Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2669 del 12 giugno 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2669/XI Disegno di legge: "Istituzione della Fondazione "Montagna sicura"".

Articolo 1 (Oggetto)

1. La Regione promuove, in accordo con il Comune di Courmayeur, il Soccorso alpino valdostano e l'Unione valdostana guide di alta montagna, la costituzione di una fondazione senza scopo di lucro denominata "Montagna sicura", con sede in comune di Courmayeur, per lo studio dei fenomeni e delle problematiche concernenti la sicurezza, il soccorso e la vita in montagna.

2. Nello svolgimento della propria attività, la Fondazione si coordina con le analoghe iniziative promosse dalla Regione, dalle Comunità montane e dai Comuni valdostani.

Articolo 2 (Scopi)

1. La Fondazione persegue i seguenti scopi:

a) studio dei fenomeni climatici e meteorologici;

b) studio dei fenomeni ambientali che condizionano la vita in montagna;

c) analisi del rischio idrogeologico;

d) promozione delle attività umane finalizzate al contenimento del fenomeno dello spopolamento della montagna;

e) promozione della sicurezza in montagna e delle attività di tipo assistenziale e culturale di pubblica utilità ed interesse;

f) studio delle problematiche concernenti il soccorso in montagna;

g) promozione delle attività alpinistiche ed escursionistiche;

h) gestione di un centro direzionale e di accoglienza.

Articolo 3 (Costituzione e statuto)

1. Il Presidente della Regione è autorizzato, nel rispetto delle condizioni poste dalla presente legge, ad assumere gli accordi e a compiere ogni atto necessario alla costituzione della Fondazione, provvedendo alla sottoscrizione dell'atto costitutivo e dello statuto ad esso allegato, in conformità ai contenuti stabiliti dalla Giunta regionale con propria deliberazione.

2. L'atto costitutivo e lo statuto della Fondazione debbono comunque garantire il rispetto delle disposizioni della presente legge e, in particolare, delle seguenti condizioni:

a) prevedere la costituzione di un centro direzionale, ubicato nella Villa Cameron, in comune di Courmayeur, per la predisposizione e l'attuazione di programmi di studio, di sperimentazione, di formazione e di aggiornamento, nonché l'affidamento della gestione amministrativa e logistica ad un centro di accoglienza per raccogliere, valutare e distribuire le informazioni prodotte;

b) finalizzare le attività della Fondazione alla salvaguardia e allo sviluppo della sicurezza e del soccorso in montagna.

Articolo 4 (Soggetti partecipanti)

1. Partecipano alla Fondazione in qualità di soci fondatori:

a) la Regione;

b) il Comune di Courmayeur;

c) il Soccorso alpino valdostano;

d) l'Unione valdostana guide di alta montagna.

2. I soggetti pubblici e privati che intendono aderire alla Fondazione, successivamente alla sua costituzione, ne fanno richiesta all'organo di amministrazione, il quale decide sulla loro ammissione tenuto conto dell'idoneità dei richiedenti a concorrere al raggiungimento degli scopi della Fondazione.

Articolo 5 (Patrimonio)

1. La Regione concorre alla formazione del patrimonio iniziale della Fondazione attraverso il conferimento in comodato d'uso dell'immobile denominato Villa Cameron, di proprietà regionale, sito in comune di Courmayeur, con le relative pertinenze, gli arredi e gli allestimenti.

2. I soci fondatori e gli altri soggetti di cui all'articolo 4, comma 2, possono concorrere alla formazione del patrimonio della Fondazione, attraverso il conferimento, in comodato o in proprietà, di beni da impiegare per gli scopi della Fondazione.

Articolo 6 (Contributo annuale e finanziamento di attività specifiche)

1. La Regione concorre alle spese di gestione della Fondazione mediante l'erogazione di un contributo annuo, da sommarsi ai contributi elargiti a qualsiasi titolo dagli altri soggetti fondatori, dai soci di cui all'articolo 4, comma 2, e da eventuali sostenitori.

2. Il contributo regionale annuo, approvato con deliberazione della Giunta regionale, è stabilito per l'anno 2002 in euro 80.000 e, a decorrere dall'anno 2003, in euro 50.000.

3. La concessione del contributo annuo è subordinata alla verifica, da parte della Giunta regionale, delle attività svolte dalla Fondazione, illustrate nella relazione annuale dell'organo di amministrazione della Fondazione al Presidente della Regione.

4. La Giunta regionale, nell'ambito dei fondi assegnati per interventi finalizzati alla difesa del territorio dal rischio idrogeologico, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di territorio, può deliberare assegnazioni straordinarie per iniziative specifiche attuate dalla Fondazione.

Articolo 7 (Disposizioni finanziarie)

1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge è determinato in euro 80.000 per l'anno 2002 e in annui euro 50.000 a decorrere dall'anno 2003.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nell'obiettivo programmatico 2.2.1.11. "Protezione civile" e vi si provvede mediante riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al capitolo 40700 "Spese per il potenziamento e l'ampliamento della rete regionale di radio-comunicazioni per il servizio di protezione civile", dello stesso obiettivo programmatico dello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 2002 e di quello pluriennale 2002/2004.

3. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio e finanze, le occorrenti variazioni di bilancio.

Président Je voudrais rappeler à ce sujet que la IIème Commission a exprimé à la majorité son avis favorable, tout comme la Vème Commission, tandis que la IIIème a exprimé un avis favorable unanime. Le Conseil permanent des collectivités locales à son tour a donné son avis favorable à ce sujet. Qui parmi les Conseillers rapporteurs demande la parole?

La parole au Conseiller Ottoz, est inscrit à parler en tant que Conseiller rapporteur.

Ottoz (UV) Je demande pardon pour mon retard, mais j'étais à une réunion avec l'Assesseur Vallet, comme j'avais par ailleurs dit à mon Chef de groupe. Je m'excuse.

Nel 1975 la Regione ha ricevuto in dono l'edificio, sito in Courmayeur, conosciuto come "Villa Cameron?, dal nome della sua proprietaria per lunghi anni frequentatrice delle nostre montagne di cui si era profondamente innamorata e sulle quali si concentrò la maggior parte della sua attività alpinistica, in quella cornice del massiccio del Monte Bianco attorno al quale l'alpinismo è nato, e con esso la figura e la professione delle guide alpine e di tutte le professioni legate alla realtà della montagna. Molti di noi ricordano ancora Miss Cameron, come era chiamata, le sue capacità alpinistiche, il suo sigaro - forse vi ricordate che fumava il sigaro - e il suo amore per la nostra Valle e la sua gente. May Cameron vincolò il lascito all'utilizzazione della villa per attività culturali o di utilità pubblica.

