Oggetto del Consiglio n. 2822 del 6 novembre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2822/XI Realizzazione di una centralina idroelettrica in località Besolaz di Torgnon. (Interrogazione)
Interrogazione Preso atto della D.G n. 1474/2002 che proroga l'efficacia della valutazione positiva condizionata sulla compatibilità ambientale del progetto di realizzazione di una centralina idroelettrica in località Besolaz di Torgnon, concessa a suo tempo con D.G. 4858/96;
Considerato che la valutazione positiva è stata subordinata all'osservanza di una serie di condizioni, tra cui in primis la riduzione a circa 400 Kwh della produzione annua di energia;
Appreso che è stato recentemente presentato un progetto di variante in corso d'opera, con cui si ritornerebbe al progetto iniziale finalizzato a ottenere quasi il raddoppio della produzione annua di energia, passando cioè dagli attuali 400 Kwh autorizzati a ben 700 Kwh, che erano stati contestati proprio nel parere di valutazione di compatibilità ambientale;
Appreso dagli organi di informazione che nel frattempo sarebbero già iniziati i lavori di scavo e di posa delle tubazioni, dimensionati al progetto di cui si chiede la variante in corso d'opera, con grave compromissione ambientale di una zona in cui il paesaggio è altamente qualificato;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
la Giunta regionale per sapere:
1) se, per quanto di sua conoscenza, sono già iniziati i lavori per i quali si chiede la "variante in corso d'opera";
2) se la proroga di 5 anni della valutazione condizionata di compatibilità ambientale include anche possibili varianti in corso d'opera, non rispettose delle condizioni poste per l'autorizzazione del progetto iniziale;
3) se le opere autorizzate prima degli eventi alluvionali, ma realizzate dopo, devono tener conto delle prescrizioni previste per le opere di ricostruzione post alluvione.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti
Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV) Le premesse dell'interrogazione contengono alcune inesattezze che portano poi ad un'impostazione che potrebbe trarre delle conclusioni non esatte. Pertanto, credo sia opportuno ricostruire l'iter di questo dossier, per mettere a fuoco dati e date che inquadrino le cose come realmente sono.
La domanda di subconcessione per derivazione d'acqua dal torrente Petit Monde nel Comune di Torgnon fu presentata dalla Società Immobiliare Col du Joux nell'aprile 1990. Il progetto prevedeva un prelievo di moduli medi 2,40 ad una quota di 1.860 metri sul livello del mare, prevedendo un salto di 317 metri e la produzione di una potenza di kw 746. In corso di istruttoria era stata richiesta una modifica delle portate derivabili per tener conto dei diritti di terzi posti a valle della derivazione e sottesi dalla domanda presentata. In tal modo, si è avuta una riduzione di portata a moduli medi 1,55. La Giunta, con la delibera n. 4858/1996, valutò negativamente la compatibilità ambientale del progetto, sulla base del parere negativo espresso dal Servizio tutela del paesaggio, che recitava: "Le opere interessano un sito di altissima qualità ambientale, ancora mantenuto in buone condizioni, di cui è allo studio da tempo una rivitalizzazione di tipo turistico-museale. Il bilancio delle risorse, visto anche le limitate rese, sembra perciò pesare tutto negativamente sull'ambiente".
La Società Immobiliare Col du Joux, nel febbraio 1997, presentò ricorso in opposizione alla delibera della Giunta; il ricorso fu accolto subordinando la realizzazione del progetto all'osservanza di alcune condizioni, fra cui principalmente la realizzazione di un progetto di minori dimensioni con l'ubicazione dell'opera di presa ad una quota inferiore. La riduzione quindi della potenza non è stata una condizione "in primis" a cui è stata subordinata la valutazione positiva, bensì la diminuzione della potenza è stata una semplice conseguenza della diminuzione del salto disponibile dovuta all'abbassamento del punto di prelievo e, quindi, qui puntualizzo l'inesattezza contenuta nel secondo punto della premessa. Era stata fissata la quota oltre la quale non poteva essere collocata l'opera di presa: 1.817, riferita a delle sezioni precise del progetto; inoltre, le portate derivabili non hanno subito alcuna riduzione. La valutazione di impatto ambientale positiva è stata quindi rilasciata sulla base di questi parametri: presa a 1817 metri, un salto utile lordo di 265 metri, un prelievo di moduli medi 1,55, per una potenza nominale media annua di kw 403,08. Successivamente alla valutazione di impatto ambientale, nell'ottobre 1997, la Società ha presentato la domanda di subconcessione, domanda che è stata accolta favorevolmente con i dati contenuti nella valutazione di impatto.
