Oggetto del Consiglio n. 2725 del 10 luglio 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2725/XI Discussione congiunta del rendiconto 2001 e dell'assestamento del bilancio 2002.
PrésidentNous procédons par l'examen conjoint des points n° 14.1 et n° 14.2 de l'ordre du jour.
Je voudrais vous rappeler que la IIème Commission a procédé à l'examen de ces deux différents points. Pour le premier d'entre eux, la IIème Commission a exprimé à la majorité son avis favorable; pour le deuxième, le même avis est accompagné par des amendements que vous trouverez joints aux documents qui vous ont été remis.
Le Conseil permanent des collectivités locales a exprimé également son avis favorable sur les deux points, le rapport des réviseurs aux comptes sera distribué en cours de réunion.
La parole au rapporteur, Conseiller Cerise.
Cerise (UV)Inizierò con la relazione al disegno di legge regionale n. 162 concernente l'approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2001.
Il conto finanziario. L'esercizio finanziario 2001 chiude con un avanzo di amministrazione di lire 149.216.037.099 (euro 77.063.651,81), comprensivo di lire 23.604.957.000 che rappresentano fondi assegnati dallo Stato, ma non impegnati, da attribuire all'esercizio finanziario 2002 in sede di assestamento di bilancio. La gestione di competenza, relativa alla gestione delle entrate e delle spese iscritte nel bilancio del 2001, presenta un disavanzo di amministrazione di soli 33.344 milioni di lire. Esso si riduce a lire 3.814 milioni per l'applicazione dell'avanzo di amministrazione dell'esercizio 2000 pari a lire 29.530 milioni. Si tratta di un risultato che, nel contesto generale dei bilanci degli enti pubblici, testimonia una diligente e corretta gestione delle risorse che il Consiglio regionale ha affidato alla Giunta, considerazione che non perde nulla della sua validità rilevando che tale risultato è positivamente influenzato dall'aumento delle entrate che superano del 15 percento le previsioni iniziali.
Per quanto riguarda la spesa, emerge come gli impegni abbiano raggiunto il 95 percento delle previsioni destinando la somma complessiva di lire 3.352 miliardi. Anche la capacità di concludere con i pagamenti i vari procedimenti raggiungendo il 74,10 percento delle somme impegnate evidenzia un miglioramento dell'8 percento rispetto all'anno precedente.
La gestione dei residui risulta essere positiva in quanto, rispetto alla situazione del 1° gennaio 2001, le minori entrate per lire 6.975 milioni sono compensate dalle spese per lire 160 miliardi con un risultato positivo di lire 153 miliardi, se si detrae da tale somma il disavanzo di competenza si ha un avanzo di amministrazione di lire 149 miliardi, di cui si è già detto. Risulta riscosso il 33 percento dei residui attivi iscritti al 1° gennaio 2001, mentre risulta pagato il 42 percento dei residui passivi.
La situazione patrimoniale presenta un risultato positivo di lire 1.332 miliardi, esso è in parte dovuto all'iscrizione nelle attività relative alle partecipazioni indirette.
Il presente disegno di legge è articolato in quattro capi: con il primo si dispone in merito all'assestamento di bilancio, con il secondo vengono modificate e integrate alcune norme che hanno ricadute sul bilancio, nel terzo si determina la prima variazione di bilancio di previsione 2002 e triennale 2002-2004, il IV capo dispone misure in favore del settore funiviario.
L'obiettivo principale del disegno di legge è quello di consentire il migliore utilizzo delle risorse sia con la destinazione dell'avanzo di amministrazione sia con le disposizioni previste in particolare nel Capo II.
Al Capo I il conto dei residui attivi è rideterminato in euro 844.267.823,22, quello dei residui passivi in euro 783.883.588,91, mentre il fondo iniziale di cassa è definito in euro 16.679.418,14.
Nel Capo II vengono disposte alcune modifiche alle leggi che prevedono voci di spesa. Si tratta di adeguamenti necessari a rendere più razionale ed efficace l'azione amministrativa e a dare risposte più incisive alle esigenze dei vari settori. Questo spiega il motivo dell'ampiezza della manovra, ispirata comunque ai principi della buona amministrazione e del contenimento della spesa.
Per utilizzare un'opportunità offerta dalla legge finanziaria dello Stato, con l'articolo 4 si ripropone l'autorizzazione alla Giunta regionale a contrarre nel 2002 uno o più prestiti al fine di fare fronte agli interventi conseguenti all'alluvione, portando l'ammortamento al limite massimo di vent'anni.
Si dispone in merito alla finanza locale con dispositivi rivolti a sostenere gli investimenti, infatti l'articolo 6 prevede l'utilizzo dell'avanzo realizzatosi nell'obiettivo programmatico degli interventi di settore (legge finanziaria 1999). Obbligatoriamente una quota pari a 5.559 milioni di euro è destinata all'aumento dell'autorizzazione di spesa della legge regionale n. 48/1996 relativa all'intervento straordinario per Saint-Vincent in quanto lo stesso importo deriva da economie su tale capitolo; una quota minima di 435 mila euro sostiene leggi di settore che di norma disponevano il trasferimento a consuntivo e quindi il loro mancato finanziamento non consentirebbe di assolvere ad "obblighi giuridici" già assunti dai comuni.
La restante disponibilità di 2.666 mila euro è destinata al finanziamento di programmi FOSPI. È rideterminato il finanziamento dei programmi FOSPI, esso va posto in relazione al precedente articolo 6. L'operazione consente di finanziare le richieste presentate, relativamente al programma 2001/2003, per l'anno 2002 sia mediante l'utilizzo delle maggiori risorse di cui all'articolo 6 sia mediante una diversa distribuzione delle stesse nell'ambito delle autorizzazioni di spesa già approvate con la legge finanziaria 2002. Lo scopo è compensare gli effetti delle riduzioni operate per fronteggiare l'alluvione 2000.
In occasione della finanziaria 2001 infatti si era stabilito di sospendere la formazione del programma FOSPI 2002/2004 per rendere disponibili circa 31 milioni di euro negli anni 2001 e 2002. Tale sospensione ha causato un forte aumento delle richieste di inclusione nel programma preliminare 2003/2005, molte delle quali non potrebbero essere soddisfatte per carenza di risorse. L'operazione proposta con il disegno di legge in esame compensa, seppur parzialmente, gli effetti negativi delle riduzioni.
Si individuano maggiori risorse da destinare a programmi comunitari. Di fatto viene utilizzata una parte dell'avanzo rappresentato da economie derivanti dagli stessi stanziamenti di bilancio del 2001 e non utilizzate poiché mancava entro il 31 dicembre 2001 l'approvazione della Comunità europea.
Viene determinata una riduzione del mutuo a pareggio che non comporta diminuzione dell'investimento che mantiene lo stesso livello di spesa. È una scelta che viene fatta per la prima volta ed è da sottolineare il messaggio positivo di contenimento dell'indebitamento senza riduzione degli investimenti.
Di particolare rilievo è la disposizione con la quale si da luogo al Patto di stabilità, valido nel triennio 2002/2004, per gli enti locali della Valle d'Aosta. Si tratta dell'attuazione in sede regionale dell'accordo approvato con la risoluzione del Consiglio europeo il 17 giugno 1997. Le modalità per la definizione di questo accordo sono quelle previste dall'articolo 67 della legge regionale n. 54/1998.
Nel settore della sanità si ridetermina la spesa sanitaria di parte corrente per consentire la conclusione degli accordi regionali integrativi per il personale medico convenzionato e per un maggiore finanziamento annuale all'ARPA. Sono riorganizzate previsioni di spesa concernenti l'Ospedale al fine di aumentare il numero di posti letto e avviare la progettazione di importanti ammodernamenti. Viene data la possibilità ai dipendenti dell'USL di aderire volontariamente ai fondi di pensione integrativa territoriali istituiti dalla Regione e ai quali aderiscono già dipendenti regionali e degli enti locali.
In considerazione delle difficoltà di innevamento della passata stagione invernale è ridotta dal 50 al 30 percento la percentuale del chilometraggio percorribile necessario per poter beneficiare dei finanziamenti previsti dalla legge regionale n. 32/2001.
Si autorizzata la sottoscrizione di ulteriori n. 500 azioni del valore nominale di euro 51,64 della Banca popolare etica.
In merito al Fondo regionale per l'abitazione è previsto che, qualora i soggetti obbligati a finanziare il fondo siano i comuni, è data la possibilità di compensare d'ufficio il mancato trasferimento, inoltre si introduce nelle leggi di settore il finanziamento della quota che tutti i comuni devono corrispondere; l'operazione rende più sicuro, anche sotto il profilo della cassa, il finanziamento del fondo.
Si forniscono gli strumenti finanziari necessari alla normale operatività della "Valle d'Aoste Structure S.r.l." per la gestione diretta delle zone bonificate e reinfrastrutturate nell'area Cogne.
Si estendono con l'articolo 22 le agevolazioni in fatto di buoni mensa, dell'assegno di studio e del contributo affitto agli studenti non residenti nella Regione e frequentanti i corsi dell'Università della Valle d'Aosta.
L'articolo 23, prevedendo la possibilità di variazione del bilancio con atto amministrativo tra due obiettivi programmatici definiti, consente una migliore gestione delle risorse in generale destinate alla manutenzione straordinaria.
Infine con l'articolo 24 si adeguano alle reali esigenze le spese previste da alcune leggi regionali.
Nel Capo III l'aspetto più rilevante concerne l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione con il quale, oltre a sopperire ad alcune minori entrate, si destinano 12.190 milioni di euro per il finanziamento di fondi statali e comunitari, di questi 5.989 milioni sono già messi a disposizione delle strutture e 8.661 milioni vanno nel settore della finanza locale.
20.000 milioni di euro sono riservati al rifinanziamento dei fondi di rotazione, tra questi il fondo relativo alla legge regionale cosiddetta "prima casa", al recupero dei centri e nuclei abitati, alle attività turistico-ricettive, commerciali e 14.000 milioni di euro ai fondi di riserva. Quest'ultima operazione, oltre a non rappresentare un'immediata spesa a carico del bilancio -le risorse non utilizzate rappresenteranno un'economia -, assicura l'assolvimento degli obblighi derivanti sia da spese non prevedibili che da quelle obbligatorie il cui stanziamento si rilevi non sufficiente. Essa garantisce il pagamento dei debiti che, per effetto della perenzione amministrativa, sono "usciti" dal bilancio, ma che devono trovare adeguata copertura qualora siano reclamati dai creditori.
Le variazioni al bilancio di previsione "compensate" mediante riduzione di stanziamenti già iscritti prevedono maggiori risorse tra l'altro nel settore dello sviluppo economico con l'aumento dello stanziamento destinato al settore zootecnico, alla bonifica sanitaria del bestiame, alle infrastrutture rurali, ad investimenti nel Centro di essiccamento del siero di Saint-Marcel, alla promozione agroalimentare e ad attività commerciali e turistiche.
Con il Capo IV si dispone una misura intesa ad alleviare temporaneamente il settore funiviario considerate le difficoltà che lo stesso sta attraversando, in particolare a causa dei problemi di innevamento che ha caratterizzato la passata stagione invernale. La misura consiste nello slittamento per un periodo di due anni (2002-2003) della restituzione delle rate in linea capitale sui mutui contratti o attraverso i fondi di rotazione o attraverso leggi che prevedono il contributo in conto interessi.
La disposizione riguarda tutte le società di impianti a fune e si inserisce nell'ambito delle scelte intese a supportare questo settore che genera un indotto vitale per il turismo e per l'economia della Valle d'Aosta.
Volevo comunicare infine che la II Commissione ha approvato tre emendamenti al disegno di legge. Con il primo emendamento si prevede, nel caso di procedimenti penali per reati colposi nei confronti di consiglieri e componenti della Giunta, la possibilità dell'ente a concedere anticipazioni per le spese sostenute, salvo la ripetizione nel caso di sentenza di condanna; la possibilità è estesa anche per i procedimenti in atto.