Nel 1997, in occasione di un congresso internazionale a Saint-Vincent, emerse l'opportunità di realizzare un centro che trasformasse in un coordinamento permanente l'annuale incontro triangolare sul soccorso in montagna che vede assieme il nostro Soccorso alpino e le corrispondenti organizzazioni francesi e svizzere dell'altro versante. È perciò naturale ed opportuno che, nel realizzare quest'obiettivo con l'isti­tu­zione della Fondazione "Montagna Sicura?, essa trovi la sua sistemazione ideale nella Villa Cameron.

Non possiamo negare che l'integrazione delle attività umane con l'ambiente montano presenti ai giorni nostri delle oggettive difficoltà, soprattutto considerata la presenza di flussi turistici importanti. Per gli escursionisti e gli alpinisti ciò presenta rischi reali, per minimizzare i quali è necessaria un'azione di monitoraggio delle condizioni idrogeologiche e meteorologiche della montagna, di informazione aggiornata, precisa ed affidabile a chi si reca in montagna, di formazione ed aggiornamento tecnologico degli operatori del soccorso alpino e di messa a punto, di costante perfezionamento ed armonizzazione con i nostri vicini francesi e svizzeri dei protocolli d'intervento nelle situazioni di emergenza in montagna. La società evolve oggi molto rapidamente e il rischio di un'aggressione nei confronti di un ambiente fragile e delicato è reale. Come risposta, la natura continua imperterrita il suo percorso e il clima, perturbato probabilmente anche dall'uomo, si manifesta con eventi che noi definiamo eccezionali, ma che forse non sempre lo sono.

Non pochi eventi calamitosi hanno coinvolto la comunità valdostana, per ricordarne alcuni: l'alluvione del 1993/1994, quella più recente e tragica del 2000, la valanga di Morgex, della Brenva, del Pavillon, i movimenti franosi di Fiernaz, di Pondel, e altri sono l'esempio pratico e concreto dei momenti critici della nostra convivenza con la natura, innumerevoli poi gli incidenti in montagna, molti dei quali purtroppo mortali causati talora dalla fatalità, quando la montagna è imprevedibile, ma troppo spesso dall'im­prudenza e dalla non accettazione dei propri limiti da parte di chi l'affronta.

È perciò necessario studiare e confrontarci in modo pragmatico con queste montagne, imparare ed insegnare ad avvicinarle con maggiore rispetto, con la consapevolezza che non sempre l'ambiente montano può fornirci risposte certe ed è importante far convivere ambiente, agricoltura e turismo, garantendo un equilibrio e uno sviluppo sostenibile.

La Fondazione "Montagna Sicura?, che nasce nella Villa Cameron, - unico sito - sarà quindi un punto di riferimento, un centro d'eccellenza in grado di: approfondire le conoscenze relative alla montagna, ai rischi idrogeologici, in particolare legati al comportamento delle masse nevose, all'effetto dei mutamenti climatici ed al rapporto di questi fenomeni con le attività dell'uomo nell'ambiente montano, siano esse lavorative, turistiche o sportive; raccogliere, classificare, verificare e mantenere aggiornate in tempo reale tutte le informazioni provenienti dai due versanti delle nostre montagne, ponendosi come referente dei vari punti d'informazione al pubblico disponibili in Valle d'Aosta, per evitare costose duplicazioni e distribuire informazioni più affidabili, realizzando i vantaggi pratici del binomio informazione/pre­ven­zione; gestire il coordinamento informativo e dei protocolli d'intervento con le organizzazioni del soccorso alpino valdostana, francese e svizzera, accelerando l'introduzione delle nuove tecnologie e applicandole alla realizzazione di nuovi strumenti per il soccorso; contribuire ad una migliore gestione ed organizzazione della formazione degli specialisti del soccorso in montagna; concentrare gli studi, le esperienze e le rilevazioni oggi realizzate da diversi organismi, basta ricordare che, ad esempio, l'Ufficio meteorologico e l'Ufficio valanghe lavorano, peraltro bene, sotto due dipartimenti diversi.

Sui problemi della sicurezza dell'ambiente montano interagiscono altri soggetti: basta ricordare la Protezione civile, il CAI, le varie società delle guide, i maestri di sci, l'Istituto della montagna di Roma, eccetera. Serve, insomma, un centro di prestigio internazionale, un autorevole ed efficace momento di raccordo e di coordinamento. Con la Regione autonoma Valle d'Aosta e il Comune di Courmayeur fanno parte di questa fondazione il Soccorso alpino valdostano e l'Unione valdostana delle guide d'alta montagna. Questi ultimi due organismi sono, di fatto, due entità da moltissimi anni impegnate, con gran professionalità ed efficienza, sul fronte della prevenzione e del soccorso, oltre ad essere i più qualificati per la promozione della sicurezza in montagna e dello sviluppo delle attività alpinistiche ed escursionistiche. Saranno quindi questi due partner tecnici qualificati e prestigiosi il braccio operativo della fondazione.

Va sottolineato, infine, come la disposizione presente al secondo comma dell'ar­ticolo 4, che prevede la possibilità all'iniziativa..., permetta lo sviluppo futuro della fondazione. Essa inizia oggi la sua attività con risorse e competenze locali, senza chiudere le porte ad eventuali successivi arricchimenti professionali, garantendosi in tal modo una crescita qualitativa ed equilibrata e realizzando quel naturale obiettivo di eccellenza che la nostra Regione deve perseguire nella sempre maggiore conoscenza dei problemi e delle opportunità del nostro meraviglioso territorio di montagna.

Président La discussion générale est ouverte.

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Diventa difficile iniziare la discussione generale dopo aver sentito la relazione del collega Ottoz, diventa difficile perché, avendo seguito in V Commissione passo a passo il dibattito, il confronto, le audizioni che hanno portato questo disegno di legge all'esame dell'aula, la relazione che è stata testé terminata sembra essere riferita ad un diverso disegno di legge rispetto a quella che è la reale portata del testo di sette articoli che ci apprestiamo a discutere prima e a votare dopo. Probabilmente se il testo di legge fosse quello a cui faceva riferimento il collega Ottoz, avremmo ben poco da aggiungere al dibattito generale e probabilmente avremmo espresso anche il nostro voto favorevole fin dalla fase della commissione, invece devo dire che purtroppo non è così perché, da un'attenta lettura di questa legge - peraltro una legge che dice poco - e da un'attenta disamina delle audizioni, dei documenti, degli approfondimenti che sono emersi in V Commissione, devo dire che non ho capito - perché nessuno ce lo ha spiegato e auspico che le spiegazioni vengano date in aula - quali sono i motivi che hanno portato a premere sull'acceleratore della Fondazione "Montagna sicura".