La Società Immobiliare Col du Joux poi ha costituito con il Comune di Torgnon una nuova società chiamata "Torgnon Energie" e, quindi, le autorizzazioni e la subconcessione sono state volturate con decreto del Presidente della Giunta a nome della Torgnon Energie. Il 26 agosto di quest'anno la Torgnon Energie ha inoltrato, presso il competente ufficio VIA, un progetto di variante alla concessione già assentita. Lo stesso è già stato oggetto, su richiesta del Comune di Torgnon, di valutazioni preliminari da parte delle strutture che dovranno esprimersi nell'ambito della procedura di VIA. Sottolineo che quella della valutazione preliminare è una procedura innovativa, espressamente introdotta dalle modifiche che abbiamo apportato alla legge n. 14 del VIA.
Tale progetto di variante prevede lo spostamento più a valle dell'edificio di produzione, mantenendo inalterate le portate di prelievo a suo tempo concessionate. Viene quindi rispettata la condizione posta dal Servizio tutela del paesaggio in relazione alla quota di prelievo. È chiaro che la variante determinerebbe un conseguente aumento del salto e di riflesso della potenza prodotta dall'impianto. L'opera di presa sarebbe poi ubicata sotto un ponticello esistente della strada poderale al fine di mascherarla alla vista e di renderla di facile accesso. È anche in fase di valutazione l'accorpamento della nuova opera di presa del consorzio irriguo del Petit Monde distrutta dall'alluvione. I parametri della nuova domanda, che è all'esame, sono i seguenti: quota di derivazione invariata a 1.817 metri, un salto di 421,15 metri, aumentato quindi rispetto al precedente, una portata media derivabile, anche questa invariata, di 155 litri/secondo, potenza nominale media 641 kw derivante dal maggior salto.
Questo nuovo progetto, quindi, non ricalca quello precedente, sul quale era stata espressa valutazione negativa di compatibilità ambientale, in quanto la portata di derivazione richiesta non varia rispetto a quella concessionata e l'opera di presa rimane ampiamente al di sotto della zona definita "sito di altissima qualità ambientale", nel parere negativo della sovrintendenza sul progetto originario. Ripeto: viene modificata solo l'ubicazione della centrale di produzione a valle, che viene portata ad una quota inferiore, a 1.395, contro la precedente a 1.551. La nuova domanda prevede anche l'aumento del diametro della condotta da 50 a 60 centimetri. Questo però non implica di per sé un maggior prelievo di acqua ma, in caso di approvazione dello spostamento più a valle della centrale, il diametro maggiore è finalizzato a diminuire le perdite di carico, aumentando la produzione netta di energia a parità di potenza media.
Ricostruito quindi l'iter della pratica e lo stato attuale delle cose, rispondo puntualmente alle tre questioni poste.
La risposta alla prima domanda è no. Attualmente sono in corso i lavori di predisposizione del tracciato lungo il quale posare la condotta secondo quanto concessionato. Non sono ancora stati approvvigionati i tubi perché questo non può essere fatto fino a quando non si conoscerà l'esito della domanda di variante. È evidente che allo stato attuale non sono legittimamente realizzabili lavori che non siano stati preventivamente autorizzati, sia sotto l'aspetto urbanistico edilizio, sia sotto quello connesso con la derivazione di acqua pubblica.
Il 19 ottobre 2002 il Comune di Torgnon ha segnalato, a seguito di una specifica segnalazione del Corpo forestale datata 16 ottobre, con apposita nota, una violazione urbanistica consistente in "uno scostamento di alcune decine di metri a valle del tracciato previsto dall'elaborato oggetto di concessione edilizia", nella zona a monte di Etirol, sospendendo l'esecuzione dei lavori. Ricevuta la segnalazione, i servizi competenti dell'Amministrazione regionale - ufficio VIA, Servizio tutela dell'ambiente e Corpo forestale - hanno eseguito congiuntamente un sopralluogo e sono in corso le verifiche per accertare la rispondenza della modalità di esecuzione rispetto alle prescrizioni fissate nel progetto e riprese come condizione nell'autorizzazione della VIA e che erano: la realizzazione per lotti successivi dello scavo in trincea, posa della tubazione e interventi di ripristino con ricorso a mezzi di piccola mole nei tratti di difficile accessibilità. Va detto che la situazione, per quanto attiene lo scostamento di tracciato segnalato, è già stata ripristinata. Aggiungo, per completezza, che l'intero tracciato della pista attualmente realizzata, che dovrà servire a collocare le tubazioni, deve essere ripristinato.