A questo riguardo va notato come il contratto di lavoro per i dirigenti non esclude la possibilità che analoga disposizione sia applicata ai dirigenti stessi. Vale comunque il sollecito che per il prossimo rinnovo del contratto di lavoro sia prevista in maniera esplicita questa possibilità. Il secondo emendamento intende estendere a tutti i possessori di titoli abilitanti e ad altro personale sanitario laureato la possibilità di accedere a corsi di formazione e di specializzazione per personale sanitario non medico. Infine con il terzo emendamento si equipara, ai fini del trattamento per quanto riguarda i buoni carburanti, la situazione dei ciechi ventesimisti ai ciechi totali.
È stata invece rinviata al Consiglio la discussione sulla possibilità di integrare l'articolo 11 dove si prevede l'adozione di un patto di stabilità con gli enti locali. In sede di discussione in II Commissione è emerso come sempre più il nuovo soggetto rappresentato dal Consiglio permanente degli enti locali diventi un attore nelle decisioni politiche. Ora, è chiaro che, in sede di ridefinizione della legge n. 56, può darsi che vengano ridefiniti i ruoli del Consiglio, del Consiglio permanente degli enti locali e della Giunta, forse anche per attenuare questa sensazione di esclusione del Consiglio da queste decisioni.
È chiaro che un accordo come quello dell'adozione di un patto di stabilità dovrebbe essere contenuto nei limiti di una programmazione politica economica programmatica preventivamente approvata dal Consiglio regionale. Si tratta di valutare se e in che modo questo patto, che viene sottoscritto fra la Giunta e il Consiglio permanente degli enti locali, può o vuole essere posto all'attenzione del Consiglio regionale e delle commissioni competenti.
PrésidentLa parole à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod.
Agnesod (UV)Ringrazio il Consigliere Cerise per la relazione e i componenti della II Commissione per il lavoro svolto. Non voglio aggiungere altro alla relazione presentata se non fornire qualche elemento in più sul versante delle entrate. Le entrate accertate sono in aumento rispetto a quanto preventivato, in particolare c'è stato un aumento considerevole nelle entrate del titolo I che sono le entrate da risorse proprie e compartecipazioni. Questo titolo ha fatto registrare un incremento del 12 percento rispetto al precedente esercizio e la riscossione è migliorata rispetto al 2000. È stato riscosso l'81 percento di quanto definitivamente accertato, dato definito eccezionalmente positivo se si considera che le maggiori entrate relative alle compartecipazioni non possono essere riscosse nell'anno in cui si verificano dato il meccanismo di devoluzione delle stesse. Per quanto riguarda gli altri titoli, nel titolo II sono pari ai relativi stanziamenti previsti, nel titolo III sono pari a circa l'80 percento degli stanziamenti previsti e di questo l'88 percento è stato riscosso con un significativo miglioramento rispetto al precedente esercizio, al titolo IV non si rilevano scostamenti di rilievo, nel titolo V, relativo ai mutui, l'accertamento è stato decisamente inferiore alle previsioni, il che costituisce sicuramente elemento positivo poiché non si è reso necessario ricorrere alla contrazione di mutui previsti per le spese di investimento nel bilancio per il 2001. Questo quindi non è un bilancio che pareggia, ma è un bilancio che riesce ad avere un avanzo di amministrazione con un'attenta ed oculata politica di gestione dei residui.
Si segnalano nei tributi propri le principali imposte che hanno portato al verificarsi di questo aumento: imposta sull'assicurazione RC auto, più 4 miliardi; imposta addizionale regionale dell'IRPEF, più 12 miliardi in quanto, nel corso del 2001, lo Stato, non la Regione, ha stabilito con legge l'incremento di tale addizionale da 0,50 a 0,90 per cento; l'IRAP ha dato 21 miliardi in più ed è in linea con l'andamento del gettito degli anni precedenti; l'IRT è di 4 miliardi in più, aumento dovuto ad un evento eccezionale verificatosi nel corso del settembre 2001 ovvero la vendita di una flotta di auto da parte di concessionari con conseguente pagamento dell'imposta; sulle compartecipazioni c'è stato un aumento considerevole dell'IVA di 128 miliardi, l'incremento rispetto allo scorso anno si è verificato a partire dal secondo trimestre ed è relativo per circa 41 miliardi alle imposte versate dalle società di produzione e distribuzione di energia elettrica; stesso discorso per l'IRPEG, dove abbiamo avuto 36 miliardi in più in entrata, l'incremento è quasi interamente attribuibile alle imposte versate dalle società di produzione e distribuzione di energia elettrica, poi c'è un aumento importante di 87 miliardi dell'imposta di fabbricazione della birra e questa è una conseguenza di una diversa modalità di versamento di tale imposta. Questa è la situazione.
Per quanto riguarda le entrate proprie, c'è stato un incremento, la tassa di concessione della Casa da gioco di Saint-Vincent è passata da un consuntivo del 2000 di 151 a 162 del consuntivo 2001, abbiamo con questo ottenuto quel risultato di cui parlavo prima e quindi siamo riusciti a far fronte a queste spese pur in presenza di un anno difficile perché l'anno seguente all'alluvione, i risultati che emergono da questo rendiconto - di conseguenza c'è l'assestamento e la variazione finanziaria bis - sono oltremodo positivi.
Mi riservo in fase di replica di fare un'analisi più approfondita e quindi di dare un giudizio politico a questo documento.
PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti, en qualité de membre du collège de révision.
Beneforti (PVA-cU)Questo è il quarto bilancio consuntivo su cui intervengo a nome del mio gruppo.
Devo constatare, come era prevedibile, che le risultanze del 2001 non si discostano da quelle degli anni precedenti di questa legislatura. Il vostro modo di fare politica, di amministrare, di considerare il Consiglio regionale non è cambiato e lo si deduce da questi due disegni di legge: quello sul consuntivo e quello sull'assestamento.
Non entro nel merito delle cifre dal punto di vista contabile. Il mio giudizio sarà politico, l'Assessore lo esprimerà alla fine della discussione generale, io lo esprimo adesso. Come revisore dei conti di minoranza devo dire che non mi è stata data la possibilità di effettuare le verifiche con gli altri due Consiglieri di maggioranza, che con me sono stati chiamati dal Consiglio regionale ad assolvere questo compito previsto dallo Statuto, tant'è che la relazione non porta la mia firma. Questa considerazione nei confronti dei revisori dei conti è la dimostrazione evidente anche di quale considerazione goda questo Consiglio da parte della Giunta e della stessa maggioranza.
Mi chiedo come facciate anche voi, Consiglieri della maggioranza che avete firmato la relazione, ad avallare, a permettere che non si rispettino le norme che per Statuto e per Regolamento ci siamo dati! Il vostro "appiattimento" sulle decisioni della Giunta è incredibile, se lo si raccontasse fuori di qui, nessuno ci crederebbe perché credo che questo "appiattimento" avvenga in pochi Consigli regionali. Un fatto è certo comunque: questo bilancio non si discosta da quelli degli anni precedenti perché, siano essi consuntivi o preventivi, seguono tutti la stessa impronta, per cui anche le considerazioni politiche che si possono fare o non cambiano o cambiano di poco, il modo con cui viene presentato è sempre lo stesso.
Detto questo, penso anche che ormai si sia tornati alla normalità, a quella normalità che tutti auspicavamo dopo la tragedia del Monte Bianco e quelle alluvionali, ma niente è stato fatto - e lo dimostra il consuntivo - per superare l'assistenzialismo su cui si regge l'economia valdostana, che può far crescere il PIL al 3,8 percento nel 2002, come ha affermato l'Assessore Agnesod su certi organi di informazione, ma che rende questo PIL effimero in quanto non crea ricchezza né sviluppo, non fa crescere l'imprenditoria locale, quindi la produzione e l'occupazione.
Con l'assistenzialismo, solo, non si "dà gambe" neppure al Patto per lo sviluppo tanto enfatizzato in questa sede e fuori da essa, le organizzazioni sindacali stesse chiedono che il Patto per lo sviluppo non resti sulla carta, domandano che vengano stabilite le "coordinate" di cui ha bisogno per divenire efficiente.
Certamente non possiamo non prendere atto di alcuni aspetti: che le entrate sono aumentate, che non sono mancati i finanziamenti per gli investimenti, che non avete fatto ricorso alla pressione fiscale, che esiste un avanzo di amministrazione nonostante si sia registrato nella gestione di competenza un disavanzo di 4.000 milioni.
Prendiamo atto che non avete utilizzato tutti i mutui previsti a bilancio di previsione, che avete rispettato gli impegni presi con le autonomie locali, che l'acquisizione delle centrali idroelettriche, nonostante l'indebitamento derivante dai BOR, può essere stata un fatto positivo per quanto riguarda gli effetti economici relativi alle risorse regionali, che si è fatto fronte ai danni causati dall'alluvione - anche se c'è il sostegno della "legge Soverato" e della Comunità europea -, che le spese sono state contenute, ma prendiamo anche atto, Presidente, che, oltre a quanto detto sull'assistenzialismo e sul Patto per lo sviluppo, il debito della sanità aumenta anno dopo anno sia per sottostima che per altre cause: 33 miliardi nel 1999, 24 miliardi nel 2000, 43 miliardi nel 2001, mentre i servizi non migliorano dello stesso passo con cui aumenta il disavanzo dell'USL e le liste di attesa aumentano, non diminuiscono.
Noi prendiamo atto anche che la vostra è una gestione che risente del più deleterio provincialismo. Nel vostro modo di gestire, infatti, si riscontrano pochi punti qualificanti, non c'è la dimostrazione vera ed effettiva di come si amministra una Regione autonoma, con le possibilità economiche che abbiamo... Voi guardate più al vostro tornaconto e distribuite buona parte delle risorse a scopo elettorale e di parte!
Ogni iniziativa presa in certi settori o "segna il passo" o "vi sta scoppiando fra le mani", non ultima quella relativa alla gestione del Casinò: la Gestione Straordinaria dopo otto anni di attività chiude un bilancio con 3 miliardi di passivo e questo nonostante il favorevole disciplinare sottoscritto fra le parti, un disciplinare su misura che non avreste mai sottoscritto con nessun privato chiamato a gestire la Casa da gioco! Certo che sono aumentate le entrate per la Regione, ma questo non è sufficiente a giustificare la perdita che è stata registrata!
Una gestione diversa avrebbe dato alla Regione risorse superiori a quelle incassate fino ad oggi, ma voi avete difeso e difenderete sempre le vostre iniziative, senza tener conto che alla Casa da gioco non basta rivedere le quote di ripartizione degli utili a favore della Gestione come sembra abbiate deciso di fare nell'ultima riunione di Giunta!
Occorre una gestione diversa capace di riportare il Casinò a livelli più alti di quelli in cui è precipitata, come occorreva, Presidente, una gestione diversa alla Centrale del latte, all'industria lattiero-casearia e in altri settori come quello turistico, del credito, dei trasporti, della zootecnica che vede tutti gli allevatori scontenti di quanto sta accadendo.
Occorre una riflessione, una riconsiderazione sulla formazione del bilancio - questo lo dissi qualche anno fa e lo riconfermo oggi -: voi non potete non fare una riflessione sulla situazione economica della Regione. Approveremo a fine anno il bilancio di previsione del 2003, quella dovrà essere l'occasione per fare una riconsiderazione del bilancio, per vedere dove è il caso di fare gli investimenti, dove è il caso di spendere e dove è il caso di eliminare anche spese inutili che sussistono. Se non fate quella riconsiderazione a 360 gradi che noi vi chiediamo, come ho detto, da tempo, lasciate ai nuovi amministratori un'eredità per la quale sarete ricordati per molto tempo, lascerete un bilancio blindato negli anni.
Con questo non voglio dire che sul vostro operato non ci siano anche delle luci, non possiamo negarlo, ma ci sono troppe ombre che voi non intendete superare perché, più che a guardare al futuro della Valle d'Aosta, voi avete amministrato all'insegna del "sistema Valle d'Aosta" solo a parole. Ricordo che l'Assessore Agnesod, uno o due anni fa, all'insegna del "sistema Valle d'Aosta" ha illustrato un bilancio di previsione e un bilancio consuntivo, ma dov'è questo "sistema Valle d'Aosta", che fine ha fatto? Lo sapete, lo sappiamo tutti che fuori Valle ci considerano un'isola felice del socialismo reale, sistema che ha fallito completamente nel resto del mondo, dove ha governato per lungo tempo. Rispetto al socialismo reale a voi manca solo una cosa: la polizia a sostegno del regime, ma il resto è tutto dalla vostra parte, a partire dagli organi di informazione nazionali e locali, televisioni nazionali e locali, ma sappiate che questo "sistema Valle d'Aosta" non può reggere e ce n'è la dimostrazione! E anche voi della maggioranza perché non fate una riflessione su ciò che denunciamo in questa sede?
