Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2862 del 20 novembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2862/XI Parere sul disegno di legge costituzionale n. 1238 recante "Modifiche agli statuti delle Regioni a statuto speciale".

Deliberazione Il Consiglio

Considerato che l'articolo 50, terzo comma, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, dispone che i progetti di modificazione dello Statuto di iniziativa governativa o parlamentare, siano comunicati dal Governo della repubblica al Consiglio regionale il quale esprime il suo parere entro due mesi;

Rilevato che con nota in data 24 settembre 2002, il Ministro per gli Affari regionali ha trasmesso, ai fini dell'acquisizione del parere di cui all'articolo 50, terzo comma, dello Statuto speciale, il disegno di legge costituzionale n. 1238 di iniziativa dei senatori Rollandin ed altri recante "Modifiche agli statuti delle regioni a statuto speciale";

Visto il parere della I Commissione consiliare permanente;

Esprime

parere sul disegno di legge costituzionale n. 1238 recante "Modifiche agli statuti delle regioni a statuto speciale".

Allegato

(Omissis)

Président Collègues conseillers, le troisième alinéa de l'article 50 du Statut spécial pour la Vallée d'Aoste dispose actuellement que tout projet de modification du présent Statut émanant du Gouvernement de la République ou du Parlement est transmis par ledit Gouvernement de la République au Conseil régional, qui exprime son avis dans les deux mois qui suivent. Le 24 septembre 2002 le Ministre des affaires régionales, M. La Loggia, nous a transmis le projet de loi constitutionnelle n° 1238, présenté le 14 mars 2002 par le Sénateur Rollandin, Thaler Ausserhofer, Andreotti, Kofler, Peterlini, Michelini, Betta, Ruvolo et Salzano, portant: "Modifiche agli statuti delle Regioni a statuto speciale".

Pour la première fois, donc, le Conseil régional est appelé à exprimer son avis sur le projet de loi en question. Le 8 novembre dernier la Ière Commission permanente du Conseil, saisie de la question, a donné son avis favorable. Je me bornerai à rappeler, pour le contenu de ce projet, qu'il porte modifications de ce même article 50, 3ème alinéa, sur la base duquel nous sommes en train de discuter en ce moment. L'article en question prévoit, dans le texte qui a été présenté, une modification, dans ce sens: "Modifiche agli statuti delle Regioni a statuto speciale". Il s'agit d'une modification qui nous concerne portée à l'article 2 du projet de loi, alors que l'article 1er concerne la Région Sicile, l'article 3 la Région Sardaigne, l'article 4 la Région du Trentin Haut Adige, l'article 5 la Région du Frioul Vénétie Julienne.

Ces quatre Régions, étant également saisies de la question, sont en train de l'examiner et certaines d'entre elles ont déjà prévu au calendrier une décision de l'assemblée dans les prochains jours, mais, à notre connaissance, aucune d'entre elles n'a encore formellement délibéré son propre avis. Je ne m'étendrai pas davantage sur ce projet de loi, je pense que la question de la "previa intesa" a déjà fait l'objet à maintes reprises de discussion dans cette Assemblée. Le rapport présenté à la loi constitutionnelle d'ailleurs rappelle quelles sont les raisons fondamentales pour lesquelles il serait souhaitable, à l'avis des Sénateurs proposants, de modifier ainsi les statuts spéciaux.

La discussion est ouverte. La parole au Conseiller Rini.

Rini (UV) Come ben sappiamo, la legge costituzionale del 2001 non aveva recepito un emendamento che l'Onorevole Caveri aveva introdotto nella Commissione Affari costituzionali, emendamento che avrebbe sancito il principio dell'intesa fra Governo e Consiglio regionale in caso di modifica dello Statuto, emendamento che già all'epoca questo Consiglio aveva voluto fortemente. Questo fatto fra l'altro ha fatto sì che la riscrittura di un nuovo Statuto per la Valle d'Aosta, come ci si era prefissati nel programma di legislatura, fosse temporaneamente accantonato in considerazione del rischio di uno stravolgimento dello stesso da parte del Parlamento a danno degli interessi della nostra Regione.

