Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2818 del 16 ottobre 2002 - Resoconto

OBJET N° 2818/XI Actions pour amender le texte du projet de loi de délégation au Gouvernement des dispositions générales sur l'éducation, en vue du rétablissement du principe d'égalité du français et de l'italien en Vallée d'aoste. (Approbation d'une résolution - Rejet d'une autre résolution)

Risoluzione Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

A fronte dell'iniziativa di Forza Italia intesa a modificare, nella competente commissione del Senato, la normativa concernente l'esame di stato in Valle d'Aosta;

Esprime

la propria condanna per il metodo con cui i rappresentanti di Forza Italia hanno agito, presentando la propria proposta di emendamento come espressione della volontà istituzionale della Regione;

Respinge

il principio della "facoltatività" dell'esame di francese, contenuto nel testo approvato alla Commissione del Senato, in quanto tale principio è in contrasto:

- con lo Statuto speciale per la Valle d'Aosta che prevede, tra gli elementi fondanti e caratterizzanti la Regione Autonoma, la parità linguistica tra l'italiano e il francese;

- con il fatto che, in Valle d'Aosta, la lingua francese è parte integrante dell'intero curricolo scolastico e che, come tale, non può essere estromessa dall'esame di stato che conclude l'intero ciclo scolastico;

Ribadisce

l'importanza culturale e formativa dell'apprendimento di più lingue nelle scuole della regione, anche nel rispetto delle indicazioni dell'Unione europea;

Ritiene

opportuna e necessaria l'approvazione di una normativa che riconosca la totale spendibilità della piena conoscenza della lingua francese conseguita con il superamento dell'esame di stato che comprende la quarta prova scritta di lingua francese;

Invita

le forze politiche ed i parlamentari della Valle d'Aosta ad operare per una modifica del testo approvato dalla Commissione del Senato, secondo i principi contenuti nella presente risoluzione;

Delibera

di trasmettere il testo della risoluzione ai soggetti sopra citati e ai membri della Commissione Istruzione del Senato.

F.to: Curtaz - Squarzino Secondina - Beneforti

Résolution Ayant pris acte du fait que, sur proposition de son président, Franco Asciutti, la Commission de l'instruction publique et des biens culturels du Sénat italien a approuvé, lors de sa séance consacrée à l'analyse du projet de loi déléguant au Gouvernement la définition des dispositions générales sur l'éducation et sur les standards des prestations en matière d'instruction et de formation professionnelle, un amendement à la loi n° 59 de 1997, qui prévoit qu'en Vallée d'Aoste, lors de l'examen d'Etat sanctionnant la fin des études secondaires, tout élève a "la possibilità […] di sostenere una prova scritta in lingua francese facoltativa e aggiuntiva alle altre prove scritte previste";

Considérant que dans son exposé, le président Asciutti - membre de Forza Italia - a déclaré que cet amendement "mira a soddisfare l'esigenza posta dalla Regione Valle d'Aosta";

Rappelant la résolution approuvée par le Conseil de la Vallée le 11 décembre 1997, à l'unanimité de ses membres - y compris le conseiller de Forza Italia - par laquelle l'on demandait de procéder à "una modificazione della legge relativa agli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, che preveda una specifica, distinta ed obbligatoria prova scritta di francese";

Le Conseil de la Vallée

Dénonce la mystification et la prévarication opérées, la méthode employée ainsi que la volonté délibérée de fausser la réalité des faits, en confondant la proposition d'un parti politique avec les institutions valdôtaines;

Stigmatise

cette énième tentative de saper les fondements de notre autonomie entreprise par les représentants locaux de Forza Italia;

Condamne

cette action irresponsable, démagogique et nuisible qui, en refusant de reconnaître le principe de l'égalité du français et de l'italien, sanctionné par le Statut spécial pour la Vallée d'Aoste - loi constitutionnelle de l'Etat italien - vise à désagréger artificieusement la communauté valdôtaine, générant ainsi des oppositions factices et des occasions de conflit;

Souligne

la contradiction flagrante inhérente à cet amendement, inséré sous forme d'alinéa supplémentaire de l'article 6 relatif à la préservation expresse des compétences des Régions à Statut spécial et des Provinces autonomes de Trente et de Bolzano, conformément aux statuts respectifs de celles-ci et aux dispositions d'application de ces derniers ainsi qu'à la loi constitutionnelle n° 3 du 18 octobre 2001;

Affirme

que la langue française est autant une valeur qu'une ressource essentielle pour l'ensemble de la communauté valdôtaine, s'oppose fermement au principe d'une épreuve facultative, que des raisons d'ordre institutionnel, pédagogique, social, organisationnel et d'opportunité rendent inacceptable et réaffirme qu'en Vallée d'Aoste, l'examen d'Etat doit obligatoirement comporter une épreuve écrite de français, spécifique et distincte;

Invite

nos parlementaires à poursuivre leur action visant à amender le texte approuvé par la commission en vue du rétablissement de la version initiale de ce dernier;

Demande

au Gouvernement italien et aux forces politiques représentées au Parlement de soutenir l'initiative des parlementaires valdôtains;

Décide

de transmettre cette résolution au président de la République, aux présidents du Sénat de la République et de la Chambre des Députés, au président du Conseil des ministres, au Ministre de l'instruction publique, au président de la Commission de l'instruction publique et des biens culturels du Sénat, aux groupes parlementaires, de même qu'au député et au sénateur de la Vallée d'Aoste.

F.to: Viérin D. - Cottino - Fiou - Marguerettaz - Aloisi

Président Nous procédons à l'examen du dernier point à l'ordre du jour. Il se compose de deux résolutions, présentées au sujet de la 4ème épreuve de l'examen de baccalauréat par les Conseillers Curtaz, Squarzino et Beneforti d'une part et par le Président Viérin et les Conseillers de la majorité d'autre part. Je propose de procéder à une discussion conjointe.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Credo che il motivo per cui abbiamo presentato questa risoluzione sia facilmente comprensibile. Nella nostra risoluzione mettiamo l'accento su tre punti fondamentali.

Il primo punto riguarda le modalità di comportamento di "Forza Italia": non ne abbiano a male i colleghi, ma noi vogliamo stigmatizzare le modalità con cui "Forza Italia" si è comportata in questa occasione. È vero che hanno utilizzato modalità che altre volte altre forze politiche hanno utilizzato, nel senso che molte volte la soluzione dei problemi della Regione venivano e vengono tuttora cercati a Roma invece di accettare il dibattito e il confronto qui, nelle sedi istituzionali e anche non, ma comunque in loco.

Rispetto alla questione dell'esame di Stato di francese, ci sono state molte voci discordi di cittadini e di comitati, voci che la nostra forza politica aveva cercato di portare in Consiglio, aveva raccolto e aveva chiesto anche che su questo tema si sentisse cosa ne pensava la popolazione nella sua interezza, non solo una parte, perché non si sapeva quanto poteva essere quantificabile questa volontà della popolazione. Per questo motivo si era chiesto un referendum, ma allora il Governo regionale ha fatto di tutto per vanificare questo referendum e penso proprio che non abbia avuto il coraggio di andare a sentire cosa pensava la gente, anche la "sua gente" su questo tema. Io credo che non accettare il confronto nelle sedi appropriate può dare adito ad altri tipi di iniziative.

Rispetto ai contenuti delle iniziative di "Forza Italia", la nostra posizione è sempre stata molto chiara. Noi pensiamo che non si possa accettare la facoltatività della prova di francese né per motivi didattici, né per motivi statutari. Il francese fa parte integrante del curriculum scolastico e come tale va preso in considerazione in sede di valutazione finale delle competenze acquisite. Non può sottrarsi alla valutazione né durante l'anno scolastico, né nel momento conclusivo del curriculum: l'esame di Stato. Non si può accettare che il francese, materia che fa parte integrante del curriculum, venga estromesso nel momento dell'esame finale e che la sua valutazione sia facoltativa, lasciata alla discrezionalità dell'alunno. Ancora: la lingua francese e la lingua italiana sono considerate paritarie dal nostro Statuto, godono di un uguale status giuridico. Rendere facoltativa la prova di accertamento della lingua francese all'interno dell'esame di Stato significa non riconoscere uguale parità, uguale valore alle due lingue e quindi rinnegare indirettamente lo Statuto. Siamo pertanto contro l'emendamento approvato in sede di Commissione istruzione del Senato.