La nostra opposizione non è contro la Valle d'Aosta, ma è contro chi si serve dell'autonomia per fini elettorali più che nell'interesse dei Valdostani, è contro chi non ci aiuta a far conoscere la realtà in cui siamo chiamati ad operare. Del resto l'invasione, la mortificazione, lo svuotamento del Consiglio regionale da parte della Giunta è resa evidente anche dall'influenza esercitata dalle decisioni degli enti locali, dal CELVA, sul bilancio della Regione. Basta leggere l'articolo 11 del disegno di legge n. 163, concernente l'assestamento del bilancio di previsione per il 2002, per rendersene conto e anche il relatore Cerise ha ricordato che questo articolo è stato preso in esame in II Commissione quando abbiamo espresso il parere. Noi, per quanto concerne i bilanci che ci vengono presentati, siamo chiamati a ratificare ciò che in altre sedi è stato deciso e concordato sulla testa di tutti. Non dico che gli enti locali non siano una risorsa importante agli effetti elettorali di chi guida la Giunta, per cui è anche giusto "tenerli buoni e bravi", ma non si può pensare che debbano sovrastare lo stesso Consiglio regionale come sta avvenendo: i patti si fanno fra la Giunta e gli enti locali e il Consiglio ratifica. Certamente mi risponderete che quanto affermo è strumentale, demagogico, è la voce di un'opposizione selvaggia che cerca solo di distruggere, di non creare, queste sono le parole che mi sento dire ogni volta che parlo in questa sede.
Qualcuno ha avuto il coraggio di affermarlo anche durante l'adunanza consiliare precedente nel corso del dibattito relativo alla mozione presentata dal nostro gruppo in difesa della nostra autonomia dagli attacchi del "Governo Berlusconi", attacchi veri, certi, dimostrati dai fatti. Anche in quella occasione è stato detto che eravamo demagogici, poi è finita in un'altra maniera... però è stato detto. Noi, cari colleghi, non vogliamo e tanto meno pretendiamo di insegnare a qualcuno e a voi come si difende l'autonomia valdostana, ma non accettiamo lezioni da chi si serve dell'autonomia come mezzo per fare ciò che vuole, non le accettiamo da chi è disponibile a rinunciare a certi presupposti dello Statuto speciale per ingraziarsi magari i Governanti del Paese dell'ultima ora!
Occorre avere il coraggio di scegliere, di dire chi siamo, cosa vogliamo, da quale parte stiamo, solo così è possibile svolgere un ruolo, caratterizzarsi, difendere l'autonomia, ottenere quel federalismo tanto auspicato nella sussidiarietà e solidarietà. Riteniamo che solo così sia possibile essere liberi, contare di più ed essere ascoltati quando dobbiamo dire la nostra, come sulla riapertura del traforo, sui trasporti per ferrovia, sul transito dei TIR, solo così, caratterizzandoci, si può evitare che altri decidano per noi e sulla testa dei Valdostani. Ricordo le affermazioni del Presidente e dell'Assessore sui progetti che si dovevano realizzare con il bilancio nel 2001 e oggi in discussione e domando: questi progetti sono stati tutti realizzati?
Io penso di no, se prendo in considerazione la sanità, la gestione dell'USL, i problemi dei giovani e degli anziani, delle persone non autosufficienti. Nonostante siano oltre dieci anni che se ne parla, le RSA non vengono aperte, i centri di riabilitazione per malati di mente non vengono realizzati, tutto rimane a livello di promesse, tutto si rimanda di anno in anno, da bilancio a bilancio. In certi settori occorre investire, è necessario "dare gambe" al Piano sociosanitario, occorre evitare di tagliare certe spese se i tagli colpiscono la povera gente e chi ha più bisogno. È necessario dimostrare che al centro della politica valdostana c'è l'uomo, il cittadino, l'ammalato, che la salute dei Valdostani non è in vendita, che non si segue la controriforma che sta mettendo in atto il Governo nazionale.
Non entro nel merito di quanto hanno riportato i giornalisti in merito alle liti che sarebbero in atto all'interno della Dirigenza dell'USL, sono problemi che riguardano voi della maggioranza, del resto la Dirigenza dell'USL è stata nominata da voi, ma certamente mi sento di dire che qualcuno meriterebbe di essere cacciato, questo solo prendendo in considerazione i tempi di attesa che non diminuiscono mai e che vi inducono ad inventare... a trovare delle giustificazioni a tutto ciò che sta accadendo.
Certo, è triste assistere a certe polemiche giornalistiche quando ci sono tanti problemi da affrontare che meriterebbero davvero l'interesse degli organi di informazione: sei-otto mesi di attesa per una mammografia sono davvero troppi quando si sa che la prevenzione per certe malattie può salvare la vita di una persona.
La situazione sociale impone delle scelte precise che non vengono operate, certe scelte non sono rinviabili perché gli anni passano e i problemi restano, occorre colmare i ritardi perché ce lo impone la realtà che abbiamo di fronte! Siamo a contatto con la gente valdostana che ci dice quali sono i problemi da affrontare e risolvere nel sociale, nei servizi, nei trasporti, nel turismo.
Chiedo alla Giunta, alle forze di maggioranza se ritengono più urgente investire nel sociale o in altri settori meno importanti; oggi che aumentano le entrate vogliamo porci il problema del sociale, che riguarda la gente più debole, i meno abbienti, coloro che hanno più bisogno, coloro che chiedono di superare l'emergenza casa, coloro che non hanno la possibilità di curarsi a pagamento? Vogliamo fare questa scelta del sociale, di spendere per la nostra gente, per quelli che stanno peggio di noi? Un altro punto che la Giunta afferma di aver mantenuto è quello degli investimenti nel settore industriale, come in altri settori.
Questo è importante, ma gli investimenti non devono essere la continuità di quell'assistenzialismo, che non crea ricchezza, che non fa crescere l'imprenditoria locale di cui abbiamo bisogno, per non dipendere completamente in certi settori, come avviene, dall'esterno. Occorre "dare gambe" al Patto per lo sviluppo, alla formazione professionale di cui le aziende hanno bisogno, alla ricerca che è sempre più necessaria. Non è con la costituzione della camera di commercio che si risolvono i nostri mali e credo che di questo ne siamo convinti tutti.
Noi dobbiamo investire per far maturare la crescita di ciò che è valdostano, solo così si può dare un contributo all'economia e all'occupazione di cui abbiamo bisogno. Oggi l'occupazione cresce, ma è un'occupazione precaria, interinale, ovvero provvisoria, temporanea, e questo significa lavoro a termine, non fisso. I nostri giovani chiedono qualcosa di più per il loro futuro, vogliono un lavoro sicuro per potersi formare una famiglia. È vero che questo è meglio di niente, ma si creano le premesse per creare posti diversi da quelli precari? I nostri investimenti hanno questo obiettivo, questo scopo? Questo è quanto mi chiedo e quanto ci dobbiamo chiedere.
Dopo queste riflessioni mi avvio alla conclusione. Come ho detto, mi sono limitato a toccare alcuni aspetti di questo bilancio consuntivo cercando di mettere in evidenza le luci e le ombre esistenti nella gestione amministrativa della nostra Regione, ma anche la legge sull'assestamento del bilancio di previsione dimostra già che siamo in campagna elettorale per il 2003, Assessore, infatti con l'assestamento si operano dei tagli e si mette nei vari capitoli di bilancio cercando di non scontentare nessuno perché questo è il vostro obiettivo.
Non mi rivolgo all'Assessore Agnesod, mi rivolgo al suo movimento. Anche con la creazione della nuova maggioranza, che si è costituita con l'ingresso degli "Autonomisti", non è cambiato nulla, tutto è rimasto come prima, sono aumentate le liti, questo sì.
Cari colleghi, pertanto, vista l'anomala situazione politica esistente nella nostra Regione, vista la perdita di ideali, di valori e di principi che esistevano un tempo, vista l'egemonia esistente che limita la libertà di tanti Valdostani di fronte a chi guida la Regione, occorre tornare a quella etica politica ed amministrativa che nel passato sapeva contraddistinguere la Valle d'Aosta dal resto del Paese; è necessario recuperare quella cultura autonomista che oggi si sta disperdendo per il vostro modo di fare politica; occorre recuperare quella concezione organica della società valdostana e del riformismo coraggioso, inteso come cammino per giungere ad una democrazia più matura; è necessario alzare il tono della politica nella nostra Regione; occorre migliorare la qualità della vita; è necessario, se si vuole tornare alla normalità, rinvigorire quella ispirazione regionalista che deve essere il punto di riferimento di tutti i Valdostani; occorre riaprire quella dialettica democratica e partecipativa che deve trovare cittadinanza nella nostra Regione.
Concludo dichiarando che, per i motivi che ho illustrato, non voteremo questo bilancio consuntivo, né la legge di assestamento. Sono bilanci piatti, ordinari, privi di ogni effetto e di ogni cambiamento e dimostrano solo il modo in cui è stata amministrata la Regione in questi ultimi anni.
PrésidentEst-ce que les autres conseillers, membres du collège de révision, souhaitent intervenir? La discussion est ouverte.
La parole au Vice-président Lattanzi.
Lattanzi (FI)Farò un intervento sul consuntivo 2001, lasciando intervenire il collega Tibaldi sull'assestamento 2002.
Devo dire che ho ascoltato con attenzione la relazione del collega Beneforti e, se su alcuni punti posso anche concordare, su una cosa non mi sento assolutamente di concordare, cioè che questo sia un bilancio piatto e ordinario perché, quando chiudiamo con partite di giro da 5.000 miliardi, mi pare come minimo che siamo fuori dalle cifre.
Il punto di analisi da cui mi sento di partire è che questo è stato un bilancio assolutamente straordinario, intanto perché ci sono due voci che sotto l'aspetto finanziario impattano su questo bilancio per 1.300 miliardi, gli 800 miliardi di prestiti che sono stati fatti per finanziare l'operazione di acquisto dell'ENEL e gli oltre 400 miliardi per l'operazione alluvione, che mi auspico non sia un'ordinarietà, Consigliere Beneforti.
Credo che siano due voci straordinarie, che hanno "drogato" il bilancio quest'anno e che non ci daranno la possibilità il prossimo anno di poter discutere visto che questa legislatura sarà finita quando andremo a discutere l'assestamento del 2002 per andare a vedere invece il ritorno alla normalità, senza l'acquisto delle centrali e gli indebitamenti e senza le centinaia di miliardi di trasferimenti statali per le alluvioni che spero non ci saranno. Penso quindi che questo che andiamo a votare sia un consuntivo 2001 assolutamente straordinario per queste due voci che hanno reso difficile il confronto fra il consuntivo 2000 e il consuntivo 2001 perché diventa difficile andare a distinguere le voci in particolare.
Sicuramente gli Assessori hanno molto più chiaro qual è stato l'impatto ad esempio nei lavori pubblici dei trasferimenti statali anche su altre voci, come ad esempio la sicurezza. Ci sono voci che sono cresciute di molto, come la formazione professionale, che nell'anno precedente era di circa 13 miliardi, quest'anno si è chiusa con 60 miliardi, anche qui con flussi di opportunità che non so se si possono considerare ordinaria amministrazione. Credo che, purtroppo per la Regione Valle d'Aosta, 3.500 miliardi sarà difficile rivederli come bilancio, credo che il prossimo governatore non avrà questa grande opportunità.
Ci sono poi delle cose che sono ordinarie. Vorrei dire che in commissione per l'Assessore quest'anno è stato più facile presentare il consuntivo 2001, perlomeno presentarlo con tutti gli aspetti positivi di flussi di denaro entrati, di scelte di reinvestimento per i lavori pubblici e in maniera importante anche per l'operazione ENEL che noi politicamente non abbiamo condiviso.
