Oggetto del Consiglio n. 2751 del 25 luglio 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2751/XI Revoca degli incarichi fiduciari assegnati alla Direzione dell'USL. (Reiezione di mozione)
Mozione Visti gli ultimi episodi che riguardano il (non) funzionamento dell'USL Valle d'Aosta, ed in particolare:
- l'evidenziazione di problemi riguardanti i rapporti tra la dirigenza dell'Usl di Aosta e l'Assessorato alla Sanità, cosi gravi da far pensare alle dimissioni dello stesso Direttore sanitario;
- la decisione di chiudere il reparto di Urologia, per carenza di infermieri, assenti per ferie o per malattia;
Considerato che tali fatti denotano:
- nell'un caso, l'esistenza di problemi particolarmente gravi nei rapporti tra i vertici dell'azienda e tra questi e l'organo di indirizzo politico di cui gli stessi responsabili dovrebbero essere l'espressione fiduciaria;
- nell'altro caso, il fallimento delle strategie aziendali nei confronti del personale;
Considerato che questi episodi si aggiungono a tutta una serie di disfunzioni nell'erogazione del servizio sanitario più volte segnalate dagli organi di informazione e discusse in questa aula consiliare;
Ritenuto che la responsabilità di tali disfunzioni siano da attribuire anche a chi ricopre incarichi di Direzione nell'USL;
Ritenuto ancora che è compito dell'Assessorato garantire il buon funzionamento dell'azienda sanitaria e scegliere le persone capaci di governare un sistema complesso come è quello della sanità, che deve far interagire in modo funzionale servizi ospedalieri e servizi territoriali;
Ritenuto infine che allo stesso Assessore vadano ricondotte le scelte politiche che hanno accompagnato e avvallato l'azione della Direzione sanitaria;
Impegna
l'Assessore alla Sanità a:
- revocare gli incarichi fiduciari assegnati alla Direzione dell'USL, in quanto l'organo di direzione non ha dimostrato di saper governare in modo efficiente l'azienda sanitaria;
- riferire in Consiglio, alla ripresa dei lavori autunnali, sulla situazione problematica in cui versa l'azienda e sulle questioni irrisolte della sanità valdostana;
- indicare le soluzioni che intende adottare per consentire alla sanità di offrire agli utenti un servizio adeguato alle loro aspettative, come indica lo stesso Piano socio sanitario regionale.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti - Curtaz
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Con questa mozione si intende affrontare in primo luogo il rapporto fra la Dirigenza dell'USL della Valle d'Aosta con l'Assessorato della sanità. Altre volte abbiamo sollevato in questa sede il rapporto fra l'organo politico, che ha il compito di dettare le grandi scelte, gli obiettivi di salute da raggiungere e che deve mettere le risorse adeguate a raggiungere tali obiettivi, e l'organo tecnico, l'USL, la cui Dirigenza è chiamata ad operare perché si raggiungano quegli obiettivi di salute posti dall'organo politico. I rapporti fra questi due organismi sono disciplinati in modo chiaro dalla legislazione regionale, la quale prevede alcuni momenti, per esempio, il contratto di servizio, in cui i due organismi dialogano, precisano i rispettivi compiti e alcuni momenti, come i bilanci preventivi e consuntivi, in cui avviene il controllo dell'operato fatto.
È nel momento del contratto di programma che vengono chiariti i reciproci rapporti; è nel momento della definizione del salario di risultato, della quota integrativa del trattamento economico che si evidenziano gli obiettivi eventualmente non raggiunti. Sono questi i momenti in cui si chiariscono le questioni e le problematiche esistenti. "La Stampa" ha dato notizie di screzi, di dissapori, di contrasti che si sono verificati sia all'interno della Dirigenza, sia fra la Dirigenza e l'Assessore; "Doppio scontro nella sanità" si legge su "La Stampa" del 6 luglio, "Contrasti e scambi di accuse ai vertici del settore", "Le incomprensioni sono fra Vicquéry e Pesenti e fra Ardissone e Ferrero, minacce di dimissioni". Ho letto solo i titoli, senza entrare nel contenuto dell'articolo. Si tratta di contrasti che hanno dato origine addirittura alla presentazione delle dimissioni da parte del Direttore sanitario, Dr. Pesenti, dimissioni non accolte e neppure protocollate. Non so chi abbia torto o ragione, sta di fatto che ci sono dei contrasti che si manifestano al di fuori dei momenti istituzionali prima ricordati. È possibile allora ipotizzare che, se si verificano fratture e discordie in altri momenti rispetto a quelli istituzionali, questo può voler dire che ci sono o interferenze dell'Assessore nei confronti dell'USL o, da parte dell'USL verso l'Assessore, un atteggiamento di soggezione, di richiesta di aiuto, di copertura di decisioni prese.
Non so quali possono essere le motivazioni, non ho elementi, ma in ogni caso questo sta a dimostrare che l'Assessore continua a governare la sanità da via dei Tillier e questo in barba all'autonomia dell'USL; comunque, nel momento in cui si registrano dei contrasti, delle divergenze di vedute e di prospettive, di soluzioni di problemi fra l'Assessore e l'USL e se queste divergenze sono considerate gravi dall'Assessore, allora va rivisto il rapporto fiduciario. Nel caso del Dott. Bragonzi è bastato l'accertamento di un disavanzo nel consuntivo, poi chiarito, per dichiarare decaduto il rapporto fiduciario; qui c'è ben altro, qui ci sono carenze gravi!
