti di cui sopra, ove non tornasse applicabile nei confronti della Valle d'Aosta un più favorevole criterio di ripartizione dei fondi stessi, rispetto alla ripartizione effettuata nel 1973, sul fondo originario di 140 miliardi, alla Regione spetterebbero per il 1974, in base ai criteri di distribuzione per l'anno finanziario 1974, circa 4 miliardi e 800 mila lire, 4 miliardi e 745 mila per l'esattezza.
Si è però arrotondato a 5 miliardi prevedendo che per le Regioni del nord ci sia un maggiore stanziamento.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Io desidererei sapere, a proposito del capitolo 75, se le somme che si riferiscono al 1974 sono effettivamente stanziate o se sono solo delle previsioni fatte in base alla legge del 1972.
Per il capitolo 76, purtroppo, dalla lettura che è stata fatta dall'Assessore non ho potuto capire molto bene, però mi sembra che non quadrino le cifre: si afferma che su una disponibilità complessiva dello Stato per tutta l'Italia di 140 miliardi è stato attribuito alla Regione Valle d'Aosta un contributo di 1 miliardo. Ora, questa disponibilità dello Stato è aumentata ed è salita a 460 miliardi; si dice quindi di aver fatto una previsione di 4 miliardi 800 mila; mi sembra che si sia poi affermato che ai 140 miliardi iniziali per il 1973 siano stati aggiunti da parte dello Stato altri 130 miliardi, cioè 270 miliardi e non 460.
Desidererei solo sapere quali sono le cifre esatte e se questo è un affidamento del quale possiamo essere sicuri oppure se è una pura e semplice previsione; può darsi infatti che per quadrare il bilancio e poter dire: "abbiamo fatto un bilancio a pareggio" si trovi comodo mettere una cifra superiore a quella che la Regione può percepire.
La domanda non è così semplice, ha uno scopo preciso, cioè sapere come si sono comportati l'Assessore alle Finanze e la Giunta.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Io mi aspettavo che l'Assessore alle Finanze desse anche una risposta a quanto mi ero permesso di anticipare nel corso della discussione generale, cioè i sistemi dei coefficienti di correzione.
Si tenga conto che, per quanto riguarda la legge sulle Comunità Montane, lo Stato considera per la Valle d'Aosta un coefficiente del 52%. Evidentemente non mi sembra che tale coefficiente sia esatto, nel senso che il territorio della Valle d'Aosta dovrebbe essere considerato integralmente montano e pertanto si potrebbe vedere se la Giunta ritiene di insistere nei confronti dello Stato o quanto meno avanzare una richiesta per modificare questi coefficienti. È chiaro che i finanziamenti che ne conseguirebbero potrebbero avere una portata più consona alle necessità a cui andremo incontro con la costituzione delle Comunità Montane.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Dujany (DP) - Mi pare che questi due capitoli di bilancio meritino una spiegazione.
Il capitolo 75: "Fondi assegnati dallo Stato per la redazione e l'attuazione dei piani di sviluppo delle Comunità Montane" è in applicazione alla n. 1102 del 1971; per cui è stata prevista una certa somma a livello nazionale da ripartire a favore delle Regioni in rapporto ad alcuni criteri. I criteri sono: la popolazione compresa nel bacino montano, l'estensione territoriale e, direi, montana di questi territori. La Valle d'Aosta avrebbe interesse che la ripartizione venisse fatta tenendo conto dell'estensione territoriale e della particolare situazione montuosa, senza tener conto dell'indice degli abitanti, perché naturalmente l'indice degli abitanti nel nostro caso fa diminuire la percentuale di ripartizione.
Abbiamo insistito presso il Ministero affinché la ripartizione a favore della Valle d'Aosta avvenisse con questi criteri, cioè non tenesse conto dell'indice degli abitanti, e in modo particolare del fatto che non tutta la Valle d'Aosta è considerata zona montana (è infatti escluso uno dei bacini più popolosi).
Abbiamo fatto questa richiesta di cui parla il Consigliere Bondaz, ma non so quale sarà il risultato.
Per quanto riguarda invece il capitolo 76: "Fondi assegnati dallo Stato per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo", questo fa parte di un'azione comune con tutte le Regioni a Statuto speciale e a Statuto ordinario.
Lo Stato avrebbe destinato, in un famoso capitolo 9 del bilancio statale, una certa quantità di denaro e, a seguito di un vivace dibattito fra Stato e Regioni, gli iniziali 140 miliardi previsti in questo capitolo 9 sono saliti a circa 400-500 miliardi.
Una parte di questa somma è già stata ripartita; un'altra parte è ancora oggetto di discussione; i 5 miliardi del capitolo 76 sono la somma prevedibile di possibile incasso in rapporto a certi criteri di ripartizione che non sono ancora stati completamente definiti.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Quanto il Presidente della Giunta ha esposto è molto chiaro e la nostra preoccupazione è proprio quella di sapere se i fondi previsti dal capitolo 9 del bilancio dello Stato hanno una qualche speranza di diventare effettivi per la Regione in un arco di tempo ragionevole. Non credo che sia tanto la previsione di quanto verrà alla Regione che sia in discussione, quanto il fatto di percepire queste somme prima che i 5 miliardi siano arcispesi o svalutati.
È in questo senso che una voce così importante ci preoccupa in quanto, non avendo la disponibilità finanziaria immediata, si ha piuttosto la tendenza a limitare la spesa per il fatto che si sa che ci si troverà poi ad avere in mano delle somme che non corrispondono più alle previsioni che sono state fatte in quel dato momento.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Dujany (DP) - È da ritenere che queste somme saranno ripartite e destinate alle Regioni in tempi abbastanza limitati, perché ciò è nell'interesse di tutte le Regioni, anzi, direi che la situazione particolare della Valle d'Aosta ci mette in una posizione meno pregiudizievole sul piano finanziario che non le altre Regioni, specialmente quelle a Statuto ordinario, le quali attingono anche da un'altra voce di bilancio: il cosiddetto "capitolo 8" del bilancio dello Stato. Le Regioni a Statuto ordinario tuttavia hanno come unica ripartizione di imposte provenienti dallo Stato questo tipo di ripartizione e quindi sono indotte ad accelerare i tempi altrimenti non riescono a vivere se non con proventi propri o con imposte proprie.
Quindi è da ritenersi che, superata questa crisi ministeriale, ci saranno ulteriori incontri di questa Commissione interregionale per discutere i criteri definitivi di ripartizione di questi fondi. Io ritengo che l'introito debba avvenire in tempi relativamente brevi, perché questo è nell'interesse di tutte le Regioni e non siamo soli a condurre avanti questa battaglia.
Piuttosto c'è un altro grosso problema, un problema di scelta politica: in queste riunioni interregionali appare chiaramente l'impostazione politica centralistica dello Stato che pur tuttavia ha riconosciuto e istituito la decentralizzazione attraverso le Regioni. Il grosso scontro, diciamo pure scontro, anche se di carattere diplomatico, è quindi quello che avviene tra i rappresentanti delle Regioni - al di là e al di sopra dei partiti politici che rappresentano - e quelli dello Stato, fra una scelta di politica di decentramento e una politica di centralizzazione. La tesi delle Regioni è che lo Stato non deve intervenire con leggi di dettaglio su problemi che sono di competenza delle Regioni. Il problema dell'agricoltura, ad esempio, è di competenza delle Regioni e quindi è un problema in cui lo Stato deve limitarsi a stabilire delle linee generali; saranno le Regioni a entrare nel merito delle scelte. Questo discorso, ovviamente, si estende nel campo dei lavori pubblici, con la legge, tanto per citarne una, dell'edilizia scolastica o dell'edilizia abitativa.
Le Regioni avevano chiesto di partecipare con il Governo, o meglio con i rappresentanti di alcuni settori governativi, alla preparazione di alcune leggi perché le Regioni non sono presenti né in sede parlamentare, né in sede governativa.
C'è ancora una concezione centralizzatrice in cui esiste lo Stato, la Provincia, il Comune; l'istituzione regionale è accennata casualmente ci si ricorda, ma il rapporto di uno Stato basato su un decentramento regionalista, mi pare, sul piano reale, non esiste ancora ed è questo che ricercano i rappresentanti delle Regioni in queste occasioni.
A questo proposito si inserisce l'altro problema del comportamento delle Regioni del Nord e di quelle del Sud: mentre le Regioni del Nord cercano di utilizzare questi incontri per cercare di far cambiare l'impostazione politica dello Stato, da Stato centralizzato in Stato decentrato, le Regioni del Sud, spesso si accontentano di fare una lotta per la ripartizione della torta: "noi vogliamo il 70%, il 50%" e avanti di questo passo.
Il problema, quindi, da una scelta di principio rischia di venire travolto da un semplice problema di ripartizione di torta a cui il centralismo è molto sensibile, perché questo vuol dire fornire più denaro senza pretendere di incidere per un tipo di politica di natura diversa.
Questa mi pare che sia l'occasione opportuna per informare anche il Consiglio su un problema politico grave e importante, che sta nascendo nello Stato italiano.
Non vi nascondo che alcuni Presidenti delle Regioni sono arrivati a un momento quasi di scoraggiamento in questa situazione di lotta abbastanza difficile che devono portare avanti ogni giorno, le difficoltà si manifestano soprattutto nei riguardi dei Ministeri... non tanto nei riguardi dei Ministeri della Programmazione o dei Ministeri del Tesoro e del Bilancio.