Perché parlo di acceleratore? Perché della villa Una May Cameron, perlomeno per quanto riguarda questa legislatura, i primi ad aver parlato di questa vicenda - non per volerci attribuire dei meriti, ma perché così stanno le cose - siamo stati noi che con un'interpellanza datata 24 gennaio 2002 e discussa nel primo Consiglio di febbraio abbiamo posto all'attenzione della Giunta una serie di domande su quali fossero gli intendimenti dell'Amministrazione regionale relativamente all'utilizzo di questo immobile, immobile che non è una novità per quanto riguarda il patrimonio pubblico in quanto nel 1975, un quarto di secolo fa, la Regione ne diveniva proprietaria a seguito di una donazione, come è stato ricordato dal relatore, e dal 1975 ad oggi, o all'altro ieri, poco è stato fatto per la concreta valorizzazione di questo immobile.

Il primo momento di attenzione dedicato dall'Amministrazione regionale a questo immobile risale al 1988, ossia tredici anni dopo l'avvenuta donazione, in quell'anno venne affidato un progetto di ristrutturazione, approvato in tempi veloci nel novembre 1989, e la destinazione di questo stabile era a Centro espositivo dell'attività silvana.

Non succede nulla finché viene affidato nel 1995 un nuovo progetto per cambio di destinazione e a quel punto si comincia a parlare di Centro interregionale europeo di studio e formazione per il soccorso in montagna, dal 1995 ad oggi ci troviamo a votare questa legge che istituisce la Fondazione "Montagna sicura". Questa fondazione dovrebbe essere il momento conclusivo di questa intuizione, elaborata nel 1995, di costituire un centro internazionale di formazione e di studio per il soccorso in montagna. Rispetto a quella filosofia condivisibile devo dire che l'Amministrazione regionale, da tutti questi anni ad oggi, ha partorito ben poca cosa.

Come forza politica dobbiamo anzitutto rimarcare che, ogniqualvolta in questa Regione si parla di fondazione, nei fatti si parla di amministrazioni pubbliche o perlomeno si parla di fondazione dove la presenza delle amministrazioni pubbliche è sempre massiccia, determinante, pesante dal punto di vista degli impegni economici, finanziari e gestionali. In questa fondazione, che avrebbe la pretesa di avere un respiro internazionale, abbiamo la presenza dell'Amministrazione regionale, del Comune di Courmayeur, che è il Comune ospite in quanto su quel territorio è ubicata villa Cameron, il Soccorso alpino e l'Unione guide di alta montagna.

Ci saremmo aspettati che venissero coinvolti in un centro, che ha pretesa di internazionalità, quanto meno quei nostri confinanti francesi e svizzeri, con i quali potrebbero esserci delle sinergie operative sul campo. La risposta che abbiamo avuto in relazione a queste considerazioni è stata che né gli Svizzeri né i Francesi sarebbero interessati ad essere coinvolti in questa struttura in quanto hanno già loro strutture testate, consolidate e più avanti di quanto non possa essere una struttura che nasce oggi e che semmai avranno l'intendimento di partecipare a delle collaborazioni, ma non di farsi coinvolgere nel meccanismo della fondazione.

Prendiamo atto di queste spiegazioni, ma evidenziamo che sono spiegazioni che fanno già partire questa fondazione con un tono minore rispetto alle ambizioni e alle aspettative iniziali.

Non riusciamo invece a capire come mai un partner qualificato, prestigioso, autorevole e non ultimo disponibile dal punto di vista economico finanziario a mettere dei denari, che poi in queste situazioni sono sempre elemento essenziale - mi riferisco all'Istituto della montagna di Roma -, sia stato sull'uscio.

Dico questo perché l'estate scorsa, quando in un convegno organizzato a Courmayeur era emerso questo intendimento da parte dell'Amministrazione regionale e i partecipanti a quel convegno, in rappresentanza dell'Istituto della montagna di Roma, avevano espresso la disponibilità e l'interesse ad essere coinvolti nella fondazione fin da subito come soci fondatori, sembra che qualcuno gli abbia detto: "Sicuramente è gradita la vostra partecipazione successiva, ma noi abbiamo una tempistica talmente stretta che non ci consente di tornare indietro rispetto al percorso che abbiamo attivato, perciò ne riparleremo". È passato un anno, non so quali siano i tempi tecnici necessari per andare a definire il coinvolgimento dei soci fondatori; rilevo semplicemente che è passato un anno senza che la fondazione prendesse vita e abbiamo lasciato sull'uscio - e mi auguro che quest'uscio poi si apra - sicuramente un partner che era qualificato e aveva anche delle disponibilità di tipo economico che sarebbero state quanto mai interessanti, anche perché, in base al prospetto di ripartizione dei costi per i prossimi anni, 50.000 euro li mette la Regione, 20.000 il Comune di Courmayeur, 10.000 il Soccorso alpino, 10.000 l'Unione guide valdostane, totale 80.000 euro.

Collega Ottoz, 80.000 euro servono forse per pagare il riscaldamento, forse per pagare l'usciere guardiano della struttura, per l'appalto di pulizie sicuramente, per qualche gettone del consiglio di amministrazione, ho dei forti dubbi che servano per fare di Villa Cameron un centro di eccellenza in grado di svolgere una serie di attività quali sono quelle - condivisibili - elencate nella relazione.

La seconda constatazione è allora che, al di là delle constatazioni e al di là delle intenzioni, le risorse stanziate per questo tipo di iniziativa sono non solo insufficienti, ma dimostrano nei fatti che il soggetto primo promotore, l'Amministrazione regionale, che definiamo soggetto primo per l'impegno finanziario, rapportato in percentuale, che mette in questa iniziativa, è il primo a non credere al ruolo di eccellenza di questa struttura.