Possiamo disquisire sulle modalità con cui valutare tali competenze linguistiche. Non nascondo - e come gruppo lo abbiamo sempre sostenuto - che la mia preferenza andava alla prima soluzione che era stata individuata: quella all'interno della terza prova. Questa soluzione è stata ribaltata dall'intervento dell'Onorevole Caveri che ha previsto che una delle tre prove andasse fatta in lingua francese ed è allora che, sull'onda della prima contestazione studentesca, si è preferito optare sulla quarta prova, soluzione che è stata approvata all'unanimità da questo Consiglio, l'11 dicembre 1997. Prendiamo atto che storicamente questa è stata la soluzione adottata e con questa dobbiamo fare i conti.

Su questo punto, cioè il rifiuto dell'emendamento proposto da "Forza Italia" in campo nazionale alla normativa che riguarda l'esame di francese in Valle d'Aosta, credo che sia le posizioni del nostro gruppo che quelle della maggioranza siano omogenee, concordi, coincidono. Sono cose dette in modo diverso, ma il "succo" è quello, quindi siamo disposti insieme a lavorare e a collaborare per contrastare l'iniziativa di "Forza Italia". C'è invece un altro punto su cui le nostre posizioni divergono, ed è un punto che è richiamato anche nell'emendamento di "Forza Italia" approvato alla Commissione al Senato, e che riguarda non soltanto la facoltatività, ma la spendibilità del titolo di studio acquisito. Rispetto a questo punto abbiamo posizioni diverse rispetto alla maggioranza, lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo anche in questa occasione. Sono posizioni che non nascono da una scelta di parte, ma da tutto un ragionamento che è stato fatto e che continuiamo a fare. Pensiamo che la spendibilità della conoscenza della lingua francese vada rapportata non alla sufficienza ottenuta facendo la media delle due prove di lingua francese orale e scritta sostenute all'esame di Stato, ma vada rapportata al superamento dell'intero esame di Stato, proprio per gli stessi motivi per cui siamo contrari alla facoltatività della prova di francese all'esame di Stato: la lingua francese fa parte del curricolo scolastico adottato in Valle d'Aosta, si viene bocciati o promossi nel corso degli anni sulla base di una valutazione complessiva di acquisizione di competenze.

Noi pensiamo che, nel momento in cui viene valutato positivamente l'insieme delle competenze acquisite a conclusione di un ciclo scolastico, questo insieme di competenze vada riconosciuto a tutte le discipline che nell'esame di Stato sono state valutate. Viene riconosciuto il titolo di geometra o di ragioniere anche a chi non ha ottenuto nel corso dell'esame di Stato la sufficienza in topografia o ragioneria. Noi quindi pensiamo che la spendibilità vada legata al titolo di studio e non all'esame di francese e vada estesa a tutte le situazioni tassative in cui è richiesto un titolo di piena conoscenza della lingua francese, laureati compresi, settori sanitari compresi. Questi sono i concetti che abbiamo voluto esprimere con la nostra risoluzione.

Un'annotazione a margine. Credo che quanto più noi svincoliamo il francese da elementi ideologici, quanto più privilegiamo un approccio culturale e propositivo - e credo che in questo siamo favoriti dalle richieste dell'Unione europea agli Stati membri che gli studenti imparino almeno due lingue, oltre alla propria - tanto più contribuiremo a rendere amabile da parte di tutta la popolazione la lingua francese e a favorirne anche l'uso. Tutte le ricerche fatte ultimamente sono concordi nel riconoscere che, se da una parte la lingua francese è una lingua di comunicazione quotidiana per pochissime persone, tuttavia la valutazione positiva sul valore culturale di questa lingua è molto alta.

È ormai largamente diffuso un atteggiamento di apprezzamento nei confronti della lingua francese; il francese è considerato un valore e un arricchimento per tutta la comunità che vive e lavora in Valle. Per molti questa lingua acquista una valenza storica, affettiva: è la lingua dei propri padri, dei propri nonni, è la lingua dei testi su cui si è studiato, delle favole che uno ha letto o sentito raccontare, dei romanzi che uno ha goduto, dei documenti sui quali è possibile ricostruire parte della nostra storia. Per tutti è diventata, anche grazie alla scuola, un patrimonio culturale che entra nella nostra vita quotidiana, si canta in francese, si vede tivù in francese, si leggono quotidiani, libri in francese, si risponde ai turisti in francese. Credo quindi che un atteggiamento laico nei confronti di questa lingua servirebbe a tutti. Un passo per andare in questa direzione è liberare la conoscenza specifica, solo limitata all'esame di lingua francese, proprio dalla connotazione di sbarramento per l'accesso ai posti di lavoro. Sarebbe questo uno dei modi per favorire un atteggiamento culturale positivo nei confronti della lingua francese.

Président La parole au Conseiller Cottino.

Cottino (UV) Je crois que mon intervention ne sera pas longue car j'estime que la résolution que nous avons présentée en tant que forces de majorité soit suffisamment claire dans son contenu pour n'avoir pas trop besoin d'explications mais, en tant que présentateur, je crois qu'il est quand même nécessaire que je souligne quelques passages.

Nous aurions préféré ne pas avoir la nécessité de faire une résolution de ce genre car nous croyons qu'un examen de français, comme il est conçu, c'est une garantie pour tous les étudiants, mais surtout c'est une garantie pour le parcours que les examens donnent la possibilité de faire à tous les étudiants. Evidemment pas tout le monde pense de cette façon et surtout il y en a une assez étrange à ce propos: c'est de trouver toujours des possibilités en dehors de la politique pour faire des choses contre - et je le dis en toute tranquillité - la Vallée d'Aoste. Je sais que cette affirmation ne sera pas partagée, mais c'est la réalité. En effet de quelle façon est il sorti l'amendement?

L'amendement présenté à propos de l'examen de français est né sûrement sur inspiration d'un parti politique au niveau local et en mystifiant la réalité on l'a pris comme affirmation, ou comme une nécessité, des institutions valdôtaines. Pas de plus faux. On met en relief cette question et naturellement on met en relief dans la présentation une autre chose qui a déjà fait l'objet tout à l'heure d'une discussion. Effectivement quelqu'un a dit qu'on est des maîtres à manipuler la réalité. Je ne sais pas si dernièrement les mots ont changé de signification mais, quand on dit et je lis: "Sono riassunte a grandi linee quelle che sono state le proposte da parte di quattro provenienze differenti, ieri sono state presentate in quest'aula, fra cui una mia a nome di Forza Italia", je crois que, quand on fait une telle affirmation, soit assez difficile de laisser à la fantaisie son l'interprétation; je crois que soit suffisamment clair. Parler de "mystification" et de "manipulation" veut dire que c'est une chose qu'on affirme en mauvaise foi, autrement ce ne serait pas possible. C'est évident que nous ne pouvons que dénoncer cette aptitude, nous ne pouvons que dénoncer cette prévarication aux institutions de la Vallée d'Aoste.

Il y a eu à côté de la présentation de notre résolution une autre résolution dont la présentatrice est la Conseillère Squarzino. Au-delà de toute l'histoire qu'elle a faite, en partant de Adam et Eve, on presque, les deux résolutions sont assez semblables, sinon sur une chose extrêmement spécifique: "la spendibilità totale". A part le fait que nous ne pouvons pas la suivre sur ce thème puisque ce sujet a eu dans le temps une longue discussion, mais ce qu'elle vient de dire aujourd'hui, si la mémoire ne me fait pas trop défaut, c'est un peu différent de ce qui avait été dans le temps la discussion. Quand on parlait de "la spendibilità totale", celle-ci avait une autre signification et c'était quand même d'avoir "la spendibilità totale" même pour les études universitaires, mais je ne me souviens pas que quelqu'un ait mis en discussion la nécessité de "la spendibilità totale" sans qu'il y est la suffisance pour le français. En tout cas celle-ci c'est une discussion qu'on pourra approfondir, mais c'est une chose qui va au-delà de cette question…