Intanto continuano ad esserci i disavanzi, il preconsuntivo del 2002 segnalava un disavanzo di 52 miliardi; c'è un mal funzionamento della struttura; ci sono difficoltà di rapporti con i sindacati specie quelli confederali. Ricordo che l'azienda è stata denunciata per comportamenti antisindacali e che la Direzione ha commesso degli errori madornali nell'indicare le motivazioni per le quali non intendeva dialogare con i sindacati: è arrivata addirittura a dichiarare il SAVT soggetto non nazionale e quindi non idoneo a trattare con l'azienda i problemi del personale.
Ci sono tempi di attesa ancora lunghi, basta chiederlo ai pazienti; ci sono tempi di attesa diminuiti solo in alcuni settori, laddove l'USL è intenzionata a mettere risorse ad hoc, come la Radiologia, cioè dove l'USL vuole comperare delle prestazioni: lo fa, mette i soldi e i tempi di attesa diminuiscono. Ma, laddove l'azienda non è interessata e non vuole mettere i soldi per comperare le prestazioni, i tempi di attesa non diminuiscono. C'è una politica ancora troppo ospedalocentrica nonostante le affermazioni fatte.
C'è il fallimento delle strategie aziendali nei confronti del personale e qui mi limito a ricordare i problemi senza illustrarli ad uno ad uno: l'emergenza infermieristica su cui già ieri mattina ci siamo soffermati; la scarsa attenzione alle condizioni di lavoro, qui ricordo, per esempio, la questione dei guanti al lattice; la carenza di anestesisti: l'azienda ha perseguito l'arrivo di un primario anestesista che avrebbe dovuto portare con sé un'équipe di colleghi, invece il primario è arrivato da solo e due anestesisti che già operavano all'Ospedale di Aosta se ne sono andati, aggiungendosi ad altri medici che se ne sono andati perché qui non hanno trovato condizioni di lavoro interessanti dal punto di vista professionale. C'è una politica del personale incentrata solo su incentivi economici, come se l'obiettivo di un professionista fosse solo guadagnare di più e non anche poter svolgere in modo qualificato il proprio lavoro.
C'è - me lo consenta, Assessore - una politica di recupero di risorse dagli utenti con metodi che io oserei dire abusivi. Parlo del fatto che nei consultori sul territorio viene fatto pagare il ticket per delle visite che servono solo per controllare degli esami e mi spiego meglio: una persona va da un medico e paga il ticket per questa visita; il medico ordina degli esami perché non è in grado di pronunciare la diagnosi; l'utente paga il ticket per gli esami che va a fare, poi torna dal medico per mostrargli gli esami e deve di nuovo pagare il ticket. Non è questo un modo abusivo di prendere le risorse dagli utenti? Ma come per una visita di controllo degli esami c'è bisogno di pagare il ticket? Era stato avviato nell'azienda un lavoro sulla qualità dell'azienda per qualificare l'intera organizzazione ospedaliera; erano stati individuati criteri di trasparenza, di condivisione per favorire proprio dai vari reparti l'autovalutazione, l'esplicitazione di criteri e di principi a cui ogni operatore si ispira, così da socializzare le metodiche che sono alla base dell'operare.
Questo gruppo di lavoro è stato addirittura redarguito perché era venuto a presentare il suo prodotto in V Commissione consiliare. Il lavoro è stato interrotto, è stato sostituito con un altro progetto di cui non sappiamo niente, ma il prodotto del gruppo sulla qualità aziendale invece è stato valutato positivamente da esperti del settore che hanno pubblicato tale lavoro nel febbraio 2002 con il titolo: "Un sistema di qualità per la qualità del sistema" presso la Casa Editrice Edizione Centro scientifico, qualità e accreditamento.
Nel comitato scientifico abbiamo professori ordinari di università, abbiamo il Presidente della Società italiana per la qualità, abbiamo Elio Guzzanti, abbiamo i responsabili scientifici del Progetto nazionale "Salute mentale" dell'Istituto superiore della sanità di Roma, cioè abbiamo fior fiore di persone esperte che hanno valutato così positivamente il lavoro fatto dai medici dell'Ospedale di Aosta che lo hanno pubblicato. Cosa notiamo? Notiamo che la valorizzazione del lavoro fatto dal personale dell'USL di Aosta con fondi destinati all'aggiornamento, e presi giustamente dal budget di bilancio dell'USL della Valle d'Aosta, è avvenuta fuori Valle. È vero che nessuno è profeta in patria, ma con questo slogan accettiamo di avallare un sistema in cui i migliori se ne devono andare o devono lavorare qui inascoltati e non valorizzati.
Avrei ancora un lunghissimo elenco da fare, ma mi fermo qui. Ho voluto dare alcuni cenni dei motivi per i quali noi chiediamo che il Consiglio impegni l'Assessore a fare tre cose: intanto "revocare gli incarichi fiduciari assegnati alla Direzione dell'USL, in quanto l'organo di direzione non ha dimostrato di saper governare in modo efficiente l'azienda sanitaria"; in secondo luogo chiediamo che lei venga a "riferire in Consiglio, alla ripresa dei lavori autunnali, sulla situazione problematica in cui versa l'azienda e sulle questioni ancora irrisolte della sanità valdostana"; noi chiediamo anche che venga in Consiglio ad "indicare quali soluzioni intende adottare per consentire alla sanità di offrire agli utenti un servizio adeguato alle loro aspettative…".