È per questi motivi che ritengo ottima e da sostenere l'iniziativa del Senatore Rollandin ed altri tendente a sostituire il 3° comma dell'articolo 50 del nostro Statuto, prevedendo che le modifiche allo stesso debbano essere approvate previa intesa con questo Consiglio. Sono ottimista e certo che l'abilità e la credibilità del Senatore valdostano - credibilità e abilità che abbiamo avuto modo di apprezzare anche ultimamente, per esempio, per quanto riguarda l'approvazione dell'emendamento alla legge cosiddetta "Moratti" - faranno sì che il Governo approvi questo disegno di legge importantissimo per la nostra Regione. Con l'approvazione di questa legge questo Consiglio potrà impegnarsi nella stesura di un nuovo Statuto senza il rischio che ho appena evidenziato.

Per questi motivi credo che sia più che opportuno un parere favorevole da parte di tutto il Consiglio, anche per far sapere al Governo che l'iniziativa del Senatore Rollandin è condivisa da tutti i consiglieri che nel loro insieme rappresentano la totalità dei Valdostani.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Volevo esprimere brevemente la mia opinione su questo disegno di legge costituzionale, che peraltro - a differenza di quanto appena sostenuto dal Consigliere Rini - non è "riferito" direttamente al Governo, ma il parere è indirizzato piuttosto alle Camere, che dovranno approvarlo con le quattro votazioni previste dalla Costituzione. Volevo esprimere il mio parere personale partendo da una difficoltà argomentativa perché, dal punto di vista dei principi, penso che sia innegabile poter e dover sostenere che il principio dell'intesa è un principio giusto. È corretto che due entità autonome abbiano la stessa potestà legislativa costituzionale quando si tratta di materia costituzionale riservata alla Regione. Non ritengo neanche che ci sia una qualche invasione di competenze della Regione in materia costituzionale perché allo Stato sarebbe comunque riservata tutta la materia costituzionale, salvo quella degli statuti speciali dove è giusto che le Regioni possano dire la loro, possano anche opporre resistenza, legittima resistenza, di fronte ad iniziative in ipotesi non condivise o addirittura aberranti da parte di un parlamento nazionale.

Nonostante ciò, ho delle perplessità sul modo in cui viene rappresentata l'intesa, perché io credo che una formulazione legislativa tanto netta e tanto generalizzata potrà comportare dei problemi quando si passerà dalla teoria alla pratica, cioè io ritengo che il fatto di chiedere di disciplinare tutta la materia statutaria attraverso il principio dell'intesa possa portare a dei veti, a degli impedimenti e a degli appesantimenti istituzionali inopportuni. A mio giudizio sarebbe stato meglio sviluppare una riflessione che consentisse di limitare, rafforzandolo, il principio dell'intesa su alcune questioni essenziali, non generalizzandolo ad ogni minima modifica costituzionale riguardante lo Statuto. C'è infatti il rischio di instaurare un conflitto perenne fra Regione e Stato… mi sembra una modalità discutibile questa… È per questo motivo che personalmente non mi sento di aderire tout court a questa proposta che peraltro nei principi generali condivido.

Faccio poi presente, ma sono questioni di dettaglio, che la proposta di legge contiene nella relazione un azzardo storico parlando di carattere pattizio degli statuti - storicamente è molto discutibile la natura pattizia del nostro Statuto, come degli altri statuti -, è una teoria politica che è un po' in itinere, che è stata inventata per giustificare certe posizioni politiche e anche certe richieste politiche legittime, ma che non trovano adeguato sostegno storico.

