Oggetto del Consiglio n. 243 del 28 giugno 1977 - Verbale
OGGETTO N. 243/77 - ISCRIZIONE IN VIA D'URGENZA ED APPROVAZIONE DI UN ORDINE DEL GIORNO DI SOLIDARIETÀ VERSO OTTO LAVORATORI DELLA SOCIETÀ COGNE SOTTOPOSTI AD AZIONE GIUDIZIARIA PER MANIFESTAZIONI A CARATTERE SINDACALE.
Il Vice Presidente CHABOD riferisce al Consiglio in merito ad una richiesta del Consigliere Pollicini per l'iscrizione, in via d'urgenza, all'ordine del giorno dell'odierna adunanza consiliare di un ordine del giorno di solidarietà verso otto lavoratori della Società Cogne sottoposti ad azione giudiziaria per manifestazioni a carattere sindacale.
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Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,
Rilevato che l'azione giudiziaria intrapresa nei confronti di otto dipendenti della Società Nazionale Cogne, a seguito di manifestazioni a carattere sindacale, tendenti ad evitare la messa in liquidazione dell'azienda, rappresenta un elemento di grave preoccupazione che contribuisce ad aggravare la già pesante situazione cui sono soggetti i lavoratori;
Constatato che tali manifestazioni, ampiamente motivate dallo stato di estremo disagio in cui i lavoratori della Cogne si sono venuti a trovare a causa della fallimentare gestione da parte dell'ex presidente del soppresso Egam e della mancata attuazione di una qualsiasi politica nell'ambito delle Partecipazioni Statali, si sono di fatto concretizzate in una pacifica e civile azione di protesta, nella quale non si possono individuare atti che giustifichino una così decisa presa di posizione da parte della Magistratura;
Rilevata la giustificata presa di posizione delle Organizzazioni sindacali, tesa ad una collettiva autodenuncia, nell'eventualità che i provvedimenti in atto possano sfociare in ulteriori prese di posizione da parte dei competenti organi giudiziari;
CONDANNA
fermamente chi si è prestato a sollecitare l'intervento della Magistratura;
CONSIDERA
le denunce ai lavoratori Cogne come rivolte a tutti i lavoratori, alle forze sindacali, sociali e politiche della Valle d'Aosta che rispondevano con quella manifestazione alla drammatica situazione delle aziende Egam;
ESPRIME
la propria totale incondizionata solidarietà agli otto lavoratori colpiti dai procedimenti giudiziari, auspicando che l'autorità giudiziaria, pur nella più completa autonomia decisionale, tenga conto delle profonde motivazioni di carattere sociale che hanno caratterizzato le manifestazioni, poste in essere in una congiuntura particolarmente difficile per la salvaguardia dei posti di lavoro presso la Nazionale Cogne, la cui attività costituisce tuttora il cardine attorno a cui ruota l'intera economia valdostana.
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Trattandosi di oggetto non iscritto all'ordine del giorno dell'adunanza, il Vice Presidente CHABOD, ai sensi del secondo comma dell'articolo 50 del Regolamento interno del Consiglio, propone che il Consiglio deliberi di inserire il predetto argomento tra gli oggetti da trattare nell'adunanza in corso.
IL CONSIGLIO
Richiamato l'articolo 50 del Regolamento interno del Consiglio; ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trenta), espressi per alzata di mano;
DELIBERA
di inserire la trattazione del precitato ordine del giorno tra gli argomenti da esaminare nell'adunanza in corso.
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Il Vice Presidente CHABOD dichiara quindi aperta la discussione sull'ordine del giorno di cui trattasi.
Il Consigliere PEDRINI afferma che in Consiglio regionale si approva sempre tutto per paura dell'opinione pubblica.
Dichiara che il Partito Liberale non ha firmato l'ordine del giorno in esame perché non vuole avallare il fatto che dei lavoratori, per ottenere vantaggi a loro favore, danneggino degli altri lavoratori.