Il Piano sociosanitario regionale è molto chiaro in alcuni punti, però di questo piano vediamo pochissime cose realizzate. L'unica cosa che vediamo adesso realizzata è l'avvio della terza fase, che avviene in barba a quello che dice il piano perché, rispetto all'avvio della terza fase, cioè ai lavori dell'Ospedale, il piano è molto chiaro e dice che per avviare questi lavori, "la terza fase di intervento dell'Ospedale troverà copertura finanziaria nei pertinenti capitoli del bilancio della Regione, in aggiunta a fondi statali ex articolo 20"; non parla chiaramente di ricorso a privati.
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Desidero integrare l'illustrazione della collega perché voglio che l'Assessore risponda anche ad alcune domande che ho da fargli; i quesiti che pongo oggi sono solo una parte di quelli che ho da fare relativamente a tale tematica.
Assessore, capisco che anche per lei possa essere un momento difficile e delicato, che anche lei sia stanco di dover sempre difendere una Direzione che "fa acqua da tutte le parti", però lei non può continuare a prendere in giro sé stesso, tutti noi e gli utenti valdostani: le disfunzioni della sanità valdostana sono evidenti tutti i giorni! L'episodio del reparto di Urologia è solo l'ultimo esempio, anzi il penultimo, perché - forse l'Assessore non lo sa ancora - si è rischiato di dover adottare un analogo provvedimento anche per l'unità operativa di Medicina, ma il Direttore dell'USL, il Dr. Pesenti, è intervenuto e, con un colpo di genio, è riuscito a risolvere la situazione all'ultimo momento. Come? Come è il suo solito: improvvisando e non coordinando l'attività ospedaliera, perché questo è quello che sta accadendo. Alcuni dipendenti, molto delusi e rassegnati, mi hanno riferito che il Direttore sanitario, nella riunione degli operatori dell'unità operativa di Medicina che ha convocato, ha pubblicamente minacciato e ricattato gli infermieri intenzionati a mettersi in mutua in questo periodo.
Questa è la capacità organizzativa della Direzione dell'USL: si procede a minacce e a ricatti! Del resto, anche nel reparto di Urologia è successa la stessa cosa: ancor prima che arrivassero i biglietti medici all'Ufficio personale, la Direzione aveva già inviato i medici fiscali a casa di tutti gli infermieri assenti, anche di quelli che non erano ancora in mutua! L'ordine sa qual era, Assessore? Quello di contestare le diagnosi e possibilmente far rientrare subito al lavoro tutti i malati immaginari, qualcuno ha anche provato a contestare la diagnosi e qualcuno è rientrato in servizio il giorno dopo la visita fiscale, peccato però che due giorni dopo era nuovamente assente per l'aggravarsi della stessa malattia; questo è solo un esempio.
Non si possono risolvere questi problemi cronici usando il "pugno duro", una Direzione seria ed attenta ai bisogni dei dipendenti e degli utenti avrebbe sicuramente agito diversamente, riducendo magari i posti letto, ma avvisando prima gli utenti, fornendo le motivazioni della decisione e non agendo nei termini in cui ha operato! La gente è disposta anche a fare qualche sacrificio se informata in modo corretto e trattata in modo consapevole perché si rende conto della scarsità di infermieri e sa che è possibile che gli infermieri si ammalino.
La realtà è invece sotto gli occhi di tutti e diatribe interne all'USL ed esterne fra l'USL e l'Assessorato, come ha detto la collega, confermano il clima di sbando più completo che regna nella sanità. Assessore, difendendo questa Direzione, lei rischia molto perché se finora poteva dire di non essere a conoscenza di tante piccole disfunzioni, da oggi, se accadrà qualcosa alla Direzione, ne sarà pienamente corresponsabile, anche lei dovrà risponderne politicamente in prima persona! Lei sa, come lo so io, che ormai le denunce e gli esposti in Procura contro la gestione di questa USL sono tante e non è detto che prima o poi qualcuno sia chiamato a pagare per il proprio operato e le sue scelte, a quel punto lei non potrà dire che non ne sapeva niente, come - secondo quanto qualcuno mi ha detto - sta sostenendo nella vertenza fra un ginecologo e il suo reparto. Il tempo stringe, faccia una riflessione seria su quanto sta avvenendo all'USL e tolga, finché è ancora in tempo, la fiducia a suo tempo concessa. Sarebbe un gesto apprezzato sia dal punto di vista politico che da quello tecnico.
Molti, troppi medici e dipendenti dell'Ospedale si stanno lamentando di questa Direzione spesso individuata come la maggior responsabile di questo disastro. Dimostri che quello che spesso dice in quest'aula è vero e cioè che c'è una vera separazione di competenze e di ruoli fra l'Assessorato e l'USL e, siccome l'Assessorato è l'organo che deve garantire il buon funzionamento del servizio a tutti i Valdostani, individui qualcuno che "traghetti" questa azienda fino alle prossime elezioni regionali, tanto peggio di così non si può andare!
E stia sicuro, Assessore, che gli operatori della sanità che la ringrazieranno per questo saranno molti! Noi abbiamo presentato la mozione per chiedere proprio questo: la revoca degli incarichi fiduciari assegnati a certe persone. Ci risponda, ma non ci giustifichi tanti avvenimenti perché li conosciamo fino in fondo e lei non sarebbe credibile, Assessore!
Président La discussion générale est ouverte.
La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (SA) Vorrei intervenire con i toni più delicati di cui sono in possesso per cercare di fare un ragionamento che spero non venga strumentalizzato da nessuno.