Qui si inserisce una ragione di carattere generale che è quella di mantenere un certo tipo di potere attraverso del denaro speso in un certo modo. Se tutto questo denaro passasse attraverso il setaccio delle Regioni, logicamente il problema acquisterebbe un aspetto diverso e i poteri che partono da questi centri verrebbero annullati con delle conseguenze politiche ed elettoralistiche che sono facilmente comprensibili.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Ringraziamo il Presidente della Giunta per le informazioni e concordiamo con le sue parole su certi aspetti della politica nazionale; vorremmo solo aggiungere che ci preoccupa particolarmente l'attuale crisi delle strutture agricole italiane.
Tutte le volte che vi è una crisi c'è la tendenza a rinforzare le posizioni centralistiche, ci si serve delle crisi per concentrare il potere sostenendolo magari con delle ragioni di efficacia e di immediatezza dell'intervento.
La nostra preoccupazione è tanto più grande in quanto ci sembra di poter dire che si stanno facendo in campo nazionale dei gravi errori; se n'è parlato ieri a proposito del "piano carne" in cui rischiamo di pagare come Regione delle scelte sulle quali, come giustamente ha detto il Presidente della Giunta, non siamo chiamati a partecipare. Ci vedremo imporre una politica attentatrice e con dei risvolti addirittura nazionalistici nel nome di una crisi che è stata provocata da una politica agricola sbagliata dalla Liberazione ad oggi.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Dujany, ne ha facoltà.
Dujany (DP) - Vorrei solo rispondere brevemente a quanto ha detto - mi pare giustamente - il Consigliere Andrione.
Uno dei settori dove c'è stato lo scontro maggiore fra le Regioni e il Ministero competente è proprio nel settore agricolo dove le Regioni sostenevano la propria competenza sulle scelte agricole.
La competenza dello Stato doveva limitarsi a richiedere alle Regioni una scelta programmatica verso il settore dell'agricoltura e della zootecnia e a dare certe disponibilità finanziarie, in seguito ogni Regione nel proprio interno avrebbe dovuto stabilire i campi e le modalità di intervento. Senonché l'indirizzo ministeriale è quello di entrare nel merito del Comune: non si può obbligare alcune Regioni, che non hanno nessuna vocazione, per esempio, per l'allevamento del bestiame, a fare dell'allevamento del bestiame quando devono impiantare, ad esempio, delle colture di aranci o di agrumeti e non si può dall''altra parte distribuire una quantità di denaro con una ripartizione che obbedisce a dei criteri analoghi per tutte le Regioni, quando una Regione ha una vocazione particolare per un tipo di coltura, un'altra Regione invece ha una vocazione per un altro tipo di coltura. Questi, mi pare, sono i contenuti delle grosse discussioni che avvengono in sede ministeriale.
È chiaro che sotto tutto questo problema giocano delle forze economiche. A volte le Regioni stesse scoprono dai giornali che l'allevamento delle carni sarà affidato, per esempio, all'I.F.I.M., Istituto industriale del quale non si conosce nulla, però le Regioni continuano a insistere che per la risoluzione del problema bisogna tener conto delle tradizioni e delle realtà locali. Quindi spesso anche le Regioni si trovano di fronte a delle scelte fatte dal Governo, o probabilmente da Funzionari di determinati settori, i cui contenuti non sono chiari, fatti salvi qualche volta i fini speculativi che approfittano di una certa situazione di crisi.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Ho notato che è soppresso il finanziamento per l'edilizia popolare che era stato previsto nel 1973.
Desidererei solo sapere se il finanziamento del 1973 è pervenuto e i motivi per cui è stato soppresso quello del 1974.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare l'Assessore Albaney, ne ha facoltà.
Albaney (DP) - I fondi del capitolo 157, cioè 1.582.000.000 non sono pervenuti e sono stati assegnati da parte del Ministero dei Lavori Pubblici al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Torino. La Regione non li ha quindi ricevuti e li abbiamo tolti dal bilancio.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Mi è successo non molto tempo fa di parlare con un altissimo Funzionario romano, il quale forse non raccontava tutta la verità, ma sosteneva che il Presidente della GESCAL desidera solo poter distribuire enormi quantità di miliardi che sono congelati a Roma.
Ora, noi non crediamo - e la discussione probabilmente verrà ampliata più tardi su altri capitoli - che sia compito della Regione sostituirsi sempre e dovunque allo Stato creando tutta una serie verticale di operazioni uguali finanziate però da Enti diversi. Per questo vorremmo fare una proposta al Presidente della Giunta, ma soprattutto alla Giunta: vedere se non è possibile, in relazione a queste voci che sono abbastanza frequenti, coordinare con lo Stato e in particolare con gli Enti che dallo Stato hanno ricevuto i finanziamenti, e che ancora giacciono nelle banche, la costruzione delle case popolari in modo da evitare di impegnare fondi regionali per lo stesso scopo e nello stesso tempo vedere se non fosse possibile ottenere attraverso quella strada dei fondi che permetterebbero di alleggerire e di rendere il bilancio regionale più disponibile per operazioni più specificatamente politiche.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Ramera, ne ha facoltà.
Ramera (DC) - Io non ho capito se questo miliardo e mezzo che è stato trasmesso dal Ministero dei Lavori Pubblici al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Torino è da definire scomparso o meno.
Il Ministero aveva stabilito di concederci un miliardo e mezzo, ora questo miliardo e mezzo è ancora a disposizione della Valle d'Aosta preso il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Torino o no?
Come mai allora - ripeto quello che ha detto il Vice Presidente Fosson - per il 1974 non è prevista, almeno prevista, alcuna somma?
Io ritengo che queste somme possono venire utili, per esempio, per la ristrutturazione del Quartiere Cogne.
Vorrei sapere appunto come si intende utilizzare il miliardo e mezzo dello scorso anno perché non mi sembra che sia stato ancora utilizzato e come si prevede di reperire altri fondi dallo Stato per evitare di impegnare il bilancio regionale per lo stesso argomento anche se con voci diverse.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Dujany (DP) - A proposito del capitolo 157 bisogna fare due ordini di osservazioni.
Questi finanziamenti sono stati distribuiti a tutte le Regioni secondo certi criteri. Alla Valle d'Aosta è stato destinato questo importo in base alla legge n. 865 del 1971.
Noi avevamo chiesto, sempre in base a questa legge, che questo denaro fosse destinato alla Regione e che la Regione potesse spenderlo coordinandolo con interventi propri. Avevamo infatti l'impressione che esistesse una serie di finanziamenti e di interventi con provenienza diversa che rischiavano di accavallarsi e di non permettere uno sviluppo e un intervento coordinato (È noto a tutti che per l'edilizia esiste una legge regionale - quella dei 40 milioni - e degli interventi nel settore dell'agricoltura che favoriscono l'edilizia, esiste, sempre per l'edilizia, l'Istituto Case Popolari e interventi del tipo di quello indicato al capitolo 157).
Il miliardo e 582 milioni del capitolo 157 dovrebbe essere destinato alla Regione Valle d'Aosta attraverso il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Torino perché il Ministero non ha accettato la richiesta della Regione che questo denaro venisse destinato alla Regione stessa, il Ministero sostiene infatti che la Regione non ha competenze legislative in materia di edilizia popolare quando la Regione ha legiferato e sta legiferando, credo, dal 1965 in questa materia.
Quindi, pur essendo denaro destinato alla Valle d'Aosta, è però gestito dagli organi dello Stato e in questo caso particolare dal Provveditore alle Opere Pubbliche di Torino.
Teniamo poi presente un altro assurdo e cioè che il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Torino non è più il vecchio Provveditorato perché questo organo è stato assorbito dalla Regione a Statuto ordinario Piemonte ed esiste ancora come organo statale solo per la Valle d'Aosta.
Le cose stanno quindi in questi termini: la legge prevede questo intervento di un miliardo e mezzo attraverso due forme: una in conto capitale - mi pare circa la metà dello stanziamento -, l'altra in conto interessi. La legge prevede anche che una parte di questi finanziamenti sia destinata alla costruzione di case per baraccati e per persone che sono in certe condizioni.
La Regione ha presentato un programma per utilizzare questi finanziamenti, una prima tranche di questi finanziamenti sta per essere utilizzata per la costruzione di case per baraccati e per un'altra costruzione ancora; per l'altra tranche in conto capitale e proveniente dalla GESCAL i denari non saranno disponibili se non da quest'anno; si tratta di fondi previsti da una legge, ma non ancora disponibili, essi verranno spesi secondo un programma che io in questo momento non ho a portata di mano e che mi riservo di farmi pervenire. Questo per quanto riguarda il problema della destinazione del miliardo e mezzo.
Il problema di fondo è però questo: abbiamo dei finanziamenti da parte dello Stato destinati all'edilizia abitativa. Abbiamo dei provvedimenti regionali destinati all'edilizia abitativa, abbiamo delle iniziative dell'Istituto Case Popolari sempre destinati a questo scopo, ma rischiamo di mancare di un coordinamento che sia diretto dall'Amministrazione regionale.
Io ritengo quindi, al contrario del Consigliere Andrione, che sarebbe opportuno insistere affinché questi finanziamenti previsti dallo Stato siano versati alla Regione. Spetterà a essa, con i suoi interventi, di coordinare il tutto in modo che si possa fare una politica abitativa che obbedisca agli indirizzi che provengono dall'Amministrazione regionale.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Tengo a precisare che non credo ci sia contrasto tra quello che dicevo e quello che ha affermato il Presidente della Giunta. Ciò che chiedevamo, e che chiediamo, è una coordinazione dei differenti interventi; che poi questa avvenga in un modo o in un altro ci sembra questione semplicemente di tattica e di pratica.
Quello che vorremmo proporre è che, per esempio, la Commissione consiliare ai Lavori Pubblici si interessi del problema e, se fosse possibile, sarebbe bene che la Regione si facesse promotrice di un'iniziativa legislativa da sottoporre al Parlamento.