Vi è poi un'altra piccola svista che segnalo - lo ha fatto prima di me qualcun altro in commissione -: si fa riferimento, per quanto riguarda la Valle d'Aosta, al "Consiglio regionale" quando il nostro Consiglio si chiama "Consiglio della Valle", anche se poi lo sappiamo che nello Statuto, così come risulta dall'ultimo aggiornamento, i due termini vengono utilizzati entrambi. Riterrei opportuno che si tornasse alla dizione di "Consiglio della Valle" che meglio caratterizza il nostro Consiglio e anche la sua particolarità di essere sorto prima degli altri Consigli regionali d'Italia. Per queste ragioni non esprimerò un voto favorevole su questa proposta di legge, ma il mio voto, e credo il voto del nostro gruppo, sarà un voto di astensione.

Président La parole au Conseiller Piccolo.

Piccolo (SA) Non possiamo che esprimere parere favorevole alla proposta di legge presentata dai nostri Parlamentari ed altri, una proposta che va quindi a riproporre quanto questo Consiglio ha più volte richiesto con vari ordini del giorno ed incontri in varie commissioni a livello parlamentare durante il precedente Governo di Centro-Sinistra e che comunque non aveva allora e non ha ancora oggi sortito alcun effetto. Il testo di legge prevede che la modifica degli statuti delle Regioni a statuto speciale avvenga con la "procedura dell'intesa", aspetto questo che era già stato uno dei punti critici ai tempi dell'approvazione della modifica del titolo V della Costituzione. Proprio in quel momento, da parte di tutti a livello regionale, c'era stata una valutazione negativa sull'assenza di questo principio in quanto le modifiche devono essere operate, come credo sia comprensibile sotto il profilo logico, ma ancora più sotto quello costituzionale, con la presenza della regione interessata.

Questo è il punto qualificante del testo che prevede la stessa procedura per tutte le Regioni a statuto speciale, testo presentato sia alla Camera che al Senato con la firma dei Parlamentari delle regioni interessate. Questo principio è alla base delle possibilità reali per addivenire ad una modifica seria degli statuti speciali. Ci auguriamo pertanto che questo provvedimento, che porta la firma dei Parlamentari rappresentanti delle Regioni a statuto speciale, possa finalmente avere l'assenso del Parlamento, che è pregiudizievole per la futura revisione dello Statuto speciale della nostra Regione, che necessita di essere modificato, e che infine trovi anche l'assenso unanime di questo Consiglio.

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Quando si è parlato di riforme in generale, in particolare dello Statuto, abbiamo sempre espresso il nostro parere, anche in questa occasione ci sentiamo di esprimerlo, anche se non è conforme a quello della maggioranza di questo Consiglio.

Certamente nessuno più di noi è convinto che debba essere la Valle d'Aosta a decidere il suo futuro, il suo governo e in particolare il proprio Statuto speciale, ma deve essere altrettanto chiaro che lo Statuto speciale, promulgato nel 1948, è lo Statuto di tutti, non solo della maggioranza che governa la Regione nel momento in cui questo viene rivisto. Vedete, colleghi, noi siamo convinti che l'autonomia non si difenda a "colpi di maggioranza", come non si difende con l'arroganza e l'autoritarismo. In democrazia ci sono delle regole da rispettare, innanzitutto sul come si determina il consenso al nostro interno. Con questo non chiediamo che le minoranze si possano sostituire alle maggioranze, perché non sarebbe democratico: domandiamo sempre e comunque di poterci confrontare e di poter esprimere il nostro pensiero e, per quanto possibile, di poter decidere assieme su ciò che si deve fare.

Prima di entrare nel merito del disegno di legge, è bene chiarire che noi non siamo stati eletti in questo Consiglio per fare i notai e quindi per registrare tutte le richieste che provengono dalla maggioranza o da una parte di essa. Questo compito lo lasciamo alle forze di maggioranza, che con "l'Union Valdôtaine" hanno governato e governano la Regione nella legislatura che sta per chiudersi; questo privilegio è riservato a quelle forze che con "l'Union Valdôtaine" hanno seguito ed affrontato il dibattito sulle riforme istituzionali, sbagliando a nostro avviso nel modo e nella forma sia a livello regionale, sia a livello nazionale.