Dico subito che non mi trovo d'accordo per evidenti motivi sul primo punto dell'impegnativa della mozione, ma al tempo stesso, avviandoci alla fine legislatura, ammesso che sia possibile affrontare in questa Regione un dibattito sulla sanità e in particolare sull'Ospedale senza fare i giochi delle parti o trovare responsabilità che forse ci sono e forse no, indicando magari responsabilità politiche laddove ci sono più responsabilità tecniche e viceversa, credo che se questo Consiglio fosse in grado di affrontare un confronto sull'attuale gestione dell'USL, in modo particolare per quanto riguarda l'Ospedale, sarebbe cosa utile.
Lo penso perché, al di là dell'enfasi con cui spesso il Consigliere Beneforti interviene, in modo particolare quando parla di questioni riguardanti la sanità, devo dire che - penso che l'Assessore ne convenga - molte delle cose dette dal Consigliere Beneforti sono vere. Che ci sia all'interno dell'Ospedale uno stato di malessere da parte degli operatori ha un fondo di verità, non stiamo qui a fare "l'elenco della spesa", ma effettivamente anche noi siamo venuti a conoscenza di tutta una serie di piccoli fatti. Spesso - e qui ha ragione il Consigliere Beneforti - si tratta di questioni di rapporti interpersonali, di piccole divisioni su piccoli problemi, direi quasi un'ordinaria amministrazione e gestione del servizio ospedaliero che però fa sì che all'interno dello stesso non regni un clima idilliaco.
Sarebbe troppo facile uscirne asserendo, come a volte si sente dire, che l'ambiente medico è peggio dell'ambiente politico, che in parte può anche essere vero, ma che non deve limitarci nel ragionamento soprattutto quando, come nel mio caso, si conoscono dei medici che hanno lasciato la Valle d'Aosta o, per meglio dire, hanno lasciato l'Ospedale di Aosta e non per questioni di carriera, di soldi. Vorrei riferire di un caso che mi ha colpito: un'amica che lavorava all'Ospedale di Aosta, una dottoressa, con la quale ho avuto modo di confrontarmi allorché ha deciso di andarsene da questa Valle.
Ho pensato che si trattasse un problema di carriera, di guadagni, ma questa mia amica mi ha detto che era piena di soldi, ma che non sapeva cosa farsene se, per via dei ritmi di lavoro imposti, della tensione nei rapporti interpersonali, delle ingiustizie di tutti i giorni a cinquant'anni magari non aveva più il modo di goderseli.
Così come vi sono alcune questioni tecniche che meriterebbero una spiegazione, una riflessione. Trovo strano che, in una realtà piccola come la nostra, si creino due Dipartimenti di Chirurgia quando vi sono delle realtà con dei bacini di utenza assai più grandi dei nostri che hanno un unico Dipartimento di Chirurgia; trovo strano che, quando si creano due Dipartimenti di Chirurgia, uno di Chirurgia generale e l'altro di Chirurgia specialistica, si inserisca l'Urologia chirurgica, che mi sembra una chirurgia specialistica, nella Chirurgia generale; trovo strano che, una volta decise queste allocazioni - se posso definirle così -, si possa prevedere che questo comporti ulteriori interventi dal punto di vista dei lavori per organizzare meglio e funzionalmente l'Ospedale regionale.
Concludo il mio intervento - spero che tutti voi ricordiate lo spirito con cui l'ho iniziato perché non vuole essere diverso da quello che ho preannunciato - rilevando che sarebbe il caso di riflettere insieme su un punto - mi metto io in prima persona a fare il "mea culpa" - sul quale forse abbiamo riflettuto troppo poco: uno dei compiti affidati alla Direzione dell'USL non è meramente un compito tecnico-efficientistico manageriale, direi piuttosto che una delle componenti che fa sì che la Direzione USL sia efficiente e manageriale è anche l'applicazione di un modo di rapportarsi con tutti gli operatori della sanità e, sbagliando questo modo, tante volte anche le capacità tecniche rischiano di essere vanificate. Colleghi "dell'Ulivo", per quanto mi riguarda, la vostra mozione ha il pregio di riprendere l'argomentazione, non condivido il taglio che voi date alla vostra mozione, troviamo una modalità che possa far sì che questo Consiglio riesca a parlare serenamente di questa situazione, che non è quella che ci aspettavamo qualche anno fa.
Si dà atto che dalle ore 19,37 presiede il Vicepresidente Viérin Marco.
Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Solo per dire che noi accogliamo volentieri l'invito del collega Marguerettaz di riformulare eventualmente la mozione se questo può servire ad affermare fortemente l'esigenza a cui lei accennava.
Presidente Se non vi sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Il quale dimostra stanchezza sì, stanchezza perché a volte si ha proprio l'impressione di giocare…
Sicuramente non è un momento difficile per la sanità, ma l'impressione è quella che la campagna elettorale sia già ampiamente iniziata e uno dei miei pregi, assieme ai miei tanti difetti, è quello di dire le cose come stanno durante tutto il mandato e lo dirò anche oggi. Il "casus belli" che ha generato dissapori fra il sottoscritto e il Dr. Pesenti è nato da un equivoco generato da una mia lettera indirizzata al Direttore generale dell'USL, che rifarei e rifarò se il problema non verrà risolto perché si tratta di un problema di natura clinica assistenziale sul quale non il Dr. Pesenti, ma la Direzione generale dell'USL ha dato una risposta minimale rispetto alla supposta gravità del fatto. L'equivoco è nato dalla parola "avocare" dal verbo "avocare", parola che è scritta nella mia lettera indirizzata al Direttore generale in cui gli ho chiesto di prendere in mano il dossier personalmente perché il Direttore generale non poteva non prendere in mano un dossier di una delicatezza tale da rischiare la denuncia alla Procura della Repubblica! L'ho fatto, lo rifarei e lo rifarò se nel contempo la pratica non verrà rivista, sentendo le argomentazioni del cittadino che si è rivolto all'USL e questo verbo "avocare" ha generato questa reazione abnorme da parte del Dr. Pesenti che ha avuto immediata eco sulla stampa regionale. Nulla di grave perché, a mio parere, la stessa medaglia può essere vista sotto due facce: quella positiva e quella negativa, in questo caso considero la reazione abnorme del Dr. Pesenti un vero e proprio atto di attaccamento al lavoro, cosa che lui dimostra.