Sostiene che la maggioranza della popolazione è della sua stessa opinione, ma non ha il coraggio di dirlo perché si è instaurato un clima di paura.
Sottolinea il fatto che il Partito Liberale è vicino ai lavoratori della Cogne, è disposto a difendere il loro posto di lavoro, il loro stipendio, ma, a suo parere, non è bloccando il traffico stradale che si riuscirà a risolvere i gravi problemi della Cogne.
Il Consigliere PARISI dichiara che gli avvenimenti di cui tratta l'ordine del giorno sono avvenuti perché manca una regolamentazione del diritto di sciopero.
Sostiene che libertà di sciopero significa anche libertà di lavorare per chi non vuol scioperare.
Fa risalire la responsabilità del blocco stradale non ai lavoratori, ma ai Sindacati.
Ritiene vergognoso intervenire con un ordine del giorno presso la Magistratura perché non applichi la legge, in un momento in cui l'Italia è soffocata da atti di violenza.
Il Consigliere POLLICINI inizia il suo intervento polemizzando col Consigliere PARISI, dicendosi lieto che l'ordine del giorno non accolga l'unanimità dei voti, perché, a suo avviso, tale unanimità sarebbe stata inquinata dal voto fascista.
Ritiene che il documento in discussione rappresenti un doveroso atto di solidarietà verso i lavoratori della Cogne.
Ammette che essi sono ricorsi ad una forma di sciopero che può aver disturbato altri cittadini, ma si dice convinto che tale forma di lotta non è stata effettuata per piacere, ma con lo scopo di richiamare l'attenzione del Governo.
Il Consigliere TAMONE dichiara che il Gruppo dell'Union Valdôtaine è favorevole all'approvazione dell'ordine del giorno soprattutto per una questione di giustizia.
Sostiene infatti che i lavoratori che hanno preso parte al blocco stradale sono stati duemila, mentre la Magistratura ha incriminato solo otto lavoratori non si sa su quali basi.
A suo avviso, se nell'azione degli operai della Cogne era configurabile un reato, dovevano essere incriminati tutti coloro che vi hanno preso parte.
Conclude invitando a sdrammatizzare la situazione e a vedere nell'ordine del giorno solo un atto di solidarietà verso gli otto incriminati che, a suo parere, non hanno una colpa maggiore degli altri.
Il Consigliere MONAMI dichiara che, a suo avviso, il Consiglio regionale deve condannare fermamente le posizioni ipocrite di chi condanna gli scioperi evocando la parola libertà.
Sottolinea che gli operai della Cogne con la loro azione non intendevano difendere solo il loro posto di lavoro, ma l'intera economia valdostana che non può essere fondata sul solo turismo, ma anche sull'industria. La Magistratura, a giudizio del Gruppo comunista, pur nel rispetto della sua ampia autonomia, dovrebbe tener conto del fatto che in azioni come quella su cui si discute vi è sempre collateralmente la responsabilità della classe padronale e di coloro che da trent'anni detengono le sorti dell'economia italiana.
Fa rilevare che il Partito comunista intende difendere gli interessi dei lavoratori perché è convinto che in tal modo si difendano anche gli interessi della Regione. Conclude sostenendo che i lavoratori della Cogne hanno attuato un'azione che ha causato danno e disagio ad altri lavoratori, per sensibilizzare coloro che non sono direttamente toccati dal problema della Cogne, ma soprattutto per attirare l'attenzione del Governo.
Il Consigliere BORDON, pur esprimendo la massima comprensione verso gli operai della Cogne, ritiene che la protesta poteva attuarsi sotto altra forma perché, concordando con Pedrini, ritiene che non si possa per le proprie necessità limitare la libertà degli altri.
Sottolinea che, da parte del Gruppo democristiano, non si intende limitare l'operato della Magistratura o creare un precedente per cui chi viola la legge possa restare impunito, ma si intende chiedere alla Magistratura di valutare anche il movente ed i motivi che hanno portato all'incriminazione di solo otto lavoratori.