Non è che io mi faccia molte illusioni sull'iter di questa legge, sia ben chiaro, ma può sempre essere un sistema utile per lottare contro un disordine, un caos che è spaventoso. Praticamente non vi è una casa popolare che abbia lo stesso canone e si va dalle 3.800 L. alle 25.000 L. con un disordine, uno spreco che sono veramente eccessivi.
Vi sono poi tutte le speculazioni, gli alloggi a riscatto che vengono riaffittati, eccetera.
Credo che dovrebbe essere compito di questo Consiglio cercare di dare una sua precisa parola in materia per fare delle proposte concrete.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Sarò brevissimo.
Io sono dell'avviso che noi dobbiamo nuovamente insistere affinché questi fondi vengano assegnati alla Regione.
Quello che è stato denunciato dal Presidente della Giunta è un anacronismo, è un assurdo! Ora che è stata istituita la Regione a Statuto ordinario Piemonte e che il Provveditorato alle Opere Pubbliche è stato assorbito da essa, noi dobbiamo ancora dipendere da questo organo, praticamente morto, che rimane in vita esclusivamente per la nostra Regione!
Questo discorso vale per il Provveditorato alle Opere Pubbliche come per altri uffici.
Approfitto dell'occasione per dire che noi dobbiamo fare attenzione a certi bollettini e a certe tendenze di certi Enti piemontesi che cercano di mettere sotto la stessa veste Piemonte e Valle d'Aosta. La nostra è una Regione autonoma; dobbiamo cercare di evitare queste confusioni, che forse sono anche create ad arte, perché c'è probabilmente la tendenza da parte di una Regione più grande di fagocitare una Regione più piccola. Anche dalla forma dunque dobbiamo cercare di difenderci.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Monami, ne ha facoltà.
Monami (PCI) - Non vorrei che dopo le preoccupazioni sollevate dal collega Andrione e dal collega Fosson si arrivasse a fare dell'allarmismo, nel senso che non credo proprio che vi siano tentativi, da parte di una Regione più grande, di "fagocitare" una Regione più piccola. All'origine c'è un difetto nei rapporti fra Stato e Regioni e fra Stato e Regione Valle d'Aosta.
Non dobbiamo dimenticare che la nostra è due volte una Regione a Statuto speciale: siamo una Regione a Statuto speciale per tutte quelle cose che sappiamo e siamo ancora una Regione a Statuto speciale perché non abbiamo tutte le competenze e deleghe che sono state fissate per tutte le altre Regioni a Statuto ordinario.
La nostra battaglia sarà dunque quella di conquistare nei confronti dello Stato quelle competenze e quelle deleghe che non ci sono ancora state date ed è una battaglia che il Presidente della Giunta Dujany sta portando avanti partecipando alle riunioni interregionali con il Ministero.
Sarebbe opportuno, secondo me, insistere su questo tipo di rivendicazioni che caratterizzano la validità dell'esistenza della nostra Regione, che evidentemente più nessuno mette in dubbio, ma che bisogna rafforzare conquistando quei diritti, quelle deleghe e competenze che altre Regioni a Statuto ordinario, nate vent'anni dopo di noi, già hanno.
Per quanto riguarda lo specifico stanziamento, va aggiunto - e lo so per notizia certa - che detto stanziamento per il 1974 dallo Stato non è ancora stato effettuato, cioè mentre per quanto riguarda i 5 miliardi dell'articolo 9 della legge n. 281 è in corso la distribuzione, sia pure ancora da definire, per quello a cui si riferisce il capitolo 157 del nostro bilancio, invece la distribuzione non è ancora avvenuta e quindi da qui l'impossibilità di inserirla nel bilancio.
Sono d'accordo con i Consiglieri che mi hanno preceduto sulla necessità di continuare il discorso con lo Stato per chiarire fino in fondo quali sono le nostre competenze in questo campo e per poter totalmente decidere come Regione senza dover più dipendere da un Ente che, tra l'altro, non esiste più.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Ho sentito dal Presidente della Giunta un anacronismo, come ha anche sottolineato il Vice Presidente Fosson, riguardo alla questione del Provveditorato alle Opere Pubbliche, giustamente trasferito alla Regione Piemonte.
Non so se la Giunta ritiene di iniziare o se è già in corso un'azione nei confronti dello Stato, del Ministero, non so di chi sia la competenza, per trovare una soluzione che interessi esclusivamente la Valle d'Aosta.
Non so se questa è un'azione che possa essere effettuata o se la Giunta ritiene di poterla intraprendere.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Dujany, ne ha facoltà.
Dujany (DP) - Mi pare opportuno soffermarsi su questo problema. Non credo che sia valida la proposta prospettata dal Consigliere Bondaz in questo momento.
Credo che se c'è una soluzione, essa deve essere la soppressione di quell'organo periferico dello Stato e il trasferimento delle sue competenze amministrative alla Regione, cosa che del resto è avvenuta a favore delle Regioni a Statuto ordinario.
Mi pare però che questo episodio si inserisce nel quadro più generale a cui ha accennato il Consigliere Monami: si tratta di affrontare finalmente il discorso del trasferimento delle competenze amministrative dallo Stato alla Regione.
La Regione Valle d'Aosta, che era il capo fila, dieci, quindici anni fa, oggi rischia di essere in coda; noi abbiamo minori competenze - almeno sulla carta - di quanto non ne abbiano alcune Regioni a Statuto ordinario, perché a favore di queste Regioni ha funzionato il meccanismo del trasferimento delle competenze amministrative attraverso i famosi decreti delegati della legge n. 281.
Questi trasferimenti sono avvenuti attraverso norme particolari contenute negli Statuti; la Valle d'Aosta, dopo la sentenza della Corte costituzionale del 1973, non ha più potuto operare in proprio questi trasferimenti. È avvenuto così che lo Stato non ha provveduto e la Regione non ha più potuto fare niente, quindi siamo rimasti a segnare il passo.
Io direi che il problema si impone in termini molto vasti e molto concreti; ritengo opportuno che i Consiglieri abbiano attirato l'attenzione su questo problema, ma ritengo che sia altrettanto opportuno approfondirlo in una successiva riunione in modo da dare delle indicazioni precise su una scelta di rapporti fra Stato e Regione.
Categoria VI - Partite che si compensano nella spesa.
Partite di giro dal capitolo 161 al capitolo 165.
Totale entrate: 4.607.450.000.
Contabilità speciali dal capitolo 175 al capitolo 190.
Totale entrate: 1.812.700.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Mi riferisco al capitolo 182: "Gestione fondi per il Servizio contingentamento e zona franca"; vorrei sapere come avviene la distribuzione dei generi contingentati, in modo particolare dell'alcool e degli spiriti fra le grosse ditte attualmente operanti in Valle d'Aosta.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - Mi pare che la distribuzione degli spiriti, eccetera, venga fatta in base a criteri stabiliti anni addietro; è per questo motivo che io mi vorrei riservare - senza voler nulla togliere all'Assessore competente - di fornire questi dati nel pomeriggio essendo essi dei particolari tecnici.
Titolo III. Alienazione e ammortamento di beni patrimoniali e rimborso di crediti.
Categoria I. Vendita di beni immobili e affrancazione di canoni dal capitolo 198 al capitolo 199.
Totale entrate: 4.000.000.
Categoria II. Ammortamento di beni patrimoniali, capitolo 210.
Totale entrate: 10.000.000.
Categoria III. Rimborso di anticipazioni e di crediti vari della Regione dal capitolo 219 al capitolo 236.
Totale entrate: 3.789.580.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Vorrei una spiegazione, credo di carattere tecnico-contabile a proposito dei capitoli 220, 227 e 229.
Al capitolo 220 avevamo 800 milioni di competenze per il 1973 in relazione alla concessione di garanzia fideiussoria regionale alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, per il 1974 si prevede una variazione in meno di 800 milioni, quindi non ci sarà nessuna entrata, però sappiamo che la Giunta regionale pensa di provvedere al rinnovo di questa garanzia fideiussoria.
Non capisco quindi il motivo per cui è stato soppresso questo capitolo; queste entrate saranno forse riportate in qualche altro capitolo e io non me ne sono accorto?
La stessa cosa vale per i capitoli 227 e 229 o per questi vi è un'altra spiegazione?
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - Per quanto concerne il capitolo 220, il capitolo 227 e il capitolo 229, si deve tener presente che la legge sulla concessione di garanzie fideiussorie è una legge annuale e non pluriennale e, poiché per quest'anno (1974) ancora non è stata approvata dal Consiglio, non abbiamo potuto inserirla nel bilancio.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Desidererei un chiarimento: quando noi approveremo la legge sulla fideiussione, in quale capitolo figurerà? Noi abbiamo sempre, almeno in passato, fatto figurare tale spesa sia all'entrata che all'uscita perché costituiva una partita di giro.
Senza voler prolungare la discussione vorrei sapere su quale capitolo andrà a finire quando noi approveremo gli 800 milioni di garanzia fideiussoria. Non ha un effetto pratico perché non c'è spesa, però come ci comporteremo? Faremo una variazione di bilancio?
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - La fideiussione la faremo figurare sia in entrata che in uscita.
Per quanto concerne il quesito posto dal Consigliere Tonino, ormai tutti voi sapete che le banche hanno richiesto l'aumento del tasso di sconto; la Regione e in particolare l'Assessorato delle Finanze sono in questo momento in trattative con le banche, dal tasso attuale del 7,50%, dovremo arrivare all'8-8,50-9%.
Voi sapete che in campo nazionale il tasso di sconto è stato fissato al 9%, però noi stiamo ancora trattando con le banche per vedere se è possibile accordarsi a un tasso dell'8-8,50%.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod, ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Volevo solo chiedere, a proposito del capitolo 223, visto che si parla sempre di grande viabilità, a che punto è e se c'è la possibilità che continuino la costruzione dell'autostrada fino a Chesallet.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Pollicini, ne ha facoltà.
