Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2835 del 6 novembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2835/XI Risultati conseguiti a seguito di provvedimenti legislativi per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile. (Interpellanza)

Interpellanza Vista la legge 9/1/1991 n. 10 (norme per l'attuazione del piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia);

Considerata la legge regionale 20/8/1993 n. 62 (norme in materia di uso razionale dell'energia di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili) così come modificata dalla legge regionale 26/5/1998 n. 43 attuativa della legge 10/91;

Richiamata la deliberazione del Consiglio regionale n. 3126/X in data 14/4/1998 con la quale è stato approvato il piano energetico regionale;

Considerate le deliberazioni di Giunta n. 2930 del 31/8/1998 e n. 408 del 15/2/1999 relative alle modalità per la concessione dei contributi previsti dalla sopramenzionata l.r. 62/93;

Citata la deliberazione di Giunta n. 2543 del 16/7/01 e relativo bando allegato per la definizione dei criteri per il finanziamento di impianti fotovoltaici per la realizzazione del programma ministeriale denominato "tetti fotovoltaici";

Ritenuto lo sviluppo delle energie rinnovabili "pulite" uno dei punti salienti della politica energetica per la nostra Valle;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale al fine di conoscere:

1) quali risultati concreti hanno prodotto tali leggi;

2) quanti impianti fotovoltaici sono stati finanziati nel periodo 1998-2002;

3) quali altre iniziative intende promuovere la Giunta regionale al fine di incentivare lo sviluppo degli impianti ad energia "pulita";

4) se non ritiene tale iniziativa in palese "conflitto di interesse" in quanto la Regione è azionista di Deval e Geval.

F.to: Lattanzi - Frassy - Tibaldi

Président La parole au Vice-président Lattanzi.

Lattanzi (FI) Il tema che ho voluto portare in questa aula potrebbe sembrare apparentemente meno impegnativo e forse anche meno economico di quello appena affrontato sulla "questione Casinò", che oggi abbiamo lungamente dibattuto.

Vi garantisco che, approfondendo il tema - anche da una serie di analisi delle leggi oggi in vigore per la promozione di un'energia pulita e dell'utilizzo di fonti rinnovabili, in particolare dell'energia fotovoltaica -, ho potuto ancora una volta di più constatare come questa dovrà essere un'occasione importante e naturalmente possa anche giustificare questo argomento tutta una serie di legislazioni che negli ultimi undici anni si sono susseguite in maniera molto importante. Per la verità, la motivazione di questa interpellanza è scaturita dal fatto che di questa energia fotovoltaica se ne ha più documentazione cartacea, che apparente ritorno concreto, nel senso che, mentre la documentazione legislativa e cartacea e i dibattiti e gli approfondimenti su questa opportunità di energia rinnovabile riempiono tutte le pagine di giornali e anche tutti gli scaffali di tutte le amministrazioni, il risultato appare di scarso interesse.

Ho ritenuto allora opportuno portare questo argomento all'attenzione del Consiglio, anche perché questo era uno dei punti qualificanti del programma di questa Giunta e, a mio avviso, uno dei pochi punti in comune sui quali anche noi condividevamo ci fosse l'opportunità e la necessità di lavorare. Perché la Valle d'Aosta sappiamo che dell'ecocompatibilità e dell'ecosistema ne fa un cavallo vincente per le prospettive future, perché tutti abbiamo acquisito che il rispetto per l'ambiente in questa Regione, più che in altri luoghi, è una risorsa vitale per la nostra prospettiva futura di ricchezza e di benessere e anche perché ho potuto appurare che in questo settore il fermento è grande e i dati sono assolutamente sconvolgenti; uno per tutti mi ha colpito in maniera particolare, cioè che l'inquinamento da idrocarburi da riscaldamento delle imprese e delle abitazioni inquina per il 90 percento l'ambiente rispetto a quel 10 percento di cui discutiamo molto, rappresentato dal traffico dei TIR e delle auto. Ho ritenuto opportuno chiedere alla Giunta, che aveva messo nel suo programma di legislatura come oggetto qualificante della sua attività politica lo sviluppo dell'energia fotovoltaica, a che punto siamo di questo processo. Devo ricordare che questo processo si fonda su alcuni pilastri legislativi "iniziati" con la legge nazionale n. 10/91 che prevedeva, nell'attuazione del piano energetico, un uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili. Successivamente, nel 1993, la Regione si è dotata della legge n. 62, che, proprio in funzione della legge n. 10/91, attuava le sue norme in materia di uso razionale dell'energia e di sviluppo delle fonti rinnovabili.