Il Dr. Pesenti è un gran lavoratore, molto caratteriale, ma un gran lavoratore e di questo devo dargliene atto, poi ognuno di noi ha i suoi pregi e i suoi difetti, ha il suo modo di lavorare, ma non è sicuramente compito dell'Assessore entrare nel merito dei comportamenti caratteriali, all'Assessore compete di guardare gli aspetti gestionali complessivi.
Non siamo assolutamente in un momento difficile, anzi io sto passando l'estate più serena degli ultimi anni; incassiamo l'indagine che è stata fatta ultimamente - anche se, come tutte le indagini, la prendo con molta cautela - che ci considera, a torto o a ragione, come la migliore sanità d'Italia, Consigliere Beneforti. Stranamente non avete fatto mozioni, come quando è uscita la ricerca Prometeo, non vi sto invitando a fare mozioni, vi sto dicendo che siamo risultati su tutte le agenzie di stampa d'Italia come la migliore sanità.
Vi ripeto che non ho fatto comunicati stampa perché considero questa come altre indagini molto relativa perché dipende da quali indicatori vengono presi… per poter cambiare le posizioni. Incassiamo anche l'indagine fatta all'interno dell'USL sulla qualità percepita da parte degli assistiti, che dà risposte positive ed è questo che mi interessa: qual è l'approccio da parte dei cittadini nei confronti della sanità valdostana. Siamo pertanto in un buon momento, con un problema specifico, quello della carenza di infermieri, dovuta al fatto che lo scorso anno si sono diplomati solo 11 infermieri di cui 9 hanno preso servizio; il problema sarà risolto in gran parte con l'infornata del prossimo autunno di 30 nuovi infermieri professionali.
Incasso un momento favorevole perché è sufficiente che guardiate fuori da Carema, visto che vi vantate di avere una visione globale del problema, e leggiate i giornali di oggi per apprendere che le Molinette chiuderà nel mese di agosto 300 posti letto. Dal 2000 ad oggi le Molinette sono passate da 1.800 posti letto ai 1.200 di quest'anno, agli 899 di fine estate. "I sindacati si accontentano di dire..." - riporto la dichiarazione di un sindacalista della CGIL - "... che sperano che i posti letto non vengano sostituiti con le barelle", perché trasformano il posto letto con un posto barella.
C'è una media di 16 barelle al giorno con malati che vi restano anche tre, quattro giorni prima di trovare un letto, questo alle Molinette di Torino, e potrei continuare con il Mauriziano di Torino che sta chiudendo l'Ospedale di Lanzo, con altre situazioni, ma non voglio fregiarmi dei problemi altrui per dire che tutto va bene. Da noi è successo questo problemino - perché di un problemino si tratta - della chiusura per tre giorni di alcuni letti del reparto di Urologia che potrà ripresentarsi perché chiunque di voi passi due giorni in Ospedale si rende conto di qual è la difficoltà gestionale, organizzativa: è assolutamente enorme.
È per questo motivo che a volte, come ho avuto modo di dire, ci sono problemi con i sindacati, perché il dirigente non può contrattare con il sindacato nel momento in cui dalle sei e un quarto di mattina si trova senza tre o quattro infermieri. Deve per forza accorpare dei reparti perché fondamentalmente l'input che è stato dato è quello di dare un'assistenza sufficiente.
Vorrei invitare allora tutti a guardare in casa nostra con un po' di libertà di pensiero; poi se il gioco è quello di obbligare l'Assessore a "scaricare" la Dirigenza dell'USL, vorrei ricordare che la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore, ha un rapporto fiduciario esclusivamente con il Direttore generale. Voglio essere chiaro su questo aspetto: il rapporto fiduciario con il Direttore generale c'è e resta, se poi qualcuno, chiunque sia, vuole giocare… sappia che il rapporto fiduciario dell'Assessore nei confronti del Direttore generale rimane a tutti gli effetti e che se al contrario il Direttore generale non ha più un rapporto fiduciario rispetto ai suoi collaboratori… è libero di farlo.
Per quanto riguarda questo aspetto, direi che la mozione è viziata di contraddittorietà perché vi contraddite, rispetto a quello che tante volte avete sostenuto in questa stessa aula, nel dire che c'è un rapporto di fiducia fra i vertici dell'azienda e l'organo di indirizzo politico. C'è un rapporto di fiducia fra il vertice, il Direttore generale dell'azienda, e la Giunta regionale, ma non necessariamente a sua volta fra il Direttore generale e il Direttore amministrativo, per cui se si ritiene che i rapporti interni della Direzione dell'USL non siano tali da far proseguire un rapporto di fiducia al loro interno, mi limito a prendere atto di questo e mi limito a dire che il Direttore generale ovviamente sarà libero di sciogliere questo rapporto fiduciario.