Pollicini (DP) - Rispondo alla domanda del Consigliere Chabod relativa al proseguimento dell'autostrada fino a Chesallet: non si tratta del proseguimento dell'autostrada, ma del proseguimento di una tangenziale che avrà caratteristiche dimensionali autostradali, ma non vincoli autostradali, cioè dovrebbe essere una strada aperta che comunque collegherà l'attuale autostrada alla Regione Chesallet all'incirca.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Ma tale tangenziale avrà caratteristiche di super strada, cioè con incroci a raso e con possibilità di immissione senza quadrifoglio o avrà caratteristiche, dal punto di vista tecnico, autostradali?
Pollicini (DP) - Sarà una superstrada.
Titolo IV - Accensione di prestiti.
Categoria I. Accensione di prestiti, capitolo n. 240.
Totale entrate: 2.000.000.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Vorrei aggiungere di esaminare la possibilità, visto il periodo di disordine monetario che stiamo attraversando, di pianificare alcune grandi opere perché mi pare questo il momento di accendere dei mutui e di approfittare dell'inflazione galoppante di fronte alla quale ci troviamo e che non si arresterà nei prossimi anni.
Mi sembra il caso di mettere sul tappeto un problema di questo genere perché credo che per una Regione che ha 52 miliardi di bilancio apparente, ma che comunque, se non ho fatto dei calcoli sbagliati, ha circa 39 miliardi di bilancio reale e una quota di bilancio reale effettivo di poco inferiore perché bisogna detrarre il costo degli stipendi, eccetera, mi sembra che due miliardi per accensione di mutui siano effettivamente troppo pochi in questo periodo.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey, ne ha facoltà.
Borbey (DC) - Volevo chiedere all'Assessore all'Agricoltura e Foreste un chiarimento inerente al capitolo 236: "Entrate per riscossione di crediti verso il Consorzio irriguo di Gressan in relazione alla concessione di garanzia fideiussoria...".
In quell'ampia discussione che abbiamo avuto in Consiglio regionale, quando è stata concessa questa fideiussione, l'Assessore aveva preso il preciso impegno di convocare il Consorzio irriguo di Gressan per verificare se c'era o meno la volontà di eseguire quest'opera.
Volevo chiedere all'Assessore se questa riunione è già stata fatta o no e per quale periodo ha intenzione di indirla.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Lustrissy per la risposta.
Lustrissy (DP) - La riunione non è stata fatta, attendo la convocazione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey, ne ha facoltà.
Borbey (DC) - Piccola replica, se mi permette, Signor Presidente. Io in questo momento non ho il verbale di quell'adunanza consiliare, ma ricordo che l'Assessore in quest'aula si era preso l'impegno di indire e di presenziare lui stesso alla riunione del Consorzio.
Lustrissy (DP) - Attendo che il Presidente del Consorzio convochi la riunione alla quale parteciperò.
Dolchi (Presidente) - Abbiamo fatto un passo indietro perché il Consigliere Borbey è ritornato al capitolo 236.
In questo momento stiamo esaminando il riepilogo delle entrate.
Comunico che in alto alla pagina 30 è stata omessa l'iscrizione delle due cifre relative all'avanzo di amministrazione quali le variazioni in meno e le previsioni per il 1974.
Quindi nella colonna "variazioni in meno" va aggiunta la cifra: 3.950.000.000 e nella colonna "previsioni per l'anno 1974" va aggiunta la cifra: 2.730.000.000.
Stato di previsione della spesa per l'anno finanziario 1974.
Presidenza del Consiglio regionale.
Titolo I - Spese correnti.
Sezione I. Amministrazione generale.
Categoria I. Servizi degli organi regionali dal capitolo 1 al capitolo 5.
Totale spese: 101.400.000
Categoria II - Personale dal capitolo 8 al capitolo 10.
Totale spese: 72.900.000.
Categoria IV - Acquisto di beni e servizi dal capitolo 13 al capitolo 17.
Totale spese: 18.500.000.
Dolchi (Presidente) - Vorrei fare una proposta come Presidente del Consiglio e cioè ridurre il capitolo 17 da 5 milioni a 3 milioni e, per non modificare i totali, in accordo con l'Assessorato delle Finanze, istituire il capitolo 18: "Spese per la celebrazione del Trentennale della Resistenza" con una previsione di spesa di 2 milioni.
Propongo cioè di ridurre da 5 a 3 milioni il capitolo 17 e istituire il capitolo 18 per lo stesso importo di 2 milioni, mantenendo così invariato il totale della Categoria IV.
Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Dove ci sono tanti capitoli è meglio andare un po' più adagio nella lettura.
Volevo chiedere, per quel che riguarda il capitolo 17, quali sono le intenzioni del Presidente del Consiglio che ha chiesto l'istituzione di questo nuovo capitolo.
Naturalmente non pensavo a questa scissione che naturalmente approvo.
Dolchi (Presidente) - Sarò brevissimo, vorrei solo chiarire la questione al Consigliere Bordon.
L'Ufficio di Presidenza aveva ritenuto che fosse opportuno precisare quanto già i precedenti bilanci contenevano al capitolo 16 con la dizione: "Spese per la partecipazione a convegni, congressi e altre manifestazioni"; chiedeva cioè di distinguere tra la partecipazione dei Consiglieri in rappresentanza dei Gruppi consiliari a convegni e congressi e le spese per l'organizzazione di convegni e congressi o altre manifestazioni che l'Ufficio di Presidenza, i Capi Gruppo, gli stessi Consiglieri ritenessero importanti e utili nel corso dell'esercizio. Questo per dare, da un punto di vista contabile, la precisazione delle due destinazioni.
Ricorrendo quest'anno l'anno del Trentennale della Resistenza, la proposta è quella di scindere ulteriormente questa cifra che era stata avanzata dall'Ufficio di Presidenza affinché ci sia un apposito capitolo cui attingere nel corso dell'anno per le iniziative che l'apposito Comitato esecutivo del Trentennale riterrà di organizzare.
Titolo II. Spese in conto capitale.
Sezione I. Amministrazione generale.
Categoria II. Beni mobili, macchine, attrezzatura a carico della Regione, capitolo 20.
Totale spese: 5.000.000.
Assessorato delle Finanze
Titolo I - Spese correnti.
Sezione I. Amministrazione generale.
Categoria I - Servizio degli organi regionali dal capitolo 31 al capitolo 42.
Totale spese: 127.500.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Capitolo 42: desidero sapere, in base a quanto è stato detto ieri, come mai abbiamo ancora questa previsione di spesa di 32 milioni; infatti per le indagini non dovremmo più avere delle spese, resterebbe solo la questione della Commissione, se non sbaglio.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey, ne ha facoltà.
Borbey (DC) - Capitolo 42: "Spese per la programmazione regionale economica, sociale e urbanistica e relative Commissioni"; vorrei rivolgermi al Presidente della Giunta e alla Giunta intera per chiedere appunto quali nuove impostazioni ci sono e come si ha intenzione di far funzionare queste Commissioni.
Ritengo, facendo parte della Commissione urbanistica, che sia indispensabile creare un apposito Ufficio per l'Urbanistica.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Io mi ero riservato ieri sera di fare alcune osservazioni perché o per caso, o volutamente l'Assessore Lanivi ha ripetuto una mia battuta: laute prebende. Ora, laute prebende innanzitutto era stato detto perché l'Ufficio Programmazione ha sfornato 17-18 chilogrammi di volumi che mi avete mandato e che ormai fanno parte di una vostra biblioteca, ma da allora noi non abbiamo più ricevuto nessuna comunicazione, non sappiamo più niente.
Ringrazio delle informazioni che mi sono state date ieri, ma su alcune cifre chiedo dei chiarimenti, per esempio: "Presidente: L. 150.000; Vice Presidente: L. 150.000; 100 gettoni di presenza"; non entro in questo argomento per le cifre, il discorso che voglio fare all'Assessore Lanivi è un altro.
Noi abbiamo un Ufficio di Programmazione; l'abbiamo voluto, ci crediamo, chi più chi meno, e riteniamo che effettivamente sia di capitale importanza. Se una persona deve lavorare all'Ufficio Programmazione deve avere una giusta ricompensa, come non sarebbe logico, d'altronde, per esempio, che prendesse 150-200 mila lire senza fare niente; infatti si sono sentite anche in questa sede certe voci secondo le quali nell'Ufficio non c'è mai nessuno; si dice che sono sempre fuori, che fanno questo, che fanno quello. Io sono del parere che, se effettivamente lavorano, devono essere pagati per il lavoro che fanno perché sarebbe non una lauta prebenda, ma una prebenda se si desse loro 100.000 lire per due ore di lavoro al giorno. So anche non è così, sia chiaro, ma vorrei che si discutesse su questo punto.
Non dovete averla a male neanche con la Signorina Viglino che fa parte di questo Consiglio da soli otto mesi, perché è da più di otto mesi che noi non riceviamo nessuna comunicazione.
La colpa non è dunque nostra che protestiamo contro l'Ufficio, ma è vostra che non ci date niente in mano. Se non riceviamo nulla, vuol dire che non è stato preparato nulla; io sono convinto che ci sono delle raccolte didattiche, soltanto l'Ufficio Programmazione della Valle d'Aosta ne ha tante, però, lo sappiamo, sono venute fuori attraverso la SORIS, attraverso gli studi di Grenoble.
La nostra protesta consiste in questo: non essere informati per niente sull'attività dell'Ufficio di Programmazione; dateci il materiale per poterlo giudicare e per dire se è sufficientemente retribuibile oppure no.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Lanivi, ne ha facoltà.