Il Consiglio regionale nell'aprile 1998 ha approvato un piano energetico regionale che "parlava" ancora di una volontà politica forte per lo sviluppo dell'energia fotovoltaica, così come la Giunta ha deliberato ancora due deliberazioni, la n. 2930/1998 e la n. 408/1999, per la definizione delle modalità di concessione dei contributi previsti dalla legge n. 62/93. Da parte del Parlamento nazionale, poi, nel marzo 2001, con il decreto n. 106, fu espressa in maniera forte la volontà politica di un progressivo avanzamento sotto questo aspetto, con il programma nazionale "Tetti fotovoltaici", che era indirizzato alle aziende per incentivarle a far sì che i tetti delle imprese diventassero opportunità di ricavo di energia pulita e rinnovabile. Anche qui, questo piano demandava alle regioni la determinazione dei bandi, che la nostra Regione, nei tempi previsti dalla legge, ha emanato con la deliberazione di Giunta n. 2543/2001, definendo criteri e modalità per poter ricevere fino al 75 percento dei finanziamenti del costo dell'impianto per tutte quelle imprese o privati, che volessero utilizzare questa energia fra 1 kw e 20 kw di produzione energetica, addirittura in una connessione di rete con l'ENEL di sovrapproduzione eventuale di energia da cedere all'ENEL stesso, avendone in cambio un beneficio di credito di energia nel momento del fabbisogno. Alla luce di tutte queste iniziative, avendo l'impressione che si fosse fatta più legislazione, norme e criteri, che risultati, abbiamo voluto interessare il Consiglio e chiedere all'Assessore competente a che punto sono gli effetti di queste leggi in modo da commentarli poi insieme.

Si dà atto che dalle ore 17,38 presiede il Vicepresidente Viérin Marco.

Presidente La parola all'Assessore all'industria, artigianato ed energia, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) Ringrazio il Consigliere Lattanzi per questa interpellanza, che consente di fare il punto sulla situazione rispetto all'utilizzo delle energie alternative, tenuto conto del fatto che un Paese come il nostro, se pensiamo al fotovoltaico o alla produzione sanitaria legata al solare termico non primeggia da questo punto di vista, mentre ci sono altri paesi europei che hanno un livello di insolazione inferiore a quello italiano e hanno un utilizzo maggiore di queste fonti alternative. Ritengo quindi che nelle intenzioni dell'interpellante ci sia quella di stimolare una crescita culturale da questo punto di vista, perché l'incentivazione finanziaria da sola non basta.

Per venire alla situazione relativa alle leggi regionali e a quelle nazionali, c'è da dire che la legge n. 62/93 era una legge che presupponeva l'impiego di fondi statali che non sono mai stati realizzati, il finanziamento di questi impianti è invece partito con la legge n. 43/98, quindi il punto di riferimento temporale è il 1998. Oggetto della legge n. 43/98 erano impianti a biomassa legnosa con potenza inferiore a 20 kw - stufe a legna per capirsi -, di questi sono stati finanziati 951 impianti; 74 sistemi a biomassa legnosa con potenza superiore a 20 kw, sono stati 89 impianti per collettori solari, 15 impianti del fotovoltaico, 8 impianti a pompa di calore e un sistema solare passivo, cosiddetta "serra solare", ad oggi sono stati finanziati 1.138 impianti.

Per quanto riguarda le richieste ancora giacenti, abbiamo 118 richieste per la biomassa legnosa sotto i 20 kw, 13 per potenza superiore ai 20 kw, altri 15 impianti a collettore solare - 15 già finanziati e 15 ancora da finanziare -, 3 impianti a pompa di calore, 1 sistema solare passivo - una serra solare - e un impianto idroelettrico.

Come veniva indicato nell'interpellanza, successivamente al periodo 1° aprile-30 settembre sono state individuate delle priorità nelle installazioni di questi impianti e, sulla base di questa delibera, che prevede specifiche priorità, sono giunte all'Amministrazione regionale 265 richieste per quanto riguarda la biomassa legnosa sotto i 20 kw, 43 sopra i 20 kw, 33 impianti a collettore solare, 6 impianti fotovoltaici, 7 impianti a pompa di calore, 1 impianto idroelettrico. Nella buona sostanza abbiamo finanziato 15 impianti, per fermarci al fotovoltaico e le richieste sono state di 36 impianti. Questo per quanto riguarda la legge regionale.