Dobbiamo anche dire che ci sembra strano che si possa parlare di fondazione e di centro di eccellenza dimenticando nei fatti quello che è il motore di ogni fondazione seria e che voglia effettivamente essere un punto di riferimento per gli studi, per gli approfondimenti: il comitato scientifico. Ci è stato spiegato che il comitato scientifico - per un'originalità non so se dell'Assessore piuttosto che degli uffici o di chi altri - si chiama in realtà centro direzionale, ma nel linguaggio corrente, che è quello che serve a comunicare e a capirsi, centro direzionale normalmente ha altre funzioni, centro direzionale è l'insieme degli immobili, dei capannoni che si trovano in regione Amérique piuttosto che a Saint-Christophe e in altre zone, dove ci sono degli uffici che hanno una loro utilità e una loro interfaccia con il pubblico.

Questo è il centro direzionale di accoglienza che viene indicato alla lettera h) dell'articolo 2, dove vengono individuati gli scopi di questa fondazione, perciò una fondazione che non ha un comitato scientifico e che non ha un comitato scientifico individuato in quelle che sono le sue caratteristiche, collega relatore, ho dei seri dubbi che possa, anche nella prospettiva più favorevole, diventare un punto di riferimento o un centro di eccellenza, come è ripetuto nella relazione.

L'analisi finanziaria quindi è della miseria di cui abbiamo testé detto... il motore ossia il comitato scientifico non esiste, non esistendo i presupposti. Prendiamo atto, come sta scritto nella legge e come sta scritto nella relazione, che si tratterebbe di andare ad aggregare e divulgare una serie di dati che oggi sono disseminati nei vari uffici periferici dell'Amministrazione o comunque di soggetti che a latere dell'Amministrazione stessa collaborano nel sondare, nel rilevare i vari fenomeni che riguardano la montagna.

Se però questo è l'obiettivo seriamente praticabile ad oggi, pensiamo che sia anzitutto un obiettivo riduttivo rispetto allo scopo di una fondazione, nell'era della tecnologia delle comunicazioni un risultato del genere si consegue attivando una di quelle postazioni informatiche che non hanno neanche bisogno di presidi in quanto sono consultabili da qualsiasi cittadino, dove gli uffici riversano in questo contenitore tutti i dati e chiunque e da un collegamento Internet e da una presenza fisica sulla cabina o sull'elaboratore può andarsi a fare le sue verifiche.

Sarebbe sicuramente un metodo efficace, con la possibilità di essere replicato sul territorio in diversi punti, di essere accessibile direttamente tramite Internet, di non avere necessità di presidio alcuno, di non avere necessità di alcun consiglio di amministrazione e presidenza che, come tutti sappiamo, sono situazioni che comportano dei costi, d'altronde non esiste - perché nessuno è stato in grado di dimostrarlo, salvo che l'Assessore abbia dei dati nuovi che voglia poi illustrare integrando la relazione del relatore - uno studio di fattibilità tecnica su quello che sarà il momento centrale di questa fondazione: come verranno raccolti i dati, come avverrà lo studio dei fenomeni, come avverrà la formazione e nessuno ci ha detto se l'attivazione di questa fondazione determinerà la dismissione delle medesime funzioni che sono svolte vuoi dalla Protezione civile, vuoi dai Lavori pubblici, vuoi da altri settori di questa Amministrazione.

La preoccupazione è che, a fronte di una struttura minimale a costi minimali, ma - sottolineiamo - inutili, si crei un doppione rispetto a quelle che sono strutture esistenti e che dovrebbero solo essere messe in rete, per usare una sintesi che penso possa rendere l'idea di quello che sarà il destino di questa fondazione. Non c'è da stupirsi se il CELVA, a fronte di questo quadro, che è un quadro frutto di un'analisi seria e non di una fantasia politica di parte perché questi sono elementi con i quali abbiamo ragionato nel lungo esame di commissione, esprime un parere favorevole perché il parere più che tecnico deve essere politico e il CELVA lo deve dare il parere politico, di conseguenza il CELVA in una frase, dopo aver detto che in data, alle ore, nel salone, è stato esaminato il disegno di legge n. 154, esprime parere favorevole, ma nelle successive frasi si articola in maniera tecnica un parere che è sostanzialmente negativo ed è negativo perché nelle osservazioni che il CELVA effettua e che riteniamo di condividere e che per certi versi avvalorano l'analisi che abbiamo fatto, si rileva come le risorse siano insufficienti per far fronte ai programmi e agli obiettivi prefissati e - aggiungo io - enfatizzati dal collega relatore e si auspica l'ingresso di nuovi soci fondatori, evidenziando come ci sia una distonia fra il concetto di fondazione e la partecipazione fatta tutta in famiglia.

Sostanzialmente questa fondazione ha le caratteristiche che potrebbe avere qualsiasi servizio dei lavori pubblici, della Presidenza della Regione o di quant'altro, anche perché i due soggetti minoritari dal punto di vista dell'impegno finanziario, con 10.000 euro di contribuzione annua, e che sono l'Unione guide e il Soccorso alpino, sono soggetti che fanno partita di giro rispetto ai contributi che percepiscono dalle casse regionali, perciò possiamo dire che la stragrande maggioranza degli impegni di tipo economico sono impegni che gravano direttamente sull'Amministrazione regionale, allora, non per fare una provocazione, ma sarebbe stato forse più serio, in attesa di trovare un percorso diverso dal punto di vista delle risorse finanziarie, ma diverso anche dal punto di vista delle sinergie che potevano essere coinvolte in questa vicenda importante, ma gestita in maniera poco credibile e poco seria... sarebbe stato forse sufficiente estendere o affiancare alla nota convenzione che l'Amministrazione regionale annualmente reitera con il Soccorso alpino, una nuova convenzione che desse al Soccorso alpino la responsabilità di gestire la messa in rete di questo tipo di dati.

Non credo, come qualcuno ha mormorato a bassa voce negli approfondimenti di commissione, che c'era l'esigenza di dare una destinazione e un'utilità all'immobile Villa Cameron, non ci credo perché è dal 1975 che questo immobile rimane abbandonato a sé stesso, perché la superficie di questo immobile è una superficie di tipo modesto ed è una superficie utile che non consente, per le ridotte dimensioni e per le difficoltà climatiche di accesso, che ne limitano la fruibilità a periodi limitati dell'anno, la possibilità di diventare quel centro di eccellenza a cui, credendo probabilmente in un sogno, il Consigliere relatore faceva riferimento. Il nostro parere su questo disegno di legge perciò è negativo perché è un parere che si fonda su quella che è la fattibilità, su ciò che noi vediamo, su ciò che andiamo a votare.