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

… je crois que ce n'est pas important ce qu'on a dit dans le temps parce que c'est une chose qui ne reste pas debout, vu que si je veux avoir "la spendibilità" du diplôme, je dois avoir réussi dans le diplôme. La même chose c'est pour toutes les autres choses, alors je ne comprends pas pourquoi pour le français ce serait suffisant avoir donné l'examen, là où ils peuvent démontrer d'être à connaissance de la langue française… même si de français ils ne connaissent absolument rien. Je crois que c'est une chose qui ne reste pas debout, c'est un thème sur lequel nous ne pouvons absolument suivre les présentateurs de l'autre résolution, donc c'est pour ces motifs que j'estime que ce sera difficile que nous puissions trouver un accord, de pouvoir mettre ensemble les deux résolutions, mais comme j'estime que la tentative doit être faite pour contrecarrer un certain comportement, je crois qu'on pourrait discuter pour voir s'il y a des possibilités de faire une résolution unique. Naturellement cela pourra être fait en demandant, avant la fin de la discussion générale, une courte suspension du Conseil pour voir s'il y a cette disponibilité.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (SA) Credo che ciò di cui stiamo discutendo non sia tanto la questione del francese, certo la questione del francese è l'oggetto della "quaestio", ma io inviterei i colleghi ad andare nel corso di questo dibattito un po' più in profondità. Qui la questione in gioco è la sovranità di questo Consiglio, di quell'organo deputato che l'11 dicembre 1997, all'unanimità, ha chiesto al Governo di modificare la legge in modo da rendere obbligatoria la prova del francese all'esame di Stato, di quello stesso Consiglio che poi, quando ha discusso le modalità di svolgimento di questa prova, - non più all'unanimità, ma a maggioranza - ha stabilito comunque una certa disciplina da seguire. Una parte molto significativa a livello nazionale - un po' meno per fortuna nella nostra realtà - è riuscita attraverso i suoi rapporti con il Governo attuale a rendere semplicemente inutili queste decisioni del Consiglio, tentando di cambiare le regole del gioco.

Questa è in estrema sintesi la questione che appare in tutta la sua gravità perché è l'inaugurazione di un metodo decisamente nuovo per questa Assemblea e per questa realtà, un metodo che se oggi può far gongolare alcuni, i partigiani di una certa tesi, domani potrebbe ritorcersi contro gli stessi perché, con altri governi e con altre forze politiche che dovessero usare gli stessi metodi, la Valle d'Aosta potrebbe correre altri seri rischi che magari non vedrebbero più come oggetto il francese, ma altre questioni ad esempio di tipo finanziario, economico. È solo una battuta, ma ricordo che i "Verdi" hanno sollevato per tanti anni, nel dibattito politico di questa Regione, la necessità che questa Valle avesse meno fondi sostenendo che ne aveva troppi a disposizione; se i "Verdi" all'epoca avessero usato lo stesso metodo usato oggi dai colleghi di "Forza Italia", questa Valle verosimilmente si troverebbe ad avere meno fondi a disposizione. Ciò che va denunciato con estrema forza quindi, - torno a sottolinearlo - è il metodo.

A me veniva in mente un esempio, forse banale, ma che può semplificare il concetto e che credo bene si applichi a ciò che è successo e a ciò che sta succedendo. Qualche anno fa in quest'aula si è giocata una sorta di partita di calcio, fra l'altro avevamo anche i tifosi ad incitare gli uni e gli altri, che è stata giocata con difficoltà, con rudezza anche in determinati scontri. Vorrei ricordare che in quel frangente il sottoscritto non si trovò d'accordo con la decisione assunta dalla maggioranza di stabilire le regole così come oggi sono tuttora vigenti. Ognuno giocò quella partita… alla fine la partita fu persa. Ora io, e penso anche altri miei colleghi l'unica strada che vediamo percorribile - perché non abbiamo rinunciato a quelle idee: noi continuiamo a ritenere che, per quanto riguarda il francese, la cosa migliore sarebbe una prova obbligatoria valutata che non facesse media con la lingua italiana; questo è il nostro modo di vedere la questione - è continuare a fare gli allenamenti, continuare a cercare di rinforzare la squadra, a cercare di fare acquisti nel senso nobile del termine e via di questo passo, per poi essere più forti quando si riproporrà la questione. Queste sono le regole dello sport, ma anche della politica. Non si è invece mai verificato che, quando le squadre decidono che una partita dura novanta minuti e una delle due squadre segna al novantesimo, la squadra perdente, che ha delle amicizie in Lega, telefoni alla Lega per chiedere che il regolamento sia cambiato per far durare le partite ottantanove minuti.

Credo che, quando succedono questi fatti, gli stessi tifosi della squadra che ha perso, quand'anche la Lega dovesse modificare il regolamento ed assegnare un punto in classifica rispetto allo zero di prima alla squadra che ha perso, non apprezzerebbero questo risultato perché i tifosi sono anzitutto sportivi, conoscono le regole del gioco, vogliono vedere la loro squadra forte, capace di determinare il proprio gioco, ma non ridotta a rincorrere degli escamotage di così bassa lega come quello che è stato usato in questo frangente. La "Stella Alpina" quindi è ben felice di votare la risoluzione presentata dalla maggioranza, certa che questi comportamenti vadano stroncati sul nascere ed invita, anzi sollecita gli amici di "Forza Italia" a giocare le loro partite di calcio in casa e la loro casa, almeno io credo, è ancora, come per noi, la Valle d'Aosta.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Per quanto riguarda la risoluzione presentata dai partiti di maggioranza, pensiamo che si debba partire dalla presunta mistificazione e prevaricazione che voi denunciate in riferimento alla nota questione dell'emendamento approvato nella Commissione del Senato. Allora non possiamo vedere un film dalla fine dimenticandoci di quello che era il primo tempo e dimenticandoci anche di come è stato girato questo film. Il film della maturità in Valle d'Aosta è un film che quanto meno deve partire dal 1997 quando, con un'azione non concertata sul territorio regionale, ma pensata nei petits comités, l'allora Assessore Louvin, l'allora Deputato Caveri e qualche amico della Valle d'Aosta dell'area della maggioranza di allora, i "Democratici di Sinistra", avevano pensato che la prova di francese dovesse essere applicata obbligatoriamente a una delle tre prove che costituivano la maturità.

È noto ciò che accadde nella scuola valdostana in tutte le sue componenti, insegnanti, alunni e famiglie ed è anche noto quello che disse l'Onorevole Caveri in una lettera pubblicata l'11 novembre 1997 su "La Stampa": "Il disegno di legge è del Governo ed è stato approvato in prima lettura dal Senato; l'attuale testo, per quel che riguarda la Valle d'Aosta, è frutto di un dialogo fra i Parlamentari valdostani, l'Assessore Louvin e il Sottosegretario alla pubblica istruzione".

Il Consiglio regionale in quella occasione non venne assolutamente coinvolto, anche perché non poteva essere comunque coinvolto in un momento che spettava, come competenze ovviamente, a quelle che sono le competenze parlamentari dello Stato. L'Onorevole Caveri terminava la sua lunga lettera dicendo: "Per quel che mi riguarda, ritengo che la norma ci sia e che la si debba applicare al meglio. Ricordo che nessuno durante il dibattito parlamentare sulla maturità ha mai chiesto un incontro ai Parlamentari valdostani". Se si danno giudizi di mistificazione e di prevaricazione, colleghi Consiglieri "dell'Union Valdôtaine", allora sarebbe bene non perdere di vista quello che è il film fin dalle sue sequenze iniziali. La battaglia sulla maturità è una battaglia sporca che avete iniziato voi "dell'Union Valdôtaine" perché voi "dell'Union Valdôtaine" sulla questione linguistica avete voluto sì prevaricare e sì strumentalizzare la realtà dei fatti!

La legge regionale n. 52/1998 è stata una prevaricazione su quella che era la realtà della Valle d'Aosta al di fuori di quest'aula! Per la prima volta nella storia della Regione Valle d'Aosta tutte le scuole erano state autogestite, tutte le scuole erano state occupate! Sapevate di avere la maggioranza in quest'aula, ma sapevate che se in quel momento si andava a votare e ci si doveva confrontare sull'emotività che quella legge conseguiva, avreste perso le elezioni! Voi avete invece voluto prevaricare…

(proteste ed interruzioni dai banchi della maggioranza, fuori microfono)

… basta prenotarsi e potete esprimervi. Avete voluto prevaricare e al vostro interno stesso è scoppiata la polemica perché la legge del 3 novembre un mese prima aveva spaccato "l'Union Valdôtaine". Questa è "La Stampa" del 3 ottobre, lo riconoscete? È Rollandin che afferma: "Abbiamo sbagliato…" - si legge - "… non si può costruire creando barriere ideologiche fittizie, ci sono ideali che al momento giusto bisogna mettere sul tavolo" e via seguendo.