La delibera a cui facevo riferimento precedentemente, che stabilisce delle priorità, è rivolta a valorizzare l'efficienza energetica degli impianti, quindi sono stati definiti dei criteri che andassero in questa direzione. Per quanto riguarda il sistema fotovoltaico, il parametro preso a riferimento è quello della producibilità media annua, quindi gli impianti che hanno maggiore produttività vengono finanziati prioritariamente.

La richiesta che veniva fatta era anche di capire quale fosse il beneficio dal punto di vista ambientale relativo all'introduzione di questi sistemi. Non sto a elencare quali sono i valori di biossido di carbonio che vengono ridotti; per fare un esempio, una pompa di calore per ogni kw/ora prodotto elettrico o termico produce un risparmio di 120 grammi di biossido di carbonio. Come sapete, il biossido di carbonio è uno dei cosiddetti "gas serra" che il Governo nazionale, anche sulla base del Protocollo di Kyoto, tende a ridurre, cosa che è recepita anche dal nostro piano energetico. Proprio in sede di revisione del piano energetico, in corso in questo periodo, verrà fatto un bilancio specifico di qual è il bilancio energetico regionale valdostano e quali sono gli effetti dell'utilizzo delle energie alternative pulite sulle emissioni in atmosfera. Questo sarà il momento per avere dei dati più precisi, al momento in fase di elaborazione.

Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, che è la seconda domanda, ho già detto che sono stati finanziati 15 impianti, 21 sono in attesa di finanziamento con i fondi regionali, in totale si tratta di 36 impianti. Con i fondi nazionali, ricordati dal Consigliere Lattanzi - cosiddetto "programma Tetti fotovoltaici" collegati alla carbon tax - la Regione ha ricevuto dal Ministero un finanziamento di 500 mila euro, che servono per attivare impianti fotovoltaici, ma anche impianti eolici e idroelettrici in otto rifugi di montagna. Abbiamo deciso quindi di privilegiare zone in cui non è possibile arrivare con le linee elettriche, dove la salvaguardia dell'ambiente è indubbiamente importante.

Per quanto riguarda la terza richiesta, quali sono le altre iniziative che intende promuovere la Giunta regionale, come dicevo, l'attuale legge consente già di finanziare le fonti energetiche pulite però, per quanto concerne nuove iniziative, l'aggiornamento del piano energetico prevede iniziative specifiche e la sede per fare uno specifico approfondimento sarà il momento della presentazione alla Giunta regionale e al Consiglio regionale.

C'è un'ultima domanda che non è stata ripresa nell'illustrazione dell'interpellanza, ma alla quale cercherò di rispondere, visto che è stata posta in modo un po' provocatorio perché ci ricorda il conflitto di interessi. La risposta qui è semplice, nel senso che colgo in termini positivi la provocazione. Il Consigliere Lattanzi sa bene che questo insieme di interventi sulle energie alternative sono interventi che sono rivolti prevalentemente all'ambiente, quindi da questo punto di vista credo che l'utilizzo di queste tecnologie rappresenti un vantaggio complessivo per tutti, perché se consegui un miglioramento dell'ambiente, non può che esserci un miglioramento generale per le condizioni di vita di tutti noi. Mi pare che la domanda ponesse un problema: "Voi, Regione Valle d'Aosta, siete proprietari di società di produzione e di distribuzione di energia e contemporaneamente finanziate altre forme di produzione di energia che potrebbero confliggere con queste". Per quanto riguarda la produzione di energia, quindi la CVA, a parte che le dimensioni da sole sono già una risposta, quando parliamo di 15 impianti finanziati, 21 in via di finanziamento, potenze prodotte che non arrivano 100 kw, vi rendete conto che il conflitto di interessi cade da solo.

Tenete conto che l'impianto fotovoltaico più grande che è stato costruito da un privato in Valle arriva a 2,8 kw di potenza, cioè il classico contratto domestico, perché questi impianti hanno dei vantaggi sul piano ambientale, ma hanno anche dei costi notevoli. Per fare un esempio, un kw/ora di fotovoltaico costa 8.000 euro; sono impianti questi che, pure a fronte di un finanziamento regionale dell'80 percento, hanno circa 11 anni di ammortamento. Per dare una risposta completa, vorrei aggiungere che, per quanto riguarda la produzione, non esiste un conflitto perché le norme sulla liberalizzazione del mercato elettrico non consentono alla CVA di vendere sul mercato vincolato. Ovviamente le potenze che dicevo io, quando arriviamo al massimo a 2,8 kw siamo nell'ambito del mercato dei clienti vincolati. La CVA può vendere solo sul mercato libero, quindi in ogni caso questa produzione non entra in conflitto. Sono abilitati solo l'ENEL e le municipalizzate a vendere al mercato vincolato.