Mi pare che questo sia il punto della situazione perché o ci mettiamo d'accordo su quali sono i ruoli… e sotto questo punto di vista, se si ritengono validi i ragionamenti del Consigliere Beneforti e di quant'altri, ragionamenti che attengono esclusivamente al ruolo gestionale, è di tutta evidenza che la commissione consiliare può convocare, come ha già fatto, d'altronde, i vertici aziendali per chiarire in quella sede questi aspetti, ma certamente l'Assessore regionale ne rimarrà fuori, nel senso che si limiterà a rispondere di quello che è il ruolo programmatorio, non di quello gestionale.
Rispetto all'intervento del Consigliere Marguerettaz, mi spiace dover registrare alcune inesattezze o disinformazioni circa il ruolo programmatorio e gestionale perché le scelte sull'unità di Chirurgia generale sono nate all'interno della Chirurgia generale, proposte dal Responsabile d'intesa con gli aiuti anziani e queste suddivisioni e creazioni di unità di responsabilità semplice si sono messe in atto su indicazione della Direzione sanitaria, non su indicazione dell'Assessorato, così come non c'è un accorpamento dell'Urologia alla Chirurgia ma, ripeto, questi sono aspetti gestionali su cui non vorrei entrare. Dico solo che l'andamento generale dell'azienda è buono, poi possiamo parlare di comportamenti antisindacali, ma dovremmo anche dire che la sentenza del Pretore del lavoro ha dato ragione all'USL.
La Consigliera Squarzino, che smentisce la verità continuamente, continui pure a smentirla, ma la sentenza ha dato ragione all'USL! Per cui o guardiamo alle cose con obiettività oppure si fa un processo a un sistema che rimane in piedi per volontà dell'Amministrazione regionale e della Giunta in primis, che rimane in piedi per le grandi risorse finanziarie che vengono immesse sul bilancio regionale, per le risorse umane che vengono immesse.
In un'ultimissima relazione, pubblicata nei giorni scorsi, risulta che la Valle d'Aosta, nell'ultimo quinquennio, ha aumentato del 4,5 percento il numero dei medici, rispetto all'1 percento della Liguria e all'1,8 percento del Piemonte. Siamo quelli che continuano a bandire i concorsi. La Valle d'Aosta è la Regione che ha il più alto numero di infermieri professionali d'Italia rispetto al numero dei posti letto, questi sono dei dati che poi possono essere discussi, ma che non possono essere contestati. Il Governo regionale ha sempre investito e continuerà a investire, stiamo facendo i salti mortali per mantenere in piedi i servizi sul territorio, le guardie mediche sono un problema enorme, si vive alla giornata perché mi è stato detto dal collega Tibaldi che in queste ore a Châtillon risulta mancante la guardia medica, ne prendo atto, si tratta di dare delle risposte anche in questo caso in tempi reali e chi deve decidere vi assicuro che ha poche scelte. Infatti, se alle 20,00 di sera non si presenta il medico di guardia medica di Châtillon, il direttore dell'area territoriale deve disporre tramite disposizione telefonica che tutte le chiamate siano dirottate sulla guardia medica vicina, è il "118" che dà applicazione… se succede nel turno domenicale, bisogna dare disposizioni al turno domenicale perché dobbiamo dare delle risposte medico-legali al cittadino.
Non aggiungo altro. Dico solo che noi votiamo contro, evidentemente, per coerenza a questa mozione; riteniamo che, contrariamente a quanto si vuole dire, sarà l'elettorato a decidere se l'Assessore Vicquéry continua imperterrito a falsare la realtà, non c'è nessun problema da questo punto di vista: ognuno si assume le proprie responsabilità.
Certamente la cosa più seria è quella di dire le cose come sono, è quella di non falsare la realtà. Ricevo assieme a lettere di protesta anche molte lettere di soddisfazione nei confronti dei servizi sanitari, con tutti i limiti e i difetti dei servizi sanitari, dove, come per altri servizi - mi riferisco ad esempio alla scuola -, è fondamentale la risorsa umana, la capacità professionale, la voglia di fare e non c'è direttore generale o assessore regionale alla sanità che possa mutare le cose perché alcuni servizi rispondono male ma, nel momento in cui rispondono male, va verificato se la risposta è conseguente a una cattiva organizzazione - e qui vi è la responsabilità diretta di chi gestisce -, se è conseguenza di una cattiva legislazione - e qui vi è la responsabilità diretta di chi legifera - o se vi è un mal funzionamento dovuto a un'incapacità professionale o ad una poca voglia di lavorare del soggetto interessato, quindi dobbiamo cercare sempre di puntualizzare le cose perché "si fa di ogni erba un fascio" sempre e comunque.
Guardate che questa politica non giova a nessuno: se ritenete che questa sia una politica che porta vantaggio all'opposizione, continuate pure; da quattro anni siete un disco ripetitivo che si scaglia contro la Direzione generale e contro i vertici dell'USL. Continuate per un anno ancora se ritenete che questa sia una politica vincente, noi risponderemo con i fatti; noi riteniamo che la politica vincente sia quella di aprire nuovi servizi, in autunno inaugureremo quattro o cinque servizi nuovi in Valle d'Aosta. Registriamo anche il fatto che i Consiglieri Squarzino e Beneforti si sono mai presentati ad un'inaugurazione, perché evidentemente non possono prendere atto che si aprono servizi nuovi; questa è una scelta legittima, ma questo dimostra una certa approssimazione nell'avvicinarsi ai problemi.