Dato che il Consigliere Pedrini si sarebbe dichiarato disposto a votare l'ordine del giorno, qualora fosse opportunamente emendato e, ritenendo che su problemi di così vitale importanza si debba tendere alla massima unitarietà, propone una sospensione per concordare eventuali emendamenti all'ordine del giorno.
Il Consigliere PEDRINI fa rilevare che nella lettera inviata al Presidente del Consiglio dal Consigliere Pollicini non è stato citato il Partito Liberale che, pur non concordando sul testo dell'ordine del giorno, era presente alla riunione.
Si dichiara disposto a votare per l'approvazione dell'ordine del giorno qualora venga emendato in modo da renderlo accettabile anche dalla Magistratura.
Conclude affermando che se il Consiglio regionale vorrà invece fare una prova di forza, il Partito Liberale intende rimanere nell'ordine e nella legalità.
Il Consigliere POLLICINI, in risposta al Consigliere Pedrini, precisa che nella lettera sono citate le forze politiche che hanno concordato l'ordine del giorno.
Il Vice Presidente CHABOD pone ai voti la proposta di sospensione della seduta formulata dal Consigliere Bordon.
Si dà atto che il Consiglio approva la proposta di sospensione della seduta all'unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: ventisei).
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Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore undici e minuti sette alle ore undici e minuti quattordici.
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Il Consigliere PEDRINI presenta e illustra brevemente un emendamento consistente nella soppressione, alla settima riga del secondo capoverso, delle parole: "pacifica e civile".
Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in questione, invita il Consiglio a procedere alla votazione per l'approvazione dell'ordine del giorno di cui trattasi, nel testo modificato come da emendamento concordato tra i rappresentanti dei vari Gruppi consiliari.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Vice Presidente CHABOD accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trenta), ha approvato il sottoriportato ordine del giorno:
ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta;
Rilevato che l'azione giudiziaria intrapresa nei confronti di otto dipendenti della Società Nazionale Cogne, a seguito di manifestazioni a carattere sindacale tendenti ad evitare la messa in liquidazione dell'azienda, rappresenta un elemento di grave preoccupazione che contribuisce ad aggravare la già pesante situazione cui sono soggetti i lavoratori;
Constatato che tali manifestazioni, ampiamente motivate dallo stato di estremo disagio in cui i lavoratori della Cogne si sono venuti a trovare a causa della fallimentare gestione da parte dell'ex Presidente del soppresso EGAM e della mancata attuazione di una qualsiasi politica nell'ambito delle Partecipazioni Statali, si sono di fatto concretizzate in un'azione di protesta, nella quale non si possono individuare atti che giustifichino una così decisa presa di posizione da parte della Magistratura;
Rilevata la giustificata presa di posizione delle Organizzazioni Sindacali, tesa ad una collettiva autodenuncia, nell'eventualità che i provvedimenti in atto possano sfociare in ulteriori prese di posizione da parte dei competenti organi giudiziari;
CONDANNA
fermamente chi si è prestato a sollecitare l'intervento della Magistratura;
CONSIDERA
le denunce ai lavoratori Cogne come rivolte a tutti i lavoratori, alle forze sindacali, sociali e politiche della Valle d'Aosta che rispondevano con quella manifestazione alla drammatica situazione delle aziende EGAM;
ESPRIME
la propria totale incondizionata solidarietà agli otto lavoratori colpiti dai procedimenti giudiziari, auspicando che l'Autorità giudiziaria, pur nella più completa autonomia decisionale, tenga conto delle profonde motivazioni di carattere sociale che hanno caratterizzato le manifestazioni, poste in essere in una congiuntura particolarmente difficile per la salvaguardia dei posti di lavoro presso la Nazionale Cogne, la cui attività costituisce tuttora il cardine attorno a cui ruota l'intera economia valdostana.
Il Consiglio prende atto.
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