Per quanto riguarda la distribuzione, il fatto che questi impianti vengano utilizzati in zone dove vi è difficoltà a portare le normali linee elettriche… questi rappresentino anche un'economia, per cui non ci troviamo di fronte a un conflitto di interessi. Questi sistemi sono finanziati anche a livello nazionale e lo Stato è partecipe a maggioranza del pacchetto nazionale dell'ENEL, per cui al limite questo conflitto lo potremmo trovare a quel livello, ma le dimensioni del fenomeno e il ritorno in termini ambientali che ne derivano per la nostra Regione non vedono la configurazione di un conflitto di questo genere.

Presidente La parola al Vicepresidente Lattanzi.

Lattanzi (FI) Ho percepito che non c'era tutto l'interesse rispetto a questo argomento come c'è stato per altri argomenti, che in maniera diversa e sicuramente più importante incidono sulla nostra vita.

La domanda provocatoria se lo sviluppare, il favorire la proliferazione di impianti fotovoltaici non porti ad un conflitto di interessi con la Regione stessa, che è proprietaria di un'azienda che produce e distribuisce energia elettrica, è tutt'altro che… è uno spunto che ci può far fare una riflessione.

Vede, Assessore, quest'anno voi avete fatto una conferenza stampa nella quale avete sbandierato la correttezza dell'operazione ENEL, dimostrando con i numeri che, attraverso l'operazione ENEL, la Regione ha introitato qualcosa come 50 miliardi di vecchie lire di utile proprio vendendo energia elettrica. Lei ha detto: "Il conflitto di interessi non c'è perché noi è vero siamo Enel, cioè Geval-Deval, distribuiamo energia elettrica, incassiamo un sacco di soldi, l'alternativa del fotovoltaico è talmente di bassa opportunità perché per ogni kw costa circa 8.000 euro l'impianto produrlo, quindi per una casa media da 3-4 kw l'ammortamento andrebbe oltre, compreso contributo regionale, quella che può essere considerata un'economicità". Ma vede, è tutt'altro che una provocazione, Assessore, perché questi sono ragionamenti frutto di una visione un po' démodée di questo conflitto di interessi e le spiego perché: i dati che lei ha citato delle impiantistiche della produzione di energia, 1 kw, 2 kw, 10 kw, a quel costo di impianto, sono prezzi che lei ha citato che si possono far risalire ad almeno un paio di anni fa, è sufficiente oggi farsi fare un preventivo per un impianto fotovoltaico per scoprire che, in questi ultimi due o tre anni, la ricerca scientifica ha permesso di costruire e di produrre impianti fotovoltaici che, solo con l'applicazione di una parabola, possono produrre per l'intero condominio fino a 800 calorie e quindi servire condomini con 20-30-40 immobili, semplicemente con un impianto della grandezza di una parabola.

Se poi qualcuno si fosse tolto lo sfizio di andare qualche settimana fa allo SMAU a vedere lo sviluppo che ha prodotto la ricerca scientifica in questo settore, scoprirebbe che forse la Valle d'Aosta non ha creduto mai abbastanza in questa operazione, forse perché impegnata a credere in altre operazioni finanziariamente più convenienti per la Regione e per chi deve amministrare le risorse pubbliche, ma sicuramente non nell'interesse di quello che lei diceva essere un interesse di tutti, cioè di quello che noi consideriamo essere un punto qualificante e su cui siamo tutti d'accordo: l'ecocompatibilità come possibilità di sviluppo di ricchezza e benessere. Dico questo perché oggi se queste leggi fossero state gestite in maniera diversa, fossero state dal suo Assessorato soltanto nell'ultimo quinquennio almeno promosse attraverso la ricerca e la promozione degli investimenti e fossero state promulgate in termini di comunicazione alle imprese e ai cittadini, probabilmente oggi avremmo non solo 15 impianti più altri 15 in attesa di un possibile finanziamento di quello che lei dice essere oggi ancora una struttura non così produttiva, ma potremmo essere di fronte a un discorso completamente diverso - e mi fa strano che la forza politica a cui lei appartiene non l'abbia in questo senso incentivata, perché di questo argomento dalle vostre parti se n'è fatto veramente un cavallo di battaglia -, potremmo essere di fronte, dicevo, a numeri completamente diversi.