Non votiamo la relazione del collega Ottoz, non votiamo quella che può essere l'illusione dell'Assessore, noi votiamo un disegno di legge ed è un disegno di legge che, per come lo abbiamo esaminato e per come il CELVA ha moderatamente, ma significativamente evidenziato, sarà funzionale solo al prossimo consiglio di amministrazione che andrà ad insediarsi in Villa Cameron.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Questo disegno di legge è stato esaminato a lungo in due commissioni proprio per capirne i vari aspetti normativi, finanziari, organizzativi e non sempre le spiegazioni che ci sono state date di fronte alle domande poste sono state a nostro avviso esaurienti. Intanto la scelta dello strumento: non si capisce bene perché si sia scelta la fondazione, che al momento dell'avvio ha solo soggetti pubblici, vedendo anche quali problemi comportano alcune fondazioni. Queste strutture, che sono presentate come strutture di natura privatistica, in realtà vivono solo in virtù di finanziamenti pubblici. La scelta di questo strumento lascia pertanto abbastanza perplessi.

Per quanto riguarda gli scopi previsti all'articolo 2, quelli che sono stati enfatizzati dal relatore, come ha sottolineato il Consigliere Frassy, se tali scopi fossero presi ad uno ad uno e attuati nella loro completezza, ci troveremmo di fronte sicuramente a un ente che esautorerebbe molte attività che già sono svolte in altri settori della pubblica amministrazione: dalla Protezione civile, all'Assetto del territorio, all'Ufficio meteorologico.

In tale articolo sono infatti indicati degli scopi, che, se fossero sviluppati nella loro completezza, richiederebbero strumentazioni e finanziamenti ingenti e costituirebbero addirittura un duplicato di uffici già esistenti. Prendo solo il primo: "studio dei fenomeni climatici e meteorologici", che vuol dire tutto e non vuol dire niente: può essere solo un'analisi dei dati che sono forniti da centri speciali noti oppure può essere un centro di elaborazione e raccolta dati, ma allora che rapporto c'è con l'Ufficio meteorologico già esistente? Per cui se gli scopi elencati fossero tutti quanti attuati al loro massimo livello, ci troveremmo di fronte a dei probabili conflitti con altri settori della pubblica amministrazione e interferenze.

Così pure se prendiamo la definizione di "centro di accoglienza? e le finalità attribuite: raccogliere, valutare, distribuire le informazioni prodotte, sembra di trovarsi di fronte ad un centro raccolta ed elaborazione dati e questo richiederebbe ingenti risorse professionali, oltre che strumentali ed economiche. Ripeto: molti dubbi sono emersi nel corso della discussione. Devo poi dire che è stata effettuata in commissione un'audizione dei rappresentanti del Soccorso alpino e dell'Unione valdostana guide di montagna - audizione che devo qui sottolineare è stata fatta in III Commissione e non nella V Commissione in cui l'avevamo chiesta - e, parlando con i diretti interessati, cioè coloro che questo strumento hanno pensato, che questo centro hanno vagheggiato, che su questo centro hanno cercato di tradurre una serie di loro esigenze e di loro desideri, credo che la cosa ha acquistato una collocazione più realistica. Mi sembra che questo progetto collocato nelle sue coordinate reali e che sia stato presentato e visto come uno strumento di informazione per chi opera nelle attività alpinistiche, uno strumento in cui scambiare dati ed esperienze, un centro di formazione, un luogo di incontri, di accoglienza di altri operatori della montagna, un luogo di analisi dei dati sui vari aspetti della montagna, dati che quasi sicuramente altri centri scientifici raccoglieranno e trasmetteranno.

È un'iniziativa che è apparsa in una prospettiva di utilità reale per chi opera e vive sulle montagne più alte d'Europa e ha assunto un valore diverso rispetto all'atto costitutivo: qui c'è veramente una dicotomia fra l'atto costitutivo della Fondazione e l'oggetto reale del funzionamento del centro. Abbiamo fatto questa osservazione in commissione e qui volevo portarla all'attenzione del Consiglio, si ha l'impressione che, di fronte ad un'esigenza reale di operatori della montagna, si sia risposto con una struttura un po' faraonica, sovradimensionata rispetto alle esigenze. D'altra parte teniamo conto che anche la villa Una Cameron non è una struttura enorme, si tratta di 100 metri quadri distribuiti su due piani e quindi è una struttura che non consentirebbe neanche di raggiungere progetti così faraonici come questo disegno di legge fa presagire.

Al di là di alcune sbavature nella descrizione e nella presentazione di questi strumenti normativi e organizzativi della fondazione, a noi sembra che sia un obiettivo che le guide alpine, il soccorso in montagna, cioè coloro che operano direttamente, sono in grado di raggiungere. A noi sembra anche che questi soggetti possano trovare qui una risposta a bisogni reali che sono quelli di un confronto fra chi opera direttamente sul terreno, e che hanno bisogno di un momento di confronto e riflessione sui dati.

Président La parole au Conseiller Cuc.

Cuc (UV) Sono soddisfatto che oggi si parli dell'istituzione di questa fondazione e direi che la collega Squarzino forse ha individuato i due "momenti" principali del problema: il primo, oggi noi ci prepariamo a votare l'istituzione della fondazione che ci "racconta" chi sono i soggetti promotori dell'iniziativa, ci indica quali sono le finalità, i programmi per il futuro; il secondo - ed è la parte che ci ha affascinato di più - riguarda le iniziative da portare avanti da parte di chi opererà nell'ambito della fondazione. Su questo aspetto sono state dette cose interessanti da tutti, sia in audizione che nelle discussioni fatte in commissione. Da una parte il collega Frassy auspica che questo tipo di fondazione abbia una valenza internazionale il più possibile allargata e credo che ci sia questa possibilità nell'ambito dello strumento legislativo dell'istituzione della fondazione, precisamente all'articolo 4, comma 2, che dà risposta precisa a questa volontà da parte della fondazione di ampliare le conoscenze in questo settore che per la nostra Regione è importante.

D'altra parte anche in commissione sia il rappresentante del soccorso in montagna che il rappresentante delle guide alpine mi pare che già abbiano evidenziato come ci sono rapporti già in atto da parte di queste associazioni che ritengo essere dal punto di vista tecnico riconosciute a livello non solo nazionale, ma europeo, se non internazionale, come le più qualificate e preparate, già hanno evidenziato che esistono comunque dei rapporti con questi colleghi sia francesi che svizzeri, addirittura oltre oceano.