Lanivi (DP) - Ieri sera può darsi che siano nati degli equivoci, in parte essi sono stati chiariti direttamente con la Signorina Viglino.
I volumi che sono usciti dall'Ufficio Programmazione sono da distinguersi in due parti. I volumi così detti di Grenoble sono 10.
È utile forse spendere due parole per spiegare l'origine di quei volumi: si tratta di dieci rapporti costruiti dall'Istituto di Geografia Alpina di Grenoble, Centro di studi per l'economia di alta montagna, in collaborazione con il Comitato tecnico per la programmazione e con un certo numero di studenti che erano stati reclutati nell'agosto-settembre 1970.
La ricerca ha avuto una fase in Valle d'Aosta cioè sul campo che è durata dal 17 agosto al 14 settembre del 1970, con una équipe di professori dell'Università di Grenoble, in numero di 2, guidati dalla compianta Signora Veiret, da suo marito, dal Professor Janin e da altri 8 Professori dell'Università di Grenoble, più 7 studenti universitari di Grenoble e 24 studenti valdostani.
Questa équipe ha consegnato 10 volumi, un volume è stato consegnato il 17 marzo 1971: "Le rapport de synthèse"; i primi 10 volumi sono arrivati in Consiglio regionale entro il maggio 1971. Dopo quei 10 volumi, preparati in collaborazione con l'Università di Grenoble e a seguito della costituzione dell'Ufficio del Piano entrato in funzione il 1° febbraio 1971, sono stati costruiti dall'Ufficio altri volumi:
- n. 12 "Rendiconto delle spese regionali";
- n. 13 "L'agricoltura in Valle d'Aosta";
- n. 14 "Le condizioni nosologiche della Valle d'Aosta";
- n. 15 "L'industria in Valle d'Aosta";
- n. 16 "La scuola in Valle d'Aosta".
Inoltre l'Ufficio del Piano ha proceduto all'elaborazione dei dati dei censimenti demografico e industriale-commerciale, avvenuti il 24 ottobre 1971, utilizzando i dati raccolti dall'I.S.T.A.T., cosa questa non del tutto legale perché c'è ancora un articolo di una legge del 1929 che impedisce appunto l'utilizzazione dei dati raccolti dell'I.S.T.A.T.. Abbiamo comunque utilizzato le schede dei censimenti demografico e industriale- commerciale per fare un'elaborazione che fosse utile alla Valle d'Aosta perché, in genere, l'I.S.T.A.T. non restituisce alla Valle d'Aosta i dati di cui la Valle ha bisogno per i suoi scopi.
L'Ufficio del Piano inoltre collabora costantemente con l'Assessorato dei Lavori Pubblici per la stesura del "Piano dei Lavori Pubblici", cioè compie indagini relative alle condizioni dei servizi, delle infrastrutture in Valle d'Aosta, oltre a una ricerca sulle condizioni dell'edilizia scolastica in Valle d'Aosta.
Come ha detto, questo non è forse un problema di "lire" quanto di definire nuovi organi di programmazione ed è uno dei temi sul quale le forze di maggioranza stanno lavorando per prospettare una proposta in Consiglio regionale.
A mio parere, il limite maggiore fra quelli finora sperimentati e di cui dobbiamo prendere atto è dato dallo scollamento che esiste tra gli Organi della programmazione: Comitato, Commissione e Ufficio del Piano, e Giunta e Consiglio regionale; bisogna creare una nuova organizzazione degli uffici, potrebbero anche essere ridotti a uno solo, ma non posso anticipare delle conclusioni che saranno presentate e dibattute qui in Consiglio.
Bisogna creare le condizioni per quali Consiglio regionale, Giunta e Organi della Programmazione agiscano sulla stessa linea; a mio parere, l'Ufficio di Piano deve essere meglio strutturato sotto il profilo della raccolta dei dati, ma l'importante non è, credo, il fare ogni tanto delle ricerche per avere dei dati, ma piuttosto il creare delle condizioni per cui i dati vengano raccolti sistematicamente e i Consiglieri regionali vengano costantemente aggiornati sulle modificazioni della realtà socio-economica della Valle d'Aosta affinché cioè questi dati possano servire come base alla discussione del Consiglio regionale. Questi mi paiono i problemi al di là delle cifre, non è forse il caso di definire oggi la quantità di denaro che ci è necessaria, piuttosto si tratta di individuare un'organizzazione degli Uffici di programmazione che risponda meglio alle esigenze del Consiglio, così come lo stesso invio di volumi, che, tra l'altro, non so fino a che punto vengono letti, potrebbe essere considerato come invio di comunicazioni di volta in volta fatte dalla Giunta su lavori fatti dall'Ufficio di Programmazione.
C'è l'altro problema di definire come ha lavorato l'Ufficio. Come ho detto ieri, la legge del 1967 prefigura un Ufficio che purtroppo non può funzionare o che non può dare quelle risposte che il Consiglio aspetta.
Se noi cominciamo ad avere personale precario, non riusciamo a mettere insieme delle figure di esperti che non abbiano rapporti strani con l'Amministrazione regionale; sono sottopagati, questo è indubbio, sono, direi, ingiustamente trattati per quello che possono valere. Ovviamente non possiamo chiedere a queste persone un orario di ufficio, perché non sono dei dipendenti regionali e ne deriva allora una situazione di disagio perché il Consiglio regionale si aspetta dall'Ufficio cose che l'Ufficio obiettivamente non può offrire.
La revisione degli organi di programmazione mi sembra sia oggi un problema essenziale se vogliamo seriamente fare della politica, cioè lavorare sulla conoscenza della realtà valdostana.
Le forze di maggioranza stanno già lavorando su questo tema e ritengo che nel giro di pochissimo tempo, direi non mesi, ma settimane, si potrà ottenere dal Consiglio un'indicazione su come trattare questo argomento.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Ringrazio l'Assessore Lanivi perché riconosce che noi non abbiamo tutti i torti quando protestiamo, non solo per lo scollamento, ma per il distacco assoluto che c'è stato.
Noi non chiediamo cose esorbitanti, chiediamo delle relazioni dalle quali risultino i lavori fatti, meglio se riassunti.
Voglio che a noi venga riconosciuto quello che ci compete, infatti non è vero che non abbiamo letto quei volumi, ne avremo letti alcuni con maggiore attenzione (agricoltura, turismo), in conseguenza degli hobby che ognuno di noi ha, però in linea di massima io sono sicuro che tutti i Consiglieri hanno dato loro un'occhiata.
Io ho protestato a nome di tutti i Consiglieri perché in questo Consiglio il solo che ci faccia pervenire delle pubblicazioni è l'Assessore Lanivi, su suggerimento del Presidente della Giunta, penso.
In questa Giunta ci sono tanti Assessori che sono dei bravi ragazzi, ma anche un po' egoisti, perché fanno delle pubblicazioni e non ce le fanno conoscere, come ad esempio i quaderni di "Colliard".
Mi risulta che ci siano delle pubblicazioni edite dalla Regione che a noi non pervengono; non so ce le volete far pagare al 50%, va bene lo stesso, ma fatecele pervenire.
Dolchi (Presidente) - L'Assessore Lanivi ha assicurato che tutti i Cahiers pubblicati sono stati inviati e consegnati ai Signori Consiglieri, perché i Cahiers dipendono dal suo Assessorato.
Bordon (DC) - ... è bene recuperare quella ethnie valdôtaine di cui parlavamo ieri, perché se andiamo a vedere quello che è stato il passato come storia e civiltà, scopriamo una letteratura bellissima; meglio stampare questa che certi volumi di Trilussa... sarà stato un grande a casa sua, ma non qui!
Categoria II. Personale dal capitolo 51 al capitolo 76.
Totale spesa: 1.267.000.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - È vero che, come dice l'Assessore Milanesio, non bisogna esagerare l'importanza della discussione sul bilancio e mitizzare questo documento, però è anche vero che questa è l'occasione per parlare di tutto e di conseguenza ci permette di farci un'idea abbastanza precisa su quella che è la situazione del momento, anche perché attraverso il voto del bilancio si vota in sostanza la fiducia a una équipe che è destinata a trasformare questo bilancio di previsione in bilancio consuntivo.
Mi spaventa l'idea che l'équipe che attualmente è seduta sui banchi del Governo ad amministrare la Regione! E tale paura riguarda soprattutto il nostro amico Assessore Milanesio!
Non vorrei anticipare il contenuto di una prossima discussione - perché la Commissione Affari Generali ha già esaminato il progetto di legge -, ma vorrei ugualmente manifestare il mio disappunto per il fatto che il Consiglio regionale da qualche tempo a questa parte è stato completamente e assolutamente escluso da ogni forma di gestione del personale.
Si erano presi degli impegni solenni, tutte le forze politiche avevano riconosciuto che l'unica maniera per risolvere o perlomeno per cercare di affrontare in maniera seria il problema del personale - problema fondamentale per l'avvenire della Regione - era quello di farne una questione di competenza consiliare.
Queste promesse e questi impegni, di cui certamente si ricorderà l'Assessore Pollicini, sono stati completamente dimenticati alla prima difficoltà; i risultati di questi incontri e discussioni che avrebbero dovuto portare chiarezza di idee e scelte precise in materia di personale, in Consiglio sono stati dimenticati.
Ci sono stati degli accordi, delle decisioni, ma senza che quest'organo, che in questa materia dovrebbe essere sovrano e dovrebbe essere chiamato perlomeno per discutere e per dare un'opinione, venisse neanche consultato sotto forma di Commissione, non he ha saputo assolutamente niente.
Di fronte a questa sfilza di voci e a questa sfilza di miliardi, noi riteniamo che la responsabilità che ne deriva non ci riguarda: tutto quanto riguarda la gestione del personale non è e non può essere responsabilità del Consiglio; è soltanto un fatto brutale di maggioranza che vi permette di mal gestire il personale della Regione.