Potremmo per esempio trovarci di fronte ad aziende finanziate dalla Regione che percepiscono finanziamenti cospicui regionali che, invece di servirsi di idrocarburi, potrebbero e dovrebbero servirsi di impianti ad energia pulita e quindi i tetti delle imprese, invece che essere fatti in asfalto, dovrebbero essere fatti con quegli strumenti che permettono di produrre non quello che lei diceva essere: 8.000 euro di impianto 1 kw, ma 8.000 euro di impianto 30-40 kw, che è un discorso un po' diverso e che invece sono i dati che ho rilevato essere ormai sul mercato da almeno un paio di anni. Ripeto: senza andare a togliersi lo sfizio di andare a vedere cosa è successo in queste ultime settimane, perché lì veramente il mercato del fotovoltaico si è sviluppato, questo perché in paesi più nordici dei nostri, come lei ha citato, dove il sole è meno presente, la ricerca e la volontà politica, lì sì, ha veramente funzionato, al di là di quella statale quelle anche locali, e lì veramente oggi le imprese per il 70 percento producono energia fotovoltaica, energia pulita.

Allora qui bisogna che ci si decida e si sia coerenti: o siamo tutti convinti che per la Valle d'Aosta la scommessa della produzione di energia deve essere fatta attraverso l'energia pulita e quindi l'abbattimento delle emissioni di idrocarburi - di cui vi ricordo discutiamo per anni su quel 10 percento che inquina l'ambiente prodotto dai TIR e non parliamo mai del 90 percento del riscaldamento delle case e delle imprese che invece inquina la nostra Valle -, o si è coerenti con quello che si dice, ripeto, oppure si "buttano" nei programmi che avete presentato all'inizio della legislatura delle belle fiabe, dove si dice che la Giunta sarà impegnata nello sviluppo del fotovoltaico e delle energie rinnovabili, ma poi con superficialità lei, che è responsabile dell'Assessorato che dovrebbe incentivare queste strutture, è il primo a venir qui a dire che siamo in una fase dove dobbiamo andare a rivedere il piano energetico, perché le leggi che avete partorito come Giunta e che utilizzate come strumenti per incentivare queste energie pulite non è che abbiano procurato chissà quali benefici.

Questo è "l'elefante che ha partorito il topolino", ma è evidente che se la volontà di fare ecosistema e di discutere delle emissioni dei TIR, che ci occupa intere giornate, la spostiamo su una volontà politica per fare in modo che le imprese valdostane finanziate dalla Regione possano essere in grado di prodursi degli impianti che producano energia pulita e quindi non imbrattino l'ambiente, probabilmente saremmo coerenti con quello che diciamo e soprattutto con quello che scrivete nei vostri programmi di legislatura. Io mi sono andato a prendere il documento: c'era un bel paragrafo, quattro righe riguardanti l'energia pulita, ma quattro righe con tante leggi, tanti miliardi stanziati hanno prodotto veramente molto poco!

È chiaro che ormai, a 8-9 mesi dalla scadenza della legislatura, non è possibile cambiare una politica regionale, ma questa interpellanza constata che purtroppo la sua politica energetica non è stata coerente con quello che lei aveva scritto nel suo programma, non è coerente con quello che il suo partito sta dicendo, non è coerente con le ingenti risorse e finanziamenti che vengono messi a disposizione dall'Amministrazione regionale e da quella statale, quest'ultima un po' meno perché con 500 mila euro non si possono che servire le strutture come ad esempio i rifugi, che sono quelle maggiormente in vista sotto l'aspetto dell'ecosistema, ma non sono i rifugi che inquinano l'ambiente! Sono le fabbriche che noi finanziamo in bassa Valle, in media Valle e in alta Valle, a cui non chiediamo, perché siamo anche produttori di energia elettrica, di procedere allo sviluppo finanziato dalla Regione all'80 percento di strutture che producono energia pulita.

Io chiedo allora a questa Giunta, perlomeno a lei, di essere coerente con quello che dice, prendo atto che non lo è stato e me dispaccio per l'intera comunità valdostana e voglio sottolineare il fatto che chi più di ambiente "si riempie la bocca" meno poi produce ambiente pulito.

Presidente La parola all'Assessore all'industria, artigianato ed energia, Ferraris, per fatto personale.

Ferraris (GV-DS-PSE) Una precisazione telegrafica: le energie alternative rappresentavano un mercato di nicchia e il piano energetico lo specificava.

Vorrei ricordare che la Valle d'Aosta produce energia idroelettrica, che a tutti è noto essere energia pulita, e questa è l'energia che approvvigiona le fabbriche valdostane con dei costi più ridotti rispetto al resto del territorio nazionale. Con questo credo che abbiamo dimostrato la nostra coerenza.