Esiste anche un organismo che è stato citato dal Responsabile delle guide in audizione, si tratta di un'associazione a livello internazionale che raggruppa circa 35 paesi del mondo, la Cisaica e che non ha una sede definita, si fanno degli incontri un po' dappertutto nel corso dei quali si scambiano le loro conoscenze per cercare di migliorare in questo settore, esiste un rapporto anche con l'Istituto italiano della montagna di Roma. Le porte, quindi, io credo che siano aperte, è un secondo momento ed è una seconda fase.

Direi che, al di là degli aspetti legati agli eventi verificatisi in Valle d'Aosta negli ultimi anni, come elencati dal relatore Ottoz - parlo di problemi legati al territorio della montagna della Valle d'Aosta, legati al sistema idrogeologico, quindi valanghe, non valanghe, masse nevose e tutto il resto, perché in fondo noi siamo un contenitore di questi problemi, un laboratorio vero e proprio che può essere un momento di raccolta per tante altre situazioni della montagna -, ma al di là di questo che va nella direzione di cercare di capire quali sono questi eventi, c'è anche un altro aspetto che è stato sottolineato in audizione: l'aspetto è quello di partire sfruttando già le professionalità che abbiamo sul territorio per rendere anche villa Cameron come un momento di utilizzo per tutta una serie di corsi di formazione, parlo delle guide alpine, dei maestri di sci, parlo di figure professionali legate alla montagna, come i pisteurs-secouristes, che sono in generale un fiore all'occhiello per la nostra Regione.

Tutte queste figure necessitano di continua formazione ed aggiornamento soprattutto; nei corsi di aggiornamento avere un punto di appoggio, un punto di base quale può essere villa Cameron, e per le guide si è parlato anche del Rifugio Monzino che già serviva per questo tipo di attività, è un'opportunità molto importante.

Qualche volta ci ritroviamo ad essere un po' invidiosi di cosa succede dall'altra parte del Monte Bianco - parliamo di Chamonix che è organizzata in modo diverso e che ha delle strutture diverse -, credo che in Valle d'Aosta non dobbiamo aver paura di partire con queste iniziative.

Paradossalmente abbiamo delle professionalità importanti e riconosciute, mentre anche su quello che è il sistema di comunicazione e promozione di quello che abbiamo a volte siamo anche un po' carenti. Veniva evidenziato in audizione che già solo le informazioni per sapere quali sono le condizioni della montagna da una parte e dall'altra vengono richieste a volte agli uffici di informazione turistica, agli uffici delle guide, dove ci sono, pertanto in questo momento potremmo avere la possibilità, chiaramente pubblicizzando come si deve la funzione di villa Cameron, di avere un punto di raccolta coordinato di tutte queste informazioni di modo che un utente sappia dove rivolgersi per avere risposte serie e precise sulle condizioni della montagna. Credo che sia importante partire senza voler fare delle cose enormi; il sito, qualcuno lo diceva, non è grande, ma è collocato in un posto interessante, può essere un momento di raccolta di tutti questi dati, un punto di incontro di tutte queste professionalità non solo valdostane, ma anche in futuro di livello internazionale e non fa altro questo momento che accrescere e migliorare l'offerta generale della nostra Regione.

Con molta tranquillità dico di condividere questo progetto e spero che nell'ambito del Consiglio ci sia la stessa condivisione proprio perché ripeto questa è solo l'istituzione della fondazione. Abbiamo parlato delle funzioni della fondazione, le abbiamo analizzate in commissione, abbiamo sentito le audizioni, ne abbiamo parlato oggi, però è importante non fare già adesso dei processi alle intenzioni.

È con questo spirito che mi appresto a votare volentieri questo disegno di legge.

Président Je n'ai plus de conseillers inscrits à parler. La discussion générale est close.

La parole au Président de la Région, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Tout d'abord je veux remercier les rapporteurs Ottoz, Cottino et Cuc, ainsi que les membres de la IIème, de la IIIème et de la Vème Commission pour le travail accompli et surtout pour l'examen sérieux et approfondi qu'ils ont fait de ce projet de loi, projet de loi qui vise, avec la création de cette fondation, plusieurs objectifs; il est donc à mon avis important de réaffirmer quels sont ces objectifs afin que la villa Una May Cameron puisse remplir sa fonction de Centre interrégional pour la prévention et le secours en montagne, objectifs qui touchent aux activités de la montagne, aux professions de la montagne et surtout qui visent tous ceux qui font de la montagne le centre de leurs intérêts.

Il y a l'exigence de disposer d'un centre permanent de coordination susceptible de remplir une fonction de réseau et de mise en réseau de toutes les données concernant la montagne: météo, dangers naturels, bulletin des avalanches, renseignements auprès des guides de haute montagne. Un centre qui puisse donc remplir cette fonction de recueil et de traitement des données sur les conditions du milieu alpin et des accidents en montagne et aussi pourvoir à la rédaction de bulletins météo et à leur diffusion à différents niveaux, mais également saisir l'opportunité de formation dans le domaine de la sécurité en montagne et des risques naturels avec cette synergie entre le centre permanent et le Refuge Monzino. A ce propos nous pensons que le choix de la fondation est le choix le meilleur pour remplir ces différentes fonctions.

Villa Una May Cameron est à ne pas confondre avec le Refuge Monzino; je ne pense pas qu'il y ait de problèmes d'accessibilité à Villa Una May Cameron et donc elle sera sans doute un centre ouvert toute l'année, il y n'aurait pas de problèmes dans ce sens.

A cette fondation nous confions donc deux missions, et à cet égard, parfois nous avons quelques difficultés à nous positionner par rapport à certaines remarques qui relèvent d'un procès aux intentions; or si nous sommes disposés à relever ce défi, force nous est de constater que l'on exprime déjà des jugements, presque des sentences. Une difficulté ultérieure existe entre une position minimaliste: "Vous ne faites rien" et par contre quelqu'un qui voit dans ces objectifs des projets pharaoniques.

Non, nous voulons simplement lui confier deux missions: celle de devenir un centre permanent - et je reviendrai sur cet objectif - d'information, de prévention, d'alerte et d'élaboration des données, sur la base d'une requête qui nous vient directement non seulement des professionnels de la montagne, mais de tous ceux qui vivent de la montagne.

En effet s'il est vrai que ces données existent, elles sont dispersées, parfois elles sont difficilement accessibles et la présence d'un centre permanent nous permettra d'avoir un lieu de référence et de mettre en réseau, de mieux coordonner toutes ces différentes données. Ce centre sera sans doute le cerveau de toute une série de fonctions et de services qui continueront à exister, mais qui trouveront en son sein un moment de synthèse. Au cours de l'audition quelqu'un l'avait posé comme question pertinente, dirais-je: effectivement ce centre peut remplir aussi la fonction de guichet à la disposition des professionnels et des touristes qui veulent vivre la montagne.