In questi giorni mi sono andato a rileggere i resoconti dei dibattiti, i documenti approvati, le dichiarazioni dei nostri ex Parlamentari sull'argomento oggi in discussione. Devo dirvi che non pensavo, o non ricordavo, che una riforma statutaria potesse scatenare tanta fantasia in alcuni addetti ai lavori. Non pensavo, e ve lo dico con sincerità, che ci fossero tanti aspiranti costituzionalisti dell'ultima ora. Per questo vi domando se può essere giustificato chiedere l'introduzione del concetto di intesa per ogni iniziativa di modifica dello Statuto, è giusto che venga conferita alle regioni la possibilità di esercitare il potere di veto che la Costituzione non le riconosce? Con questi emendamenti che si pongono infatti, noi deleghiamo il potere di veto alle regioni. È giusto che il Parlamento, per il ruolo che gli compete, faccia solo da notaio alle decisioni che questo Consiglio intende prendere? Per noi l'autonomia non è anarchia, né il mezzo per fare ciò che ci piace, come pure il Parlamento non deve decidere, senza la ricerca di una soluzione ai problemi, sulla testa delle regioni.

Nessuna riforma deve essere calata dall'alto, ma deve essere elaborata nel rispetto del metodo consensuale: su ogni testo deve esprimersi il Consiglio regionale e il Parlamento, ci deve essere la ricerca consensuale alle decisioni che si devono prendere e tutto deve avvenire nel rispetto dei ruoli che la Costituzione assegna a ciascuna delle parti. Qui, quando si decide, occorre essere in due a dire di sì. Credo che il Centro Destra, anche per quanto concerne la Valle d'Aosta, può indurre a difendersi - viste le prese di posizione che ci sono state -, a prevenire certi abusi di potere e attacchi alla nostra autonomia, può indurre anche noi a chiedere i pieni poteri, ma attenti, tenete presente che non si può richiedere di vincolare la Costituzione al parere di una regione o di più regioni! Non si può ignorare che la Costituzione è la garanzia per la vita e la sopravvivenza delle autonomie, quello che ci salvaguarda è la Costituzione, non si può dimenticare che è la Costituzione a sancire, fin dal 1948, la nostra autonomia! Detto questo, credo che anche voi colleghi della maggioranza dobbiate tener presente che il federalismo, di cui tanto si parla, non può nascere dal disordine e dalla prepotenza, in base ai quali, in tema di competenze, ogni regione prende ciò che crede, senza rispettare le regole della Costituzione! Non ci può essere nessuna regione che prende ciò che vuole, senza rispettare la nostra Costituzione; in questo caso si crea molto disordine e non è più federalismo! La legge costituzionale n. 3/2001, recante modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione, anche se non prevede la previa intesa, contiene modifiche importanti ed in linea con la nostra autonomia; questo è stato riconosciuto da tutti, anche da voi, e dai Parlamentari valdostani presenti nella precedente legislatura. Il legislatore allora non impose nessun arretramento, non ebbe paura - come qualcuno affermò - delle autonomie speciali…

(interruzione del Consigliere Cottino, fuori microfono)

… allora non hai capito il mio discorso, stai più attento, Consigliere Cottino: ho detto che, quando fu predisposta la legge n. 3/2001, furono riconosciuti da tutti, anche da voi e dai Parlamentari valdostani presenti nella precedente legislatura, degli aspetti positivi, perché il legislatore allora non impose nessun arretramento, non ebbe paura delle autonomie speciali, come qualcuno affermò e il legislatore non attentò in quel momento, perché ne abbiamo avuti i benefici, alle autonomie delle regioni! Non fu autoritario, come qualcun altro disse, anzi, più o meno tutte le richieste presentate, al di fuori di quella contenuta nella legge costituzionale oggi in discussione, furono accolte. Ritengo quindi che questo vostro comportamento sia sbagliato, che non tenga conto di quello che c'è e di quello che si può ottenere in base a quanto prevede la Costituzione italiana, che è la "difesa" del nostro Statuto speciale e la difesa della nostra autonomia e la concertazione, il confronto, il dialogo sono alla base di tutte le intese che si devono raggiungere fra la periferia e il centro. Non vogliamo l'autoritarismo degli altri, né vogliamo noi usarlo nei confronti del centro.