In proposito interverremo in seguito con più precisione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Chabod, ne ha facoltà.
Chabod (DC) - La mia è solo curiosità. In relazione al capitolo 54: "Paghe, retribuzioni e altri assegni fissi al personale addetto alla custodia e alla manutenzione di beni immobili della Regione", vorrei avere una spiegazione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Jorrioz, ne ha facoltà.
Jorrioz (PSDI) - Volevo solo chiedere se nelle "variazioni in più" sugli stipendi è stato tenuto conto degli aumenti dovuti all'indennità integrativa o alle eventuali indennità integrative per tutto il personale.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Albaney per le risposte.
Albaney (DP) - Al Consigliere Chabod, capitolo 54.
Il personale di cui parla questo capitolo sono gli operai che abbiamo alle dipendenze dell'Assessorato dei Lavori Pubblici che si occupano delle manutenzioni ordinarie e straordinarie di tutti i nostri immobili.
Consigliere Jorrioz, le indennità integrative sono state tenute in considerazione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Mi avvalgo della vostra pazienza e non mi attengo direttamente a un capitolo per sottolineare la battuta del Consigliere Jorrioz, la quale mi fa ricordare che sono stati degli scioperi dei dipendenti dell'Amministrazione regionale e in Commissione Affari Generali abbiamo esaminato una proposta di legge della Giunta sulla quale non ci siamo ancora tutti espressi. Io l'ho fatto per ribadire la mia opposizione, altri hanno rinviato la questione in Consiglio.
Penso che se domani si dovesse variare qualche cosa in questo campo, accettando quelle che io ritengo essere le giuste rivendicazioni per eliminare le sperequazioni, ci saranno delle spese maggiori.
Io penso infatti che bisognerà approvare tali spese, perché poi, quando parleremo di dichiarazioni di voto finale, non vorrei che si arrivasse a dire: "abbiamo congelato il bilancio sulle spese correnti e non si fa più niente".
Io non ho queste preoccupazioni perché voterò contro, ma qualche Consigliere le dovrà avere. Sebbene questo non sia il capitolo, chiedo che se ne tenga conto perché altrimenti devo pensare che si è già tutto deciso: una è la proposta di legge della maggioranza e questa deve essere approvata. Allora però si ricade nel discorso di ieri e non riusciamo a uscirne, mentre dobbiamo tener presente un recente sciopero dei dipendenti dell'Amministrazione regionale proprio in relazione a questa proposta di legge.
La legge di cui parlo è stata presentata alla Commissione Affari Generali ed è stata da me e da altri Consiglieri respinta; in questo momento se ne dovrà pur tenere conto perché domani bisognerà trovare i denari!
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Vice Presidente Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Capitoli 61 e 62. Questi capitoli prevedono una notevole variazione in più per il 1974. Penso che questa variazione sia dovuta a un alto numero di persone che cesseranno il servizio durante l'anno 1974; vorrei sapere se questa mia interpretazione corrisponde al vero ed eventualmente quante saranno le persone che causano un aumento considerevole di questa spesa.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Dujany, ne ha facoltà.
Dujany (DP) - Ho l'impressione dagli interventi fatti che i Consiglieri Andrione e Bordon ritengano di risolvere il problema del personale nell'interesse generale solo attraverso un aumento di retribuzione.
Io nego in senso assoluto che problemi così complessi possano trovare una soluzione così semplice; sarebbe troppo comodo e troppo bello!
Mi pare che sia la proposta di legge che è all'esame della Commissione Affari Generali, sia le variazioni di bilancio rispondano, per il momento, ad alcuni criteri di aggiornamento e di retribuzione secondo una decisione presa dall'Amministrazione regionale; tale decisione può essere criticata, può essere discussa e rivista, comunque la decisione è risultata necessaria dato il momento difficile e complesso. Però è chiaro che questo è un momento di transizione; il problema di fondo deve trovare soluzioni molto diverse, che affrontino il problema in un modo più globale e che non si limitino alla questione strettamente economica. Con essa non risolviamo questo problema che si trova inserito in una situazione generale di crisi; infatti non è solo il personale di quest'Amministrazione che si trova in questo frangente, ma tutto l'impiego pubblico e credo che anche l'impiego pubblico stia passando da una situazione di staticità e di immobilismo, nella quale era incatenato fino ad ora a una situazione più mobile, di diverso rapporto di lavoro.
Francamente però non vi so indicare, in termini esatti, queste prospettive, ma non abbiamo voluto portare avanti questo problema contro la volontà del Consiglio, ne avremmo certamente chiesto il contributo, si trattava solo di adottare una soluzione di transizione in attesa di investire poi anche il Consiglio sulla soluzione più organica del problema.
Abbiamo un'esperienza passata di un modo di coinvolgimento del Consiglio sulla politica del personale e dobbiamo riconoscere, caro Andrione, che non abbiamo raggiunto dei risultati estremamente positivi. Ciò significa che abbiamo adottato un metodo di lavoro che probabilmente non era quello ideale, dobbiamo quindi cercare di coinvolgere il Consiglio in questa scelta di politica del personale, ma utilizzando mezzi e sistemi diversi da quelli che abbiamo utilizzato nel passato.
Nel passato infatti Commissioni consiliari hanno lavorato per due anni con degli ottimi propositi, però mi pare non abbiano dato altrettanto buoni risultati.
Non credo che il problema della politica del personale possa essere gelosamente conservato nelle mani di poche persone. È un problema estremamente difficile da affrontare e che coinvolge gli interessi dell'Amministrazione, non limitatamente allo spazio di pochi anni o di pochi giorni, ma che coinvolge l'interesse dell'Amministrazione a distanza di decenni.
È un problema quindi che naturalmente supera le nostre singole persone e coinvolge il funzionamento dell'Istituto regionale.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Io chiedo scusa al Presidente della Giunta, ma non mi sembra di aver parlato assolutamente di livelli di retribuzione, né è mia intenzione portare il discorso su questo campo. Ho parlato di un modo di gestire il personale, modo che è stato da questa Giunta condotto ignorando assolutamente il Consiglio.
Credo che quest'asserzione non possa essere messa in dubbio perché abbiamo saputo da circolari esterne a questo Consiglio, e precisamente dei Sindacati, che cosa era avvenuto e che cosa si era deciso. Non entriamo nel merito della discussione; mi permetterà il Presidente della Giunta di dire soltanto che quelle poche idee che si sono dibattute in materia di gestione del personale, sbagliate che fossero, sono perlomeno idee che sono nate a livello consiliare e che se sono state travolte, è perché la Giunta non ha voluto applicarle e per mancanza di coraggio e per ragioni di clientelarismo, non per altri motivi.
Ci sono stati qui dentro degli impiegati pagati senza che l'Ufficio Personale lo sapesse; non vogliamo fare dello scandalismo, perché troviamo che non è un metodo di condurre la politica, però non ci si tiri per i cappelli.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Io sono molto più timido del Consigliere Andrione e non posso dirvi le cose che penso nello stesso modo in cui le dice lui, quindi non mi scaldo, se ci sono delle contestazioni, dei punti di vista diversi tra il Presidente della Giunta e noi, è normale, ci sono sempre stati, non c'è niente di grave.
Io però vorrei rilevare, ma non è una cattiveria, che qualche volta anche il Presidente della Giunta, come d'altronde noi, non comprende proprio tutto quello che pensiamo. Ad esempio quando afferma: "io non condivido quanto dice il Consigliere Bordon, cioè che il problema del personale è un problema essenzialmente economico", si sbaglia in quanto io non ho detto questo, saremmo nati solo ieri se lo credessimo effettivamente; noi riteniamo invece che il problema economico sia naturalmente collegato, perché si tratta di un rapporto di impiego.
Ci si dice: "non deve essere un problema nelle mani di pochi", ma lo credo bene, anche per tranquillità vostra!
È uno dei problemi che ha sempre scottato ed è giusto che vengano coinvolte altre persone al fine di trovare la soluzione. In questo momento però il problema è un altro, quando verrà presentata la legge sul personale, ne discuteremo e noi diremo che vogliamo modificare qualche cosa che, purtroppo, va a intingere nella spesa corrente; voi della maggioranza direte che non è possibile, ma noi lo sappiamo già fin d'ora che non sarà fattibile perché ci saranno problemi di pensionamento delle persone anziane che faranno aumentare le spese correnti, eccetera. Ad esempio bisognerà esaminare il problema del personale della Regione - non entro nel merito in questo momento perché avremo tempo di parlarne - e allora certe porte bisognerà aprirle se lo si vorrà esaminare con ponderatezza.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Maria Ida Viglino, ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Io vorrei fare alla Giunta una domanda prettamente tecnica. Ho tra le mani la relazione al bilancio di previsione, ora a pagina 6 io vedo scritto il numero dei dipendenti in servizio nel 1972, 1973 e 1974, vorrei sapere se in questo momento sono compresi gli impiegati di ruolo, quelli non di ruolo, gli avventizi, gli incaricati oppure se è soltanto una determinata categoria a essere indicata sotto il numero 796.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - Rispondo al Consigliere Fosson in merito al capitolo 61: questa maggiorazione è stata necessaria perché in base alla legge n. 326 si ritiene che vadano in pensione a tutto il 1975 circa un centinaio di persone, però nell'anno 1974 si prevedono una settantina di pensionamenti.
Per quanto concerne il Consigliere Viglino, devo dire che nel numero 796 è compreso tutto il personale di ruolo, non di ruolo e avventizio a eccezione del personale dei cantieri di lavoro, operai e incaricati.
Categoria IV. Acquisto di beni e servizi dal capitolo 85 al capitolo 116.