La legge n. 52 aveva spaccato la stessa "Union Valdôtaine". Cosa ha fatto "Forza Italia"? "Forza Italia" nell'autunno del 1998 ha dichiarato in quest'aula che la battaglia sul francese non sarebbe finita con quella legge scellerata, che non teneva in conto né le esigenze del mondo della scuola, né della società valdostana, né soprattutto di quelle che sono le cause fondanti dello Statuto che voi citate. Voi affermate che c'è il tentativo di minare i fondamenti della nostra autonomia e noi sposiamo in pieno questa autonomia che, oltre che vostra, è anche nostra, ma noi leggiamo l'autonomia per come è scritta, non per quello che nei partiti si pensa di poter magari modificare un domani. Gli articoli 38, 39, 40 prevedono cose ben precise, colleghi Consiglieri; l'articolo 38 sancisce la parificazione fra la lingua francese e quella italiana. La Corte costituzionale, con una sentenza datata 1969, la sentenza n. 156, ha detto testualmente che: "la parità linguistica…" - e di conseguenza l'articolo 38 - "… si realizza nel consentire l'uso dell'una o dell'altra lingua, a scelta dei soggetti interessati"; si riferiva a una norma di legge che regolamentava le prove degli esami di Stato in questa Regione. La Corte costituzionale ha detto che la parità linguistica è la libertà di esprimersi! Evidentemente a qualcuno questa parità linguistica non piace, nel senso che per qualcuno questa parità linguistica c'è solo nella misura in cui qualcun altro si esprime in una delle due lingue.

Noi riteniamo che questa non sia la parità linguistica, ma sia l'imposizione del bilinguismo, che è un concetto nettamente diverso rispetto a quello di insegnare una lingua e di lasciare alla discrezionalità del soggetto che l'ha imparata se esprimersi e se spendere questa lingua. L'emendamento che è stato approvato nella Commissione del Senato non toglie nulla alla Valle d'Aosta, non toglie nulla ai Valdostani, ma rende facoltativa una prova che non avrebbe neanche motivo di esistere perché sapete benissimo che la maturità in Valle, prima di questa quarta prova, poteva già essere sostenuta in lingua francese e sapete anche che le percentuali di coloro che hanno sostenuto negli anni passati la maturità in lingua francese non sono esprimibili perché si contano sulle dita di una mano. Questa è la realtà della Valle d'Aosta! Ciononostante siamo arrivati alla quarta prova.

Colleghi consiglieri, allora noi vi domandiamo dov'è l'attacco all'autonomia, dov'è il disconoscimento della sovranità di quest'aula? Quest'aula ha dato corpo ad un accordo politico sorto fuori da quest'aula, prima con la legge n. 425/97, il cui ispiratore era l'Onorevole Caveri, e successivamente con una legge che ha modificato l'impostazione dell'Onorevole Caveri e che è stata recepita nella modifica della "Bassanini bis". Soltanto la modifica della "Bassanini bis", che non può essere fatta dal Consiglio regionale, consentiva e consentirà alla Valle d'Aosta di regolamentare nuovamente la maturità. Senza passare attraverso il legislatore nazionale, la quarta prova non può essere modificata rispetto a quella che è la realtà attuale.

Dopodiché è evidente che le nostre sono sensibilità diverse, ma non accettiamo, colleghi "dell'Union", lezioni di autonomia o di morale politica da chi ha sempre gestito la Valle d'Aosta forte delle amicizie politiche e personali che riusciva a consolidare nelle aule romane. Non accettiamo lezioni di questo tipo perché ancora oggi il metodo che voi praticate da Bruxelles a Roma è questo, non è quello del confronto politico, è quello della pacca sulla spalla, è quello di "vendere" una Valle d'Aosta diversa rispetto a quella che è in realtà, perché l'immagine che c'è, o meglio, che c'era della Valle d'Aosta a Roma era un'immagine distorta e differente rispetto alla realtà che noi tutti conosciamo e che noi tutti viviamo. Noi riteniamo perciò di aver semplicemente ridato ai nostri studenti quella libertà di scelta che, non togliendo nulla e non minando nulla, semplicemente va a connotare quella che è la nostra visione dell'autonomia; un'autonomia che deve nascere da scelte di libertà e non da imposizioni, che voi vi continuate ad inventare, nonostante certi dati inconfutabili, come quelli della Fondazione Chanoux, dimostrino che in questa Regione vi sono situazioni che non hanno più assolutamente motivo di essere imposte, perché la realtà del 2002 è diversa rispetto alla realtà di un secolo e mezzo fa!

Président La parole au Conseiller Rini.

Rini (UV) Come sappiamo, la Commissione istruzione del Senato, in occasione dell'esame del disegno di legge di delega al Governo per le norme generali sull'istruzione, la cosiddetta "legge Moratti", ha aggiunto un emendamento presentato dal Presidente della Commissione, Franco Asciutti, di "Forza Italia", il quale fra l'altro ha confuso un'istituzione con alcuni esponenti di una minoranza esigua. L'emendamento di fatto andrebbe a cancellare una disposizione di legge regionale che questo Consiglio aveva democraticamente approvato, con un sotterfugio si vorrebbe modificare una decisione che la Regione ha preso in modo chiaro e democratico, calpestando l'autonomia della Valle e di questo Consiglio.

Credo che oggi, più che discutere sugli effetti dell'emendamento e rifare un lungo discorso che abbiamo già fatto in quest'aula, dovremmo riflettere sul metodo con il quale qualcuno intende realizzare il tanto decantato federalismo e decentramento e soprattutto, come è stato già detto, cerchi di delegittimare questo Consiglio. Secondo me i colleghi di "Forza Italia della Valle d'Aosta" hanno una volta ancora fatto un autogol, tant'è che la gran parte dei Valdostani valuta questo grave fatto con dissenso, stupore e disappunto ed è indignata soprattutto che dei Consiglieri regionali della Valle d'Aosta gioiscano del fatto che qualcuno tenti di intaccare la nostra autonomia e del fatto, ancora più grave, che si vantino di essere loro stessi gli artefici di quanto è successo. Se è vero che i rappresentanti valdostani di "Forza Italia" godono, come dicono, di grande considerazione nella capitale, potrebbero sfruttare queste loro credenziali per cercare di realizzare il federalismo e il decentramento che a gran voce decantano, ma che nei fatti cercano di cancellare, mi pare che stiano facendo esattamente il contrario. Qualcuno ha un'idea del tutto personale della democrazia e, pur facendo parte di una minoranza inconsistente, è convinta di rappresentare l'intera comunità valdostana, non è così. Sono comunque personalmente convinto che i rappresentanti di "Forza Italia" a Roma avranno più buon senso di quelli valdostani, che prevarrà il buon senso e che il Governo accoglierà l'emendamento abrogativo già presentato dal Senatore Augusto Rollandin. I nostri Parlamentari, sempre attenti a tutto quanto a livello nazionale può interessare la nostra Valle, sapranno sicuramente operare per far sì che il testo approvato dalla Commissione del Senato venga emendato in aula per ristabilire la versione iniziale del testo di legge. È ovvio che voterò a favore della risoluzione.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Encore une fois le français à la une dans ce Conseil, encore une fois les collègues, de "Forza Italia", comme cela a déjà été fait dans le passé, nous invitent, voire nous obligent, à nous occuper de ce thème. Cette fois nous avons été obligés de présenter une résolution et il est donc bien d'intervenir pour fournir quelques éléments supplémentaires aux thèses qui déjà présentes dans cette résolution.

Je voudrais tout d'abord revenir sur quelque chose que d'autres ont déjà cité. Il faut intervenir et on présente une résolution parce que c'est important à mon sens de réaffirmer les compétences de ce Conseil. Il est important de réaffirmer et de remarquer encore une fois le sens de cette institution et j'ai déjà eu manière de le dire dans le passé, lorsqu'on a discuté une motion que le collègue Frassy avait présentée sur la recherche de la Fondation Chanoux et bien, avant qu'il y ait des amendements du Sénateur Asciutti: il faut se demander quel est le rôle, quelle est la fonction de cette Assemblée parce qu'il faudra choisir un jour ou l'autre si accepter de voir gommer certaines compétences ou si, même dans les différences politiques et culturelles qu'on exprime, on estime que cette Assemblée soit représentative de quelque chose et qu'elle doive remplir des rôles et des fonctions.