Come è noto, non condividiamo la regionalizzazione della gestione dell'energia, perché non eravamo d'accordo sulla statalizzazione e non ci sembra che il modello cambi se invece che governarlo da Roma si governa da Aosta. Se la gestione dell'energia rimane una cosa pubblica, riteniamo che gli effetti benefici che quest'anno si sono visti, nel tempo andranno a perdersi, uno per tutti, le bollette non sono ancora scese, eppure i Valdostani hanno già cominciato a pagare le rate dei mutui. Detto questo, chi vivrà vedrà, lo avevamo detto in tempi non sospetti, non approfittiamo di questo consuntivo per ribadire posizioni già esternate.
Mi pare giusto però dare una nostra lettura all'andamento di questo bilancio, che poi rappresenta in gran parte l'economia della nostra Regione perché non possiamo non dire che con un bilancio di questo tipo la Regione si colloca al centro dell'economia valdostana e in maniera importante influisce sull'andamento economico di questa Regione. Dobbiamo dire purtroppo che l'alluvione è stata un'opportunità economica e finanziaria, lo dobbiamo dire perché da una parte è stata una tragedia immane, ma dall'altra finanziariamente ci siamo ritrovati 400 e oltre miliardi di trasferimenti da immettere nel sistema finanziario regionale che sono stati poi indirizzati nelle opere di ripristino e in qualche maniera qualcuno ne ha beneficiato.
Allora credo che sarebbe giusto farvi conoscere il nostro punto di vista su questo, non tanto per ripetere le considerazioni politiche già espresse in questi quattro anni di legislatura, ma per dire una volta di più quella che è la nostra visione di questo bilancio. Intanto un dato: il contenimento della spesa per le spese di funzionamento in realtà non c'è. Se lo si vede sulle previsioni iniziali rispetto alle previsioni definitive, aumenta dell'1,58 percento, questo è vero, sulla base del 2001 ma, se andiamo a vedere cosa spendevamo nel 1999, 440 miliardi, e cosa abbiamo speso nel 2001, 519 miliardi, per le spese di funzionamento, qui vediamo che le spese sono aumentate del 18 percento e se il 2001 è stato un anno straordinario di risorse, continuando a crescere del 20 percento ogni due o tre anni non possiamo pensare che l'Amministrazione abbia le risorse per mantenere una macchina che sta diventando esplosiva sotto l'aspetto dei costi e delle dimensioni.
Perché poi questo non è solo assorbimento di risorse che non vanno negli investimenti, ma è un creare una struttura amministrativa che diventa - e stamani ne abbiamo parlato per la vicenda dei conflitti dell'Amministrazione con il cittadino - una barriera insormontabile nelle relazioni fra i cittadini e l'Amministrazione. Checché se ne dica, il sentimento perlomeno di coloro che rappresentiamo in Consiglio, è che l'Amministrazione è diventata un interlocutore della vita quotidiana dei Valdostani e non è, per quanto ci riguarda, sopportabile, nel senso che se è vero, come è vero, che le risorse che ci trasferiscono dallo Stato ci permettono di amplificare la macchina amministrativa della Regione, le spese di funzionamento, e che, grazie anche alle devolutions federaliste che avete voluto demandare ai 74 comuni, questa macchina tende ad acquisire necessità di personale che, fintanto che non ci saranno regole chiare nel comparto, unico mette in crisi il sistema, riteniamo che non possiamo continuare a pensare di esponenzializzare le spese di funzionamento di un 20 percento ogni tre anni perché lo riteniamo un fattore pericoloso di crescita esponenziale della spesa e non solo, di creazione di un sistema amministrativo-burocratico che diventa - ma che lo è già per quanto ci riguarda e per quanto riguarda coloro che rappresentiamo - un sistema difficilmente sopportabile nella vita dei cittadini e delle aziende.
Detto questo, credo che possiamo senz'altro dire che si è di fatto definita con la gestione del bilancio di questi anni - noi diciamo - una "Valle d'Aosta a due velocità", una Valle d'Aosta che beneficia dei trasferimenti ricchi e cospicui statali: non dobbiamo dimenticare che agli oltre 400 miliardi di trasferimenti per l'alluvione si aggiungono i 500 miliardi per l'IVA da importazione, che rappresentano ancora oggi nei 1.700 miliardi di entrate da tributi una cifra importante delle entrate del bilancio regionale, e questi cospicui trasferimenti permettono alla struttura dell'Amministrazione di erogare e in qualche maniera di dare occupazione, quella più pubblica, quella più regionalista: di regione, di apparato regionale... ad una richiesta di personale, di assunzione, di domanda di lavoro, però questo crea - e noi siamo qui a rappresentare quella parte che non beneficia di questo - una "Valle d'Aosta a due velocità", ripeto, quella molto legata all'apparato pubblico, alla burocrazia e quella che noi diciamo essere la stragrande maggioranza che di questi trasferimenti non beneficia.
È sufficiente dire che i trasferimenti nazionali per i lavori dell'alluvione si sono indirizzati ad alcune aziende valdostane, non a tutto il comparto dell'edilizia, per non citare che questo settore, ma possiamo dire che i malesseri ci sono nell'agricoltura che non ha visto in questi ultimi due anni un aumento importante degli investimenti, così come nel turismo e nel commercio facciamo fatica a sentire questo incremento di risorse, di economia, di benessere che invece si dovrebbe percepire in tutta la comunità valdostana perché un bilancio di 3.500 miliardi per 120 mila abitanti dovrebbe dare quasi individualmente la possibilità di avere un lavoro sicuro, come diceva il Consigliere Beneforti prima.
Noi invece assistiamo a tutta una serie di sistemi che vanno in crisi, credo che nessuno possa negare che in questo istante gli alberghi della Valle sono in stragrande maggioranza vuoti checché si abbia un bilancio ricco che viene ridistribuito, ma è chiaro che alcune risorse non vengono distribuite in maniera costante verso certi settori, ma piuttosto verso altri.
Diciamo quindi che questo bilancio 2001, pur nella straordinarietà dell'operazione ENEL e dei trasferimenti nazionali per l'alluvione, mantiene una scelta politica, anche in maniera coerente rispetto al programma di legislatura che era stato presentato, che però noi denunciamo essere da quattro anni una scelta che porta la Valle d'Aosta a creare due tipi di economia: quella di serie A e quella di serie B.
In questa nostra affermazione credo che ci sia tutta la nostra contrarietà a un modello gestionale che ci preoccupa notevolmente e lo abbiamo detto già nei bilanci precedenti: siamo preoccupati perché quello che oggi si dà per scontato, le risorse che oggi abbiamo, in un'Europa che diventa sempre più un'Europa che decide a Bruxelles, con un'Italia che sempre più si forma in senso federale e che tende a mettere sullo stesso piano tutte le regioni, anche considerando le particolarità come le nostre, ma che tende a dare maggiori spazi di autonomia e di libertà anche ad altre regioni... evidentemente le risorse del bacino sono queste, noi ci sentiamo preoccupati perché continuiamo a non vedere quel reale incremento di valore che un bilancio di questo tipo dovrebbe portare all'intera comunità valdostana.
Prendiamo atto dell'aumento spropositato della richiesta di edilizia popolare, di fasce di disagio spaventose in questa Regione che, con un bilancio di 3.500 miliardi - ma che con le partite di giro arriva a 5.000 miliardi -, dovrebbe avere i cittadini più ricchi del mondo in termini di prodotto di incasso pro capite. Così in realtà non è, ci sono fasce che soffrono in questo momento economico - ricordo i commercianti, negozi che chiudono, un'economia in completa trasformazione -, quindi non tutti i Valdostani beneficiano di questa enorme ricchezza.
Non abbiamo detto nulla di nuovo, credo; l'impostazione di bilancio che avevate dato all'inizio di legislatura è rimasta coerente, anche se questo è un bilancio arricchito di straordinarietà, come quelle che ho ricordato, e riteniamo che mantenere un bilancio così importante, ma ridistribuito in maniera parziale sulla comunità valdostana non sia il modello che auspichiamo.
Reputiamo che la prossima legislatura dovrebbe vedere - almeno lo auspichiamo - un Governo che affronti il problema importante delle riforme che non può che partire non da una riforma finanziaria di bilancio, ma prima ancora da una riforma della gestione stessa dell'autonomia e di conseguenza da una rivisitazione dell'intera impostazione di bilancio che deve assolutamente andare a considerare fasce determinanti per la creazione di ricchezza di questa Regione. Perché se è vero, come è vero, che commercio, turismo e agricoltura sono mal serviti e soffrono in questo momento, è anche vero che sono il volano di quella economia che poi porta nelle casse regionali le risorse per pagare l'assistenza sociale, per fare le opere che si dovrebbero fare, ma che non vengono fatte, che potrebbero mettere nelle condizioni l'intera comunità di beneficiare di uno straordinario bilancio come quello che abbiamo appena discusso.
Un bilancio, ripeto, straordinario nei trasferimenti che ci sono stati quest'anno; per una logica di successione qualcun altro andrà a verificare nel 2003 cosa è successo nel 2002 e quali saranno i bilanci 2002. Il 2001 si è distinto sicuramente per una sua straordinarietà, purtroppo non si è distinto per quelle necessarie, e preoccupanti perché non arrivano, riforme a far sì che l'economia valdostana tutta possa beneficiare di questo bilancio.
PrésidentLa parole au Conseiller Piccolo.
Piccolo (SA)Permettetemi, come ho già fatto gli anni precedenti in merito al conto consuntivo - grazie anche al fatto di essere uno dei revisori dei conti, quindi di aver avuto la possibilità di approfondire con l'Assessore e i funzionari competenti più da vicino il documento contabile, a differenza di quanto ha affermato il Consigliere Beneforti -, di esprimere alcune considerazioni sul documento, anche a nome del gruppo, dal quale sono stato ampiamente delegato e che ringrazio per la fiducia accordatami.
Cercherò di contenere il mio intervento premettendo che dovrò ripetere in parte alcune affermazioni fatte in occasione del bilancio di previsione del 2001. Vorrei quindi, cercando di essere il più sintetico possibile e, senza avere la presunzione di insegnare nulla a nessuno, di evidenziare meglio cosa indicano le voci più rappresentative del conto e, anche dopo la relazione del collega relatore, senza avere la presunzione di fare una controrelazione, ripetere alcune considerazioni.
A proposito delle voci, delle cifre e delle percentuali contenute nel documento, che sono il frutto del lavoro serrato dei funzionari preposti - desidero a titolo personale ringraziarli per l'impegno profuso in questi mesi, in particolare per la disponibilità che mi hanno riservato in questi giorni pur essendo oberati di lavoro -, mi preme anzitutto fare, a nome del gruppo della "Stella Alpina", alcune osservazioni di carattere generale cercando di dare un contributo a questo dibattito. Da queste prime considerazioni si può sottolineare che questo conto consuntivo non si discosta molto dalle previsioni a dimostrazione di una solidità finanziaria della Regione, ma questo non dovrà certo farci "cullare sugli allori", anche alla luce degli ultimi tragici eventi: la chiusura del Tunnel del Monte Bianco, che fortunatamente ha avuto la sua riapertura, la terribile calamità alluvionale dell'ottobre scorso, anche questa conclusasi fortunatamente in modo positivo.
Occorre quindi affrontare da qui alla fine legislatura alcune problematiche che devono ancora trovare una loro definizione e che il gruppo della "Stella Alpina" ha più volte evidenziato in Consiglio, in primo luogo il Casinò, che ha impegnato la precedente legislatura per tutto un quinquennio, per il quale occorre definire il problema relativo alla gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent.
Il Casinò rappresenta una delle più importanti fonti economiche ed occupazionali della nostra Regione, occorre quindi dare tempestività alle decisioni e alle azioni che portino alla conclusione della Gestione Straordinaria, soprattutto con rapporti assidui con il Governo nazionale sempre più in tempi strettissimi alla luce delle possibili aperture delle altre case da gioco in Italia.
Un problema a noi molto caro è quello del settore della sanità, del sociale, che, per esperienza personale, conosco meglio. Occorre dare effettiva attuazione al nuovo Piano sociosanitario regionale, piano che nelle sue intenzioni si prefigge anche alcuni obiettivi ambiziosi che ci auguriamo vengano tradotti in termini pratici passando dalle intenzioni ai fatti. Va dato atto all'Assessore Vicquéry di essersi impegnato particolarmente con il nuovo piano 2002-2004 affrontando alcune precise scelte.
