Oggetto del Consiglio n. 216 del 8 giugno 1977 - Verbale

OGGETTO N. 216/77 - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IN MERITO AD UN MESSAGGIO DEL SENATORE FOSSON CONCERNENTE IL DISEGNO DI LEGGE STATALE: "NORME DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE DELLA VALLE D'AOSTA".

Presidente: Sull'argomento in discussione ho ricevuto una lettera del Sen. Fosson e prego il Segretario di darne lettura. Ne farò poi distribuire copia ai Capigruppo ed ai Consiglieri.

Si dà atto che il Segretario MAPPELLI dà lettura della seguente lettera:

"Ho ricevuto la convocazione del Consiglio regionale, in adunanza straordinaria, per le ore 16,30 di mercoledì 8 giugno 1977.

Dato che all'ordine del giorno vi è "l'Esame e parere del Consiglio regionale sulle norme di attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta e sugli emendamenti proponendi", avrei desiderato poter essere presente alla seduta per seguire personalmente la discussione sull'argomento.

Purtroppo gli impegni di questa settimana al Senato non me lo permettono.

La prego quindi, Signor Presidente, di voler scusare la mia assenza e, nello stesso tempo, dare lettura di questa lettera al Consiglio onde rendere noto il mio pensiero in merito.

Le rivolgo questa preghiera perché desidero richiamare l'attenzione dei Signori Consiglieri, e delle forze politiche presenti in Consiglio regionale, sull'opportunità, nell'interesse della Regione, di trovare una via di intesa di massima sugli emendamenti da fare presentare dai Parlamentari, in sede di discussione del provvedimento, sia in Commissione che in aula.

Non è mia intenzione, in questo momento, confrontare le proposte di emendamenti presentate al Consiglio dalle varie forze politiche.

Nelle riunioni indette dal Presidente della Giunta alla fine dicembre 1976 e ai primi di gennaio 1977 ho avuto occasione di fare verbalmente alcune osservazioni e alcune proposte su determinati articoli.

Quello che mi preme dire al Consiglio è, prima di tutto, che si ridimensionino, alla loro effettiva portata, le "norme di attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta", di cui al disegno di legge n. 379, che prevedono un organico e necessario trasferimento di una parte importante delle funzioni amministrative dallo Stato alla Regione.

Fuori luogo è però parlare di "pacchetto" in quanto è rinviato ad un successivo momento il trasferimento delle funzioni riguardanti taluni altri settori.

Un discorso a parte va pure fatto per l'applicazione dell'articolo 14 dello Statuto.

È chiaro che nessuno vuole rinunciare alla zona franca e, per quanto mi concerne, al momento della presentazione del Governo Andreotti ho sottolineato ancora una volta l'esigenza della sua attuazione.

Tenendo presenti le considerazioni che ho fatto prima, mi permetto però di invitare il Consiglio a considerare lo stretto legame che questo problema ha con quello del riparto fiscale tra lo Stato e la Regione.

Ritengo perciò che le norme di attuazione della zona franca non possano essere incluse nel disegno di legge attualmente all'esame.

Io mi auguro che i Signori Consiglieri vogliano tenere conto di queste mie considerazioni che non sono dettate da una posizione di parte, ma dalla preoccupazione di poter sostenere al Senato le tesi più convenienti nell'interesse della nostra Regione. Queste tesi devono trovare il loro fondamento negli emendamenti che il Consiglio regionale vorrà formulare dopo un'ampia ed approfondita discussione dei diversi punti di vista.

Prima di passare all'esame della legge, la I Commissione permanente del Senato (Affari Costituzionali, ecc.) ha deciso una indagine informale consistente nella audizione di una rappresentanza della Regione Valle d'Aosta.

La definitiva formulazione di queste norme è importante per la Regione.

La mia lunga milizia in seno al Consiglio regionale mi induce perciò ad esortare i Consiglieri tutti a non fare di questo argomento un cavallo di battaglia elettorale o una questione di prestigio personale o di parte.

Si metta il tempo che è necessario, ma si faccia in modo che al Senato della Repubblica sia portata una voce concorde, la voce della Valle d'Aosta.

Se dalla discussione emergerà, come spero, un comune orientamento, me ne renderò interprete e con maggiore forza potrò sostenerlo nelle sedi opportune.

A Lei, Signor Presidente, e a tutti i Consiglieri, porgo i miei più cordiali saluti.

F.to: Senatore Pietro Fosson"

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