Cela dit, je voudrais arriver à une question de contenu, je n'ai pas intention de parler politique, d'autres l'ont fait et d'autres peut-être le feront. Je voudrais tout d'abord dire que la modification prévue par "l'amendement Asciutti", qui prévoit la non obligation de la 4ème épreuve, détaille tellement les dispositions qui seraient renvoyées à la Région, pour y pourvoir avec une loi successive, qu'elle ne peut que s'avérer un peu ridicule, car ces dispositions sont tellement ponctuelles et détaillées qu'elles rendent inutile n'importe quelle intervention d'actualisation de la part du Conseil. Tout le monde, je crois, les a lues, mais je veux les citer: "L'esame di Stato conclusivo del ciclo secondario da sostenersi in Valle d'Aosta prevede la possibilità per lo studente di sostenere una prova scritta in lingua francese facoltativa, aggiuntiva alle altre prove scritte previste. Il positivo superamento della prova di cui al comma 20 bis comporta il conferimento di un attestato con valore legale di piena conoscenza della lingua francese. La Regione Valle d'Aosta con propria legge stabilisce tipologie e modalità di svolgimento della prova di cui al comma 20 bis, le modalità e i criteri di valutazione delle prove d'esame sono definiti nell'ambito di apposito regolamento attuativo regionale…" - et il semblerait être libres, mais on dit - "… previo parere del Ministero competente".

Aucun doute que les collègues de "Forza Italia" aient beaucoup travaillé dans le détail avec un effort qui les a conduits à faire prévoir tout à l'Etat, une belle considération pour cette Assemblée! Je voudrais aller de l'avant et je voudrais rappeler qu'à l'heure actuelle, en revenant au BAC et à cette proposition, un candidat au BAC est obligé à soutenir la première épreuve en italien et la quatrième en français, il est libre de choisir de soutenir la deuxième et la troisième épreuve au choix dans l'une ou dans l'autre langue. En rendant facultative la quatrième épreuve pourrait s'avérer une situation dans laquelle les candidats, choisissant l'italien pour la deuxième et la troisième épreuve, ils se soustrairaient à l'épreuve de français.

Ces candidats donc auraient soutenu trois épreuves en langue italienne et pas d'épreuves en langue française; vice versa l'étudiant voulant soutenir les deux épreuves en langue française sera quand même soumis obligatoirement à l'épreuve en langue italienne. Cela signifierait une évidente et grave violation de la parité linguistique, il y aurait une disparité des deux situations dans lesquelles se trouverait l'étudiant, sauf qu'on décide d'abroger tout le statut, comme peut-être semblerait s'avérer par les considérations qu'on a entendues de la part de M. Frassy.

Dernière considération - je l'ai touchée tout à l'heure - concernant le règlement: là avant on disait "d'intesa con il Ministero", aujourd'hui au dit- et je viens de le citer - : "previo parere del Ministro". Il me semble, celui-là, un bel exemple de régression: une régression qui n'est pas due à la mauvaise volonté du Ministre, du Gouvernement italien ou du Parlement, cela - et c'est contre c?ur que je dois le dire - est prévu sur la base d'une requête de membres de cette Assemblée. Je trouve cela franchement inacceptable et je crois qu'ils s'en rendent compte voilà pourquoi M. Frassy a justifié son intervention en grande partie en s'occupant de "l'Union Valdôtaine", et de ses hommes politiques.

A cet égard je voudrais préciser que M. Frassy a cité la lettre de M. Caveri, mais c'est justement après cette lettre que cette Assemblée a adopté une résolution qui a porté au changement d'une loi que l'Etat avait prévue, en donnant raison à celle qui avait été une initiative de ce Conseil qui a avancé une requête totalement différente par rapport aux vôtres. Parler de "l'Union Valdôtaine", en le mêlant à cet argument ce n'est que un moyen pour détourner l'attention du vrai problème. Pour revenir à ce problème, moi je me suis posé quelques questions. Certes, lorsqu'au fait de la politique on essaye de mettre en difficulté les autres, cela on le comprend tout. Mais je me suis quand même interrogé en me demandant le pourquoi de ce comportement et les réponses m'ont été données, et je cite, par le courrier envoyé à "La Stampa" par M. Frassy qui a dit: "La sede parlamentare è l'unica in cui l'argomento possa essere affrontato in termini decisionali consentendo di rendere facoltativo ciò che prima era previsto obbligatorio. Il Consiglio regionale pertanto non ha nessun potere in merito, se non quello di dare applicazione alla delega nel rispetto dei principi ivi stabiliti…" - tout cela se commente à tout seul - "…Quando di mezzo c'è la libertà degli individui, in uno dei suoi aspetti più pregnanti, qual è quello culturale e di espressione, ogni mezzo è lecito per conseguirla e la forma passa decisamente in secondo piano".

M. Frassy nous démontre ici d'être tellement convaincu qu'une chose, une fois qu'elle est annoncée, devient vraie… qu'il ne se pose même pas de doutes.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto. Tali interventi mi stimolano a fare, a mia volta, alcune osservazioni su una vicenda ovviamente delicata, che ha fatto dibattere dentro e fuori quest'aula e che credo farà ancora dibattere le forze politiche in questa Regione. Ho ascoltato soprattutto attentamente l'intervento del collega Frassy perché volevo capire quali fossero le argomentazioni che hanno portato a questa iniziativa, che a tutti è parso di capire sollecitata da "Forza Italia della Valle d'Aosta". Credo che nell'intervento del collega Frassy ci sia una cosa vera, una cosa che mi sento di condividere: la critica politica che egli ha rivolto nei confronti di chi ha gestito l'inizio di questa vicenda. Consigliere Frassy, se non ricordo male, ha utilizzato qualche minuto fa la parola "intrallazzi" per definire il comportamento di un Deputato valdostano, che all'inizio gestì, con i metodi che egli ha evidenziato, la questione del francese all'esame di Stato. È una critica che condividiamo, però non condividiamo il passaggio successivo perché se è vero che in quel caso ci fu un errore, una mancanza, direi una grave scorrettezza nello scavalcare il Consiglio regionale, non si rimedia ad un errore, ad una scorrettezza politica con un altro errore e con un'altra scorrettezza politica, se possibile ancora più grave. Questo per quanto concerne il metodo.

Se poi andiamo ad esaminare nel concreto l'emendamento, mi sembra che l'iniziativa di "Forza Italia" francamente non stia in piedi da nessuna parte e in nessun modo. L'iniziativa propone essenzialmente due novità: la facoltatività della prova in francese e la spendibilità del superamento dell'eventuale prova di francese. Credo che le contraddizioni esistenti relativamente alla scelta della facoltatività siano emerse già nel dibattito. Intanto - lo ricordava qualcuno - la quarta prova obbligatoria in francese era stata richiesta unanimemente dal Consiglio regionale, compreso il Consigliere Tibaldi che all'epoca rappresentava, per sua stessa dichiarazione, "Forza Italia"; ma si può sempre cambiare idea, non è che questo sia così grave… La quarta prova di francese aveva ed ha un duplice significato…. Innanzitutto una valenza di carattere costituzionale, lo ha appena detto anche l'Assessore. Il prevedere un sistema in cui il francese è facoltativo e l'italiano è obbligatorio mi sembra incostituzionale, banalmente incostituzionale.

La storia della facoltatività di una materia mi ricorda il referendum che fece "Cuore", il giornale satirico tanti anni fa, per l'abolizione della matematica a scuola, mi sembra che il livello sia questo. Se poi andiamo a considerare la questione dal punto di vista pedagogico, come facciamo a ritenere facoltativo l'esame in una materia che fa parte di un curriculum di tredici anni? E poi perché il francese facoltativo e l'italiano no? Se è facoltativo il francese, per un discorso di parità, rendiamo facoltativo anche l'italiano, ma allora riduciamo l'esame di Stato a una cosa poco seria. Tra l'altro, riguardo alla spendibilità, mi sembra più garantista per i ragazzi il fatto che la prova sia obbligatoria perché in questo caso hanno maggiori possibilità, se non altro statistiche - poi magari torneremo su questo argomento -, non voglio fare un elogio su come viene fatto l'esame di francese per garantire queste statistiche, di garantirsi la spendibilità che oggi c'è, che non è la spendibilità che vogliamo noi, ma più con quella che c'è oggi… l'esame obbligatorio li garantisce di più rispetto ad un esame facoltativo a cui forse - siamo stati tutti studenti - si sottrarrebbero per poi dover fare degli accertamenti - non si sa quali - al momento del concorso pubblico. Mi sembra che, dietro questa idea un po' demagogica, ci sia una confusione incredibile perché la previsione di facoltatività comporta dei problemi. O si vuole immaginare questo strumento come grimaldello per attaccare l'autonomia valdostana, però mi sembra uno sforzo vano, forse superiore alle intenzioni di chi ha proposto questo emendamento, oppure è stato fatto un pasticcio perché prevedere l'obbligatorietà dello svolgimento di una prova dell'esame di Stato in una lingua che è parificata ad un'altra lingua, per la quale si prevede che la prova sia solo facoltativa, costituisce una contraddizione insuperabile sia dal punto di vista costituzionale, sia dal punto di vista didattico-pedagogico.