L'auspicio è che quanto contenuto nel piano si possa realizzare in tempi brevi. Voglio fare un riferimento specifico in merito alle strutture previste per il potenziamento del servizio sul territorio - mi riferisco al funzionamento dei distretti, alla nomina dei direttori -, per un migliore servizio più vicino ai cittadini residenti oltre ad un più razionale servizio per i cittadini residenti stessi.
Occorre inoltre prestare un'attenzione più incisiva e puntuale alla cooperazione sociale e al privato sociale, componenti che saranno sempre più necessarie sia per ridurre la burocrazia dell'ente pubblico, sia per sfruttarne a vantaggio della collettività le grandi risorse del volontariato da cui questo settore è animato e in gran parte promosso. Per non vanificare l'impegno di persone che prestano la loro collaborazione a titolo gratuito, è necessario da una parte dare indicazioni e regole precise riguardo alle attività gestite e al controllo delle stesse e dall'altra decidere con rapidità i finanziamenti necessari.
Il privato sociale fornisce servizi alla collettività a costi molto inferiori rispetto a quelli che sopporterebbe l'ente pubblico per i medesimi servizi. Altro settore delicato è quello dei malati di mente, si tratta di persone che versano in stato di infermità mentale i cui familiari e tutori hanno manifestato, oltre che il proprio disagio per i loro cari lontani dalla residenza, anche il disagio di doversi recare in istituti fuori Valle nei quali da tempo i malati sono ospitati, malati che cercherebbero di rientrare nella loro località di residenza. In questo senso credo che vada sottolineato l'impegno dell'Assessore che si sta occupando di questo settore dei malati di mente nella realtà valdostana.
L'ultimo problema sempre in campo sanitario-assistenziale è quello dell'assistenza rivolta agli anziani, qui mi ripeto ormai da anni: le microcomunità non sono purtroppo in grado oggi di soddisfare, né è questo il loro compito, particolari casi di persone anziane che necessitino di continua assistenza, persone non autosufficienti e non più assistibili a domicilio.
Le strutture previste per questi casi sono le RSA, la Valle d'Aosta è purtroppo ancora carente, quindi occorre crearne altre in prossimità di strutture ospedaliere e poliambulatoriali in quanto è necessaria la presenza costante di personale medico e paramedico, personale che non è facile reperire in Valle d'Aosta, come anche i colleghi ben sanno. A questo proposito occorrerà ragionare, come ho già detto l'anno scorso, tutti insieme su una migliore applicazione del francese nel corso dell'ambito di concorsi della sanità.
Turismo: qui molto è stato fatto, molto è ancora da fare. Occorre creare un miglior coordinamento fra i vari enti che si occupano di turismo per una migliore offerta turistica. Le APT credo dovranno ancora trovare radici in Valle d'Aosta e sarà importante anche il personale che è stato messo recentemente a capo di questa istituzione. Ci auguriamo che le ultime leggi sul turismo possano aver risolto il problema, i presupposti sono stati creati, ma di questo ci facciamo portavoce direttamente nei confronti dell'Assessore Lavoyer.
Finanza: alla concretizzazione del polo creditizio valdostano occorre provvedere in tempi brevi, maggiore formazione professionale, valorizzando al massimo i fondi europei a ciò destinati.
Università: occorre a parer nostro dare maggiore importanza a questa struttura.
Occupazione: occorre guardare con attenzione all'occupazione dei lavoratori part-time che sono sempre più in aumento, mentre diminuiscono purtroppo gli occupati a tempo indeterminato.
Politica della casa: occorre prestare attenzione a questo settore, anche alla luce del sempre crescente numero delle fasce più deboli e degli extracomunitari.
Industria: per questo settore occorre sempre più pensare ad una diversificazione produttiva, dare maggiore spazio all'imprenditoria privata evitando che la Regione svolga un ruolo centrale nell'economia valdostana.
Per quanto concerne l'agricoltura un'annotazione: alla luce degli ultimi eventi che vedono sempre più penalizzato il mondo rurale valdostano a causa delle imposte a livello comunitario, occorre portare avanti un'accorta politica a sostegno dell'agricoltura di montagna.
Queste erano alcune delle nostre considerazioni in merito ad alcune problematiche che abbiamo voluto evidenziare in occasione di questo consuntivo, che non è altro che il frutto del lavoro e dell'impegno profuso dalla Giunta e dalla maggioranza. Mi auguro che questo documento costituisca un importante passo per cercare di dare all'esterno di quest'aula la convinzione che si stia lavorando in modo nuovo e moderno nell'interesse dei cittadini affinché essi possano credere ancora nelle istituzioni e nei loro legali rappresentanti.
Concludo sperando che venga tenuto da parte della Giunta regionale in debito conto quanto è stato osservato nel mio intervento e dichiaro per le motivazioni addotte prima il voto favorevole della "Stella Alpina" al conto consuntivo del 2001.
PrésidentLa parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI)Certamente il 2001 è stato un anno importante quanto difficile per le ragioni che sono state evidenziate da più parti, in particolare è stato l'anno della ricostruzione dopo la tragedia dell'alluvione, è stato l'anno che ha visto il forte impegno da un punto di vista debitorio per l'acquisizione del comparto ENEL, è stato un anno contraddistinto da questo bilancio straordinario, quanto meno per i numeri, che oggi viene presentato al Consiglio.
Vorrei soffermarmi su un aspetto: quello della spesa pubblica. È vero che nel 2001 sono cresciute le entrate soprattutto per le ragioni che sono state elencate dal mio collega Lattanzi, è vero però che sono anche aumentate le spese - e, al di là delle spese straordinarie, sono aumentate con un'incredibile esponenzialità anche le cosiddette "spese ordinarie e di funzionamento" - ed è sulla spesa pubblica che ritengo questo Consiglio e tutti i gruppi politici debbano fare una riflessione perché, quando si parla di spesa pubblica, non si parla solo di spesa pubblica regionale, ma si parla anche di spesa pubblica degli enti locali che dalla Regione in massima parte dipendono.
È sulla spesa pubblica che registriamo crescenti livelli e qui facciamo un esempio: la spesa sanitaria è aumentata notevolmente in questi ultimi tre anni, è vero che le esigenze della popolazione sono diverse, sono numerose, devono essere affrontate con costanza e professionalità e soprattutto con tempestività, però è altrettanto vero che non sempre, a fronte dell'incremento di questa spesa, abbiamo una corrispondente crescita dei servizi erogati sia in termini di quantità che in termini di qualità. C'è da dire che, sempre parlando di spesa, c'è la tendenza - la Regione Valle d'Aosta e i comuni valdostani lo stanno dimostrando - a contrarre facilmente mutui e prestiti ed è una tendenza che sta preoccupando non solo il Governo nazionale, in particolare il Ministero dell'economia, ma anche altri enti di sorveglianza e di controllo sugli andamenti della spesa, mi riferisco in particolare alla Banca d'Italia, alla Banca centrale europea, alla Corte dei Conti e alla Ragioneria dello Stato.
Più volte sui giornali abbiamo avuto occasione di leggere gli allarmi lanciati da questi enti o dai loro esponenti di rilievo, mi riferisco al Ministro Tremonti che ha lanciato l'allarme sulla spesa regionale non più tardi di una ventina di giorni fa: "Stop ai debiti delle regioni" e la Banca centrale europea che invita tutti gli Stati che partecipano all'Unione europea ad evitare che gli enti territoriali vadano a concretizzare sforamenti di spesa a livello locale. Si lancia quindi un monito e soprattutto si invitano gli enti locali, regioni e comuni, ad evitare di contrarre mutui e prestiti, cioè forme di indebitamento soprattutto per far fronte alle spese correnti, anche perché utilizzare questo metodo è illegale, come ha detto il Ministro Tremonti, tanto che in questi caso interviene la Corte dei Conti.
Alle riflessioni sulla spesa pubblica si collega un importante patto che venne siglato nel 1997: il Patto di stabilità, patto che deve impegnare non solo gli Stati, ma deve impegnare anche le regioni e gli enti locali minori che fanno parte di un medesimo Stato ed è sul Patto di stabilità che vorrei soffermarmi, anche perché è stato oggetto di querelle fra Regione e Stato recentemente, dico la Regione innanzitutto perché è la Regione che ha sollevato una polemica ingiustificata nei confronti dello Stato, a fine maggio, quando non c'era alcuna ragione di provocarla. Vedo però con soddisfazione che alla polemica, a distanza di un mese e mezzo, sul disegno di legge n. 163 fanno seguito dei primi timidi fatti e sono fatti contenuti nell'articolo 11, dove l'Assessore e la Giunta hanno inserito una norma che riguarda il Patto di stabilità per gli enti locali della Regione, una norma prima assolutamente non prevista né contenuta.
Prima gli enti locali della Regione avevano contabilità e andamenti finanziari al di fuori di un controllo preciso e puntuale, oggi, a seguito delle precisazioni che sono pervenute dal Ministero dell'economia del "Governo Berlusconi", è stato fatto questo primo importante passo. È un primo importante passo che in un certo senso riporta la Valle d'Aosta in Italia e in Europa: non siamo una realtà geografica e politica avulsa dal contesto europeo, ma esistiamo, anzi siamo nel cuore dell'Europa, quindi le direttive comunitarie vanno rispettate se vogliamo continuare a far parte dell'Europa.
Questo articolo 11, che, come dicevo, ha come presupposto una polemica ingiustificata che si sviluppò a fine maggio con dichiarazioni assolutamente strumentali da parte del Presidente della Regione e dello stesso Assessore Agnesod, fa riferimento al rispetto degli obblighi comunitari.
Si diceva allora: "Roma non paga, è crisi in Regione", "La situazione è nerissima: tutta colpa dello Stato che sta bloccando a Roma i trasferimenti che spettano alla Regione attraverso il riparto dei nove decimi delle entrate fiscali e gli introiti ex dogana". Così sembrava che Roma, secondo le dichiarazioni che erano state effettuate, bloccasse per ragioni politiche i flussi naturali e soprattutto le spettanze di cui è titolare la Valle d'Aosta. "Aridità delle casse statali" si è detto o addirittura "intervento da parte di qualcuno per far sì che questa liquidità di cassa non fosse così fluente come è sempre stata". Ripeto solo una dichiarazione dell'Assessore Agnesod visto che è il diretto interessato in questo caso: "Da un mese Roma ha chiuso i rubinetti, segno che anche le casse statali, nonostante le parole ottimistiche del "Governo Berlusconi", stanno attraversando un periodo nero..." - lo conferma Agnesod - "... siamo entrati in Europa con Prodi eppure non avevamo mai avuto problemi di questa gravità. La situazione è difficile, stiamo cercando di capire cosa stia accadendo, una cosa è certa: a Roma non hanno liquidità."
A queste dichiarazioni ne sono seguite altre del Presidente: "I soldi sono nostri e ci spettano, sono nostri e di tutta la comunità ed è bene che questi soldi vengano riconosciuti come sempre lo sono stati".
C'è da dire che la regolarità dei flussi è stata mantenuta. Ovviamente il "Governo Berlusconi", per rispettare il patto e per farlo rispettare alle regioni e alle province e ai comuni che fanno parte del "sistema Italia", ha dovuto "tirare le orecchie" anche alla Valle d'Aosta facendo delle precisazioni doverose. Ha precisato cioè che la mancanza di liquidità lamentata all'epoca dall'Assessore e dal Presidente valdostani non trova origine nell'aridità delle casse statali, ma è dovuta ad un'accorta e scrupolosa procedura di erogazione dei trasferimenti, anche se qualcuno scuote la testa dissenziente.
È evidentemente che la liberalità di prima nell'erogazione di questi flussi ha portato ad una situazione di indebitamento dello Stato che purtroppo gli eredi, noi, e i nostri eredi dovremo pagare chissà per quanto tempo. Le necessità di cassa della Regione sono conosciute e sono sempre state conosciute dai tecnici del Ministero, tant'è che il 21 maggio, ben prima di quelle dichiarazioni che voi avete fatto, il Ministero aveva provveduto ad un'erogazione di 23 milioni di euro. Agli amministratori regionali è stata chiesta una distinzione più marcata fra le voci di spesa corrente e quelle per investimento, cioè una precisione contabile che finora non c'era mai stata, un altro punto importante è oggi riassunto nell'articolo 11 di questo disegno di legge: "... la Regione non risulta avere ancora impartito ai comuni le regole per il rispetto del Patto di stabilità". Finalmente lo leggiamo, anche se è solo una dichiarazione scritta perché merita attuazione... e dopo ne daremo lettura.