Il y aura donc cette exigence de mise en réseau, de promotion d'initiatives visant à améliorer les opérations transfrontalières de secours en montagne qui existent déjà.

Il y a déjà des rencontres annuelles, mais nous nous trouvons toujours en difficulté lors de ces rencontres parce que dans les autres pays il existe déjà des centres de ce genre. Il est donc important, afin que l'on puisse rendre plus efficace cette coordination et cette mise en réseau, de disposer, nous aussi, d'un centre permanent.

L'on pourra également prévoir une standardisation des initiatives de prévention et d'intervention, ainsi que la diffusion des recommandations. Cette villa pourra donc remplir une fonction de structure transfrontalière pour la diffusion des informations concernant la sécurité en montagne, et ce, par le biais des outils informatiques et télématiques, donc par Internet et fax, rendant aussi un service important aux différentes AIAT, aux hôtels et opérateurs touristiques. La deuxième mission également consiste à remplir les fonctions de centre de formation: formation continue, des professionnels. Mais aussi une formation ouverte avec la collaboration des centres universitaires et techniques.

Je pense aux universités, à l'Université du Val d'Aoste, mais aussi de Savoie et de Turin. Je pense également aux différents centres: Davos, CREALP, le pôle grenoblois et le Cemagref. Quant aux ressources financières, pour la première année est prévue une disponibilité de 100.000 €, et 70.000 au cours de la deuxième année. Il s'agit des ressources que nous avons estimées nécessaires pour créer cette fondation. Nous ne devons pas oublier par ailleurs que sur certains créneaux, des financements existent déjà. Il ne s'agit pas de créer ex novo certaines fonctions, mais il s'agit de mieux les coordonner et donc de pouvoir disposer de ce centre permanent qui pourra sans doute remplir au mieux cette fonction qui nous est sollicitée par les professionnels de la montagne eux-mêmes.

Nous avons pourvu à contacter la commune de Courmayeur, le Secours alpin valdôtain et l'Association valdôtaine des guides de haute montagne pour constituer cette fondation.

Cela ne signifie pas qu'on ne veuille pas s'ouvrir vers l'extérieur. Si vous me le permettez, au moment où l'on va créer quelque chose, nous estimons dans cette première phase que nous disposons à l'intérieur de cette Région des capacités professionnelles adéquates pour le faire. Cela ne veut pas dire qu'il y ait un refus ni d'associer ni de participer.

Il n'y a pas de refus des homologues valaisans ou savoyards, mais nous nous trouvons dans une difficulté aujourd'hui à avoir des partenaires qui représentent déjà eux un centre permanent et qui ont déjà effectué cette opération de synthèse. Ce sera beaucoup plus aisé, du point de vue de la mise sur pied de ce réseau, de disposer de structures analogues.

La collaboration se fera donc et par la mise en réseau et par la participation, aux différentes initiatives, par exemple aux programmes Interreg concernant l'Observatoire transfrontalier des dangers naturels en montagne. Si l'on avait procédé d'une façon différente, on nous aurait accusé de vouloir mettre sur pied je ne sais quelle institution avec des financements, etcetera. Au contraire nous financerons des initiatives et des projets ponctuels. Cela nous semble une approche correcte et sans doute il est de notre volonté, vu que nous sommes à l'origine de la création de cette fondation, de soutenir son activité. Là oui l'on pourra jouer la carte de la participation aussi d'autres sujets qui ne soient pas publics.

Si on avait déjà aussitôt mis 1 million d'euros sur cette fondation, on aurait résolu le problème et quelqu'un nous dirait: "Oui, vous étés cohérents", mais on n'aurait plus la nécessité - je dis même le devoir - de rechercher d'autres partenaires, même privés, pour financer les différentes activités. Ce que nous avons voulu c'est assurer à cette fondation les moyens nécessaires pour son action et pour son activité. Ce sera - mais c'est un défi à relever et c'est la raison pour laquelle je parlais de procès aux intentions - sur les initiatives ponctuelles, sur les projets que l'on pourra juger le bien-fondé des actions et les résultats obtenus.

A cet effet nous aurons la plus ample disponibilité, nous solliciterons la plus ample participation de la part de tout le monde. Ceux qui seront disponible à investir seront les bienvenus et nous pourrons donc associer les privés, les particuliers au public, mais sur des projets.

Président La parole au Conseiller Ottoz.

Ottoz (UV) D'abord je voudrais m'excuser avec MM. Cuc et Cottino que je n'avais pas cité, et qui m'ont aidé à préparer la relation.

Je suis émerveillé par l'utilisation de M. Frassy de la publicité des "pizzette Catarì": ho fame, me la fate passare, non ho fame, me la fate venire.

Elles vont bien pour toutes les saisons. Si je dis cela c'est parce que, si on avait prévu beaucoup d'argent, on aurait trop dépensé, on aurait gaspillé, alors que si on en prévoit moins, on n'a gaspillé pas assez… bon. Si tout cela se base sur le résultat de l'audition des MM. Ferro et Cosson, je vois qu'elle a été comprise d'une façon différente par les différents personnages puisqu'à toutes les questions, qui ont été posées par M. Frassy, MM. Cosson et Ferro ont répondu ponctuellement et donc il me semblait que si des doutes sur ce projet de loi pouvaient être compréhensibles en se limitant à lire le texte, après l'audition des représentants des guides. Et du secours alpin, ils n'auraient eu aucune raison d'être répétées au Conseil.

Il faut le dire, cette loi est, au contraire de ce qu'à déclaré M. Frassy, une loi simple, synthétique, qui pose des principes, qui pose des objectifs sans fixer les temps et donc qui ne demande pas de grands fonds pour être activée. Pour la question du manque d'argent et de fonds, je rappelle que les réponses ont été données en audition, d'autres l'ont évoquée, d'abord la fonction de coordination n'est pas une fonction coûteuse, elle demande de la compétence, pas de l'argent. Certaines activités de la fondation visent à donner des services qui pourront être payés, donc des services qui s'autofinancent, et cela a été clairement dit à la fois par M. Ferro et par M. Cosson. Cela dit, je ne vois pas pourquoi nous ne devrions pas avoir confiance dans les capacités professionnelles de nos guides, de nos hommes de montagne qui aiment faire les pas un à la fois, sachant que la montagne est très haute, que les buts sont très importants et que l'enjeu l'est aussi, mais que cela demande des ressources au fur et à mesure qu'elles sont nécessaires, sans poser des limites sur les objectifs, mais sans faire des projets pharaoniques à court délai.