Una parola sulla spendibilità, anche perché su questo tema dobbiamo dare una risposta a una proposta che è venuta dal Consigliere Cottino. La spendibilità totale, che per noi va esattamente nel senso che ha spiegato la Consigliera Squarzino, è sempre stata portata avanti con coerenza - e con questo rassicuro il Consigliere Cottino - perché quel tipo di spendibilità, che ha illustrato la Consigliera Squarzino, l'abbiamo rappresentata ripetutamente in quest'aula, quando si discuteva della relativa legge. Abbiamo addirittura presentato una nostra proposta di legge che disciplinava la spendibilità in questo modo, quindi si tratta di un comportamento del tutto lineare. Per noi la questione della spendibilità è una questione centrale ed irrinunciabile, abbiamo fatto delle battaglie, abbiamo raccolto delle firme per un referendum, che poi è andato come è andato per tutta una serie di ragioni che non è neanche il caso di rivangare, è una battaglia a cui non intendiamo rinunciare!

Per noi quindi il fatto che in una risoluzione proposta in Consiglio venga evidenziato il concetto di spendibilità totale, che noi auspichiamo, è elemento essenziale. Per quanto ci riguarda, pur condividendo gran parte, direi quasi totalmente le affermazioni della risoluzione dei gruppi di maggioranza, non possiamo non evidenziare - ed è un'omissione piuttosto significativa - che, mentre si parla di tutto, non si parla della spendibilità perché neanche voi avete avuto, gruppi di maggioranza, l'intenzione, la volontà, il coraggio, non so cosa, di affrontare quel problema che pure l'emendamento di "Forza Italia" pone. Ritengo quindi sia una carenza della vostra risoluzione quella di non avere affrontato completamente tutte le questioni che vengono poste, mentre la nostra risoluzione - potrà essere condivisibile o meno - affronta tutte le questioni che pone l'emendamento proposto da "Forza Italia" in sede parlamentare. Per questo - e concludo - noi manterremo la nostra iniziativa, non per scortesia nei confronti di nessuno; anche la proposta di sospensione del Consiglio mi sembra francamente, alla luce di quello che sto dicendo, superflua, inutile. Noi quindi voteremo la nostra risoluzione, come è ovvio, mentre ci asterremo sulla risoluzione della maggioranza non perché non condividiamo quello che si dice, ma perché non condividiamo il fatto che non si dica qualcosa di importante relativamente alla questione della spendibilità.

Président Le Conseiller Curtaz vient de s'exprimer dans le sens contraire à la requête avancée par le Conseiller Cottino d'une suspension.

Conseiller Cottino, est-ce que vous maintenez la requête à ce moment-là? Non. Nous sommes toujours en discussion générale.

La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Meno male che ogni tanto si parla di francese in quest'aula, meno male che il gruppo di "Forza Italia" vi dà lo stimolo per poterne parlare, altrimenti la legge n. 52/1998 da qualcuno viene interpretata come una sorta di atto tombale, che mette un coperchio definitivo su quello che è un aspetto della nostra società e della nostra cultura che appare più come una ferita ancora aperta che non come una cicatrice chiusa. Ritengo quindi che fra i meriti che ha l'emendamento proposto dal Presidente Asciutti di "Forza Italia" ci sia anche quello di mantenere vivo il problema, tutto sommato, un problema che se qui viene occultato, in realtà dalla società valdostana è ancora percepito.

È una questione che è stata, come ricordava l'Assessore Pastoret, certificata da una ricerca fatta dalla Fondazione Chanoux, le cui risultanze hanno dato risalto lucidamente, quanto onestamente, della situazione di questa lingua definita "madre". L'esame di Stato, o meglio la maturità alla valdostana, come è stata interpretata dalla legge n. 52/1998, è il prodotto di un percorso a tappe che, come qualcuno ha già ricordato, nasce intorno alla metà degli anni '90 e che, dopo una prima proposta, che prevedeva il francese nell'ambito della terza prova, subisce, come è stato ricordato, una modificazione.

Si arriva all'11 dicembre 1997, momento in cui viene approvata all'unanimità una risoluzione - c'è anche il mio voto condivisibile e condiviso in quel momento e non rinnegato, perché comunque quella scelta è servita a limitare i danni -, ove si decide che al francese nell'ambito della terza prova si proceda al francese individuato nell'ambito di una quarta prova, la cui regolamentazione avrebbe dovuto essere disciplinata con una legge regionale successiva. Si arriva così all'ottobre 1998, dopo una serie di proteste e di dissensi che hanno coinvolto la società, in particolare il mondo della scuola a tutti i livelli: studenti, insegnanti, sindacati e famiglie. La legge n. 52/1998 però non viene approvata all'unanimità, viene approvata a maggioranza anche da coloro che oggi si fanno strenui difensori di determinati precetti, mi riferisco in particolare a certe posizioni che ha tenuto il Consigliere Marguerettaz. Lo stesso Senatore Rollandin si dichiara contro il francese esasperato.

Lo stesso Deputato Collé - anche se qui non voglio fare una rassegna delle sue citazioni perché gli creerei un ulteriore imbarazzo a sostenere alla Camera una posizione diametralmente opposta -, se il collega Marguerettaz fa il paragone con i fenomeni di "girotondismo"… l'ex collega Collé addirittura ha dichiarato: "In questi giorni si è parlato di un referendum abrogativo…" - quindi di un'azione popolare forte - "… e noi diciamo perché no? Ci dichiariamo fin d'ora disponibili a lottare con gli studenti per contribuire a far sì che il francese in Valle d'Aosta non venga odiato e questo è il rischio con la bomba che oggi avete innescato…" - si riferiva a voi, colleghi di maggioranza - "… che sia invece quella lingua che ci aiuta a crescere culturalmente perché chi ama il francese non può imporlo per farlo amare".

Cito solo questa frase giusto per ricordare che il percorso a tappe di cui facevo cenno e di cui è stato protagonista anche il Deputato Collé è un percorso ricco di equivoci e contraddizioni. Quando il collega Curtaz o il collega Cottino cercano di estrapolare strumentalmente porzioni di frase per giustificare una dichiarazione che è completamente mendace, se letta in chiave mistificatoria, mi ricordano "La Repubblica" quando estrapola pezzi di frasi da discorsi completi di Berlusconi o di qualche ministro per poter strumentalizzare determinati fatti.

In questo percorso a tappe l'emendamento proposto dal Presidente Asciutti e votato dalla Commissione istruzione e cultura del Senato rappresenta un passo avanti, senza andare a ledere il dettato statutario in quanto gli articoli 38, 39, 40 sono assolutamente ininfluenti da questo punto di vista, e al tempo stesso viene riconosciuto un principio che, secondo noi, è premiante: la libertà di scelta, una libertà che può solo estrinsecarsi, fermo restando il riconoscimento della parità linguistica fra italiano e francese, con la scelta da parte dello studente di sostenere o meno l'esame in lingua francese, con le differenti conseguenze che ne derivano.

Questo disegno di legge allora è un qualcosa di innovativo che segue l'evoluzione dei tempi, che segue l'evoluzione della società valdostana e che non può essere censurato in maniera sommaria come abbiamo sentito fare oggi in quest'aula. È una proposta che va approfondita, ma da parte vostra oggi non sono pervenute proposte, sono pervenute solo censure e prendiamo atto che ogni qual volta "Forza Italia", porta avanti un discorso di libertà, viene osteggiata dal resto del Consiglio perché evidentemente…

(interruzioni da parte dei Consiglieri di maggioranza, fuori microfono)

… ma nemmeno la richiesta di libertà che promanava dagli studenti è stata ascoltata dal Consiglio regionale nel 1998, collega Marguerettaz, e comunque prenotatevi, colleghi, e poi fate l'intervento, il collega Comé può farlo, oppure comprate una pagina di giornale e mistificate la realtà, come avete fatto questa estate dicendo: "Tibaldi, Frassy e Lattanzi contro l'insegnamento del francese nelle scuole", inventando di sana pianta perché non c'è uno straccio di documento o una porzione di frase che sia ascrivibile ad alcuno di noi tre e che sostiene questi concetti!