"Le erogazioni dei trasferimenti alle regioni..." - concludeva la nota ministeriale - "... sono da correlare all'adempimento di alcuni obblighi da parte dell'ente locale, obblighi che non sono stati ancora adempiuti per quello che concerne la Regione Valle d'Aosta".
Precisazioni che nella loro moderazione fanno capire che l'inadempimento in realtà non stava a Roma, ma era ad Aosta. Volevamo sottolinearlo in questa sede non solo perché si parla di finanze e di consuntivi regionali, ma soprattutto perché, con una moderata soddisfazione, vediamo che il Patto di stabilità per gli enti locali della Regione viene oggi inserito nel disegno di legge n. 163. Questo patto d'altronde ha due funzioni fondamentali: vuole conseguire un miglioramento dei saldi di bilancio e ridurre il finanziamento in disavanzo delle spese, cioè ridurre quella situazione di indebitamento diffuso che caratterizza anche gli enti locali valdostani, purtroppo c'è un rinvio nel tempo e nelle modalità di esecuzione e di applicazione di questo patto: la Giunta regionale stabilirà criteri e modalità per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Patto di stabilità per gli enti locali della Regione con un proprio atto successivo che non abbiamo attualmente modo di conoscere nei contenuti.
Nonostante l'assenza di questa norma, nonostante il mancato rispetto del Patto di stabilità interno, alla Regione Valle d'Aosta non sono mai mancati i trasferimenti, tant'è che i flussi sono tuttora estremamente regolari. Vorrei quindi sottolineare che le crisi di cassa denunciate a suo tempo non sono ascrivibili a Roma, ma sono ascrivibili esclusivamente ad Aosta. Qualcuno, purtroppo, si è divertito a fare una campagna terroristica in questo frangente dicendo che se mancano i soldi, è colpa del Governo di Roma, d'altronde siamo abituati: sia che il Governo sia di un colore o di un altro c'è la facilità a scaricare le responsabilità su chi è distante dalla sede locale e men che meno a attribuirsele da parte di chi ha la responsabilità del portafoglio della Regione. L'articolo 11 va nella direzione di cercare di conseguire questo risultato, speriamo che alle dichiarazioni, al tenore letterale di questa norma conseguano anche i fatti e che la spesa pubblica generale, non solo quella regionale, ma anche quella locale, sia oggetto di maggior controllo e sia inserita in quell'alveo del rispetto del Patto di stabilità che concerne tutto il nostro Paese. Sarebbe bello leggere fra qualche giorno non solamente i titoli del tipo: "Roma non paga" e "È crisi in Regione", ma "Roma strapaga" e "La Regione ringrazia", purtroppo sono utopie che ci permettiamo di dire ad alta voce, che probabilmente non sono condivise da molti di voi, ma nell'intimo qualcuno sa che, facendo un esame di coscienza, in realtà l'inadempimento deve ascriverlo a sé stesso, provvedendo, anche se in ritardo, a rimediare a questo problema.
La seconda considerazione che vorrei fare sul disegno di legge n. 163 riguarda l'articolo 33, un articolo che va in segno diametralmente opposto. L'articolo si riferisce ad interventi nel settore funiviario, oltre ai 16 miliardi che la Giunta ha stanziato per richiamare i disavanzi di esercizio a favore delle imprese che gestiscono gli impianti a fune valdostani, qui abbiamo una sospensione delle rate di mutuo a favore delle medesime imprese. Per carità, si è verificato uno stato di crisi, ha nevicato poco, di conseguenza la carenza della materia prima ha comportato un minor flusso turistico e successivamente un calo agli introiti per quanto riguarda le imprese di questo settore, ma quante sono state le imprese colpite da questa crisi? Non solo quelle degli impianti a fune? Allora perché questa disparità di trattamento fra imprese di un tipo, quelle che gestiscono gli impianti a fune, e quelle che, pur essendo penalizzate dalla crisi, non gestiscono gli impianti a fune?
Mi riferisco ad operatori economici e commerciali di qualunque genere o comunque titolari di servizi. Questo articolo conferma quindi quanto ha detto il collega Lattanzi prima: che siamo di fronte ad una Valle a due velocità, una Valle di serie A e una Valle di serie B; una parte della Valle che viene tutelata e rispettata e presa in considerazione perché esercisce attività che sono degne di maggiore attenzione da parte del potere politico e una Valle piuttosto dimenticata, una Valle che, nonostante la crisi, deve sopportare con le proprie forze e con le proprie sofferenze quelle difficili situazioni quotidiane di mercato globale, concorrenziale che si presentano di volta in volta.
Noi non vogliamo la Valle a due velocità, vorremmo che la comunità valdostana fosse trattata in maniera più omogenea. Ma purtroppo, ancora da questa norma che oggi viene inserita, vediamo una disomogeneità che è una palese disparità di trattamento e, come avevamo già avuto occasione di dimostrare, la nostra non condivisione netta e decisa - presentando una mozione - nei confronti di iniziative di questo tipo oggi la ribadiamo con altrettanta decisione. Sono queste e altre ragioni che ci impongono di non dare voto favorevole al disegno di legge contabile nel suo insieme: il 163 per quanto riguarda l'assestamento e il 162 per quanto riguarda il rendiconto.
PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Il bilancio consuntivo è la fotografia di un anno di attività di governo e registra fedelmente le realtà e le decisioni prese. Sarebbe interessante fare una disamina di tutto quello che è successo e la fotografia riportata da questo bilancio consuntivo. Molti hanno ricordato alcuni eventi che hanno inciso sul bilancio - e io non li riprendo - fra questi l'alluvione, l'acquisizione dell'ENEL con l'apertura di mutui, di debiti.
Sarebbe utile, come strumento per l'analisi di un bilancio, uno studio analitico - lo propongo all'Assessore Agnesod - che mette in luce le caratteristiche dei bilanci così come negli anni si sono formati in modo da individuarne le tendenze. Mi limiterò solo ad alcune osservazioni avendo chiaro che in queste osservazioni ciascuno porta i punti che ritiene utile sottolineare.
Per quanto concerne le entrate, risulta chiaramente che le entrate più significative sono quelle relative al titolo I, con addirittura un aumento del 12 percento rispetto alle previsioni iniziali. In queste entrate ci sono sia le entrate derivate da tributi propri, fra cui l'IRT di cui abbiamo parlato stamani, sia - capo II - le entrate derivanti da compartecipazioni a tributi erariali percepiti sul territorio regionale, tributi erariali che sono legati alla formazione della ricchezza in Valle, questo capo II del titolo I raggiunge 1.605 miliardi.
L'insieme dei tributi che derivano dalla compartecipazione raggiunge 1.605 miliardi, se da questi togliamo i 520 miliardi che costituiscono la quota sostitutiva dell'IVA da importazione, otteniamo per differenza i famosi 9/10 che lo Stato versa alla Regione come compartecipazione a tributi erariali riscossi in Valle, per cui possiamo calcolare l'intero ammontare del reddito prodotto in Valle e registrato dalle imposte che in questo caso risulterebbe 1.193 miliardi.
Ma le nostre entrate sono molto superiori perché a queste si aggiungono, per esempio, i 520 miliardi costitutivi dell'IVA da importazione, che costituiscono circa tre o quattro decimi dell'intera somma, per cui possiamo dire che noi recepiamo dallo Stato i 14/10 circa della ricchezza prodotta in Valle. Credo che questo sia un dato preciso riguardante le entrate che non va mai dimenticato quando si affronta il problema del bilancio.
Non vorremmo che questa tassa da IVA da importazione fosse all'origine di tante titubanze nei confronti della riduzione del passaggio dei TIR dal tunnel. Credo che si debbano fare i conti con la realtà. Queste risorse complessive sono molto utili per garantire la nostra autonomia, ma la filosofia di fondo che sorregge questa ripartizione è difficilmente trasferibile ad altri contesti regionali, specie in un'ottica di federalismo fiscale. Lo Stato infatti ci restituisce molte più risorse di quelle che derivano dalle tasse che sono riscosse in Regione. È un meccanismo di distribuzione della ricchezza collettiva che non regge e che finisce con il danneggiare la nostra stessa economia perché abbiamo messo in piedi un sistema economico che si fonda su ricchezza prodotta da altri.
Per quanto riguarda le spese, qui viene indicata la percentuale delle spese correnti e delle spese di investimento e viene segnalato come ci sia un miglioramento rispetto agli anni precedenti di questa ripartizione, nel senso che diminuiscono le spese correnti e aumentano quelle di investimento però, nonostante questo cambiamento, le spese correnti sono ancora molto alte e, anche se le depuriamo delle spese del personale scolastico e della sanità, si raggiunge il 34,7 percento, quindi è ancora una percentuale molto alta. Abbiamo avuto modo tutti quanti di vedere recenti studi che sono stati pubblicati su "Il Sole 24Ore Nord-Ovest" in cui si analizzano i vari bilanci regionali e, per quanto riguarda il bilancio della nostra Regione, viene sottolineato come il peso percentuale delle spese per l'amministrazione generale registri un aumento ancora molto forte.
Credo che questo tema delle spese riguardanti le spese per l'amministrazione generale, quindi depurate da quelle relative al personale dei settori specifici, debba sollecitare a predisporre delle verifiche sugli aspetti organizzativi delle modalità di lavoro, del flusso di informazione delle procedure attuate perché, se dal punto di vista finanziario si registra un buon risultato dell'amministrazione in quanto ci sono 4 miliardi di risorse non utilizzate a fronte di 5.000 miliardi di cassa, dal punto di vista della risposta che l'utente si aspetta dall'Amministrazione, forse i risultati non sono sempre così soddisfacenti.
Qui non abbiamo nessun elemento contabile che lo possa registrare, ma credo che sarebbe interessante anche per l'amministrazione pubblica cominciare ad inserire un bilancio consuntivo sulla qualità dell'amministrazione. In tutti i settori amministrativi pubblici e privati si tende a cercare la qualità del funzionamento della struttura, la qualità del servizio e credo che anche la Regione dovrebbe porsi su questa strada, allora sarebbe possibile accompagnare un bilancio consuntivo con un bilancio che registri la soddisfazione dell'utente. Questo non è possibile "a freddo", ma richiederebbe - e vedo che l'Assessore coglie l'importanza di questo aspetto - che già nel programma di governo, nel bilancio preventivo si mettesse come uno dei punti programmatori la ricerca della qualità nell'amministrazione, quindi che si prevedessero risorse ad hoc, che ci fosse un settore dell'Amministrazione che si occupasse in modo preciso e specifico di questa attività, dell'organizzazione funzionale dell'apparato nei confronti dell'utente.
Credo che l'Assessore Agnesod, che ha già colto di buon grado l'ipotesi di un possibile bilancio preventivo al "rosa", che metta in luce le risorse che sono a favore del mondo femminile, forse potrebbe anche tentare quest'altro tipo di progetto e cioè un bilancio che metta in luce la soddisfazione e i bisogni dell'utente. Sarebbe un modo per lasciare un'impronta significativa del suo lavoro. Riguardando l'analisi delle spese, vorrei sottolineare le spese riguardanti il terzo settore della sicurezza sociale, che riguarda la sanità, e la sicurezza sociale, il Welfare, e qui ho sentito delle valutazioni diverse sulla quantità di risorse.
Qui registriamo una flessione di risorse in questo settore, se confrontiamo i dati del consuntivo del 2000 e facciamo la somma delle risorse per la sanità sia come spese di investimento sia come spese correnti, otteniamo una cifra di 431 miliardi, meno di quanto prevede il bilancio consuntivo 2001, spese di investimenti e spese correnti, 412 miliardi, allora c'è una flessione di queste spese. Non vorrei che, nel momento in cui l'Assessore si preoccupa di contenere la spesa sanitaria, faccia un'operazione per cui appiattisca le spese sociali perché questa è l'operazione che emerge.