Totale spesa: 661.355.615.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Maria Ida Viglino, ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Sono rimasta un po' indietro. Volevo semplicemente chiedere a proposito del personale addetto agli uffici staccati di Roma (capitolo 76) qual è il numero del personale che è distaccato laggiù.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod, ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Capitolo 86: "Spese e pubblicazioni varie e Ufficio Stampa"; chiedo cosa siano queste pubblicazioni.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - Consigliera Viglino, se lei prende la relazione al bilancio, a pagina 4 vede l'elenco del personale; "Personale Ufficio distaccato di Roma n. 4".
Le spese indicate nel capitolo 86 sono quelle che sosteniamo per la pubblicazione della "Pagina regionale" sui giornali locali.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
Bordon (DC) - capitolo 108: "Spese per fitto locali e terreni", vi è una variazione in più di 16 milioni, cos'è che ha provocato questo aumento? Vorrei dei chiarimenti anche a proposito del capitolo III.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Vedendo il capitolo 101 e la previsione per il 1974 di ben 150 milioni, mi ricordo di una polemica molto aspra che era sorta tra il Professor Montesano e l'Avvocato Caveri alcuni anni fa a proposito della facilità con la quale Commissioni e contro Commissioni vengono convocate con espresso e telegramma.
È solo una brevissima raccomandazione visto che arriviamo a un aumento di 40 milioni all'anno, chiedo se fosse possibile fare un po' più attenzione visto che è denaro pubblico.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - Capitolo 108, si tratta di maggiori spese dovute a richieste da parte dell'Assessorato dell'Istruzione Pubblica per l'affitto di locali da adibire a scuole, in modo speciale, qui ad Aosta.
Capitolo III: sono le spese che normalmente ogni anno la Regione affronta per i compensi a estranei all'Amministrazione regionale, rientrano in questa spesa tutti i compensi dovuti per gli incarichi e le perizie che l'Amministrazione regionale fa fare per l'Amministrazione stessa.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Capitolo 116: "Spese per corsi di aggiornamento professionale per il personale".
Desidererei sapere di che tipo sono tali corsi, ma vorrei approfittare del momento per dire in Consiglio quello che ho avuto occasione di far constatare anche al Presidente della Giunta in occasione di certi concorsi che sono stati fatti; dico che sarebbe bene organizzare dei corsi di aggiornamento per il nostro personale sulla lingua francese.
Nel passato ne sono stati fatti con una partecipazione, in un primo tempo, abbastanza assidua del personale, forse perché si era pensato di tenerli durante le ore di lavoro in maniera che non ci fosse la scusa per sottrarsi. Poi questi corsi, pur essendo continuati, sono stati completamente disertati dai dipendenti regionali.
Una constatazione che è stata fatta è questa: noi vediamo che quando si presentano ai concorsi, alle volte, molti dipendenti regionali che dovrebbero essere a conoscenza della lingua francese dimostrano, rispetto ad altri partecipanti ai concorsi, la loro inferiorità proprio nel campo della lingua francese.
Avevamo pensato quindi che fosse necessario ricostituire questi corsi e incitare i vari dipendenti che ne hanno necessità a partecipare.
Vorrei sapere per il momento a cosa servono questi 2 milioni, una cifra insignificante, e insistere presso il Presidente della Giunta per l'istituzione di questi corsi.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - Rispondo molto brevemente. Questi 2 milioni sono stati utilizzati per istituire dei corsi per gli addetti al Centro Meccanografico.
Categoria V. Trasferimenti dal capitolo 121 al capitolo 123.
Totale spesa: 7.000.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
Bordon (DC) - Capitolo 123: "Contributo ai Comuni nelle spese per la corresponsione dell'indennità di carica ai Sindaci"; vorrei sapere se la Giunta ha intenzione di presentare in Consiglio, entro breve tempo, questo argomento.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Albaney, ne ha facoltà.
Albaney (DP) - Questo capitolo è stato messo per memoria. La legge 27.4.1973 n. 22 aveva la durata di un anno; essa rientrerà in vigore quando il Consiglio riterrà opportuno rifinanziarla.
Categoria X. Partite che si compensano nell'entrata, dal capitolo 128 al capitolo 153.
Totale spesa: 6.420.150.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Vorrei chiedere se in generale per le borse di studio per le quali sono stati previsti all'origine dei fondi vi sono delle possibilità di rivalutazione.
Credo che altrimenti tali borse di studio rischiano di essere nettamente inferiori ai sussidi o ad altri tipi di provvidenze che vengono dati non tenendo conto, così rigidamente come le borse di studio, del merito; alcune borse di studio sovente, già da diversi anni credo, vengono accantonate e non possono essere distribuite; sarebbe opportuno invece che venissero portate a un importo tale da renderle appetibili.
D'altronde, essendo distribuite secondo le facoltà e gli indirizzi, permettono forse meglio alla Regione di orientare, secondo le proprie necessità, gli studenti verso alcuni tipi di studi.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Rivedo al capitolo 145: "Gestione fondi per servizio contingentamento e zona franca"; l'Assessore Albaney mi aveva precisato che mi avrebbe risposto nel pomeriggio, non vorrei che, poiché è passato l'argomento, la risposta non venisse data.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod, ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Volevo chiedere, riguardo al capitolo 144: "Gestione per migliorie boschive", se queste migliorie boschive si fanno, dove sono state fatte e dove si prevede di farle.
Sezione III. Azione e intervento in campo sociale.
Categoria V. Trasferimenti, capitolo 158.
Totale spesa: 10.000.000.
Sezione IV. Azione e intervento in campo economico.
Categoria II. Personale, capitolo 163.
Totale spesa: 34.000.000.
Categoria IV. Acquisto di beni e servizi, capitolo 168.
Totale spesa: 10.000.000.
Categoria V. Trasferimenti, capitoli 174 e 175.
Totale spesa: 51.000.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.
Pedrini (PLI) - Capitoli 163 e 168; voglio riprendere un vecchio discorso che era stato fatto in questa sede sulla funivia Buisson/Chamois; io avevo allora previsto che il deficit si sarebbe ogni anno contenuto, infatti siamo passati dai 60-70 milioni di deficit del 1973 ai, grosso modo, 20 milioni attuali e la cifra va sempre diminuendo. È una constatazione che mi fa piacere perché si vede che il problema è stato affrontato e dà i suoi risultati.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Vorrei chiedere al "Vice Assessore Peretto" se i 45 milioni di lire previsti al capitolo 174 non dovrebbero essere aumentati in relazione all'aumento previsto delle entrate della Casa da Gioco di Saint-Vincent; infatti credo che dovrebbe esservi una proporzione tra le due cose.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - ... questo importo di 45 milioni, però in proposito c'è un altro capitolo in cui si prevedono non più 245 ma 285 milioni di entrate per il Comune di Saint-Vincent.
Sezione VI. Oneri non ripartibili.
Categoria VI. Interessi, capitolo 181.
Totale spesa: 335.000.000.
Categoria VII. Ammortamenti, capitolo 187.
Totale spesa: 10.000.000.
Categoria VIII. Poste correttive dell'entrata dal capitolo 192 al capitolo 197.
Totale spesa: 519.500.000.
Categoria IX. Somme non attribuibili dal capitolo 202 al capitolo 206.
Totale spesa: 2.940.000.000.
Titolo II. Spese in conto capitale.
Sezione I. Amministrazione regionale.
Categoria I. Beni e opere immobiliari a carico della Regione dal capitolo 212 al capitolo 219.
Totale spesa: 1.670.000.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Due questioni: vorrei sapere dal Presidente del Consiglio fino a che ora intende continuare la seduta del mattino, perché credo che sia difficile prevedere che possiamo finire in mattinata.
Seconda questione: il capitolo 215, "Spese per la costruzione del fabbricato in Piazza Narbonne di Aosta" è sempre alla memoria?
Vorremmo chiedere all'Assessore ai Lavori Pubblici se sono ancora previste delle spese e se questa lunga vicenda non è conclusa, perché la cosa risale a delle Giunte passate.
Dolchi (Presidente) - L'orientamento sarebbe di finire ciò che concerne l'Assessorato delle Finanze. Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod, ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Capitolo 219: "Spese per la costruzione di fabbricati per alloggi di tipo economico e popolare"; si tratta di quegli alloggi che vengono assegnati anche ai dipendenti regionali? Perché sono a memoria?
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta.
Dujany (DP) - Il capitolo 219 si riferisce a finanziamenti previsti da una legge regionale che concede mutui a favore dei lavoratori dipendenti e di varie categorie. La legge era valida fino al 31 dicembre 1973 e dovrà essere riapprovata dal Consiglio con opportune modifiche, se sarà il caso.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Pollicini, ne ha facoltà.
Pollicini (DP) - Consigliere Andrione: non sono previste ulteriori spese per il fabbricato di Piazza Narbonne; questo perché anche la sistemazione esterna è stata ultimata.
Categoria II. Beni mobili, macchine e attrezzature a carico della Regione dal capitolo 222 al capitolo 224.
Totale spesa: 55.000.000.
Sezione III. Azione e intervento in campo sociale.
Categoria I. Beni e opere immobiliari a carico della Regione.
capitolo 229.
Totale spesa: 10.000.000.
Sezione IV. Azione e intervento in campo economico.
Categoria III. Trasferimenti dal capitolo 235 al capitolo 239.
Totale spesa: 590.156.725.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone, ne ha facoltà.
Manganone (Ind.) - Vorrei sapere se la variazione in più di 40 milioni del capitolo 239 si riferisce alla legge 21 dicembre 1973, n. 40, oppure è intenzione della Giunta varare altri provvedimenti in favore del Comune di Aosta.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Al capitolo 238 non è previsto nessun importo, vorrei sapere se è messo per memoria o se c'è qualche cosa negli allegati che dovrà riferirsi a questo capitolo.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di rispondere l'Assessore Albaney.