Con questo discorso chiudo il mio intervento, perché ho già parlato abbastanza per esprimere il mio pensiero, e ribadisco il nostro voto di astensione sul disegno di legge.

Président La parole au Conseiller Nicco.

Nicco (GV-DS-PSE) Ribadisco anche in aula la valutazione positiva già espressa in commissione sul disegno di legge costituzionale n. 1238 ad iniziativa del Senatore Rollandin ed altri. È un disegno di legge che ripropone l'introduzione della procedura dell'intesa per le modificazioni dello Statuto della Valle d'Aosta e in questo caso per tutte le Regioni a statuto speciale. È una questione di cui abbiamo più volte discusso, in particolare in occasione dell'esame dei disegni di legge costituzionale: "Disposizioni concernenti l'elezione diretta dei Presidenti delle Regioni a statuto speciale" e "Ordinamento federale della Repubblica". Nulla ho da aggiungere nel merito a quanto allora affermato, ovvero che la pari dignità - e vorrei ricordarlo ai colleghi Curtaz e Beneforti -, che noi giustamente sempre rivendichiamo, non può prescindere dall'intesa nella modificazione della carta fondamentale che regola i rapporti fra la Valle d'Aosta e lo Stato.

Mi limito per il resto a ribadire anche in questa sede la richiesta ai proponenti, che ho fatto già in commissione e che è stata richiamata dal collega Curtaz, di sostituire la dizione di "Consiglio regionale" con quella di "Consiglio della Valle" per le ragioni anche qui già altre volte espresse, specie nella seduta consiliare del 21 marzo 2001 a cui rinvio direttamente. Si tratta della dizione che fra l'altro è utilizzata nel comma secondo dello stesso articolo 50 dello Statuto, oggetto di modificazione con questo disegno di legge costituzionale. Sostituzione su cui peraltro già il Senatore Rollandin in sede di audizione si è espresso positivamente, ma che mi pare opportuno espressamente qui ribadire. Sulle altre questioni che sono state sollevate, in particolare dai colleghi Rini e Beneforti, avremo modo di ritornare ampiamente in seguito.

Président Avant de donner la parole au Conseiller Frassy je rappelle que cette suggestion n'est pas retenue formellement dans le texte de l'avis à formuler. Si les conseillers souhaitent qu'elle y figure expressément, il faut que cela soit formalisé avant la fin de la discussion générale.

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Il parere che il Consiglio deve esprimere su questo disegno di legge costituzionale riprende il dibattito che questo Consiglio a più riprese aveva già affrontato sul concetto del principio di federalismo e del principio dell'intesa fra istituzioni all'interno del concetto dell'unità statuale. Dobbiamo dire che, dal punto di vista dell'analisi storica, avevamo già espresso le nostre perplessità su quella che potesse essere la concezione, che invece altri colleghi ritengono essere a presupposto storico dell'autonomia, cioè l'intesa e il patto fra Stato e regioni; la nostra analisi storica differisce da questa impostazione. Al di là di quella che è l'analisi storica, vanno fatte però delle valutazioni su quella che può essere all'atto pratico la previsione di un meccanismo come quello che verrebbe introdotto da questa proposta di legge costituzionale.