Ritengo che questo fatto, se questa tendenza continuasse, sarebbe molto grave perché, nel momento stesso in cui c'è la scoperta di sempre nuove fasce di disagio e di povertà - e lo stesso Osservatorio della povertà, che l'Assessore fortemente vuole, indica che c'è questo disagio forte -, non possiamo da una parte riconoscere che esiste questo disagio forte e dall'altra sottrarre risorse per rispondere a questo disagio. Quando ci sentiamo dire che non ci sono i fondi per la sanità e che si spende troppo, io dico che, dati alla mano, si spende ancora molto poco.
È chiaro che nel 2001 si è speso molto più per il settore produttivo e per il territorio, infatti se prendiamo i due settori territorio e ambiente e sviluppo economico, vediamo che, mentre nel 2000 avevamo 621 miliardi, nel 2001 abbiamo 1.034 miliardi, più di un terzo della somma complessiva delle risorse che vengono spese.
Va bene impegnare soldi per l'imprenditoria, per il territorio e per lo sviluppo economico, ma credo che la tutela sociale e lo sviluppo delle persone vadano seguite altrettanto attentamente, altrimenti ci troveremmo purtroppo di fronte a gravi disagi, a fatti gravi che non riusciamo a spiegare, ma che denotano un disagio nel vivere sociale che la Regione deve tenere in debito conto.
Rispetto alla legge di assestamento del bilancio, la legge n. 163, vorrei porre alcune domande su alcuni provvedimenti. C'è un provvedimento che riguarda l'adeguamento di spese dei programmi comunitari, ora qui non si capisce come sia possibile che solo a decisione avvenuta la Regione abbia saputo che il contributo regionale al programma comunitario era aumentato, per cui deve adeguarsi. Mi sembra perlomeno strano questo tipo di procedura, sarebbe interessante avere informazioni al riguardo. Ci sono poi una serie di rifinanziamenti di alcune leggi di settore che avrebbero dovuto essere assorbiti nella somma indistinta trasferita agli enti locali: penso alle aree verdi, al sistema bibliotecario; ho sempre ritenuto utile, anche nel momento in cui discutevamo la legge di distribuzione delle risorse di bilancio, inserire risorse specifiche ad hoc in settori che la Regione ritiene importanti, indipendentemente dalle scelte fatte dai comuni.
Credo che sia utile mantenere alcuni vincoli di legge di settore a fronte di progetti specifici, abbiamo visto in questi giorni che in alcune comunità territoriali è abolito il servizio dei bibliobus perché i comuni non hanno sufficiente denaro. Qui viene rifinanziato il sistema bibliotecario…
(interruzione dell'Assessore Agnesod, fuori microfono)
… non so se è riferito a questo o ad altro, Assessore, sto chiedendo, perché sarebbe estremamente interessante che la Regione, proprio perché vuole garantire un ugual livello di servizio su tutto il territorio, mettesse risorse per raggiungere quell'obiettivo che magari i singoli comuni non percepiscono perché la loro visione del problema è limitata al loro territorio.
Per quanto riguarda ulteriori impegni nel settore sanitario - penso agli articoli 14 e 15 - in genere noi vediamo con attenzione risorse stanziate in questo settore; condividiamo i 50 mila € che vengono dati all'ARPA per un mutuo per una futura sede, anche se avremmo gradito un aumento dello stanziamento complessivo perché ormai l'ARPA deve sempre più confrontarsi con compiti nuovi riguardo a tutti i problemi che di volta in volta si manifestano. Penso all'elettrosmog, all'inquinamento atmosferico, all'amianto, alla diossina, alla radioattività sui ghiacciai e via dicendo, quindi ha un compito importante per cui, se fossero state aumentate le risorse, sarebbe stata cosa buona e utile, ma speriamo che questo avvenga nel prossimo bilancio.
Ci lasciano perplessi alcuni stanziamenti nell'ambito sanitario, cioè il fatto che si prevedano stanziamenti nell'articolo 15 per il ripristino e la manutenzione straordinaria di strutture ospedaliere, rispetto ai quali si dice nella relazione introduttiva che servono per ulteriori posti letto per la Medicina, ma ulteriori rispetto a che cosa? Rispetto ai programmi che erano già stati determinati con l'approvazione del I° e II° lotto di interventi, lavori che fra l'altro non sono neanche tutti terminati, ma allora se è una programmazione fatta secondo i "sacri crismi"... l'Assessore continuamente difende il fatto che bisogna ridurre i posti letto in Ospedale, guai se qualcuno osa dire che ci sono pochi posti letto in Ospedale, dunque, di fronte a queste affermazioni, di fronte al fatto che ci sono piani precisi di ristrutturazione e di ampliamento dell'Ospedale fatti in base a queste decisioni, come mai qui si parla di ulteriori posti letto?
Ripeto: ulteriori rispetto a cosa, sulla base di quali bisogni? Incominciamo a dubitare allora, come abbiamo sempre dubitato, della bontà dei programmi di ampliamento e di ristrutturazione dell'Ospedale, programmi che vengono dati ogni volta come definitivi e risolutivi per poi scoprire di volta in volta non rispondere ai bisogni realmente esistenti, oltre al fatto che, a mano a mano che si avanza, si riscontra che non ci sono le risorse sufficienti per attuarli. Infatti, sempre in questo articolo 15, secondo comma, sono previsti dei fondi per quello che riguarda l'incarico per il completamento di altri progetti: ora si tratta di opere che erano state inserite nel programma di attività che la Regione aveva inviato al Ministero per avere l'autorizzazione ad attingere risorse statali ex articolo 20, opere che erano state definite in base ai sacri crismi e invece si vede che queste risorse non sono sufficienti e che queste programmazioni, che vengono difese a tutto spiano, poi non sono aderenti alla realtà.
Non capiamo anche perché all'articolo 16 venga trasformato quello che è un posto in organico in un incarico a tempo determinato, vogliamo capire quali sono le motivazioni che hanno spinto a modificare le modalità di affidamento dell'incarico e a trasformare un incarico che è assimilabile a quello di un direttore di una scuola in un incarico fiduciario, a noi sembra molto strano e molto pericoloso; come pure non condividiamo le disposizioni concernenti l'articolo 18, che riguarda la legge per effettuare i servizi di soccorso sulle piste di sci da discesa: avevamo espresso tutte le nostre perplessità già quando questa legge era stata portata all'attenzione del Consiglio perché ci sembrava che fosse solo una legge finalizzata a dare dei contributi alle stazioni sciistiche e che la formula presentata, cioè quella di sostenere i servizi di soccorso sulle piste di sci da discesa, fosse solo una modalità per dare dei contributi.
Già allora avevamo chiesto quali erano i paletti, quali erano i criteri con cui erogare questi contributi e vediamo che di volta in volta con questa legge i paletti vengono modificati a seconda delle condizioni perché bisogna fare in modo che quei contributi arrivino tutti, comunque sia. C'è una decisione che noi condividiamo, laddove, all'articolo 19, si autorizza la Regione a sottoscrivere ulteriori azioni della Banca popolare etica, però non è sufficiente questo articolo per far sì che noi votiamo a favore della legge.
PrésidentPuis-je considérer qu'il n'y a plus d'inscrits à parler? La discussion générale est close.
La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod.
Agnesod (UV)Vorrei dare subito una risposta alla Consigliera Squarzino. I fondi che sono stati previsti per le biblioteche si riferiscono all'arredamento della sede della biblioteca comprensoriale presso la Comunità montana di Verrès, il contributo è conseguente ad un accordo di programma.
Inizierei a dare alcune risposte per affrontare poi un ragionamento più complessivo e di valenza politica.
Sulla questione dei revisori, sollevata dal Consigliere Beneforti, che si lamenta dello svuotamento dei poteri del Consiglio regionale, noi abbiamo votato una mozione sull'autonomia nel corso dell'ultima adunanza consiliare... ma questa è competenza del Consiglio, i revisori vengono nominati in quest'aula, i consiglieri devono mettersi a fare la verifica e l'analisi, non è la Giunta che deve andare a dare le informazioni, ma il consigliere, se lo ritiene opportuno, può chiedere le informazioni in quanto è nella sua piena autonomia operare delle scelte di verifica.
Questo è quanto prevede lo Statuto speciale, questa particolarità ci differenzia da tutte le altre regioni e ci dà la possibilità di operare in un certo modo. Questo è un aspetto che secondo me va salvaguardato.
Per quanto riguarda il Patto di stabilità, lo abbiamo inserito in questo disegno di legge ed è riferito ad una gestione delle risorse, quindi io credo che l'impostazione data per cui sia l'Esecutivo, come lo è a livello nazionale ed europeo, a confrontarsi con le realtà attraverso delle disposizioni, sia un'impostazione corretta. Questo per quanto riguarda la spiegazione dell'articolo che è stato inserito così com'è ma, per quanto riguarda il discorso che è stato affrontato dal Consigliere Tibaldi, c'è da dire qualcosa in più, da parte mia non c'è stata polemica sui flussi, quello che ho detto lo confermo: noi abbiamo avuto due richieste e non era mai successo che non venissero evase, 33 milioni di € e 15 milioni di € a distanza di 15 giorni, sono documentate, sono agli atti, queste due richieste non sono state evase e non c'entra nulla con il Patto di stabilità. Ho avuto un incontro con il Sottosegretario, come hanno riferito i giornali, avevamo all'ordine del giorno quattro punti.
I flussi di cassa sono originati dalla legge n. 690/81, che è la nostra legge di disposizioni finanziarie, che è una norma di attuazione dello Statuto speciale e lo Statuto speciale è una norma costituzionale, quindi non c'è nessuna finanziaria dello Stato che preveda qualsiasi tipo di altro meccanismo che possa mettere in discussione una norma costituzionale, quindi i flussi di cassa ci devono essere assegnati e ripartiti in base alle esigenze e questi fondi vengono prelevati da un fondo destinato alla Valle d'Aosta, non da un fondo comune a Roma: si tratta di un fondo preciso destinato alla Valle su cui versano le imposte che vengono versate qui nella nostra comunità dalle imprese, dai cittadini, da tutti coloro che operano in questa Valle.
Questo aspetto, quindi, è fuorviante andarlo ad inserire nel contesto di una richiesta che è stata fatta, riferita al Patto di stabilità, e concordo con il Consigliere Tibaldi che noi abbiamo poi mandato degli elementi ulteriori per chiarire un equivoco che si era creato sul trasferimento agli enti locali, perché? Perché nel 2000 - questo è l'anno di riferimento - il trasferimento agli enti locali aveva in sé anche le leggi di settore che quest'anno sono state scorporate. Tutte le risorse delle leggi di settore sono andate a finire nel fondo comune di trasferimento e questo ha fatto sì che, rispetto al 2000, aumentassero perché il fondo comune di trasferimento è tutta spesa corrente, quindi c'era un aumento incredibile della spesa corrente.
Fatta questa verifica, rapportati i due momenti alle stesse condizioni e agli stessi criteri, l'aumento non esiste più e quindi siamo nuovamente in linea. Questo per quanto riguarda il Patto di stabilità. Non c'era niente che non andava, ma questo non c'entra nulla con il flusso; su questo discorso bisogna che siamo estremamente chiari, altrimenti confondiamo le idee alla gente.
