Oggetto del Consiglio n. 2849 del 20 novembre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2849/XI Situazione occupazionale e produttiva della Cogne Acciai Speciali. (Interrogazione)
Interrogazione Preso atto della negativa congiuntura economica che esiste a livello europeo e mondiale;
Constatata l'importanza che riveste la Cogne Acciai Speciali di Aosta per l'economia valdostana;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:
1) qual è l'attuale situazione della Cogne Acciai Speciali agli effetti produttivi ed occupazionali.
F.to: Beneforti
Président La parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) Come già è indicato nella premessa dell'interrogazione, ci troviamo in una situazione economica negativa che interessa in particolare alcuni settori, che sono settori che utilizzano acciaio, penso al settore dell'auto, al settore della meccanica. Da questo punto di vista vorrei ricordare come, il 13 di questo mese, si sia fatto con la commissione stessa il punto della situazione; in quella sede ho avuto modo di comunicare, rispetto ai problemi legati alle situazioni di crisi o di caduta di mercato, che è stato attivato un tavolo dall'Amministrazione regionale con l'Associazione industriali e con le organizzazioni sindacali, con il duplice scopo di monitorare la situazione ed individuare delle iniziative che consentano di affrontare questa situazione.
Per venire alla "questione Cogne", la siderurgia è situata in un contesto industriale che è in fase di rallentamento e le previsioni che l'azienda fa sono di una contrazione dei volumi intorno al 10-15 percento. Le conseguenze di questo tipo di situazione saranno l'utilizzo della cassa integrazione guadagni nello stabilimento di Aosta la prossima fine d'anno per due o tre settimane per circa 150-200 lavoratori. Do questi numeri con questa forcella di varianza, legata al fatto che questi dati dovranno ancora essere verificati e dovrà esserci un incontro con le organizzazioni sindacali, comunque questa è la dimensione del problema. Va tenuto conto del fatto che all'interno dello stabilimento la situazione è temporaneamente appesantita dal fatto che il nuovo decapaggio è stato avviato e che contemporaneamente è stato fermato il vecchio, quindi questo impianto non ha ancora raggiunto i volumi produttivi che deve sviluppare. Si tratta di un intervento positivo perché è l'intervento che è conseguito all'incendio verificatosi due anni fa e che ha comportato un investimento di circa 15 milioni di euro, poco meno di 30 miliardi di lire.
Per quanto riguarda gli investimenti, l'azienda ha messo a budget nel 2002 investimenti per circa 10 milioni di euro, quasi 20 miliardi di lire, quindi c'è una volontà dell'azienda di rinnovare gli impianti e, per quanto riguarda le previsioni a medio periodo, quindi nei primi mesi del 2003, è previsto un recupero della domanda e quindi dell'attività produttiva.
Per quanto riguarda le conseguenze sull'occupazione, gli addetti dello stabilimento attualmente sono circa 980 e nel medio periodo è prevista una sostanziale stabilità degli addetti. È prevista un'uscita di lavoratori in relazione alla normativa sull'amianto, attualmente i lavoratori che, utilizzando i benefici della legge n. 257/1991, hanno lasciato lo stabilimento sono circa una settantina, però sappiamo che le domande sono di un numero decisamente superiore: in giacenza presso l'INAIL ce ne sono circa 550.
È previsto che ci saranno ulteriori uscite dallo stabilimento, per sapere quali saranno le dimensioni esatte delle uscite bisognerà attendere la conclusione dell'istruttoria tecnica che l'INAIL farà sulla base dei dati presentati dalla Fintecna, quindi si può dire che per fine gennaio ci saranno dati più precisi. Va comunque sottolineato come sia intenzione dell'azienda sostituire i lavoratori che lasceranno lo stabilimento perché possono usufruire della normativa sull'amianto.
La situazione quindi è caratterizzata da due fatti: il primo, una vicenda congiunturale di mercato; il secondo, questa problematica collegata alla legge sull'amianto. Rispetto a questa problematica è stato attivato un tavolo presso l'Ufficio del lavoro, presenti: l'azienda, le organizzazioni sindacali, l'INAIL, l'INPS e il patronato per seguire attentamente la questione e fare in modo che vengano salvaguardati i due diritti: quello dei lavoratori che hanno maturato il diritto per il fatto di essere stati esposti al rischio amianto; l'altro, che sia garantita la continuità produttiva dello stabilimento e quindi vengano inseriti nuovi lavoratori nel ciclo produttivo.
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Prendo atto della risposta dell'Assessore e lo ringrazio per i dati che ci ha fornito. Abbiamo presentato questa interrogazione per conoscere lo stato attuale della Cogne per quanto riguarda gli aspetti produttivi ed occupazionali; l'Assessore ci ha dato alcune risposte e ci ha fatto la fotografia della situazione. Credo che ognuno di noi debba preoccuparsi dei problemi dell'occupazione, in particolare del problema della Cogne, per ciò che questa azienda rappresenta per la nostra città dal punto di vista produttivo, occupazionale, economico e sociale. Siamo sollecitati, dai lavoratori e da alcuni rappresentanti sindacali, a cercare, periodicamente, di sollevare in questa sede il dibattito inerente il problema dell'occupazione in generale, in particolare presso la Società Cogne, in modo che ci sia l'impegno da parte di tutti a seguire l'andamento di questa azienda, per ciò che la stessa rappresenta. Noi in passato, periodicamente, abbiamo presentato iniziative per richiamare l'attenzione del Consiglio su quanto stava accadendo nella maggiore industria valdostana e per sapere come la Regione intendeva muoversi alla luce e nel rispetto del protocollo di intesa, sottoscritto nel 1993 all'atto della privatizzazione della Cogne.
Ci siamo interessati al problema nel momento in cui l'azienda ha messo in atto un processo di riorganizzazione, con lo scorporo della CAS e il conferimento di rami aziendali a nuove società e anche nel momento in cui da parte di questa azienda venivano acquisite altre aziende anche a livello europeo. Ce ne siamo occupati, chiedendo l'intervento dell'autorità regionale, nel momento in cui da parte dell'azienda era venuto meno il rispetto dei diritti sindacali dei lavoratori; successivamente, in occasione di richieste di cassa integrazione, quando l'azienda pretendeva il libero controllo su tutto quanto accadeva all'interno dello stabilimento; siamo intervenuti anche quando c'era da risolvere il problema del rischio da amianto.
Oggi, in merito alla situazione attuale, abbiamo avuto una risposta dell'Assessore che non ci tranquillizza completamente, per il semplice fatto che la situazione di mercato è quella che è a livello europeo e a livello internazionale. Dobbiamo periodicamente soffermare la nostra attenzione sul problema inerente questa azienda, per ciò che essa rappresenta, e ugualmente dobbiamo soffermarci su tutta la politica industriale della nostra Regione, come abbiamo fatto il 13 novembre in IV Commissione, perché oggi la nostra Regione non può vivere solo di turismo o di agricoltura, l'economia si regge se c'è l'industria, se c'è il turismo, se c'è l'artigianato e se c'è anche l'agricoltura!
Questi sono gli aspetti importanti, uno di questi, ricordo, è anche quello dell'industria! Sono rimasto comunque soddisfatto della risposta dell'Assessore - pur con riserva anche sull'andamento della società - ci ha fornito dati su cui possiamo fare certe considerazioni.