L'analogia con le Regioni a statuto ordinario è un'analogia che riteniamo sostenibile fino ad un certo punto; non dimentichiamo che le Regioni a statuto ordinario hanno piena e totale autonomia di modificazione e di variazione del loro statuto con legge regionale in quanto le competenze delle Regioni a statuto ordinario sono attribuite direttamente dalla Costituzione per esclusione rispetto all'elencazione dell'articolo 116 delle competenze riservate allo Stato. Paradossalmente le Regioni a statuto speciale hanno una specialità che le priva della possibilità di modificare il proprio statuto se non con il procedimento della legge costituzionale e di conseguenza con il passaggio parlamentare.

Questo è evidente perché per le Regioni a statuto ordinario lo statuto, in base all'articolo 123 della Costituzione, determina forma di governo, principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento, per la Regione Valle d'Aosta lo Statuto individua anche quelle che sono le competenze in termini legislativi, in termini amministrativi e non solo in termini di organizzazione e di funzionamento dell'Amministrazione regionale. Sui limiti dell'intesa possono essere fatte tante considerazioni, alcune di carattere generale astratto, altre invece possono essere oggetto di riflessione su fatti recenti accaduti proprio in virtù della difficoltà di applicare il principio dell'intesa.

La Commissione paritetica della Valle d'Aosta è l'unica commissione, fra le cinque commissioni individuate in ognuna delle Regioni a statuto speciale, che non è stata ancora in grado ad oggi di entrare nella pienezza delle proprie funzioni perché proprio sul principio dell'intesa, che sancisce l'individuazione del Presidente della commissione stessa, essendo mancata l'intesa, la commissione di fatto non è operativa e allora la questione dell'intesa è molto più perniciosa di quanto non possa sembrare nell'affermazione di un principio.

Noi riteniamo, pur condividendo e praticando a livello nazionale, ma anche a livello regionale - nelle regioni dove governiamo - un principio di federalismo convinto, che questo principio di federalismo vada in qualche maniera ricondotto ad un principio di unitarietà del concetto di Stato. Torniamo perciò alla riflessione di carattere storico che avevo fatto ad inizio di questo mio breve "excursus", ossia sul fatto che la realtà italiana, differentemente dalle realtà di altri Paesi - pensiamo solo agli Stati Uniti -, è una realtà che è nata da un punto di vista politico in maniera diversa. Non possiamo negare l'evidenza di uno Stato unitario, che è nato prima di qualsiasi aspirazione di tipo federalista, non possiamo dimenticare che l'unità d'Italia è stata il faticoso superamento di tutto quel periodo pre-risorgimentale che aveva caratterizzato l'Italia dei comuni, l'Italia delle Signorie, l'Italia delle alleanze con i "nemici" della penisola italica, pur di riaffermare i particolarismi locali.

Non ci sentiamo di conseguenza di condividere questa impostazione, perché temiamo che un'impostazione di questo tipo, in applicazione di autonomie particolarmente forti quali sono quelle contenute nelle Regioni a statuto speciale, possa portare non tanto a forme di disgregazione istituzionale, quanto a forme di paralisi istituzionale e questa nostra preoccupazione è confermata dalla vicenda della commissione paritetica.

È in sintesi per questi motivi che il nostro gruppo esprimerà un voto di astensione sul parere che dobbiamo dare al disegno di legge costituzionale in oggetto.

Président La discussion générale est close.

Le Conseiller Nicco a formalisé une requête visant à préciser dans l'avis qui sera formulé la recommandation qui suit: al comma 1 dell'articolo 2 la dizione: "Consiglio regionale" dovrebbe essere sostituita dalla dizione: "Consiglio della Valle/Conseil de la Vallée". Puis-je considérer que cette requête peut être insérée dans l'avis sur lequel nous allons nous prononcer?

A défaut d'objections, je vous demande de vous prononcer sur l'avis au projet de loi constitutionnelle n° 1238 dans le sens qui a été indiqué et, si le Conseil votera favorablement, l'avis sera intégré par la recommandation dont j'ai donné lecture:

Conseillers présents: 31

Votants: 26

Pour: 26

Abstentions: 5 (Beneforti, Curtaz, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Le Conseil exprime avis favorable.