Compratevi un'altra pagina autogestita, mistificate ancora una volta la realtà e utilizzate gli organi di informazione che vi sono più vicini o amici! Colleghi, se volete manipolare la realtà, potete farlo, ne avete gli strumenti e i mezzi, ma dovete anche ricordare le contraddizioni e gli equivoci, che hanno contraddistinto soprattutto il vostro modo di agire e il vostro modo di essere, a partire da quegli accordi che sono stati presi in sede romana unilateralmente dall'allora Deputato Caveri e dall'allora Assessore Louvin, con gli organi ministeriali romani. Prima il collega Frassy ha citato quell'incontro che coinvolgeva un Sottosegretario probabilmente di area Centro-Sinistra, visto che il Governo nel 1997 era di Centro-Sinistra.

Dichiariamo quindi il nostro voto contrario alle vostre risoluzioni, sia quella che proviene dalla maggioranza, sia quella che proviene "dall'Ulivo", e sosteniamo con forza e con convinzione l'emendamento "Asciutti" che ha già iniziato il suo iter in aula al Senato e che auspichiamo venga approvato quanto prima, per far sì che si giri pagina, che il francese non sia più considerato come una ferita aperta, ma possa essere considerato come un'opportunità culturale, un'opportunità culturale che nessuno vuole assolutamente negare, ma che anzi vogliamo valorizzare, ma nella sua giusta dimensione.

Président Nous sommes toujours en discussion générale. Je n'ai plus de conseillers inscrits à parler, la discussion générale est close.

La parole au Président de la Région, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Quelques considérations concernant la discussion qui s'est déroulée. Tout d'abord nous avons eu un exemple ultérieur de ce qu'on appelle la "théorie négationniste". En effet, dans leur intervention quelques collègues ont refusé de reconnaître qu'en 1997 cette Assemblée a voté à l'unanimité…

(interruzioni da parte di consiglieri di opposizione, fuori microfono)

…. dans son exposé, M. Frassy n'a pas cité cette délibération pour contester la remarque que je partage, exprimée par M. Marguerettaz, concernant le problème de fond à savoir la souveraineté de cette Assemblée; et là, la souveraineté s'était exprimée et s'était exprimée à l'unanimité! Je veux également citer les considérations qu'on avait exprimées et qui avaient été partagées par tout le monde: "Evidenziata la necessità ed urgenza di una modificazione del quinto comma dell'articolo 3 di tale legge in modo da stabilire modalità di esame più coerenti con il percorso scolastico degli studenti e con la graduale innovazione del sistema scolastico secondario nel rispetto dell'ordinamento linguistico della Regione".

Cette communauté a beaucoup investi dans l'application des articles 39 et 40 de notre Statut pour qu'il y ait un enseignement bilingue; voilà l'incohérence d'une proposition qui a anéanti une organisation et un système et a introduit - mais je reviendrai sur ce thème - des éléments dangereux de division à l'intérieur de cette communauté. À cet effet, sur la base de ces prémisses, je crois que l'énocé tait suffisamment clair, même si chacun est libre de changer d'opinion, mais qu'on le reconnaisse. Je cite encore: "Il Consiglio regionale ritiene necessaria una modificazione della legge relativa agli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore che preveda una specifica, distinta e obbligatoria prova scritta di lingua francese".

Egalement, pour ce qui est de la sentence de 1969 qui a été citée, on oublie de dire que cette sentence est intervenue, oui, à l'effet de rétablir une parité, mais dans une situation qui était tout à fait différente, vu qu'il n'y avait que des épreuves en langue italienne. Sur la base de ces épreuves en langue italienne il y avait la possibilité de présenter sa dissertation en langue française, mais toujours, vu qu'il n'y avait aucune modification ni des examens d'Etat, ni une application des articles 39 et 40, dans l'optique de la reconnaissance de la parité linguistique. Quelqu'un nous dit ensuite qu'on veut "prevaricare la realtà". Nous prenons acte, mais à part un référendum qui a été…

Frassy (fuori microfono) … è stato manipolato…

Viérin D. (UV) … mais évidemment, quand il y a la manipulation… mais si cette prévarication existait… sur quoi est-elle fondée? Cette prévarication est fondée sur des grèves et sur des protestations. Alors au même titre je devrais dire au "Gouvernement Berlusconi" de tenir compte des grèves actuelles, des millions de travailleurs qui protestent. On ne peut parler de prévarication quand il y a eu un référendum. Même le "Gouvernement Berlusconi" - sur des situations analogues - est à ce propos "légitimé" parce qu'il a été élu démocratiquement et donc il n'y a aucune prévarication Messieurs les conseillers. A moins que vous n'acceptiez que… les grèves doivent être prises en tant qu'élément de légitimité, mais alors vous devez en prendre acte également pour le Gouvernement Berlusconi.

Pour ce qui est de l'utilisation de cette vérification, je dis simplement que nous avons essayé, contrairement à ce que quelqu'un prétend, de ne pas suivre un parcours idéologique. On a dit: "Il faut vérifier cette compétence et cette connaissance; attribuons donc cette mission et ce pouvoir à l'école. Mais, nous devons prendre acte du fait que la certification de la validité du titre scolaire délivrée par les institutions scolaires est limitée au diplôme secondaire, au BAC, à la maturité". Là, c'est vous qui faites de l'idéologie parce que vous voulez sortir d'un parcours scolaire: si vous avez le diplôme d'expert-comptable et par contre l'on demande la maîtrise pour un concours, vous ne dites pas que avec votre diplôme d'expert-comptable vous pouvez participer au concours où l'on demande la maîtrise. Vous faites extrapolation pour le français et c'est vous donc qui êtes dans l'idéologie. Ce n'est pas une accusation, c'est une constatation.

Je trouve enfin qu'il y a une contradiction flagrante, presque banale, vu que cet amendement a été inscrit en tant que deuxième alinéa de l'article 6 de ce projet de loi. Or, l'article 6 reconnaît: "le competenze delle Regioni a statuto speciale, delle Province autonome di Trento e Bolzano in conformità dei rispettivi statuti". Enfin la question de fond, à savoir l'on veut par cet acte refuser le principe de la parité linguistique et donc si l'on refuse ce principe, qui est sanctionné par le Statut spécial de la Vallée d'Aoste, l'article 38, à notre avis l'on vise également à diviser cette communauté d'une façon que je considère artificieuse et qui peut générer des oppositions, qui sont vraiment factices et susceptibles de créer des conflits ultérieurs.

Pour conclure, nous ne pouvons que constater que si, comme je le crois, nous considérons que la langue française est une valeur et une ressource fondamentale pour cette communauté, il ne saurait exister de disparité entre les deux langues officielles parce que prévoir que l'une des deux langues ait un statut différent au moment de la certification d'un certain cursus scolaire est contraire non seulement aux principes statutaires, mais à toute une organisation juridique, à des raisons d'ordre pédagogique et également d'opportunité. Nous ne pouvons donc que réaffirmer qu'il doit y avoir obligatoirement parité: si l'épreuve d'italien est obligatoire, l'épreuve de langue française doit l'être aussi, et réaffirmer notre volonté en tant que Conseil de la Vallée et soutenir l'action de nos Parlementaires. Le Sénateur Rollandin a déjà présenté un amendement qui a été signé par tous ses collègues du groupe des autonomies et nous espérons qu'avec les volontés exprimées par cette Assemblée l'on pourra réfléchir sur les retombées et sur les conséquences de cet acte que je ne peux encore une fois, que qualifier d'irresponsable, démagogique et nuisible.

Président La parole au Vice-président Lattanzi, pour déclaration d'intention.

Lattanzi (FI) Se fossi un giornalista e dovessi dare un titolo, titolerei: "Francese: tutti contro Forza Italia"! Ho ascoltato il dibattito e devo dire che siamo passati dal merito al metodo, dal metodo al merito e in qualche momento ho avuto difficoltà a capire se stavamo parlando di metodo o di merito.