Per quanto riguarda la seconda questione, la risposta è negativa. È evidente che la proroga alla valutazione di compatibilità ambientale implica il rispetto in toto del progetto a suo tempo autorizzato. Ogni variazione deve essere preventivamente autorizzata secondo le procedure normali ed è quanto sta avvenendo sulla base della domanda presentata nell'agosto di quest'anno.
Devo dire che, per quanto riguarda la terza domanda, né io né i responsabili del servizio competente abbiamo colto il significato, quindi l'unico riferimento a delle possibili o ipotetiche prescrizioni lo abbiamo voluto attribuire all'applicazione delle norme di salvaguardia introdotte con la delibera n. 4268/2000. Se era questa la domanda, la risposta è che abbiamo verificato sulle cartografie degli ambiti inedificabili e del PAI la situazione e la zona del torrente Petit Monde non risulta soggetta ad alcun vincolo, quindi il Comune ha legittimamente potuto rilasciare la concessione edilizia.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Che ringrazia per tutte le informazioni dettagliate avute. Le nostre domande potevano apparire solo di tipo normativo e la risposta è stata data giustamente sulle norme in questione. L'Assessore è stato preciso in tutto, tranne in una cosa, nella cosa più importante e cioè nel fatto che proprio quella condizione che era stata posta come elemento necessario per avere il parere positivo del VIA, quella della posa dei tubi fatti a lotti di 50 metri…
(interruzione dell'Assessore Vallet, fuori microfono)
… lo ha detto lei in questo momento, ha detto chiaramente che questa era una delle condizioni poste per tutelare quell'ambiente che è di altissima qualità ambientale, un ambiente prezioso che non può essere deturpato, tant'è vero che nella stessa delibera di Giunta si dice che non si può considerare l'interesse per il recupero energetico come confrontabile con la compromissione ambientale.
Cosa è avvenuto nel momento in cui sono partiti questi lavori? Lei lo sa benissimo, Assessore, altrimenti non ci sarebbero state delle segnalazioni da parte della Forestale e delle proteste da parte di turisti e di altre persone che lì sono andate a vedere. Lei sa bene che non è stato scavato un canale in cui collocare i tubi a lotti in modo tale che la superficie di territorio occupata fosse limitata al metro e venti di larghezza del canale per posare la tubatura, ma è stata costruita una pista di 5-6 metri su cui potevano passare grossi trattori, che poi potevano, lavorando con mezzi meccanici, scavare tutto il canale e porre le tubazioni in modo più veloce. Questo lei non lo ha detto, come non ha neanche detto che è stata fatta una pista fuori da ogni logica o progetto che consentisse di arrivare prima al cantiere. Queste cose lei non le ha dette. È vero che, guardando le delibere, tutto è a posto ma, nel momento in cui si va a realizzare l'opera, questa non è a posto… non è stata fatta secondo le condizioni che sono state indicate, allora intanto bisogna chiedersi: di fronte a questo scempio, cosa avverrà? Lei ha detto: "Saranno ripristinati i terreni", ma a spese di chi? Spero che questa società non chieda alla Regione i fondi per far fronte alle nuove spese. Credo che non sia sufficiente far ripristinare, qui siamo di fronte a situazioni di non rispetto delle norme, di non correttezza, di non rispetto delle condizioni poste, quindi si è di fronte ad un comportamento illecito.
Mi chiedo: cosa si fa di fronte a questo comportamento illecito? Noi accettiamo che queste situazioni si moltiplichino? Accettiamo che i lavori si facciano indipendentemente dalle condizioni poste nelle delibere autorizzative. Avalliamo che si crei l'abitudine a pensare che intanto tutto sarà sistemato o meglio ancora che nessuno si accorgerà di eventuali modifiche al progetto approvato. Ritengo che questo sia molto grave e su questo lei è stato reticente.