Je n'ai pas bien compris donc les objections que M. Frassy et Mme Squarzino viennent de faire, car elles ont été toutes ponctuellement objet d'une réponse précise lors de l'audition. Nous étions tous ensemble, mais peut-être certains d'entre nous ont compris les choses d'une façon différente.

Président On procède à l'examen, article par article.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina sur l'article 1er, pour déclaration de vote.

Squarzino (PVA-cU) Mi sembra più opportuno fare la dichiarazione di voto all'inizio della votazione che non alla fine quando già si è visto come si è votato.

Noi, come risulta dal nostro precedente intervento, voteremo a favore di questo disegno di legge. Siamo d'accordo infatti sull'opportunità di offrire agli operatori della montagna uno strumento di lavoro e utile per aiutarli a diventare più competenti nello svolgere la propria professionalità, strumento di lavoro che diventa utile alla collettività e al settore del turismo. Questo è il motivo per cui diciamo di sì, mantenendo ancora una serie di perplessità sullo strumento giuridico, la Fondazione, che è un po' faraonica - riprendo questo aggettivo - o quanto meno sovradimensionato rispetto alla realtà effettiva di funzionamento di questo centro. Però, proprio perché non voglio fare il processo alle intenzioni, proprio perché credo nella serietà di coloro che lì sono chiamati ad operare, che questo progetto hanno pensato e quasi caldeggiato, proprio per questo motivo voteremo a favore del disegno di legge.

Président La parole au Conseiller Frassy, pour déclaration de vote.

Frassy (FI) "Noi non vogliamo fare il processo alle intenzioni" dicevano i colleghi dell'Ulivo e noi non vogliamo fare atti di fede, nel senso che ci limitiamo a votare ciò che è stato scritto, nero su bianco, e il giudizio non è variato rispetto a quanto è stato scritto, nel senso che la replica del relatore più che una replica tecnica è stata una replica di tipo personale.

Il silenzio dei banchi della Giunta su un argomento, che dovrebbe essere importante, penso che sia importante e significativo per il fatto stesso di non esserci questo intervento, anche perché difficilmente potrebbero sostenersi cose diverse rispetto a quelle che sono qui scritte.

Vorrei solo evidenziare come ci sia poca serietà nell'affrontare anche questo argomento, c'è un progetto che è cofinanziato sul programma Interreg III nell'ambito della COTRAO, dove non sono state coinvolte né le guide né il soccorso di montagna, e che fra l'altro è materia che dovrebbe in buona parte rientrare nei compiti di questa fondazione, e ciononostante si segue un canale parallelo evitando di verificare se ci possono essere delle sinergie o meno.

Abbiamo detto che la nostra preoccupazione è che di fatto si vada ad una duplicazione dei costi e delle attività, vorrei solo ricordare che attualmente ci sono tre persone che si occupano delle questioni climatiche e meteorologiche presso l'Ufficio meteo della Protezione civile, più altre convenzioni esterne e con questa legge andiamo a mettere alla prima lettera degli scopi della fondazione le medesime problematiche sulle quali abbiamo anche attivato - dicevo - questo progetto nell'ambito della COTRAO. Il nostro giudizio rimane di conseguenza negativo perché non vediamo una possibilità seria e concreta di dare attuazione a quelle che erano le intenzioni e gli intendimenti che stavano probabilmente alla base di questo disegno di legge e di questa fondazione, ma che sicuramente stentano a trovare concretezza. Vorrei portare un altro dato che è significativo: l'Istituto della montagna di Roma ha finanziato iniziative similari nel Trentino Alto Adige; la Regione Valle d'Aosta al momento li ha tenuti sull'uscio.

Io penso allora che queste non siano interpretazioni, ma siano dati reali sui quali vanno fatte delle valutazioni e la nostra valutazione politica è negativa perché su un argomento importante, che poteva contribuire a qualificare l'offerta turistica, a qualificare la sicurezza, a qualificare l'immagine della Valle d'Aosta si sta facendo un'operazione di tipo politico e in quanto a fondazioni, purtroppo, questa Amministrazione regionale ha il mal vezzo di partorirle non per quello che faranno, ma per chi le andrà nei fatti a gestire.

Forse l'ultimo che ha beneficiato di questo tipo di fondazioni è il collega Borre che forse ci potrà relazionare su quello che è stato fino ad oggi l'esito operativo della Fondazione Grand Paradis che opera in un bacino dove c'è il Parco del Gran Paradiso, dove ci sono le AIAT e dove ci sono tanti altri soggetti attori.

Non sappiamo ancora chi è che andrà ad occuparsi di questa fondazione, speriamo di essere smentiti con i fatti ma, visto che non vogliamo fare atti di fede perché non abbiamo dato la fiducia politica a questa maggioranza, di conseguenza la giudichiamo per i suoi atti.

Gli atti che voi ci presentate sono atti che non sono credibili e non sono credibili perché non hanno gli strumenti tecnici e qui mi ripeto: non c'è un comitato scientifico, strumento essenziale per ogni fondazione che voglia essere credibile; non ci sono gli strumenti finanziari perché questi strumenti non esistono, a questo riguardo il Presidente della Regione dice che ci sono molte attività sparpagliate delle quali si tratta solo di tirare le fila ma, se così è, scusate, non è la fondazione che fa un lavoro di questo genere, ma è un ufficio dell'Amministrazione che va a coordinare altri uffici dell'Amministrazione. Gli atti che abbiamo esaminato perciò sono atti lacunosi, sono atti che non sono in grado di conseguire l'obiettivo dichiarato e per questi motivi esprimiamo e confermiamo il nostro giudizio negativo.

Président Je soumets au vote l'article 1er:

Conseillers présents et votants: 30

Pour: 28

Contre: 2

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 2:

Conseillers présents et votants: 30

Pour: 28

Contre: 2

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 3:

Conseillers présents et votants: 30

Pour: 28

Contre: 2

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 4:

Conseillers présents et votants: 30

Pour: 28

Contre: 2

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 5:

Conseillers présents et votants: 30

Pour: 28

Contre: 2

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 6:

Conseillers présents et votants: 30

Pour: 28

Contre: 2

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 7:

Conseillers présents et votants: 30

Pour: 28

Contre: 2

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote le projet de loi dans son ensemble:

Conseillers présents et votants: 29

Pour: 27

Contre: 2

Le Conseil approuve.