Mi permetto di fare una riflessione in dichiarazione di voto a nome del mio gruppo, naturalmente contrario a questi ordini del giorno, ma anche una riflessione personale su alcune considerazioni che ho sentito fare. Premesso che io le rispetto tutte, anche quelle che non condivido e che addirittura mi preoccupano, perché comunque sono idee ed è giusto che ognuno le esprima, però sentirsi dire, come ho sentito in questi giorni, che, per aver fatto un'operazione politica, noi siamo dei banditi che attacchiamo l'autonomia, che rifiutiamo il bilinguismo, che siamo contro il francese perché, se non sei per l'obbligatorietà e sei per la libertà, sei contro tutto questo, permettetemi di dire che è veramente sconsolante! È sconsolante per il livello del dibattito politico che cade in quelle discussioni di condominio, che io tendo sempre di evitare - infatti ci va mia moglie - perché si va a discutere in maniera aggressiva, cattiva, di qualunque cosa, anche la più banale.

Non è accettabile l'ultima dichiarazione che il Presidente ha fatto - dal suo punto di vista comprensibile, ma non accettabile - che, per accettare il bilinguismo, fondamento dell'autonomia e quindi concetto statutario su cui fonda tutta la nostra libertà federalista, bisogna essere per l'obbligatorietà della prova di francese, mi consenta, Presidente, non posso essere d'accordo perché posso essere d'accordo sul fatto che uno possa essere per il bilinguismo o contro il bilinguismo…

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

… io la cito perché l'ho scritto… mentre lei parlava ho scritto, poi, se vuole, ci riguardiamo i verbali. Lei ha detto che se si è per il bilinguismo, per questo valore, per questo fondamento dell'autonomia, bisogna essere per l'obbligatorietà. Mi consenta, non sono d'accordo perché lo strumento per promuovere il bilinguismo, il valore da tutti condiviso del francese in questa Regione, non è solo quello dell'obbligatorietà; noi abbiamo culturalmente un processo mentale diverso, ci dividiamo su molte questioni e questa non sarà né la prima né l'ultima questione su cui ci dividiamo: lei è per l'obbligatorietà insieme a tutto il Consiglio regionale, noi di "Forza Italia", unici tre poverini, siamo per la libertà, eppure siamo per il bilinguismo, anche noi come voi, ma guarda che strano! Non ci sentiamo banditi però, come ci hanno denunciato certi colleghi in Consiglio comunale piuttosto che personaggi "dell'Union Valdôtaine", questo lo rifiutiamo.

Certo, abbiamo discusso dell'esame di Stato, ad un certo punto sembrava di parlare del diploma di Regione, ma la legge per l'istituzione dell'esame di Stato si discute al Parlamento, alla Regione compete regolamentare quell'esame di Stato su deroga e devoluzione di competenze da parte del Parlamento. Non vi siete scandalizzati quando l'Onorevole Caveri, insieme all'allora Ministro di Sinistra, ha reso obbligatoria, con le vicende che tutti conosciamo, la prova di francese; noi abbiamo subito il colpo, noi non ci siamo scandalizzati, ci siamo arrabbiati politicamente, abbiamo combattuto, abbiamo lottato quando in quest'aula quella prova è stata sancita e c'erano cinquemila persone sotto il Palazzo regionale che urlavano e tiravano le uova - il che non mi è piaciuto che sia successo - all'Assessore Pastoret. Non abbiamo detto che eravate delle canaglie, abbiamo semplicemente urlato un dissenso rispetto a un metodo…

(interruzione del Consigliere Cottino, fuori microfono)

… Consigliere Cottino, per cortesia, non saranno vere le cose che dico, ma sono le mie opinioni! Aggiungo ancora che è stupefacente, per non dire allucinante o allucinogeno, sentire che chi era con noi in quei giorni a battagliare contro quell'esame obbligatorio oggi ci venga a fare lezione, scusami Consigliere Marguerettaz, il sermone sullo sport…

(interruzione del Consigliere Marguerettaz, fuori microfono)

… che non lo hai mai fatto lo sport, l'unico sport che hai fatto è quello di saltare da una parte all'altra, ma scusa! Hai utilizzato il senso dello sport, come la squadra che perde e che si deve rinforzare come avete fatto voi. No! Voi non vi siete rinforzati, vi siete venduti alla squadra che ha vinto, ma scusa! Avete perso tre a zero insieme a noi e due ore dopo eravate negli spogliatoi insieme agli altri, avete cambiato la casacca! Ma almeno non fare i sermoni! Ivo Collé parla di attacco all'autonomia, ma era seduto qui insieme a noi, fuori a sospendere il Consiglio! Scusate - mi scaldo, vi chiedo scusa per la passione - ma veramente certi sermoni sono insopportabili; ci sentiamo dare dei banditi da chi fa il sermone vendendosi da una parte all'altra del campo di calcio. Fate gli autogol, tenete la maglia degli altri, avete alzato la maglietta e avevate quella degli avversari, ma scusate! Chiedo scusa per lo sfogo, anche perché interrompete in continuazione e non lasciate neanche parlare. Noi non rifiutiamo il bilinguismo, non rifiutiamo il francese come valore, non lo rifiutiamo perché siamo convinti che, se passa questo emendamento, i miei figli faranno facoltativamente l'esame di francese - perché è giusto per loro -, lo faranno per loro volontà, per avere un vantaggio culturale innanzitutto, di identità ancora prima e anche di opportunità economica e di lavoro.

Non possiamo ridurre il bilinguismo ad una mera opportunità economica e di lavoro, non possiamo ridurre il francese a una mera obbligatorietà per equiparare qualcosa che oggi non ha senso equiparare, o lo equipariamo nella cultura dei Valdostani o anche mettendo mille leggi non lo equipareremo mai. Noi crediamo - sarà sbagliato, scusateci - che il francese riusciremo a farlo amare di più come valore di identità e di cultura, ancor prima che di opportunità economica, se le "cose" sono fatte promuovendole invece che obbligandole. È una nostra disfunzione mentale, perdonateci, ma saremo ancora qui nei prossimi anni, o perlomeno i prossimi mesi certamente, poi i prossimi anni vedremo… e comunque ci sarà qualcuno di "Forza Italia" che per questa Regione promuoverà la libertà.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (SA) Direi quasi per fatto personale. Volevo in trenta secondi cercare di fare dei flash, dopo essermi cambiato la maglietta, molto serenamente faccio dei flash. Il Consigliere Tibaldi, nel dicembre del 1997 ha detto in quest'aula che era favorevole all'obbligatorietà del francese insieme a me. Io avrò cambiato casacca, ma lui ha cambiato idea…

Tibaldi (fuori microfono) … ho detto condiviso e condivisibile…

Marguerettaz (SA) … Seconda riflessione: ho letto un giorno sul giornale che alle future elezioni regionali la "Casa delle Libertà" avrebbe presentato la sua lista. Io allora, per confermare il mio pensiero sul francese, mi auguro innanzitutto di essere di nuovo qui fra qualche tempo e mi auguro che lì al posto di voi tre ci siano tre consiglieri provenienti da "Alleanza Nazionale", i quali, con mio estremo stupore, intervenendo nel dibattito pubblico, hanno fatto propria esattamente la proposta che all'epoca gli "Autonomisti" fecero in quest'aula e che fu bocciata…

(interruzione del Vicepresidente Lattanzi, fuori microfono)

… no, credo che a questo punto nella "Casa" potrebbe venire anche "l'Union", anche i "Verdi" perché sono talmente tali e diverse le posizioni al vostro interno. Se non altro, non cambiate casacca, tenete tutti la stessa, ma mettetevi d'accordo fra di voi, sulle idee.

Président Je rappelle que sont deux les résolutions qui sont soumises à votre attention, je les soumets à votre votation en ordre de présentation.

Je soumets au vote la première, la résolution présentée par la groupe "Per la Valle d'Aosta - con l'Ulivo":

Conseillers présents: 31

Votants: 6

Pour: 3

Contre: 3

Abstentions: 25 (Aloisi, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Lanièce, La Torre, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Je soumets au vote la deuxième des deux résolutions, à savoir celle présentée par le Président Viérin et les Conseillers de la majorité:

Conseillers présents: 31

Votants: 28

Pour: 25

Contre: 3

Abstentions: 3 (Beneforti, Curtaz, Squarzino Secondina)

Le Conseil approuve.

Sur cela nous avons terminé les travaux de cette séance du Conseil.

La séance est levée, le Conseil sera convoqué au domicile.