Dico di più: il mancato pagamento dei flussi è dovuto a mio modo di vedere - ma non solo mio perché me lo hanno confermato in sede romana - ad un momento contingente, ma questo è comprensibile, non si criminalizza nessuno, c'è stato un momento in cui le risorse erano scarse e si è atteso che arrivassero in cassa i 730 e i 740 per disporre delle risorse sufficienti, ma questo, sia ben chiaro, ci è stato detto…
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
… non è una nota ministeriale, io dico che, nel momento in cui non abbiamo avuto i trasferimenti, loro ci hanno detto che era dovuto al fatto che mancavano le risorse, quindi non ho fatto altro che riportare quella che è la verità che mi è stata detta dai rappresentanti del Governo. Non vengo qui a raccontarvi delle storie, questo è stato detto, ma confrontiamoci, non ho problemi a confrontarmi con chiunque. Non possono essere confusi i due momenti: una cosa è il Patto di stabilità, un'altra i flussi di cassa che ci spettano e che sono molto bassi rispetto alle risorse iscritte in competenza, noi calcoliamo la competenza e sono tre volte meno i flussi di cassa che arrivano, la cassa ha questi tipi di andamento. Evidentemente non possiamo più far fronte a delle competenze che ci arrivano per quanto riguarda l'applicazione dello Statuto, senza avere risorse, questo è un comportamento anticostituzionale da parte del Governo ed è grave perché disattende una norma costituzionale: lo Statuto della Valle d'Aosta, fino a quando questo rimarrà in piedi... questa è una norma costituzionale e la legge n. 690/81 è una norma di attuazione di questa legge…
(nuova interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
… la norma sul Patto di stabilità non c'entra nulla, è una legge ordinaria dello Stato che deriva da una finanziaria e una norma della finanziaria non può interferire. Sono due cose distinte, tant'è vero che siamo andati all'incontro con il Sottosegretario con quattro punti all'ordine del giorno: uno riguardava i flussi di cassa, uno riguardava il Patto di stabilità e c'erano altri punti su cui ci siamo confrontati. Detto questo, il discorso del Patto di stabilità interno è un'azione dovuta perché il Patto di stabilità è dal 1997 che esiste e da allora non sono mai mancati i flussi, dei periodi di difficoltà…
(nuova interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
… in questo caso qui si confondono solo le idee, guarda che sono due cose distinte.
Per quanto riguarda i costi di funzionamento, le spese correnti sono diminuite anche in cifra assoluta. Abbiamo avuto 25 miliardi di rinnovo contrattuale, abbiamo avuto 40 miliardi di questi fondi per la formazione, quindi sono stati 8 miliardi in più in finanza locale per le spese correnti.
Questo bilancio presenta un avanzo. Non abbiamo voluto operare sui tributi nuovi; 50 miliardi hanno consentito a questa comunità di dare questi risultati perché se le entrate aumentano, non è una casualità. Le entrate sono aumentate e non sono aumentate casualmente, sono aumentate perché le imprese hanno pagato di più, il tessuto economico di questa comunità è cresciuto. Il rapporto PIL, entrate e bilancio regionale è diminuito rispetto al 1990, rispetto al 1995 e sta diminuendo di anno in anno, questo significa che il nostro tessuto economico sta dando dei buoni risultati. Questo è un rendiconto che testimonia la bontà delle scelte politiche effettuate, la correttezza nella gestione delle risorse, l'attenzione verso la qualità della spesa - e qui mi riferisco in particolare al positivo rapporto fra spesa corrente e spesa di investimento -; l'incremento degli investimenti, che è passato dal 36 al 57, va bene; un contenimento della spesa corrente dal 67 al 43…
(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)
… l'importo complessivo delle spese per investimenti è da leggere 1.911,14 miliardi e non 761, come è scritto in relazione. Questi numeri testimoniano l'attività e il volume di lavoro svolto: c'è un incremento del 21 percento degli investimenti che testimonia il lavoro svolto da questa Amministrazione. Sono dati che danno la misura dell'impegno profuso in tutti i settori, incidono sicuramente i lavori di ripristino del territorio in conseguenza dei danni alluvionali, ma questo risultato è frutto di scelte politiche, di una politica mirata agli investimenti, al contenimento di quella parte di spesa corrente improduttiva, che, quella, è scesa.
Abbiamo voluto scegliere anche la strada di andare nella direzione di ricostruire il dopo alluvione nel più breve tempo possibile perché potevamo anche fare un piano di interventi, come è avvenuto e come avviene tuttora e basta guardarsi attorno, che andava più lentamente, quindi alcune risorse destinarle comunque a spesa corrente, invece di fare questi sacrifici e andare a completare il piano degli interventi nel giro di due anni, questo è stato l'obiettivo.
Sicuramente si tratta di un anno straordinario in cui le scelte operate però vanno nella direzione di ripristinare il territorio che è poi consentire a questa comunità di presentarsi in maniera adeguata soprattutto nei confronti del settore turistico che è il settore trainante della nostra realtà.
Nel settore turistico l'osservazione che veniva fatta di poca attenzione, di poco peso verso questo settore, non è vera, tant'è che proprio in questa legge finanziaria che stiamo adesso votando abbiamo 20 milioni di euro, pari a 40 miliardi di lire, destinati ai fondi di rotazione nel settore turistico, nel settore alberghiero e commerciale. Questi soldi non finiscono nel settore degli impianti a fune, ma nel settore alberghiero e commerciale.
Probabilmente siamo stati in un certo periodo condizionati anche da fattori esterni, che sono quelli collegati a delle normative europee, questo non solo da noi, però noi abbiamo anche dei risultati che ci dicono che proprio in questi settori, per effetto di questo sviluppo, il comparto ha rappresentato nel 2001 il 57,8 percento dell'occupazione totale, era il 50 percento nel 1993, nell'industria c'è stato il 13,9 percento ed era l'11,5 percento nel 1993; la fonte dei dati è la Banca d'Italia, quindi è un settore che ha avuto uno sviluppo importante, che continua ad averlo, su cui investiamo delle risorse importanti e sono documentabili. C'è stato un periodo in cui, come dicevo, per motivi diversi dalle nostre scelte non si è potuto intervenire, ma io respingo il discorso che abbiamo degli interventi solo in certe fasce e non in altre, abbiamo predisposto strutturalmente delle iniziative che rendono questo sistema competitivo, è un lavoro di programmazione, è un lavoro di monitoraggio che sta dando questi frutti e se questi risultati si abbinano al fatto che è migliorata la capacità di smaltimento dei residui e si rivela nel contempo un netto miglioramento nella capacità di riscossione, che passa dal 68 al 75 percento, migliora anche la capacità di pagamento che passa dal 68 al 74,5 percento.
Il risultato positivo del rendiconto 2001 trova riscontro anche nell'analisi che la Banca d'Italia ha fatto nel suo rapporto annuale uscito in questi giorni.
Il saldo della bilancia commerciale della Valle d'Aosta è stato positivo - cito questo rapporto -: "53,5 milioni di euro a fronte dei 49,8 del 2000; vi è stata una crescita dell'occupazione dell'1,6 percento; il tasso di disoccupazione ha continuato a diminuire: meno 0,3 percento rispetto al 2000 attestandosi al 4,2, il valore più basso dal 1993; per contro, il tasso di attività nel 2001 è salito al 54,9 percento, il livello più alto dal 1993. Sono dati che pongono la nostra Valle ai vertici italiani ed europei".
Viene poi fuori il discorso del precario, ma questo discorso non è una scelta nostra, è la conseguenza di un sistema industriale a livello internazionale che ha queste regole. Non possiamo sottrarci a queste regole se non fino ad una certa misura; indubbiamente siamo in un contesto che non riguarda più solo la nostra Regione, ma neppure lo Stato italiano e la Comunità europea perché riguarda un contesto internazionale in cui operano certe regole ed è all'interno di questo che bisogna essere competitivi e capaci di creare occupazione.
Il mercato immobiliare è risultato ancora in crescita nel 2001 confermando la tendenza in atto nell'anno precedente, anche sul versante del credito e della finanza ci sono buoni riscontri, nel 2001 i prestiti bancari sono aumentati, il rapporto fra credito utilizzato e accordato è risultato pari al 71,4 percento, superiore di ben 5,8 percento rispetto all'anno precedente, il credito erogato alle famiglie è cresciuto del 16,1 percento su base annua rispetto al 9,6 di crescita del 2000, questo incremento è riconducibile al positivo effetto del contenimento o, meglio, della revisione e riduzione dei tassi di interessi sui mutui che la nostra Regione ha fatto con leggi apposite.
Il credito in favore del settore produttivo è cresciuto del 43 percento, nel settore dei servizi c'è stata una crescita del 23 percento. A questi dati si contrappone in maniera interessante - perché questa poteva essere l'obiezione - una positiva diminuzione che è proseguita anche nel 2001 dei prestiti in sofferenza, infatti l'incidenza è scesa al 3,5 contro il 5,1 che esisteva nel 2000, quindi ci sono meno prestiti in sofferenza.
Un dato significativo per le famiglie consumatrici: si è avuta una riduzione sempre delle sofferenze del 3,8 percento e per i finanziamenti a breve hanno beneficiato di una riduzione dello 0,8 percento dei tassi. In generale i tassi a breve termine continuano ad essere leggermente al di sopra della media nazionale, mentre i tassi a medio e a lungo termine sono scesi nel corso del 2001, in particolare dal quarto trimestre del 2001, al di sotto della media dell'Italia.
Ne emerge un quadro di riferimento, quindi, che ispira fiducia, che ci soddisfa, che crea le premesse per un costante e continuo sviluppo. Non solo presentiamo un bilancio in pareggio, ma si vedono i risultati di riforme e scelte strutturali effettuate in questi anni, che di anno in anno iniziano a produrre benefici su basi solide per tutta questa comunità.
Penso di aver dato le risposte a quelle che sono state le vostre domande, quindi propongo la votazione del bilancio.
Si dà atto che, dalle ore 18,25, presiede il Vicepresidente Lattanzi.
PresidenteLa parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV)Per rispondere a due quesiti che ha posto la Consigliera Squarzino. Il primo riguarda l'articolo 15 rispetto al quale chiede a cosa sono destinati questi ulteriori letti. Si tratta di 8 letti dell'ala nord che saranno destinati indicativamente come struttura polmone per esigenze di traslochi in corso d'opera, fondamentalmente la Medicina, però l'impostazione è questa. Sono soldi che si rendono necessari per portare a pari dignità strutturale rispetto alle altre ali anche questo secondo piano dell'ala nord-est.
Rispetto alla progettazione del triangolo, si rende necessario adeguare la progettazione della Dialisi, Nefrologia e settore endoscopie, anche a seguito di numerosissimi incontri che sono intervenuti fra le parti: Assessorato, azienda USL e Responsabile della Nefrologia, associazioni dei nefrologi e dei dializzati, ad un progetto, che era datato e che doveva essere rivisto secondo l'impostazione che va per la maggiore di questi tempi, che prevede, per sintetizzare, la presenza dei medici al centro del sistema in modo da poter controllare tutti i letti dei dializzati e razionalizzare i servizi. Rispetto all'articolo 16, non si tratta di una trasformazione di un posto di organico perché non esiste oggi questo organico, ma è semplicemente tout court la riproposizione della normativa che è andata in scadenza. Questo nell'attesa di assumere delle decisioni definitive rispetto non solo al coordinatore degli asili nido, ma a tutto il sistema della gestione delle politiche minorili.
PresidenteLa parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Pastoret.
Pastoret (UV)Ripeterò quanto aveva già detto il collega Agnesod in risposta alla questione che la collega Squarzino aveva evidenziato relativa al sistema bibliotecario.
La posta che si trova iscritta è relativa a questa questione. Alla fine del 2000 la biblioteca di Verrès è stata traslocata presso un nuovo immobile e, in base a quanto stabilito dall'accordo di programma che era stato sottoscritto fra l'Amministrazione regionale e la Comunità montana Evançon - delibera n. 203/1997 -, si conveniva che l'arredamento relativo alla sede della comunità montana sarebbe stato a totale carico della comunità stessa, mentre quello della biblioteca comprensoriale avrebbe dovuto essere a carico dell'Amministrazione regionale e finanziato con contributo pari alla percentuale massima prevista dalla legislazione vigente, quindi al 70 percento. La biblioteca è stata recentemente fornita del nuovo arredo a seguito di un appalto, la Regione deve provvedere a coprire la sua parte rispetto alle necessità derivanti da questo accordo di programma.
Per quanto riguarda invece le considerazioni sul bibliobus, do delle informazioni che mi sono state fornite dalle collettività locali. La decisione di non effettuare più il servizio di bibliobus è legata al fatto che ormai una grande quantità di comuni ha la biblioteca comunale sul proprio territorio, quindi questi comuni hanno ritenuto di non dover avere un doppione. Certo, si è creato un problema per alcuni comuni che sono scoperti, che stanno trattando in questo periodo per vedere di risolvere questo problema con la possibile assunzione del servizio di bibliobus a carico della Comunità montana Walser, che ha la biblioteca in ricostruzione.