Se fate caso, escludo volutamente la posizione del Consigliere Curtaz, che ha una sua logicità e una sua coerenza da rilevare con positività, ma la posizione dei Consiglieri Beneforti e Squarzino, che si sappia, è sempre ad personam; le interpellanze sull'INVA sono nate dal fatto che un ex dipendente dell'INVA si è lamentato perché non gli è più stata rinnovata la convenzione; la mozione sulla Radiologia è nata perché una dipendente della Radiologia si è lamentata per essere stata trasferita e via di seguito. Questo è il livello dei Consiglieri Beneforti e Squarzino. Noi risponderemo sempre cercando di alzarci leggermente… continuate così; noi voteremo contro la mozione.
Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Prima avevo cercato timidamente di raccogliere le osservazioni del collega Marguerettaz dando la nostra disponibilità a modificare la mozione, nel senso che il nostro interesse è proprio quello di non fare soltanto un tête à tête fra i Consiglieri Beneforti, Squarzino e l'Assessore perché, inevitabilmente, si diventa ripetitivi - lo posso capire - da parte nostra, ma anche da parte dell'Assessore.
Avevo quindi accolto la richiesta del Consigliere Marguerettaz, vedendo in questa l'esigenza di trovare un momento in cui analizzare un po' come funziona l'Ospedale. Questo invito non è stato accolto perché l'Assessore, avendo deciso di prendere la parola dopo la chiusura della discussione generale, ha tolto ogni possibilità di modificare la mozione; ne prendo atto. Credo che comunque la possibilità di discutere ci sia, ne sono convinta.
L'Assessore dice che si deve distinguere il piano gestionale da quello politico; certo, ma, ogni volta che affrontiamo il piano politico, lei dice che la colpa è gestionale e, quando diciamo che è la gestione che non funziona e che occorre cambiare i vertici, lei riconferma la sua fiducia in questa Direzione e nel suo Direttore generale. Questo vuol dire che la Direzione aziendale risponde alla sua fiducia, quindi traduce in azioni organizzative e amministrative quella che è la sua politica; se non lo facesse, lei interverrebbe.
L'esempio che prima lei ha portato, della lettera che ha scritto, è sintomatico di questo rapporto stretto che ha con la Direzione, e io lo posso capire, mi stupisce che lei utilizzi questa separazione dei due poteri quando chiediamo un "redde rationem" perché allora bisogna distinguere due cose. "Voi, commissione, interpellate pure i dirigenti…" - lei ha detto - "… se le cose non funzionano dal punto di vista amministrativo e gestionale". Assessore, mi sembra che il suo ragionamento non funzioni molto bene. Lei può anche, Assessore, cercare di prendere le distanze e dire che saranno poi gli elettori a decidere; certo, lei si appella agli elettori e rifiuta la sede del dibattito politico sulla sanità per appellarsi direttamente agli elettori, ma questo non è che rispetto della sede istituzionale in cui lei si trova in questo momento!
Comunque sia, anche se lei cerca di evadere i problemi, i problemi rimangono. Oggi lei ha sentito riprendere anche dal collega Marguerettaz una serie di problemi e abbiamo un elenco lunghissimo, è vero, anche di cose che vanno bene, ma abbiamo un elenco lunghissimo di cose che non vanno bene. Ma è mai possibile che una persona che deve fare una prenotazione al Centro unificato di prenotazione (CUP) incominci alle 11,05 a fare il numero e debba continuare a farlo fino alle 13,30 - 13,45 perché non lo trova mai libero? Posso aspettare e ripetere il numero solo se sono disoccupata. Se lavoro, passo il mio tempo a telefonare, oppure rinuncio a prenotare.
Questo è l'ultimo esempio di disfunzioni e di difficoltà esistenti ci sono gli ultimi dati dei sondaggi e delle ricerche, Assessore, lei ha iniziato dicendo: "Noi incassiamo due fatti positivi" citando due ricerche, una sulla soddisfazione dei clienti e l'altra sulla qualità dei servizi. Rispetto a quest'ultima, ricordo che la Valle d'Aosta è al primo posto nei servizi sanitari secondo una ricerca del Centro studi della Confederazione degli artigiani di Mestre che non sappiamo bene che livello scientifico possa esprimere. Ora, avrei potuto fare un'interrogazione circa questa ricerca, ma è talmente basso il numero dei nostri interventi che non possiamo tutte le volte fare tante interrogazioni quante sono le domande che abbiamo. Ho letto un trafiletto in cui si dice che la Valle è al primo posto nei servizi sanitari sulla base di cinque indicatori; uno di questi è il grado di attrazione riferito alla mobilità interregionale, questo significa che il nostro Ospedale è in grado di attrarre pazienti da altre USL.
Io prendo non un pezzo di carta, ma prendo la delibera di Giunta n. 5021/2001 in cui vengono date all'azienda della Valle d'Aosta le disposizioni ai fini di definire il contratto di programma, nell'analisi dei dati viene detto quanto segue - cito -: "Nell'ambito della mobilità interregionale..." - quella in cui, secondo la ricerca della Confederazione degli artigiani di Mestre, noi saremmo al primo posto - "... ad un continuo e rilevante calo dell'attrazione corrisponde un aumento del numero di Valdostani ricoverati in strutture extraregionali". Questo, ripeto, non lo dice la sottoscritta, né il Consigliere Beneforti, che secondo l'Assessore si inventano le cose, ma è la Giunta regionale - e lei penso che faccia parte della Giunta - che ha votato questo documento. Allora mi consenta di avere alcune difficoltà a prendere sul serio i dati di questo Centro studi della Confederazione degli artigiani di Mestre.