Albaney (DP) - Il capitolo 238 verrà eliminato in fase di stesura definitiva, quindi non c'è nessun riferimento nell'allegato F.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Se ho capito bene la risposta dell'Assessore Albaney, con quest'ultimo stanziamento non si farebbe più per il Comune di Aosta quella famosa operazione di cessione del credito, come era stata individuata a suo tempo, e si passerebbe invece a quella nuova impostazione dei 5 miliardi con 2 miliardi e 800 milioni di interessi passivi da pagare.
Categoria IV. Partecipazioni azionarie e conferimenti dal capitolo 245 al capitolo 246.
Totale spesa: 300.000.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - L'Assessore al Turismo Milanesio è presente e quindi ci permettiamo di rivolgergli una domanda. Si è parlato - mi sembra già nella discussione di due anni fa e poi ripetuta l'anno scorso - di un piano di intervento per la sottoscrizione di titoli azionari di Società di funivie, ma quel piano credo sia ancora da preparare.
Noi saremmo grati all'Assessore se volesse provvedere a fornire a tutti i Consiglieri uno stato della situazione finanziaria della maggioranza o della totalità delle funivie esistenti in Valle d'Aosta.
In secondo luogo vorremmo sapere cosa la Regione intende fare: quali sono le Società che intende aiutare e quelle dalle quali intende ritirarsi.
Vorrei però che la questione fosse esposta in maniera chiara e definitiva in modo da non lasciare nell'incertezza azionisti e popolazione locale.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di rispondere l'Assessore Milanesio.
Milanesio (PSI) - Innanzitutto devo dire che non esiste un piano; diciamo che esiste una situazione di fatto, una serie di vicende che hanno portato a queste partecipazioni.
Credo che il Ragionier Peretto abbia una copia di questo elenco perché ne abbiamo discusso non più tardi di un mese fa.
Non esiste invece un programma vero e proprio, esistono le richieste che sono state fatte e le proposte che il sottoscritto aveva fatto alla Giunta regionale in ordine a queste richieste; devo dire che tali richieste di partecipazione che, secondo me, si giustificano tutte, sarebbero da soddisfare.
Le richieste erano superiori alle possibilità di bilancio e quindi si cercò di indicare una priorità nell'intervento. Non rimangono da soddisfare moltissime richieste, credo che con mezzo miliardo circa si potrebbero fare tutti gli aumenti di capitale alle Società che l'hanno richiesto, aumenti che, ripeto, sono giustificabili.
Quello che invece rimane aperto è il problema di seguire queste partecipazioni con unicità di indirizzo; fino ad oggi queste Società vengono abbandonate ai Consigli di Amministrazione che vengono nominati secondo vari criteri: luogo di residenza, amicizie varie, partito di appartenenza, eccetera, ma in realtà non si raccolgono mai notizie sul funzionamento di queste Società se non quando si scopre che bisogna aumentare il capitale per evitare il crollo della Società, oppure quando si scopre che magari la Società ha cambiato addirittura azionisti di maggioranza, ha venduto il pacchetto.
Per ovviare a questo inconveniente, si è costituita una Commissione che dovrebbe seguire le partecipazioni regionali e che è presieduta dal Presidente della Giunta, e composta dall'Assessore alle Finanze, dall'Assessore al Turismo e da due tecnici della Regione (il Dottor Tambosco, mi pare, e il Ragionier Peretto); questa Commissione si è riunita una volta poi c'è stata la preparazione del bilancio e non si è più riunita.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Io vorrei solo chiedere all'Assessore al Turismo, sentito quello che è stato detto in questo momento, cioè che le richieste sono molto superiori a quelle che sono state iscritte nel bilancio, se la scelta prioritaria di partecipazione sarà portata in Consiglio oppure se sarà chiesta delega alla Giunta in questo momento, perché noi non intenderemmo dare questa delega, ma desidereremmo che la cosa venga sottoposta al Consiglio.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Milanesio.
Milanesio (PSI) - La questione è di competenza del Consiglio, però invito il Ragionier Peretto a trasmettere ai Capi Gruppo e ai Consiglieri l'elenco delle richieste di partecipazione azionaria, in questo modo il Consiglio potrà anche discutere con cognizione di causa quando verranno presentate delle proposte.
Sappiamo quali sono i mezzi che il bilancio ci mette a disposizione - pochi, secondo me - esaminiamo le richieste, poi decideremo sugli ordini di priorità; non sono state nel frattempo presentate altre richieste, quindi la fotografia della situazione di un mese fa è ancora corrispondente all'attuale.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Chabod, ne ha facoltà.
Chabod (DC) - In relazione al capitolo 251 vorrei raccomandare alla Giunta o all'Assessore al Turismo di seguire un po' più da vicino i nostri rappresentanti in seno a questa Società perché purtroppo tante volte sembra che siano un po' "teste di legno" che non fanno niente e non cercano di portare avanti il problema.
Categoria V. Concessione di crediti e di garanzie per finalità produttive, dal capitolo 248 al capitolo 264.
Totale spesa: 3.789.580.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Borbey, ne ha facoltà.
Borbey (DC) - Vorrei prima ritornare al capitolo 249, perché ritengo di non essere soddisfatto della risposta che mi ha dato l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, faccio quindi appello al Consiglio intero.
Si ricorderà il Consiglio di quando abbiamo discusso il problema della fideiussione; in quell'occasione l'Assessore Lustrissy aveva espressamente detto che i lavori non sarebbero andati all'appalto se prima non veniva verificata la volontà del Consorzio in merito a queste opere. Dalla risposta che mi ha dato prima sembra che l'Assessore dica: "non è di mia competenza".
Il Consorzio, che deve riunire il Direttivo del Consorzio, non lo riunisce e i lavori vanno in appalto lo stesso senza tener conto di quello che è stato detto in quest'aula e delle promesse fatte.
Durante quella discussione, durata quasi una giornata, ho sentito interventi del Consigliere Manganoni e della Consigliera Chanoux nei quali essi hanno dichiarato che erano favorevoli appunto a concedere questa fideiussione, ma chiedevano espressamente all'Assessore di prendere contatti con il Consorzio per la convocazione del Consorzio stesso.
Chiedo quindi all'Assessore se può interessarsi a questo problema, altrimenti mi riservo di presentare una mozione in merito.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Chanu, ne ha facoltà.
Chanu (DP) - Il Consigliere Borbey potrebbe riservarsi di richiedere direttamente ai consorzisti, i quali in un certo numero possono farlo d'ufficio, la convocazione del Consorzio.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Borbey, ne ha facoltà.
Borbey (DC) - In quest'aula non c'è stato l'impegno del Consigliere Borbey di chiedere a determinati consorzisti di riunire il Consorzio, c'è stato invece l'impegno dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste di intercedere presso il Direttivo per la convocazione del Consorzio prima di dare il via alla fideiussione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare l'Assessore Lustrissy, ne ha facoltà.
Lustrissy (DP) - La fideiussione non è stata ancora concessa e non verrà concessa finché il Consorzio non provvederà all'approvazione del progetto.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Chabod, ne ha facoltà.
Chabod (DC) - Al capitolo 251 si prevede una variazione in più di 56.150.000, vorrei sapere la ragione.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Albaney per la risposta.
Albaney (DP) - Consigliere Chabod, l'aumento di 56.150.000 è dovuto alla legge regionale 30 gennaio 1973, n. 4, quindi è una variazione in più dovuta a una legge approvata dal Consiglio regionale.
Sezione V. Azione e intervento nel campo delle abitazioni.
Categoria III. Trasferimenti dal capitolo 265 al capitolo 267.
Totale spesa: 410.000.000.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey, ne ha facoltà.
Borbey (DC) - Un piccolo invito inerente ai contributi per l'edilizia economica e popolare.
Sappiamo che questi mutui sono stati elevati a 7 milioni. A chi costruisce oggi, per i costi che aumentano di giorno in giorno, all'operaio ad esempio che può beneficiare di questa legge, serve anche la più piccola riduzione di spesa, quindi invito la Giunta, se può, a prendere accordi con le banche in modo da far fare le perizie non a degli Ingegneri, ma a dei Geometri.
Si tratta di piccole perizie, ma che alle volte vengono a costare 80 mila lire. Sono d'altronde perizie che potrebbero benissimo essere fatte da Geometri, anche perché alla categoria dei Geometri appartengono 350 persone, tutte iscritte all'Albo Professionale, e non 30 o 40 come alla categoria degli Ingegneri, inoltre è un campo prettamente adatto ai Geometri e non agli Ingegneri.
Questa proposta non deve creare contrasto tra le due categorie, ma deve permettere un risparmio di 30-40 mila lire a chi beneficia del mutuo.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Manganone, ne ha facoltà.
Manganone (Ind.) - Concordo con la proposta fatta dal Consigliere Borbey, perché è veramente giusta e poi questo rientra anche nelle nostre competenze.
Dolchi (Presidente) - Il gruppo dei Geometri è così folto in questo Consiglio, ed è così ben ripartito in tutti i Gruppi, che certamente la Giunta terrà in considerazione la raccomandazione.
Sezione VI. Oneri non ripartibili.
Categoria VI. Somme non attribuibili, capitoli 270 e 271.
Totale spesa: 3.490.000.000.
Titolo III. Rimborso prestiti dal capitolo 278 al capitolo 287.
Totale spesa: 297.461.660.
Dolchi (Presidente) - Signori Consiglieri, siamo in perfetto orario, la seduta è tolta, i lavori del Consiglio riprenderanno oggi pomeriggio alle ore 16,00.
Si raccomanda la puntualità.
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La seduta è tolta alle ore 12,59.
