Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2823 del 6 novembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2823/XI Problemi concernenti l'elettrodotto Villeneuve-Châtillon in Comune di Gressan. (Interrogazione)

Interrogazione Appreso che sarebbe stato realizzato (o sarebbe in corso) uno studio per la ricostruzione dell'elettrodotto Villeneuve/Châtillon (da 220 kv) all'altezza del Comune di Gressan;

Osservato che oggi tale elettrodotto passa nelle vicinanze delle abitazioni e che si prevederebbe di spostarlo più a monte;

Ricordato che tale tema fu già affrontato dal sottoscritto interrogante con l'iniziativa n. 336/XI (discussa in occasione del Consiglio regionale del 27.01.1999);

Ritenuto necessario avere ulteriori informazioni al riguardo;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

l'Assessore competente per sapere:

1) cosa prevede lo studio in oggetto circa lo spostamento dell'elettrodotto Villeneuve/Châtillon nella zona a monte dell'abitato di Gressan;

2) se relativamente a tale studio è stato coinvolto il Comune di Gressan e se il medesimo abbia espresso un qualche parere al riguardo;

3) se non pensa che sia opportuno procedere, eventualmente anche in via sperimentale per un tratto lungo qualche chilometro, all'interramento dell'elettrodotto in esame in considerazione degli evidenti benefici in termini di impatto ambientale e di abbattimento del rischio legato all'inquinamento elettromagnetico che tale soluzione comporterebbe.

F.to: Curtaz

Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Non ho grandi cose da dire al Consigliere Curtaz, se non che, rispetto alla situazione che avevamo esaminato il 27 gennaio 1999, qualche piccola novità c'è, in questo senso. È stato presentato dalla società Terna, ai sensi del DPR 23 aprile 1992, uno studio per un progetto di risanamento dell'elettrodotto Villeneuve-Châtillon; oltre a questo progetto di risanamento sappiamo essere allo studio un progetto di rifacimento completo della linea. Del progetto di risanamento abbiamo perso le tracce, il Ministero dell'ambiente non ha ancora trasmesso alla Regione il progetto per il relativo parere, come previsto dalla procedura di approvazione di cui all'accordo di programma interministeriale 14 settembre 1995, con il quale è stata stabilita la procedura di valutazione dei progetti di risanamento. Ricordo che la procedura coinvolge, oltre al Ministero dell'ambiente, il Ministero dell'industria, dei lavori pubblici, della sanità ed evidentemente le Regioni interessate dal singolo progetto di risanamento.

Per quanto riguarda la bozza del progetto di rifacimento della linea, questa è stata oggetto di valutazione preliminare con i Servizi regionali competenti per l'espressione del parere in sede di VIA e con i Comuni interessati. Da quanto ci risulta, i Comuni non hanno accettato il tracciato proposto e sono stati richiesti ulteriori incontri. Fino ad oggi, all'Assessorato al territorio, competente in materia, non è stato formalmente presentato nessun progetto. Ci siamo pertanto attivati ad organizzare un incontro con la società Terna, che speriamo di avere entro la fine di questo mese.

Per quanto riguarda le risposte puntuali alle domande poste; alla prima domanda la risposta è che al di là degli incontri fatti dai servizi competenti, per valutare ipotesi, non abbiamo altro. Per quanto concerne la seconda domanda, se è stato coinvolto il Comune di Gressan, la risposta è "sì", non solo il Comune di Gressan, ma anche di Jovençan e di Charvensod, che si sono espressi negativamente rispetto alle ipotesi formulate. In merito alla terza questione, questione più di "envergure", qui il problema non è tanto l'interramento sperimentale, perché ne abbiamo già interrate; ne ricordo una, che è l'interramento della linea a media tensione che alimenta il Comune di Cogne, eseguita nel 1995 per sgravare il tunnel di Charemoz-Plan-Praz dal cavo lì presente. L'intervento è costato all'Amministrazione regionale il 63 percento delle spese sostenute dall'Enel allora, cioè abbiamo pagato 3.087 milioni di lire. È quindi evidente che se dal punto di vista concettuale, ma anche delle attese e, se tecnicamente fattibile ed economicamente sostenibile, non c'è alcun dubbio che bisogna puntare all'interramento delle linee; il Consigliere capisce bene che ci sono anche altre questioni, soprattutto quella di natura economica, che va verificata in concreto, valutando gli impatti prodotti dal nuovo tracciato e i benefici ottenibili sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista sanitario, confrontandolo con il maggior costo da sostenere.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) L'Assessore capirà che non posso essere molto soddisfatto della risposta, del resto anche nelle premesse egli mi ha annunciato che la risposta sarebbe stata in qualche modo non incompleta, ma insoddisfacente, perché non aveva tutti gli elementi per rispondere adeguatamente agli interrogativi posti dalla nostra iniziativa. Rispetto al progetto di rifacimento di cui si è parlato, quanto meno riscontro, dal mio punto di vista, un dato positivo: che la nostra interrogazione è almeno servita da "stimolo" per fissare l'incontro che l'Assessore ha annunciato, con i responsabili della società interessata, in modo che si possa fare un approfondimento del tema. Chiederò quindi all'Assessore di essere informato circa l'esito di questo incontro, per le vie che egli riterrà più opportune; in caso contrario, sarà mio onere riprendere il tema con un'altra iniziativa consiliare.

Voglio fare ancora un'osservazione rispetto all'ultima questione posta dall'interrogazione: riguarda il problema dell'interramento degli elettrodotti. È vero che l'Assessore ha fatto riferimento a casi già avvenuti in Valle d'Aosta; anche in altre regioni abbiamo esempi di come questo interramento comporti sicuramente dei benefici. Infatti questi sono indiscutibili sia rispetto all'impatto ambientale, sia in riferimento all'inquinamento elettromagnetico. L'obiezione che viene fatta in questi casi è che costa di più e può costare anche parecchio di più rispetto ad una linea aerea. Credo però si tratti di una scelta politica che l'Amministrazione deve fare. Si tratta di verificare se è opportuno o meno - e, dal mio punto di vista, è ovviamente opportuno - destinare delle risorse per interrare dei tratti, perché non parliamo di tutti gli elettrodotti, ma di pezzi di elettrodotti, soprattutto là dove questi interessano più da vicino i centri abitati, sottraendo delle risorse in altri settori; questo, d'altronde, è un principio di responsabilità politica. Credo - e faccio forse un esempio banale - che è meglio interrare qualche tratto di elettrodotto e magari fare qualche strada poderale in meno nella nostra regione, se penso a cosa è avvenuto nell'ultimo ventennio nel settore delle strade poderali, tanto per fare un esempio che riguarda il suo Assessorato!

Penso che, tutti noi, dobbiamo sempre più porci degli interrogativi su questi temi, perché c'è un modo più facile di spendere il denaro pubblico e c'è un altro modo, più lungimirante, a mio giudizio, di spenderlo: quello di fare degli investimenti, spendere delle risorse per migliorare la qualità della vita dei cittadini, per migliorare la qualità ambientale del nostro territorio, che poi - lo diciamo in continuazione, ma dobbiamo concretizzarlo - è l'atout non solo dal punto di vista turistico ed economico dei prossimi decenni, ma è anche l'atout per la vivibilità delle prossime generazioni sul nostro territorio.