Ho visto anch'io sui giornali l'indagine sulla qualità percepita, io però chiederei se il questionario finalizzato a registrare la soddisfazione dell'utente venga dato a tutti gli aspiranti utenti che alzano il telefono per prenotare, a tutti quegli utenti che decidono di non fermarsi ad Aosta per esami, ma devono andare o in una struttura privata o fuori Valle per mancanza di posto, cioè mi chiedo se fra le persone intervistate ci sono tutte quelle che o sono state rifiutate o hanno rinunciato ad un servizio dell'Ospedale.
Presidente La parola al Consigliere Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Mi dispiace che l'Assessore molte volte metta le questioni sul piano personale - mi riferisco alla mia persona e a quella della collega Squarzino -, come se noi la mattina ci alzassimo dicendo: "Allora, oggi quale interrogazione o interpellanza o mozione presentiamo? Andiamo a dare fastidio all'Assessore Vicquéry". No, non è così. Da noi vengono non soltanto coloro che hanno subito un'ingiustizia, ma anche altre persone e l'appunto di prima proviene da operatori dei reparti di Urologia e di Medicina con cui ho avuto modo di parlare: sono loro che mi hanno raccontato che a casa loro è venuta la guardia medica ancora prima che mandassero il certificato medico! Lei ha detto che noi falsiamo la realtà, noi non falsiamo niente, ci limitiamo a farci portavoce di ciò che ci viene detto dalle persone nel corso di incontri e riunioni ed è venuta da noi non soltanto l'operatrice che è stata mandata via dalla Radiologia, poi, è chiaro, possono venire anche queste persone, vengono tutti perché c'è una "parte" buona che va avanti all'interno dell'USL, ma ci sono anche delle disfunzioni che bisogna correggere.
A parte la ricerca di Mestre, lei ha detto che sono stati fatti dei rilievi all'interno dell'Ospedale, ma a chi sono stati fatti: agli ammalati nei letti? Si voleva forse che dicessero che stavano male quando erano nel letto o in sala operatoria? Il Dott. Galli, che ha promosso questa iniziativa, ha preso in considerazione gli interni, noi, invece, facciamo questo sondaggio a livello regionale, non consultiamo solo gli ammalati nei letti o coloro che devono andare in sala operatoria per sentire come si trovano in Ospedale, ossia nel momento in cui sanno che devono dipendere dal medico A o dal medico B, facciamo un referendum generale rivolgendoci a tutti i cittadini della Valle d'Aosta affinché dicano la loro in merito ai servizi sanitari erogati all'Ospedale e anche sul territorio, perché anche sul territorio vi sono delle disfunzioni.
Assessore, lei ha detto che ha fiducia nel Direttore generale e che se il Direttore generale non ha più fiducia in certi collaboratori, dovrebbe allontanarli e questo vuol dire che lei continua a fare il Ponzio Pilato, lei scarica le responsabilità! La Dott.ssa Riccardi, poi, si trova lei in difficoltà perché non può licenziare chi è stato nominato per opportunità politica… il Direttore sanitario fa parte di un direttivo di una forza politica presente in questo Consiglio e non potete dirmi che questo non è vero! È proprio per la tranquillità politica che deve regnare in una certa maggioranza che tutto va bene, che non si tocca niente; si deve dire che questa persona, che è politicamente contrassegnata, non sbaglia mai!
Questo è il discorso di fondo, è questo quello che pensa la gente, poi verranno le elezioni e lei sarà rieletto, non si preoccupi, ma questa è la situazione, caro Assessore! E se lei non prende l'iniziativa di dire alla Dott.ssa Riccardi che queste cose non vanno e che bisogna cercare di porvi rimedio, la Dott.ssa Riccardi farà quello che può fare, ma farà anche quello che lei le dice di fare, e lo sappiamo, so dalle sue segretarie che ogni cinque minuti è in contatto telefonico con lei! Tutti ci informano, non ci informano solo all'Ospedale, ci informano anche in Assessorato e la Dott.ssa Riccardi, ogni volta che deve assumere una decisione, telefona all'Assessore per chiedergli: "Lo posso fare? Posso fare così?" e l'Assessore gli dà la direttiva. Lei, allora, è tranquilla, fino a quando però per telefono, o in altro modo, non le dice che il Direttore sanitario deve stare attento… e casomai gli tolga la fiducia per i fatti che ho detto prima, se non glielo dice lei, Assessore, la Dott.ssa certamente non prenderà i provvedimenti, ma lei non glielo può dire perché questa persona fa parte di una maggioranza politica, si può incrinare un certo discorso di alleanza politica, si lascia che le cose vadano come vanno e che dentro l'Ospedale succeda quello che succede.
Non me li invento io gli otto mesi di attesa per fare una mammografia, visto che lei ha parlato della Radiologia, come non mi invento altre lunghe liste di attesa esistenti. È vero che ci può essere mancanza di infermieri professionali, che ci può essere la necessità di chiudere qualche reparto, ma allora si preavvisa, non come è avvenuto per l'Urologia e come stava avvenendo per il reparto di Medicina e lei lo sa e, se lei non lo sa, glielo dico io. Non ci dica più, allora, che noi ci attiviamo per fatti personali, sono quattro anni che le riferiamo i fatti che accadono, per i quali fino ad oggi non abbiamo visto prendere provvedimenti. Manteniamo pertanto questa mozione, Assessore, perché riteniamo che lei si stia assumendo responsabilità che noi non vogliamo e non possiamo condividere!
Presidente Pongo in votazione la mozione in oggetto:
Consiglieri presenti: 28
Votanti: 25
Favorevoli: 5
Contrari: 20
Astenuti: 3 (Ferraris, Fiou, Marguerettaz)
Il Consiglio non approva.
La seduta è tolta.
